Noicàttaro (BA) – Ci sono scene che sembrano scritte apposta per la sceneggiatura di un film dell’orrore, e invece sono la cruda e inaccettabile realtà quotidiana con cui devono fare i conti i cittadini pugliesi. A portare alla luce questa situazione a dir poco scandalosa, rompendo il muro del silenzio istituzionale, è stata l’Associazione Nazionale per la Tutela dell’Ambiente e della Vita Rurali.
Con un comunicato coraggioso, durissimo e incredibilmente dettagliato, l’Associazione ha deciso di denunciare pubblicamente il totale fallimento della gestione emergenziale a Noicàttaro, dove i cittadini si trovano letteralmente abbandonati a se stessi, costretti a fare i conti con la presenza costante e minacciosa di enormi lupi selvatici che si aggirano indisturbati tra le case, i parchi e le scuole.
La denuncia dell’Associazione: il faccia a faccia a Parchitello
Grazie alla preziosa opera di monitoraggio dell’Associazione per la Tutela Rurale, è emerso che l’incubo si è materializzato nuovamente stamattina, 10 settembre. Intorno alle 7:30, nel frequentatissimo parco urbano nei pressi del Residence Parchitello (una zona sensibilissima perché vicina alle scuole e agli asili), una donna straniera che passeggiava con la sua bambina ha filmato a distanza ravvicinatissima un grosso esemplare di lupo.
L’animale, apparentemente molto ben nutrito e senza alcun timore dell’uomo, si aggirava con la massima tranquillità. Anche la signora Immacolata ha raccontato il terrore di quella mattina: «Mio figlio Francesco se l’è trovato improvvisamente davanti mentre stava correndo!».
Il flop burocratico: un’ora e mezza per intervenire
Ma ciò che l’Associazione Nazionale condanna con maggiore fermezza è il clamoroso “flop” della cosiddetta task force anti-lupo istituita in pompa magna dalla Prefettura. La cronistoria dei soccorsi, meticolosamente ricostruita dall’Associazione, è un bollettino di puro fallimento amministrativo.
Alle prime segnalazioni (7:30 del mattino), i cittadini in preda al panico hanno provato a chiamare i Vigili Urbani, trovando incredibilmente i telefoni muti. Solo dopo diverse chiamate al 112, i Carabinieri (non forestali) hanno inviato una pattuglia arrivata alle 8:25. Il “trionfale” arrivo degli addetti della ASL e degli agenti preposti alla cattura, invece, si è materializzato soltanto dopo le ore 9:00. Un clamoroso ritardo di un’ora e mezza, in cui il lupo ha avuto tutto il tempo di andarsene indisturbato.
L’ironia amara dei residenti: “Aspettiamo San Francesco?”
L’esasperazione della gente ha ormai superato il limite di guardia. «Il lupo gentilmente li ha aspettati per un bel po’, ma poi si è spazientito e se n’è andato!», commentano ironicamente i cittadini. C’è chi aggiunge amaramente: «Dobbiamo solo sperare che alla fine sia il lupo a presentarsi in caserma e a costituirsi da solo», e chi si chiede se le autorità «stiano aspettando San Francesco, sperando che gli parli e lo renda docile!». Ma il commento più allarmato, raccolto e rilanciato dall’Associazione, è quello che riguarda l’imminente riapertura delle scuole: «Lunedì iniziano le lezioni, che sono proprio lì di fronte!».
Tragedie sfiorate e misteri inquietanti
Come giustamente sottolineato e ricordato dall’Associazione per la Tutela dell’Ambiente e della Vita Rurali, la paura della cittadinanza è più che giustificata: a Noicàttaro, nel corso dell’estate, ci sono già stati ben tre violentissimi attacchi a bambini (il 21 luglio, il 4 e il 15 agosto). Solo il tempestivo intervento dei presenti ha evitato l’ecatombe.
Nel caos istituzionale, l’Associazione solleva anche un sospetto inquietante: un cucciolo di lupo era stato avvistato ripetutamente da solo nella zona di Torre a Mare. Un comportamento innaturale che fa nascere l’ipotesi che i genitori siano stati abbattuti illegalmente dai cittadini esasperati, costretti al “fai da te” pur di proteggere le proprie case.
Un paragone storico che umilia il presente
L’Associazione Nazionale chiude la sua denuncia con un paragone storico inappuntabile, che fa letteralmente arrossire le attuali amministrazioni. Un secolo fa, all’avvicinarsi di un lupo nei centri abitati pugliesi, venivano suonate a martello le campane del paese: in pochi minuti l’intera comunità accorreva per scacciare la belva. Oggi, nel 2026, nell’era super-tecnologica degli smartphone e dei droni, i cittadini chiamano i soccorsi, ma nessuno risponde al telefono. Una sconfitta inaccettabile che richiede risposte e provvedimenti immediati.
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