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Cronaca

DUE CUCCIOLI DI CAPRIOLO MORTI DOPO ESSERE STATI ACCAREZZATI: L’APPELLO DEL NUCLEO VENATORIO

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DUE CUCCIOLI DI CAPRIOLO MORTI DOPO ESSERE STATI ACCAREZZATI: L'APPELLO DEL NUCLEO VENATORIO

Redazione-  Un giovane capriolo maschio è stato recuperato nelle ore notturne nel cuore della città, precisamente in via Capriolo. Dopo un lungo pedinamento da parte degli agenti della Polizia Provinciale, l’animale è stato catturato in sicurezza e successivamente liberato in un habitat appropriato. L’intervento ha coinvolto anche i Vigili del Fuoco e i veterinari dell’Ats.

L’intervento notturno

Nella notte tra mercoledì e giovedì, alle ore tre circa, una pattuglia della Polizia Provinciale di Brescia è stata allertata dai Carabinieri per la presenza di un capriolo in stato di agitazione che si era addentrato nel centro storico della città. Il giovane esemplare maschio è stato avvistato nella zona del Carmine, in quella che la sorte ha voluto chiamare via Capriolo, creando una singolare coincidenza.

Gli agenti hanno immediatamente avviato le procedure per mettere in sicurezza l’animale, consapevoli del rischio che potesse raggiungere le strade trafficate del centro abitato. Per oltre tre ore, le forze dell’ordine hanno sorvegliato il capriolo, impedendogli di allontanarsi verso zone potenzialmente pericolose.

La cattura senza sedazione

Verso le sette del mattino, quando la luce ha reso più agevole l’operazione, si è proceduto con la cattura vera e propria. La decisione cruciale è stata quella di non ricorrere alla sedazione dell’animale. Questa scelta strategica è stata motivata dalla volontà di evitare che il capriolo, spaventato ulteriormente dall’effetto del sedativo, potesse avere una reazione improvvisa tentando la fuga in mezzo al traffico cittadino, complicando così le operazioni di recupero.

L’intervento si è concluso positivamente grazie alla collaborazione tra la Polizia Provinciale, i Vigili del Fuoco e i veterinari dell’Agenzia di Tutela della Salute. Dopo aver verificato le condizioni di salute del piccolo capriolo, che fortunatamente non presentava criticità, l’animale è stato trasportato e rilasciato in un’area naturale idonea alla sua sopravvivenza.

L’appello del Nucleo Venatorio

Durante le operazioni di recupero, il Nucleo Ittico Venatorio ha colto l’occasione per lanciare un importante messaggio alla popolazione. Nei giorni precedenti, erano stati ritrovati senza vita due cuccioli di capriolo, probabilmente a causa dell’interazione con esseri umani.

Il periodo di maggio e giugno rappresenta la stagione dei parti per i caprioli. Il Nucleo Venatorio ha sottolineato come, durante le passeggiate nei boschi o nei prati, sia fondamentale non toccare i piccoli che si dovessero incontrare. La madre, infatti, potrebbe percepire l’odore estraneo e,di conseguenza, abbandonare i cuccioli condannandoli a morte sicura. Si tratta di un comportamento istintivo che, pur seeming crudele per l’uomo, fa parte della naturale preservazione della specie.

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Cronaca

Arrone, lupo aggredisce una bambina di quattro anni ai giardini: scatta la caccia all’animale nel ternano

🚨 TERRORE AD ARRONE: LUPO TRASCINA UNA BIMBA DI 4 ANNI! Serata da incubo giovedì sera ai giardini degli impianti sportivi nel ternano: un lupo è uscito dal bosco e ha aggredito una bambina, addentandole la maglietta e trascinandola per metri. Solo l’intervento della madre ha messo in fuga l’animale. La piccola è stata portata in ospedale sotto choc ma fortunatamente ha riportato solo graffi. Il Sindaco Fabio Di Gioia lo ha avvistato poco dopo nel centro storico: “Convocato un vertice urgente in Prefettura. I Carabinieri Forestali e la Regione sono al lavoro con una task force per catturarlo”. Tutti i dettagli 👇#arrone #terni #lupo #aggressionelupo #impiantisportivi #fabiodigioia #carabinieri forestali #sicurezza #cronacaumbria #pagineutili

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Il drammatico assalto nei pressi degli impianti sportivi e il coraggioso intervento della madre

Arrone – Un gravissimo, agghiacciante e quanto mai insolito episodio di cronaca e incolumità pubblica, incentrato sul tema della sicurezza nei parchi urbani e sulla difficile convivenza tra la fauna selvatica e le comunità cittadine della penisola, ha gettato nel panico la provincia di Terni. All’interno dei giardini pubblici adiacenti agli impianti sportivi del comune di Arrone, una bambina di soli quattro anni è stata improvvisamente puntata e aggredita da un lupo solitario spuntato improvvisamente dalla fitta boscaglia circostante. Il drammatico evento si è consumato nella serata di ieri, giovedì, intorno alle ore ventuno e trenta, mentre la piccola si trovava in compagnia dei familiari nei pressi del campo da beach volley. L’animale ha addentato con forza la maglietta della minore, scaraventandola sul pavimento e trascinandola per un paio di metri nel tentativo di portarla verso la vegetazione.
Soltanto la prontezza della madre e la reazione coraggiosa delle numerose persone presenti nell’area ricreativa, le quali hanno iniziato a urlare e a muoversi verso il predatore, hanno costretto il lupo a mollare la presa e a fuggire precipitosamente in direzione delle prime case del centro storico.

L’ispezione medica in ospedale e il vertice straordinario in Prefettura convocato dal sindaco Fabio Di Gioia

La bambina è stata immediatamente soccorsa e trasportata per ragioni di mera precauzione presso il pronto soccorso del presidio ospedaliero della zona, dove i medici di turno hanno riscontrato soltanto lievi graffi superficiali e un forte stato di choc emotivo, disponendo le dimissioni nel corso della medesima notte. Sul luogo dell’aggressione sono intervenuti i militari dell’Arma dei Carabinieri e il sindaco di Arrone, Fabio Di Gioia, il quale ha avviato i moduli di coordinamento con le autorità provinciali. Il primo cittadino ha confermato di aver avvistato personalmente l’animale pochi minuti dopo l’incidente mentre si aggirava lungo le bacheche stradali di via del Castello, manifestando una preoccupante assenza di timore nei confronti delle luci urbane e confermando la chiara natura selvatica dell’esemplare.
La bacheca amministrativa del comune ha annunciato lo svolgimento di un vertice straordinario e urgente presso gli uffici della Prefettura di Terni, concordato con i vertici della Regione Umbria e con i nuclei dei Carabinieri Forestali per strutturare una task force specializzata munita di gabbie per catturare il canide.

Le riforme dei piani di monitoraggio della fauna e la pianificazione dei lanci orari nella bacheca del giornale

Le operazioni di monitoraggio territoriale proseguiranno per tutta la settimana attraverso l’installazione di fototrappole per mettere in sicurezza i giardini e consentire la fruizione serale degli impianti da parte delle imprese e dei residenti. Il sindaco Fabio Di Gioia si è recato in visita presso l’abitazione della famiglia per verificare le condizioni della bambina. I moduli sulle ordinanze di divieto di abbandono dei rifiuti organici e i link ai canali della protezione civile sono consultabili online sul portale internet dell’ente locale.
La redazione del giornale continuerà a documentare lo svolgimento delle attività di cattura in Umbria in modo totalmente neutrale, offrendo un servizio informativo utile e puntuale per aggiornare tutti i lettori d’Abruzzo e del Lazio attenti ai temi dello spettacolo, del lavoro, della scuola, della sanità e delle riforme ambientali in Italia.
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Cronaca

Torano, i Carabinieri sospendono la Vdf Fireworks dopo l’esplosione: la vittima Teresa Tozzi lavorava in nero

🚨 CLAMOROSO SVOLTA SULLA TRAGEDIA DI BORGOROSE: FABBRICA SOSPESA, TERESA TOZZI ERA IN NERO! Svolta spaventosa nelle indagini sull’esplosione della Vdf Fireworks (ex Mattei) a Torano, costata la vita a madre e figlio. I Carabinieri dell’Ispettorato del Lavoro di Rieti hanno sospeso l’attività dell’azienda: dai controlli è emerso che la sessantenne Teresa Tozzi lavorava completamente in nero (1 lavoratore su 3 nello stabilimento). Elevate sanzioni al titolare per oltre 10.300 euro. Il Sindaco Mariano Calisse: “Sconvolti, la Prefettura aveva riautorizzato il sito dopo il dramma del 2023”. Attivata una raccolta fondi per i funerali, tutti i dettagli 👇#borgorose #vdeffireworks #teresatozzi #simonecolle #lavoronero #carabinieri #ispezione #marianocalisse #avezzano #cronacanera #rieti #sicurezzalavoro #pagineutili

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Carabinieri

Il duro provvedimento dell’Ispettorato del Lavoro di Rieti e le dichiarazioni del sindaco Mariano Calisse

Torano – Un drammatico, agghiacciante e quanto mai clamoroso sviluppo investigativo incentrato sulle violazioni delle norme di sicurezza nei cantieri ad alto rischio esplosivo, sulle riforme del contrasto al sommerso e sulla tutela dei diritti dei lavoratori stagionali ha scosso la provincia reatina e l’Abruzzo. I militari dell’Arma dei Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Rieti hanno eseguito un decreto urgente di sospensione immediata dell’attività imprenditoriale all’interno dello stabilimento della fabbrica di fuochi pirotecnici denominata Vdf Fireworks, precedentemente nota sul mercato sotto il marchio della ditta Mattei, situata nella frazione di Torano nel comune di Borgorose. Il severo provvedimento amministrativo e giudiziario scaturisce dai primissimi accertamenti ispettivi eseguiti sul perimetro della struttura a seguito del duplice infortunio mortale sul lavoro avvenuto nella mattinata di mercoledì, costato la vita alla sessantenne Teresa Tozzi e al figlio trentenne Simone Colle.
La tragedia ha gettato nello sconforto l’intera comunità locale, trovando il commento pieno di dolore da parte del sindaco di Borgorose Mariano Calisse. Il primo cittadino ha espresso un profondo sconcerto di fronte all’ennesimo accadimento tragico che coinvolge il distretto della Valle del Salto, evidenziando come dopo il precedente scoppio di tre anni fa gli uffici comunali ritenessero che l’iter di riapertura autorizzato dalla Prefettura di Rieti garantisse il pieno rispetto dei moduli di sicurezza dei locali industriali.

Le sanzioni amministrative a carico del titolare della ditta e l’apertura della raccolta fondi per i funerali

I rilievi dattiloscopici e l’esame dei registri aziendali compiuti dagli ispettori dell’Arma hanno fatto emergere una realtà burocratica spaventosa. Al momento della tremenda deflagrazione delle polveri piriche, il titolare della ditta individuale impiegava in modo totalmente irregolare la lavoratrice deceduta Teresa Tozzi, configurando la violazione dell’articolo tre comma tre del decreto legge numero dodici del duemila due in materia di contrasto al lavoro nero. Le statistiche dei Carabinieri attestano che nell’opificio di Torano operava in nero ben un lavoratore su tre presenti sul posto al momento dell’accesso, raggiungendo una percentuale pari al trentatré per cento della forza lavoro complessiva. Per queste ragioni, a carico del datore di lavoro sono state comminate sanzioni amministrative ordinarie pari a settemila ottocento euro, alle quali si aggiungono somme straordinarie pari a duemila cinquecento euro necessarie per richiedere l’eventuale revoca del blocco aziendale.
La vicenda ha superato i confini regionali, provocando l’intervento ispettivo dei vertici della commissione parlamentare sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. Nel frattempo la magistratura di Rieti mantiene un solo indagato nel fascicolo per omicidio colposo plurimo, mentre i cittadini di Avezzano hanno attivato una bacheca di solidarietà con una raccolta fondi per pagare le spese dei funerali.

I sigilli giudiziari allo stabilimento di Borgorose e la pianificazione dei lanci orari del fine settimana

L’apposizione dei sigilli ai cancelli della Vdf Fireworks rimarrà attiva fino al completamento delle perizie balistiche ordinate dalla Procura per accertare l’esatta dinamica dell’innesco dei boati, impedendo alle maestranze private il ritorno alle catene di montaggio dei manufatti esplosivi. I dettagli sulle indagini e i moduli per partecipare alla sottoscrizione benefica per le salme sono consultabili online sulle bacheche informatiche.
La redazione del giornale continuerà a seguire l’evoluzione del caso di Borgorose in modo totalmente neutrale, offrendo un servizio informativo utile e tempestivo per aggiornare tutti i lettori attenti ai temi della cronaca, dello spettacolo, del lavoro, della scuola e delle riforme sociali nella nostra bellissima penisola.

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Cronaca

Valposchiavo, condannato il cacciatore che ha ucciso un lupo: multa salata ma resta la licenza di caccia

🚨 CONDANNATO PER L’UCCISIONE DEL LUPO! Sentenza definitiva della magistratura retica contro il cacciatore che il 1° settembre 2025, nel primo giorno di caccia alta in Valposchiavo, uccise per negligenza un esemplare maschio di lupo. L’uomo dovrà pagare una pesante multa (fino a 10.000 franchi) e risarcire il valore dell’animale protetto. I giudici hanno invece deciso di non revocargli la patente di caccia poiché è stata esclusa l’intenzionalità e il reato grave contro le persone. Se fosse stato dolo, rischiava un anno di carcere. I dettagli del verdetto 👇#valposchiavo #lupo #cacciacondanna #magistraturaretica #specieprotette #ambientepreallarme #bracconaggio #svizzera #pagineutili

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La decisione definitiva della magistratura retica per l’abbattimento colposo dell’animale protetto

Valposchiavo – Un profondo, accurato e quanto mai atteso verdetto giudiziario incentrato sulla tutela della fauna selvatica protetta, sulle riforme del diritto penale applicato alle attività venatorie e sul rigido rispetto delle normative ecologiche transfrontaliere ha tagliato ufficialmente il traguardo. La magistratura retica ha emanato un decreto d’accusa formale nei confronti di un cacciatore locale, ritenuto responsabile dell’abbattimento illegittimo di un esemplare maschio di lupo all’interno del territorio alpino della Valposchiavo. Il cacciatore ha scelto di non presentare ricorso formale davanti ai tribunali superiori, accettando integralmente i moduli della decisione che è diventata in questo modo definitiva e irrevocabile. Secondo le risultanze investigative coordinate dagli inquirenti della Procura pubblica, l’autore del reato ha agito per pura negligenza professionale durante lo svolgimento della stagione venatoria.
L’uomo ha colpito a morte l’esemplare protetto senza una reale intenzionalità criminale di stampo bracconieristico, ma non ha prestato la necessaria e sufficiente attenzione visiva al bersaglio prima di fare fuoco con la propria carabina da distanza ravvicinata.

Le sanzioni pecuniarie previste dalla legge federale e il mancato ritiro della patente venatoria

In base a quanto stabilito dai severi articoli della Legge federale sulla caccia, il condannato dovrà ora provvedere al pagamento di una pesante sanzione pecuniaria amministrativa, un modulo finanziario che per questa tipologia di illeciti può raggiungere un tetto massimo pari a diecimila franchi complessivi. Oltre al saldo della multa statale, il cacciatore risulta obbligato a risarcire integralmente il valore economico stimato dell’esemplare abbattuto, versando i moduli indennitari nelle casse dei dipartimenti ambientali del Cantone. I magistrati hanno invece deliberato di non applicare la misura accessoria del ritiro o della revoca della patente di caccia. La normativa svizzera prevede infatti la sospensione definitiva della licenza d’uso delle armi soltanto nel caso in cui una persona colpisca intenzionalmente o per colpa grave un altro essere umano, configurando il pericolo concreto di commissione di reati analoghi.
Nel corso del procedimento penale è emerso che se il cacciatore avesse agito con dolo e intenzionalità per eliminare il grande predatore alpino, avrebbe rischiato una condanna detentiva in carcere fino a un massimo di dodici mesi di reclusione.

I fatti del primo settembre duemila venticinque e la pianificazione dei testi nella bacheca del giornale

La vicenda di cronaca nera ambientale risale alla giornata del primo settembre duemila venticinque, in concomitanza con l’apertura ufficiale della stagione della caccia alta nelle vallate elvetiche. Proprio tra i boschi della Valposchiavo venne rinvenuta la carcassa del lupo maschio che presentava una profonda ferita da arma da fuoco compatibile con i calibri venatori. Poiché in quel preciso arco temporale i guardiacaccia non avevano rilasciato alcun modulo o permesso speciale per l’abbattimento selettivo di predatori nella zona, la Procura ha avviato una complessa indagine balistica per individuare il responsabile del prelievo illegale. Nel mese di febbraio di quest’anno gli uffici giudiziari hanno formalizzato l’accusa, giungendo ora alla definizione del verdetto di colpevolezza. [
La redazione del giornale continuerà a documentare le vicende legate alla gestione della fauna protetta e i successivi processi penali in modo totalmente neutrale, offrendo un servizio informativo utile e puntuale per aggiornare tutti i lettori attenti ai temi dello spettacolo, del lavoro, della scuola e dello sviluppo territoriale nella nostra bellissima penisola.

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