Rimani in contatto con noi
#

Ultim'ora

LEGA AVEZZANO: “SQUADRA DI PERSONE CAPACI E MOTIVATE”, ECCO LA LISTA DI CANDIDATI, 15 DONNE E 9 UOMINI, AMMINISTRATORI USCENTI ED ESPONENTI DELLE PROFESSIONI E DELLA SOCIETÀ CIVILE

SOTTOSEGRETARIO D’ERAMO, “PUNTIAMO A VINCERE AL PRIMO TURNO”, COORDINATORE REGIONALE D’INCECCO, “CONTINUITÀ DEL BUON GOVERNO DELLA CITTÀ” 

Pubblicato

a

4 maggio 2026

 Redazione-  Amministratori uscenti e liberi professionisti, insegnanti e impiegati, agricoltori, imprenditori, tutte e tutti espressione della società civile della Città: questo il profilo delle 15 candidate e dei 9 candidati della Lega alle elezioni amministrative di Avezzano del 24 e 25 maggio, nella coalizione del sindaco uscente, Gianni Di Pangrazio.

La presentazione ufficiale ieri sera, nel corso della tavola rotonda “La Lega, partito del territorio: vocazioni e sviluppo di Avezzano verso il 2031″, nella sede elettorale di via Garibaldi 80.

Al dibattito hanno partecipato il sottosegretario al Masaf, Luigi D’Eramo. l’onorevole Alberto Bagnai, il vice presidente della Giunta regionale con delega all’Agricoltura, Emanuele Imprudente, il coordinatore regionale del Carroccio, Vincenzo D’Incecco, capogruppo in Regione e presidente della Commissione Bilancio, il consigliere regionale Carla Mannetti. Ed, inoltre, il coordinatore marsicano e consigliere provinciale, Andrea Longo; il coordinatore cittadino Lega Avezzano, Jacopo Angelini.

Presente anche il sindaco e ricandidato Di Pangrazio.

Ha esordito il sottosegretario D’Eramo: “Ci presentiamo a questo importante appuntamento elettorale con donne e uomini preparati, competenti, che rappresentano nella sua interezza la città di Avezzano. Donne e uomini che già ci stanno mettendo il cuore in campagna elettorale con proposte concrete dall’agricoltura al turismo, dal commercio alle opere pubbliche, dall’urbanistica al turismo, per dare continuità alla buona amministrazione del sindaco Di Pangrazio. La Lega sarà la vera sorpresa di questa competizione, e puntiamo a vincere al primo turno”.

Nel suo intervento Bagnai ha evidenziato “la qualità della squadra, che raccoglie tante professionalità e tante esperienze politiche e personali diverse, è segno che la Lega continua a essere un partito attrattivo, in virtù dell’essere storicamente vicino alle esigenze dei territori, capace di esprimere una classe amministrativa e dirigente che ha una eccellenza riconosciuta in tutti i contesti”.

Questi dunque i candidati: Antonio Del Boccio, 56 anni, funzionario della Polizia provinciale dell’Aquila, capogruppo in consiglio comunale, Cinzia Ilaria Basilico, 62 anni, avvocato, assessore comunale con delega alla Sicurezza urbana, Polizia locale e Personale, Enrico Bonanni, 46 anni, funzionario amministrativo, Sergio Di Cintio, 51 anni, ingegnere, Giuliano Di Girolamo, 34 anni, impiegato di azienda, Massimiliano Fracassi, 44 anni, funzionario dell’Azienda regionale attività produttive, (Arap), Giovanni Luccitti, 65 anni, odontoiatra, Gianluca Onnembo, 58 anni, avvocato, Lorenzo Torti, 23 anni, ingegnere Rfi, Filippo Trinchini, 60 anni, avvocato, Mara Amicuzzi, 50 anni, impiegata di azienda Sabrina Battistoni, 39 anni, collaboratrice scolastica, Ornella Caudai, 65 anni, imprenditrice agricola, Flora Giffi, 47 anni, segretaria di azienda, Caterina Grassi, 24 anni, imprenditrice zootecnica, Antonella Lentola, 55 anni, imprenditrice del turismo, Maria Loreta Montagliani, 46 anni, docente di Diritto ed Economia, Giorgia Mirasole, 42 anni, bancaria, Giulia Nazzicone, 33 anni, avvocato, Matilde Nonni, 36 anni, avvocato, Samantha Pisotta, 48 anni, responsabile del patronato Inpas Caf Confsal, Elisabetta Quaranta, 65 anni, insegnante scuola primaria Maria Assunta Ricci, 59 anni, impiegata di azienda e Claudia Santoli, 48 anni, agente immobiliare.

A complimentarsi per la qualità della squadra della Lega messa in campo lo stesso sindaco Di Pangrazio.

“Come noto io ho solo la tessera della città e mantengo la mia posizione civica da quando sono sceso in politica, ma non per questo non riconosco grande importanza e centralità ai partiti, e con la Lega abbiamo fatto un importante percorso insieme che sono certo proseguirà anche nei prossimi cinque anni”, ha detto il sindaco.

Il vice presidente Imprudente ha illustrato i risultati ottenuti grazie alla sinergia tra il Comune di Avezzano, la Regione Abruzzo e il Governo nazionale in particolare nel settore agricolo.

“Le aziende fucensi sono oggi dei riferimenti internazionali, leader assolute per quanto riguarda l’orticolo. Non è un caso: c’è stato un sostegno che non c’era mai stato negli anni precedenti, sono arrivati sul territorio grazie a bandi che hanno messo al centro l’agricoltura, la produttività di questo territorio oltre 130 milioni di euro in cinque anni per quanto riguarda il PSR e poi si sono costruite tante opportunità rispetto a bandi nazionali che hanno visto l’animazione del territorio”.

“La nostra è una lista di persone capaci, volenterose, che si stanno adoperando con idee e progetti in questa campagna elettorale. Per dare continuità alla buona amministrazione uscente – ha aggiunto D’Incecco – . Tema centrale sarà quello ancora una volta della sicurezza urbana della lotta senza quartiere alla criminalità, grazie al nostro assessore Basilico, con l’aumento della presenza delle forze dell’ordine, della capillare videosorveglianza, con il controllo di vicinato che è in dirittura d’arrivo e che ha anticipato il progetto di legge presentato dalla Lega in Consiglio regionale”.

Ha chiosato il consigliere Mannetti: “ringrazio in particolare tutte le donne che hanno inteso candidarsi con noi. Le donne in politica fanno la differenza, anche se è più difficile affermarsi ed emergere”.

Video delle interviste:

https://drive.google.com/file/d/1LaCDIH23n2y6Z1yEN8A2InaKwh2cSv9p/view?usp=sharing

Clicca per commentare

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Ultim'ora

MATERA, 10 GIUGNO: SCIOPERO NAZIONALE PER SALVARE 350 POSTI DI LAVORO AL CALLMAT – LE ORGANIZZAZIONI SINDACALI IN PIAZZA CONTRO IL TAGLIO DEL 15 % DI TIM

Il 10 giugno le 350 famiglie di CALLMAT a Matera vanno in sciopero: la riduzione del 15 % dei volumi da parte di TIM minaccia la chiusura del sito e la perdita di centinaia di posti di lavoro. TIM, Regione Basilicata e MIMIT, è ora di assumervi le vostre responsabilità.
#CallMatMatera #Sciopero10Giugno #LavoroBasilicata #TIMResponsabilità

Pubblicato

a

CALLMAT MATERA

Redazione-  Le segreterie regionali della Basilicata di CGIL‑SLC, CISL‑FISTEL, UIL‑FPC‑UIL e UGL‑Telecomunicazioni hanno ufficialmente proclamato lo sciopero con astensione dal lavoro per l’intera giornata del 10 giugno 2026, a seguito del definitivo fallimento dei negoziati con la direzione di CALLMAT. La decisione di stop totale arriva dopo una serie di incontri infruttuosi – dal verbale di mancato accordo del 22 maggio, firmato con la direzione CALLMAT, al successivo colloquio del 28 maggio presso la Prefettura di Matera – che hanno lasciato intatto il bilancio di emergenza economica per i lavoratori del sito.

Il punto critico: il taglio del 15 % dei volumi di produzione

Al centro della vertenza c’è la scelta unilaterale di TIM, che ha comunicato una riduzione del 15 % dei volumi di attività affidati a CALLMAT. Tale riduzione, secondo le organizzazioni sindacali, non è semplicemente una questione di gestione operativa ma un vero e proprio passo verso la “desertificazione occupazionale” del polo produttivo di Matera. Se le previsioni si confermeranno, il sito rischia una progressiva perdita di posti di lavoro fino alla chiusura totale entro la fine dell’anno.

Le basi di questa decisione – calcoli di efficienza, obiettivi di profitto e ristrutturazioni di portafoglio – sono state presentate senza alcun accompagnamento di un piano di riconversione o di salvaguardia per i dipendenti. “È inaccettabile che logiche esclusivamente economiche cancellino anni di lavoro, sacrifici, professionalità e dignità umana in un territorio già duramente colpito dalla crisi occupazionale,” ha dichiarato a corredo del comunicato la RSU aziendale.

Un impatto che non riguarda solo i dipendenti

Il taglio proposto da TIM metterebbe in ginocchio circa 350 famiglie della Basilicata, molte delle quali dipendenti diretti o indiretti del call‑center. Le conseguenze non si fermano al blocco di stipendi: la perdita di posti di lavoro rischia di alimentare un circolo vizioso di disoccupazione, spopolamento e decadimento socio‑economico. “Centinaia di lavoratori saranno costretti a una condizione di disperazione e totale incertezza occupazionale,” avverte il sindacato, aggiungendo che la regione non può più permettersi ulteriori vittime della fuga di capitali.

La risposta delle organizzazioni sindacali

Le quattro confederazioni hanno annunciato che il 10 giugno sarà una giornata di protesta “forte, compatta e partecipata”. La modalità di sciopero dovrà essere pacifica, legale e democratica, ma l’obiettivo è chiaro: far sì che “non venga perso neanche un solo posto di lavoro” e costringere TIM, la Regione Basilicata e il MIMIT a riaprire un tavolo di trattativa urgente. La richiesta principale è l’adozione di misure concrete per garantire la continuità produttiva del sito CALLMAT e la salvaguardia dell’occupazione.

Nel comunicato le organizzazioni hanno anche sottolineato che le difficoltà di CALLMAT non sono un caso isolato, ma parte di una più ampia tendenza di “abbandono” delle aree del Mezzogiorno da parte di grandi imprese. “Il territorio lucano non può più rimanere in silenzio,” hanno ribadito i sindacati, invitando i cittadini a partecipare alle iniziative previste – manifestazioni, comizi e azioni di sensibilizzazione – per far emergere la gravità della situazione a livello nazionale.

Prospettive e prossimi passi

Il 10 giugno sarà l’occasione per misurare la capacità di mobilitazione dei lavoratori e delle loro famiglie, ma gli occhi delle istituzioni sono già puntati sul futuro del sito CALLMAT. Se le richieste di un tavolo di trattativa con rappresentanti di TIM, della Regione e del MIMIT non verranno accolte, è probabile che la pressione sindacale si intensifichi, con possibili ricorsi legali e ulteriori azioni di protesta.

Nel frattempo, la RSU aziendale sta predisponendo un dossier dettagliato sugli impatti economici e sociali della riduzione dei volumi, che sarà presentato ai media e alle autorità competenti nei prossimi giorni. L’obiettivo è creare un dossier di “costi sociali” che dimostri come la scelta di TIM possa tradursi in un onere per l’intera comunità, superando di gran lunga i risparmi di bilancio a breve termine.

Continua a Leggere

Ultim'ora

SANITÀ LUCANA, SCONTRO FRONTALE: L’UGL MATERA STOPPA LE CRITICHE DI SCHIAVO

Scontro aperto tra UGL e politica sulla sanità materana: Pino Giordano difende i risultati raggiunti e gela le polemiche, invitando i critici a passare dai proclami ai fatti.
#SanitàLucana #Matera #UGL #SalutePubblica #PoliticaSanitaria

Pubblicato

a

IMG 3548

Il segretario provinciale Pino Giordano difende l’operato della Regione e dell’ASM, bollando come “sterili e demagogiche” le accuse del consigliere provinciale: «Basta attacchi strumentali. Noi costruiamo, altri demoliscono».

Redazione-  – La sanità lucana torna al centro del dibattito politico, ma questa volta non per un problema di budget o di liste d’attesa, bensì per uno scontro dialettico di fuoco tra il sindacato UGL Matera e il consigliere provinciale Domenico Schiavo (Basilicata Casa Comune). A innescare la replica durissima di Pino Giordano, segretario provinciale dell’UGL, sono state le recenti dichiarazioni di Schiavo rivolte all’assessore regionale alla Salute, Cosimo Latronico, e alla dirigenza dell’ASM Matera.

Per Giordano, gli attacchi di Schiavo non sono altro che un «tentativo maldestro di screditare professionisti e istituzioni che lavorano con sacrificio». Il leader sindacale non usa giri di parole: «Siamo di fronte a un atteggiamento arrogante e politicamente sterile. L’UGL non accetta lezioni da chi vive di polemiche permanenti».

Oltre la propaganda: fatti e investimenti

Il segretario dell’UGL rigetta al mittente le insinuazioni di una sanità allo sbando, rivendicando invece la concretezza del lavoro svolto dall’assessore Latronico, dal direttore generale dell’ASM Maurizio Friolo e dal direttore sanitario Andrea Gigliobianco. Per Giordano, la guida della sanità materana sta dimostrando, attraverso gli atti, di voler invertire la rotta.

«La nuova medicina territoriale, che poggia sulle solide basi della Missione 6 del PNRR – spiega Giordano – sta diventando realtà. Case della Comunità, Ospedali di Comunità e Centrali Operative Territoriali non sono slogan, ma mattoni di un nuovo modello di assistenza che avvicina i servizi ai cittadini, tutelando soprattutto le aree interne». Il sindacalista sfida apertamente l’esponente dell’opposizione: «Schiavo preferisce alimentare un clima tossico. Invece di criticare, dovrebbe spiegare ai cittadini quali soluzioni concrete ha prodotto la sua azione politica».

Il caso Breast Unit: un successo per la sanità lucana

Il vero punto di svolta, secondo l’UGL, risiede nella gestione della chirurgia senologica. Grazie al protocollo siglato tra l’Ospedale “Madonna delle Grazie” di Matera e il CROB di Rionero, trasmesso al Ministero della Salute, la Breast Unit materana sta per tornare pienamente operativa con un modello multidisciplinare all’avanguardia.

«Questo è un risultato fondamentale – sottolinea Giordano – che tutela le donne lucane e restituisce centralità al territorio. Latronico sta dimostrando di saper affrontare i problemi reali, a differenza di chi, come Schiavo, si comporta da “demolitore seriale”. La Basilicata non ha bisogno di professionisti della critica permanente, ma di persone capaci di collaborare».

L’UGL Matera, dunque, chiude la porta a qualsiasi deriva polemica e ribadisce la propria linea: «Siamo al servizio dei lavoratori e dei cittadini, non della politica. Continueremo a sostenere i percorsi istituzionali seri perché la sanità non può restare terreno di scontro ideologico». La sfida è lanciata: nei prossimi mesi, saranno i risultati sul campo a stabilire chi ha saputo davvero costruire per il bene della comunità lucana.

Continua a Leggere

Ultim'ora

PENSIONI DI GIUGNO, AL VIA I PAGAMENTI: TUTTE LE NOVITÀ E I CONSIGLI DI POSTE ITALIANE

Pensioni di giugno al via dal 1°: scopri come prelevare in sicurezza, le novità sui documenti e i consigli per evitare le file allo sportello. La tua pensione, più facile e protetta con Poste Italiane!
#PosteItaliane #PensioniGiugno #Sicurezza #ServiziAlCittadino

Pubblicato

a

La sede di Poggio Moiano uno dei 96 uffici postali della provincia di Rieti 2232 x 1797

Redazione-  Il mese di giugno si apre all’insegna della praticità per milioni di pensionati italiani. Poste Italiane ha ufficialmente annunciato che, a partire da lunedì 1° giugno, prenderà il via la distribuzione delle pensioni. Una notizia attesa, che segna un ritorno alla normalità nelle procedure di riscossione e che porta con sé importanti aggiornamenti sulla sicurezza e sulle modalità di prelievo.

La comodità dell’accredito

Per chi ha scelto l’accredito della pensione su Libretto di Risparmio, Conto BancoPosta o Postepay Evolution, l’importo sarà disponibile già dalla giornata di lunedì. I titolari di questi strumenti non dovranno necessariamente recarsi allo sportello: grazie alla Carta di Debito associata, sarà infatti possibile prelevare i contanti in totale autonomia presso uno dei 72 ATM Postamat presenti sul territorio provinciale. Questa opzione rappresenta la scelta ideale per chi desidera evitare file e ottimizzare i propri tempi, garantendo al contempo un accesso al denaro immediato e sicuro.

Sicurezza: la copertura contro i furti

Una delle novità più interessanti per chi utilizza le carte di debito è la polizza assicurativa gratuita che Poste Italiane mette a disposizione. I pensionati che prelevano contante – sia agli sportelli postali che tramite ATM Postamat – godono di una copertura che prevede un risarcimento fino a 700 euro all’anno in caso di furto avvenuto nelle due ore successive al prelievo. Un accorgimento di grande valore che aggiunge uno strato di protezione fondamentale per la serenità dei cittadini durante le operazioni quotidiane.

Documenti e futuro: attenzione alla scadenza

Per chi sceglie di ritirare la pensione fisicamente allo sportello, è fondamentale ricordare di presentarsi muniti di un documento di identità valido. A questo proposito, Poste Italiane coglie l’occasione per ricordare a tutti gli utenti una scadenza normativa importante: a partire dal 3 agosto 2026, in ottemperanza al regolamento europeo n. 1208, la carta d’identità cartacea non sarà più accettata come documento di riconoscimento. È dunque consigliabile, per chi ne fosse ancora sprovvisto, attivarsi nei prossimi mesi per ottenere la Carta d’Identità Elettronica (CIE), utilizzabile insieme a patente o passaporto.

I consigli per evitare assembramenti

Per rendere l’operazione di ritiro della pensione il più confortevole possibile, Poste Italiane invita i pensionati a evitare le ore di punta dei primi giorni di pagamento. Il consiglio è quello di recarsi presso gli uffici postali durante la tarda mattinata o nelle ore pomeridiane, privilegiando, se possibile, le giornate successive all’avvio dei pagamenti. Questo semplice accorgimento permette di ridurre drasticamente le attese e di fruire del servizio in un clima di maggiore tranquillità.

Per qualsiasi ulteriore chiarimento, è possibile consultare il portale ufficiale www.poste.it o contattare il servizio assistenza al numero 06 45263322.

L’obiettivo di Poste Italiane rimane quello di garantire un servizio capillare, sicuro e, soprattutto, a misura di cittadino. La modernizzazione dei processi di pagamento e l’attenzione alla sicurezza digitale sono i pilastri su cui si fonda questa nuova fase di gestione delle pensioni, volta a rendere il rapporto con l’istituto postale sempre più fluido e moderno.

Continua a Leggere

Articoli di Tendenza