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Piana del Cavaliere

A Rocca di Botte va in scena il teatro dell’anima: sotto la Torre dell’Orologio arriva “Giuda – L’oro del tradimento”

“Il teatro è una medicina per l’anima”: a Rocca di Botte va in scena lo spettacolo gratuito “Giuda – L’oro del tradimento”! 🎭 🕰️ Siete pronti a vivere una serata magica, di quelle che uniscono il paese e scaldano il cuore? Giovedì 27 agosto (alle ore 19:00), la suggestiva piazza sotto la storica Torre dell’Orologio di Rocca di Botte (AQ) si trasformerà in un bellissimo palcoscenico a cielo aperto! Andrà in scena lo spettacolo teatrale “GIUDA – L’oro del tradimento”, una rappresentazione profonda e intensa che scaverà nel mito del “tradimento” per eccellenza (quello dei trenta denari) per farci riflettere sulle debolezze e sulle fragilità di ogni essere umano. Ma il teatro, come dicono gli organizzatori, non è solo arte: “È una vera medicina per la comunità!”, un modo per spegnere la tv, uscire di casa, incontrarsi in piazza e condividere un’emozione vera tutti insieme. L’ingresso è rigorosamente GRATUITO ed è aperto a tutti i cittadini di Rocca di Botte e dei paesi limitrofi della Piana del Cavaliere. Leggi i dettagli dell’evento nel nostro articolo! 👇 🎟️ A voi piace il teatro in piazza? Non mancate a questo bellissimo appuntamento di cultura e socialità!

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Locandina evento Rocca di Botte

Rocca di Botte – Ci sono serate in cui i piccoli borghi delle nostre aree interne si trasformano, quasi per magia, in veri e propri teatri a cielo aperto, luoghi sacri in cui la comunità si ritrova per riflettere, sorridere ed emozionarsi all’unisono. È esattamente ciò che accadrà giovedì 27 agosto alle ore 19:00 nel cuore pulsante di Rocca di Botte (L’Aquila).
La suggestiva e storica cornice della Torre dell’Orologio farà infatti da magnifico e austero palcoscenico a un appuntamento culturale di grande spessore: lo spettacolo teatrale intitolato “GIUDA – L’oro del tradimento”. L’evento, fortemente voluto dagli organizzatori, è ovviamente aperto a tutta la cittadinanza locale e agli abitanti dei paesi limitrofi, chiamati a raccolta per vivere insieme una splendida serata di recitazione e arte.

“Giuda – L’oro del tradimento”: esplorare le fragilità umane

Il titolo dell’opera teatrale preannuncia una messa in scena dal forte impatto emotivo e psicologico. La figura di Giuda Iscariota è da millenni il simbolo universale del tradimento, l’archetipo dell’amico che si vende per i proverbiali trenta denari d’argento. Ma il teatro, da sempre, ha il potere meraviglioso di scavare oltre la superficie delle antiche scritture, andando a indagare le pieghe più oscure e nascoste dell’animo umano.
Portare in scena il “tradimento” significa mettere il pubblico davanti a uno specchio. Significa esplorare il dubbio, la tentazione materiale (l’oro), la solitudine di chi compie una scelta irreparabile e il peso schiacciante del rimorso. Lo spettacolo si preannuncia quindi non solo come una narrazione storica o religiosa, ma come una profonda indagine teatrale sulle debolezze e sulle fragilità che, in fondo, appartengono a ciascuno di noi nel duro viaggio della vita.

Il teatro di paese come medicina per l’anima e la comunità

Ciò che rende questo evento davvero speciale a Rocca di Botte non è solo il valore artistico della pièce, ma il suo profondo significato sociale. Nell’epoca dei social network, dove le persone sono sempre più isolate dietro gli schermi dei propri smartphone, portare fisicamente le persone in piazza a guardare un attore negli occhi è diventato un atto quasi rivoluzionario.
Come recita la stessa, bellissima locandina di presentazione, l’obiettivo è quello di vivere una serata di “cultura, leggerezza e condivisione”, definendo l’evento teatrale come “una vera e propria medicina per la comunità”. Ed è un’affermazione sacrosanta: il teatro unisce, il teatro fa stringere la mano al vicino di sedia, il teatro fa discutere insieme alla fine dello spettacolo. In un piccolo paese, sedersi in piazza ad ascoltare una storia rappresenta la cura più potente contro l’isolamento sociale e lo spopolamento culturale delle aree interne.

Dettagli dell’evento e invito alla partecipazione

L’Amministrazione e gli organizzatori invitano tutti, grandi e piccini, a non lasciarsi sfuggire questa meravigliosa opportunità di crescita personale e collettiva. Il teatro è di tutti e deve essere per tutti. Proprio per questo motivo (e per incentivare la massima partecipazione popolare possibile, allargando l’invito anche ai turisti ancora presenti e ai residenti dei borghi della Piana del Cavaliere) l’ingresso allo spettacolo sarà totalmente gratuito.
L’appuntamento è dunque imperdibile: giovedì 27 agosto, quando il sole inizierà a calare e le ombre si allungheranno sulla piazza, l’arte prenderà vita sotto la Torre dell’Orologio di Rocca di Botte. Spegnete per un paio d’ore la televisione, uscite di casa e lasciatevi curare e trasportare dalla magia del palcoscenico: non mancate!

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Carsoli – storia del castello medievale della frazione Colli di Montebove

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Castello di Colli di Monte Bove

Colli di Monta Bove-  Il castello di Colli di Monte Bove, frazione del comune di Carsoli, in provincia dell’Aquila, rappresenta una testimonianza importante della storia medievale della Marsica. Situato in posizione elevata, il complesso fortificato dominava il borgo e il territorio circostante, in un’area strategica per il controllo delle vie di comunicazione tra l’Abruzzo interno e la pianura romana.
Le sue origini si collegano alla presenza dei Conti dei Marsi, la potente famiglia feudale che, tra il X e l’XI secolo, contribuì a organizzare politicamente e militarmente questo territorio. Le ricostruzioni storiche descrivono il castello come un insediamento fortificato destinato non soltanto alla difesa, ma anche alla residenza e all’amministrazione del potere signorile.ra il X e l’XI secolo, quando il territorio era segnato da rivalità feudali e dalla necessità di proteggere i centri abitati, Colli di Monte Bove assunse un ruolo rilevante nel sistema difensivo locale. La fortificazione viene tradizionalmente ricondotta all’iniziativa dei Conti dei Marsi, che controllavano ampie porzioni della Marsica.
Il castello non era una semplice torre isolata: il complesso comprendeva un castello-recinto, con spazi residenziali e strutture funzionali alla vita della comunità signorile. Le ricostruzioni disponibili ricordano anche la presenza della chiesa di San Giovanni Battista e di altri ambienti di servizio.Nel corso dei secoli il controllo del territorio passò attraverso diverse famiglie nobiliari. Alla fase dei Berardi, legati alla contea dei Marsi, seguirono i De Ponte e successivamente gli Orsini. Nel 1497 si affermò il dominio dei Colonna, una delle famiglie più influenti dell’Italia centrale.
Questi passaggi riflettevano le trasformazioni politiche della Marsica: i castelli erano strumenti di controllo delle campagne, delle strade e delle comunità locali, oltre che simboli dell’autorità dei signori.Con il mutare degli equilibri politici e militari, la fortezza perse gradualmente la propria funzione originaria. Il castello andò incontro a un lungo periodo di abbandono, aggravato dal deterioramento delle strutture, dagli eventi sismici e dai conflitti che interessarono il territorio.
Le mura e gli altri resti, progressivamente nascosti dalla vegetazione, hanno conservato la memoria di un insediamento che un tempo rappresentava un punto di riferimento per la comunità. Oggi le rovine costituiscono una parte significativa del patrimonio storico di Colli di Monte Bove.La storia di Colli di Monte Bove è legata anche alla figura di San Berardo, nato nel 1079 secondo la tradizione locale e appartenente alla famiglia dei Berardi, conti dei Marsi. Fu vescovo dei Marsi e cardinale, ed è ricordato come protettore del paese.
La sua figura testimonia il legame profondo tra potere feudale, vita religiosa e identità della comunità medievale. Per ricostruire con precisione il rapporto tra il santo e il castello, tuttavia, è necessario distinguere le tradizioni locali dalle informazioni documentarie.Negli ultimi anni il castello è tornato al centro dell’attenzione grazie all’impegno di persone e associazioni del territorio, interessate alla sua valorizzazione e alla riscoperta delle origini del borgo. Queste iniziative sono importanti perché permettono di guardare ai ruderi non come a semplici resti, ma come a una parte della storia collettiva di Carsoli e della Marsica.Il castello di Colli di Monte Bove racconta una storia fatta di difesa, potere, fede e trasformazioni. Le sue pietre rimandano a un’epoca in cui la sicurezza degli abitati dipendeva dalle alture fortificate e dalle famiglie che governavano il territorio.
Conservarne la memoria significa restituire valore a un patrimonio che appartiene non soltanto a Colli di Monte Bove, ma all’intera storia del comprensorio carseolano.
Nota storica: le date più antiche e alcuni dettagli sulle origini del complesso derivano da ricostruzioni storiche locali; per una pubblicazione scientifica sarebbe opportuno confrontarli con documenti d’archivio e studi archeologici specifici.

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Poggio Cinolfo contro il maxi fotovoltaico da 9 ettari a Casabianca: la Pro Loco lancia la petizione popolare e chiama in causa il Vescovo

Allarme a Poggio Cinolfo per l’ipotesi di un maxi impianto fotovoltaico da 8,7 ettari sui terreni di Casabianca di proprietà della Diocesi. La Pro Loco Aginulfo scende in campo con una petizione popolare e incontra il Vescovo Mons. Massaro per fermare il progetto che rischia di deturpare la vallata del Turano. E per chi cerca soluzioni energetiche sostenibili per casa senza consumare suolo agricolo, scoprite i kit fotovoltaici da balcone plug & play su Amazon. Leggete l’inchiesta completa con tutti i dettagli sul nostro giornale 👇

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Campo sportivo

Poggio Cinolfo – Una mobilitazione popolare senza precedenti per difendere l’identità rurale, la vocazione turistica e l’integrità paesaggistica della frazione e dell’intera Piana del Cavaliere. A Poggio Cinolfo, frazione del Comune di Carsoli, scatta l’allarme per l’annunciata realizzazione di un imponente impianto fotovoltaico a terra della grandezza di circa 8,7 ettari in Località Casabianca. A lanciare l’iniziativa di protesta è la Pro Loco Aginulfo APS, guidata dal presidente Domenico De Santis, che ha promosso una petizione popolare e una raccolta firme aperta a tutti i cittadini, chiamando in causa non soltanto le istituzioni locali ma anche i vertici della Diocesi di Avezzano.

L’offerta d’acquisto e il terreno dell’Istituto Sostentamento Clero

Al centro della controversia vi è una cospicua porzione di territorio agricolo di proprietà dell’Istituto Diocesano per il Sostentamento del Clero della Diocesi di Avezzano. Su questa vasta area, pari a quasi nove ettari, una società privata ha formalizzato un’offerta economica vincolante con l’obiettivo di realizzare un grande parco fotovoltaico industriale. Il comparto individuato non è una landa marginale: include infatti l’intera particella che comprende lo storico campo sportivo della frazione e diversi appezzamenti attualmente concessi in locazione a coltivatori e concittadini di Poggio Cinolfo per attività agricole e di presidio del territorio.

Venuta a conoscenza delle trattative e del disegno imprenditoriale in atto, la Pro Loco Aginulfo ha immediatamente preso posizione a tutela della comunità. I vertici dell’associazione hanno chiesto e ottenuto un confronto diretto con il Direttore dell’Istituto Sostentamento Clero, formalizzando poi una dettagliata missiva inviata al Presidente dell’Ente ecclesiastico per esprimere una netta e motivata contrarietà all’alienazione dei terreni per scopi industriali ed energetici di tale impatto.

Rischio deturpamento e crollo del patrimonio immobiliare

La preoccupazione espressa dai promotori della petizione investe l’intero tessuto socio-economico del comprensorio. Un insediamento a pannelli solari di quasi nove ettari alle porte dell’abitato andrebbe a deturpare irrimediabilmente il corridoio verde compreso tra il fiume Turano e la Strada Provinciale Turanense, dal bivio di Casabianca fino al confine naturale con le province di Rieti e Roma, estendendosi verso le colline che conducono al borgo di Poggio Cinolfo.

Secondo la comunità locale, le ripercussioni sarebbero devastanti su più fronti: ambientale, per l’alterazione degli equilibri idrogeologici e la cancellazione di suolo agricolo fertile; turistico, per la degradazione di un paesaggio collinare incontaminato che rappresenta il vero valore aggiunto della zona; e infine economico-patrimoniale. In un contesto in cui il valore degli immobili nei centri dell’entroterra abruzzese sconta già le difficoltà legate allo spopolamento, la trasformazione della vallata d’accesso in una distesa industriale di silicio e recinzioni metalliche rischierebbe di assestare un colpo di grazia al mercato immobiliare locale.

Transizione energetica e sostenibilità quotidiana

La vera energia rinnovabile compatibile con l’ambiente è quella che rispetta il suolo: per ridurre i costi della bolletta senza consumare ettari di territorio agricolo, scoprite i moderni Kit Fotovoltaici da Balcone Plug & Play e le Stazioni di Energia Solare Portatili (EcoFlow / Jackery) ad alta efficienza per l’autosufficienza domestica.

👉 Scopri i migliori kit fotovoltaici da balcone e generatori solari in offerta su Amazon

I vincoli del Comune di Carsoli e l’appello a Mons. Massaro

Della delicata vicenda è stata tempestivamente informata anche l’Amministrazione Comunale di Carsoli. Tuttavia, il quadro normativo vigente lascia margini di manovra assai ristretti agli enti locali. Alla luce delle recenti disposizioni della Legge Regionale Abruzzo e della costante giurisprudenza amministrativa — confermata dalla sentenza del Consiglio di Stato n. 3611/2026 —, i Comuni non dispongono di un potere di veto assoluto o di blocco preventivo nei confronti degli impianti da fonti rinnovabili. La competenza primaria ricade sulle conferenze dei servizi regionali, all’interno delle quali l’amministrazione cittadina può unicamente depositare osservazioni puntuali, evidenziare criticità tecniche e sollevare vincoli urbanistici e paesaggistici.

Proprio per questo motivo la Pro Loco e i residenti hanno deciso di compiere un passo ulteriore, appellandosi direttamente all’autorità morale della Chiesa marsicana. Nei giorni scorsi una delegazione ha incontrato il Vescovo di Avezzano, Mons. Giovanni Massaro, al quale è stata consegnata copia della missiva e del dossier. Il presule ha assicurato la massima attenzione e sensibilità verso le istanze della popolazione, aprendo un canale di riflessione etica e pastorale sull’opportunità che beni di emanazione ecclesiale vengano destinati a progetti che incontrano la ferma opposizione delle comunità residenti.

La raccolta firme: «Diamo volume alla nostra voce»

Per dare forza istituzionale e visibilità all’istanza popolare, la Pro Loco Aginulfo ha allestito un presidio permanente di raccolta firme in Via San Rocco, accanto alla sede dell’associazione. Il banchetto è operativo tutti i giorni dalle ore 17:00 alle 19:00 per consentire a tutti i cittadini maggiorenni residenti e domiciliati (muniti di valido documento d’identità o patente) di sottoscrivere il documento ufficiale.

L’obiettivo dichiarato è chiedere a tutte le autorità competenti, dalla Regione Abruzzo alla Soprintendenza fino al Ministero dell’Ambiente, di valutare soluzioni alternative che non sacrifichino un polmone verde essenziale per la valle del Turano. Lo slogan lanciato dal presidente Domenico De Santis riassume il clima di compattezza della frazione: «Dobbiamo far sentire la nostra voce e dare volume al nostro dissenso. Il territorio non si svende: la salvaguardia del paesaggio viene prima della speculazione».

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Un viaggio oltre il buio: a Pereto un evento straordinario per riscoprire l’empatia, il gusto e la vera convivialità

Siete pronti a vivere un’esperienza che cambierà per sempre il vostro modo di percepire il mondo e gli altri? Questa sera, sabato 10 ottobre alle ore 19:30, Pereto si prepara a ospitare un evento straordinario e dal profondo impatto emotivo: la “Cena al Buio”. L’iniziativa, totalmente gratuita, si terrà presso la Sala “Università della terza età Piana del Cavaliere” ed è promossa dall’Associazione Percorsi Solidali nell’ambito del virtuoso progetto “Marsica per tutti” (finanziato dai fondi sociali della Regione Abruzzo). I partecipanti, guidati dall’esperta Pompea Fiorini, si immergeranno nell’oscurità più totale, privandosi del senso della vista per riscoprire con un’intensità inaudita l’olfatto, il tatto e soprattutto il gusto. Ma la vera magia della serata consisterà nell’abbattere ogni barriera estetica: senza potersi guardare, i commensali riscopriranno il valore puro dell’ascolto e della vera convivialità, condividendo un meraviglioso viaggio introspettivo e collettivo per sensibilizzare sull’empatia e sulle disabilità visive. Un appuntamento imperdibile per la comunità. Vi invitiamo a leggere il nostro articolo di approfondimento per scoprire tutti i retroscena e i dettagli di questa lodevole iniziativa sociale.

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locandina evento Pereto

Pereto (AQ) – In una società iperconnessa, dominata in modo quasi ossessivo dall’immagine, dall’estetica e dall’impatto visivo immediato, l’idea di rinunciare volontariamente al senso della vista per una sera rappresenta una vera e propria rivoluzione culturale e interiore. È con questo ambizioso e nobile presupposto che la comunità di Pereto si prepara ad accogliere uno degli eventi più significativi e profondi dell’intera stagione autunnale. Questa sera, sabato 10 ottobre 2026, a partire dalle ore 19:30, la Sala “Università della terza età Piana del Cavaliere” (situata nella centralissima Piazza Salvo d’Acquisto) aprirà le sue porte per ospitare la “Cena al Buio”. Non si tratta di un semplice appuntamento enogastronomico, ma di un’esperienza sensoriale straordinaria e totalizzante, un esperimento sociale volto a riscoprire le radici più autentiche del gusto, dell’olfatto e, soprattutto, della convivialità umana, spogliata da qualsiasi pregiudizio o distrazione estetica.

Il progetto “Marsica per tutti”: innovazione e inclusione sociale

Questa lodevole iniziativa non nasce per caso, ma si inserisce all’interno di un quadro istituzionale di altissimo profilo etico e programmatico. La “Cena al Buio” è infatti una tappa fondamentale del più ampio progetto “Marsica per tutti”, un piano di inclusione promosso e organizzato con dedizione dall’Associazione Percorsi Solidali. Il progetto gode del prezioso e fondamentale finanziamento della Regione Abruzzo, rientrando nello specifico ambito dell’indirizzo applicativo dedicato ai programmi speciali e all’innovazione. Nello specifico, l’iniziativa attinge dalla destinazione di un’importante somma complessiva pari a 312.000 euro, proveniente dalle quote del Fondo Sociale Regionale, mirata proprio al finanziamento di interventi sociali e culturali capaci di generare un impatto positivo e tangibile sul territorio. L’obiettivo delle istituzioni e degli organizzatori è chiaro: trasformare il momento del pasto in uno strumento di sensibilizzazione potentissimo, capace di abbattere le barriere invisibili dell’incomunicabilità e di educare i cittadini all’empatia nei confronti di chi vive quotidianamente la disabilità visiva.

La privazione visiva come scoperta di nuovi mondi

Ma cosa accade realmente durante una Cena al Buio? Privato improvvisamente della rassicurante bussola della vista, il commensale viene dolcemente accompagnato in un viaggio che è, al tempo stesso, profondamente introspettivo e meravigliosamente collettivo. Nel buio totale, i normali parametri di valutazione crollano. L’ansia iniziale lascia rapidamente il posto a un risveglio sensoriale senza precedenti: ogni singola portata servita al tavolo diventa una scoperta inattesa, un enigma da risolvere affidandosi esclusivamente al palato e al naso. Le consistenze del cibo si fanno sorprendenti, i sapori esplodono con un’intensità sconosciuta e i profumi diventano avvolgenti e tridimensionali. Ma la magia più grande avviene a livello relazionale. Senza la possibilità di giudicare chi si ha di fronte dall’abbigliamento, dall’espressione del viso o dalla postura, la comunicazione tra i vicini di tavolo si rinnova e si purifica. Si torna ad ascoltare davvero la voce dell’altro, le parole riacquistano il loro peso specifico e la condivisione delle percezioni pure si trasforma in un collante sociale fortissimo, libero da qualsiasi ansia da prestazione o giudizio estetico.

La guida esperta di Pompea Fiorini e i dettagli dell’evento

Un viaggio sensoriale di questa portata e delicatezza richiede ovviamente una guida capace, sensibile e professionalmente preparata per gestire le dinamiche emotive dei partecipanti. Per questo motivo, l’intera serata sarà brillantemente condotta da Pompea Fiorini, un’esperta riconosciuta e stimata che da molti anni organizza e gestisce attività senso-percettive con assoluto e comprovato successo. Grazie alla sua empatia e alla sua professionalità, i commensali saranno guidati passo dopo passo nell’esplorazione del buio, trasformando quella che potrebbe sembrare una semplice privazione in un’opportunità unica di arricchimento personale. Un format di sensibilizzazione così potente è stato concepito per essere accessibile a tutti: l’evento è infatti totalmente a titolo gratuito, un dono dell’Associazione alla cittadinanza. Tuttavia, per ovvie ragioni organizzative e logistiche, la partecipazione è subordinata alla prenotazione obbligatoria. L’appuntamento per chiunque voglia sfidare i propri limiti sensoriali e aprire il proprio cuore a nuove forme di percezione è fissato per questa sera, sabato 10 ottobre alle ore 19:30, presso la Sala dell’Università della terza età in Piazza Salvo d’Acquisto a Pereto. Un’occasione imperdibile per scoprire che, a volte, spegnere la luce è l’unico modo per iniziare a vedere davvero.

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