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Economia

Carburanti, proroga “mini” per lo sconto solo sul gasolio: consumatori in rivolta per la stangata sulla benzina

Sconto prorogato solo per il gasolio fino al 5 settembre, ma per la benzina è il “nulla cosmico”. È rivolta dei consumatori contro il Governo! ⛽ 🚗 Niente da fare, la stangata del controesodo colpirà duramente milioni di automobilisti italiani! Il Governo (in un velocissimo Consiglio dei Ministri) ha varato un mini-decreto per prorogare il taglio delle accise di 17 centesimi al litro… ma solo per il gasolio e solo fino al 5 settembre! Una misura che ha scatenato la furia delle opposizioni e delle associazioni dei consumatori. Il Codacons l’ha definita “un topolino”, mentre Massimiliano Dona (Unione Nazionale Consumatori) ha parlato di “nulla cosmico per la benzina, che ormai sfiora i 2,1 euro al litro in autostrada”. Fortissime critiche anche da Assoutenti, che boccia l’idea del Governo di erogare in futuro aiuti in base al reddito: “Il caro-pieno colpisce tutti i pendolari e le imprese, gli automobilisti non si possono dividere in base all’ISEE! Serve un taglio strutturale per tutti!”. La rabbia è tanta: fare il pieno per andare a lavorare non può essere una tassa straordinaria. Leggi le dichiarazioni esplosive nel nostro articolo! 👇 💸 E voi cosa ne pensate? È giusto tagliare le accise solo sul diesel e per pochissimi giorni, o serviva un taglio netto su tutti i carburanti?

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Roma– L’estate sta volgendo al termine, milioni di italiani si preparano al difficile rientro a casa (il cosiddetto “controesodo”) e, come da triste copione, lo spauracchio del caro-carburanti torna a terrorizzare i portafogli delle famiglie. In un rapidissimo Consiglio dei Ministri (durato appena dieci minuti), il Governo ha varato in extremis un provvedimento per tentare di arginare l’emergenza, ma le misure adottate hanno immediatamente scatenato un’ondata di aspre polemiche.
Il CdM ha infatti deciso di prorogare fino al 5 settembre 2026 il taglio sulle accise, ma limitandolo esclusivamente al gasolio. La misura (del valore stimato di circa 130 milioni di euro, finanziata tramite un ingegnoso sistema di anticipo fiscale imposto ai grandi gruppi del settore energetico) prevede la proroga della riduzione già in vigore di 17 centesimi al litro sul prezzo del diesel, ottenuta tramite un taglio di 14 centesimi di accisa e 3 centesimi di IVA. Nessun intervento, invece, è stato clamorosamente previsto per la benzina, scatenando l’ira delle opposizioni (con Conte e Schlein subito all’attacco) e la feroce reazione delle associazioni dei consumatori.

Codacons e UNC all’attacco: “Il nulla cosmico per la benzina”

La delusione tra i rappresentanti dei cittadini è palpabile e le dichiarazioni non lasciano spazio a sconti istituzionali. «La montagna ha partorito il classico topolino», ha tuonato senza mezzi termini il Codacons, definendo l’intervento del Governo «una misura totalmente annacquata che scontenta tutti gli automobilisti e non risolve l’emergenza in corso». A pesare è soprattutto l’esclusione della verde: «Non c’è alcun provvedimento sulla benzina, nonostante il prezzo in autostrada stia viaggiando pericolosamente verso i 2,1 euro al litro. Parliamo di una maggiore spesa di circa 10 euro a pieno per 17 milioni di italiani. Questa decisione non salverà le famiglie dalla stangata».
Sulla stessa, durissima lunghezza d’onda si è sintonizzato Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori (UNC), che ha bollato l’intervento normativo come «una mezza pezza per il gasolio e il nulla cosmico per la benzina». Dona riconosce un unico aspetto positivo: «Almeno nel controesodo eviteremo di pagare il gasolio 2,37 euro al litro in autostrada, ma è una magra consolazione». L’esponente dell’UNC critica anche l’ipotesi di futuri bonus mirati: «Dare qualche spicciolo a chi ha la “Carta dedicata a te” è inutile per frenare l’inflazione. Il Governo deve ripensarci».

Assoutenti: “L’ISEE non basta, il caro-pieno colpisce tutti”

Anche per Assoutenti, il bilancio dell’operazione è fallimentare. «Il bicchiere è ancora palesemente mezzo vuoto», spiega il presidente Gabriele Melluso. Pur giudicando positivamente la proroga per chi torna dalle vacanze, l’associazione evidenzia l’assurdità di non aver potenziato lo sconto e di non averlo esteso alla benzina visti “i livelli allarmanti raggiunti dai listini alla pompa”.
Il vero timore, però, riguarda il futuro, ovvero cosa accadrà dopo la fatidica data del 5 settembre. «La strada delle misure assistenziali legate soltanto al reddito è palesemente sbagliata», avverte Melluso. «Il caro-carburante colpisce tutti e l’automobilista non si può assolutamente classificare in base all’ISEE. Il problema colpisce indistintamente pendolari, famiglie, lavoratori e imprese».

Serve un intervento strutturale, non l’elemosina

Il sentimento diffuso tra i cittadini e i loro rappresentanti è quello di una profonda stanchezza. L’Italia sconta da decenni un sistema di accise obsoleto e asfissiante. Tamponare l’emergenza prolungando uno sconto di soli dieci giorni (e solo su un tipo di carburante) è visto come un palliativo insufficiente per una malattia cronica.
Come giustamente ricordato dalle associazioni, ciò che serve oggi al Paese non è un intervento a scadenza ravvicinata, ma una riforma stabile e strutturale sulle accise, capace di evitare una volta per tutte che, a ogni minima crisi internazionale, fare il pieno per andare a lavorare o per tornare a casa si trasformi in una tassa straordinaria e insopportabile sulla fondamentale mobilità degli italiani.

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Economia

Caro carburanti, diesel alle stelle in autostrada: il Governo prepara la proroga degli sconti e un piano mirato per i redditi bassi

Il prezzo del Diesel esplode oltre i 2,20 euro: scatta l’allarme in autostrada, ma il Governo promette uno “sconto mirato” per salvare le famiglie! ⛽ 💶 Il rientro dalle vacanze si sta trasformando in un vero e proprio salasso per gli italiani. Sulle autostrade, il prezzo del gasolio ha battuto il record nero del 2022, e secondo il Codacons rischia di sfiorare i 2,3 euro al litro dal 27 agosto (una stangata di oltre 8 euro a pieno!). Per correre ai ripari, la Premier Giorgia Meloni e i vertici di Governo (Tajani, Salvini, Lupi, Giorgetti) si sono riuniti a Palazzo Chigi. La strategia è chiara: domani ci sarà un CdM per prorogare gli sconti attuali per qualche giorno, il tempo necessario per varare un nuovo meccanismo di “accise mobili”. Ma attenzione: i nuovi sconti non saranno più “a pioggia” per tutti, ma saranno selettivi e mirati per aiutare solo le fasce di reddito più basse! Nel frattempo, l’Italia, insieme a Germania e Spagna, fa pressione in Europa per introdurre una maxi-tassa sugli “extraprofitti” delle multinazionali petrolifere, in modo da recuperare i soldi necessari per aiutare famiglie e imprese. Leggi tutti i dettagli sul taglio delle accise nel nostro articolo. 👇 🚙 E voi, quanto avete speso per l’ultimo pieno di carburante? Ditecelo nei commenti!

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Redazione – Il ritorno dalle tanto sospirate ferie estive rischia di trasformarsi in un vero e proprio incubo economico per milioni di automobilisti italiani. Il prezzo del carburante ha ripreso la sua inesorabile corsa al rialzo, svuotando i portafogli delle famiglie e mettendo in gravissima difficoltà l’intero settore del trasporto merci.
La tensione sociale è palpabile e il Governo è chiamato a dare risposte immediate. Proprio per questo motivo, nelle scorse ore si è svolta una riunione d’urgenza ai massimi livelli istituzionali: attorno al tavolo di Palazzo Chigi si sono seduti la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, i vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini, il leader di Noi Moderati Maurizio Lupi e il Ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti. Sul tavolo un unico, scottante dossier: la fiammata dei prezzi dei carburanti e le necessarie misure di sostegno per frenare questa emorragia finanziaria.

Il vertice: verso un aiuto mirato e selettivo

Secondo quanto trapela direttamente da fonti vicine a Palazzo Chigi, per la giornata di domani è previsto un nuovo e decisivo Consiglio dei Ministri. L’obiettivo primario di questo CdM sarà quello di prorogare per alcuni giorni le misure di sconto già in vigore. Questa “proroga ponte” servirà a guadagnare tempo prezioso, consentendo all’esecutivo di lavorare con maggiore calma a un intervento strutturale e molto più incisivo.
La vera novità politica, infatti, risiede nel cambio di strategia. «Quella in scadenza domani non sarà la misura definitiva», spiegano da Palazzo Chigi, «ma servirà a mettere a punto un nuovo provvedimento. L’obiettivo è predisporre una misura maggiormente concentrata esclusivamente sulle fasce di reddito che hanno più bisogno del sostegno dello Stato, rendendo così l’intervento molto più efficace e selettivo». Insomma, stop agli sconti “a pioggia” per tutti e aiuti mirati solo a chi fatica davvero ad arrivare alla fine del mese.

Il meccanismo delle “accise mobili” e i numeri da brivido

Fino ad oggi, il Ministro dell’Economia Giorgetti (di concerto con il Ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin) aveva firmato un decreto per attivare il sofisticato meccanismo delle “accise mobili”: una strategia che sfrutta l’extragettito IVA incassato dallo Stato proprio a causa dell’aumento dei prezzi, utilizzandolo per finanziare la proroga dello sconto sulle accise.
Ma i numeri alla pompa di benzina fanno letteralmente paura. Il prezzo del gasolio è schizzato alle stelle, superando persino il record storico negativo registrato nel 2022: sulla rete autostradale si viaggia ormai a una media spaventosa di 2,204 euro al litro. Secondo i calcoli del Codacons, dal 27 agosto (data che segna la fine dell’attuale mini-proroga) il prezzo è destinato a sfondare il tetto dei 2,3 euro al litro. Per le famiglie italiane la matematica è brutale: stiamo parlando di una “stangata” di oltre 8 euro e mezzo in più per un singolo pieno da 50 litri.

L’ira dell’opposizione e la prudenza del Ministro Pichetto Fratin

Di fronte a questi rincari, l’opposizione è passata all’attacco. Il leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, non ha usato mezzi termini, definendo il rincaro «un vero e proprio schiaffo in faccia alle famiglie italiane».
Dal canto suo, il Governo predica prudenza a causa delle enormi variabili geopolitiche. «Il tema è di estrema delicatezza», ha commentato il Ministro Pichetto Fratin durante un punto stampa. «Valutiamo la situazione di ora in ora, osservando anche cosa accade a livello globale, come l’eventuale chiusura dello Stretto di Hormuz. Per quanto riguarda le risorse disponibili, è una domanda da rivolgere all’Economia: valuteremo cosa fare nelle prossime ore in totale sintonia con gli altri membri del Governo».

L’ancora di salvezza: la tassa europea sugli extraprofitti

Ma come trovare i miliardi necessari per abbassare stabilmente i prezzi senza sfasciare i conti pubblici? La soluzione potrebbe arrivare direttamente dall’Europa. Prima ancora di discutere la proroga nazionale, ha infatti cominciato a prendere forma un’ambiziosa iniziativa politica a livello comunitario. L’Italia, unendo le forze con giganti come Germania, Austria, Polonia, Portogallo e Spagna, ha sollecitato formalmente l’apertura di un confronto serrato nell’UE per introdurre una tassa strutturale sugli extraprofitti delle compagnie petrolifere.
L’idea è tanto semplice quanto equa: colpire i guadagni astronomici e ingiustificati maturati dalle grandi multinazionali del petrolio durante questa crisi, e utilizzare il maggior gettito fiscale incassato per finanziare direttamente le misure di sostegno contro il caro energia a favore di famiglie e imprese. Una battaglia di civiltà economica che l’Italia è pronta a combattere in prima linea.

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Economia

L’Umanesimo Integrale contro gli algoritmi: due giorni di dibattito sull’Economia Civile (con la Lectio del Card. Bagnasco)

Il profitto può e deve andare d’accordo con l’essere umano: due giorni di dibattito sull’Umanesimo Integrale e l’Economia Civile! 🤖 🌍 L’Intelligenza Artificiale, gli algoritmi e la finanza mondiale stanno cambiando per sempre il mondo del lavoro. Ma in questa corsa frenetica verso il futuro, l’uomo che fine farà? Una domanda essenziale a cui cercheranno di dare risposta imprenditori, professori ed esponenti dell’associazionismo in due attesissime giornate dedicate all’Economia Civile. Un evento impreziosito dalla “Lectio Magistralis” del Cardinale Angelo Bagnasco (Consulente UCID), per ricordare a tutti che l’economia non è una formula matematica astratta, ma tocca la vita quotidiana delle nostre famiglie! “Il profitto non deve mai calpestare il bene comune. Rimettere l’essere umano, con la sua dignità e i suoi sentimenti, al centro dell’economia non è un ritorno al passato, ma la mossa più moderna che possiamo fare!”, spiegano gli organizzatori. Leggi le profonde riflessioni emerse dal dibattito nel nostro articolo di approfondimento. 👇 🤝 Secondo voi l’intelligenza artificiale rischia di farci perdere la nostra “umanità” sul posto di lavoro?

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Unione Cristiana Imprenditori Dirigenti

Redazione – In un mondo che corre sempre più veloce, ipnotizzato dalle straordinarie (e a tratti inquietanti) potenzialità della tecnologia e schiacciato dalla dittatura silenziosa dei numeri, sorge spontanea una domanda fondamentale: quale posto vogliamo che la persona umana occupi nel modello economico e sociale che stiamo costruendo per il domani? È esattamente da questo interrogativo vitale che prendono le mosse due attesissime giornate di riflessione e dibattito interamente dedicate all’Umanesimo Integrale e all’Economia Civile. Un evento di altissima caratura intellettuale e morale, che vede protagonisti autorevoli esponenti del mondo dell’impresa, dell’economia globale, dell’università e del vasto panorama dell’associazionismo italiano.

La persona al centro: oltre gli algoritmi e la tecnologia

Nelle toccanti parole della moderatrice dell’evento si racchiude il senso profondo di questa importante iniziativa culturale: «Moderare queste due giornate significa, per me, confrontarsi con una domanda profondamente attuale sul ruolo dell’uomo. Viviamo una fase storica di grandi, repentine e inarrestabili trasformazioni, in cui la tecnologia avanzata, l’intelligenza artificiale e i nuovissimi modelli produttivi digitali stanno cambiando rapidamente il mondo del lavoro e le relazioni umane».
Il rischio concreto, avvertono gli esperti, è quello di perdere la bussola morale. Proprio per questo motivo, oggi più che mai, è strettamente necessario non perdere di vista tutto ciò che non può e non deve essere ridotto a un freddo algoritmo matematico o a un mero indicatore finanziario di Borsa: valori assoluti come la dignità del lavoratore, la responsabilità d’impresa, la cura per il prossimo, la fiducia reciproca e l’innata capacità umana di costruire una vera “comunità”.

“L’economia non è separata dalla vita”: il valore del bene comune

Spesso, ascoltando i telegiornali o leggendo i quotidiani finanziari, commettiamo l’errore di pensare all’economia come a una scienza astratta, lontana anni luce dalla nostra quotidianità. Ma la realtà è ben diversa. L’economia non è affatto qualcosa di entità separata dalla nostra vita reale; ogni singola scelta economica, politica o aziendale produce delle conseguenze dirette e tangibili sulle singole persone, sui bilanci delle famiglie, sulle piccole imprese locali e sull’intero tessuto sociale del Paese.
Ecco perché parlare apertamente di “Economia Civile” significa in realtà parlare di una precisa idea di futuro: «Un futuro nel quale il profitto (giusto e necessario per fare impresa) non venga mai contrapposto al bene comune, ma possa finalmente diventare parte integrante di un processo molto più ampio di creazione di vero valore umano e sociale», come sottolineato in sede di presentazione dell’evento.

La Lectio Magistralis del Cardinale Bagnasco e la sfida dell’UCID

Il momento culminante e più atteso di questo prezioso confronto a più voci sarà, senza alcun dubbio, la Lectio Magistralis tenuta da Sua Eminenza il Cardinale Angelo Bagnasco, nella sua veste di autorevole Consulente Ecclesiastico Nazionale dell’UCID (Unione Cristiana Imprenditori Dirigenti).
La sua profonda saggezza pastorale e la sua lucida visione etica illumineranno il dibattito, ricordando ai leader del mondo economico che l’impresa deve essere sempre al servizio dell’uomo, e non l’uomo schiavo dell’impresa. «Sono particolarmente felice di moderare questo confronto e di poter ascoltare la lectio magistralis del Cardinale», ha ribadito la conduttrice delle due giornate. «Credo fermamente che proprio dal dialogo sincero tra esperienze professionali e sensibilità umane così diverse possano nascere delle risposte concrete, attuabili fin da subito nella società».

La scelta più moderna per il futuro

Le conclusioni programmatiche di questo vertice sull’Umanesimo Integrale sono un potentissimo inno alla speranza. La vera sfida che attende i manager, gli accademici e i politici di oggi, infatti, non è soltanto quella di capire e prevedere quale tipo di economia avremo domani, ma decidere (qui e ora) quale società vogliamo attivamente costruire per noi e per i nostri figli.
«Rimettere la persona al centro dell’universo economico non è un passo indietro o un nostalgico ritorno al passato», conclude magistralmente la moderatrice, «ma rappresenta in assoluto la scelta più moderna, rivoluzionaria e lungimirante che possiamo fare oggi per salvare il nostro futuro».

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Economia

Poste Italiane batte la fuga delle banche: 431 nuovi Postamat per salvare i piccoli borghi dall’isolamento finanziario

Poste Italiane salva i piccoli borghi d’Italia dalla fuga delle banche! 🏦❌ Nel primo semestre del 2026 arrivano ben 431 nuovi sportelli automatici Postamat, portando la rete a un record di 9.668 presidi attivi 24 ore su 24. 📉🌿 In ben 5 regioni, tra cui Abruzzo e Calabria, Poste supera l’intero sistema bancario, garantendo prelievi sicuri anti-clonazione e servizi digitali sotto casa contro lo spopolamento. Una svolta straordinaria che difende i cittadini e i pensionati. Leggi qui per scoprire i dati ufficiali, le funzioni smart dei nuovi ATM e i comuni coinvolti dal piano Polis! 👇

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Postamat

Roma – Ci sono territori in cui la chiusura di uno sportello automatico non è semplicemente un piccolo disagio logistico, ma rappresenta una ferita profonda, un segnale tangibile di abbandono che spinge i piccoli borghi verso lo spopolamento e l’isolamento economico. In un’Italia che assiste impotente alla progressiva e preoccupante desertificazione bancaria, con gli istituti di credito che tagliano filiali e riducono i servizi nelle aree interne, si leva un argine solido a difesa dei cittadini e dei pensionati. Nei primi sei mesi del 2026, Poste Italiane ha impresso un’accelerazione straordinaria alla propria rete infrastrutturale, installando ben 431 nuovi sportelli automatici ATM Postamat. Sotto la guida dell’Amministratore Delegato Matteo Del Fante e del Direttore Generale Giuseppe Lasco, il Gruppo ha portato il totale nazionale a quota 9.668 presidi attivi, consolidando il proprio ruolo di pilastro insostituibile di prossimità sociale e umana.

I dati emersi dalle ultime rilevazioni della Banca d’Italia sul Sistema dei pagamenti fotografano una realtà spietata: dal 2018 ad oggi, gli sportelli automatici degli istituti di credito sono crollati da oltre 40 mila a poco più di 36 mila unità, accompagnati dalla chiusura di quasi un quarto delle filiali fisiche sul territorio nazionale. In questo scenario di ritirata, la strategia di Poste Italiane è andata in netta controtendenza, mantenendo la stabilità della propria rete e aumentando il numero dei Postamat del 33% dal 2018 ad oggi, con un incremento netto di 2.386 dispositivi. Una scelta di civiltà che ha portato a un sorpasso storico: sono ormai ben cinque le regioni italiane in cui gli sportelli automatici di Poste superano numericamente quelli dell’intero sistema bancario unito, ovvero Abruzzo, Basilicata, Calabria, Molise e Valle d’Aosta.

Molto più di un prelievo: una porta d’accesso digitale aperta 24 ore su 24

I moderni ATM Postamat installati sul territorio hanno smesso da tempo di essere semplici distributori di banconote per trasformarsi in veri e propri sportelli intelligenti della Pubblica Amministrazione e dell’azienda, operativi e protetti 24 ore su 24. Attraverso questi monitor touch screen di ultima generazione, i cittadini possono sbrigare in totale autonomia una miriade di pratiche quotidiane: dalla consultazione rapida del saldo e dei movimenti del conto BancoPosta alle ricariche telefoniche dei principali operatori, fino alla ricarica delle carte Postepay e al pagamento dei bollettini premarcati. Inoltre, grazie alla tecnologia integrata con l’App di Poste Italiane, è possibile effettuare il prelievo di denaro contante in modalità “cardless”, ovvero senza avere con sé la tessera fisica, azzerando i tempi di attesa.

La sicurezza degli utenti e la tutela del risparmio restano al centro di questa imponente estensione infrastrutturale. Tutti i nuovi dispositivi installati nel primo semestre del 2026 sono stati equipaggiati con avanzati sistemi tecnologici anti-skimming, barriere elettroniche nate per impedire la clonazione fraudolenta delle carte di credito e dei codici pin. Sul fronte della prevenzione dei reati predatori e degli assalti fisici alle filiali, i Postamat dispongono di modernissimi meccanismi di macchiatura istantanea delle banconote: in caso di esplosione o tentativo di scasso forzato, i contanti vengono resi completamente inutilizzabili dall’inchiostro speciale, scoraggiando sul nascere le azioni dei malviventi e proteggendo i locali di prossimità.

Il Progetto Polis e la rinascita dei piccoli Comuni sotto i 15mila abitanti

Questa precisa e strategica volontà di mantenere intatta e viva la presenza fisica sul territorio trova il suo naturale compimento nel grandioso Progetto Polis. L’iniziativa, che sta rivoluzionando il volto di quasi 7.000 uffici postali situati nei comuni italiani con meno di 15mila abitanti, punta a trasformare le vecchie sedi periferiche in avamposti digitali dello Stato. Un piano monumentale finanziato per 800 milioni di euro con le risorse provenienti dal piano complementare al PNRR e per oltre 400 milioni di euro con fondi diretti stanziati da Poste Italiane, teso a favorire l’inclusione sociale e a combattere lo spopolamento delle aree montane e collinari attraverso l’erogazione di servizi integrati.

Poter richiedere il passaporto sotto casa, ottenere un certificato anagrafico o consultare i dati INPS senza dover affrontare lunghi e faticosi viaggi verso i capoluoghi di provincia significa restituire dignità e uguaglianza a milioni di cittadini che pagano le tasse e che hanno il diritto sacrosanto di non essere lasciati indietro. Poste Italiane dimostra così che la transizione digitale non deve necessariamente coincidere con la cancellazione del contatto umano e dei presidi fisici. L’espansione della rete Postamat è il manifesto di un’azienda che non dimentica le proprie radici popolari e che mette la tecnologia più avanzata al servizio del benessere collettivo, ricordando al Paese che la coesione sociale resta l’investimento più importante per il nostro futuro comune.

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