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SINDACATO UNICO DEI MILITARI (S.U.M.): BUON 165° ANNIVERSARIO A CHI, IN UNIFORME, SERVE OGNI GIORNO LA PROPRIA PATRIA!

Nella ricorrenza della Festa dell’Esercito, il S.U.M. – Sindacato Unico dei Militari – chiede a gran voce allo Stato Maggiore dell’Esercito un sempre maggior coinvolgimento: uniti per migliorare l’efficienza dello strumento militare!

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SINDACATO UNICO DEI MILITARI (S.U.M.): BUON 165° ANNIVERSARIO A CHI, IN UNIFORME, SERVE OGNI GIORNO LA PROPRIA PATRIA!

Redazione-   Sindacato Unico dei Militari, nel giorno della 165° ricorrenza della Festa dell’Esercito, celebrata a L’Aquila, Capitale Italiana della Cultura per il 2026, guarda verso il futuro. Il Segretario Nazionale, Pasquale Chiacchio, nel commentare l’ottima riuscita della cerimonia, che ha portato decine di migliaia di persone a visitare il Capoluogo della Regione Abruzzo, afferma: “Questa è la conferma che l’Esercito Italiano, può davvero fare qualunque cosa! I nostri soldati, donne e uomini in uniforme che, giornalmente, si sacrificano per la Patria in nome dei più alti Valori, sfilando e marciando per le vie de L’Aquila hanno chiamato a raccolta tutta la popolazione abruzzese e, idealmente, l’intero Stivale. Le polemiche (di pochi) dei giorni scorsi, soprattutto in vista dell’Adunata Nazionale degli Alpini in programma a Genova, dunque, appaiono oggi quantomai lontane dalla splendida realtà che abbiamo avuto modo di ammirare. Già dal 1° maggio, infatti, il Villaggio Esercito ha ospitato bambini e cittadini che, così, hanno avuto modo di prendere contatto con una delle più belle realtà della nostra Patria: l’Esercito Italiano”. Una manifestazione imponente, in cui le migliori eccellenze della Forza Armata hanno messo in mostra un livello tecnologico e addestrativo assolutamente elevato. “Con questo spirito – aggiunge poi il Presidente Nazionale Antonello Arabia – oggi guardiamo al futuro e tendiamo una mano a tutti i nostri Vertici, da quelli Militari a quelli Politici. Le Associazioni Professionali a Carattere Sindacale Militari sono qui per supportare la trasformazione dello strumento militare per migliorarne l’efficienza, a beneficio dell’Italia tutta, senza mai, però, prescindere dalla centralità della componente umana. Il “governo del personale” dei nostri ragazzi, (anche se un po’ attempati per via dell’innalzamento dell’età media) deve sempre guidare le decisioni dei nostri Comandanti. Dispiace, quindi, assistere a situazioni come quella di Ascoli Piceno: l’ipofinanziamento, che rappresenta una delle criticità storiche della Forza Armata, deve essere definitivamente superato. I nostri Comandanti, così come i nostri soldati, non si devono più trovare in condizioni come quelle da noi denunciate che, sebbene figlie di un periodo storico passato martoriato dalla cronica carenza di risorse, non sono proprie di un Esercito moderno e al passo con i tempi, che vede nella centralità del soldato la propria ragion d’essere. Siamo, oggi più di ieri, pronti a collaborare con tutte le Forze Politiche e con i nostri Vertici Militari per portare la nostra esperienza e la nostra voce al loro fianco, per delle Forze Armate che, sempre più vicine al cittadino, siano efficienti ed efficaci, rappresentanti la parte migliore della società e dell’Italia all’estero, nei molteplici Teatri Operativi in cui sono quotidianamente impiegati. Buon 165° anniversario, quindi, all’Esercito Italiano, l’Esercito di tutti gli italiani!”.

 

Cogito Ergo S.U.M.

 

SCEGLI. SCEGLI BENE. SCEGLI IL S.U.M.!

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La visita del ministro Piantedosi a Matera: sicurezza e lotta al caporalato tra le priorità del governo

🛡️ Il Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi a Matera per fare il punto su sicurezza, legalità e lotta al caporalato con le autorità provinciali. Un impegno concreto dello Stato per tutelare il lavoro sano e il territorio.

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#Matera #Sicurezza #LottaAlCaporalato #UGLMatera

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Pino GIORDANO, UGL Matera

Matera diventa oggi teatro di un passaggio istituzionale di alto profilo che segna un punto di svolta nelle politiche di controllo e tutela del territorio lucano. La visita del Ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, presso la Città dei Sassi, non rappresenta un semplice atto formale, ma si inserisce in una strategia più ampia tesa a rafforzare la presenza dello Stato in un’area, quella materana e del Metapontino, che vive sfide complesse legate non solo alla criminalità predatoria, ma anche alla gestione del mercato del lavoro agricolo e industriale.

Il cuore istituzionale della giornata si è svolto all’interno della Prefettura di Matera, situata nel cuore nevralgico della città, dove il Ministro ha presieduto una riunione straordinaria del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica. Convocato dal Prefetto Maria Carolina Ippolito, il vertice ha visto la partecipazione dei massimi esponenti delle Forze dell’Ordine: il Questore Davide Della Cioppa, i rappresentanti dei comandi provinciali dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza. Al centro del dibattito, la necessità di innalzare i livelli di sorveglianza in vista del picco di presenze turistiche estive e l’urgenza di contrastare con mano ferma ogni forma di intermediazione illecita di manodopera.

Il contrasto al caporalato nell’area del metapontino

Il segretario provinciale dell’UGL di Matera, Pino Giordano, ha espresso soddisfazione per l’iniziativa ministeriale, sottolineando come la lotta al caporalato rappresenti una delle emergenze sociali più persistenti e dolorose per l’economia agricola locale. L’area che si estende lungo la fascia ionica, da Policoro a Pisticci fino alle zone interne, richiede un monitoraggio costante. Le recenti operazioni condotte dai Carabinieri, in stretta sinergia con l’Ispettorato Nazionale del Lavoro e gli agenti dell’INAIL, hanno dimostrato che il fenomeno non è invincibile, ma la sfida richiede un cambio di passo strutturale.

Secondo l’analisi dell’organizzazione sindacale, il lavoro sommerso non colpisce soltanto i lavoratori, privandoli dei diritti fondamentali, ma danneggia gravemente anche le aziende sane. Il tessuto produttivo della provincia di Matera è composto, infatti, da una maggioranza di imprenditori seri che operano nel rispetto dei contratti collettivi. Permettere che il mercato venga alterato da chi utilizza manodopera irregolare significa penalizzare proprio quelle imprese che, con fatica e lungimiranza, scelgono la via della regolarità. Il richiamo di Giordano è chiaro: chi sfrutta non è un imprenditore, ma un soggetto che sottrae risorse vitali all’intero sistema economico e sociale lucano.

Sicurezza, legalità e il futuro dello sviluppo economico

La presenza del Ministro Piantedosi a Matera ribadisce che la sicurezza non deve essere intesa solo come contrasto ai reati contro il patrimonio, ma come baluardo della dignità umana. La sicurezza urbana, che abbraccia piazze e quartieri di Matera, e quella rurale, che tocca le aziende agricole delle contrade del Metapontino, devono procedere parallelamente. L’UGL chiede dunque un rafforzamento concreto degli organici delle forze di polizia, unito a un utilizzo più spinto della tecnologia e all’integrazione delle banche dati tra le diverse istituzioni di controllo.

Solo attraverso una rete capillare di verifiche è possibile prevenire le derive illegali prima che queste si consolidino. Il legame tra legalità e sviluppo economico è, in questa visione, inscindibile: dove lo Stato garantisce regole certe e una tutela effettiva della concorrenza, le imprese sono più incentivate a investire, assumere regolarmente e formare il personale. L’apprezzamento espresso nei confronti dei vertici locali della Polizia di Stato e dell’Arma dei Carabinieri, impegnati quotidianamente tra le vie del capoluogo e le aree rurali, testimonia il riconoscimento di uno sforzo corale. L’impegno, per le istituzioni e per le parti sociali, rimane quello di mantenere alta la guardia, trasformando il controllo del territorio in una condizione permanente per la crescita civile della provincia di Matera.

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Crisi CallMat a Matera: il futuro di 350 lavoratori appeso a un filo dopo l’audizione in Regione

📢 Il futuro dei 350 lavoratori di CallMat a Matera è appeso a un filo: l’audizione in Regione evidenzia ritardi e incertezze. I sindacati chiedono risposte concrete prima della scadenza del 30 settembre.

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#Matera #CallMat #Basilicata #lavoro

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Audizione CallMat regione Basilicata

Potenza – Il destino di oltre 350 lavoratori dello stabilimento CallMat di Matera è al centro di una partita istituzionale che sta assumendo i toni di una vera emergenza sociale per la Basilicata. Al termine dell’audizione tenutasi presso la II Commissione Consiliare Permanente della Regione, i rappresentanti sindacali di SLC CGIL, Fistel CISL, UILFPL e UGL Telecomunicazioni hanno espresso un giudizio severo sulle tempistiche e sull’efficacia dell’interlocuzione con il governo centrale. La vertenza, che si trascina ormai dal marzo 2024, si trova in una fase di stallo pericolosa, con la scadenza del 30 settembre che incombe come un ultimatum sulle prospettive occupazionali di centinaia di famiglie lucane.

Il silenzio del ministero e l’incertezza sulla commessa Tim

La preoccupazione maggiore delle organizzazioni sindacali riguarda la lentezza con cui il Ministero delle Imprese e del Made in Italy gestisce il dossier. Nonostante i numerosi incontri avvenuti a Roma, tra cui il tavolo del 10 giugno scorso, la sensazione prevalente è quella di un vuoto operativo. Le promesse verbali non bastano più a placare il malcontento di una realtà produttiva che rappresenta uno dei pilastri del terziario avanzato nella zona industriale di Matera.

Il punto critico della vicenda risiede nel rapporto con Tim, principale committente dell’attività di call center. L’azienda di telecomunicazioni ha garantito il mantenimento degli attuali volumi di lavoro solo fino alla fine di settembre. Dopo quella data, non vi sono certezze. Se non interverranno nuove garanzie o un piano industriale di ricollocamento strutturato, il rischio di una chiusura definitiva entro la fine dell’anno, più volte ventilato dai vertici del committente, diventerebbe una realtà drammatica. La mancanza di risposte chiare da parte del MIMIT riguardo alle prospettive di lungo periodo alimenta il senso di frustrazione tra i dipendenti, che vedono ogni giorno avvicinarsi il termine ultimo per la salvaguardia dei propri posti di lavoro.

La richiesta di accelerazione sul bando del Poligrafico

Durante l’audizione in via Verrastro a Potenza, sede del Consiglio Regionale, è emerso con chiarezza quanto sia necessario un cambio di passo immediato. La Regione Basilicata ha già stanziato risorse economiche importanti, ma il loro impiego risulta bloccato nei meandri burocratici. In particolare, i sindacati hanno puntato il dito contro il mancato avvio del bando del Poligrafico e Zecca dello Stato, che dovrebbe permettere di canalizzare i 4 milioni di euro stanziati per supportare il reimpiego del personale coinvolto nella crisi.

I consiglieri regionali presenti hanno manifestato piena solidarietà ai lavoratori e si sono impegnati a interloquire direttamente con il Ministro competente e con l’assessore regionale allo Sviluppo Economico, Francesco Cupparo. L’obiettivo comune è duplice: da un lato, sbloccare i fondi del Poligrafico; dall’altro, fare definitiva chiarezza sui criteri di accesso al bando regionale da 6 milioni di euro, già varato ma ancora oggetto di attesa per quanto riguarda le procedure applicative. La trasparenza e la certezza dei tempi sono considerate le uniche leve in grado di dare respiro a una crisi che minaccia di svuotare un’importante parte del bacino occupazionale materano.

Lo stato di agitazione resta confermato

Il prossimo appuntamento, previsto per il 29 luglio a Roma, è considerato il momento decisivo per capire se la vertenza imboccherà la strada di una risoluzione strutturata o quella dell’oblio. Le sigle sindacali hanno ribadito che lo stato di agitazione non verrà revocato. La volontà collettiva è quella di continuare a monitorare ogni seduta istituzionale, mantenendo alta la soglia di attenzione su Matera, città che, oltre alla vocazione turistica, deve continuare a contare su una base industriale solida.

Qualora dalla capitale non giungessero segnali concreti, i sindacati hanno già preannunciato l’intenzione di avviare forme di protesta e mobilitazione pubblica. La dignità dei lavoratori e il loro diritto a una continuità reddituale non possono essere subordinati a rinvii burocratici o a promesse elettorali rimaste sulla carta. La città di Matera si prepara a vigilare affinché il presidio produttivo non diventi l’ennesimo capitolo di una deindustrializzazione del Mezzogiorno che non si può più permettere di perdere altre eccellenze nel settore dei servizi.

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Il cordoglio dell’Ugl di Matera per la scomparsa di Luigi Cavallari e la condanna agli atti di odio online

📢 La comunità di Matera si unisce nel cordoglio stringendosi attorno al Ministro Eugenia Roccella: il sindacato UGL condanna fermamente le polemiche dettate dall’odio sociale e ricorda l’impegno istituzionale del Ministro sul territorio lucano.

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#Matera #UGL #EugeniaRoccella #Solidarietà

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ugl-bandiera

Matera – La comunità del capoluogo lucano si stringe attorno al Ministro per la Famiglia, la Natalità e le Pari Opportunità, Eugenia Roccella, in seguito alla drammatica vicenda che ha colpito la sua sfera privata. La scomparsa di Luigi Cavallari, marito del Ministro, ha generato un profondo senso di apprensione in tutto il Paese, con le autorità locali impegnate in un costante monitoraggio della situazione. A farsi portavoce del sentimento di vicinanza del sindacato è Pino Giordano, Segretario Provinciale dell’UGL Matera, che ha voluto ribadire il sostegno incondizionato alla famiglia Cavallari-Roccella in questo momento di sofferenza.

Il richiamo al rispetto e la condanna delle ostilità sui social

In un clima segnato dalla tensione per le ricerche in corso, il Segretario Giordano ha espresso rammarico per le reazioni verificatesi su alcune piattaforme digitali. La comparsa di insulti e commenti carichi di odio contro un esponente delle istituzioni, in un momento di fragilità emotiva, ha spinto il sindacato a prendere una posizione netta. Secondo l’UGL materana, le dinamiche di scontro politico non possono superare il limite della decenza umana. La solidarietà, in casi di tal natura, deve prevalere su ogni divergenza di opinione. L’organizzazione sindacale ha manifestato pieno sostegno al messaggio di vicinanza già espresso dal Segretario Generale dell’UGL, Paolo Capone, sottolineando come la ferocia gratuita di alcuni utenti online rappresenti una ferita ai principi fondamentali della convivenza civile che caratterizzano la comunità italiana.

Il legame istituzionale con la città di Matera

Il rapporto tra il Ministro Eugenia Roccella e il territorio lucano non è recente. Proprio in un momento di grande visibilità internazionale per la Città dei Sassi, il Ministro aveva fatto visita alla provincia di Matera nell’ottobre del 2024. In quell’occasione, la presenza del rappresentante del Governo era legata all’apertura dei lavori del summit G7 dedicato alle Pari Opportunità e all’empowerment femminile, un evento che ha proiettato l’area dei Sassi al centro del dibattito globale sulle politiche sociali.

Oltre ai protocolli ufficiali, la visita del Ministro Roccella aveva lasciato un segno tangibile nel mondo sindacale locale. Durante il soggiorno a Matera, nonostante la fitta agenda istituzionale, il Ministro aveva trovato lo spazio per un confronto diretto con i rappresentanti dell’UGL. I temi sul tavolo furono quelli cari al tessuto produttivo della provincia: dalla crisi industriale che attanaglia diverse aziende del Distretto del Mobile Imbottito e dell’area industriale di Jesce, fino alle difficoltà economiche che attanagliano le famiglie della Basilicata.

Problemi sociali e prospettive per la provincia lucana

L’incontro tra Pino Giordano e il Ministro Roccella fu focalizzato sulla crescente desertificazione industriale che sta svuotando la provincia di Matera. Si parlò di occupazione precaria, di tutele per i lavoratori in cassa integrazione e della necessità di politiche attive che potessero arginare l’esodo dei giovani talenti lucani verso il Centro-Nord o l’estero. In quel frangente, il Ministro mostrò una particolare tenuta nel recepire le istanze di un territorio periferico ma operoso, dimostrando capacità di ascolto e una sensibilità istituzionale che i rappresentanti locali ricordano con rispetto.

Oggi, a distanza di mesi da quel confronto avvenuto tra le bellezze storiche di Matera, il sindacato rinnova la stima per la persona prima ancora che per il ruolo ministeriale. Il ricordo di quel garbo istituzionale alimenta il desiderio di far sentire la vicinanza della base datoriale e lavorativa materana alla famiglia Cavallari. “In circostanze come queste – ha dichiarato Pino Giordano nella nota ufficiale – il valore della solidarietà resta l’unico faro a cui aggrapparsi, superando ogni barriera ideologica per sostenere chi sta vivendo un vuoto umano incolmabile”. Il silenzio, nel rispetto della tragedia che sta colpendo i congiunti dello scomparso, viene indicato dall’UGL come la scelta più corretta per onorare la sofferenza, un monito che si estende a tutti i cittadini e ai frequentatori del dibattito pubblico sul web.

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