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Politica

Sforzini asfalta Futuro Nazionale sul caso Fedorov: inaudita incompetenza per non irritare Mosca

SIAMO SICURI CHE ALCUNI POLITICI STUDINO PRIMA DI PARLARE? LA CLAMOROSA GAFFE SULL’UCRAINA SVELA LE VERE, PERICOLOSISSIME INTENZIONI SU UN’USCITA DELL’ITALIA DALLA NATO! 🌍 ⚔️ 🇮🇹 In politica estera non si può scherzare o sparare a zero per prendere qualche banale “Mi piace” sui social! L’imprenditore Luca Sforzini ha appena letteralmente asfaltato il movimento “Futuro Nazionale”. Il motivo? Hanno ferocemente criticato la scelta del Governo di assumere l’esperto ucraino Fedorov per paura di “irritare la Russia”. Peccato che abbiano sbagliato clamorosamente bersaglio: Fedorov non è un burattino, ma è il più grande nemico di Zelensky, l’uomo che è stato cacciato dal presidente e che vuole le elezioni in Ucraina per fermare i massacri! Sforzini lancia un allarme pesantissimo contro chi vuole portarci fuori dall’Occidente per gettarci tra le braccia di Putin e della Cina, ricordando a tutti la fiera “Notte di Sigonella” e il vero patriottismo! Siete curiosi di capire cosa sta succedendo davvero? Cliccate e leggete il nostro articolo per i dettagli! 👇 🗣️ A cosa credete? Siete d’accordo con Sforzini quando dice che l’Italia debba restare saldamente in “Occidente” ma a testa altissima senza essere serva di nessuno? Diteci la Vostra nei commenti, e CONDIVIDETE l’articolo sulle vostre bacheche per informare tutti i vostri Amici!

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Mykhailo Fedorov

Castellar Ponzano (Alessandria) – La politica estera e la delicatissima scacchiera della Geopolitica internazionale non sono affatto un gioco per dilettanti, né un palcoscenico teatrale dove si può sparare a zero tanto per raccattare qualche facile “Mi piace” sui social network. Quando si parla del posizionamento dell’Italia nel mondo e delle nostre storiche alleanze, bisognerebbe studiare attentamente i dossier prima di parlare. È con questo durissimo e implacabile monito che Luca Sforzini (illuminato imprenditore e Presidente dell’autorevole Centro Studi Rinascimento Nazionale) ha letteralmente incenerito le recenti, scivolose e superficiali posizioni assunte dal movimento politico Futuro Nazionale.
La miccia del rovente scontro dialettico si è accesa improvvisamente quando un parlamentare di Futuro Nazionale ha aspramente criticato la coraggiosa decisione del Ministro della Difesa, Guido Crosetto, di avvalersi delle altissime e rare competenze tecnologiche dell’ucraino Mykhailo Fedorov. La motivazione addotta per questa critica? Il presunto “terrore” di poter aggravare ulteriormente i già tesi e complessi rapporti diplomatici con la Russia di Vladimir Putin. Una mossa superficiale che Sforzini non esita minimamente a definire come un grottesco e maldestro «tiro allo spaventapasseri», figlio della più totale incompetenza in materia di politica internazionale.

Il clamoroso autogol: chi è davvero l’esperto Mykhailo Fedorov?

Il grande, titanico errore politico commesso dagli esponenti di Futuro Nazionale, secondo la lucida analisi di Sforzini, è quello di non avere minimamente idea di chi sia davvero il bersaglio che hanno deciso di attaccare pubblicamente. Hanno tentato di dipingere il povero Fedorov come il classico burattino di Bruxelles o il solito falco ciecamente fedele ai voleri di Kiev, quando la clamorosa e incontrovertibile realtà dei fatti dice l’esatto contrario.
«Fedorov non è affatto lo stereotipo dell’uomo di Zelensky appiattito sull’asse con Bruxelles», tuona Sforzini senza peli sulla lingua. «Al contrario: è stato estromesso e cacciato proprio dallo stesso Zelensky! Una cacciata che non è passata inosservata, e che ha persino provocato feroci e imponenti manifestazioni di piazza a suo favore. Fedorov è l’uomo che ha sfidato apertamente il presidente, chiedendo a gran voce nuove elezioni democratiche in Ucraina e mettendo duramente in discussione l’intera strategia politica e militare con cui Kiev sta conducendo la guerra».
Non solo: Fedorov è una mente brillante che vanta solidissimi e storici legami con geni del calibro di Elon Musk, con realtà aerospaziali immense come SpaceX e Palantir, e con gran parte del potentissimo ecosistema tecnologico americano. Insomma, se l’obiettivo di Futuro Nazionale era quello di strizzare l’occhio a Mosca per favorire la pace, prendersela paradossalmente con uno dei più grandi critici interni di Zelensky è stato un abbaglio geopolitico di dimensioni incalcolabili. Un errore da dilettanti allo sbaraglio.

Il vero pericolo per la Nazione: l’ombra dell’uscita dell’Italia dalla NATO

Ma il cuore dell’intervento di Sforzini non si ferma certo alla sola difesa del nuovo advisor ministeriale, e affonda il bisturi in una ferita ideologica ben più allarmante: la pericolosa e sotterranea retorica che serpeggia nel manifesto fondativo di Futuro Nazionale.
«Il punto della questione diventa ancora più serio e preoccupante», spiega dettagliatamente il Presidente del Centro Studi. «Nel loro programma politico non c’è soltanto la legittima richiesta di provare a riaprire i rapporti diplomatici con la Federazione Russa, ma c’è scritto espressamente, nero su bianco, che l’Italia dovrebbe addirittura contemplare la folle possibilità di recedere dai Trattati internazionali, compreso il Trattato del Nord Atlantico (la NATO). Questa non è un’opinione, è una scelta politica ed estrema di proporzioni letteralmente apocalittiche. Uscire dall’Alleanza Atlantica stravolgerebbe per sempre e in negativo la collocazione internazionale e commerciale dell’Italia. È un azzardo mostruoso che non può certo essere nascosto o mascherato agli occhi degli elettori dietro a una banale e finta polemica su un semplice advisor».

L’insegnamento di Craxi a Sigonella: “Autonomia non è equidistanza”

L’affondo finale di Luca Sforzini è un meraviglioso, emozionante e patriottico richiamo storico alla vera fierezza della nostra Nazione. L’Italia, ribadisce l’autore con forza indomabile, deve rimanere saldamente e fieramente ancorata ai valori della Libertà dell’Occidente e della nostra Alleanza Atlantica, senza alcun tentennamento.
Tuttavia, restare ancorati al blocco Occidentale non significa affatto essere “schiavi” o succubi degli Stati Uniti d’America. Per spiegarlo ai lettori, Sforzini cita, non a caso, la leggendaria Notte di Sigonella guidata dal compianto statista Bettino Craxi: in quell’occasione vedemmo un’Italia orgogliosissima, capace di sbarrare fisicamente la strada ai soldati americani armati sulla pista d’atterraggio per difendere la propria sovranità nazionale, pur rimanendo una fedelissima alleata del Patto Atlantico.
«Mantenere la propria Autonomia e farsi rispettare nel mondo non significa equidistanza», conclude magistralmente l’esperto. «Certamente dialogare con Mosca e lavorare duramente affinché questa sanguinosa guerra finisca è sacro e necessario; ma mettere in discussione il fondamentale ancoraggio occidentale e atlantico dell’Italia è tutt’altra cosa. Mettiamocelo in testa: senza Washington e senza il nostro Occidente, là fuori restano solo gli abbracci interessati di Mosca e Pechino. E francamente, non mi pare affatto una grande conquista di Sovranità nazionale quella di cambiare semplicemente il nome della Capitale o del Padrone assoluto dal quale dipendere!». La politica vera ha bisogno di statisti, non di improvvisazioni.

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Politica

Rabbino aggredito a Milano, l’urlo di Sforzini: “vergogna inaccettabile, la politica smetta di giocare col fuoco”

CHE VERGOGNA! UN RABBINO È STATO PRESO A CALCI, PUGNI E SPUTI IN PIENO GIORNO SOLO PERCHÉ INDOSSAVA GLI ABITI TRADIZIONALI! IL DURISSIMO E FURIOZO SFOGO DI LUCA SFORZINI CONTRO LA POLITICA CHE SEMINA ODIO! 😡 👊 🇮🇹 Ci sono notizie che ci fanno raggelare il sangue e ci riportano alle pagine più nere e vergognose della Storia! In pieno giorno, per le strade di Milano, un uomo è stato massacrato alla fermata del bus solo perché “riconoscibile come ebreo”. Di fronte a questa mostruosità, Luca Sforzini ha lanciato un durissimo atto d’accusa contro i politici che, per prendere qualche misero voto, strizzano l’occhio all’antisemitismo: “L’odio non nasce col primo pugno, nasce con le parole e le allusioni! La politica smetta di giocare col fuoco!”. Sforzini ricorda a tutti come la Libertà e il Risorgimento della nostra Italia siano stati bagnati dal preziosissimo sangue di eroi ebrei come i Fratelli Rosselli o il grande Sindaco Nathan: “La vera Destra moderna non può tollerare queste nostalgie razziste!”. Siete d’accordo con le sue fortissime parole di sdegno civile? Cliccate e leggete il nostro articolo per i dettagli! 👇 🗣️ A cosa credete? Anche a voi sale l’Indignazione di fronte a un uomo picchiato in strada per la sua Religione? Siete d’accordo sul fatto che si debba criticare aspramente la guerra in Medio Oriente ma senza MAI scivolare nel bieco “razzismo”? Diteci la Vostra nei commenti, e CONDIVIDETE l’articolo a dismisura per condannare questa violenza ingiustificabile!!

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Luca Sforzini

Milano – Ci sono notizie di cronaca che fanno letteralmente raggelare il sangue nelle vene, episodi spaventosi che ci riportano improvvisamente e drammaticamente indietro nei decenni, verso le pagine più nere, buie e vergognose dell’intera storia dell’umanità. Quello che è successo in pieno giorno nelle strade di Milano non è un semplice episodio di microcriminalità, ma un campanello d’allarme devastante per la tenuta civile e morale del nostro Paese: un rabbino (appartenente alla Comunità ebraica cittadina) è stato barbaramente insultato, coperto di sputi e poi vigliaccamente preso a calci e pugni mentre si trovava in tranquilla attesa alla fermata di un autobus. La sua unica e assurda “colpa”? Essere stato riconosciuto pubblicamente come ebreo a causa del suo abbigliamento tradizionale.
Di fronte a una simile barbarie, il mondo della politica non può voltarsi dall’altra parte. E a squarciare il velo dell’ipocrisia con parole durissime, taglienti e inequivocabili, ci ha pensato Luca Sforzini, vulcanico Presidente del Centro Studi Rinascimento Nazionale, che ha lanciato un pesantissimo atto d’accusa contro chi, per squallidi calcoli elettorali, strizza l’occhio all’odio razziale.

Il coraggio di dire la verità: l’odio nasce sempre dalle parole

L’intervento di Sforzini è una bastonata durissima sia a destra che a sinistra. «Quando abbiamo lanciato pubblicamente l’allarme sulla spaventosa crescita dell’antisemitismo e sulla tentazione (purtroppo presente anche in alcuni e ben noti settori della destra) di blandire vigliaccamente i sentimenti antisemiti pur di raccogliere un po’ di facile consenso elettorale, ci riferivamo esattamente a pericoli imminenti come questo», ha tuonato il Presidente del Centro Studi.
Sforzini traccia una linea di demarcazione netta e insuperabile tra il diritto sacrosanto alla critica politica e il razzismo becero: «Questa aggressione ignobile non c’entra assolutamente nulla con la disputa sulla politica del governo israeliano di Netanyahu. Questo è puro e semplice odio contro un uomo unicamente perché è ebreo. E davanti a questo orrore ingiustificabile non esistono né possono esistere dei “distinguo”, dei calcoli elettorali o delle convenienze politiche». L’autore ci ricorda una tremenda lezione storica: il razzismo e la violenza fisica non nascono mai nel momento in cui parte il primo pugno, ma vengono seminati subdolamente molto prima, attraverso le parole avvelenate, le allusioni, la delegittimazione sistematica sui social e la ricerca ossessiva e paranoica di un nemico da odiare. Giocare con questi sentimenti per prendere due voti in più, significa avere le mani sporche di sangue.

Il dovere della Memoria: il sangue ebraico versato per l’Italia

Nel suo durissimo intervento di sdegno civile, Luca Sforzini fa appello alla grandiosa e troppo spesso dimenticata Storia d’Italia, invitando tutti (soprattutto i sedicenti “patrioti”) a non dimenticare il contributo colossale e inestimabile che gli ebrei hanno donato alla nascita e alla grandezza della nostra Nazione.
«Essere dalla parte dell’Occidente e di Israele non significa affatto dover approvare ciecamente qualsiasi scelta di qualsiasi governo israeliano, sia chiaro. Ma significa ricordare ogni giorno, come un dogma assoluto, che l’antisemitismo europeo ha prodotto una delle più grandi e spaventose tragedie della nostra civiltà moderna», ribadisce Sforzini. L’autore sciorina una serie di nomi che hanno fatto la storia della Libertà italiana: i grandi e coraggiosissimi ebrei protagonisti dei moti risorgimentali, il leggendario e integerrimo Sindaco di Roma Ernesto Nathan, il gigantesco scrittore e irredentista triestino Italo Svevo, fino ad arrivare ai martiri antifascisti, i fratelli Carlo e Nello Rosselli, trucidati per le loro idee di libertà. «Non dimentichiamo mai la gloriosa Brigata Ebraica. Quelle bandiere con la Stella di David non sono corpi estranei, ma appartengono visceralmente e intimamente alla grandiosa storia della libertà italiana!».

La vera Destra moderna non tollera razzismi e nostalgie

La chiusura di Sforzini è un imperativo categorico rivolto al suo stesso mondo di riferimento: «Per tutti questi motivi storici e morali, io non accetto nella maniera più assoluta che oggi, nel 2026, si torni a rendere l’ebreo un facile bersaglio, né attraverso il vecchio e putrido antisemitismo razziale di un secolo fa, né attraverso nuove, subdole forme di odio mascherate da finta battaglia politica contro Gaza. Si può certamente contestare il governo di Israele e la politica mediorientale in modo duro. Ma quando un uomo viene preso a pugni in mezzo alla strada perché riconoscibile come ebreo, in quel preciso secondo la discussione politica è finita e morta. Rimane soltanto una parola, e quella parola è: Vergogna. Contro l’antisemitismo, una vera destra moderna, orgogliosa, nazionale e saldamente ancorata all’Occidente, deve stare rigorosamente dalla parte opposta della barricata. Sempre, e senza alcun tentennamento». Una durissima lezione di civiltà contro l’ignoranza e l’odio.

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Politica

La grande sfida di Sforzini al vecchio sistema: in arrivo il libro “Rinascimento Nazionale” per una nuova Destra

SIAMO STANCHI DEI SOLITI “FASCISTI CONTRO COMUNISTI”, L’ITALIA E LA CLASSE MEDIA HANNO BISOGNO DI UNA POLITICA NUOVA! IN ARRIVO IL LIBRO-BOMBA DI LUCA SFORZINI CHE SVELA IL PROGRAMMA PER SALVARE LA NOSTRA NAZIONE! 📖 🏛️ 🇮🇹 Smettiamola di guardare al passato e alle vecchie guerre politiche del “Novecento”, il nostro Paese sta crollando e serve coraggio! Il 10 ottobre uscirà in tutte le librerie “Rinascimento Nazionale”, il formidabile e attesissimo saggio-manifesto scritto dall’imprenditore Luca Sforzini (dal Castello di Castellar Ponzano). E non mancano le polemiche feroci: Sforzini lancia una durissima frecciata al movimento “Futuro Nazionale”, accusandolo di aver “rifiutato” questo programma innovativo per tornare a rifugiarsi in idee vecchie di un secolo! L’autore propone la ricetta perfetta per salvare la classe media: uno Stato con Meno Burocrazia, ma Durissimo e Spietato nel garantire Sicurezza, Giustizia e blocco dell’Immigrazione Irregolare! Volete scoprire le clamorose “100 Tesi” per salvare l’Occidente? Cliccate e leggete il nostro bellissimo articolo! 👇 🗣️ A cosa credete? Anche voi siete stufi della “Vecchia Politica” ferma a un secolo fa, e sognate finalmente una “Destra Moderna”, Liberale e Forte per l’Italia? Diteci la Vostra nei commenti, e CONDIVIDETE a dismisura questo articolo sulle vostre bacheche!!

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Libro Rinascimento Nazionale

Castellar Ponzano (Alessandria) – C’è un’Italia stanca, profondamente delusa, schiacciata dalle tasse e da uno Stato invadente, che osserva la politica di oggi con immensa frustrazione. Un’Italia, quella della classe media impoverita, che non ne può letteralmente più di assistere alle eterne e stantie divisioni tra fascisti e comunisti, un Paese disperatamente affamato di leader capaci di guardare al futuro senza rimanere tragicamente ancorati alle vecchie, polverose e fallimentari logiche del Novecento.
È proprio per rispondere a questo grido di dolore, e per tracciare una rotta coraggiosa verso la salvezza dell’Occidente, che il prossimo 10 ottobre 2026 uscirà ufficialmente in tutte le librerie (e su Amazon) un saggio destinato a far discutere ferocemente l’intero panorama politico nazionale: “Rinascimento Nazionale. Per la rinascita dell’Italia e dell’Occidente”. A firmare quest’opera, edita da Iduna, è Luca Sforzini, brillante imprenditore, politico, mecenate e orgoglioso presidente del Centro Studi Rinascimento Nazionale, ospitato proprio tra le affascinanti mura del suo Castello di Castellar Ponzano.

La bordata politica: lo strappo con “Futuro Nazionale”

Il libro non è una banale e fredda trattazione accademica, ma un vero e proprio manifesto di battaglia. E non mancano affatto le polemiche dirette. Sforzini, infatti, lancia un siluro potentissimo e senza peli sulla lingua ai suoi ex compagni di viaggio: «Dentro questo libro c’è l’esatto programma politico che il movimento “Futuro Nazionale” avrebbe potuto tranquillamente adottare, ma che ha scelto volontariamente di ignorare», afferma con fermezza l’autore.
«Avevano davanti l’occasione d’oro per creare una Destra del Ventunesimo secolo: una destra profondamente nazionale e fieramente liberale, inespugnabile sul tema della sicurezza e sull’immigrazione irregolare, orgogliosamente occidentale e proiettata al domani. Invece? Hanno codardamente preferito girarsi indietro, tornando a cercare inutili risposte nel secolo del Novecento». Un’accusa durissima, che mette a nudo l’incapacità di certi vertici politici di evolversi per il bene della nazione.

Una nuova Destra: forte, identitaria ma mai razzista

Il cuore pulsante del libro di Sforzini è una monumentale operazione di riscatto morale per i valori conservatori. Rinascimento Nazionale si interroga su un dogma vitale: è possibile costruire una Destra che sia fortemente identitaria senza mai scadere nel razzismo? È possibile avere uno Stato forte senza che diventi una prigione autoritaria?
La risposta di Sforzini è un fragoroso “Sì”. L’autore delinea il meraviglioso progetto di uno “Stato minimo”: meno invadente, meno tasse burocratiche a strozzare le imprese, meno ingerenza nella vita privata dei cittadini. Ma al tempo stesso, invoca uno Stato che sia “fortissimo” in quelle che sono le sue uniche funzioni essenziali: garantire una Sicurezza ferrea per le strade, una Giustizia implacabile, confini difesi strenuamente e infrastrutture moderne per far galoppare la nostra economia.

Un Manifesto di 100 Tesi per salvare l’Italia

Attraversando i grandi mali della nostra epoca (la crisi demografica che svuota le nostre culle, la burocrazia infernale dell’Europa, l’emergenza educativa nelle scuole, il rapporto critico con il mondo islamico, con Israele e con l’Intelligenza Artificiale), Sforzini non si limita affatto a criticare, ma propone soluzioni concrete, culminanti in un Manifesto finale di cento, formidabili tesi politiche.
Senza alcun patetico spirito nostalgico, l’autore pesca le energie per il futuro attingendo dal nostro ineguagliabile e glorioso passato: dal Risorgimento, dalla grandezza dell’Impero Romano e dallo spirito della Carta del Carnaro di Fiume. Nasce così la visione di una destra risorgimentale, che esalta il merito, la proprietà privata, la libertà e il coraggio di fare impresa. Luca Sforzini (da sempre impegnato nella difesa delle eccellenze e della cultura italiana) getta il sasso nello stagno: il Novecento è morto e sepolto. Ora tocca a noi smettere di rimpiangerlo e rimboccarci finalmente le maniche per salvare l’anima grande dell’Italia.

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Politica

Rebus elezioni politiche, Il vero discrimine per formare il futuro governo e’ solo: ” Pro o Contro Putin”

A seconda delle percentuali dei singoli partiti potra’ nascere o un governo Conte-Vannacci, o un governo del Presidente sostenuto da tutte le forze politiche che hanno abbracciato la causa Ucraina

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Putin

Redazione-  A sinistra abbiamo Fratoianni e Bonelli che sono dichiaratamente contro il sostegno armato alla Ucraina, il Pd e’ diviso in due parti come una mela, c’è’ chi è’ pro Ucraina e chi invece crede che vada rispettato il non interventismo previsto dalla Costituzione .Conte e’ nettissimo. Mai con chi manda armi alla Ucraina. Calenda e’ il suo opposto. Filo Ucraina contro Putin male assoluto.

Nel centro destra Udc, Noi Moderati, Forza Italia e Fratelli d’Italia sono fortemente a sostegno della Ucraina, mentre Salvini e Vannacci sono pro Russia con motivazioni e sfumature diverse. La vera domanda e’: come faranno queste forze a trovare una quadra rimanendo all’interno degli schieramenti esistenti e a correre insieme se su una partita così nevralgica sono agli antipodi? Semplice: basterebbe con coerenza correre da soli o formare schieramenti con omogeneità di vedute in politica estera.

Facendo un calcolo approssimativo la parità e’ già sulla carta. Ecco perché tutta questa fatica per portare a termine la riforma elettorale. Il centrodestra sta cercando il modo di recuperare una serie di voti provenienti dai cosiddetti cespugli (movimenti e forze politiche minori tendenzialmente attestate tra lo 0,5 e il 2,5 per cento) che possano garantire di non andare in quasi parità nel caso in cui Vannacci corresse da solo.

D’altra parte Futuro Nazionale Vannacci ha come unica strada proprio quella di correre da solo. Perché il suo essere apertamente anti Ucraina non gli consente di fare accordi con la Meloni che ha preso posizioni nettissime a sostegno della causa Ucraina contro Putin. In caso di accordo, Vannacci non riuscirebbe a vendere ai suoi elettori la favoletta di aver sottomesso la Meloni e di averle fatto cambiare idea rispetto al posizionamento internazionale o sulla Nato. E se Vannacci perdesse quella freschezza data dalla novità e dal suo essere anti sistema, perderebbe anche gran parte del suo bacino elettorale di scontenti verso questo governo di centro destra e di delusi in generale dalla politica finiti nelle sacche dell’astensionismo, e dunque anziché veleggiare verso il 20 per cento o addirittura verso un suo considerevole superamento (come accadde a suo tempo sia ai 5 stelle che alla Lega di Salvini, sia alla Meloni – tutti e tre i partiti superarono di qualche punto percentuale il 30 per cento) quando impostarono tutta la loro narrazione propagandistica su parametri simili di novità, scardinamento del sistema, etc etc ) cadrebbe drammaticamente sotto il 10 per cento. Quindi diamo per scontato che Futuro Nazionale Vannacci corra da solo. E prima il centrodestra ne prende atto e la smette di rincorrerlo sul terreno delle provocazioni, prima mette in sicurezza il proprio bacino elettorale di riferimento dalle scorribande del generale che può solo  acquisire voti.

L’incognita su questo terreno rimane Beppe Grillo. Scenderà in campo solo per rivalsa personale contro Conte, oppure dietro a questa operazione dei 5 Stelle Pirata ci sono sapienti burattinai che hanno interesse a far perdere voti a Conte troppo spostato sui cinesi e sui russi? Per come si stanno mettendo le cose, e cioè prendendo atto della impraticabilità del Campo Largo per visioni di politica estera diametralmente opposte, oggi gli scenari del post voto alle Politiche possono a mio parere essere sostanzialmente due.

O nasce un governo Conte – Vannacci, se Vannacci arriva verso il 30 per cento e se Giuseppe Conte tiene sopra al 10 nonostante Beppe Grillo sia a caccia di voti pentastellati-  schema analogo al governo gialloverde nato il 2 giugno 2018 con il solo sostegno di 5stelle e Lega, dove oggi Vannacci andrebbe a sostituire Salvini – oppure e’ il Presidente della Repubblica che in caso di pareggio deve individuare una figura rappresentativa di molte forze politiche e far nascere un governo del Presidente con dentro tutte quelle forze che sostengono convintamente la causa Ucraina. A quel punto sarebbe un po’ nell’aria che il  prossimo Presidente della Repubblica possa essere una figura molto vicina all’attuale, un personaggio della sensibilità e del calibro di Gentiloni ad esempio.

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