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Spettacolo

Disco Diva chiude con il pieno di pubblico: a Gabicce Monte tre giorni di Italo Disco tra grandi ospiti e nuove generazioni

Piazza Valbruna piena, grandi ospiti e tre giorni di energia pura: Disco Diva chiude a Gabicce Monte con un successo di pubblico e conferma che l’Italo Disco continua a far ballare giovani e adulti. Leggi l’articolo completo sul nostro sito 👇

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Michelangelo La Bionda

Gabicce Mare – Tre serate di musica, piazza gremita e un entusiasmo che ha attraversato generazioni diverse nel segno dell’Italo Disco. Si è chiusa con un grande successo di pubblico la dodicesima edizione di Disco Diva, il festival internazionale della disco music che dal 25 al 27 giugno ha trasformato piazza Valbruna, a Gabicce Monte, in una grande pista da ballo affacciata sull’Adriatico. La manifestazione, organizzata dal Comune di Gabicce Mare con la direzione artistica di Disco Diva Events, ha confermato la forza di un format che unisce memoria musicale, spettacolo dal vivo e capacità di parlare anche a un pubblico giovane.

Sostenuto dalla Regione Marche e accompagnato da sponsor e partner come Birra Viola, Radio Studio Più, Brandina, Wabisabi Studio, 5 Naturae e Moja Rowa, il festival ha celebrato ancora una volta la vitalità della disco nata in Italia, dimostrando che il patrimonio sonoro degli anni d’oro della Riviera e della club culture non appartiene solo al passato, ma continua a produrre energia, immaginario e partecipazione.

Un’edizione dedicata all’Italo Disco e una folla oltre le attese

A sottolineare il risultato è stata l’art director Cristina Tassinari, che ha parlato di un successo di folla superiore alle aspettative, soprattutto grazie alla nuova serata inaugurale del giovedì. La dodicesima edizione ha scelto di puntare con decisione sull’Italo Disco, costruendo una line-up capace di tenere insieme dj del territorio, nomi internazionali e grandi protagonisti di una stagione musicale che continua a essere riconoscibile e amata.

Secondo Tassinari, proprio questa formula ha attirato un target giovane, segnale importante per un festival che da anni lavora per sottrarre la disco italiana a ogni lettura nostalgica o marginale. Sul palco si sono alternati artisti come Johnson Righeira, Michelangelo La Bionda, Tracy Spencer e The Creatures, in uno scenario che unisce il fascino panoramico di Gabicce Monte con una forte identità sonora.

La città coinvolta oltre il festival con la Disco Diva Week

La sindaca Marila Girolomoni e il vicesindaco con delega al turismo Matteo Sanchioni hanno parlato di un’edizione esaltante, ringraziando la direzione artistica, la Regione Marche, sponsor, partner, forze dell’ordine e volontari della Protezione Civile per il contributo alla riuscita della manifestazione. Ma il valore dell’evento, nelle parole dell’amministrazione, non si esaurisce nelle tre sere del festival.

Anche quest’anno, infatti, Disco Diva è stato preceduto dalla Disco Diva Week, un programma diffuso che ha coinvolto l’intera città con eventi ispirati alla cultura della disco music: presentazioni di libri a tema, dj set e la proiezione del documentario dedicato a Daniele Baldelli alla Baia Imperiale. Un modo per allargare l’esperienza del festival e radicarla ancora di più nel territorio, sottolineando il legame storico tra questa musica e la Riviera.

Dalla black music dei Kymono ai Righeira, passando per Baldelli

La prima serata si è aperta con il live dei Kymono, protagonisti di un set costruito tra black music, funky, disco e house suonata interamente dal vivo. In consolle si sono poi alternati Duba, Tommiboy, Soul Fingers con Claudio Cavallaro e altri dj capaci di portare il pubblico dentro un viaggio sonoro tra disco italiana ricercata, funk elettronico, soul e groove.

Non è mancato un momento di omaggio a Dj Mozart, ovvero Claudio Rispoli, recentemente scomparso e figura simbolica della Baia degli Angeli, ricordato anche attraverso il set finale di Daniele Baldelli, che ha chiuso la serata con il suo inconfondibile cosmic sound.

Il venerdì ha avuto come protagonista assoluto Johnson Righeira, accompagnato dalla live band Evolution 80, in una serata che ha riportato in piazza hit come “Vamos a la playa” e “L’estate sta finendo”, tra racconti, curiosità e memorie di un decennio che continua a parlare al presente. A sorpresa è salito sul palco anche Michelangelo La Bionda, autore e produttore di tanti successi dei Righeira, insieme a Marco Zanardi, in arte Marcorea Malià, che in quegli anni curò il loro look. La serata si è completata con i dj set di Maurizio Monti con gli amici di Club Splendore, Sparkling Attitude e Jim Night, tra Italo Disco, house e richiami ai luoghi simbolo della Riviera romagnola.

Sabato tra Ridillo, Tracy Spencer e la rinascita della disco culture

L’ultima serata è iniziata con il dj set di Euronettuno (Vino e Vinili) e con il live dei Ridillo, che hanno portato sul palco il loro pop elegante, ironico e pieno di energia, facendo ballare la piazza anche sulle note di “Mangio amore”. A seguire si è entrati nel cuore dell’Italo Disco con Tracy Spencer, celebrata come una delle voci simbolo del genere, che ha festeggiato i 40 anni di “Run to me”.

Accanto a lei sono tornati sul palco Michelangelo La Bionda con brani come “One for You, One for Me”, “1-2-3-4 Gimme Some More” e “I Wanna Be Your Lover”, oltre a The Creatures starring Antonello con “Maybe One Day” e “Just in the Name of Love”. Grande attesa anche per il set di Disco Bambino, figura chiave della riscoperta internazionale della disco culture italiana, autore di una ricerca meticolosa su vinili rari e gemme dimenticate. A sorpresa è arrivata anche l’esibizione di Christine Wiltshire dei Musique con la hit “Keep on jumping”, prima della chiusura affidata a The Boonist Checco Tassinari.

Musica, territorio e solidarietà

A rendere ancora più significativo il bilancio dell’edizione 2026 c’è anche il lato solidale della manifestazione: come già avvenuto in passato, parte dell’incasso è stata devoluta alla nuova Oasi Felina di Gabicce Mare. Un dettaglio che rafforza l’identità di un festival capace non solo di produrre spettacolo e attrattività turistica, ma anche di mantenere un legame concreto con la comunità locale.

Disco Diva chiude così la sua dodicesima edizione con un dato evidente: l’Italo Disco non è soltanto un patrimonio musicale da ricordare, ma un linguaggio ancora vitale, capace di far ballare insieme chi quegli anni li ha vissuti e chi oggi li riscopre come un universo sonoro libero, colorato e sorprendentemente contemporaneo.

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Spettacolo

Il corpo che si fa architettura tra i quartieri di Roma: con il District Dance Festival la danza contemporanea invade piazze e parchi contro la fretta del mondo

La grande danza contemporanea si riprende le strade e i parchi di Roma! 🩰🏛️ Dal 10 al 13 settembre non perdere la nuova, straordinaria edizione del District Dance Festival curata dalla Compagnia Atacama. Quattro giorni unici tra teatri, Piazza dei Mirti e il Parco Sangalli per un viaggio gratuito tra corpi in movimento, coreografie under 25 ed esperienze audio immersive a 360 gradi. 🌟🎶 Uno spettacolo immenso per l’anima che affronta i temi caldi del nostro tempo, dall’ecologia alla solitudine moderna. Leggi qui per scoprire il programma completo, gli orari delle esibizioni e tutte le compagnie presenti! 👇

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Roma – Ci sono momenti in cui l’arte si spoglia delle sue vesti più canoniche e protette per scendere in strada, mescolarsi al cemento delle periferie, abitare la terra dei parchi e respirare insieme alle comunità locali, trasformando lo spazio urbano in un immenso e pulsante manifesto di libertà. Dal 10 al 13 settembre 2026, la Capitale torna a essere attraversata dal respiro dirompente del District Dance Festival. La rassegna, curata nei minimi dettagli dalla storica Compagnia Atacama e guidata con passione e lungimiranza dai direttori artistici Patrizia Cavola e Ivan Truol, consolida dal 2022 a oggi una programmazione d’avanguardia dedicata alla danza contemporanea e alle performance site-specific. L’itinerario di quest’anno toccherà luoghi simbolo del Municipio V e non solo, snodandosi tra il Centrale Preneste Teatro, Piazza dei Mirti, il Parco Sangalli e il Teatro Villa Lazzaroni, mettendo in relazione diretta i corpi dei performer con l’identità profonda dei quartieri romani.

Il cartellone di questa edizione edifica una vera e propria geografia artistica nazionale, accogliendo a Roma compagnie consolidate, progetti di ricerca e giovanissimi autori provenienti da Lazio, Lombardia, Toscana, Veneto, Marche, Friuli Venezia Giulia e Puglia. Le coreografie scenderanno sul campo per sviscerare e graffiare i temi caldi della nostra complessa contemporaneità: la solitudine dell’individuo moderno, il confine labile dell’identità di genere, il disperato bisogno di appartenenza, la memoria dei territori e la crisi ecologica e ambientale. La danza si fa così strumento civile, un presidio di prossimità nato per indagare la tensione tra il singolo e la comunità, celebrando la trasformazione dell’ostacolo in una straordinaria opportunità di riscatto umano e sociale.

Dall’iniziazione Zen di Paola Sorressa all’atto d’accusa contro la società della prestazione

La manifestazione prenderà ufficialmente il via giovedì 10 settembre alle ore 21:00 al Centrale Preneste Teatro con due produzioni di immenso spessore filosofico. Aprirà la serata la Mandala Dance Company con “Stone”, una nuova e vibrante produzione firmata dalla coreografa Paola Sorressa. Al centro della scena, sette pietre scandiscono un rito di iniziazione e trasformazione che richiama l’immaginario dei giardini Zen giapponesi; la materia minerale si fa totem e l’ostacolo fisico diventa la sostanza stessa attraverso cui il corpo trova la sua completezza spirituale. A seguire, la Compagnia Atacama porterà sul palco “L’Ultimo Uomo”, uno spettacolo viscerale firmato da Cavola e Truol e ispirato alle tesi del filosofo Byung-Chul Han nel saggio La società della stanchezza. I corpi dei danzatori metteranno a nudo l’alienazione dell’uomo contemporaneo stritolato dall’iperattività, dal multitasking e dall’ottimizzazione esasperata del tempo, forme di autosfruttamento che conducono all’esaurimento emotivo.

Venerdì 11 settembre, a partire dalle ore 17:15, il festival si sposterà in Piazza dei Mirti, abbattendo la quarta parete teatrale per dialogare direttamente con i passanti. La Compagnia Atacama presenterà “Anime”, una coreografia in cui lo spazio pubblico non è un mero sfondo ma un elemento attivo che influenza i movimenti, permettendo alla memoria storica del territorio di entrare nell’opera. Seguirà “PATAPHYSICIEN” della Compagnia Fabula Saltica (regia di Mattia Chiarelli), un’opera visionaria nata all’interno del progetto “Giovani Autori under 25” sostenuto dal Ministero della Cultura e dalla Regione del Veneto. Chiuderà la giornata il Free Wall di HUNT CDC Young Project, con la coreografia di Giosy Sampaolo: un laboratorio dedicato ai talenti under 30 delle Marche in cui il muro diventa una figura ambivalente, barriera da abbattere ma anche scudo protettivo per l’anima fragile.

La lince appenninica di Aurelio Di Virgilio e la riscrittura ecologica di Andersen

Sabato 12 settembre l’Arena verde di Parco Sangalli accentuerà il dialogo tra l’arte e l’ambiente. La Compagnia Arearea presenterà “Dancing FOUR Peace” di Marta Bevilacqua, un intreccio unico tra la fisicità dei danzatori e le poesie immortali di Bachmann, Szymborska, Quasimodo, Ungaretti e Brecht. A seguire, l’esplorazione della bellezza instabile con “Dreaming Box-Solo” di Compagnia Adarte (coreografia di Francesca Lettieri) e l’esplosivo lavoro “L’Altro” di ResExtensa Dance Company (regia di Gianni Wers), una lotta coreografica per il riconoscimento sociale che fonde la danza contemporanea con i ritmi e la grinta della house dance, simboleggiata dalla contesa di un giaccone. Domenica 13 settembre, la mattina al Teatro Villa Lazzaroni (ore 10:00) sarà dedicata alle famiglie e ai bambini con “La Regina senza Nevi” di Valeria Loprieno e Giovanna Rovedo: la celebre fiaba di Andersen viene riscritta alla luce del surriscaldamento globale e della crisi climatica, trasformando la storica antagonista nella custode disperata di un mondo di ghiaccio che sta scomparendo sotto i colpi dello sfruttamento umano.

Il gran finale del festival si consumerà nel pomeriggio di domenica presso l’Ex Bocciodromo di Parco Sangalli. La Compagnia Déjà Donné presenterà “Quasi niente n.1” di Elia Pangaro e Alexander de Vries, un’indagine sul margine minimo di equilibrio che consente a un corpo di non cadere. Subito dopo, la scena sarà catturata dalla performance “LYNX LYNX” della Compagnia Aurelio Di Virgilio – Movimento Danza, una produzione di Pollinaria che indaga la figura della lince appenninica, un animale sospeso tra la documentazione scientifica e il mito collettivo, per riflettere sul senso della scomparsa e della memoria ecologica. Chiuderà trionfalmente la rassegna l’opera “Contrappunti dall’Oceano” di Livia Bartolucci, un’esperienza immersiva totale in cui il pubblico, grazie a una tecnologia audio a 360 gradi, verrà proiettato nella quiete e nell’imprevedibilità dell’oceano, invitando ognuno ad abbandonare le proprie certezze per aprirsi all’ignoto. Il District Dance Festival dimostra che la vicinanza, il rispetto e la solidarietà sono gli unici strumenti capaci di curare le ferite delle nostre città, ricordandoci che ogni corpo in movimento è un inno alla vita che non può essere messo a tacere.

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Anastasia Anniemore24 lancia “Tutto da Zero”: un potente inno musicale per far rinascere l’umanità attraverso l’amore

Il mondo crolla e l’unica via di salvezza è l’Amore: esce “Tutto da Zero”, il nuovo potentissimo singolo dell’artista italo-bielorussa Anastasia Anniemore24! 🎶 ❤️ Come si fa a salvare un mondo che sembra ormai guidato soltanto dai soldi e dal cinismo? Ricominciando “Tutto da Zero”. È questo il potentissimo grido d’allarme (e di speranza) lanciato dal nuovo singolo scritto e prodotto dall’artista Anastasia Anniemore24 e interpretato dalla meravigliosa, avvolgente voce di Antonella Bacchini. In uscita venerdì 28 agosto, il brano fa parte del titanico e colossale progetto discografico “Un bacio di fortuna – 30 brani per 30 voci” (un’opera incredibile scritta in un solo anno!). La canzone è una profonda riflessione sulla fragilità del nostro pianeta: la società si sgretola e noi siamo chiamati a scegliere da che parte stare. Il videoclip, ambientato in un deserto di rovine, ci ricorda che per ricostruire il futuro per i nostri figli dobbiamo piantare un solo seme: quello dell’amore. Una tematica che Anastasia conosce bene, essendo fuggita anni fa dalle repressioni politiche in Bielorussia per venire a ricominciare letteralmente “da zero” la sua vita e la sua arte in Italia! Leggi la sua emozionante storia e tutti i dettagli del brano nel nostro articolo! 👇 🎧 E voi trovate mai il coraggio di “azzerare tutto” quando sentite che la vostra vita sta andando nella direzione sbagliata?

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Anastasia Anniemore24,cover

Redazione – Viviamo in un’epoca storica caratterizzata da crolli inaspettati, macerie sociali e profonde incertezze sul futuro. Un’epoca in cui, sempre più spesso, il denaro e le spietate logiche di mercato sembrano aver preso definitivamente il sopravvento sui sentimenti umani. Ma l’arte, per fortuna, possiede ancora il magico potere di indicare una via d’uscita. Da venerdì 28 agosto 2026 entrerà in rotazione radiofonica “Tutto da Zero”, il nuovo ed emozionante singolo scritto e prodotto dall’artista italo-bielorussa Anastasia Anniemore24, interpretato dalla meravigliosa voce di Antonella Bacchini.

Il coraggio di ricominciare: l’anima di “Tutto da zero”

Il brano (estratto dal Volume 2 del colossale progetto discografico “Un bacio di fortuna – 30 brani per 30 voci”) non è una semplice e orecchiabile canzonetta pop, ma un vero e proprio manifesto filosofico, un viaggio introspettivo tra le pieghe dell’esistenza umana. La canzone, cantata con una sincerità vocale a tratti disarmante, accompagna l’ascoltatore a riflettere sulla fragilità del nostro pianeta in profonda trasformazione.
Come suggerisce il testo, le fondamenta della nostra società si stanno inesorabilmente sgretolando. Di fronte a questa apocalisse morale ed ecologica, siamo chiamati a fare una scelta di campo netta: da che parte stare? Il brano è un invito imperativo a fermarsi, a capire chi siamo diventati e ad avere il coraggio di ricominciare, appunto, tutto da zero. Nel suggestivo videoclip del brano (ambientato in un deserto simbolico di rovine), compare a un certo punto un piccolo, miracoloso germoglio verde: è il simbolo della speranza. L’autrice ci suggerisce che per ricostruire il mondo c’è un solo e unico punto di partenza possibile: scrivere su un foglio bianco la parola “amore”.

La voce avvolgente di Antonella Bacchini

Un messaggio di tale e drammatica portata universale non poteva essere affidato a una voce qualunque. Come spiega la stessa Anastasia, per questo brano (arrangiato magistralmente da Fabio Vaccaro di Pocketstudio a Brescia) serviva “maturità vocale e umana”, qualcuno in grado di reggere il peso di un grido d’allarme globale.
La scelta è caduta sulla timbrica rara, piena e avvolgente di Antonella Bacchini. “Antonella è una persona di poche parole, ma quando canta trasmette un’energia che non ti permette di ignorare le parole”, racconta l’autrice. Da donna e madre, la Bacchini ha fatto sua la profonda preoccupazione per il futuro delle nuove generazioni, riversando nel microfono tutta la tensione emotiva necessaria per scuotere le coscienze di chi ascolta.

Il titanico progetto “30 brani per 30 voci”

Il singolo fa parte di un’opera artistica che ha del clamoroso. Anastasia Anniemore24 ha ideato, scritto, musicato e prodotto il progetto “Un bacio di fortuna”: ben 30 brani inediti affidati a 30 interpreti diversi (con la ferrea regola del “1 brano – 1 voce”). Un lavoro titanico, realizzato nell’arco di poco più di un anno, che ha coinvolto cantanti italiani e stranieri. I brani esplorano ogni genere (dal pop classico all’elettronica, dalla club music alle ballate cantautorali), uniti dal filo rosso di una scrittura poetica ed emozionale che vuole restituire centralità alla parola italiana nel panorama pop internazionale (l’intero lavoro è diventato anche un libro omonimo che raccoglie tutte le liriche).

Anastasia: dalla Bielorussia all’Italia in cerca di libertà

Ascoltando “Tutto da zero”, è impossibile non intravedere il profondo legame viscerale con la storia personale dell’autrice. Anastasia Anniemore24 sa benissimo cosa significhi dover ricostruire il proprio destino partendo dal nulla. Nata in Bielorussia, con alle spalle una brillante carriera giornalistica televisiva a Minsk, le drammatiche vicende politiche della sua terra d’origine l’hanno costretta a emigrare.
Giunta in Italia, ha dovuto (letteralmente) ricominciare da zero, affrontando lavori lontani dalla sua vera vocazione prima di poter finalmente riabbracciare il pianoforte e la scrittura. Fortemente innamorata della lingua italiana, oggi Anastasia è un’etichetta indipendente “tutto in uno”: scrive, compone, fa scouting sui social e produce. Il suo grande sogno? Dimostrare al mondo intero che la musica cantata in italiano possiede un’anima e uno spessore in grado di dominare i palcoscenici internazionali. E con brani potenti come “Tutto da zero”, quel sogno è già una splendida realtà in cammino.

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“I’ll Never Be the Same”: il nuovo singolo di AKOLA è un inno EDM potentissimo al coraggio di amare

Ballare a 127 BPM esplorando le proprie fragilità intime: arriva il nuovo attesissimo singolo del DJ e producer italiano AKOLA! 🎛️ 🎧 Siete pronti a farvi travolgere da un’esplosione di energia elettronica e, allo stesso tempo, a commuovervi per la dolcezza delle parole? Da venerdì 28 agosto sbarca su tutte le piattaforme di streaming il nuovo potentissimo singolo di AKOLA: “I’ll Never Be the Same”. Il brano mescola la potenza fisica dell’EDM (con la sua classica cassa dritta a 127 BPM) e le atmosfere della Pop-House nordica, dando vita a un testo introspettivo che parla della “paura dell’abbandono” e del difficile coraggio di innamorarsi e lasciarsi andare. L’artista italiano (che cita tra le sue influenze colossi come Solomun e RÜFÜS DU SOL) ha anche rilasciato un videoclip stupendo, girato al tramonto tra incantevoli paesaggi tropicali. “Questo brano è il manifesto della mia maturità artistica”, ha dichiarato il producer, pronto a infiammare i club e le radio d’Italia. Guarda subito il video e leggi la nostra recensione completa nell’articolo! 👇 🪩 Siete amanti della musica elettronica cantata? Qual è il vostro DJ producer preferito?

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Cover Akola

Redazione  – Ci sono canzoni capaci di farci ballare in modo sfrenato e, nello stesso esatto istante, di farci scavare nel profondo delle nostre ferite più intime. A partire da venerdì 28 agosto 2026, sarà finalmente disponibile in rotazione radiofonica e su tutte le principali piattaforme di streaming digitale “I’ll Never Be the Same”, l’attesissimo nuovo singolo del DJ e produttore italiano AKOLA (pubblicato per Red&Blue Music Relations e distribuito da ADA Music Italy).
Il brano si presenta fin dal primissimo ascolto come un travolgente, vertiginoso viaggio musicale sospeso tra l’estrema fragilità umana e il necessario coraggio esistenziale. AKOLA è riuscito nella difficilissima impresa di unire l’energia debordante e adrenalinica delle sonorità EDM (Electronic Dance Music) a un’interpretazione vocale intensissima, dando vita a una profonda riflessione sulla universale paura dell’abbandono.

La paura di perdere chi amiamo su un beat a 127 BPM

Il cuore pulsante di “I’ll Never Be the Same” è un amore vissuto in modo sofferto, segnato dal costante, asfissiante timore di perdere la persona amata da un momento all’altro. Questa complessa dinamica relazionale si trasforma rapidamente in una splendida metafora della vita stessa: l’essere umano è spesso turbato e spaventato proprio dalle cose più belle che riceve dalla sorte in modo inaspettato, perché il naturale istinto del possesso si scontra immediatamente con il terrore della perdita.
Il messaggio finale del brano è però luminoso: è un vero e proprio inno al coraggio emotivo. Nonostante il dolore lacerante che l’attaccamento può teoricamente causare, è sempre meglio vivere pienamente e senza filtri le proprie emozioni, accettando il rischio calcolato di affezionarsi, piuttosto che rinunciare vigliaccamente a ciò che la vita offre per paura di soffrire.
A livello puramente sonoro, la produzione pulsa di un’energia magnetica incalzante a 127 BPM. L’arrangiamento si sviluppa attraverso build-up adrenalinici (le tipiche “salite” della musica dance) ed esplosivi drop liberatori, creando un affascinante e bellissimo contrasto emotivo tra la vulnerabilità struggente del testo e la nuda potenza della cassa dritta.

Le parole dell’artista e il videoclip tropicale

A spiegare la genesi di questa traccia è lo stesso DJ e producer: «Questo singolo rappresenta per me un vero e proprio giro di boa e un manifesto della mia maturità artistica. Il brano si inserisce nel mio progetto musicale attraverso l’evoluzione del sound; se le mie produzioni precedenti hanno tracciato la strada della House/Pop melodica e introspettiva, questo brano segna la transizione verso la House-Pop/EDM di matrice nordeuropea, con una firma vocale centrale che diventa l’elemento trainante».
Ad accompagnare il rilascio del brano c’è un evocativo videoclip ufficiale, magistralmente diretto dal regista Andrea Luca Colaianni (già disponibile su YouTube). Le immagini raccontano una storia dolce e rilassata, ambientata tra mozzafiato paesaggi tropicali, case silenziose e tramonti infuocati sul mare. La protagonista, guidata dal filo invisibile della melodia, esplora spiagge incontaminate e vivaci coworking café alla ricerca di quella magica connessione speciale capace di cambiarle per sempre la vita, in un intreccio perfetto tra la passione per la musica e la ricerca inesausta dell’anima gemella.

Chi è AKOLA: l’evoluzione del sound e il tocco inconfondibile

AKOLA è da tempo una delle figure più interessanti della scena elettronica italiana. La sua lunghissima esperienza nel mondo del clubbing puro affonda le radici nella musica techno e house, ma negli ultimi anni il suo sound (ascoltabile in brani iconici come “Ocean”, “Time” o “Fragment Reality”) si è intelligentemente evoluto verso l’afro-house e la pop house.
Traendo forte ispirazione da maestri dei groove ipnotici come Solomun e Black Coffee, e guardando a pesi massimi internazionali della narrazione elettronica come Disclosure e RÜFÜS DU SOL, AKOLA ha imparato a rendere la musica dance “ascoltabile” e godibile anche fuori dai club. Il suo obiettivo futuro è ambizioso e cristallino: raggiungere una totale “Riconoscibilità Sonora”, un tocco unico che permetta all’ascoltatore di riconoscere immediatamente un suo brano fin dal primo beat, unendo l’innegabile qualità tecnica da discoteca alla profonda struttura emotiva tipica della musica pop d’autore.

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