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Cronaca

Sorelle scomparse da Civitella Alfedena, il ritrovamento di un fermaglio sposta le ricerche verso la montagna

📌 Undici giorni di ricerche per Sarah e Alisya: il ritrovamento di un fermaglio sposta il raggio d’azione verso la montagna. Le squadre di soccorso setacciano la zona della Camosciara. Leggi l’articolo completo sul nostro sito 👇

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Sorelle scomparse da Civitella Alfedena, il ritrovamento di un fermaglio sposta le ricerche verso la montagna

Redazione- Civitella Alfedena è diventato il centro nevralgico di un’intensa e drammatica attività di ricerca che tiene con il fiato sospeso l’intero Abruzzo. Sono passati undici giorni da quando di Sarah e Alisya, rispettivamente di 12 e 16 anni, si sono perse le tracce. Le due sorelle, ospiti di una casa famiglia situata nel comune montano in provincia dell’Aquila, sono svanite nel nulla, dando inizio a un protocollo di soccorso che, nelle ultime ore, ha subito una brusca accelerata a seguito di elementi probatori emersi sul campo.

Il ritrovamento di un oggetto personale

Il punto di svolta nelle indagini è legato al rinvenimento di un fermaglio rosso di piccole dimensioni. L’oggetto è stato individuato lungo un sentiero che si snoda nelle immediate vicinanze della struttura che ospitava le giovani. A confermare la circostanza è stata Alessia Natali, referente per l’Abruzzo dell’associazione Penelope, il sodalizio da anni impegnato nel fornire supporto legale e psicologico alle famiglie di persone che risultano irrintracciabili. Secondo le prime verifiche, il piccolo accessorio apparterrebbe proprio alla più piccola delle sorelle, Sarah.

Questo segnale, pur nella sua fragilità, rappresenta la prima traccia concreta raccolta dagli investigatori dopo oltre una settimana di silenzio. La zona del ritrovamento è stata immediatamente sottoposta a restrizioni: i Carabinieri, presenti in forze sul posto, hanno provveduto a installare delle transenne che bloccano l’accesso stradale alla casa famiglia. La misura mira a preservare l’area da eventuali inquinamenti, garantendo che le attività degli specialisti possano proseguire senza interferenze esterne.

Verso i sentieri del parco d’Abruzzo

Con il passare delle ore, il fulcro operativo delle ricerche si è progressivamente allontanato dal perimetro urbano di Civitella Alfedena per addentrarsi nel cuore selvaggio del territorio. Le squadre dei Vigili del Fuoco, in stretta collaborazione con i militari dell’Arma, hanno abbandonato la zona limitrofa alla struttura per concentrare i propri sforzi verso le pendici montuose. L’attenzione è ora rivolta in direzione della Riserva Naturale Integrale della Camosciara, un’area impervia e caratterizzata da una vegetazione fitta che fa parte del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise.

Il dispiegamento di forze è imponente e tecnologicamente avanzato. Un elicottero dei Vigili del Fuoco sta sorvolando a bassa quota l’intero comprensorio, monitorando attentamente i canaloni e le zone boschive che circondano il piccolo centro abitato. Il raggio d’azione del velivolo si è esteso nelle ultime ore anche verso il bacino del lago di Barrea, uno specchio d’acqua che, data la sua vicinanza, rientra nei quadranti battuti per escludere ogni possibilità di stazionamento. Contemporaneamente, un drone dotato di sensori ad alta risoluzione sta effettuando riprese zenitali, permettendo agli operatori di osservare zone altrimenti inaccessibili a piedi, ottimizzando così i tempi di scansione del terreno.

La gestione dell’allerta nel territorio

La comunità locale, profondamente scossa dalla vicenda, segue con apprensione ogni aggiornamento. Il territorio di Civitella Alfedena, noto per la sua bellezza naturale e per la fauna selvatica, nasconde insidie notevoli in termini di orientamento, specialmente per persone non esperte dei sentieri montani. La temperatura notturna, che in questo periodo tende a scendere sensibilmente, aggiunge un ulteriore elemento di urgenza alla prosecuzione delle operazioni.

Gli inquirenti mantengono il massimo riserbo sulle dinamiche che hanno portato alla scomparsa, non escludendo alcuna ipotesi, dall’allontanamento volontario alla possibilità che le due sorelle possano essersi smarrite durante un tentativo di cammino non pianificato. Gli sforzi si concentrano ora sulla tracciatura del sentiero dove è stato rinvenuto il fermaglio, cercando di individuare ulteriori segni di passaggio, come impronte o tracce di indumenti, che possano indicare la direzione presa dalle due minori. L’auspicio degli operatori e dei familiari è che quello trovato sia solo il primo di una serie di segnali in grado di ricomporre il mosaico di questi giorni di assenza. Le ricerche, supportate anche dal Soccorso Alpino, proseguiranno senza sosta fino a quando le condizioni di visibilità lo permetteranno, con l’obiettivo di riportare a casa le due sorelle nel minor tempo possibile.

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Cronaca

Tragedia tra le vigne a Diano d’Alba: il trattore si ribalta e uccide Lucia, neolaureata di 22 anni. Il dramma indicibile di una famiglia

Una tragedia immensa, una di quelle notizie che spezzano letteralmente il cuore in due. 💔 🚜 Questa mattina, tra i filari dorati di Diano d’Alba (Cuneo), una ragazza di soli 22 anni ha perso la vita in un modo atroce. Si chiamava Lucia Casavecchia, era una ragazza brillante, da poco neolaureata al Politecnico, e stava aiutando l’azienda vitivinicola della sua famiglia (Cantina Casavecchia). Un destino crudele e beffardo: il pesante trattore, guidato da un parente, si è tragicamente ribaltato travolgendola e schiacciandola. A nulla è servito l’intervento disperato del 118, dei Vigili del Fuoco e dello Spresal. Un errore fatale che lascia una famiglia distrutta e un’intera comunità sotto shock. Ciao Lucia, che la terra ti sia lieve! 🙏 Leggi tutti i drammatici dettagli dell’incidente nel nostro articolo 👇

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Trattore ribaltato

Diano d’Alba (Cuneo) – Ci sono notizie che lasciano senza respiro, tragedie così assurde e dolorose che le parole umane faticano persino a descriverne il peso. La vigilia di Ferragosto, che doveva essere una giornata di serenità e di lavoro tra i filari dorati del Piemonte, si è trasformata nell’incubo più atroce che un genitore possa mai trovarsi ad affrontare. Una giovane e brillante vita è stata spezzata brutalmente, schiacciata dal peso di un destino crudele e inaccettabile. La vittima di questa immensa tragedia si chiamava Lucia Casavecchia, aveva soltanto 22 anni ed era una ragazza piena di sogni, ambizioni e amore per la sua terra.

Dalla laurea al Politecnico alla fatica tra le vigne di famiglia

La tragedia si è consumata questa mattina, poco dopo le ore 9:00, nelle campagne di Diano d’Alba. Lucia non stava trascorrendo l’estate oziosamente; al contrario, da brava figlia e lavoratrice instancabile, stava prestando il suo aiuto presso la rinomata azienda agricola e vitivinicola di famiglia, la Cantina Casavecchia. Nonostante la sua giovanissima età, Lucia era già una ragazza affermata: si era da poco brillantemente laureata presso il prestigioso Politecnico. Un traguardo che avrebbe dovuto aprirle le porte di un futuro luminoso, ma che si è invece scontrato con una fatalità tanto imprevedibile quanto letale tra i filari che amava fin da bambina.

La dinamica del dramma: schiacciata dal trattore del parente

I contorni della tragedia, su cui stanno indagando incessantemente le forze dell’ordine, rendono la vicenda, se possibile, ancora più straziante e insostenibile a livello umano. Secondo le primissime e dolorosissime ricostruzioni, il dramma si sarebbe innescato a causa di una manovra fatale di un mezzo agricolo. La povera Lucia sarebbe stata dapprima travolta e in seguito schiacciata dal pesante trattore utilizzato per le lavorazioni in vigna. La vera tragedia nella tragedia è che il mezzo, che si è poi ribaltato su se stesso, era guidato in quel momento da un parente della ragazza. Un errore umano, un guasto o una pendenza traditrice del terreno: sarà la magistratura a stabilirlo, ma nulla potrà cancellare il dolore di una famiglia letteralmente distrutta dai sensi di colpa e dalla disperazione.

I soccorsi disperati e l’intervento dello Spresal

Non appena si è compresa la gravità dell’incidente, la macchina dei soccorsi si è attivata con la massima urgenza. Le colline di Diano d’Alba sono state squarciate dal suono delle sirene. Sul posto sono precipitati i mezzi del 118, i Vigili del Fuoco e le gazzelle dei Carabinieri. Per cercare di fare luce sul rispetto delle normative di sicurezza sul lavoro, sono intervenuti tempestivamente anche gli ispettori dello Spresal dell’Asl Cn2 (il Servizio Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro). Purtroppo, però, per la povera ventiduenne non c’è stato assolutamente nulla da fare: i gravissimi traumi da schiacciamento riportati nel ribaltamento del trattore le sono stati fatali, e i medici non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso sul colpo.

Il dolore di un’intera comunità e la piaga delle morti bianche

La notizia della morte di Lucia si è propagata in pochissimi minuti nel piccolo comune di Diano d’Alba e in tutta la provincia Granda, suscitando un’ondata di sgomento e incredulità. La giovane era conosciutissima in zona, apprezzata per il suo sorriso, la sua intelligenza e la sua dedizione al lavoro e alla famiglia. Tantissimi i messaggi di cordoglio e vicinanza che stanno arrivando in queste ore ad amici e conoscenti, tutti uniti in un dolore che toglie le parole.

E mentre si piange questa giovane vita spezzata, l’opinione pubblica è costretta, ancora una volta, a fare i conti con la drammatica e apparentemente inarrestabile scia di sangue delle “morti bianche” in agricoltura. I trattori e i mezzi agricoli si confermano macchine tanto indispensabili per il lavoro della terra quanto potenzialmente letali. Una piaga silenziosa che oggi, purtroppo, ha il volto sorridente e bellissimo di una ragazza di 22 anni che aveva ancora tutta la vita davanti a sé.

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Cronaca

Inferno sull’A24 alla vigilia di Ferragosto: maxitamponamento tra auto e camion ad Assergi. Grave un 21enne in elisoccorso, traffico paralizzato con 10 km di code

Purtroppo il weekend di Ferragosto si apre con una notizia drammatica sulle nostre strade. 🚨 🚗 Questa mattina si è verificato uno spaventoso tamponamento a catena sull’autostrada A24, all’altezza dello svincolo di Assergi (L’Aquila). Secondo le prime ricostruzioni, un’auto ha tamponato un camion venendo poi centrata da altre due vetture che sopraggiungevano. Il bilancio è grave: 3 feriti, tra cui un ragazzo di soli 21 anni che è stato trasportato d’urgenza in elisoccorso all’ospedale “San Salvatore” in condizioni critiche. Feriti meno gravemente un uomo (36 anni) e una donna (30). L’incidente ha completamente paralizzato la viabilità, creando code chilometriche che hanno superato i 10 km, intrappolando migliaia di automobilisti in partenza per le vacanze. Preghiamo per il giovane ragazzo! 🙏 Nel nostro articolo tutti gli aggiornamenti sulla dinamica e sul traffico 👇

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Elisoccorso

L’Aquila (Assergi) – Quella che doveva essere una tranquilla e serena giornata di vigilia, caratterizzata dalle partenze verso le mete di villeggiatura per il ponte di Ferragosto, si è purtroppo trasformata in un incubo di lamiere e sirene nel cuore dell’Abruzzo. Questa mattina, l’autostrada A24 (Strada dei Parchi) è stata teatro di un violentissimo e drammatico incidente stradale. Il sinistro si è verificato all’altezza dello svincolo di Assergi, in provincia dell’Aquila, innescando una reazione a catena che ha paralizzato un’intera arteria nevralgica per la viabilità del Centro Italia e ha lasciato sull’asfalto tre feriti, di cui uno in condizioni purtroppo giudicate critiche dai soccorritori.

Scontro spaventoso: la dinamica del tamponamento a catena

Le esatte dinamiche e le cause che hanno innescato questo spaventoso maxi-tamponamento sono attualmente al vaglio delle forze dell’ordine, intervenute massicciamente sul posto. Tuttavia, stando alle primissime e frammentarie ricostruzioni effettuate dagli agenti della Polizia Stradale, lo schianto ha coinvolto un mezzo pesante (un camion) e ben tre autovetture. Secondo quanto emerso, il disastro si sarebbe innescato quando una prima auto avrebbe violentemente tamponato la parte posteriore del camion che la precedeva sulla carreggiata. Pochi istanti dopo, inevitabilmente, i veicoli che sopraggiungevano a forte velocità non sono riusciti a frenare in tempo: altre due vetture hanno così centrato in pieno la prima auto incidentata, innescando un devastante e caotico tamponamento a catena.

La corsa contro il tempo dell’elisoccorso: in fin di vita un 21enne

La scena che si è presentata davanti agli occhi dei primi soccorritori è stata drammatica, rendendo immediatamente palese la gravità della situazione. La centrale operativa del 118 ha fatto scattare il massimo livello di allerta, inviando sul tratto autostradale sia le ambulanze territoriali che l’elisoccorso, decollato in emergenza per garantire un trasferimento rapido. Ad avere la peggio nel terribile groviglio di lamiere è stato un giovanissimo ragazzo di appena 21 anni. I medici, valutate le sue condizioni cliniche come estremamente critiche (codice rosso di massima gravità), lo hanno stabilizzato sul posto per poi trasferirlo d’urgenza in volo verso il Pronto Soccorso dell’ospedale “San Salvatore” dell’Aquila. La speranza di un’intera comunità è ora appesa ai bollettini medici del nosocomio abruzzese.

Oltre al ventunenne, il bilancio dei feriti conta altre due persone coinvolte: un uomo di 36 anni e una donna di 30. Entrambi, visibilmente sotto shock e contusi, sono stati presi in carico dal personale sanitario del 118 dell’Aquila e trasportati in ospedale a bordo delle ambulanze. Fortunatamente, per loro i traumi riportati sono stati valutati con codici di minore gravità (verde-giallo), escludendo al momento il pericolo di vita.

Caos viabilità: 10 chilometri di coda sotto il sole

L’incidente, oltre a rappresentare una tragedia umana, ha inevitabilmente causato un collasso totale del traffico autostradale, proprio in una delle giornate da “bollino rosso” o “nero” per l’esodo di Ferragosto. Le forze dell’ordine, coadiuvate dal personale tecnico di Strada dei Parchi, hanno dovuto lavorare incessantemente per mettere in sicurezza l’area, effettuare i complicati rilievi di rito necessari per accertare le responsabilità e, contemporaneamente, tentare di regolare l’imponente flusso veicolare. Le operazioni di sgombero dei mezzi incidentati hanno comportato la chiusura parziale o totale della carreggiata, provocando lunghissime e snervanti code. Migliaia di automobilisti, diretti verso le montagne o le coste abruzzesi, sono rimasti intrappolati per ore sotto il sole cocente, formando incolonnamenti ininterrotti che hanno superato i 10 chilometri di lunghezza.

Mentre i tecnici sono ancora al lavoro per cercare di ripristinare la normale viabilità e assorbire lentamente il traffico accumulato, l’attenzione resta concentrata sulle condizioni di salute del giovane 21enne ricoverato al San Salvatore, vittima incolpevole di un Ferragosto che si è macchiato di sangue sulle strade abruzzesi.

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Cronaca

“Non uccidetelo, salviamolo!”: a Roma un serpente stremato dal caldo si incastra in un’auto. L’incredibile gara di solidarietà dei residenti

“È incastrato, aiutiamolo, non uccidetelo!”. 🐍 🚗 Una storia bellissima e toccante arriva dal quartiere Pietralata, a Roma. Una donna ha trovato un serpente in cerca di riparo incastrato tra le lamiere roventi del telaio della sua auto. Invece di cedere al panico, ha radunato i residenti per cercare di salvarlo! Sul posto è intervenuto il noto etologo Andrea Lunerti, che è riuscito a liberare l’animale, immergendolo subito nell’acqua. “Era stremato, i serpenti al sole letteralmente si cuociono”. Ora il rettile è ricoverato in una clinica veterinaria e lotta per la vita. Complimenti a questi cittadini romani per la splendida lezione di empatia e civiltà: ogni vita conta! ❤️ Leggi tutti i dettagli del salvataggio nel nostro articolo! 👇

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Serpente incastrato nel telaio dell'auto

Roma – In una metropoli bollente e frenetica come Roma, dove lo stress e la fretta scandiscono ogni singolo minuto della giornata, c’è ancora spazio per episodi di straordinaria umanità ed empatia. Anche, e soprattutto, quando a chiedere aiuto non è un cucciolo indifeso, ma uno degli animali più temuti e incompresi dall’essere umano. Nelle scorse ore, il popolare quartiere di Pietralata è stato teatro di una disavventura a lieto fine (o quasi, purtroppo) che sta facendo il giro del web, dimostrando come la civiltà e il rispetto per la natura possano trionfare anche sull’istinto primordiale della paura.

Spavento e poi compassione: la reazione inaspettata dei cittadini

Tutto è iniziato in una torrida giornata di metà agosto, quando la proprietaria di un’autovettura parcheggiata in strada si è avvicinata al mezzo. Nel tentativo di aprire lo sportello, lo spavento è stato fulmineo: un lungo serpente aveva cercato riparo all’interno della vettura, ma era rimasto inesorabilmente incastrato e aggrovigliato nelle lamiere del telaio inferiore. In molti, in una situazione del genere, avrebbero ceduto al panico, urlando o peggio ancora cercando di colpire il povero rettile. Ma la donna, superato il comprensibile brivido iniziale, ha guardato bene l’animale e si è accorta che non solo si trattava di una specie innocua (il classico “cervone” o “biacco” delle nostre campagne), ma che era in palese, disperata richiesta di aiuto. Da quel momento, invece di chiamare la Polizia per abbatterlo, la proprietaria ha innescato una vera e propria gara di solidarietà, chiedendo aiuto a gran voce per liberarlo.

Il quartiere ha risposto presente: decine di residenti sono scesi in strada, sfidando il sole a picco, ingegnandosi in ogni modo per cercare di estrarre l’animale senza ferirlo, dimostrando una sensibilità ecologica e una compassione che dovrebbero essere d’esempio per tutti.

L’intervento decisivo dell’etologo Andrea Lunerti e il soccorso idrico

Capendo che la situazione era troppo delicata per le mani di persone inesperte e che il telaio metallico dell’auto, rovente come una piastra, stava letteralmente cuocendo vivo il rettile, i cittadini hanno fatto la scelta giusta: hanno allertato i soccorsi specializzati. Sul posto è giunto tempestivamente Andrea Lunerti, noto etologo, naturalista ed esperto recuperatore di fauna selvatica, divenuto ormai un punto di riferimento fondamentale per le emergenze faunistiche della Capitale.

Con gesti calmi e precisi, Lunerti è riuscito a districare il corpo del serpente dalle spire di metallo, mettendolo finalmente in sicurezza. Ma la vera priorità, in quel momento, non era solo la liberazione meccanica, ma il salvataggio biologico. L’etologo, appena estratto l’animale, lo ha immediatamente immerso in un contenitore d’acqua per un primo soccorso vitale: «Era letteralmente stremato dal caldo», ha spiegato Lunerti ai presenti, ancora scossi. «I serpenti sono animali a sangue freddo, si scaldano al sole per attivare il metabolismo, ma poi hanno il bisogno vitale e assoluto di andare subito in un posto fresco e umido in cui far abbassare la temperatura corporea. Rimanendo incastrato tra le lamiere roventi sotto il sole d’agosto, per lui si è innescata una trappola mortale».

L’emergenza caldo non risparmia gli animali: la lotta per la vita

L’immagine del serpente che, fiducioso, si lascia idratare e rinfrescare dalle mani dell’uomo è di una potenza straordinaria, ma purtroppo la battaglia non è ancora vinta. A causa della prolungata e spietata esposizione alle altissime temperature romane, il rettile ha subito danni fisici e metabolici gravissimi. Dopo le primissime cure di emergenza praticate in strada dall’etologo, l’animale, ancora stremato e letargico, è stato affidato con la massima urgenza a un centro veterinario specialistico per animali esotici e selvatici, dove si trova attualmente ricoverato. Le sue condizioni, fa sapere Andrea Lunerti, non sono purtroppo buone: «La prognosi rimane al momento assolutamente riservata».

Una lezione di civiltà che parte da Pietralata

Mentre i veterinari lottano per salvare la vita di questa creatura, l’episodio di Pietralata ci lascia in dote una profonda riflessione. L’emergenza climatica e le ondate di calore estremo non stanno mettendo in ginocchio solo noi esseri umani, ma stanno decimando la fauna selvatica, costretta sempre più spesso a spingersi nei centri abitati per cercare ombra, riparo o qualche goccia d’acqua. La reazione della proprietaria dell’auto e dei cittadini romani dimostra che la convivenza pacifica e rispettosa è possibile. Ogni vita ha un valore inestimabile, anche quella di un serpente in cerca di un po’ di fresco sotto un’automobile.

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