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Cronaca

SEQUESTRI E SANZIONI: IL NAS COMMINA MULTE PER 18MILA EURO

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SEQUESTRI E SANZIONI: IL NAS COMMINA MULTE PER 18MILA EURO

Redazione-  Recentemente, le forze dell’ordine del nucleo antisofisticazioni di Viterbo hanno condotto un’intensa operazione di monitoraggio nella provincia di Rieti. L’obiettivo era garantire la sicurezza alimentare e il rispetto delle norme sanitarie all’interno delle strutture commerciali locali.

Le verifiche, protrattesi per diversi mesi, hanno evidenziato numerose criticità in svariati esercizi commerciali. In particolare, diversi laboratori di pasticceria e panifici dislocati tra Antrodoco, Configni e Poggio Moiano, oltre a un ristorante etnico nel capoluogo, sono stati teatro di ispezioni che hanno portato alla luce condizioni igieniche e strutturali non a norma. Di conseguenza, l’Asl è intervenuta ordinando l’immediata sospensione dell’attività per queste strutture, fino al ripristino degli standard di legge.

Durante i controlli sono stati sequestrati circa mille chilogrammi di prodotti alimentari, poiché conservati in ambienti che ne avrebbero potuto compromettere la salubrità. A tali provvedimenti si sono aggiunte sanzioni pecuniarie per un ammontare di 6.500 euro.

Le ispezioni non hanno risparmiato il settore del pet-food: a Passo Corese è stato bloccato un lotto di 351 confezioni di mangime per animali, poiché l’etichettatura non risultava conforme alle normative in vigore, operazione che ha comportato una multa di 2.000 euro.

In un supermercato del reatino, invece, è stato effettuato un massiccio sequestro di generi alimentari – ben 21 tonnellate – a causa di gravi carenze nel deposito, che mettevano a rischio la qualità dei cibi. Per questo titolare, la sanzione ammonta a 1.000 euro.

Infine, a Belmonte in Sabina, i militari hanno accertato che una struttura residenziale per anziani operava senza le necessarie autorizzazioni. Oltre alla chiusura immediata del centro, è stata elevata una pesante sanzione amministrativa di oltre 8.000 euro.

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Cronaca

Guerra aperta sui Lupi in Alto Adige! Kompatscher firma l’abbattimento di venerdì sera e la LAV insorge furiosa: “Trucchetti subdoli per uccidere, ora interverrà l’Europa!”

“USANO TRUCCHETTI SUBDOLI PER UCCIDERLI QUANDO NON POSSIAMO DIFENDERLI!” La LAV (Lega Anti Vivisezione) insorge furiosa e porta la Provincia di Bolzano davanti all’Unione Europea per la mattanza dei Lupi! 🐺 😡 Sulle splendide montagne del nostro Paese si sta consumando una vera e propria e spietata “Guerra Istituzionale” che vede contrapposti la Natura da un lato, e le fortissime lobby politiche degli Allevatori dall’altro! Nelle scorse ore, il Governatore dell’Alto Adige Arno Kompatscher ha firmato e autorizzato l’ennesima Condanna a Morte: l’Abbattimento di un altro splendido Lupo Selvatico. Ma a far letteralmente Imbestialire gli Animalisti (e milioni di italiani amanti della Natura) è l’ormai famoso “Metodo Fugatti” adottato sfacciatamente dalle Istituzioni. Di cosa si tratta? La LAV accusa la Provincia di emanare maliziosamente i verdetti di Morte contro gli animali RIGOROSAMENTE di “Venerdì Pomeriggio”. E sapete perché? Perché facendolo nel weekend, i Tribunali Amministrativi (Il TAR) sono chiusi e in questo modo tolgono agli avvocati Animalisti il tempo materiale per presentare un “Ricorso d’Urgenza” e bloccare i fucili dei cacciatori! Un modo palesemente subdolo per Assecondare i capricci degli Allevatori (che in Trentino si rifiutano categoricamente di usare i normali metodi “incruenti” di prevenzione!). Ma la LAV non ci sta, e Massimo Vitturri (Responsabile Nazionale) annuncia Fuoco e Fiamme, portando Kompatscher davanti al Tribunale dell’EUROPA per palese “Violazione delle Direttive Internazionali”! “Stiamo subendo un Far West istituzionale! Noi faremo di tutto per togliere la Sacra Vita degli Animali e dei Lupi dalle mani sporche di Sadici e Inetti Amministratori Inadeguati che stanno promuovendo le Leggi Sparatutto in tutta Italia!”. Leggi il Durissimo sfogo degli animalisti e le violazioni denunciate nel nostro infuocato Articolo! 👇 🗣️ Da che parte state in questa spietata Battaglia Culturale? Siete d’accordo con i Governatori e con la famosa “Legge Sparatutto” per abbattere liberamente Lupi e Orsi a fucilate per favorire i pascoli privati degli Allevatori, oppure siete Totalmente d’Accordo con la LAV sul fatto che la Natura vada difesa con i denti e che questo escamotage di firmare la Condanna “Di Venerdì Sera” sia profondamente sleale e Vigliacco? Diteci la vostra spassionata e infuocata opinione nei commenti e CONDIVIDETE a dismisura e OVUNQUE questo coraggioso articolo sulle vostre bacheche per difendere la Natura che non ha voce!

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Lupi

Bolzano – Sulle meravigliose, verdi e silenziose vette dell’Alto Adige è appena scoppiata una durissima, feroce e accesissima “guerra civile” istituzionale che promette di trascinarsi fino ai tavoli dell’Unione Europea. Al centro del pesantissimo scontro etico e politico, ancora una volta, c’è la gestione (sempre più sanguinosa e controversa) dei grandi carnivori selvatici che ripopolano le nostre montagne. A innescare la gigantesca bufera mediatica è stata la decisione durissima, arrivata in queste ore, della Provincia di Bolzano. Nel tardo pomeriggio di venerdì è stato infatti pubblicato a sorpresa l’ennesimo decreto di abbattimento, controfirmato in calce dal governatore Arno Kompatscher, che condanna a morte un esemplare di lupo. Ma a mandare letteralmente su tutte le furie gli animalisti della LAV (Lega Anti Vivisezione) non è stata soltanto la spietata condanna a morte dell’animale, bensì il tempismo sospetto (e a loro dire vigliacco) con cui è stato diramato il documento esecutivo.

Il decreto del venerdì e il famigerato “Metodo Fugatti”

La strategia politica della Provincia ha scatenato la reazione violentissima degli attivisti. Per gli animalisti della LAV, infatti, la situazione ha superato i confini della legalità trasparente: «È oramai chiaro ed evidente a tutti che anche la Provincia autonoma di Bolzano ha scientemente adottato il cosiddetto e furbesco “metodo Fugatti”». Ma in cosa consiste questa tattica? Consiste, accusano dalla LAV, nel pubblicare maliziosamente i decreti che condannano a morte i lupi rigorosamente in orari tardo-pomeridiani e in giornate strategiche (come appunto il venerdì sera o alla vigilia del weekend). L’intento, denunciano gli animalisti, sarebbe puramente malevolo: impedire materialmente e tempisticamente alle associazioni di presentare in tempo utile un ricorso urgente al TAR per fermare i fucili, aggirando così la giustizia amministrativa pur di «soddisfare celermente le pressanti richieste e i capricci degli allevatori altoatesini». Allevatori che, rincara la dose la LAV, sarebbero «gli unici in tutta Italia che si ostinano arrogantemente a non voler utilizzare gli strumenti incruenti di prevenzione delle predazioni da lupo».

L’ira della LAV: “Basta con questo Far West istituzionale”

A farsi portavoce di questa battaglia furiosa a difesa della sacralità della Natura è Massimo Vitturri, responsabile nazionale LAV per la tutela degli Animali selvatici, che non usa mezzi termini per descrivere la gestione politica di Bolzano: «Non possiamo assolutamente più tollerare questo inaccettabile far west istituzionale! Ci hanno vigliaccamente impedito di fare ricorso per salvare la vita ai due ultimi lupi condannati a morte da Kompatscher, chiudendoci le porte in faccia».
Ma la Lega Anti Vivisezione non ha alcuna intenzione di arrendersi e annuncia una pesantissima escalation legale a livello continentale: «Noi stiamo già lavorando alacremente con i nostri legali per sollevare immediatamente e pesantemente il caso in Europa, denunciando la plateale violazione della Convenzione di Aarhus».

Il tradimento della Convenzione di Aarhus e la Legge “Sparatutto”

La famosa Convenzione internazionale di Aarhus, infatti, prevede tassativamente e per legge che i portatori d’interesse (come le associazioni animaliste e ambientaliste) debbano sempre essere coinvolti attivamente nei processi decisionali delle amministrazioni pubbliche in materia ambientale. Una prescrizione democratica e di civiltà che, invece, la Provincia di Bolzano avrebbe sempre ostinatamente e sistematicamente negato alla LAV pur di assecondare la potente lobby degli allevatori.
Il clima generale in Italia a difesa della fauna si sta surriscaldando e la tensione è ormai palpabile in tutti i palazzi del potere. L’attacco finale della LAV, infatti, si sposta anche sul piano nazionale, mettendo nel mirino le nuove, contestatissime derive legislative volute da Roma. «Mentre attraverso l’approvazione della famigerata e spietata Legge “Sparatutto”, si sta inesorabilmente profilando all’orizzonte l’avvio di un vero e proprio e sanguinoso attacco istituzionale e indiscriminato contro i lupi a livello nazionale, noi scenderemo in piazza e faremo di tutto per togliere la sacra vita degli animali selvatici dalle mani di sadici e inetti amministratori, politicamente inadeguati al ruolo che ricoprono». La caccia al lupo è purtroppo aperta, ma la battaglia civile e morale è appena cominciata.

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Cronaca

Un destino atroce e spietato: masso precipita dalla montagna e distrugge un corteo funebre a Leonessa! Morta sul colpo una 66enne, sette feriti tra le lamiere

LA TRAGEDIA PIÙ ASSURDA E ATROCE DI SEMPRE! Gigantesco Masso si stacca dalla Montagna e PIOMBA su un Corteo Funebre: muore Schiacciata a 66 anni un’Innocente e 7 restano Feriti tra le lamiere! 😭 🪨 A volte il Destino e il Fato sanno essere di un Cinismo e di una Crudeltà letteralmente insopportabili, superando anche l’immaginazione dei peggiori film Horror! Quello che è successo pochissime ore fa (oggi, 12 Settembre) lungo la Strada Regionale 521 tra Morro Reatino e Leonessa (provincia di Rieti) vi farà Gelare il Sangue nelle vene. Una fila di automobili stava procedendo silenziosamente incolonnata: non era una gita, ma stavano seguendo un tristissimo CORTEO FUNEBRE, per accompagnare un familiare nel suo ultimo e doloroso viaggio terreno! All’improvviso, nell’esatta frazione di secondo in cui una delle auto transitava sotto il versante, un ENORME MASSO di roccia si è staccato violentemente dalla montagna, precipitando a velocità folle e Schiacciando in pieno il Tetto della Vettura! Per la povera donna di 66 anni che viaggiava nell’abitacolo non c’è stato alcuno scampo: è morta Tristemente e Tragicamente sul colpo tra le lamiere accartocciate! Una vera e propria ghigliottina invisibile! A rendere ancora più agghiacciante e disperata l’ecatombe, c’è il fatto che i detriti di roccia e terra sono “Scivolati” velocemente lungo la carreggiata travolgendo a Effetto Domino anche le altre automobili del corteo funebre che si trovavano dietro! Parenti e familiari, già distrutti e in lacrime per il Funerale in corso, si sono ritrovati sotto una Pioggia di Massi e hanno dovuto soccorrere e piangere una nuova, Inimmaginabile vittima! Il bilancio finale è pesantissimo: oltre alla donna deceduta, si contano Ben SETTE FERITI (di cui quattro trasportati d’urgenza in Ospedale a sirene spiegate!). La strada è ora chiusa, mentre i Vigili del Fuoco e i Carabinieri stanno cercando di capire se il costone di montagna fosse già a rischio crolli da tempo. Leggi tutti i terrificanti dettagli e l’assurda cronistoria della disgrazia nel nostro lungo articolo di Cronaca Nera! 👇 🗣️ A cosa si pensa quando si leggono tragedie così assurdamente Crudeli? Secondo voi è stato solo un ineluttabile scherzo del “Maledetto Destino”, o queste maledette strade di montagna costeggiate da alte pareti rocciose (spesso prive di reti di protezione paramassi) sono ormai diventate delle vere e proprie TRAPPOLE MORTALI per chi ci transita in auto? Diteci la vostra sviscerando a fondo tutti i vostri pensieri sgomenti nei commenti e CONDIVIDETE a dismisura e Ovunque questa bruttissima e dolorosa notizia per stringervi in cordoglio a queste sfortunate e distrutte Famiglie!

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Masso sulla strada

Leonessa (Rieti) – A volte, il destino sa essere così cinico, crudele e assurdamente spietato da superare perfino le trame dei peggiori film dell’orrore. Quella che si è consumata nel tardo pomeriggio di oggi (12 settembre 2026) lungo la trafficata e panoramica strada regionale 521, nel delicato tratto che collega i comuni di Morro Reatino e Leonessa (nella verdissima provincia di Rieti), non è semplicemente una spaventosa tragedia stradale, ma un dramma umano dalle proporzioni psicologiche incalcolabili. Un gigantesco masso, staccatosi improvvisamente e senza preavviso dalla ripida parete rocciosa che costeggia la carreggiata, è precipitato a folle velocità schiantandosi in pieno contro il tetto di un’automobile di passaggio. All’interno della vettura viaggiava una donna di 66 anni, che è morta tragicamente sul colpo, rimanendo orribilmente intrappolata tra le lamiere contorte dell’abitacolo. Oltre alla povera vittima, si contano almeno altre sette persone rimaste ferite.

Il lutto nel lutto: il masso distrugge un corteo funebre

Ma c’è un dettaglio agghiacciante in questa orribile vicenda, un risvolto che aggiunge una dose di dolore quasi insostenibile al dramma già in atto. L’automobile schiacciata dalla roccia non stava semplicemente compiendo una gita o un tragitto qualunque: la vettura distrutta e tutte quelle che la seguivano incolonnate facevano parte di un mesto corteo funebre.
Familiari, parenti e amici stretti si stavano spostando in processione, avvolti dal silenzio e dal dolore, per accompagnare un loro caro nel suo ultimo viaggio terreno. Poi, in una maledetta e fatale frazione di secondo, si è scatenato l’Inferno in terra. Una porzione del versante montuoso ha ceduto, e il blocco di pietra è piombato giù come una ghigliottina invisibile. L’impatto con la vettura della 66enne è stato fatale e devastante, non lasciandole nemmeno il tempo di rendersi conto di cosa stesse accadendo. Persone che erano già riunite e con il cuore spezzato per un lutto in famiglia, si sono così ritrovate, nel giro di pochissimi attimi di terrore, a dover piangere un’altra vita spezzata, scivolando nell’incubo di una nuova e ancor più atroce tragedia.

Un effetto domino sulle altre vetture: sette feriti

La spaventosa caduta del masso non ha purtroppo interessato soltanto l’auto della vittima. L’enorme mole di detriti, rocce e terra, dopo essersi riversata violentemente sull’asfalto, è scivolata velocemente lungo la stretta carreggiata finendo per travolgere e coinvolgere anche le altre vetture che procedevano lentamente e ordinatamente in colonna. Questa sfortunata circostanza ha aggravato pesantemente il bilancio dell’incidente, provocando il ferimento di altre sette persone presenti nel corteo.
Scene di disperazione totale si sono registrate sull’asfalto. Quattro delle persone coinvolte hanno riportato traumi seri e sono state accompagnate d’urgenza in ospedale a bordo delle ambulanze a sirene spiegate, per essere sottoposte ad accertamenti clinici. Gli altri tre feriti, per fortuna più lievi ma visibilmente sotto shock, sono stati assistiti e medicati sul posto dai sanitari.

I disperati soccorsi tra macerie e lamiere

L’allarme, lanciato immediatamente dai superstiti terrorizzati, ha fatto convergere sulla Regionale 521 un imponente spiegamento di forze. Sul posto sono giunti tempestivamente gli instancabili operatori del 118, diverse squadre dei Vigili del Fuoco e le provvidenziali pattuglie dei Carabinieri (giunte dalle stazioni di Labro e Contigliano). Agli occhi dei soccorritori si è presentato uno scenario apocalittico e molto complesso da gestire: numerose automobili danneggiate incastrate tra loro, urla di dolore, e tonnellate di pericoloso materiale roccioso disseminato ovunque. I Vigili del Fuoco hanno lavorato senza sosta, lottando contro il tempo e tagliando le lamiere attorno alla vettura distrutta, mettendo faticosamente in sicurezza il tratto di strada invaso dai detriti.

Strada chiusa e indagini sul versante montuoso

Le forze dell’ordine, per ovvi e sacrosanti motivi di sicurezza pubblica, hanno disposto l’immediata chiusura totale al traffico della strada per consentire il fluido scorrimento delle ambulanze e, soprattutto, per impedire che eventuali e ulteriori cedimenti o smottamenti della montagna potessero innescare nuove stragi mettendo a rischio la vita degli automobilisti e dei soccorritori.
Cosa ha causato questo letale distacco di roccia in una tranquilla giornata di fine estate? È questa la pesantissima e doverosa domanda a cui dovranno rispondere le indagini. Gli accertamenti tecnici e idrogeologici dovranno stabilire se l’improvviso cedimento sia stato causato dalle instabili condizioni naturali del versante o se vi fossero già delle evidenti avvisaglie trascurate. Qualunque sia la risposta, non potrà purtroppo restituire la vita a una donna innocente, morta mentre andava a pregare per un funerale.

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Cronaca

Follia a Passo Corese, Tragedia Sfiorata! Donna di 40 anni ubriaca fradicia si schianta contro un’auto piena di giovani. Tasso alcolemico record: patente ritirata!

FOLLIA AL VOLANTE, STRAGE SFIORATA! Ubriaca fradicia, a 40 anni, si schianta a forte velocità contro un’auto piena zeppa di giovani ragazzi innocenti! Quando le hanno fatto il test dell’alcol, i Carabinieri non potevano credere ai loro occhi! 🚘 🍷 🚨 Basta una piccolissima, assurda e folle distrazione per spezzare una giovane Vita in strada, eppure le persone continuano incredibilmente a mettersi al volante completamente ubriache! Quello che è successo nelle scorse ore della notte sulle strade di Passo Corese (nel Comune di Fara in Sabina, prov. di Rieti) vi farà venire i brividi. Una donna di 40 anni ha perso il controllo del suo Suv, innescando un Violento e Spaventoso tamponamento contro una macchina che la precedeva! A bordo dell’auto centrata in pieno c’era un gruppo di ragazzi del posto: per un vero e proprio MIRACOLO divino non ci sono stati feriti gravi e i giovani sono rimasti illesi tra le lamiere! Ma il vero e proprio “Orrore” è emerso quando sono arrivati a sirene spiegate i Carabinieri di Scandriglia. I militari hanno fatto scendere la 40enne, l’hanno sottoposta al Test dell’Etilometro, e la macchinetta è IMPAZZITA! La donna aveva in circolo un Mostruoso tasso alcolemico pari a 2,75 (livelli da Coma Etilico!), ovvero oltre CINQUE VOLTE SUPERIORE al piccolissimo limite consentito dalla Legge! Guidava una potenziale “arma carica”! I Carabinieri non le hanno fatto nessuno sconto: Patente Ritirata all’Istante, Macchina Sequestrata definitivamente e durissima denuncia Penale alla magistratura! Un vero e proprio plauso ai nostri militari per aver tolto questo pericolo dalla strada! Leggi tutti i dettagli dell’agghiacciante incidente nel nostro articolo di Cronaca Nera! 👇 🗣️ Voi cosa ne pensate? Siete d’accordo sul fatto che a chi viene “Pizzicato” in strada a guidare ubriaco con tassi così alti (2,75) la patente debba essere stracciata e TOLTA PER SEMPRE, e l’auto sequestrata e venduta all’asta per risarcire le vittime della strada? Basteranno mai i castighi a fermare chi guida ubriaco? Sviscerate senza peli sulla lingua la vostra indignazione nei commenti, e CONDIVIDETE a dismisura e Ovunque questo durissimo e giustissimo articolo per ringraziare il grandissimo e duro Lavoro dei nostri Carabinieri!

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Pattuglia dei Carabinieri

Passo Corese (Rieti) – Basta una frazione di secondo, un semplice e banale momento di assurda ed egoistica irresponsabilità, per spezzare per sempre le vite di persone totalmente innocenti e distruggere intere famiglie. Quella che si è consumata nel cuore della notte appena trascorsa sulle strade della frazione di Passo Corese è la cronaca di una vera e propria e spaventosa tragedia sfiorata per un soffio. Una donna di 40 anni, residente nel vicino comune di Fara in Sabina, si è messa al volante della propria vettura in condizioni psicofisiche a dir poco disastrose, innescando un gravissimo incidente stradale. L’accusa formale piombata su di lei al termine della nottata, ufficializzata dai Carabinieri della Stazione di Scandriglia, è pesantissima: denuncia a piede libero per guida in gravissimo stato di ebbrezza alcolica, ai sensi del severo articolo 186 del Codice della Strada.

La dinamica dell’incidente e il “miracolo” dei giovani illesi

I fatti si sono svolti durante le prime, buie ore della notte. La donna, alla guida della propria automobile, procedeva lungo le strade di Passo Corese quando ha perso totalmente il controllo del mezzo, finendo per innescare un violento e spaventoso tamponamento contro un altro veicolo che la precedeva regolarmente.
A bordo dell’auto tamponata viaggiava un giovane ragazzo del posto, accompagnato da diversi passeggeri, probabilmente un gruppo di amici di rientro da una normale e serena serata in compagnia. L’impatto tra le lamiere è stato fortissimo e ha fatto temere il peggio ai testimoni. Tuttavia, come per un vero e proprio miracolo divino, nessuno degli occupanti dell’auto centrata in pieno ha riportato lesioni gravi. Una fortuna immensa, considerando che incidenti simili, molto spesso, riempiono le prime pagine dei giornali con tragici e inaccettabili bollettini di sangue e lamiere accartocciate.

Il test dell’Etilometro: un tasso alcolemico fuori controllo

A scongiurare il caos e a prendere in mano la delicatissima situazione sono stati i militari dell’Arma dei Carabinieri, giunti sul posto in maniera tempestiva per effettuare i complessi e necessari rilievi di rito e per mettere in sicurezza la normale viabilità stradale. Nel momento in cui i militari si sono avvicinati alla donna per l’identificazione, hanno immediatamente intuito che qualcosa non andava. Sottoposta all’esame dell’etilometro, la 40enne ha fatto letteralmente impazzire la macchinetta: il test ha evidenziato un tasso alcolemico nel sangue pari a 2,75 g/l!
Per far comprendere la gravità folle di questo numero ai lettori meno esperti, ricordiamo che il limite massimo tollerato e consentito dalla severa normativa vigente è di appena 0,50 g/l. La donna, dunque, stava guidando un’auto (che in quelle condizioni diventa una vera e propria “arma carica” e letale) con un quantitativo di alcol in corpo superiore di oltre cinque volte e mezza il limite legale, un livello tale da rasentare la perdita totale dei riflessi e il coma etilico per un organismo normale.

Tolleranza Zero: patente stracciata e autovettura sequestrata

Di fronte a un quadro clinico e indiziario di tale e inaudita gravità, i militari dell’Arma non hanno ovviamente fatto il minimo sconto. A fronte del tasso mostruoso riscontrato e delle pericolosissime circostanze del sinistro, i Carabinieri hanno proceduto con la “tolleranza zero”: è scattato il ritiro immediato della patente di guida (che presumibilmente non rivedrà per moltissimo tempo) e, soprattutto, il sequestro amministrativo dell’autovettura ai fini della confisca definitiva. La donna è stata deferita senza pietà all’autorità giudiziaria e dovrà rispondere delle sue gravissime azioni davanti a un giudice.

Un monito che non smette di essere attuale: Chi Beve Non Guida

Questo ennesimo, agghiacciante episodio di cronaca ci sbatte in faccia, per l’ennesima volta, l’assoluta necessità di non abbassare mai la guardia sul tema della sicurezza stradale. Le campagne di sensibilizzazione sembrano non bastare mai: mettersi al volante dopo aver bevuto non è una semplice e goliardica leggerezza, ma un tentato omicidio stradale in piena regola. Questa volta, i giovani ragazzi a bordo dell’auto tamponata potranno tornare a casa sani e salvi per riabbracciare i propri genitori, ma la Ruota della Fortuna non gira sempre dalla parte giusta. La severità delle forze dell’ordine e delle leggi in vigore deve servire da monito inequivocabile per tutti: la strada non perdona, e l’alcol al volante è un killer spietato e silenzioso che va fermato a ogni costo.

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