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A Ilaria Solazzo il Premio Internazionale Istinti Artistici: il valore del giornalismo che dà voce ai talenti

La giornalista pugliese Ilaria Solazzo  ha ricevuto – nella cornice  Palazzo Valentini, sabato 24 ottobre 2026, durante la seconda edizione del Premio Internazionale Istinti Artistici, nell’ambito della Rome Art Week –  il premio Internazionale Istinti Artistici.  Un riconoscimento condiviso con altre importanti professionalità ed eccellenze italiane, protagoniste di una giornata dedicata al talento, alla cultura e alla capacità di lasciare un segno nella società.

A conferire il premio – giunto alla sua seconda edizione – Alessandro Scarnecchia, direttore di Terza Pagina Magazine e unico organizzatore della manifestazione e Merysse, nome d’arte di Maria Teresa De Pierro, presidente dell’associazione Istinti Artistici APS. L’evento romano è stato salutato da Cristina Michetelli, nella sua qualità di consigliere dell’Assemblea capitolina di Roma Capitale.

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Ilaria Solazzo

Importante riconoscimento professionale per la giornalista pubblicista, scrittrice ed esperta di comunicazione brindisina

Roma-  La giornalista pugliese Ilaria Solazzo  ha ricevuto – nella cornice  Palazzo Valentini, sabato 24 ottobre 2026, durante la seconda edizione del Premio Internazionale Istinti Artistici, nell’ambito della Rome Art Week –  il premio Internazionale Istinti Artistici.  Un riconoscimento condiviso con altre importanti professionalità ed eccellenze italiane, protagoniste di una giornata dedicata al talento, alla cultura e alla capacità di lasciare un segno nella società.

A conferire il premio – giunto alla sua seconda edizione – Alessandro Scarnecchia, direttore di Terza Pagina Magazine e unico organizzatore della manifestazione e Merysse, nome d’arte di Maria Teresa De Pierro, presidente dell’associazione Istinti Artistici APS. L’evento romano è stato salutato da Cristina Michetelli, nella sua qualità di consigliere dell’Assemblea capitolina di Roma Capitale.

Ci sono riconoscimenti che si aggiungono a un curriculum e altri che, invece, raccontano qualcosa di più profondo: una visione professionale, una scelta di vita, un modo preciso di interpretare il proprio ruolo nel mondo. Per Ilaria Solazzo, la premiazione romana rappresenta una nuova tappa di un percorso nel quale giornalismo, scrittura e comunicazione convergono verso un obiettivo comune: riconoscere il valore delle persone, portarne alla luce le esperienze e trasformare le loro storie in occasioni di conoscenza.

A Palazzo Valentini, in una cornice istituzionale di particolare rilievo, il suo nome è entrato nel novero delle personalità insignite del Premio Internazionale Istinti Artistici 2026. Non un semplice attestato formale, ma un riconoscimento che si inserisce in una manifestazione capace di riunire professionisti provenienti da mondi differenti, accomunati dalla volontà di mettere competenze, creatività e impegno al servizio della collettività. Accanto a figure che si distinguono nella cultura, nello spettacolo, nelle arti e in numerosi settori professionali, Solazzo ha portato il valore di un’attività costruita attraverso la parola, l’ascolto e la valorizzazione dei talenti.

La seconda edizione del Premio Internazionale Istinti Artistici ha confermato la propria vocazione multidisciplinare, attraversando musica, arti visive, fotografia, poesia, teatro, cinema, doppiaggio, giornalismo, sport e ulteriori iniziative dedicate all’inclusione. Il principio che unisce queste realtà è una concezione del talento che non si esaurisce nella notorietà, ma comprende preparazione, costanza, responsabilità e capacità di trasformare le proprie inclinazioni in un contributo concreto.

La giornata

Il programma, aperto alle ore 11 con la sigla ufficiale, la presentazione e i saluti istituzionali, ha dato spazio a personalità impegnate nella tutela dei diritti, nella cultura, nella solidarietà e nella promozione sociale. Tra i riconoscimenti assegnati figurano quelli a Maria Antonia Spartà, per il percorso nella Polizia di Stato e l’attività di sensibilizzazione contro la violenza di genere; a Nunzia Rosalia Guzzo, per il lavoro in ambito giuridico e l’impegno nella tutela dei diritti; e a don Luigi Trapelli, per il dialogo tra spiritualità, teatro, cultura e comunità.

La cerimonia ha inoltre valorizzato professionisti che contribuiscono alla realizzazione di progetti culturali, esponenti del cinema e della produzione audiovisiva, autori, artisti e promotori di iniziative letterarie. Tra i nomi ricordati nel corso della giornata, Riccardo Ferrero, Maria Berardi, Pietro Borzacca della 3B Production Film, Gennaro Ruggiero, Angelica Loredana Anton, Elide Apice, Dino Tropea e Loredana Paolesse. Un panorama composito, nel quale esperienze differenti hanno trovato uno spazio comune, restituendo l’immagine di un’Italia ricca di professionalità che operano con dedizione, spesso lontano dai riflettori, ma con un contributo significativo alla vita culturale e sociale.

Focus sulla comunicazione

In questo scenario si colloca la premiazione di Ilaria Solazzo, personalità poliedrica che ha fatto della comunicazione il filo conduttore della propria attività. Il suo percorso si muove tra giornalismo, scrittura, radio, web TV e informazione online, con un interesse costante per i protagonisti di cultura, spettacolo, arte e professioni. A questi ambiti si affiancano la fotografia, la pittura e l’attenzione per le iniziative solidali, espressioni diverse di una sensibilità che riconosce nella creatività una possibilità di incontro e nella cultura uno strumento di partecipazione.

Il riconoscimento romano assume un significato particolare anche per il rapporto tra il suo lavoro e la promozione delle eccellenze. Nel corso degli anni, Solazzo ha dedicato interviste e articoli a personalità appartenenti a settori differenti, cercando di superare la superficie della notorietà per entrare nel cuore delle esperienze. Il suo interesse non si limita ai risultati raggiunti: si estende alle motivazioni, alle difficoltà, alle scelte e alla determinazione che rendono significativo ogni percorso.

Raccontare una persona significa innanzitutto ascoltarla. Vuol dire prepararsi, comprendere il contesto, individuare le domande capaci di aprire prospettive e restituire al lettore una narrazione che non riduca una vita a una sequenza di successi. L’intervista diventa così un incontro tra sensibilità, mentre la scrittura si trasforma in uno strumento per avvicinare mondi diversi e rendere accessibili storie che meritano attenzione.

In un tempo dominato dalla velocità delle notizie e dalla continua ricerca di visibilità, questa impostazione attribuisce al giornalismo una responsabilità precisa. Non basta pubblicare un nome o riferire un risultato: occorre comprendere ciò che lo rende significativo, distinguere l’essenziale dal superfluo e restituire la complessità delle esperienze con chiarezza e rispetto. È in questo spazio che la comunicazione può recuperare la propria funzione più autentica, quella di creare connessioni, stimolare curiosità e favorire una conoscenza più consapevole delle persone e della realtà.

La parola, nella visione professionale di Solazzo, non è soltanto uno strumento per informare. È un ponte tra chi ha qualcosa da raccontare e chi desidera comprendere; è una possibilità di dare visibilità a competenze che rischierebbero di restare ai margini; è il mezzo attraverso il quale esperienze individuali possono diventare patrimonio condiviso. Una prospettiva che riconosce dignità tanto alle personalità già conosciute quanto a coloro che, attraverso il lavoro quotidiano, contribuiscono alla crescita delle proprie comunità.

Ilaria Solazzo

Questa stessa concezione anima il progetto «Le Onde del Destino – Premio alle Eccellenze Umbre», ideato e diretto artisticamente da Ilaria Solazzo. L’iniziativa nasce con l’intento di celebrare il merito, la professionalità, l’impegno e il valore umano delle persone che contribuiscono alla crescita dell’Umbria. Non soltanto una celebrazione dei risultati, dunque, ma un’occasione per riconoscere il percorso che li rende possibili, mettendo in luce la dedizione, la serietà e il senso di responsabilità che accompagnano ogni autentica eccellenza.

Attraverso questo progetto, Solazzo ha scelto di affiancare alla narrazione giornalistica un’attività concreta di ideazione e promozione culturale. Il suo lavoro non si limita a raccontare chi merita attenzione: si traduce anche nella costruzione di occasioni capaci di riunire persone, valorizzare competenze e creare relazioni. È un passaggio significativo, perché testimonia come la comunicazione possa uscire dalle pagine e diventare un’esperienza condivisa, capace di generare partecipazione e riconoscimento.

La scrittura resta il punto d’incontro di queste esperienze. Attraverso il linguaggio, Solazzo cerca di coniugare precisione informativa e dimensione umana, dando spazio alle aspirazioni, ai sacrifici e alle trasformazioni che accompagnano le storie personali. L’interesse per la fotografia e la pittura amplia ulteriormente questo rapporto con i linguaggi espressivi, mentre l’attenzione alle iniziative solidali conferma una visione nella quale le competenze professionali possono diventare occasione di vicinanza e di impegno sociale.

La premiazione – come si è accennato – si è svolta durante la Rome Art Week, la settimana dedicata all’arte contemporanea che dal 19 al 25 ottobre 2026 ha animato la Capitale con appuntamenti e iniziative culturali.

Targhe di premiazione

La presenza di Terza Pagina Magazine, attraverso il direttore Alessandro Scarnecchia che così tanto ha lavorato per realizzare il Premio, ha richiamato il ruolo dell’informazione nella diffusione della cultura. Il giornalismo, quando sa riconoscere e raccontare le esperienze con attenzione, contribuisce a creare visibilità, favorire il confronto e avvicinare il pubblico a progetti e personalità che arricchiscono il panorama artistico e professionale. In questo intreccio tra comunicazione e valorizzazione culturale si inserisce il riconoscimento attribuito a Solazzo, il cui lavoro si sviluppa proprio sul confine fertile tra racconto, relazione e promozione dei talenti.

Il significato più profondo di un premio, del resto, non risiede soltanto nella cerimonia o nell’attestato ricevuto. Sta anche nella possibilità di richiamare l’attenzione su un impegno, rendere visibile un percorso e offrire nuovi stimoli per proseguire. A Palazzo Valentini, il riconoscimento assegnato a Solazzo ha incontrato una manifestazione che celebra proprio la varietà dei talenti italiani, ricordando quanto siano importanti le persone che, attraverso il proprio lavoro, costruiscono occasioni di dialogo e arricchiscono la vita culturale.

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Cagliari, il suono scolpisce l’oscurità: al Teatro di Sant’Eulalia va in scena LÀMINE vol.2 tra sperimentazione elettronica e ascolto immersivo

A Cagliari il suono si fa materia nell’oscurità: giovedì 29 ottobre 2026 al Teatro di Sant’Eulalia torna LÀMINE vol.2, il format immersivo ideato da Coru Aresti. Dalle 19 spazio completamente oscurato e tagli di luce per i live set di Hubble (da Berlino), il sound design materico di Fabio Talloru e le modulazioni ambient di Atoloi da Milano. Biglietti DICE, Resident Advisor, orari e regole di accesso nella guida completa su Cavaliere News:👇

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LÀMINE vol.2

Cagliari – Quando la percezione visiva viene deliberatamente azzerata, l’apparato uditivo si risveglia in tutta la sua vertiginosa ampiezza, trasformando ogni minuscola vibrazione acustica in un corpo fisico che attraversa lo spazio. Giovedì 29 ottobre 2026, il suggestivo palcoscenico del Teatro di Sant’Eulalia, situato in vico del Collegio 2 nello storico quartiere Marina di Cagliari, ospiterà il secondo attesissimo episodio di LÀMINE, il format immersivo ideato e curato dal collettivo Coru Aresti. Una serata-evento concepita per ridefinire radicalmente la fruizione musicale dal vivo, dove la sala viene completamente privata della luce artificiale per consentire al suono, al buio assoluto e a minimali tagli luminosi di farsi architettura drammaturgica.

Dalle ore 19.00 alle 21.30 (con apertura porte programmata alle 18.30), il pubblico cagliaritano sarà testimone di tre set performativi ad altissima densità sonora, affidati a tre figure di rilievo della sperimentazione contemporanea: Hubble (alias di Giuseppe Marchegiano), Fabio Talloru e Atoloi (progetto di Matteo Ghiringhelli). Una ricerca rigorosa sui confini dell’ascolto che si collega idealmente alla dimensione comunitaria e formativa che sta animando la scena sarda in questi giorni, come evidenziato dal convegno sull’educazione e la partecipazione sociale promosso a Guspini.

Il buio come materia viva e la poetica della sottrazione sensoriale

Nato nel 2021 come percorso di indagine sulle arti sonore immerso nei paesaggi naturali dell’isola, il progetto artistico di Coru Aresti trova in LÀMINE una sua rigorosa trasposizione al chiuso. Varcare la soglia del Teatro di Sant’Eulalia significherà immergersi in uno spazio architettonico dove l’oscurità non è intesa come semplice assenza tecnica di luce, bensì come strumento ontologico attraverso cui riorganizzare le facoltà percettive dello spettatore. In questo contesto, anche la luce opera per sottrazione: esili fenditure, bagliori chirurgici e riflessi millimetrici isoleranno gesti esecutivi e dettagli strumentali, distogliendo lo sguardo dall’ostentazione scenica del concerto tradizionale per ricondurlo alla sorgente acustica pura, instaurando un dialogo poetico affine alle riflessioni sullo sguardo interiore indagate nella silloge lirica Occhi per sognare di Giacomo Garzya.

Ad aprire il percorso sonoro sarà il live di Hubble, progetto fondato nel 2007 dal dj e producer sardo Giuseppe Marchegiano, da anni protagonista stimato dell’avanguardia elettronica europea e punto di raccordo con la scena underground di Berlino. Con album acclamati come «Forget Me Not» pubblicato per l’etichetta Archipel e release per label prestigiose quali Moulton e Sleep Is Commercial, il percorso di Hubble ha fatto risuonare le sue trame ipnotiche e le sue ritmiche psichedeliche in templi sacri del clubbing globale, dal Club der Visionaere fino alle sale cavernose del celebre Berghain.

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Dai campionamenti materici di Fabio Talloru alle modulazioni ambient di Atoloi

Il secondo movimento della serata vedrà protagonista Fabio Talloru (noto anche come Fabio Tallo), sound designer, compositore e ricercatore multimediale originario del Sud della Sardegna. La sua poetica si fonda sull’esplorazione acusmatica della materia: registrazioni ambientali sul campo, suoni generati da elementi organici o manufatti industriali vengono catturati, sezionati ed elaborati digitalmente attraverso sintetizzatori modulari, sezioni poliritmiche ed echi ipnotici, dando vita a composizioni immersive destinate al teatro d’avanguardia, a sonorizzazioni cinematografiche e a installazioni museali di grande respiro concettuale.

A suggellare l’arco narrativo di LÀMINE vol.2 sarà Atoloi, moniker del musicista e sound artist milanese Matteo Ghiringhelli. La sua ricerca artistica si colloca sulla soglia liminare tra ambient contemplativa, campionamenti concreti autoprodotti e pulsazioni elettroniche ipnotiche. Un’attitudine che sa dialogare tanto con le dimensioni catartiche del dancefloor quanto con gli spazi rarefatti delle gallerie d’arte, indagando il rapporto intimo tra la ripetizione ritmica e la meditazione sonora. Un percorso artistico che si affianca ad altre straordinarie esperienze di valorizzazione musicale come quelle custodite nelle stagioni concertistiche del Teatro Caniglia di Sulmona e nei racconti di vita vissuta che uniscono musica ed energia racchiusi ne l’autobiografia dello storico batterista Nicko McBrain.

Regole d’accesso, prevendite DICE e l’etica indipendente di Coru Aresti

LÀMINE vol.2 rinnova la formula del primo fortunato capitolo andato in scena lo scorso febbraio con Andrea Cherchi, Danilo Casti e Nyah Bear. Il dispositivo percettivo richiede condizioni di fruizione rigorose: durante l’esecuzione dei live le porte della sala rimarranno tassativamente chiuse per impedire qualsiasi interferenza luminosa o distrazione acustica; chi giungerà a performance avviata dovrà attendere l’intervallo successivo per accedere al teatro. I posti sono strettamente limitati e non numerati, per garantire a ciascun partecipante un’esperienza di prossimità intima con i performer.

Il progetto Coru Aresti si contraddistingue per una convinta indipendenza produttiva: non riceve finanziamenti pubblici e si sostiene unicamente attraverso il contributo dei partecipanti, reinvestendo l’intero ricavato a supporto dei compensi degli artisti e delle spese logistiche. L’evento è organizzato in sinergia con Terzo e gode della collaborazione di Cultína, LOGA, Bar Florio e Theandric Teatro. Le prevendite ufficiali sono attive sulla piattaforma DICE, sul portale internazionale Resident Advisor e tramite il link presente sul profilo Instagram ufficiale @coru.aresti. Per informazioni dirette è possibile scrivere all’indirizzo email infocoruaresti@gmail.com. Un appuntamento imperdibile per chiunque voglia riscoprire il potere magnetico dell’ascolto senza filtri.

Articolo a cura della Redazione di Cavaliere News – Riproduzione riservata

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Inclusione scolastica e alleanza educativa: a Guspini il convegno «Direzioni comuni» con il pedagogista Dario Ianes

Scuola, inclusione e corresponsabilità educativa: giovedì 29 ottobre 2026 al Teatro Murgia di Guspini si terrà il prestigioso convegno Direzioni comuni promosso dal Centro per le Famiglie del PLUS Guspini e dalla Cooperativa La Clessidra. Tra i protagonisti il fondatore del Centro Studi Erickson Dario Ianes con una lezione sul cambio di paradigma dell’inclusione scolastica, insieme a psicologi, pedagogisti, assistenti sociali e GiULiA Giornaliste. Orari, programma completo, crediti per assistenti sociali e link per le iscrizioni su Cavaliere News:👇

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Johanne Cesarano

Guspini – L’inclusione autentica non può e non deve ridursi a un mero adempimento burocratico né limitarsi all’accoglienza formale degli studenti con disabilità o con bisogni educativi speciali, ma chiama in causa l’intera comunità educante nelle sue articolazioni strutturali, metodologiche e relazionali. È da questa fondamentale consapevolezza che prende vita il convegno «Direzioni comuni. Inclusione, scuola e comunità: costruire insieme una cultura della partecipazione», in programma giovedì 29 ottobre 2026 presso il Teatro Murgia di Guspini, in via Pio Piras 2. Una giornata intensiva di formazione, confronto interdisciplinare e progettazione promossa dal Centro per le Famiglie del PLUS Guspini, dalla Cooperativa Sociale La Clessidra e dal Distretto sociosanitario, volta a ridefinire i parametri della convivenza democratica all’interno delle aule e nei contesti territoriali.

L’appuntamento chiama a raccolta docenti, educatori, operatori del terzo settore, assistenti sociali, famiglie e cittadini dell’intero ambito del Medio Campidano per riflettere sulle condizioni strutturali capaci di valorizzare l’unicità di ciascun allievo. Un impegno corale verso l’abbattimento delle barriere cognitive, fisiche e relazionali che si collega direttamente alle grandi sfide formative promosse anche nel mondo dello sport accessibile, come raccontato nel corso per operatori sportivi nella disabilità promosso dal CSI dell’Aquila.

La lezione magistrale di Dario Ianes: superare l’inserimento per un vero cambio di paradigma

Il baricentro scientifico del convegno sarà affidato al professor Dario Ianes, una delle voci più autorevoli e influenti della pedagogia speciale e dell’inclusione a livello europeo. Psicologo, pedagogista, già professore ordinario presso la Libera Università di Bolzano e cofondatore delle Edizioni Centro Studi Erickson, Ianes ha dedicato decenni di rigorosa ricerca scientifica all’innovazione didattica e alla ridefinizione dei contesti di apprendimento. Alle ore 14.30, il professore terrà una relazione cardine dal titolo «Inclusione: il cambio di paradigma», ponendo l’accento sulla necessità non più rinviabile di trasformare le scuole stesse anziché pretendere che siano gli alunni a doversi adattare a sistemi predefiniti e rigidi.

Secondo Ianes, l’inclusione non consiste nel ritagliare un’attività speciale o un percorso separato per l’alunno in difficoltà, ma nel riprogettare radicalmente l’organizzazione degli spazi, i tempi della didattica, le metodologie d’insegnamento e i canali di comunicazione, facendo sì che l’eterogeneità del gruppo classe diventi la risorsa primaria per la crescita di tutti. Una visione umanistica che richiede competenze professionali avanzate e una solida etica del lavoro educativo, in piena consonanza con le direttrici di riqualificazione delle professioni sostenute sul piano nazionale dalla nascita del nuovo ente bilaterale EBSI per la formazione specialistica.

Pedagogia, Didattica e Psicologia

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Un panel multidisciplinare tra benessere, gioco, peer education e sinergie sociali

Il programma pomeridiano proseguirà con contributi di elevato spessore operativo. Alle 15.30 Stefano Porcu, psicologo, psicoterapeuta e pedagogista, approfondirà il tema del «Disagio scolastico e sviluppo delle competenze trasversali», analizzando come prevenire la dispersione e contrastare il bullismo attraverso la valorizzazione dell’educatore scolastico. Alle 16.00 sarà il turno di Diego Palma, docente e direttore della testata La Voce della Scuola, con una relazione intitolata «Tra gioco e attenzione: la presenza che sostiene i primi apprendimenti», volta a evidenziare la funzione pedagogica del gioco e della relazione empatica nell’età evolutiva.

Spazio poi alla dimensione tra pari alle 16.30 con Danilo Littarru, psicologo clinico, che illustrerà il valore della «Peer education a favore dell’inclusione» per rendere i giovani protagonisti attivi del benessere collettivo. Alle 17.00 il formatore Giampaolo Farci (USR Sardegna) esplorerà il patto di corresponsabilità con «L’alleanza educa(t)tiva scuola-famiglia», mentre alle 17.30 l’assistente sociale Antonella La Gaetana delineerà «Il lavoro di rete come strumento metodologico: sinergie interistituzionali tra Scuola e Servizi Sociali». Un mosaico di esperienze che si chiuderà alle 18.00 con la tavola rotonda con il pubblico moderata da Johanne Cesarano di GiULiA Giornaliste, associazione da sempre attenta all’uso di un linguaggio rispettoso delle differenze e al superamento degli stereotipi, in linea con le riflessioni civili espresse nel saggio Quando il silenzio impara a gridare sull’ascolto delle fragilità.

Il ruolo del Centro per le Famiglie PLUS Guspini e le modalità di iscrizione

L’evento si inserisce organicamente nell’azione «Scuola Genitori» promossa dal Centro per le Famiglie del PLUS Guspini, presidio territoriale a supporto dei nuclei familiari dell’Ambito sociosanitario che include i Comuni di Arbus, Gonnosfanadiga, Guspini, Pabillonis, San Gavino Monreale, Sardara e Villacidro. I saluti istituzionali delle ore 14.00 vedranno la partecipazione di Luisa Angela Pittau (responsabile Ufficio di Piano PLUS), Simona Lobina (assessora del Comune di Guspini), Dimitri Pibiri (presidente La Clessidra) e Andrea Moi (coordinatore Centro per le Famiglie), a conferma di una rete integrata indispensabile per rigenerare la fiducia nelle istituzioni, legame con la comunità che richiama l’attenzione per i luoghi storici dell’educazione evidenziata nella riorganizzazione toponomastica e memoria scolastica a Carsoli.

La partecipazione all’incontro è aperta al pubblico e ai professionisti, con accoglienza prevista a partire dalle ore 13.00 accompagnata da un light lunch di benvenuto. L’evento prevede il rilascio di un attestato di partecipazione ed è stato richiesto l’accreditamento per i crediti formativi presso l’Ordine degli Assistenti Sociali. Per registrarsi è necessario compilare il modulo online disponibile al link Iscrizione Convegno Direzioni Comuni. Per ulteriori informazioni è possibile contattare la segreteria organizzativa al recapito telefonico 393.9915087, via email a cpf.guspiniplus@cooperativalaclessidra.it o visitando il portale ufficiale www.cpf.guspiniplus.it.

Articolo a cura della Redazione di Cavaliere News – Riproduzione riservata

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Sorrento celebra il cinema e i diritti costituzionali: al Teatro Tasso il XXXI Premio Penisola Sorrentina incorona Gianni Amelio e Manuela Cacciamani

Sorrento si prepara a celebrare il grande cinema e i valori costituzionali: il 31 ottobre 2026 al Teatro Tasso si terrà la 31ª edizione del Premio Penisola Sorrentina con tema La Repubblica dei luoghi. Trionfano Gianni Amelio con il film dell’anno Nessun dolore, Manuela Cacciamani per Cinecittà, Marco Leonardi alla carriera, Pia Lanciotti per Le libere donne, Silvia Salemi con il videoclip End of Silence, Gianluca Guidi, il film Come Romeo e Giulietta con Mariasole Pollio e la chiusura con Marco Ferradini. Tutti i premiati e il programma della serata su Cavaliere News:👇

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Gianni Amelio

Roma – Il legame profondo tra l’identità civile del Paese, la riflessione sui diritti costituzionali e la magia narrativa del grande schermo si rinnova sul palcoscenico della Costiera. Sabato 31 ottobre 2026, alle ore 20.00, il prestigioso palcoscenico del Teatro Tasso di Sorrento farà da cornice alla 31ª edizione del Premio Penisola Sorrentina, storico appuntamento del panorama culturale italiano guidato con visione dal direttore artistico Mario Esposito. L’edizione di quest’anno ruota attorno al tema centrale e suggestivo de «La Repubblica dei luoghi», un percorso concettuale ideato in occasione dell’ottantesimo anniversario dall’avvio dei lavori dell’Assemblea Costituente del 1946, teso a rileggere i cardini fondamentali della democrazia attraverso la sensibilità del cinema, la forza della musica d’autore e le molteplici grammatiche dell’audiovisivo contemporaneo.

In un momento storico in cui il dialogo tra memoria storica e nuove generazioni necessita di nuovi linguaggi capaci di abbattere le barriere culturali, la rassegna sorrentina conferma la propria caratura nazionale attraverso un palmarès ricchissimo, capace di spaziare dai mostri sacri della regia ai protagonisti delle grandi sfide industriali dell’audiovisivo, riallacciandosi alle grandi riflessioni sulla scena performativa raccontate anche nelle stagioni teatrali d’autore dell’Auditorium Zambra.

Gianni Amelio film dell’anno con «Nessun dolore» e Premio Speciale a Manuela Cacciamani di Cinecittà

Il vertice dei riconoscimenti cinematografici vede l’assegnazione del Premio Film dell’Anno al maestro Gianni Amelio per la sua ultima e intensa fatica registica, «Nessun dolore». L’opera si inserisce in modo coerente nel percorso artistico di un cineasta da sempre votato all’indagine delle ferite aperte della nostra società, dando voce alle vite marginali, ai silenzi degli ultimi e al senso di responsabilità etica che unisce l’individuo alla collettività. Una riflessione poetica e civile che incarna alla perfezione lo spirito costituente che anima la serata di Sorrento.

Un momento di straordinaria rilevanza strategica e simbolica sarà rappresentato dal Premio Speciale conferito a Manuela Cacciamani, amministratore delegato di Cinecittà. Il riconoscimento premia un percorso manageriale e creativo illuminato, capace di rilanciare gli storici stabilimenti di via Tuscolana come polo d’eccellenza produttiva e tecnologica a livello globale, proiettando la fabbrica dei sogni italiana verso l’attesissimo traguardo del novantesimo anniversario dalla fondazione, in calendario nel 2027. Un tributo all’industria culturale del nostro Paese che trova riscontro anche nell’effervescenza produttiva del Mezzogiorno, come evidenziato dal successo del bando C.Re.A Calabria per il sostegno delle residenze artistiche.

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Marco Leonardi alla carriera, Pia Lanciotti personaggio femminile e l’impegno di Silvia Salemi

Il palco del Teatro Tasso celebrerà inoltre talenti attoriali di caratura internazionale. Il Premio alla Carriera sarà consegnato a Marco Leonardi, interprete magnetico capace di attraversare decenni di cinema d’autore tra Italia e Hollywood, conferendo ai suoi personaggi una straordinaria commistione tra fragilità interiore e vigore drammatico. Il riconoscimento per il Personaggio Femminile dell’Anno andrà invece all’attrice Pia Lanciotti, premiata sul palco dalla collega Francesca Cavallin per la magistrale interpretazione nella serie televisiva «Le libere donne», ispirata alla preziosa eredità letteraria dello scrittore e psichiatra Mario Tobino.

La musica e l’impegno civile troveranno un punto d’incontro ideale con il premio al Videoclip Musicale dell’Anno attribuito alla cantautrice Silvia Salemi per il brano «End of Silence». Il progetto audiovisivo si distingue per il coraggio con cui rompe il silenzio e lo stigma che spesso circondano le patologie oncologiche, facendosi ambasciatore di un messaggio universale volto a promuovere la consapevolezza sull’importanza della prevenzione, della ricerca scientifica e della diagnosi precoce. Un approccio che evidenzia il valore della divulgazione etica e visiva, affine alle celebrazioni popolari dedicate a icone visive come nei francobolli d’autore emessi per Lucca Comics da Poste Italiane.

I giovani talenti di «Come Romeo e Giulietta», Gianluca Guidi e il gran finale con Marco Ferradini

L’omaggio all’arte poliedrica vedrà protagonista Gianluca Guidi, premiato per un percorso eclettico sviluppato con intelligenza tra prosa teatrale, musical, televisione e grande schermo, all’insegna della trasmissione della memoria artistica tra generazioni. Lo sguardo rivolto al futuro sarà invece incarnato dal Premio Giovani Talenti assegnato al film «Come Romeo e Giulietta», diretto dal regista Giuseppe Alessio Nuzzo e interpretato da Mariasole Pollio e Mauro Racanati: una rilettura contemporanea del mito shakesperiano incentrata sull’abbattimento dei pregiudizi sociali e sulla difesa irrinunciabile della pari dignità tra gli individui, pilastro fondamentale che si ritrova nelle iniziative di solidarietà e riscatto come il corso per operatori sportivi nella disabilità del CSI.

A condurre l’evento saranno l’attore e regista Francesco Branchetti insieme a Samanta Chieffallo, in una serata che si concluderà sulle note e sulle parole di un’autentica leggenda della canzone d’autore: Marco Ferradini. Il cantautore riceverà un riconoscimento speciale per aver saputo scandagliare le complesse sfumature dei sentimenti trasformandole in una colonna sonora generazionale. Il XXXI Premio Penisola Sorrentina, promosso con il patrocinio della Città di Sorrento, è inserito nel piano di promozione della Direzione Generale Cinema e Audiovisivo del Ministero della Cultura (MiC), nel piano strategico della Film Commission Regione Campania e si fregia della media partnership ufficiale con Rai Cinema Channel.

Redazione Cavaliere News

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