Politica
“MINETTI/DELL’UTRI/MALPENSA: UN MESSAGGIO AI FIGLI DI BERLUSCONI? I “PUNTINI” CHE, UNITI, INDICANO LA STRADA” — SFORZINI (CENTRO STUDI RINASCIMENTO NAZIONALE): “QUANDO I SEGNALI SI SOMMANO, NON SONO PIÙ COINCIDENZE”
Redazione- «Negli ultimi giorni si stanno accumulando una serie di episodi mediatici, giudiziari e politici che, presi singolarmente, possono apparire scollegati. Ma osservati insieme, restituiscono un quadro inquietante. È legittimo chiedersi se non siamo di fronte a una pressione indiretta, un messaggio neppur tanto velato rivolto a Marina Berlusconi e Pier Silvio Berlusconi».
Lo dichiara Luca Sforzini, esperto d’arte, imprenditore culturale, e fondatore del Centro Studi Rinascimento Nazionale, think tank di Futuro Nazionale – con sede presso il suo Castello Sforzini di Castellar Ponzano.
«Primo punto: il caso della grazia a Nicole Minetti. Una vicenda che balza improvvisamente al centro dell’attenzione, con richieste di approfondimento e verifiche che chiamano in causa il Quirinale. Non è un dettaglio. È un segnale».
«Secondo punto: la nuova attenzione mediatica sull’inchiesta che coinvolge Marcello Dell’Utri, con il tema dei presunti 12 milioni ricevuti da Silvio Berlusconi e non dichiarati. Anche qui: materiale noto da tempo che viene rilanciato oggi, con forza, nel pieno di una fase politica delicata».
«Terzo punto: la polemica continua e sistematica sull’intitolazione dell’aeroporto di Aeroporto di Milano Malpensa a Silvio Berlusconi. Una discussione che travalica il merito amministrativo e assume sempre più i contorni di una battaglia simbolica e identitaria».
Sforzini prosegue: «Ora, chiunque abbia un minimo di sensibilità politica sa che in Italia nulla accade per caso quando si parla di Berlusconi, nemmeno dopo la sua scomparsa. E allora la domanda è inevitabile: questi tre elementi, così ravvicinati nel tempo, stanno davvero parlando tra loro?».
«La lettura possibile — e sempre più difficile da ignorare — è che si stia costruendo una pressione indiretta sulla famiglia Berlusconi. Un messaggio chiaro: esiste una strada “gradita” a certi ambienti europei e mainstream — lo spostamento di Forza Italia verso il centrosinistra, un’alleanza strutturale con il PD, uno sganciamento dall’attuale centrodestra. E esiste, implicitamente, anche il costo di non percorrerla».
«Non servono minacce esplicite. Basta la sequenza: apertura mediatica di vicende giudiziarie, riattivazione di dossier, delegittimazione simbolica. È il linguaggio della pressione sistemica».
Sforzini conclude con tono netto: «Sia chiaro: questa è una chiave di lettura politica, non una verità giudiziaria. Ma la politica si nutre di segnali. E quando i segnali si sommano, diventano indirizzi.
La domanda che resta sospesa è una sola: si sta indicando ai figli di Berlusconi quale strada deve prendere Forza Italia?
Se così fosse, saremmo davanti a un fatto gravissimo: non un normale confronto democratico, ma un tentativo di orientamento esterno della linea politica attraverso leve mediatiche e giudiziarie.
E a quel punto, il tema non sarebbe più Berlusconi. Sarebbe la qualità e la sussistenza della nostra democrazia».
https://www.rinascimentonazionale.it/
Politica
SOCIALE, RAMPELLI (VPC-FDI): ACCOGLIERE LE FRAGILITA’, ASSOCIAZIONISMO E TERZO SETTORE RICCHEZZA DELL’ITALIA
Redazione- “La fragilità non è un tema astratto né lontano, ma riguarda ciascuno di noi in momenti diversi della propria vita”, assumendo forme molteplici: fisiche, emotive, sociali ed economiche”. È quanto ha dichiarato il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli di Fratelli d’Italia aprendo il convegno “Accogliere le fragilità”, organizzato dall’ing. Adriana Elena nell’ambito degli incontri formativi trimestrali con gli studenti. All’incontro, che si è svolto presso la sala dei gruppi parlamentari della Camera dei deputati, hanno partecipato oltre 250 studenti dei licei Giulio Cesare, Vittoria Colonna, Gaetano De Sanctis, Niccolò Machiavelli, Cornelio Tacito, Marymount High School e degli istituti alberghieri Amerigo Vespucci e Alessandro Narducci.
“Di fronte a questo scenario- ha aggiunto Rampelli – la risposta delle istituzioni non può essere solo normativa o assistenziale. Deve essere anzitutto culturale. Dobbiamo costruire comunità capaci di riconoscere la fragilità, di darle ascolto, di trasformarla da limite in risorsa condivisa, soprattutto in un mondo che tende a valorizzare la forza, l’autosufficienza e il darwinismo sociale”.
“Se da una parte siamo travolti da notizie che scaricano sulla nostra esistenza la brutalità e la violenza di una società sempre più indifferente alle fragilità, dall’altra abbiamo il dovere di sottolineare- ha suggerito il vicepresidente- la grandezza e la consistenza di realtà diffuse che agiscono per rimuovere le scogliere dell’egoismo sociale e di quelle che il sociologo e filosofo francese Émile Durkheim aveva individuato come due delle caratteristiche più evidenti delle società contemporanee: l’anomia e l’atomismo. La mancanza di regole, o meglio l’assenza di interiorizzazione delle regole morali, etiche e sociali che siano in grado di regolare il comportamento degli individui, induce a un progressivo isolamento, l’atomismo. La società diventa una semplice somma di individui isolati, e spesso in lotta gli uni contro gli altri, in un processo di sopraffazione dove il più forte va avanti e il più debole è costretto a fermarsi, isolarsi, limitandosi a sopravvivere senza avere la possibilità di esprimere le proprie potenzialità. Una tendenza che possiamo constatare ogni giorno. In Italia – e questa è l’altra faccia della medaglia – essa è provvidenzialmente stemperata dal ruolo storicamente svolto dalla dottrina sociale della Chiesa e che nella società contemporanea si manifesta attraverso l’associazionismo e il Terzo Settore. Ruolo fondamentale, ha osservato Rampelli è quello della “scuola che è prima di tutto, il laboratorio in cui si coltiva la speranza e si sperimenta l’architettura della democrazia. È tra i banchi che i nostri ragazzi devono poter scoprire che la fragilità dell’altro non è una minaccia, ma una chiamata alla responsabilità condivisa.”
“‘Anche se il timore avrà più argomenti- ha concluso il vicepresidente Rampelli – tu scegli la speranza’, diceva Seneca. Ed è questo il motivo del nostro incontro oggi”.
Politica
LEGA AVEZZANO: IN CAMPO L’IMPRENDITRICE ANTONELLA LENTOLA
“CITTÀ HUB TURISTICO PER L’INTERA MARSICA, ATTRATTIVITÀ CRESCIUTA IN QUESTI ANNI GRAZIE AD EVENTI E VIVIBILITÀ”
Redazione – “La Lega è stata in questi anni protagonista del buon governo di questi anni ad Avezzano, e per me cittadina alla prima esperienza politica è stata una scelta naturale aderire a questo progetto, portando in particolare in dote idee e proposte per il decollo turistico della città e dell’intera Marsica”
Un’altra esponente della società civile in campo con la Lega alle elezioni amministrative del 24 e 25 maggio di Avezzano: è Antonella Lentola, 55 anni, imprenditrice del turismo, sposata e madre di due figli.
La Lega corre nella coalizione del sindaco uscente Gianni Di Pangrazio, e per Lentola, alla sua prima esperienza politica, è stata questa una scelta di coerenza e lungimiranza.
“Già prima delle elezioni del 2022 mi ero avvicinata al progetto politico civico, dell’ora capogruppo della Lega in Consiglio comunale Antonio Del Boccio, e ho poi potuto constatare la buona amministrazione dispiegata in questi anni dalla maggioranza del sindaco Di Pangrazio, con la Lega sempre sul pezzo, grazie allo stesso Del Boccio e all’assessore Cinzia Basilico. Un percorso che deve proseguire, alla luce di un programma ambizioso e concreto”.
Tra le priorità del nuovo mandato Lentola individua proprio quella del turismo, alla luce della sua professionalità.
“In questi anni l’attrattività della città è aumentata, ci sono stati molti eventi ed iniziative che hanno determinato un aumento delle presenze nelle nostre strutture ricettive. Avezzano ora però deve ambire a diventare il fulcro, l’asse portante, di una offerta turistica di area larga nella nostra meravigliosa Marsica, con pacchetti integrati che contemplino anche visite ai cunicoli di Claudio, ad Alba Fucens, con visite nei borghi viciniori, con escursioni nella Riserva del Salviano e nel Parco regionale Sirente Velino, solo per fare qualche esempio. Le potenzialità sono enormi, e vanno attuate fino in fondo”.
Politica
LEGA AVEZZANO: IN CORSA IMPRENDITRICE AGRICOLA ORNELLA CAUDAI, “PROSEGUIRE BUON GOVERNO DELLA CITTÀ, PORTERÒ ISTANZE DEL SETTORE PRIMARIO, MOTORE ECONOMICO DEL TERRITORIO”
Redazione- “La decisione di candidarmi con la Lega, una comunità di persone serie e preparate, nasce dalla volontà di fare di Avezzano una città sempre più bella e sicura, e di portare in Consiglio in particolare la voce e le istanze del comparto agricolo, che rappresenta il motore economico dell’intera Marsica”.
Così Ornella Caudai, 66enne imprenditrice agricola, settore ortofrutta, candidata consigliere comunale alle elezioni amministrative in programma ad Avezzano il 24 e 25 maggio, con la Lega e a sostegno del sindaco uscente Gianni Di Pangrazio.
“L’amministrazione Di Pangrazio – spiega innanzitutto Caudai – in questi cinque anni ha ben operato, grazie anche e soprattutto alla spinta propulsiva e propositiva della Lega, che ha garantito i vantaggi di un rapporto diretto e costante con i suoi rappresentanti al governo regionale e nazionale, a beneficio della città e del territorio. Cambiare e ricominciare tutto da capo non avrebbe senso, se c’è già una squadra rodata, coesa e in corsa. Ho rispetto per gli avversari politici di questa competizione, ma i loro programmi non sono altrettanto validi, come quello che abbiamo già messo a punto, con competenza e visione, anche per i prossimi cinque anni”.
Prosegue la candidata: “la città è migliorata, basti guardare la qualità delle scuole, la riqualificazione urbana, i servizi al cittadino, il nuovo municipio, i passi avanti fatti per il nuovo ospedale. Avezzano grazie al grande lavoro svolto dal nostro assessore Cinzia Basilico è ora una città sicura. La video sorveglianza, importante deterrente, è oggi capillare, è aumentata la presenza di forze dell’ordine sul territorio, efficace è la prevenzione e il contrasto delle infiltrazioni delle mafie. Certo, la microcriminalità non la puoi estirpare da un giorno all’altro, ma Avezzano di fatto è una città molto più sicura di tanti altri centri, anche abruzzesi”.
Tema centrale per l’impegno in politica di Caudai è ovviamente quello dell’agricoltura.
“Centrale in ogni programma di governo per Avezzano deve essere l’agricoltura, da cui dipende una importante fetta del Pil. Grazie al grande impegno speso dal sottosegretario al Masaf Luigi D’Eramo e dal vice presidente della Regione, che ha la delega proprio all’Agricoltura, Emanuele Imprudente, in questi anni si è lavorato a mettere a terra finalmente il grande progetto della nuova rete irrigua. Una sfida complessa, dal punto di vista burocratico, finanziario e progettuale, ma siamo finalmente in dirittura di arrivo. I nostri prodotti ortofrutticoli hanno avuto visibilità e promozione, noi imprenditori abbiamo avuto ascolto e sostegno da parte dell’amministrazione comunale di Avezzano. Occorre proseguire su questa strada, facendo ancor meglio”.
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