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Cultura

Cultura e lavoro a Policoro, Ugl Matera: la presentazione del romanzo di Silvia Trupo diventa un segnale per donne, famiglie e futuro della Basilicata

📣 Cultura, lavoro e dignità: da Policoro il messaggio dell’UGL Matera sulla forza delle donne, delle famiglie e del territorio. Leggi l’articolo completo sul nostro sito 👇
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Da SX, Pino GIORDANO UGL MATERA e Silvia TRUPO scrittrice e giornalista

Policoro Una sala gremita nella Parrocchia della Chiesa Madre di via Siris, i saluti istituzionali, la voce di un’autrice lucana che torna a parlare alla sua comunità. La presentazione del romanzo “Tutto in una notte” di Silvia Trupo, giornalista e scrittrice di Policoro (Matera), pubblicato da Edigrafema Casa Editrice, si è trasformata in un momento corale in cui cultura e lavoro hanno trovato un terreno comune. L’iniziativa, promossa dall’associazione Nuova Hera con il patrocinio del Comune di Policoro, ha visto la partecipazione dell’UGL Matera, rappresentata dal segretario provinciale Pino Giordano, intervenuto anche a nome del segretario generale Paolo Capone.

La cornice è quella del Metapontino, area dinamica della provincia di Matera dove la filiera agricola, il terziario, il turismo costiero e il piccolo artigianato scandiscono la quotidianità tra il lungomare di via Lido e le contrade che circondano il centro. In questo tessuto sociale, spesso attraversato da contratti discontinui e da servizi che non sempre tengono il passo con i bisogni delle famiglie, un romanzo può diventare pretesto e strumento di confronto pubblico sui temi della dignità, della maternità, della conciliazione, del coraggio personale.

Il messaggio dell’ugl: persona, famiglia, dignità del lavoro

Nel suo intervento, Pino Giordano ha sottolineato una linea chiara: “La cultura cresce quando racconta il valore della persona, del lavoro, della famiglia e del ruolo della donna”. Il sindacato, ha aggiunto, guarda con favore a iniziative capaci di tenere insieme riflessione e comunità, perché in provincia di Matera – dalla città capoluogo ai comuni della fascia ionica, fino alle aree interne di Montagna Materana – sono proprio le donne e i giovani a pagare il prezzo più alto di precarietà, servizi insufficienti e mobilità forzata verso altre regioni.

Il saluto a nome del segretario generale Capone ha ribadito il perimetro culturale dell’UGL: centralità della persona, tutela della famiglia, dignità del lavoro come chiavi per una crescita che tenga insieme ambizione economica e qualità della vita. Un’impostazione che a Policoro è stata accolta con attenzione dal pubblico presente e dall’autrice, accompagnata dall’editrice Antonella Santarcangelo e dai referenti del network Il Corriere Lucano.

“Tutto in una notte”: temi universali che parlano alla Basilicata

Con “Fridda” Silvia Trupo aveva già messo a fuoco fragilità e resilienze dell’animo umano. “Tutto in una notte” conferma una cifra narrativa attenta al quotidiano, alle scelte difficili, alle attese. Coraggio, maternità, sacrificio, speranza: parole che, nel perimetro lucano, prendono forma in storie fatte di turni, pendolarismo sulla SS106, contratti stagionali sulla costa, famiglie che si reggono su nonni e reti informali. Il romanzo mette a fuoco ciò che spesso le statistiche riassumono in percentuali: il carico mentale delle donne, la fatica di tenere insieme cura e lavoro, il bisogno di servizi prossimi (asili nido, tempo prolungato, sostegno socio-sanitario) per evitare che la scelta tra famiglia e occupazione diventi un aut aut.

Giordano ha legato il messaggio del libro a un appello che chiama in causa istituzioni, imprese, scuola, terzo settore e parti sociali: assumersi una responsabilità condivisa per costruire una società più giusta e inclusiva, capace di mettere davvero al centro la persona. Un’agenda che a Policoro significa anche ragionare di politiche attive locali, di incentivi all’occupazione femminile e giovanile, di sicurezza sul lavoro nei comparti stagionali, di trasporti che colleghino le frazioni e i centri scolastici, di spazi culturali accessibili nei quartieri di nuova espansione.

Occupazione femminile e servizi: cosa serve nel materano

“Il lavoro è dignità, libertà, emancipazione”, ha rimarcato l’UGL. Per trasformare i principi in misure concrete, l’organizzazione sindacale indica alcune priorità: contratti stabili e non meramente stagionali, salari adeguati al costo della vita, ambienti di lavoro sicuri anche nei picchi estivi, nidi e servizi educativi realmente fruibili, strumenti di welfare aziendale e territoriale che favoriscano la conciliazione. Temi che toccano da vicino le famiglie del litorale ionico e dei comuni contermini (Scanzano Jonico, Tursi, Rotondella, Nova Siri), dove il pendolarismo su Matera, Taranto e Metaponto è routine e il tempo di cura diventa variabile che incide sulle scelte occupazionali.

L’UGL richiama anche la questione dello spopolamento: trattenere competenze e far rientrare i giovani lucani che oggi lavorano a Bari, Bologna, Milano significa rendere attrattivo il territorio con lavoro qualificato, servizi stabili, una rete culturale e associativa viva. In questo quadro, eventi come la presentazione di “Tutto in una notte” non sono parentesi, ma tasselli di una strategia più ampia in cui biblioteche, scuole, parrocchie, associazioni e editori locali collaborano per costruire comunità attive.

Cultura come prevenzione e alfabetizzazione civica

Nelle parole di Giordano, la cultura è anche prevenzione: promuove rispetto della persona, legalità, solidarietà, riconoscimento delle differenze. Libri che raccontano scelte e conseguenze aiutano a nominare problemi spesso taciuti (isolamento, ricatti occupazionali, stereotipi di genere) e offrono linguaggi condivisi per chiedere cambiamenti. È la stessa logica che guida l’azione sindacale sul territorio: tutela dei lavoratori, dialogo con i datori di lavoro, contrattazione di misure di conciliazione, ascolto dei bisogni reali.

Da Policoro parte dunque un segnale che prova a legare crescita economica e crescita sociale. L’UGL Matera annuncia che continuerà a sostenere iniziative capaci di mettere insieme cultura e partecipazione, perché “difendere il lavoro” significa anche difendere la dignità delle donne, tenere insieme famiglia e occupazione, rafforzare il welfare e dare alle nuove generazioni opportunità concrete in Basilicata. Una visione che invita amministrazioni comunali, scuole superiori del territorio (dall’IPSIA al Liceo Scientifico), mondo produttivo e terzo settore a fare squadra su progetti misurabili: occupazione femminile di qualità, nidi e servizi per l’infanzia diffusi anche nelle contrade, sicurezza nei luoghi di lavoro, programmazione culturale capace di rendere Policoro e l’intero Materano luoghi dove restare e tornare.

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Cultura

Quando la memoria si fa più fragile e resta soltanto la persona

🚨 UNA RIFLESSIONE COMMOVENTE SULLA MEMORIA E SULL’ALZHEIMER. Cosa succede a una persona quando i ricordi iniziano a sfumare? La memoria non è solo date o nomi, è il filo che lega la nostra storia. Quando si allenta, si perdono i punti di riferimento. Un saggio intimo e profondo sulla fragilità umana, che ci ricorda l’importanza di esserci, senza giudicare o correggere. Perché anche quando la memoria lascia spazio al silenzio, il bisogno di uno sguardo gentile, di una carezza e di essere riconosciuti rimane intatto. Il cuore continua sempre a conoscere la strada verso l’amore. Da leggere e condividere 👇#alzheimer #demenzasenile #riflessionidivita #memoria #fragilitàumana #famiglia #caregiver #amore #pagineutili

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La perdita dei ricordi e la forza dei legami affettivi che resistono all’avanzare del tempo costituiscono il cuore pulsante di una delicata analisi sulla fragilità della mente umana. Di fronte alle sfide poste dalle patologie che colpiscono la terza età, la vicinanza e l’ascolto silenzioso si trasformano nell’unico vero porto sicuro per salvaguardare la dignità di chi smarrisce la propria strada quotidiana
Redazione-  Ci sono momenti nella vita in cui ci accorgiamo che alcune cose che davamo per scontate non sono poi così solide. La memoria, per esempio. Pensiamo che i nostri ricordi siano qualcosa di nostro per sempre, una parte intoccabile di quello che siamo. Poi arriva il tempo, arrivano gli anni, e ci rendiamo conto che anche ciò che sembrava più sicuro può diventare fragile.
Ma cosa succede a una persona quando i ricordi iniziano a sfumare?
La memoria non è soltanto ricordare un nome, una data o un avvenimento. La memoria è il filo che lega la nostra vita. Sono i volti delle persone amate, le case in cui abbiamo vissuto, le emozioni che ci hanno accompagnato. È il modo in cui diciamo a noi stessi: “Questa sono io. Questa è la mia storia”.
Quando quel filo comincia ad allentarsi, qualcosa cambia profondamente. A volte una persona non perde soltanto dei ricordi: perde dei punti di riferimento, perde pezzi della propria sicurezza.
Ho visto persone vivere con un piede nel presente e uno nel passato. Persone che cercavano un volto, un nome, una voce che forse apparteneva a molti anni prima. Non lo facevano per capriccio. Lo facevano perché quei ricordi erano diventati un luogo sicuro dove sentirsi ancora a casa.
Ho visto anche persone rimanere in silenzio. Un silenzio che non era vuoto, ma pieno di qualcosa che noi da fuori spesso non riusciamo a comprendere.
E noi, che siamo accanto a loro, cosa facciamo? Spesso cerchiamo di correggerli, di riportarli alla realtà. Ma forse, a volte, la cosa più importante non è correggere. È esserci.
Ricordo una donna anziana vicino a una finestra. Parlava di sua madre con una dolcezza che mi ha colpita. Non sembrava cercare soltanto una persona del passato. Sembrava cercare una parte di sé, un legame con la donna che era stata.
In quella domanda c’era amore, ma anche paura. La paura di perdere lentamente il contatto con la propria storia.
Ricordo anche un uomo che ogni mattina continuava a prepararsi con cura. Sistemava la camicia, controllava le tasche, guardava le sue mani. Erano gesti semplici, ma raccontavano molto. Come se attraverso quei piccoli rituali cercasse di dire a se stesso: “Io sono ancora qui”.
Forse la parte più difficile da accettare è questa: quando la memoria si indebolisce, non scompare soltanto il passato. Cambia il modo in cui una persona si sente dentro il mondo.
Eppure c’è qualcosa che rimane sempre.
Il bisogno di essere riconosciuti.
Anche quando una persona dimentica molte cose, continua ad avere bisogno di uno sguardo gentile, di una voce che la chiami per nome, di una mano che le faccia sentire che è ancora importante.
Una carezza, una presenza, un momento di ascolto non sono piccoli gesti. A volte sono il modo più semplice per dire a qualcuno: “Tu sei ancora qui. Tu conti”.
Guardando queste persone, impariamo qualcosa anche su noi stessi. Perché la distanza tra memoria e dimenticanza non riguarda soltanto gli altri. È una fragilità che appartiene alla vita umana.
Alla fine forse non siamo soltanto ciò che ricordiamo.
Siamo anche ciò che abbiamo donato, gli abbracci che abbiamo ricevuto, le parole che abbiamo lasciato nel cuore degli altri. Perché la memoria può indebolirsi, i ricordi possono confondersi, ma la parte più profonda di una persona non scompare mai completamente.
Rimane nel modo in cui qualcuno ci tiene la mano. Rimane in uno sguardo pieno di affetto. Rimane nei gesti di chi sceglie di restare accanto a noi, anche quando noi facciamo fatica a ritrovare la strada dentro noi stessi.
Forse la vera sfida dell’umanità non è soltanto ricordare, ma imparare a riconoscere il valore di ogni persona anche quando qualcosa dentro di lei comincia a spegnersi.
Perché finché esiste qualcuno capace di guardarti con amore, di ascoltarti senza giudicare e di dirti con la sua presenza “tu sei importante”, nessuno è davvero perduto.
E forse è proprio questo il miracolo più grande della vita: anche quando la memoria lascia spazio al silenzio, il cuore continua a conoscere la strada verso l’amore.

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Lifestyle

Catania celebra il saggio sul teatro di Rosario Palazzolo scritto dalla ricercatrice Giovita Antonella Piccillo

🚨 IL TEATRO COME SABOTAGGIO CULTURALE! Esce per Aletti Editore “Per una drammaturgia del sabotaggio”, lo straordinario saggio sul teatro necessario di Rosario Palazzolo firmato da Giovita Antonella Piccillo. Medico internista e letterata catanese, l’autrice analizza una poetica coraggiosa che scardina le finzioni borghesi attraverso una lingua “scotennata” di matrice dantesca e pirandelliana. Presentato con successo al Salone del Libro di Torino, il volume invita a riscoprire il valore della sconfitta per ritrovare la verità dell’animo umano. La recensione 👇#giovitaantonellapiccillo #rosariopalazzolo #perunadrammaturgiadelsabotaggio #alettieditore #saggistica #teatroitaliano #salonedellibrotorino #catania #libri2026 #cultura #pagineutili

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Copertina_Per una drammaturgia del sabotaggio. Il teatro necessario di Rosario Palazzolo

Il volume pubblicato nella collana dei Diamanti della Saggistica da Aletti Editore e disponibile in ebook

Catania – Un profondo, accurato e quanto mai stimolante saggio critico incentrato sulle moderne riforme dei linguaggi scenici, sulla valorizzazione della drammaturgia d’avanguardia della penisola e sulla necessità etica di utilizzare lo spazio del palcoscenico come uno strumento di indagine antropologica e sociale ha preso ufficialmente il via. All’interno del panorama editoriale contemporaneo, la nuova opera intitolata Per una drammaturgia del sabotaggio Il teatro necessario di Rosario Palazzolo sta registrando un forte e meritato interesse tra gli addetti ai lavori. Il volume, sapientemente pubblicato nella prestigiosa collana intitolata I Diamanti della Saggistica sotto il marchio storico di Aletti Editore e distribuito in formato cartaceo ed ebook, reca la firma di Giovita Antonella Piccillo. L’autrice, dottoressa specializzata in Medicina Interna attiva nel distretto di Catania, vanta una solida formazione umanistica coronata dal conseguimento della laurea in Lettere Moderne e Comunicazione della Cultura e dello Spettacolo.
La stesura di questa monografia specialistica nasce da una autentica folgorazione intellettuale ed esistenziale scaturita nel cuore dell’autrice durante la visione della pièce teatrale intitolata Se son fiori moriranno, un incontro artistico tramutato in un fecondo percorso di studio accademico volto a mappare le bacheche della creatività isolana.

La categoria del sabotaggio borghese e l’uso di una lingua scotennata tra Pirandello e Beckett

Al centro dell’indagine teorica si colloca la complessa categoria del sabotaggio, un concetto filosofico che Giovita Antonella Piccillo non intende sviscerare come un mero espediente narrativo di bacheca, bensì come un vero e proprio gesto politico e linguistico capace di scardinare le convenzioni della finzione borghese. Il teatro di Palazzolo costringe lo spettatore ad abbandonare la propria comfort zone di quieto vivere, disorientando inizialmente il pubblico dei lettori mobili per poi condurlo verso una profonda consapevolezza della necessità del confronto con l’ambiguo e con il fallimento umano, superando la crosta del conformismo quotidiano. Un focus imprescindibile del libro risulta interamente dedicato all’aspetto stilistico del drammaturgo, caratterizzato dall’utilizzo strutturato di una lingua definita scotennata, ovvero un idioma deformato e ricco di neologismi che pur rievocando la viscerale identità siciliana se ne distacca con forza.
L’autrice definisce questa reinvenzione lessicale come un’operazione quasi dantesca, capace di elevare il dialetto a codice universale, inserendo l’opera di Palazzolo all’interno della grande tradizione del Sud Italia nata a partire dagli anni Settanta, rintracciandone la natura intimamente beckettiana e il legame ideale con Luigi Pirandello.

L’esposizione al Salone Internazionale del Libro di Torino e la pianificazione della griglia del giornale

Il volume, che ha goduto di una importante vetrina promozionale essendo esposto negli spazi espositivi di Aletti Editore in occasione dell’ultima edizione del Salone Internazionale del Libro di Torino, dimostra come attraverso lo straniamento l’essere umano possa riscoprire rari sentimenti di empatia e solidarietà sussidiaria, abbracciando il valore culturale della sconfitta. Riprendendo le tesi dello storico Viktor Sklovskij, la scrittrice ribadisce che incrinando la realtà quotidiana risulta possibile rintracciare la verità dei fatti, incidendo in modo radicale e permanente nell’animo dello spettatore. I moduli per l’acquisto del testo e le schede informative sulla collana dei Diamanti sono consultabili online sui canali informatici.
La redazione del giornale continuerà a seguire le novità della saggistica indipendente e i festival letterari in modo totalmente neutrale, offrendo un servizio informativo utile e puntuale per aggiornare tutti i lettori attenti ai temi dello spettacolo, del lavoro, della scuola, della sanità e dello sviluppo delle riforme dei beni culturali nella nostra bellissima nazione.

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Cultura

Roma, il giornalista Ramiro Baldacci presenta il saggio Viaggio nell’Italia che scompare sulla crisi demografica

🚨 L’ITALIA CHE SCOMPARE: ALLARME NATALITÀ! Presentato a Roma presso la sede della CISL il nuovo libro del giornalista Ramiro Baldacci “Viaggio nell’Italia che scompare” edito da Edizioni Lavoro. Con la prefazione di Gigi De Palo, il reportage attraversa 10 territori italiani per raccontare gli effetti reali dello spopolamento e delle culle vuote: scuole che chiudono, giovani in fuga e imprese senza manodopera. Un monito sul futuro del nostro Paese che va oltre i semplici numeri. L’analisi completa 👇#ramirobaldacci #natalità #cisl #gigidepalo #invernodemografico #spopolamento #libri2026 #edizionilavoro #politicasociale #pagineutili

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Ramiro Baldacci

Il reportage narrativo pubblicato da Edizioni Lavoro nel corso del dibattito alla sede regionale della Cisl

Roma – Una profonda, accurata e lungimirante indagine giornalistica incentrata sui drammatici risvolti dell’inverno demografico, sul progressivo invecchiamento della popolazione lavorativa e sulla necessità impellente di strutturare una nuova narrazione culturale per restituire fiducia nel futuro alle giovani coppie si è aperta ufficialmente nella capitale. Presso gli spazi istituzionali della sede della Cisl del Lazio, situata in Via dell’Esquilino a Roma, si è tenuta la conferenza stampa di presentazione del nuovo volume intitolato Viaggio nell’Italia che scompare. L’opera, firmata dal noto giornalista e saggista Ramiro Baldacci, è stata pubblicata sul mercato editoriale nazionale sotto il prestigioso marchio di Edizioni Lavoro, potendo contare sulla Prefazione d’autore curata da Gigi De Palo, stimato presidente della Fondazione per la Natalità e promotore degli Stati Generali sul tema.
L’incontro capitolino ha registrato una nutrita e partecipe presenza di pubblico e rappresentanti dei corpi intermedi, vedendo gli interventi del Segretario Regionale del sindacato Luciano Notarianni, della Segretaria di Roma Capitale e Rieti Valentina Stasio e del Vicepresidente dell’Associazione Dirigenti Arturo Conte. Il libro si distacca dalla saggistica economica tradizionale basata sulla sola elencazione di algoritmi e grafici ministeriali, configurandosi come un reportage antropologico che attraversa la penisola per documentare come il calo delle culle si traduca nella chiusura definitiva dei plessi scolastici montani e nella desertificazione commerciale dei piccoli borghi rurali.

Le dieci tappe dal Friuli Venezia Giulia alla Marsica e la rubrica sul think tank Riparte l’Italia

Nel corso del suo intervento a Roma, l’autore Ramiro Baldacci ha sottolineato che fermarsi all’esame dei soli saldi numerici impedisce di comprendere la mutazione antropologica in atto nelle periferie geografiche della nazione. Attraverso un itinerario strutturato in dieci tappe territoriali, il saggio affronta i nodi storici dello spopolamento delle vallate appenniniche abruzzesi, della precarietà del mercato del lavoro giovanile, dell’accesso ai mutui per la casa, delle carenze nei presidi della sanità di prossimità e del ruolo indispensabile ma disordinato dell’immigrazione economica regolare. Il reportage spazia dalle montagne del Friuli Venezia Giulia, dove l’indice di vecchiaia ha toccato picchi record per l’Europa, fino alle grandi aree metropolitane, dove l’alto costo della vita e la carenza di asili nido aziendali rendono impossibile la conciliazione tra i tempi del lavoro e le esigenze della famiglia.
Il volume rappresenta la sintesi e il punto di arrivo di un lungo percorso di approfondimento settimanale che Ramiro Baldacci cura in veste di analista per la rubrica specializzata intitolata Demografia e Natalità, ospitata stabilmente sulle colonne telematiche del quotidiano e think tank politico Riparte l’Italia.

Le riforme del welfare per la famiglia e la pianificazione dei testi nella bacheca oraria del giornale

La convinzione profonda espressa dall’autore risiede nella certezza che per contrastare la crisi demografica non bastino piccoli incentivi economici temporanei o bonus burocratici una tantum, ma occorra edificare un modello di welfare sussidiario capace di valorizzare il desiderio di generare delle comunità. La prefazione di Gigi De Palo inserisce il testo nel vivo delle riforme sociali necessarie a garantire la tenuta del sistema pensionistico e previdenziale nei prossimi decenni.
La redazione del giornale continuerà a seguire le pubblicazioni della saggistica sociologica e i successivi tavoli governativi dedicati alle riforme per la famiglia in modo totalmente neutrale, offrendo un servizio informativo utile e puntuale per aggiornare tutti i lettori attenti ai temi della cultura, della scuola, del lavoro e dei diritti dei piccoli comuni in Italia.

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