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UGL MATERA: “APPROCCIO CONDIVISO E AUGURI DI BUON LAVORO AL PRESIDENTE D’ALEMA E ALLA NUOVA SQUADRA DI CONFINDUSTRIA BASILICATA”

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Redazione-  Il segretario territoriale dell’Ugl Matera, Pino Giordano, esprime, a nome dell’organizzazione sindacale provinciale, sincere congratulazioni e auguri di buon lavoro al presidente designato di Confindustria Basilicata, Francesco D’Alema, e alla nuova squadra approvata dal Consiglio Generale per il quadriennio 2026-2030.

“Accogliamo con spirito costruttivo la designazione del presidente D’Alema e della sua squadra – dichiara Giordano – espressione qualificata del sistema produttivo lucano. In questa fase è fondamentale rafforzare un metodo basato su dialogo, ascolto e collaborazione tra parti sociali, istituzioni e imprese, per affrontare insieme le sfide dello sviluppo, dell’innovazione e della sostenibilità”.

L’Ugl Matera ringrazia il presidente uscente Francesco Somma per il rapporto serio e leale costruito negli anni sui temi strategici del territorio.

“I riflettori su Matera – prosegue Giordano – rappresentano un’occasione concreta per rafforzare un confronto permanente tra gli attori dello sviluppo, nella consapevolezza che il Mezzogiorno e la Basilicata possono essere protagonisti di una nuova crescita”.

Attenzione centrale è riservata a capitale umano, giovani e competenze: “La visione indicata dal presidente D’Alema va nella giusta direzione: servono condizioni reali per trattenere e attrarre talenti e sostenere occupazione di qualità”.

Sul piano territoriale si evidenzia la necessità di una strategia condivisa per Matera e la sua provincia, valorizzando anche la fascia ionica metapontina: “Occorre rafforzare una visione che integri sviluppo industriale, servizi, infrastrutture e coesione sociale, con massima attenzione a lavoro sommerso, caporalato, sfruttamento e sicurezza. La salvaguardia della vita deve essere prioritaria: nel Materano si registrano troppi infortuni, anche mortali. Basta stragi sul lavoro”.

Per l’Ugl restano centrali le infrastrutture materiali e immateriali per ridurre i divari territoriali e rendere il Mezzogiorno più competitivo.

“La sfida del cambiamento – continua Giordano – richiede integrazione tra politiche industriali e opportunità del PNRR e RepowerEU. L’Italia può essere hub energetico del Mediterraneo, ma servono ricadute concrete sui territori”.

Infine, forte attenzione alla sicurezza sul lavoro: “Raccogliamo l’invito al dialogo del presidente Orsini e, come ribadito dal segretario generale Ugl Paolo Capone, consideriamo la sicurezza un terreno comune per un confronto stabile. Confermiamo la nostra disponibilità a un percorso condiviso con Confindustria Basilicata per tutelare lavoro, imprese e famiglie”.

L’Ugl Matera rinnova l’augurio di buon lavoro al presidente D’Alema e alla sua squadra, auspicando un cammino fondato su dialogo, responsabilità e visione condivisa dello sviluppo.

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MATERA, 10 GIUGNO: SCIOPERO NAZIONALE PER SALVARE 350 POSTI DI LAVORO AL CALLMAT – LE ORGANIZZAZIONI SINDACALI IN PIAZZA CONTRO IL TAGLIO DEL 15 % DI TIM

Il 10 giugno le 350 famiglie di CALLMAT a Matera vanno in sciopero: la riduzione del 15 % dei volumi da parte di TIM minaccia la chiusura del sito e la perdita di centinaia di posti di lavoro. TIM, Regione Basilicata e MIMIT, è ora di assumervi le vostre responsabilità.
#CallMatMatera #Sciopero10Giugno #LavoroBasilicata #TIMResponsabilità

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CALLMAT MATERA

Redazione-  Le segreterie regionali della Basilicata di CGIL‑SLC, CISL‑FISTEL, UIL‑FPC‑UIL e UGL‑Telecomunicazioni hanno ufficialmente proclamato lo sciopero con astensione dal lavoro per l’intera giornata del 10 giugno 2026, a seguito del definitivo fallimento dei negoziati con la direzione di CALLMAT. La decisione di stop totale arriva dopo una serie di incontri infruttuosi – dal verbale di mancato accordo del 22 maggio, firmato con la direzione CALLMAT, al successivo colloquio del 28 maggio presso la Prefettura di Matera – che hanno lasciato intatto il bilancio di emergenza economica per i lavoratori del sito.

Il punto critico: il taglio del 15 % dei volumi di produzione

Al centro della vertenza c’è la scelta unilaterale di TIM, che ha comunicato una riduzione del 15 % dei volumi di attività affidati a CALLMAT. Tale riduzione, secondo le organizzazioni sindacali, non è semplicemente una questione di gestione operativa ma un vero e proprio passo verso la “desertificazione occupazionale” del polo produttivo di Matera. Se le previsioni si confermeranno, il sito rischia una progressiva perdita di posti di lavoro fino alla chiusura totale entro la fine dell’anno.

Le basi di questa decisione – calcoli di efficienza, obiettivi di profitto e ristrutturazioni di portafoglio – sono state presentate senza alcun accompagnamento di un piano di riconversione o di salvaguardia per i dipendenti. “È inaccettabile che logiche esclusivamente economiche cancellino anni di lavoro, sacrifici, professionalità e dignità umana in un territorio già duramente colpito dalla crisi occupazionale,” ha dichiarato a corredo del comunicato la RSU aziendale.

Un impatto che non riguarda solo i dipendenti

Il taglio proposto da TIM metterebbe in ginocchio circa 350 famiglie della Basilicata, molte delle quali dipendenti diretti o indiretti del call‑center. Le conseguenze non si fermano al blocco di stipendi: la perdita di posti di lavoro rischia di alimentare un circolo vizioso di disoccupazione, spopolamento e decadimento socio‑economico. “Centinaia di lavoratori saranno costretti a una condizione di disperazione e totale incertezza occupazionale,” avverte il sindacato, aggiungendo che la regione non può più permettersi ulteriori vittime della fuga di capitali.

La risposta delle organizzazioni sindacali

Le quattro confederazioni hanno annunciato che il 10 giugno sarà una giornata di protesta “forte, compatta e partecipata”. La modalità di sciopero dovrà essere pacifica, legale e democratica, ma l’obiettivo è chiaro: far sì che “non venga perso neanche un solo posto di lavoro” e costringere TIM, la Regione Basilicata e il MIMIT a riaprire un tavolo di trattativa urgente. La richiesta principale è l’adozione di misure concrete per garantire la continuità produttiva del sito CALLMAT e la salvaguardia dell’occupazione.

Nel comunicato le organizzazioni hanno anche sottolineato che le difficoltà di CALLMAT non sono un caso isolato, ma parte di una più ampia tendenza di “abbandono” delle aree del Mezzogiorno da parte di grandi imprese. “Il territorio lucano non può più rimanere in silenzio,” hanno ribadito i sindacati, invitando i cittadini a partecipare alle iniziative previste – manifestazioni, comizi e azioni di sensibilizzazione – per far emergere la gravità della situazione a livello nazionale.

Prospettive e prossimi passi

Il 10 giugno sarà l’occasione per misurare la capacità di mobilitazione dei lavoratori e delle loro famiglie, ma gli occhi delle istituzioni sono già puntati sul futuro del sito CALLMAT. Se le richieste di un tavolo di trattativa con rappresentanti di TIM, della Regione e del MIMIT non verranno accolte, è probabile che la pressione sindacale si intensifichi, con possibili ricorsi legali e ulteriori azioni di protesta.

Nel frattempo, la RSU aziendale sta predisponendo un dossier dettagliato sugli impatti economici e sociali della riduzione dei volumi, che sarà presentato ai media e alle autorità competenti nei prossimi giorni. L’obiettivo è creare un dossier di “costi sociali” che dimostri come la scelta di TIM possa tradursi in un onere per l’intera comunità, superando di gran lunga i risparmi di bilancio a breve termine.

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SANITÀ LUCANA, SCONTRO FRONTALE: L’UGL MATERA STOPPA LE CRITICHE DI SCHIAVO

Scontro aperto tra UGL e politica sulla sanità materana: Pino Giordano difende i risultati raggiunti e gela le polemiche, invitando i critici a passare dai proclami ai fatti.
#SanitàLucana #Matera #UGL #SalutePubblica #PoliticaSanitaria

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Il segretario provinciale Pino Giordano difende l’operato della Regione e dell’ASM, bollando come “sterili e demagogiche” le accuse del consigliere provinciale: «Basta attacchi strumentali. Noi costruiamo, altri demoliscono».

Redazione-  – La sanità lucana torna al centro del dibattito politico, ma questa volta non per un problema di budget o di liste d’attesa, bensì per uno scontro dialettico di fuoco tra il sindacato UGL Matera e il consigliere provinciale Domenico Schiavo (Basilicata Casa Comune). A innescare la replica durissima di Pino Giordano, segretario provinciale dell’UGL, sono state le recenti dichiarazioni di Schiavo rivolte all’assessore regionale alla Salute, Cosimo Latronico, e alla dirigenza dell’ASM Matera.

Per Giordano, gli attacchi di Schiavo non sono altro che un «tentativo maldestro di screditare professionisti e istituzioni che lavorano con sacrificio». Il leader sindacale non usa giri di parole: «Siamo di fronte a un atteggiamento arrogante e politicamente sterile. L’UGL non accetta lezioni da chi vive di polemiche permanenti».

Oltre la propaganda: fatti e investimenti

Il segretario dell’UGL rigetta al mittente le insinuazioni di una sanità allo sbando, rivendicando invece la concretezza del lavoro svolto dall’assessore Latronico, dal direttore generale dell’ASM Maurizio Friolo e dal direttore sanitario Andrea Gigliobianco. Per Giordano, la guida della sanità materana sta dimostrando, attraverso gli atti, di voler invertire la rotta.

«La nuova medicina territoriale, che poggia sulle solide basi della Missione 6 del PNRR – spiega Giordano – sta diventando realtà. Case della Comunità, Ospedali di Comunità e Centrali Operative Territoriali non sono slogan, ma mattoni di un nuovo modello di assistenza che avvicina i servizi ai cittadini, tutelando soprattutto le aree interne». Il sindacalista sfida apertamente l’esponente dell’opposizione: «Schiavo preferisce alimentare un clima tossico. Invece di criticare, dovrebbe spiegare ai cittadini quali soluzioni concrete ha prodotto la sua azione politica».

Il caso Breast Unit: un successo per la sanità lucana

Il vero punto di svolta, secondo l’UGL, risiede nella gestione della chirurgia senologica. Grazie al protocollo siglato tra l’Ospedale “Madonna delle Grazie” di Matera e il CROB di Rionero, trasmesso al Ministero della Salute, la Breast Unit materana sta per tornare pienamente operativa con un modello multidisciplinare all’avanguardia.

«Questo è un risultato fondamentale – sottolinea Giordano – che tutela le donne lucane e restituisce centralità al territorio. Latronico sta dimostrando di saper affrontare i problemi reali, a differenza di chi, come Schiavo, si comporta da “demolitore seriale”. La Basilicata non ha bisogno di professionisti della critica permanente, ma di persone capaci di collaborare».

L’UGL Matera, dunque, chiude la porta a qualsiasi deriva polemica e ribadisce la propria linea: «Siamo al servizio dei lavoratori e dei cittadini, non della politica. Continueremo a sostenere i percorsi istituzionali seri perché la sanità non può restare terreno di scontro ideologico». La sfida è lanciata: nei prossimi mesi, saranno i risultati sul campo a stabilire chi ha saputo davvero costruire per il bene della comunità lucana.

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PENSIONI DI GIUGNO, AL VIA I PAGAMENTI: TUTTE LE NOVITÀ E I CONSIGLI DI POSTE ITALIANE

Pensioni di giugno al via dal 1°: scopri come prelevare in sicurezza, le novità sui documenti e i consigli per evitare le file allo sportello. La tua pensione, più facile e protetta con Poste Italiane!
#PosteItaliane #PensioniGiugno #Sicurezza #ServiziAlCittadino

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La sede di Poggio Moiano uno dei 96 uffici postali della provincia di Rieti 2232 x 1797

Redazione-  Il mese di giugno si apre all’insegna della praticità per milioni di pensionati italiani. Poste Italiane ha ufficialmente annunciato che, a partire da lunedì 1° giugno, prenderà il via la distribuzione delle pensioni. Una notizia attesa, che segna un ritorno alla normalità nelle procedure di riscossione e che porta con sé importanti aggiornamenti sulla sicurezza e sulle modalità di prelievo.

La comodità dell’accredito

Per chi ha scelto l’accredito della pensione su Libretto di Risparmio, Conto BancoPosta o Postepay Evolution, l’importo sarà disponibile già dalla giornata di lunedì. I titolari di questi strumenti non dovranno necessariamente recarsi allo sportello: grazie alla Carta di Debito associata, sarà infatti possibile prelevare i contanti in totale autonomia presso uno dei 72 ATM Postamat presenti sul territorio provinciale. Questa opzione rappresenta la scelta ideale per chi desidera evitare file e ottimizzare i propri tempi, garantendo al contempo un accesso al denaro immediato e sicuro.

Sicurezza: la copertura contro i furti

Una delle novità più interessanti per chi utilizza le carte di debito è la polizza assicurativa gratuita che Poste Italiane mette a disposizione. I pensionati che prelevano contante – sia agli sportelli postali che tramite ATM Postamat – godono di una copertura che prevede un risarcimento fino a 700 euro all’anno in caso di furto avvenuto nelle due ore successive al prelievo. Un accorgimento di grande valore che aggiunge uno strato di protezione fondamentale per la serenità dei cittadini durante le operazioni quotidiane.

Documenti e futuro: attenzione alla scadenza

Per chi sceglie di ritirare la pensione fisicamente allo sportello, è fondamentale ricordare di presentarsi muniti di un documento di identità valido. A questo proposito, Poste Italiane coglie l’occasione per ricordare a tutti gli utenti una scadenza normativa importante: a partire dal 3 agosto 2026, in ottemperanza al regolamento europeo n. 1208, la carta d’identità cartacea non sarà più accettata come documento di riconoscimento. È dunque consigliabile, per chi ne fosse ancora sprovvisto, attivarsi nei prossimi mesi per ottenere la Carta d’Identità Elettronica (CIE), utilizzabile insieme a patente o passaporto.

I consigli per evitare assembramenti

Per rendere l’operazione di ritiro della pensione il più confortevole possibile, Poste Italiane invita i pensionati a evitare le ore di punta dei primi giorni di pagamento. Il consiglio è quello di recarsi presso gli uffici postali durante la tarda mattinata o nelle ore pomeridiane, privilegiando, se possibile, le giornate successive all’avvio dei pagamenti. Questo semplice accorgimento permette di ridurre drasticamente le attese e di fruire del servizio in un clima di maggiore tranquillità.

Per qualsiasi ulteriore chiarimento, è possibile consultare il portale ufficiale www.poste.it o contattare il servizio assistenza al numero 06 45263322.

L’obiettivo di Poste Italiane rimane quello di garantire un servizio capillare, sicuro e, soprattutto, a misura di cittadino. La modernizzazione dei processi di pagamento e l’attenzione alla sicurezza digitale sono i pilastri su cui si fonda questa nuova fase di gestione delle pensioni, volta a rendere il rapporto con l’istituto postale sempre più fluido e moderno.

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