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DIFENDERE I PIÙ FRAGILI: A LUCO DEI MARSI UN INCONTRO PER DIRE “NO” ALLE TRUFFE AGLI ANZIANI

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Truffe agli anziani o alle persone fragili

Redazione-  La sicurezza passa attraverso la consapevolezza. È questo il messaggio cardine dell’importante iniziativa in programma per venerdì 15 maggio, alle ore 17:00, presso la sala consiliare del Comune di Luco dei Marsi. L’amministrazione comunale, in stretta sinergia con la locale Stazione dei Carabinieri, scende in campo con un incontro pubblico dedicato alla prevenzione di uno dei reati più odiosi e purtroppo diffusi: le truffe ai danni degli anziani.

Il fenomeno, che vede spesso i malintenzionati fare leva sulla buona fede e sulla fragilità delle persone sole, richiede oggi più che mai una risposta corale. L’Arma dei Carabinieri, sempre in prima linea nel presidio del territorio, ha promosso questa campagna di sensibilizzazione proprio per fornire alla cittadinanza “gli anticorpi” necessari per riconoscere e neutralizzare le minacce prima che si trasformino in reati.

Durante l’incontro, i relatori analizzeranno le tecniche più comuni utilizzate dai criminali: dai finti addetti ai servizi – gas, luce o presunti tecnici comunali – fino alle insidiose truffe telefoniche e a quelle perpetrate attraverso il web. Non si tratterà solo di un’analisi teorica, ma di una vera e propria “guida pratica” alla prudenza. Saranno infatti illustrate le procedure da seguire per segnalare tempestivamente movimenti sospetti alle Forze dell’Ordine, sottolineando come la collaborazione dei cittadini sia l’arma più efficace per stroncare l’azione dei malviventi.

Al tavolo dei relatori siederà il Maresciallo Loris Cavallaro, Comandante della Stazione Carabinieri di Luco dei Marsi, che porterà l’esperienza diretta sul campo. Insieme a lui, interverranno il Sindaco f.f. Giorgio Giovannone e i rappresentanti del Gruppo Alpini locale, da sempre presidio di solidarietà e vicinanza alla comunità.

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DIRITTO DI CRONACA E TUTELA DELLE PERSONE: A BUGNARA IL DIBATTITO CRUCIALE SU ETICA E INFORMAZIONE

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Redazione-  In un’epoca in cui il confine tra il diritto all’informazione e la salvaguardia della dignità individuale si fa sempre più sottile e complesso, Bugnara si appresta a ospitare un incontro di fondamentale importanza. Mercoledì 20 maggio 2026, alle ore 17.30, il Centro Congressi in Piazza Annibale De Gasparis diventerà il fulcro di una riflessione profonda sul tema “Diritto di cronaca e tutela delle persone”, promosso dal Centro Studi e Ricerche “Nino Ruscitti” APS in collaborazione con l’Ordine dei Giornalisti d’Abruzzo, il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Sulmona e il Comune di Bugnara. Un evento che vedrà tra i suoi relatori il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Sulmona, Luciano d’Angelo, a testimonianza dell’alto profilo del dibattito.

L’iniziativa nasce dalla crescente urgenza di interrogarsi sul ruolo e le responsabilità dell’informazione nella società contemporanea. Le numerose vicende che hanno animato negli ultimi tempi il complesso mondo della comunicazione hanno riportato al centro dell’attenzione pubblica il delicato equilibrio tra diritto di cronaca, responsabilità professionale e la fondamentale necessità di tutelare le persone coinvolte. Il Centro Studi “Nino Ruscitti” APS ha colto questa esigenza, proponendo una riflessione che si preannuncia serena nell’approccio, ma ampia e approfondita nella sostanza, su un tema che tocca profondamente ogni cittadino.

Il nucleo centrale del dibattito si concentrerà sull’imperativo etico che investe i professionisti dell’informazione, soprattutto quando la cronaca, per sua natura, coinvolge soggetti particolarmente fragili: famiglie colpite da tragedie, vittime di reati, persone vulnerabili o minori. In questi contesti, il sacrosanto diritto-dovere di informare la collettività deve necessariamente confrontarsi con il rispetto incondizionato della dignità della persona, della riservatezza e con le norme deontologiche che regolano strettamente l’attività giornalistica e professionale. È un vero e proprio banco di prova per la bussola etica di chi opera nel mondo della comunicazione e del diritto.

Il dibattito si avvarrà di un parterre di relatori di altissimo profilo, espressione di diverse ma complementari sfere professionali, a garanzia di una discussione ricca e sfaccettata. Dopo i saluti istituzionali di Matteo Servilio, Presidente del Centro Studi e Ricerche “Nino Ruscitti” APS, e di Domenico Taglieri, Sindaco di Bugnara, interverranno figure di spicco come Stefano Pallotta, rappresentante del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, che porterà la prospettiva nazionale sull’etica professionale. Accanto a lui, Luca Tirabassi, Presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Sulmona, offrirà la visione giuridica e forense, mentre Luciano d’Angelo, Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Sulmona, arricchirà il confronto con l’indispensabile punto di vista dell’autorità giudiziaria. A moderare l’incontro, garantendo un dialogo costruttivo e focalizzato, sarà il giornalista Giovanni Ruscitti.

“L’appuntamento rappresenta un’occasione di confronto tra mondo dell’informazione, professioni forensi e istituzioni,” ha dichiarato Matteo Servilio, Presidente del Centro Studi, evidenziando la volontà di creare una sinergia tra i diversi attori. Il Presidente ha chiosato: “L’obiettivo è chiarissimo e di grande attualità civile: affrontare e trovare soluzioni su come garantire il diritto dei cittadini a essere informati senza sacrificare la tutela delle persone coinvolte nei fatti di cronaca.” Un obiettivo ambizioso ma irrinunciabile per una società che aspira a essere equilibrata e rispettosa.

L’incontro non è solo un momento di riflessione per la cittadinanza, ma offre anche un’opportunità di formazione professionale di alto livello: i giornalisti e gli avvocati che parteciperanno all’evento potranno usufruire di 3 crediti formativi, come indicato nel programma dettagliato dell’iniziativa. Un incentivo ulteriore per i professionisti a partecipare attivamente a questo fondamentale dibattito.

L’evento di Bugnara si inserisce a pieno titolo nel ricco cartellone delle attività culturali e formative programmate dal Centro Studi e Ricerche “Nino Ruscitti” APS per l’anno in corso. La sua realizzazione conferma l’impegno costante dell’associazione nella promozione di momenti di approfondimento, formazione continua e partecipazione pubblica, consolidando il proprio ruolo di catalizzatore culturale e sociale sul territorio. Un appuntamento da non perdere per chiunque creda in un’informazione responsabile e nella tutela incondizionata della dignità umana.

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ALLARME ABRUZZO: 45 MILIONI DEL PNRR A RISCHIO PER ERRORE REGIONALE, ALI COMUNI CHIEDE INVERSIONE DI ROTTA

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Redazione-  Una manna dal cielo per la riqualificazione urbana e l’edilizia sociale rischia di trasformarsi in un’occasione persa per l’Abruzzo. La regione si trova infatti a un passo dal perdere oltre 45 milioni di euro di contributi pubblici destinati al Programma Innovativo Nazionale per la Qualità dell’Abitare (PInqua), un pilastro del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). La denuncia arriva da Angelo Radica, presidente dell’associazione di Comuni ALI Abruzzo, che non esita a definire la situazione “inaccettabile” e la attribuisce a un “errore di visione e di attuazione” imputabile alla gestione regionale.

Il PInqua, con un finanziamento complessivo di 2,8 miliardi di euro a livello nazionale, è un programma ambizioso che mira a trasformare il volto delle città italiane. Prevede la realizzazione di oltre 10.000 nuovi alloggi di edilizia residenziale pubblica e sociale e la riqualificazione di ben 1,8 milioni di metri quadrati di spazi pubblici. L’obiettivo è chiaro: far “rinascere quartieri, riportare le periferie al centro, restituire piazze, scuole e spazi di aggregazione ai cittadini”. Interventi che altrove in Italia stanno già producendo risultati tangibili, ma che in Abruzzo incontrano ostacoli insormontabili.

Secondo Radica, il nodo cruciale risiede nella modalità con cui la Regione Abruzzo ha gestito i progetti PInqua. “Purtroppo in Abruzzo vi è stato un errore di visione e di attuazione,” afferma Radica, “in quanto tre progetti, uno solo dei quali può essere salvato in extremis, sono stati pensati e progettati senza un vero coinvolgimento dei comuni che sono stati inseriti a loro insaputa.” Una dichiarazione che solleva interrogativi gravi sulla trasparenza e l’efficacia della pianificazione regionale. I comuni, enti più prossimi ai bisogni dei cittadini e alla conoscenza del territorio, sono stati di fatto esclusi da un processo decisionale che li avrebbe visti protagonisti.

La critica di ALI Abruzzo si estende al ruolo che, a suo avviso, le Regioni dovrebbero assumere nell’ambito di iniziative così complesse. “La Regione sbaglia quando vuole fare gestione e realizzazione di interventi,” prosegue Radica, suggerendo che l’ente regionale dovrebbe “limitarsi a programmare in maniera condivisa.” La tesi è supportata da dati concreti relativi all’attuazione del PNRR. L’esperienza dimostra che quando i comuni svolgono il ruolo di stazione appaltante, i risultati in termini di efficienza e rapidità di attuazione sono nettamente superiori.

Un’analisi dei progressi del PNRR al 31 agosto 2025 – data citata da Radica – evidenzia una disparità significativa tra enti locali e regionali. Mentre Comuni, Città Metropolitane e Province avevano già impegnato il 70 per cento dei loro fondi PNRR, il tasso di impegno per le Regioni si fermava a un ben più modesto 43,7 per cento. Similmente, per quanto riguarda l’avanzamento finanziario, i Comuni avevano speso il 31,5 per cento dei fondi loro assegnati, le Città Metropolitane il 31,2 per cento e le Province il 38,6 per cento. Un quadro ben più roseo rispetto al 25,5 per cento di fondi spesi dalle Regioni. Numeri che, secondo ALI Abruzzo, parlano chiaro e ribadiscono la maggiore capacità operativa e di attuazione degli enti locali.

La potenziale perdita di 45 milioni di euro non rappresenta solo un danno economico, ma anche una grave privazione per le comunità abruzzesi, che vedranno sfumare opportunità di miglioramento della qualità della vita, di rigenerazione urbana e di incremento dell’edilizia sociale proprio laddove più necessarie.

Nonostante il quadro critico, Radica esprime una flebile speranza. “Ci auguriamo, comunque, che arrivi una nuova proroga dopo quella già concessa dall’Unione europea dal marzo al giugno 2026,” conclude il presidente di ALI Abruzzo, “così da consentire almeno una velocissima realizzazione del progetto Costa dei Trabocchi.” Questo spiraglio, seppur esiguo, sottolinea l’urgenza di un’inversione di rotta e di una collaborazione più efficace tra i diversi livelli istituzionali per non sprecare risorse vitali per il futuro dell’Abruzzo. La palla passa ora alla Regione, chiamata a dimostrare un cambio di passo e a scongiurare una perdita che l’Abruzzo non può permettersi.

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SPOLTORE, BLITZ NEL CIRCO: SEQUESTRATO UN BISONTE AMERICANO. L’ASSESSORE: “LEGALITÀ E BENESSERE NON SONO OPTIONAL”

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Redazione-  Non è stata una parata di luci e applausi quella che ha scosso l’atmosfera di un circo attualmente attendato a Spoltore, ma un intervento deciso delle forze dell’ordine a tutela della legalità e della salute pubblica. In un’operazione congiunta, i Carabinieri CITES del Gruppo di Pescara e il personale veterinario della ASL hanno proceduto al sequestro di un esemplare di bisonte americano, privo delle necessarie autorizzazioni e dei requisiti minimi di tracciabilità.

Un gigante senza identità

L’animale, un esemplare di mole imponente, è risultato sprovvisto dei marchi auricolari obbligatori e del nulla osta della Prefettura, documenti essenziali non solo per la burocrazia, ma per garantire la sicurezza sanitaria e l’incolumità dei cittadini. La mancanza di tracciabilità in un animale di tale portata rappresenta un rischio che le autorità hanno deciso di non tollerare, intervenendo tempestivamente per porre l’esemplare sotto custodia giudiziale.

La posizione del Comune: “Vigilanza costante”

Sulla vicenda è intervenuta con fermezza Nada Di Giandomenico, Assessore al Benessere Animale del Comune di Spoltore, che ha espresso piena solidarietà e supporto all’azione dei Carabinieri e della ASL. “Questa operazione rappresenta un segnale forte di legalità”, ha dichiarato l’Assessore. “Non stiamo parlando semplicemente di scartoffie, ma della necessità che animali di tale mole siano gestiti con estrema responsabilità e dignità”.

Di Giandomenico ha poi sottolineato come la linea dell’amministrazione comunale non sia di chiusura ideologica, bensì di controllo rigoroso. Il regolamento di Spoltore, infatti, non vieta a priori l’attività circense, ma impone prescrizioni dettagliate e poteri di vigilanza stringenti. L’obiettivo è monitorare costantemente le condizioni igieniche e il trattamento delle specie esotiche, pronti a intervenire in caso di irregolarità o maltrattamenti.

Il futuro del bisonte e il ruolo del circo

Mentre il bisonte rimane in custodia in attesa che vengano sanate le gravi carenze riscontrate, l’attenzione resta alta. L’Assessore ha assicurato che seguirà personalmente l’evolversi della situazione affinché all’animale siano garantite cure adeguate e spazi idonei. “Il circo è un patrimonio artistico della nostra cultura”, ha concluso Di Giandomenico, “ma deve evolversi e operare nel pieno rispetto delle norme vigenti. Vigilare sulla salute di chi non ha voce è un dovere che continueremo a portare avanti con determinazione”.

Il caso solleva ancora una volta il dibattito sulla presenza di animali esotici negli spettacoli itineranti, ribadendo che, a Spoltore, la sicurezza e il benessere animale restano priorità non negoziabili.

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