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Piana del Cavaliere

Il miracolo della Piana del Cavaliere: il Festival compie 10 anni e trasforma la grande musica in un abbraccio tra le anime

Molto più di un semplice evento musicale: il Festival della Piana del Cavaliere compie 10 anni e trasforma il teatro in un ponte per curare le anime! Da Beethoven a Pippi Calzelunghe, un programma straordinario all’insegna della “Prossimità” e del calore umano. Scopri le date! 🎻 🎶 ❤️

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Festival della Piana del Cavaliere

Redazione – Viviamo in un’epoca storica profondamente paradossale, in cui la moderna tecnologia ci illude di essere iper-connessi con il mondo intero 24 ore su 24, eppure ci sentiamo spesso drammaticamente soli, distanti, incompresi e isolati dietro i freddi e silenziosi schermi dei nostri smartphone. In questa società liquida, che corre troppo veloce senza mai trovare il tempo per guardarsi sinceramente negli occhi, la vera e propria rivoluzione non è più quella tecnologica o finanziaria, ma quella umana. E questa meravigliosa, dirompente e pacifica rivoluzione andrà solennemente in scena dal 29 agosto al 13 settembre 2026 nello storico e suggestivo Teatro Mancinelli, grazie alla decima, attesissima edizione del Festival della Piana del Cavaliere. Non si tratta assolutamente di un semplice e noioso calendario di concerti estivi da scorrere distrattamente, ma di un traguardo storico che racconta dieci lunghissimi anni di passione inestinguibile, di immensi sacrifici organizzativi e di un impegno totale nella valorizzazione della cultura dal basso. Dieci anni trascorsi a dimostrare, sul campo, che la musica d’autore non è un freddo prodotto commerciale da consumare in cuffia, ma il linguaggio umano universale per eccellenza, l’unico vero ponte emotivo capace di abbattere le distanze sociali e curare magicamente le ferite dell’anima.

Il significato filosofico e profondo della “Prossimità”: quando il teatro diventa casa

Il cuore pulsante, tematico e concettuale di questa decima edizione è racchiuso interamente in una parola magica, evocativa e antichissima: “Prossimità”. Come spiegano in modo brillante e toccante gli stessi organizzatori del Festival, «essere prossimi significa non essere così vicini da risultare sovrapposti e non così lontani da essere perennemente distanti. Significa, in sostanza, essere individui che tendono dolcemente gli uni verso gli altri, nella totale consapevolezza e nel puro interesse per l’identità del prossimo a cui ci stiamo avvicinando». È una meravigliosa dichiarazione d’amore verso l’umanità ferita dei nostri giorni. Sotto questa luce calda e accogliente, il Teatro Mancinelli smette di colpo di essere un semplice, asettico palcoscenico per intellettuali e si trasforma in un laboratorio vitale di esperienze empatiche, dove il rigido confine tra chi suona lo strumento e chi ascolta seduto in platea si dissolve dolcemente nel buio. Il ricchissimo cartellone proposto per l’edizione 2026 attraversa come un fiume in piena l’intera storia dell’anima europea: dal repertorio operistico a quello sinfonico e cameristico, affiancando sapientemente il teatro musicale, la grande letteratura e momenti inestimabili di alta formazione per i giovani talenti.

L’emozione pura dell’apertura: Beethoven in veste intima e la magia infantile di Pippi Calzelunghe

L’attesa inaugurazione del prestigioso Festival, fissata per il pomeriggio del 29 agosto, è stata pensata intelligentemente per abbracciare letteralmente tutte le generazioni. Nel primo pomeriggio, le pesanti porte del teatro si spalancheranno con gioia per accogliere le risate cristalline dei bambini e la tenerezza delle giovani famiglie con lo spettacolo “Pippi Calzelunghe”, brillantemente prodotto da La Corelli. Una scelta registica fortemente voluta per ricordare a tutti che la grande cultura non è e non deve mai essere un salotto elitario e chiuso per pochi intenditori, ma un coloratissimo parco giochi per l’anima che ha il dovere morale di incantare e formare fin dalla più tenera età. In serata, invece, andrà in scena un capolavoro assoluto e titanico che farà vibrare i cuori dei puristi della classica: l’immortale Sinfonia n. 6 di Ludwig van Beethoven (la celebre Pastorale), proposta però in una rarissima, preziosa e storica versione per sestetto d’archi. Affidata alle sapienti e fatate mani del gruppo da camera dell’Orchestra Filarmonica Umbra Vittorio Calamani, la celebre opera abbandonerà per una notte la sua tradizionale maestosità sinfonica per restituire all’ascoltatore un Beethoven intimo, viscerale, delicatissimo e di straordinaria intensità emotiva.

Il trionfo assoluto del Belcanto, la profondità di Mahler e l’eterno omaggio al genio di Puccini

La calda voce umana, ovvero il più antico e perfetto di tutti gli strumenti musicali, sarà il filo d’oro prezioso che legherà molte delle notti stellate del Festival. Il 30 agosto, la magia scenderà in sala con l’evento “Una notte di Belcanto – Rossini, Verdi e…”. Si tratterà di un viaggio appassionato e travolgente tra i giganti assoluti dell’opera italiana, guidato magistralmente dal soprano Elisa Balbo, dolcemente accompagnata dall’arpa sognante di Antonella De Franco, dal pianoforte impeccabile di Davide Cavalli e dalla suadente voce narrante di Sandro Cappelletto. La commozione sincera è assicurata anche per la suggestiva serata del 3 settembre, quando il pluripremiato Ensemble InCanto diretto da Fabio Maestri accompagnerà il mezzosoprano Marina Comparato in un programma struggente che accosterà l’intimismo di Gustav Mahler al genio musicale di Alban Berg. E per i grandi amanti del melodramma italiano, l’11 settembre sarà una data da cerchiare in rosso fuoco sul calendario: un imponente Galà lirico interamente ispirato alle struggenti note de La Bohème di Giacomo Puccini, realizzato in preziosa collaborazione istituzionale con il blasonato Teatro Carlo Felice di Genova.

Dalle profonde parole di Calvino all’energia travolgente del grande concerto sinfonico

La “prossimità”, come abbiamo detto, è anche sinonimo di continuo dialogo costruttivo tra arti diverse. Il 12 settembre, infatti, la musica lascerà per un attimo il passo al peso specifico e alla profondità della parola scritta con le “Lezioni Americane”, un’affascinante e imperdibile conferenza letteraria dedicata alle figure di Italo Calvino e Luciano Berio. Ma la stessa identica sera, il teatro tornerà letteralmente a tremare e a vibrare sotto i colpi dell’energia pura, grazie al Gran Concerto Sinfonico dell’Orchestra Filarmonica Umbra Vittorio Calamani. Sotto la direzione magistrale del maestro Nicola Paszkowski e con le mani sapienti di Luigi Carroccia al pianoforte, il pubblico in sala sarà travolto dalle potenti ondate emotive del Concerto in la minore op. 54 di Robert Schumann e dall’inarrestabile, furiosa vitalità della Sinfonia n. 7 di Beethoven. Sarà, di fatto, il preludio perfetto alla grande e commossa chiusura generale del 13 settembre, affidata alle eleganti, raffinate e originalissime sonorità del Georgian Quartet, capace di unire abilmente la storica tradizione europea ai fascini musicali e misteriosi delle antiche terre del Caucaso.

Non solo uno spettacolo formale: una vera scuola di vita e una luminosa comunità dell’ascolto

Ma l’immenso e lodevole lavoro del Festival della Piana del Cavaliere non vive fortunatamente di soli applausi a sipario calato. La sua vera, silenziosa ma dirompente grandezza risiede nella sua profonda anima pedagogica e formativa, portata avanti con estrema cocciutaggine in questi dieci anni attraverso masterclass di altissimo perfezionamento. I grandi maestri, infatti, scendono dal piedistallo dorato della loro fama per incontrare faccia a faccia i giovanissimi allievi e il pubblico, trasmettendo i segreti intimi della creatività musicale e rafforzando quel sentimento di reale “vicinanza” che dà linfa vitale all’intera manifestazione. Con il compimento di questo decimo, storico compleanno, il Festival si consacra in modo definitivo come un potentissimo faro di speranza nel buio panorama culturale italiano: un luogo benedetto dove si entra dalla porta principale come singoli individui distratti, chiusi in sé stessi e spaventati dalla vita, e da cui si esce rigenerati, facenti orgogliosamente parte di una grande, bellissima e solidale “comunità dell’ascolto”. Perché l’arte e la musica classica, prima ancora di essere un godibile spettacolo borghese, rappresentano storicamente il modo più bello, elegante e profondo che abbiamo a disposizione per prenderci spiritualmente cura l’uno dell’altro.

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Motori, fango e adrenalina: il Campionato Italiano Trial 4×4 infiamma Rocca di Botte

Motori rombanti, fango, ostacoli estremi e pura adrenalina! Il pittoresco borgo abruzzese di Rocca di Botte si è trasformato per un giorno nella grande capitale nazionale delle ruote tassellate, ospitando con un clamoroso successo di pubblico e partecipanti l’attesissima quarta tappa del Campionato Italiano Trial 4×4 (inserita nel blasonato calendario ACI Sport e Federazione Italiana Fuoristrada). Decine di agguerriti ed espertissimi equipaggi, giunti da tutta Italia, si sono sfidati a bordo di potentissimi fuoristrada, superando con chirurgica precisione di guida pendenze al limite del ribaltamento sulle impervie rocce marsicane. Un trionfo sportivo reso possibile grazie all’impeccabile organizzazione del Club Trapper 4×4 e allo straordinario ed essenziale lavoro di accoglienza e ristoro portato avanti instancabilmente dai preziosi volontari della Pro Loco locale. Leggi il resoconto completo della gara e i ringraziamenti ai piloti nel nostro articolo 👇

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Premiazione

Rocca di Botte – Il silenzio millenario e rassicurante delle affascinanti montagne marsicane, solitamente interrotto solo dal soffio del vento tra le fronde degli alberi e dal richiamo della fauna selvatica, ha magicamente ceduto il passo per un’intera giornata al ruggito possente e inconfondibile dei motori spinti al massimo dei giri. Il piccolo, splendido e attivissimo borgo abruzzese di Rocca di Botte si è infatti trasformato per ventiquattr’ore in una vera e propria capitale nazionale del brivido su quattro ruote, ospitando con immenso orgoglio istituzionale e una perfetta macchina organizzativa un evento sportivo di primissima grandezza e di indiscutibile richiamo mediatico.
Una domenica di purissima adrenalina, inossidabile passione motoristica e grandissimo spettacolo a cielo aperto ha letteralmente animato il territorio comunale, che ha fatto da meravigliosa e aspra cornice naturale alla quarta e attesissima tappa ufficiale del Campionato Italiano Trial 4×4. Un appuntamento di assoluto prestigio agonistico, rigorosamente inserito all’interno del severo e blasonato calendario ufficiale diramato da ACI Sport in stretta e totale sinergia con la Federazione Italiana Fuoristrada, che ha richiamato nel cuore verde dell’Abruzzo centinaia di appassionati, curiosi e turisti provenienti da ogni angolo della penisola per assistere alle spericolate evoluzioni dei piloti.

Lo spettacolo del Trial: tecnica, controllo estremo e pendenze vertiginose

Assistere dal vivo a una gara del Campionato Italiano Trial 4×4 significa immergersi in una dimensione sportiva affascinante e unica nel suo genere, profondamente diversa dalle classiche e frenetiche corse di pura velocità su pista o su asfalto. Il Trial, infatti, è la quintessenza dell’abilità di guida fuoristrada: una disciplina severa, complessa e altamente tecnica nella quale la concentrazione, la precisione millimetrica e il controllo assoluto del mezzo meccanico risultano essere gli elementi assolutamente fondamentali e indispensabili per affrontare, aggredire e superare indenni le pendenze più estreme.
Gli equipaggi in gara si sono dovuti cimentare su tracciati naturali di rara e spaventosa asprezza, affrontando ostacoli apparentemente insormontabili, fango scivoloso, rocce aguzze e buche insidiose preparate con cura dagli organizzatori. I piloti, con freddezza chirurgica e una gestione millimetrica dell’acceleratore e dei bloccaggi dei differenziali, hanno letteralmente danzato con i loro imponenti e potentissimi veicoli fuoristrada sulle rocce della Marsica, regalando al folto pubblico assiepato a bordo pista momenti di autentico cardiopalma e di purissimo e indimenticabile spettacolo sportivo, tra evoluzioni al limite delle leggi della fisica e del ribaltamento.

Il ringraziamento istituzionale: la Federazione sceglie ancora la Marsica

L’enorme e conclamato successo di pubblico e di iscrizioni registrato durante l’intera kermesse sportiva domenicale non è certamente frutto del caso, ma è il felice risultato di una lunghissima e laboriosa preparazione logistica svolta nei mesi precedenti. L’amministrazione comunale di Rocca di Botte ha infatti voluto esprimere pubblicamente il proprio più sincero e sentito ringraziamento ai vertici organizzativi dell’evento.
Il plauso ufficiale e incondizionato delle istituzioni cittadine è stato rivolto ai vertici della Federazione Italiana Fuoristrada e, in particolar modo, all’instancabile e appassionato Club Trapper 4×4. Un ringraziamento doppio: non solo per la maniacale e perfetta cura messa in campo nella complessa preparazione e realizzazione fisica e logistica dell’impegnativa e sicura manifestazione sportiva, ma soprattutto per la grande e rinnovata fiducia dimostrata verso le potenzialità della comunità, avendo scelto per l’ennesima volta, e con grandissima soddisfazione reciproca, i monti impervi e affascinanti di Rocca di Botte come scenario ideale e naturale per l’affascinante mondo del fuoristrada nazionale.

Il cuore dell’accoglienza: il trionfo dei piloti e il lavoro insostituibile della Pro Loco

In una giornata dominata dal sudore dei piloti e dalla potenza sprigionata dall’acciaio dei motori rombanti, un ruolo assolutamente nevralgico, silenzioso ma fondamentale per la totale riuscita dell’evento è stato giocato dalla straordinaria macchina dell’ospitalità locale. Il Comune ha infatti rivolto un encomio particolarissimo ed estremamente caloroso ai volontari e ai direttivi della Pro Loco di Rocca di Botte.
I membri dell’associazione si sono prodigati senza sosta fin dalle prime luci dell’alba, collaborando strettamente all’organizzazione generale e occupandosi egregiamente di tutta l’imponente area dedicata alla sistemazione dei mezzi e, soprattutto, della delicata fase del ristoro, offrendo a tutti i partecipanti, ai team di meccanici e al folto pubblico accaldato un importantissimo, efficiente e tipicamente abruzzese punto di accoglienza e rifocillamento durante l’intero e lunghissimo arco della competizione. La giornata di sport si è poi festosamente e trionfalmente conclusa con le attese e meritati premiazioni di rito: l’amministrazione, insieme agli applausi scroscianti e convinti del pubblico, ha voluto tributare i propri complimenti più sinceri a tutti gli equipaggi che hanno avuto il coraggio di mettersi alla prova, ai trionfatori assoluti di giornata e a quanti sono faticosamente e gloriosamente saliti sui gradini più alti del podio nelle varie e complesse categorie in gara. I motori si spengono, ma il cuore di Rocca di Botte continua a battere forte.

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Rocca di Botte guarda all’Europa: verso il gemellaggio storico con il borgo ceco di Svatý Jan pod Skalou

I piccoli borghi italiani guardano all’Europa per rilanciare il turismo locale! Importante vertice istituzionale a Roma, dove il Sindaco di Rocca di Botte, Elvino Marzolini (accompagnato dalla Consigliera Sara Di Paolo e da Monika Simeckova), ha incontrato ufficialmente Jiří Bouček, primo cittadino dello splendido borgo della Repubblica Ceca di Svatý Jan pod Skalou. L’incontro segna un passo decisivo verso un imminente patto di gemellaggio internazionale, fortemente incentrato sullo sviluppo del “turismo lento” e dei cammini spirituali a piedi. Il comune ceco, che vanta un’incredibile esperienza logistica con ben sette percorsi escursionistici attivi, condividerà le proprie vincenti “buone pratiche” con l’amministrazione marsicana per valorizzare al massimo lo straordinario patrimonio storico, paesaggistico e religioso di Rocca di Botte. Scopri i dettagli di questo bellissimo e storico progetto di fratellanza europea nel nostro articolo 👇

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Elvino Marzolini e Jiří Bouček

Roma – La straordinaria bellezza e l’immenso potenziale dei piccoli e pittoreschi borghi storici italiani non conoscono confini geografici, e quando la visione politica a livello locale decide coraggiosamente di allargare i propri orizzonti guardando all’Europa, si creano connessioni umane e turistiche dal valore letteralmente inestimabile. È con questo ambizioso, nobile e lungimirante spirito di apertura internazionale che l’amministrazione comunale di Rocca di Botte, incantevole e suggestivo scrigno di tradizioni situato nel cuore verde della Marsica abruzzese, ha appena compiuto un passo istituzionale di fondamentale e storica importanza per il futuro del proprio territorio e della propria comunità.
Nelle prestigiose sale istituzionali della Capitale, si è infatti consumato un incontro diplomatico destinato a lasciare un segno profondo nella storia del paese. Il Sindaco in carica di Rocca di Botte, Elvino Marzolini, affiancato dall’impegno costante della Consigliera comunale Sara Di Paolo e dalla preziosissima collaborazione organizzativa di Monika Simeckova, ha avuto l’immenso piacere e il grandissimo onore di accogliere ufficialmente in Italia Jiří Bouček, primo cittadino dello splendido borgo della Repubblica Ceca di Svatý Jan pod Skalou. Un vertice cordiale, denso di significato e di prospettive, che si inserisce perfettamente nel lungo e meticoloso percorso burocratico e umano che condurrà le due affascinanti e antiche comunità alla firma di un formale e duraturo patto di gemellaggio.

Il ponte culturale tra Italia e Repubblica Ceca per il turismo lento

L’appuntamento istituzionale svoltosi a Roma non rappresenta affatto una semplice, formale e fredda stretta di mano a favore dei fotografi di rito, bensì la posa di un solidissimo e strategico mattone all’interno di un progetto di collaborazione a lunghissimo termine. L’incontro segna infatti un ulteriore e decisivo passo in avanti verso una partnership concreta, strutturata e visceralmente incentrata sulla valorizzazione turistica incrociata dei rispettivi e meravigliosi territori.
L’amministrazione di Rocca di Botte ha le idee estremamente chiare sul proprio futuro economico e promozionale, e guarda con particolare, spasmodica e vitale attenzione allo sviluppo sistemico del cosiddetto “turismo lento”. Il focus principale di questa nascente fratellanza italo-ceca verte infatti in maniera specifica sul turismo di matrice culturale, su quello strettamente legato alle millenarie tradizioni religiose e, soprattutto, sull’incredibile e crescente bacino d’utenza rappresentato dai “cammini spirituali”. In un’epoca dominata dallo stress cittadino e dalla velocità compulsiva, un numero sempre maggiore di viaggiatori europei sceglie infatti di rimettersi in cammino a piedi, con lo zaino in spalla, alla ricerca disperata di silenzio, spiritualità e contatto autentico e primordiale con la natura incontaminata dei piccoli centri montani.

L’esperienza dei sette sentieri: il modello ceco sbarca nella Marsica

In questa complessa e affascinante sfida turistica, il borgo di Rocca di Botte non poteva farsi affiancare da un partner europeo più esperto, preparato e qualificato. L’amministrazione guidata dal sindaco Jiří Bouček porta infatti in dote a questo neonato progetto di gemellaggio un bagaglio di esperienza logistica e organizzativa di inestimabile valore, maturata egregiamente negli anni proprio nel settore nevralgico del turismo lento.
Il territorio di Svatý Jan pod Skalou è infatti celebre e rinomato in tutta l’Europa Centrale per la perfetta e maniacale gestione e manutenzione dei percorsi escursionistici, potendo vantare la presenza di ben sette magnifici e strutturati cammini a piedi che attraversano, interessano e valorizzano ogni singolo e prezioso angolo del proprio territorio comunale. L’obiettivo dichiarato del vertice romano è proprio quello di importare nella Marsica queste comprovate e vincenti buone pratiche logistiche, studiando i metodi di accoglienza ceca per applicarli con successo ai meravigliosi e impervi sentieri che circondano il borgo abruzzese, offrendo così ai futuri camminatori e pellegrini un’esperienza di viaggio sicura, spirituale e indimenticabile.

Condivisione di buone pratiche per valorizzare un patrimonio unico

Il patto di amicizia siglato idealmente a Roma sancisce un principio politico e amministrativo meraviglioso e modernissimo: i piccoli comuni, per sopravvivere alle spietate logiche di mercato e all’inarrestabile spopolamento demografico, non devono chiudersi a riccio nei propri campanilismi territoriali, ma devono al contrario sapersi unire, abbracciare e confrontare.
L’incontro tra Marzolini e Bouček si è trasformato in un fecondo, continuo e appassionato confronto di esperienze amministrative, successi turistici e buone pratiche gestionali. Un bagaglio di conoscenze condivise che potrà e dovrà contribuire in maniera assolutamente decisiva alla nascita, alla crescita e allo sviluppo di nuove e brillanti iniziative comuni, finalizzate alla promozione capillare su scala internazionale del ricco, variegato e prezioso patrimonio storico, architettonico, religioso e paesaggistico di Rocca di Botte. Il futuro del borgo marsicano passa per l’Europa, e la strada per raggiungerlo, zaino in spalla, è appena stata ufficialmente tracciata.

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Rocca di Botte si svela al turismo: sommelier e reporter alla scoperta delle tradizioni marsicane

La rinascita dei piccoli borghi passa per il turismo lento e consapevole! Una giornata di grande festa e valorizzazione territoriale ha animato gli splendidi e storici vicoli di Rocca di Botte (nella Marsica abruzzese), dove l’amministrazione comunale (guidata dalla Vicesindaca Francesca Marzolini) ha accolto a braccia aperte una delegazione di sommelier dell’Assomarso e un coloratissimo gruppo di appassionati motociclisti. Dopo un proficuo confronto istituzionale in Municipio, la comitiva è partita per un’emozionante passeggiata alla scoperta dell’immenso patrimonio storico, culturale e religioso del paese, guidata dai racconti appassionati degli abitanti del posto. L’intera e meravigliosa esperienza è stata documentata dalle telecamere del reporter Eraldo Manieri, che trasformerà la bellezza di Rocca di Botte in un fantastico video-documentario per il suo canale YouTube. Leggi il racconto della giornata e scopri questo gioiello dell’Appennino nel nostro articolo 👇

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L'accoglienza in Comune- Rocca di Botte

Rocca di Botte (L’Aquila) – Custodito gelosamente tra i paesaggi mozzafiato e incontaminati dell’Appennino centrale, dove l’aria frizzante di montagna si mescola inesorabilmente con le tradizioni millenarie di un popolo antico, il piccolo e affascinante borgo di Rocca di Botte ha vissuto una giornata di straordinaria vitalità e di intensissima promozione culturale. Lontano dal turismo di massa mordi e fuggi che affolla e congestiona le grandi città d’arte italiane, questo prezioso gioiello incastonato nella regione storica della Marsica ha deciso di spalancare le sue antiche porte a un nuovo concetto di esplorazione territoriale, fatto di lentezza, consapevolezza e passione per le proprie inestimabili radici storiche.
L’amministrazione comunale, consapevole dell’enorme potenziale inespresso del proprio centro storico, ha organizzato e vissuto una meravigliosa giornata interamente dedicata alla conoscenza capillare e alla profonda valorizzazione del territorio. A fare gli onori di casa, accogliendo con il tipico e impareggiabile calore abruzzese gli speciali visitatori giunti in paese, è stata una nutrita e orgogliosa delegazione istituzionale, guidata con entusiasmo dalla Vicesindaca Francesca Marzolini, affiancata dall’impegno dell’assessore Daniele Meuti e dalla partecipazione attiva dei consiglieri comunali Federico Marzolini e Christian Bonanni. Una sinergia politica e umana volta a mostrare il volto più bello e accogliente della propria comunità.

L’accoglienza in Comune: sommelier e motociclisti uniti dalla passione

La carovana di visitatori che ha animato le tranquille vie di Rocca di Botte era composta da un gruppo eterogeneo ma accomunato dallo stesso fortissimo amore per l’esplorazione del territorio italiano. L’amministrazione ha infatti avuto l’immenso piacere di ospitare i rappresentanti dell’autorevole Assomarso (Associazione Marsicana Sommelier), veri e propri custodi ed esperti della valorizzazione enogastronomica locale, accompagnati da un nutrito e colorato gruppo di appassionati motociclisti, pionieri per eccellenza del “turismo lento” che viaggiano su due ruote alla ricerca dei borghi più nascosti e suggestivi della nostra penisola.
La giornata esplorativa ha preso ufficialmente il via all’interno del Palazzo Municipale, dove si è svolto un primo, fondamentale e caloroso momento di incontro e di confronto diretto tra le istituzioni e i graditissimi ospiti. Un salotto civico in cui si è discusso delle enormi potenzialità turistiche della Marsica e della ferma volontà di creare preziose reti di collaborazione per rilanciare l’economia locale attraverso la cultura, la storia e le impareggiabili eccellenze enogastronomiche del territorio abruzzese, vere e proprie calamite per i viaggiatori moderni in cerca di autenticità.

A spasso nel tempo: la passeggiata tra le bellezze storiche e religiose

Subito dopo il proficuo e stimolante dibattito istituzionale mattutino, l’evento è entrato nel vivo della scoperta fisica del borgo. La comitiva, guidata dagli amministratori locali in veste di fieri “ciceroni”, si è incamminata in una lunga, suggestiva ed emozionante passeggiata esplorativa attraverso i vicoli acciottolati e le silenziose piazze del paese.
Un vero e proprio viaggio immersivo e multisensoriale alla scoperta di un preziosissimo e secolare patrimonio storico, architettonico, culturale e religioso che Rocca di Botte custodisce gelosamente da secoli. Ogni angolo del borgo antico, ogni portale in pietra lavorata, ogni antica chiesa e ogni scorcio panoramico che si apre improvvisamente sulla sconfinata valle sottostante, rappresenta un affascinante libro di storia a cielo aperto, pronto a svelare i suoi antichi segreti a chiunque abbia la pazienza e la sensibilità d’animo per ascoltarli. La delegazione istituzionale ha voluto ringraziare pubblicamente, con grande e sincero affetto, i cittadini Flavia Serangeli e Fabrizio Di Clemente per la loro instancabile collaborazione logistica, ma soprattutto per il loro prezioso e insostituibile contributo narrativo alla riuscita della giornata, per aver saputo raccontare e diffondere magistralmente, attraverso i loro vividi aneddoti personali, l’inestimabile valore, la cultura contadina e la disarmante bellezza di Rocca di Botte.

Il racconto digitale: Eraldo Manieri porta Rocca di Botte su YouTube

Nell’era della comunicazione globale dominata dai social network, la bellezza fisica di un territorio rischia di rimanere nell’ombra se non viene adeguatamente supportata da una narrazione digitale moderna, coinvolgente e diffusa su vasta scala. Consapevoli di questa impellente necessità comunicativa, gli amministratori comunali hanno espresso un plauso e un ringraziamento particolarmente sentito al reporter Eraldo Manieri.
Il noto autore e curatore dell’omonimo e seguito canale tematico su YouTube ha infatti seguito passo dopo passo la comitiva, documentando meticolosamente l’intera, affascinante esperienza turistica con le sue telecamere. Manieri realizzerà un approfondito e accattivante video-documentario interamente dedicato alle eccellenze di Rocca di Botte, contribuendo così in maniera decisiva, professionale e innovativa a raccontarne i segreti e a promuoverne le infinite bellezze a un pubblico nazionale e internazionale. «Iniziative strutturate e appassionate come questa – sottolineano con orgoglio i rappresentanti dell’amministrazione comunale al termine dell’evento – rappresentano un’occasione formidabile, unica e concretissima per far conoscere il nostro amato territorio, le sue antiche tradizioni e la sua storia gloriosa, aprendolo con fiducia a nuovi, curiosi visitatori e a forme sempre più moderne di turismo attento, sostenibile e pienamente consapevole».

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