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SportivamentEtica: dai podcast radiofonici alle pagine di un libro per raccontare i valori dello sport

🎙️ Dalla radio alla libreria: il progetto “SportivamentEtica” di Francesca Di Giuseppe e Angelo Nicolò arriva all’Aurum di Pescara per raccontare i valori dello sport. Un viaggio tra dodici storie di vita ed etica, pensato per giovani, genitori e allenatori.

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Redazione-  Pescara accoglie una nuova sfida editoriale che nasce direttamente dall’etere. Il mondo della radiofonia locale si intreccia con quello della letteratura attraverso la pubblicazione di “SportivamentEtica. Un viaggio tra valori morali ed esperienze”, edito da Poderosa Edizioni. Il volume giunge a coronamento di un percorso radiofonico nato nel 2022 sulle frequenze della web radio pescarese RadioStart, che ha visto protagonisti Francesca Di Giuseppe e Angelo Nicolò. I due autori, forti di un’esperienza maturata nell’arco di quattro stagioni radiofoniche, hanno scelto di selezionare dodici storie emblematiche, già protagoniste di altrettanti podcast, per trasformarle in un saggio capace di analizzare il ruolo dello sport come palestra di vita.

Dalle onde radio alla carta stampata

Il programma si è imposto fin da subito come uno spazio di riflessione dedicato al mondo dell’attività fisica giovanile, totalizzando settanta puntate e diventando un punto di riferimento per atleti, genitori e addetti ai lavori. La transizione dal web alla pagina scritta non rappresenta soltanto un cambio di formato, ma una volontà precisa: quella di lasciare una traccia tangibile di un esercizio di ascolto che ha coinvolto numerosi ospiti abruzzesi e figure di rilievo nazionale. Il libro si propone come un compendio di lezioni di vita, dove il calcio, l’equitazione, la ginnastica ritmica e il pattinaggio non sono semplici discipline, ma contesti in cui misurare il proprio carattere.

La presentazione ufficiale è prevista per giovedì 25 giugno, alle ore 18:30, presso la Sala Tosti dell’Aurum, a Pescara. L’evento, a ingresso libero, offrirà l’occasione per discutere non solo del volume, ma del futuro della comunicazione sportiva. Il testo beneficia della prefazione di Filippo Galli, storico ex calciatore del Milan, e dell’intervento di Paolo Ferri, giornalista di RadioStart. L’obiettivo dichiarato dagli autori è duplice: offrire ai ragazzi uno spunto di riflessione e fornire ai tecnici e agli educatori strumenti critici per gestire la crescita dei giovani atleti.

Storie di lealtà su ogni campo di gioco

Il cuore del libro è costituito da dodici racconti, scelti per coprire l’intera durata dell’anno solare, quasi a voler scandire il tempo della programmazione radiofonica. Si passa dalla disciplina rigorosa del mondo arbitrale all’inclusività, fino al valore simbolico della fiaccola olimpica. Francesca Di Giuseppe spiega come la scelta dei contenuti sia stata guidata da una forte componente emotiva: l’intento è stato quello di cristallizzare le testimonianze di donne e uomini che hanno fatto del rispetto, verso se stessi e verso l’avversario, una regola costante.

Non si tratta di un volume puramente teorico. Gli autori hanno inserito alla fine del testo una sezione denominata “Appunti di Sport”, pensata per permettere ai lettori di annotare le proprie riflessioni personali. Angelo Nicolò, che ha basato la propria carriera sull’educazione sportiva giovanile e sulla gestione tecnica, sottolinea quanto il ruolo dei genitori sia il perno su cui deve ruotare ogni percorso sportivo sano. La collaborazione con la casa editrice Poderosa Edizioni, guidata da Jonathan Arpetti, ha garantito una veste editoriale curata, pensata per una fruizione che possa essere di ispirazione sia per il pubblico più giovane, sia per le figure che quotidianamente supervisionano lo sviluppo dei nuovi talenti abruzzesi.

Profili di un impegno costante

Gli autori portano nel progetto bagagli professionali complementari. Angelo Nicolò, classe 1984, vanta una solida formazione in Scienze Economiche, Giuridiche e Manageriali dello Sport e una licenza UEFA. La sua esperienza con l’Asd Gladius Pescara, diventata Centro Tecnico ufficiale del Milan, rappresenta l’esempio concreto di come la teoria possa tradursi in pratica sul territorio. Francesca Di Giuseppe, giornalista pescarese e autrice di numerose pubblicazioni a tema sportivo e sociale, ha ricevuto nel 2023 il Premio Agape Caffè Letterari d’Italia e d’Europa per la “Comunicazione Etica”, un riconoscimento che sottolinea la coerenza del suo percorso professionale.

Con “SportivamentEtica”, i due autori confermano la volontà di mantenere vivo il dibattito su quanto lo sport rappresenti un catalizzatore di valori morali, un messaggio che risulta ancora necessario in un contesto sociale spesso distratto da pressioni competitive eccessive. Questo libro si candida quindi a diventare una lettura fondamentale per chi cerca nel gesto atletico un significato più profondo, superando la barriera del semplice risultato agonistico per guardare dritto all’integrità del percorso umano.

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L’Aquila e il boom dell’e-commerce: i pacchi consegnati dai portalettere aumentano del 13%

📦 Il commercio online corre in provincia dell’Aquila: il numero di pacchi consegnati dai portalettere segna un aumento del 13% nel primo trimestre del 2026. Scopri come la logistica e la rete dei punti di ritiro stanno cambiando il volto del territorio.

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#PosteItaliane #Logistica #Abruzzo #Ecommerce

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Portalettere Poste Italiane

Redazione-  L’Aquila, capoluogo di una provincia montana caratterizzata da una geografia complessa e da una distribuzione abitativa estremamente frammentata, sta vivendo una fase di profonda trasformazione nelle abitudini di consumo. I dati relativi al primo trimestre del 2026 fotografano un cambiamento netto nelle modalità con cui cittadini e imprese ricevono merci: il numero dei pacchi consegnati dai portalettere di Poste Italiane ha registrato un incremento del 13% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Un segnale che conferma come il commercio elettronico non sia più un fenomeno circoscritto ai grandi centri urbani, ma una realtà consolidata anche nelle aree interne abruzzesi.

L’evoluzione logistica tra innovazione e sostenibilità

Il risultato ottenuto non è frutto del caso, ma di un investimento mirato sulla logistica territoriale. La provincia dell’Aquila vede oggi tre centri di distribuzione strategici situati a L’Aquila, Avezzano e Sulmona, che fungono da perni per l’intero sistema di recapito. Questa struttura organizzativa permette di gestire volumi crescenti ottimizzando i tempi di lavorazione e la precisione nelle consegne. La vera sfida, tuttavia, risiede nella morfologia del territorio: raggiungere le frazioni più isolate o i borghi montani richiede una pianificazione meticolosa.

Per sostenere questo carico di lavoro, Poste Italiane ha messo in campo una flotta composta da 195 mezzi in tutta la provincia. Particolare rilievo merita l’attenzione verso la transizione ecologica: 36 di questi veicoli sono a trazione interamente elettrica. L’introduzione di mezzi a zero emissioni non rappresenta soltanto una scelta di sostenibilità ambientale per la salvaguardia del paesaggio naturale abruzzese, ma garantisce anche una maggiore agilità operativa nei centri storici, dove le limitazioni al traffico e la conformazione delle vie rendono il transito con i furgoni tradizionali più complesso.

La rete dei punti di ritiro come alternativa alla consegna a casa

Sebbene il portalettere resti la figura di riferimento per il recapito domestico, il modello di distribuzione sta evolvendo verso una maggiore flessibilità. La capillare rete degli uffici postali, che in provincia conta ben 158 sedi, si è integrata con il circuito “Punto Poste”. Si tratta di 151 centri di ritiro e spedizione convenzionati, che offrono ai cittadini la possibilità di gestire le proprie spedizioni in totale autonomia.

Questa soluzione risponde in modo puntuale alle esigenze di chi non può garantire la presenza fisica al proprio domicilio durante l’orario di passaggio del corriere. Grazie alla collaborazione con i principali attori dell’e-commerce nazionale e internazionale, i “Punto Poste” fungono da facilitatori logistici, riducendo le giacenze e ottimizzando il ciclo di vita del pacco. Che si tratti di un ufficio postale, di una tabaccheria o di un esercizio commerciale convenzionato, l’obiettivo dichiarato rimane quello di ridurre la distanza tra il servizio e l’utente finale, garantendo che anche nelle zone più remote della provincia dell’Aquila il diritto all’accesso ai servizi digitali sia pienamente garantito.

Questo equilibrio tra il servizio di recapito tradizionale e le nuove modalità di ritiro “di prossimità” sta permettendo a Poste Italiane di mantenere una presenza costante sul territorio, nonostante le difficoltà logistiche tipiche degli Appennini. La crescita a doppia cifra registrata nei primi tre mesi del 2026 dimostra che la fiducia dei cittadini nel sistema di distribuzione è elevata e che l’infrastruttura di recapito si è dimostrata in grado di scalare la propria operatività per far fronte a una domanda di mercato sempre più dinamica e frenetica. Il prosieguo dell’anno sarà il vero banco di prova per consolidare questo Trend positivo e adattare ulteriormente il servizio in vista dei picchi stagionali di spedizione.

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Collalto Sabino ospita la sedicesima edizione del campo scuola per giovani volontari

🏕️ A Collalto Sabino, 20 ragazzi si mettono in gioco per imparare le tecniche di soccorso, prevenzione e sicurezza in una settimana di campo scuola indimenticabile al fianco delle Forze dell’Ordine.

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#ProtezioneCivile #CollaltoSabino #FormazioneGiovani #SicurezzaTerritoriale

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Redazione- Collalto Sabino, piccolo borgo incastonato tra le montagne del Reatino, si prepara a vivere un’estate all’insegna della responsabilità civica e della formazione outdoor. Dal 29 giugno al 3 luglio 2026, il territorio diventerà teatro della sedicesima edizione di “Anch’io sono la Protezione Civile”, il progetto nazionale promosso dal Dipartimento della Protezione Civile che mira a formare le nuove generazioni sui temi della sicurezza e della prevenzione. Per cinque giorni, venti ragazzi e ragazze di età compresa tra i dieci e i sedici anni abbandoneranno i dispositivi digitali per indossare l’uniforme simbolica del volontariato, vivendo in un campo base allestito appositamente per le loro attività.

L’esperienza formativa tra natura e disciplina

L’iniziativa, gestita sul territorio dal Gruppo Comunale di Protezione Civile di Collalto Sabino, punta a creare una solida coscienza civica tra i giovani partecipanti. Il programma è studiato per essere un banco di prova dove la teoria incontra la pratica operativa, in un contesto protetto ma dinamico. I ragazzi inizieranno la loro giornata con l’allestimento del campo, imparando le basi della convivenza comunitaria in tenda, una pratica che favorisce lo sviluppo dello spirito di squadra e della condivisione degli spazi.

Le attività proposte coprono un ventaglio estremamente vasto di competenze necessarie in caso di emergenza. I partecipanti prenderanno parte a simulazioni di spegnimento incendi boschivi, un tema di grande attualità per le aree montane del Lazio, e apprenderanno le procedure di mitigazione dei rischi idrogeologici e sismici. Non mancheranno prove tecniche di ricerca persone disperse nei boschi circostanti, durante le quali i ragazzi dovranno misurarsi con la cartografia, la topografia e l’orientamento, strumenti indispensabili per chiunque si trovi a operare in ambienti naturali impervi.

Un capitolo significativo riguarda l’uso della tecnologia moderna applicata al soccorso. Il campo include sessioni dedicate all’uso degli apparati radio per le comunicazioni critiche e, novità di grande interesse per le nuove generazioni, le basi dell’utilizzo dei droni per il monitoraggio del territorio in tempo reale. Questo approccio non solo incuriosisce i partecipanti, ma offre una visione concreta di come l’innovazione digitale sia entrata a pieno titolo nei protocolli di gestione dei disastri.

La sinergia con i corpi dello stato

Il valore aggiunto di questa edizione risiede nella collaborazione con le istituzioni che rappresentano l’ossatura del soccorso nel nostro Paese. Il campo scuola non si limita all’insegnamento dei volontari locali, ma apre le porte a un confronto diretto con i professionisti che operano quotidianamente sul campo. Sono previsti incontri e dimostrazioni pratiche condotte dal personale della Croce Rossa Italiana, dell’Arma dei Carabinieri, del Comando dei Carabinieri Forestali, della Polizia Stradale e del Soccorso Alpino e Speleologico.

Tra le attività più attese, spiccano gli interventi delle unità cinofile della Guardia di Finanza, un momento di alto impatto visivo ed emotivo che spiegherà ai ragazzi come il legame con gli animali sia fondamentale nelle operazioni di salvataggio. Inoltre, una giornata intera sarà dedicata alla visita presso un distaccamento dei Vigili del Fuoco. Durante questo sopralluogo, i giovani avranno la possibilità di osservare da vicino i mezzi pesanti, le dotazioni tecnologiche utilizzate per le estricazioni e l’organizzazione logistica che permette alle squadre di pronto intervento di operare in tempi rapidi.

Una scuola di vita per il futuro del volontariato

L’iniziativa di Collalto Sabino non va considerata come un semplice svago estivo. L’obiettivo ultimo resta quello di trasmettere il concetto che la sicurezza non è un compito delegato esclusivamente agli enti, ma un impegno che coinvolge ogni singolo cittadino. Attraverso il contatto diretto con chi dedica la propria vita alla tutela degli altri, i ragazzi imparano il rispetto per l’ambiente circostante e la cura per il bene comune.

Il campo scuola si propone come una palestra di vita dove le regole, la disciplina e la cooperazione diventano basi per la crescita personale. Al termine dei cinque giorni, i venti partecipanti porteranno a casa non solo nozioni tecniche su come affrontare una situazione di crisi, ma una nuova consapevolezza su cosa significhi appartenere a una comunità solidale. La sfida di “Anch’io sono la Protezione Civile” è quella di trasformare la curiosità dei giovani in una risorsa duratura per il territorio, seminando nei cuori dei ragazzi il desiderio di continuare, una volta diventati adulti, a servire il prossimo con competenza, coraggio e un profondo senso di appartenenza allo Stato.

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Emergenza caldo in Abruzzo, la Uil chiede protocolli permanenti per la sicurezza dei lavoratori

🌡️ La Uil Abruzzo propone un protocollo strutturale per proteggere i lavoratori dal caldo estremo, superando le misure emergenziali in favore di una prevenzione permanente e condivisa.

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#UilAbruzzo #SicurezzaSulLavoro #EmergenzaCaldo #PrevenzioneLavorativa

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Valerio Camplone1

Redazione-  Pescara è il centro di un dibattito che coinvolge l’intero territorio regionale in merito alle tuteure per chi lavora durante i picchi di calore estremo. L’ordinanza emanata dalla Regione Abruzzo, volta a limitare l’esposizione solare nei settori dell’agricoltura, dell’edilizia e del florovivaismo, è stata accolta con favore dalla Uil Abruzzo, che tuttavia sottolinea la necessità di superare la logica dell’emergenza stagionale. Per il sindacato, il cambiamento climatico ha trasformato le ondate di calore in una costante che richiede risposte normative stabili, capaci di tutelare l’intera popolazione lavorativa e non solo le categorie tradizionalmente considerate a rischio.

L’analisi portata avanti dalla Uil si basa sui recenti rapporti diffusi dall’Organizzazione Internazionale del Lavoro, dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e dall’Organizzazione Meteorologica Mondiale. Le evidenze scientifiche mostrano come le temperature elevate stiano riducendo progressivamente la produttività e, soprattutto, incrementando in modo preoccupante il tasso di infortuni sul lavoro. Non si tratta più di eventi isolati, ma di una dinamica strutturale che impone un ripensamento profondo delle strategie di prevenzione negli ambienti produttivi abruzzesi.

Oltre l’emergenza: la proposta per il Protocollo Abruzzo

Il cuore della proposta sindacale risiede nella creazione di un “Protocollo Abruzzo sul rischio calore”. Secondo Valerio Camplone, responsabile del Dipartimento regionale Ambiente, Salute e Sicurezza della Uil, l’attuale sistema basato su ordinanze temporanee risulta insufficiente. È necessaria una strategia permanente che coinvolga attivamente le istituzioni, le parti sociali, le aziende e gli enti preposti alla sicurezza. La partecipazione dei Rappresentanti dei lavoratori per la Sicurezza aziendale e territoriale (RLS-RLST) deve diventare il fulcro di questo monitoraggio, permettendo di valutare non solo i rischi legati alle mansioni, ma anche le condizioni di fragilità soggettiva dei singoli dipendenti.

L’appello della Uil si estende a una platea molto più vasta rispetto ai cantieri edili. La trasformazione economica richiede di includere settori spesso dimenticati dai piani di prevenzione, come la logistica, le consegne a domicilio e il mondo dei rider, costantemente sotto il sole durante le ore più torride. Anche gli ambienti al chiuso, spesso sottovalutati, necessitano di una valutazione rigorosa: fonderie, magazzini, cucine industriali e stabilimenti manifatturieri sono luoghi dove le fonti di calore industriale si sommano alle temperature esterne, creando condizioni di lavoro critiche che non possono essere ignorate dalle norme vigenti.

La protezione necessaria nel pubblico e nei servizi

Un punto di particolare rilevanza sollevato dal sindacato riguarda l’amministrazione pubblica e il comparto sanitario. Ospedali, istituti penitenziari, uffici aperti al pubblico e sedi amministrative non sono esenti dai rischi del microclima. La Uil punta il dito contro la carenza o la cattiva manutenzione degli impianti di climatizzazione, che in molte strutture regionali rende invivibili gli spazi di lavoro. Il richiamo è al Protocollo quadro nazionale sottoscritto nell’estate del 2025, che indica chiaramente la strada: la valutazione del rischio microclimatico deve essere parte integrante dei documenti di sicurezza aziendali.

Tra le misure operative sollecitate rientrano la rimodulazione degli orari di lavoro nelle giornate di allerta meteo, l’incremento delle pause, la garanzia di una costante idratazione e una formazione specifica rivolta sia ai lavoratori che ai dirigenti. La sicurezza non deve essere vista come un costo aggiuntivo, ma come un investimento sulla qualità del lavoro e sulla prevenzione di infortuni evitabili. La sfida è quella di trasformare l’Abruzzo in un modello nazionale, capace di adottare procedure uniformi che mettano al riparo il tessuto produttivo dai rischi ormai conclamati del riscaldamento globale.

La Uil esorta quindi la Regione ad aprire un tavolo tecnico permanente con l’Inail, le Asl e l’Ispettorato del Lavoro per definire protocolli vincolanti. L’obiettivo finale non è solo l’osservanza formale degli obblighi di legge, ma l’anticipazione del rischio mediante un monitoraggio costante. Solo attraverso una collaborazione sinergica tra le parti sarà possibile garantire che, per ogni lavoratore abruzzese operante in condizioni critiche, esistano tutele concrete, universali e durature nel tempo.

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