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Cultura

Cultura e lavoro a Policoro, Ugl Matera: la presentazione del romanzo di Silvia Trupo diventa un segnale per donne, famiglie e futuro della Basilicata

📣 Cultura, lavoro e dignità: da Policoro il messaggio dell’UGL Matera sulla forza delle donne, delle famiglie e del territorio. Leggi l’articolo completo sul nostro sito 👇
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Da SX, Pino GIORDANO UGL MATERA e Silvia TRUPO scrittrice e giornalista

Policoro Una sala gremita nella Parrocchia della Chiesa Madre di via Siris, i saluti istituzionali, la voce di un’autrice lucana che torna a parlare alla sua comunità. La presentazione del romanzo “Tutto in una notte” di Silvia Trupo, giornalista e scrittrice di Policoro (Matera), pubblicato da Edigrafema Casa Editrice, si è trasformata in un momento corale in cui cultura e lavoro hanno trovato un terreno comune. L’iniziativa, promossa dall’associazione Nuova Hera con il patrocinio del Comune di Policoro, ha visto la partecipazione dell’UGL Matera, rappresentata dal segretario provinciale Pino Giordano, intervenuto anche a nome del segretario generale Paolo Capone.

La cornice è quella del Metapontino, area dinamica della provincia di Matera dove la filiera agricola, il terziario, il turismo costiero e il piccolo artigianato scandiscono la quotidianità tra il lungomare di via Lido e le contrade che circondano il centro. In questo tessuto sociale, spesso attraversato da contratti discontinui e da servizi che non sempre tengono il passo con i bisogni delle famiglie, un romanzo può diventare pretesto e strumento di confronto pubblico sui temi della dignità, della maternità, della conciliazione, del coraggio personale.

Il messaggio dell’ugl: persona, famiglia, dignità del lavoro

Nel suo intervento, Pino Giordano ha sottolineato una linea chiara: “La cultura cresce quando racconta il valore della persona, del lavoro, della famiglia e del ruolo della donna”. Il sindacato, ha aggiunto, guarda con favore a iniziative capaci di tenere insieme riflessione e comunità, perché in provincia di Matera – dalla città capoluogo ai comuni della fascia ionica, fino alle aree interne di Montagna Materana – sono proprio le donne e i giovani a pagare il prezzo più alto di precarietà, servizi insufficienti e mobilità forzata verso altre regioni.

Il saluto a nome del segretario generale Capone ha ribadito il perimetro culturale dell’UGL: centralità della persona, tutela della famiglia, dignità del lavoro come chiavi per una crescita che tenga insieme ambizione economica e qualità della vita. Un’impostazione che a Policoro è stata accolta con attenzione dal pubblico presente e dall’autrice, accompagnata dall’editrice Antonella Santarcangelo e dai referenti del network Il Corriere Lucano.

“Tutto in una notte”: temi universali che parlano alla Basilicata

Con “Fridda” Silvia Trupo aveva già messo a fuoco fragilità e resilienze dell’animo umano. “Tutto in una notte” conferma una cifra narrativa attenta al quotidiano, alle scelte difficili, alle attese. Coraggio, maternità, sacrificio, speranza: parole che, nel perimetro lucano, prendono forma in storie fatte di turni, pendolarismo sulla SS106, contratti stagionali sulla costa, famiglie che si reggono su nonni e reti informali. Il romanzo mette a fuoco ciò che spesso le statistiche riassumono in percentuali: il carico mentale delle donne, la fatica di tenere insieme cura e lavoro, il bisogno di servizi prossimi (asili nido, tempo prolungato, sostegno socio-sanitario) per evitare che la scelta tra famiglia e occupazione diventi un aut aut.

Giordano ha legato il messaggio del libro a un appello che chiama in causa istituzioni, imprese, scuola, terzo settore e parti sociali: assumersi una responsabilità condivisa per costruire una società più giusta e inclusiva, capace di mettere davvero al centro la persona. Un’agenda che a Policoro significa anche ragionare di politiche attive locali, di incentivi all’occupazione femminile e giovanile, di sicurezza sul lavoro nei comparti stagionali, di trasporti che colleghino le frazioni e i centri scolastici, di spazi culturali accessibili nei quartieri di nuova espansione.

Occupazione femminile e servizi: cosa serve nel materano

“Il lavoro è dignità, libertà, emancipazione”, ha rimarcato l’UGL. Per trasformare i principi in misure concrete, l’organizzazione sindacale indica alcune priorità: contratti stabili e non meramente stagionali, salari adeguati al costo della vita, ambienti di lavoro sicuri anche nei picchi estivi, nidi e servizi educativi realmente fruibili, strumenti di welfare aziendale e territoriale che favoriscano la conciliazione. Temi che toccano da vicino le famiglie del litorale ionico e dei comuni contermini (Scanzano Jonico, Tursi, Rotondella, Nova Siri), dove il pendolarismo su Matera, Taranto e Metaponto è routine e il tempo di cura diventa variabile che incide sulle scelte occupazionali.

L’UGL richiama anche la questione dello spopolamento: trattenere competenze e far rientrare i giovani lucani che oggi lavorano a Bari, Bologna, Milano significa rendere attrattivo il territorio con lavoro qualificato, servizi stabili, una rete culturale e associativa viva. In questo quadro, eventi come la presentazione di “Tutto in una notte” non sono parentesi, ma tasselli di una strategia più ampia in cui biblioteche, scuole, parrocchie, associazioni e editori locali collaborano per costruire comunità attive.

Cultura come prevenzione e alfabetizzazione civica

Nelle parole di Giordano, la cultura è anche prevenzione: promuove rispetto della persona, legalità, solidarietà, riconoscimento delle differenze. Libri che raccontano scelte e conseguenze aiutano a nominare problemi spesso taciuti (isolamento, ricatti occupazionali, stereotipi di genere) e offrono linguaggi condivisi per chiedere cambiamenti. È la stessa logica che guida l’azione sindacale sul territorio: tutela dei lavoratori, dialogo con i datori di lavoro, contrattazione di misure di conciliazione, ascolto dei bisogni reali.

Da Policoro parte dunque un segnale che prova a legare crescita economica e crescita sociale. L’UGL Matera annuncia che continuerà a sostenere iniziative capaci di mettere insieme cultura e partecipazione, perché “difendere il lavoro” significa anche difendere la dignità delle donne, tenere insieme famiglia e occupazione, rafforzare il welfare e dare alle nuove generazioni opportunità concrete in Basilicata. Una visione che invita amministrazioni comunali, scuole superiori del territorio (dall’IPSIA al Liceo Scientifico), mondo produttivo e terzo settore a fare squadra su progetti misurabili: occupazione femminile di qualità, nidi e servizi per l’infanzia diffusi anche nelle contrade, sicurezza nei luoghi di lavoro, programmazione culturale capace di rendere Policoro e l’intero Materano luoghi dove restare e tornare.

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Cultura

Da Augusto ai rifugi segreti della Guerra: la magia segreta di Roma svelata nei nuovi appuntamenti culturali

Dall’Ara Pacis illuminata nella notte fino ai bunker segreti della Seconda Guerra Mondiale: gli imperdibili appuntamenti settembrini di Roma Capitale! 🏛️ ✨ Non si smette mai di esplorare e conoscere le meraviglie di Roma. Dal 28 agosto al 10 settembre 2026, la Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali ha stilato un programma di eventi e aperture straordinarie che vi lascerà a bocca aperta! Volete vedere di che colore era realmente l’Ara Pacis ai tempi dell’imperatore Augusto? Prenotate la visita serale “L’Ara si rivela”, dove un magico videomapping vi restituirà i colori originali! Siete appassionati di archeologia o di storia contemporanea? Allora non perdetevi la “Circo Maximo Experience” con i visori per la Realtà Virtuale o la discesa nei freddi bunker antiaerei della Seconda Guerra Mondiale sotto Villa Torlonia! Sempre a Villa Torlonia, dal 1° settembre, riapre al pubblico anche l’esotica e coloratissima Serra Moresca! E per chi ama scarpinare, tornano le “Passeggiate Romane” lungo le Mura Aureliane! Scopri il calendario, gli orari e come prenotare nel nostro articolo! 👇 🥾 Quale di questi affascinanti luoghi di Roma amate di più o sognate di visitare per primo?

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Serra moresca

Roma – Roma non è mai la stessa. Anche chi vive nella Capitale da decenni ha sempre qualcosa di nuovo, misterioso o spettacolare da scoprire. Dal 28 agosto al 10 settembre 2026 si rinnova l’attesissimo calendario delle attività culturali promosse da Roma Capitale (Assessorato alla Cultura e Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali), offrendo a turisti e residenti un ventaglio di esperienze che spaziano dalle passeggiate naturalistiche alle mostre fotografiche, fino alle più moderne tecnologie immersive.
Si tratta di un’opportunità unica per guardare i monumenti più celebri del mondo con occhi totalmente nuovi, addentrandosi letteralmente nel cuore pulsante di una città che ha vissuto in prima linea oltre duemila anni di storia, dalla magnificenza dell’Impero Romano fino ai giorni più oscuri e drammatici della Seconda Guerra Mondiale.

L’Ara Pacis svelata nella notte: il miracolo dei colori

Tra gli appuntamenti di punta del periodo, spicca senza dubbio il proseguimento delle esperienze serali al Museo dell’Ara Pacis. Il progetto multimediale “L’Ara si rivela” offre infatti una visione onirica, inedita e profondamente coinvolgente del celebre altare dedicato da Augusto alla pace.
Attraverso la sofisticata tecnica del videomapping, i tecnici sono riusciti a ricreare le vivaci policromie originali che un tempo ricoprivano i marmi (sfatando il falso mito dell’antichità romana come un mondo “tutto bianco”). Il percorso si snoda attorno al recinto dell’Ara, approfondendo i fregi dei lati lunghi. A rendere l’esperienza ancora più suggestiva contribuisce una narrazione in cuffia, arricchita da sublimi musiche e suggestioni sonore. La visita è fruibile in notturna ogni venerdì, sabato e domenica in tre turni (ore 21.00, 22.00 e 23.00, con un massimo di 40 partecipanti).

Il Circo Massimo virtuale e i bunker segreti di Villa Torlonia

Non meno spettacolare è la “Circo Maximo Experience”: aperta dal martedì alla domenica, questa iniziativa permette di esplorare l’area archeologica del Circo Massimo indossando speciali visori per la Realtà Aumentata e Virtuale, vedendo letteralmente “risorgere” le antiche tribune e le bighe in corsa davanti ai propri occhi.
Per chi desidera fare un salto nella storia più recente e drammatica, a Villa Torlonia restano aperti alle visite i freddi e silenziosi rifugi antiaerei e il Bunker di Mussolini, realizzati sottoterra per difendersi dai devastanti bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale. Entrare in quegli angusti spazi sotterranei offre un’esperienza emotiva fortissima, un memento tangibile delle atrocità del Novecento. Le visite (per singoli o per gruppi) sono disponibili con diverse fasce orarie e in più lingue.

Il fascino della Serra Moresca e le “Passeggiate Romane”

La vera, grande riapertura settembrina è però quella del complesso della Serra Moresca (sempre all’interno del parco di Villa Torlonia), di nuovo visitabile dal 1° settembre. Progettata nel 1839 dal geniale architetto Giuseppe Jappelli per il principe Alessandro Torlonia, questa struttura architettonica ricorda le atmosfere da “Mille e una notte”, con i suoi vetri colorati e le sue decorazioni esotiche.
Da segnalare anche il fantastico itinerario delle Passeggiate Romane previsto per la mattina di martedì 1° settembre: “Il Bastione Ardeatino tra storia e campagna romana”. I partecipanti andranno alla scoperta della formidabile struttura cinquecentesca (attribuita ad Antonio da Sangallo il Giovane) costeggiando il tracciato delle possenti Mura Aureliane fino alla fortezza.

La Roma MIC Card e gli incontri con l’autore

A chiudere questo denso programma ci pensano gli incontri del ciclo aMICi, attività totalmente gratuite e riservate ai possessori della preziosa Roma MIC Card. Giovedì 10 settembre (alle ore 17.00), al prestigioso Museo di Roma in Trastevere, la talentuosa fotografa Matilde Damele incontrerà il pubblico per presentare di persona gli scatti realizzati nei quindici anni trascorsi nella Grande Mela (dal 1999 al 2014). Tali opere sono ora felicemente esposte nell’ambito dell’acclamata mostra “New York”.
Per tutti gli eventi descritti (e per verificare eventuali variazioni di programma) è fortemente raccomandata la prenotazione chiamando lo 060608 o visitando il sito sovraintendenzaroma.it. Roma vi aspetta per svelarvi i suoi segreti più intimi.

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Cultura

I segreti di Akhund Yusif Ziya Talibzadeh e l’imperatore Guglielmo II: il mistero della prima traduzione del Corano in azero

Il mistero della prima traduzione del Corano in lingua azera e il ruolo incredibile dell’Imperatore tedesco Guglielmo II. 🕌 📖 Sapevate che l’idea di tradurre il Sacro Corano in azero potrebbe essere nata da un sovrano cristiano? Grazie al saggio della Prof.ssa Tarana Turan Rahimli (splendidamente tradotto e curato in Italia da Angela Kosta), riemerge la storia incredibile e censurata della dinastia intellettuale dei Talibzadeh! Secondo le affascinanti memorie della famiglia, fu proprio l’Imperatore tedesco Guglielmo II a chiedere una traduzione del testo sacro durante un incontro con l’élite culturale dell’Azerbaigian. L’uomo chiave di questa operazione diplomatica e religiosa fu il generale, poeta e studioso Akhund Yusif Ziya Talibzadeh, che consegnò personalmente il Corano sia al Sultano Ottomano che allo stesso Guglielmo II. La vita di Yusif Ziya fu avventurosa e tragica: fiero oppositore dei bolscevichi, fu ucciso a tradimento dall’Armata Rossa nel 1923 e bollato come “nemico del popolo”, tanto che il regime sovietico vietò persino di pronunciare il suo nome per 70 anni! Leggi la sua affascinante storia di libertà e coraggio nel nostro articolo di approfondimento storico. 👇 🌍 La censura può nascondere i documenti, ma non può mai cancellare del tutto la Memoria delle famiglie!

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Prof.ssa Dr. Tarana Turan Rahimli

Redazione – Ci sono pagine della storia mondiale che rimangono sepolte per decenni sotto la spessa coltre della censura politica, per poi riemergere improvvisamente grazie al potere incancellabile della memoria familiare e della ricerca accademica. Una di queste affascinanti vicende riguarda la famiglia Talibzadeh, una vera e propria dinastia intellettuale che ha forgiato in modo indelebile la storia culturale, politica e spirituale dell’Azerbaigian e dell’intero mondo turco-orientale.
A gettare nuova luce su queste complesse dinamiche è un illuminante saggio scritto dalla Prof.ssa Dr. Tarana Turan Rahimli (Vicepresidente dell’Unione degli Accademici Turchi) e sapientemente tradotto e curato per il pubblico italiano dalla scrittrice e giornalista Angela Kosta. Al centro di questo saggio domina la complessa e poliedrica figura del generale Akhund Yusif Ziya Talibzadeh e uno dei più grandi misteri storico-religiosi del Novecento: la prima vera traduzione del Sacro Corano in lingua azera.

La famiglia Talibzadeh: un faro oscurato dalla censura

La genealogia dei Talibzadeh è un vero e proprio pantheon di intellettuali. Partendo da Suleyman Talibzadeh e da Akhund Mustafa Talibzadeh (Gran Qadi del Caucaso), la dinastia ha toccato vette altissime. In questa gloriosa tradizione si inseriscono Yusif Ziya Talibzadeh (intellettuale turanista, poeta, ufficiale e diplomatico) e suo fratello Abdulla Shaig, uno dei più grandi scrittori, pedagoghi ed esponenti del romanticismo azero del XX secolo.
Molte delle opere e delle gesta di Yusif Ziya, tuttavia, sono rimaste nell’ombra per quasi settant’anni, vittime di una spietata damnatio memoriae operata dal regime sovietico. Solo dopo il crollo dell’URSS e la faticosa declassificazione degli archivi segreti, studiosi e discendenti (come la professoressa Ulkar Talibzadeh, direttrice della Casa-Museo di Abdulla Shaig) hanno potuto ricomporre i pezzi di una vita straordinaria e “proibita”.

Guglielmo II e l’incredibile genesi del Corano in azero

Tra i capitoli più intriganti emersi dalle memorie orali della famiglia (in particolare dai racconti della discendente Rayana Malikaslanova), vi è quello legato alla genesi della prima traduzione del Corano in lingua azera. Secondo questa affascinante tradizione, l’input iniziale non sarebbe arrivato da ristretti ambienti islamici, bensì da un sovrano cristiano: l’imperatore tedesco Guglielmo II.
Si narra che, durante un incontro internazionale in Turchia (o in Germania) con il grande filantropo azero Haji Zeynalabdin Taghiyev e con Haji Alekbar Bey Nasirbeyov, l’Imperatore tedesco (da sempre interessato alle dinamiche del mondo ottomano) si sorprese nell’apprendere che le preghiere venissero recitate esclusivamente in arabo. Guglielmo II espresse così il forte desiderio di ricevere una versione del Corano tradotta in una lingua turca comprensibile (come l’azero), promettendo doni inestimabili a chi avesse compiuto l’impresa. Tornato a Baku, Taghiyev individuò proprio nel geniale e coltissimo Yusif Ziya Talibzadeh l’uomo chiave per orchestrare questa storica traduzione.

Il ruolo di Yusif Ziya: diplomazia e misteri di corte

Le fonti storiche ufficiali e accademiche attribuiscono la prima traduzione stampata a Mir Muhammad Karim Agha al-Bakuvi (pubblicata tra il 1904 e il 1906 con i fondi di Taghiyev). Tuttavia, la memoria familiare rivendica con forza il ruolo diretto di Yusif Ziya Talibzadeh. Secondo i racconti tramandati, fu proprio Yusif Ziya a consegnare personalmente le preziosissime copie del Corano in azero sia al sultano ottomano Abdulhamid II (nel 1910, in una solenne cerimonia con rilegature in argento) sia allo stesso imperatore tedesco Guglielmo II.
La leggenda familiare narra che l’Imperatore lo ricompensò con gioielli e oggetti inestimabili ma che, al suo ritorno in patria, le autorità dell’Impero russo gli confiscarono ogni bene, spingendolo ad abbandonare profondamente deluso l’Azerbaigian per dirigersi verso l’Iran.

La tragica fine di un “nemico del popolo”

L’esistenza avventurosa di Yusif Ziya Talibzadeh ebbe un epilogo tanto eroico quanto tragico. Nominato Commissario militare di Nakhchivan, la sua profonda intransigenza e il suo spirito di libertà si scontrarono presto con il feroce potere bolscevico. Il 18 maggio 1923, durante un violento scontro con l’Armata Rossa, venne colpito a tradimento alle spalle mentre tentava di attraversare a nuoto il fiume Amu Darya.
Da quel giorno, i sovietici lo bollarono come “nemico del popolo”. Il suo nome fu letteralmente bandito e persino all’interno della sua stessa famiglia divenne pericoloso pronunciarlo a voce alta. Oggi, grazie a studi coraggiosi e a preziose traduzioni come questa offerta da Angela Kosta, il velo dell’oblio è finalmente squarciato, restituendo all’Azerbaigian e al mondo la memoria di un uomo che ha fatto della cultura e della libertà la sua unica ragione di vita.

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Lifestyle

Ruzhdi Gashi, il ponte letterario tra il Kosovo e il mondo: la memoria dell’Olocausto e il trionfo della cultura senza confini

Il Kosovo, gli albanesi che salvarono gli ebrei e il potere della letteratura: alla scoperta dello scrittore e psicologo Ruzhdi Gashi! 📖 🕊️ Ci sono libri che non raccontano solo storie, ma salvano la Memoria dell’umanità. È il caso del bellissimo romanzo storico “Love in Time of Holocaust” (L’amore ai tempi dell’Olocausto) scritto dal noto psicologo e autore kosovaro Ruzhdi Gashi. Un’opera potentissima, arricchita da foto-documento, che racconta il capitolo luminoso e poco conosciuto del salvataggio degli ebrei da parte del popolo albanese durante la Seconda Guerra Mondiale (tra Tirana, Roma e New York). Il libro ha avuto un tale successo che è finito sulle scrivanie dei diplomatici internazionali e, a breve, potrebbe perfino diventare un film per il cinema! Ma Ruzhdi Gashi non è solo un grande scrittore: è anche Direttore di “Ciceroni” e “Quick World News”, promuovendo autori e poeti da tutto il mondo e tenendo vive le meravigliose tradizioni culturali del Kosovo. Un vero “ponte” di dialogo e pace tra i popoli! Scopri la sua affascinante storia nel nostro articolo. 👇 🌍 E voi, conoscevate la storia del grande coraggio del popolo albanese durante gli anni bui dell’Olocausto?

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Libri di Ruzhdi Gashi

Redazione – Ci sono intellettuali capaci, attraverso la forza gentile e rivoluzionaria delle parole, di abbattere muri invisibili e costruire ponti di dialogo tra nazioni, storie e popoli apparentemente distanti. Una di queste figure di spicco nel panorama contemporaneo è senza dubbio Ruzhdi Gashi. Nato in Kosovo e attualmente residente nella capitale Pristina, Gashi è un uomo dalla sensibilità poliedrica: brillante psicologo di formazione, affermato pubblicista e prolifico scrittore, ha scelto di dedicare gran parte della sua inesauribile attività intellettuale e umana alla letteratura, al giornalismo d’inchiesta e alla preziosa, instancabile valorizzazione della cultura e delle antichissime tradizioni albanesi e kosovare nel mondo.

“Amore ai tempi dell’Olocausto”: quando gli albanesi salvarono gli ebrei

Nel corso della sua fortunata carriera letteraria, Ruzhdi Gashi ha dato alle stampe diverse opere di grande profondità psicologica e umana, tra cui spiccano saggi motivazionali come “Respira positivamente – Di’ no allo stress e alla depressione” e raccolte introspettive come “Gente e destini”. Tuttavia, il fiore all’occhiello della sua produzione, l’opera che lo ha consacrato a livello internazionale, è il formidabile romanzo storico “Love in Time of Holocaust – L’amore ai tempi dell’Olocausto”.
Questo libro non è una semplice narrazione, ma un potentissimo atto di memoria. Affronta con un tatto e una maestria rari un capitolo importantissimo, drammatico ma incredibilmente luminoso della Seconda Guerra Mondiale: il salvataggio sistematico degli ebrei da parte del popolo albanese. Un’opera ibrida e geniale, che fonde la narrativa pura con fotografie-documento storiche, conducendo magistralmente il lettore attraverso luoghi, sentimenti e vicende ambientate sull’asse geografico Tirana, Roma e New York.

Il successo diplomatico e le attenzioni del mondo del cinema

L’importanza storica e morale di questo libro è stata ampiamente riconosciuta dalle istituzioni. Non a caso, il volume è oggi fieramente presente in diverse e prestigiose biblioteche internazionali, frequentate e consultate assiduamente dalle rappresentanze diplomatiche di tutto il mondo accreditate in Kosovo.
Il messaggio di pace e fratellanza del libro avrebbe dovuto superare ulteriori confini: proprio per quest’anno, infatti, era stata solennemente pianificata la presentazione ufficiale dell’opera direttamente in Israele. Una bellissima iniziativa culturale e diplomatica che, purtroppo, è stata temporaneamente sospesa a causa dello scoppio del recente e drammatico conflitto mediorientale. Ma la risonanza del lavoro di Gashi va ben oltre i confini dell’editoria classica: la trama avvincente e il potentissimo messaggio di umanità racchiuso nel romanzo hanno attirato le attenzioni del grande schermo. Uno dei suoi libri è attualmente al vaglio e nelle mani di un noto regista, con il concreto e ambizioso obiettivo di essere adattato per la realizzazione di una produzione cinematografica internazionale.

Il giornalismo e l’impegno editoriale globale

Parallelamente alla sua brillante attività di scrittore e psicologo, Ruzhdi Gashi svolge oggi un ruolo di primaria importanza nel complesso e sfaccettato panorama editoriale internazionale. È infatti il Direttore responsabile del giornale Ciceroni e del portale di informazione Quick World News: vere e proprie fucine editoriali nate con lo scopo umanistico di accogliere, tradurre e promuovere le opere di poeti, scrittori e autori emergenti provenienti da ogni angolo del globo.
Ma il suo instancabile impegno non si ferma qui. Gashi è da sempre in prima linea nella nobile missione di promuovere i costumi, le tradizioni popolari, le usanze e lo sconfinato patrimonio culturale materiale e immateriale delle regioni albanesi e kosovare. Uno sforzo che trova la sua massima espressione attraverso la seguitissima pagina web “Amazing World”, un contenitore digitale ricchissimo di contenuti dedicati all’arte, alla letteratura, alla poesia e alla scoperta di luoghi affascinanti, mistici e particolari del mondo.

Un ponte umano verso il futuro

L’intera attività di Ruzhdi Gashi rappresenta, oggi, molto più di una semplice carriera professionale. È un ponte solido e indistruttibile lanciato tra letteratura, indagine psicologica, giornalismo libero e rigorosa memoria storica, con uno sguardo sempre felicemente diviso a metà: da una parte fieramente rivolto alla valorizzazione delle proprie radici identitarie, dall’altra costantemente aperto al dialogo internazionale e multiculturale. Tutta la nostra redazione augura a Ruzhdi Gashi un brillante proseguimento del suo straordinario lavoro intellettuale, certi che le sue iniziative continueranno a gettare semi di speranza, cultura e bellezza nel mondo.

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