Redazione- A quasi cinque anni dalla sua scomparsa, la vibrante eredità artistica del Maestro Lino Tardia rivive a Roma. Mercoledì 20 maggio 2026, alle ore 18:00, gli spazi espositivi della storica Galleria Angelica, in Via di Sant’Agostino 11, ospiteranno l’inaugurazione di “Lino Tardia | Echi mediterranei”, un’ampia esposizione dedicata all’opera del pittore siciliano, venuto a mancare il 21 novembre 2021.
Curata da Francesco Ciaffi e organizzata dalla galleria Edarcom Europa in stretta collaborazione con la famiglia dell’artista, la mostra si propone come un omaggio profondo, seppur non esaustivo, al lungo e avventuroso percorso di questo eclettico Maestro. Partita da una terra intrisa di storia e mito, la carriera di Tardia lo ha visto protagonista indiscusso della scena culturale romana e internazionale dagli anni Sessanta fino ai suoi ultimi giorni.
L’esposizione sarà accompagnata dalla presenza di due importanti cataloghi: uno pubblicato in occasione della grande antologica tenutasi a Palazzo Venezia nel 2009, con saggi di Claudio Strinati e Andrea Romoli Barberini, e l’altro edito da Silvana Editoriale all’indomani della scomparsa dell’artista, arricchito dai contributi di Aldo Gerbino e Franco Campegiani. Questi volumi offrono una preziosa chiave di lettura per addentrarsi nelle molteplici fasi di una pittura in continua evoluzione.
Nato a Trapani nel 1938, Lino Tardia, dopo aver conseguito la maturità artistica, compie una scelta audace rifiutando un incarico di docenza in Sicilia per trasferirsi a Roma. Nella Capitale si iscrive all’Accademia di Belle Arti, dove incontra Renato Guttuso, divenendone prima allievo e poi fidato assistente. Il realismo guttusiano segna profondamente il suo linguaggio iniziale, che si manifesta in paesaggi siciliani contraddistinti da una tavolozza vivace e una pulizia formale inconfondibile.
Gli anni Sessanta lo vedono immerso nel fervore della Dolce Vita romana, un periodo in cui Tardia stringe amicizie e collaborazioni con molti dei protagonisti del cinema, dello spettacolo e della cultura. La sua ricerca artistica prosegue, e a metà degli anni Sessanta, dopo una breve parentesi informale, si avvicina a una nuova figurazione, mutuando spunti da Francis Bacon, che ha l’occasione di conoscere durante un soggiorno a Londra. È l’inizio di una fase di metamorfosi stilistica che lo condurrà, a partire dalla fine degli anni Settanta, a una costante evoluzione, in cui architetture geometriche e profondità metafisiche si fondono in un equilibrio sorprendente.
Un’esperienza giovanile si rivela cruciale per la sua poetica matura: l’assistenza agli scavi del sito archeologico di Mozia, l’antica città fenicia sull’isola di San Pantaleo, vicino a Trapani. Il ricordo della scultura antropomorfa della “Madre fenicia” (V-VI secolo a.C.), con il suo plasticismo figurativo in bilico tra linee arcaiche e stilizzate, influenza profondamente il suo stile pittorico. Temi come la memoria, il legame ancestrale con la natura selvaggia e generosa della terra siciliana, e i miti dell’Iliade e dell’Odissea, divengono centrali nel suo linguaggio. Un linguaggio che non si limita più alla sola pittura, ma si arricchisce di interventi scultorei applicati sulla tela, realizzati con materiali vinilici e impreziositi dalla fulgida foglia d’oro zecchino, conferendo alle sue opere una tridimensionalità quasi sacra.
La carriera di Tardia è costellata di importanti mostre in Italia e all’estero, da Londra a Parigi, da New York a Chicago, Houston e Ottawa. Tra le tappe più significative spiccano la personale “In viaggio con i Fenici”, presentata nel 1996 alla Galleria Comunale d’Arte Moderna di Spoleto e nel 1997 al Convento San Rocco di Trapani, e l’antologica “La scatola dei miti” presso il Museo Nazionale di Palazzo Venezia a Roma nel 2009. Docente di pittura presso la RUFA (Rome University of Fine Arts) tra il 2001 e il 2008, il suo lavoro è stato oggetto di analisi da parte di alcuni dei più autorevoli critici nazionali. Nel 2003, la Presidenza della Repubblica Italiana gli ha conferito la Medaglia d’Oro per i Benemeriti della Cultura, a testimonianza del suo inestimabile contributo all’arte italiana.
“Lino Tardia | Echi mediterranei” rappresenta un’occasione irripetibile per il pubblico romano e per tutti gli appassionati d’arte di riscoprire la complessità e la potenza espressiva di un Maestro che ha saputo unire la profondità del mito all’innovazione della figurazione contemporanea. La mostra, con ingresso libero, sarà visibile fino al 29 maggio, offrendo un ponte tra passato e presente, tra memoria e ricerca, nel cuore della Capitale.
INFORMAZIONI MOSTRA
- TITOLO: Lino Tardia | Echi mediterranei
- PERIODO: 20 – 29 maggio 2026
- SPAZIO ESPOSITIVO: Galleria Angelica
- INDIRIZZO: Via di Sant’Agostino 11, Roma
- INAUGURAZIONE: Mercoledì 20 maggio, ore 18:00
- ORARIO MOSTRE: Tutti i giorni ore 11:00-19:00
- INGRESSO: Libero
- INFO: 06.7802620 – www.edarcom.it