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La “Famiglia del Bosco” riabbraccia i figli: il Tribunale dell’Aquila autorizza il rientro a casa, ma sarà un percorso a ostacoli

Spiraglio di luce per la “Famiglia del Bosco”! Il Tribunale dei Minori dell’Aquila autorizza finalmente il rientro a casa dei bambini. Ma l’avvocato avverte: “Sarà un percorso a ostacoli, pieno di paletti!” 👨‍👩‍👧‍👦 ⚖️ Ve la ricordate la drammatica e dibattutissima vicenda della “Famiglia del Bosco” in Abruzzo? Mamma Catherine e papà Nathan (una coppia anglo-australiana) avevano deciso di crescere i loro figli nei boschi del Vastese, vivendo una vita totalmente selvaggia e fuori dalla società. Lo scorso novembre lo Stato era intervenuto pesantemente, portando via i bambini e rinchiudendoli in una casa famiglia protetta a Vasto. Oggi, finalmente, arriva la svolta tanto attesa: il Tribunale dei Minorenni dell’Aquila ha dato il VIA LIBERA al ricongiungimento familiare! Ma attenzione: i bambini non usciranno oggi stesso dalla casa famiglia! I giudici hanno infatti imposto un iter severissimo a tappe. Si inizierà con brevi rientri “diurni” nella nuova casa di Palmoli, alla presenza vigile dei SERVIZI SOCIALI. Solo ad ottobre (se tutto andrà bene) i bambini potranno iniziare a trascorrere e dormire a casa i fine settimana. L’avvocato della famiglia, Simone Pillon, lo ha definito “un programma di rientro che somiglia a una corsa a ostacoli”. Le condizioni imposte dallo Stato sono chiarissime: la famiglia ha dovuto prendere in affitto una casa normale (vicino alla scuola pubblica) e soprattutto c’è l’obbligo assoluto di ISCRIVERE I BAMBINI ALLA SCUOLA PUBBLICA per farli socializzare con gli altri bimbi, abbandonando l’isolamento del bosco! Leggi tutti i dettagli e le reazioni della famiglia nella nostra inchiesta! 👇 🌲 Siete d’accordo con la decisione del Tribunale? Credete sia giusto imporre a questa famiglia di mandare i figli alla scuola pubblica statale, abbandonando il loro stile di vita “selvaggio”? Diteci la vostra nei commenti!

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Famiglia del Bosco

L’Aquila – Ci sono storie di cronaca che mettono profondamente in discussione il confine sottilissimo tra il diritto inalienabile dei genitori di crescere i propri figli secondo i propri valori e il dovere sacrosanto dello Stato di tutelare il benessere dei minori. La dolorosissima vicenda della cosiddetta “Famiglia del Bosco” (che viveva una vita “off-grid”, totalmente alternativa e lontana dai ritmi della società moderna nei boschi del Vastese) appartiene esattamente a questa categoria.
Oggi, dopo mesi di straziante separazione, lacrime e battaglie legali, arriva finalmente uno spiraglio di luce: il Tribunale dei Minorenni dell’Aquila ha ufficialmente dato il via libera al percorso per il ricongiungimento familiare. I figli della coppia anglo-australiana (composta da mamma Catherine Birmingham e papà Nathan Trevallion) potranno finalmente tornare a casa. Tuttavia, chi si aspettava un rilascio immediato e totale dei bambini dalla casa famiglia protetta di Vasto (dove si trovano rinchiusi dallo scorso fine novembre) è rimasto deluso: la Giustizia ha infatti imposto un iter rigidissimo, a tappe forzate e costantemente monitorato dai servizi sociali.

Il piano del Tribunale: un riavvicinamento progressivo

L’ordinanza emessa dai giudici aquilani non è un “liberi tutti”, ma assomiglia piuttosto a una delicata operazione chirurgica di reinserimento. Il decreto (firmato dalla presidente Angrisano proprio durante i suoi primissimi e ultimi giorni di servizio nel capoluogo abruzzese) accoglie in parte l’istanza presentata lo scorso 25 giugno dalla difesa, correggendo parzialmente le durissime decisioni prese in precedenza, ma imponendo regole ferree per testare l’affidabilità dei genitori.
La prima fase del piano prevede dei rientri diurni immediati a Palmoli, l’attuale luogo di residenza della famiglia. In questi primi incontri diurni all’interno dell’abitazione, mamma e papà non saranno mai lasciati soli con i propri figli: sarà infatti imposta la presenza vigile e costante degli operatori dei servizi sociali, che avranno il delicatissimo compito di certificare e valutare le dinamiche del reinserimento familiare.

L’avvocato Pillon: “Una vera e propria corsa a ostacoli”

La seconda fase scatterà invece con l’arrivo dell’autunno. Se le relazioni dei servizi sociali daranno esito positivo, a partire dal mese di ottobre i bambini potranno tornare a dormire a casa con i genitori nei fine-settimana. Durante questi primissimi pernottamenti, non è prevista la presenza in casa degli assistenti sociali.
A commentare questo difficilissimo iter è intervenuto il legale della famiglia, il noto avvocato Simone Pillon: «Il Tribunale per i minorenni dell’Aquila ha depositato il proprio provvedimento disponendo un progressivo riavvicinamento dei minori. I pernottamenti inizieranno da soli tra circa un mese. È, di fatto, un reale programma di rientro a casa per i bambini, ma al tempo stesso si tratta di una sorta di estenuante corsa a ostacoli». Una corsa in cui il minimo passo falso dei genitori potrebbe compromettere l’esito finale dell’affidamento.

La nuova casa, la socializzazione e l’obbligo scolastico

Ma su cosa si baserà la valutazione decisiva dello Stato per permettere ai bambini di lasciare definitivamente la struttura protetta di Vasto? I nodi cruciali evidenziati dal Tribunale riguardano principalmente la scolarizzazione e la socializzazione dei minori (aspetti che, secondo le prime indagini, erano stati pesantemente compromessi dallo stile di vita estremo ed “eremitico” adottato precedentemente dai genitori nel bosco).
La questione abitativa, che era uno dei capi d’accusa principali contro la coppia, sembra fortunatamente essersi risolta: mamma Catherine e papà Nathan si sono trasferiti in una nuova e idonea abitazione situata proprio nelle immediate vicinanze della sede della scuola pubblica di Palmoli. E proprio sulla scuola si gioca la partita finale: pare infatti che nel provvedimento dei giudici sia stato inserito l’obbligo assoluto per i genitori di iscrivere i bambini alla scuola pubblica, abbandonando l’isolamento didattico per garantire loro un sano e normale confronto con i coetanei.
La “Famiglia del Bosco” si prepara a rinascere, ma per riavere i propri figli dovrà accettare un inevitabile compromesso con le regole di quella stessa società da cui, un tempo, aveva deciso di fuggire.

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Tra memoria storica e devozione: Rocca di Botte celebra gli Alpini e si inchina al suo figlio prediletto, San Pietro Eremita

Il Tricolore degli Alpini e l’abbraccio a San Pietro Eremita: a Rocca di Botte una giornata straordinaria di Patria e Fede! 🇮🇹 🙏 Ci sono giornate in cui i valori più grandi dell’animo umano si incontrano, regalandoci emozioni impossibili da dimenticare! Ieri mattina la meravigliosa comunità di Rocca di Botte ha vissuto due momenti dall’impatto emotivo devastante. Si è iniziato con la solenne e doverosa Commemorazione dei nostri Eroi, i Caduti della Prima e della Seconda Guerra Mondiale. E a rendere onore a chi ha donato la vita per l’Italia c’era un vero e proprio esercito di “Penne Nere”! Oltre al locale Gruppo Alpini (che ha gentilmente offerto un rinfresco a tutti), erano presenti i Gruppi della Sezione Abruzzi (Carsoli, Pereto, Pietrasecca e Poggio Cinolfo) guidati dal consigliere nazionale Marco Carlizza, e una folta delegazione laziale della Sezione di Latina (con Latina Scalo e Sabaudia). Fratellanza pura e rispetto per la Storia! Subito dopo il momento patriottico, il paese si è inchinato al suo figlio più amato: è andata infatti in scena la commovente Santa Messa e la solenne Processione dedicata a San Pietro Eremita! Rocca di Botte è la terra che gli ha dato i natali, e custodire la memoria e la devozione per questo Santo è il compito più prezioso che abbiamo nei confronti dei nostri figli e delle nuove generazioni! Leggi il racconto completo e bellissimo di questa giornata speciale nel nostro articolo! 👇 🪖 “Viva San Pietro Eremita” e onore assoluto agli Alpini! Siete d’accordo che le Penne Nere rappresentino la parte migliore della nostra Italia? Lasciate un pensiero nei commenti!

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Deposizione corona ai caduti a Rocca di Botte

Rocca di Botte – Esistono giornate, nel cuore dei nostri borghi appenninici, in cui i valori più sacri e alti dell’animo umano si fondono in un unico, ininterrotto e commovente battito collettivo. Il rispetto solenne per la Storia, il ricordo incancellabile di chi ha donato il sangue per la Patria e la devozione spirituale più viscerale si sono dati appuntamento, nella giornata di ieri, tra le strade di Rocca di Botte.
La comunità abruzzese ha vissuto una mattinata dall’altissimo peso emotivo e istituzionale, che si è aperta con il rito laico e sacro della commemorazione dei Caduti della Prima e della Seconda Guerra Mondiale. Un momento di profondo raccoglimento, scandito dalle note del Silenzio, che ha visto la partecipazione massiccia ed emozionante di coloro che, più di chiunque altro, incarnano i valori della montagna, della fratellanza e del sacrificio: le “Penne Nere” del corpo degli Alpini.

Il cuore grande degli Alpini: fratellanza tra Abruzzo e Latina

La cerimonia commemorativa ha assunto i contorni di un vero e proprio grande raduno interregionale, dimostrando ancora una volta come lo spirito del Corpo degli Alpini non conosca confini geografici. A rendere omaggio ai Caduti di Rocca di Botte era presente la Sezione Abruzzi, magistralmente rappresentata dai Gruppi di Carsoli, Pereto, Pietrasecca e Poggio Cinolfo. A guidarli, con il fiero Vessillo sezionale al vento, c’era il Consigliere sezionale e nazionale Marco Carlizza.
Ma il calore della solidarietà è arrivato anche da molto lontano: a condividere questo momento di memoria patria è giunta in forze anche la Sezione di Latina, schierata con il proprio Vessillo e con i rappresentanti dei Gruppi di Latina, Latina Scalo e Sabaudia. Un colpo d’occhio straordinario, un mare di cappelli piumati a presidio della memoria di chi non è mai tornato dal fronte.
Al termine della toccante cerimonia, il Gruppo Alpini di Rocca di Botte ha dato sfoggio della leggendaria ospitalità abruzzese, offrendo un rinfresco a tutti i commilitoni e ai cittadini presenti: un brindisi che si è trasformato in un bellissimo momento di condivisione e amicizia, all’insegna dei valori veri.

Rocca di Botte e San Pietro Eremita: un legame eterno

Ma la giornata di ieri aveva in serbo un’altra, fortissima emozione per l’anima del paese. Subito dopo i saluti istituzionali, la piazza ha lasciato spazio al sacro, con la Santa Messa e la solenne processione in onore di San Pietro Eremita, vero e proprio fulcro della religiosità locale.
Questo momento di preghiera non è mai vissuto come una semplice abitudine da queste parti, ma come un autentico ritorno alle radici della propria esistenza. Rocca di Botte, infatti, ha l’onore e il privilegio immenso di essere la terra che ha dato i natali a San Pietro. Le pietre, le chiese e i sentieri di questo borgo custodiscono gelosamente le origini terrene del Santo, tramandandone nei secoli la memoria e la devozione in modo quasi simbiotico e viscerale.

Un patrimonio spirituale da consegnare ai giovani

La figura di San Pietro Eremita non appartiene soltanto al passato della Chiesa, ma rappresenta oggi più che mai un faro luminoso, un patrimonio spirituale inestimabile che continua, secolo dopo secolo, a riunire e a proteggere la comunità locale.
In un’epoca di frammentazione e di smarrimento dei valori, la missione più importante affidata ai cittadini di Rocca di Botte (e magnificamente testimoniata dalla grande partecipazione di ieri) è proprio questa: custodire con le unghie e con i denti questo straordinario legame di fede e trasmetterlo intatto e puro alle nuove generazioni. Solo così il grido di gioia che ha concluso la giornata di ieri, “Viva San Pietro Eremita!”, potrà continuare a risuonare per l’eternità tra le montagne d’Abruzzo.

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Piana del Cavaliere

“Trenta e trentuno, non manchi nessuno”: Rocca di Botte si stringe attorno a Maria Santissima delle Grazie in una giornata di fede assoluta

“Trenta e trentuno, non manchi nessuno!”: la meravigliosa comunità di Rocca di Botte si stringe in processione per Maria Santissima delle Grazie! 🙏 ❤️ Le feste patronali dei nostri piccoli borghi non sono semplici eventi, ma sono il cuore pulsante della nostra identità e delle nostre radici! Ieri, 31 agosto, l’intera cittadinanza di Rocca di Botte si è fermata per celebrare con una fede e una devozione assoluta l’amatissima Maria Santissima delle Grazie. Come recita l’antico proverbio che si tramanda da generazioni nel paese (“Trenta e trentuno, non manchi nessuno”), queste giornate di fine agosto sono una vera e propria chiamata a raccolta per tutti: residenti storici, giovani ed emigrati tornati a casa per le vacanze! Nessuno è voluto mancare alla bellissima e solenne Santa Messa e alla partecipatissima Processione che ha visto sfilare la Patrona per le vie e i vicoli storici del borgo. La statua portata a spalla, le preghiere, i canti e gli sguardi commossi della gente: sono questi i momenti che chiudono l’estate e il cuore delle feste civili e religiose, fortificando il nostro preziosissimo senso di appartenenza alla comunità! In un mondo sempre più frenetico, fermarsi a pregare tutti insieme ci fa sentire parte di una grande famiglia! Leggi il racconto di questa bellissima giornata di devozione nel nostro articolo! 👇 ⛪ E voi avete partecipato alla Processione? Condividete questa bellissima notizia per portare la benedizione della Vergine nelle case di tutti gli abitanti di Rocca di Botte vicini e lontani!

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Madonna celle Grazie Rocca di Botte

Rocca di Botte– Nell’epoca frenetica e iper-tecnologica in cui viviamo, dove tutto sembra scorrere velocemente e disperdersi nell’oblio di un click, esistono ancora delle minuscole, meravigliose e granitiche ancore di salvezza a cui le comunità possono aggrapparsi per non perdere la propria identità. Queste ancore sono le tradizioni popolari, le feste patronali e i riti religiosi che, da secoli, scandiscono in modo immutabile il ritmo della vita nei piccoli e preziosi borghi del nostro Appennino.
Una magia spirituale e sociale che si è puntualmente ripetuta nella giornata di ieri, 31 agosto, nello splendido territorio di Rocca di Botte, dove l’intera cittadinanza si è fermata per stringersi in un abbraccio corale, commosso e totale attorno alla figura amatissima e venerata di Maria Santissima delle Grazie.

“Trenta e trentuno”: il richiamo ancestrale delle radici

Nelle strade del paese, tra i vicoli di pietra e i balconi addobbati per l’occasione, risuona da sempre un antico adagio popolare, una sorta di filastrocca che i nonni insegnano ai nipoti fin da piccoli: “Trenta e trentuno, non manchi nessuno”.
Non è un semplice proverbio, ma una vera e propria chiamata alle armi del cuore. Una tradizione verbale che da generazioni racconta, in modo semplice ma potentissimo, quanto le giornate di fine agosto siano profondamente e indissolubilmente radicate nell’anima di Rocca di Botte. È un richiamo invisibile ma fortissimo che invita tutti (residenti storici, giovani generazioni e, soprattutto, gli immancabili emigrati che tornano in paese per le ferie estive) a farsi trovare presenti all’appello, uniti sotto lo stesso cielo per onorare la Patrona.

La Santa Messa e la solenne processione tra le vie del borgo

Il momento culminante di questa fortissima ondata di religiosità popolare è stato vissuto ieri, con la celebrazione della Santa Messa, seguita dalla partecipatissima e solenne processione. La statua di Maria Santissima delle Grazie, portata a spalla con orgoglio e devozione, ha attraversato le vie principali del paese, accompagnata dalla preghiera corale, dai canti tradizionali e dallo sguardo commosso di centinaia di fedeli.
Vedere un’intera comunità che cammina compatta dietro al proprio simbolo religioso è un’immagine che rincuora e che testimonia una partecipazione viva, attiva e per nulla scontata. In quei passi lenti lungo le strade del paese non c’è solo la preghiera individuale, ma c’è la richiesta collettiva di protezione, c’è il ringraziamento per i frutti della terra e del lavoro, e c’è il bisogno disperato di sentirsi parte di una famiglia allargata.

Un profondo senso di appartenenza

La giornata dedicata a Maria Santissima delle Grazie ha segnato la degna e trionfale conclusione del cuore delle festività religiose e civili di Rocca di Botte. Quando le luci delle luminarie si spengono, le giostre vengono smontate e la banda musicale ripone i propri strumenti, ciò che resta nel cuore dei cittadini è un tesoro dal valore inestimabile.
Questa ricorrenza, ripetuta anno dopo anno con la stessa incrollabile devozione, svolge infatti un ruolo sociale fondamentale: rinnova e fortifica le nostre radici culturali. In un mondo che spinge sempre di più verso un individualismo sfrenato e alienante, ritrovarsi tutti insieme per la festa del paese significa ribadire il proprio profondo senso di appartenenza alla comunità. Finché ci sarà un solo cittadino pronto a rispettare il motto “trenta e trentuno, non manchi nessuno”, l’anima immortale di Rocca di Botte sarà al sicuro.

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Sulmona accoglie l’Italia: Messa in diretta su Rai 1 e l’abbraccio con la madre di San Carlo Acutis per il Congresso Eucaristico

La Messa in diretta su RAI 1, l’arrivo della madre di San Carlo Acutis e una grande missione nelle carceri: svelato il programma del Congresso Eucaristico di Sulmona! 🕊️ 🙏 La città di Sulmona si prepara a vivere mesi di intensissima spiritualità e a diventare il cuore pulsante della fede in Italia! Il Vescovo, Monsignor Michele Fusco, ha presentato oggi il programma autunnale del Congresso Eucaristico Diocesano 2026. Sarà un evento corale, capace di toccare davvero tutti i cuori! Le date da segnare in rosso sul calendario sono pazzesche. Giovedì 19 SETTEMBRE arriverà in Cattedrale Antonia Salzano (la mamma dell’amatissimo San Carlo Acutis, il “Santo di Internet”) per portare una testimonianza fortissima dedicata ai nostri giovani! Domenica 11 OTTOBRE, invece, Sulmona entrerà nelle case di tutti gli italiani: la Santa Messa celebrata in Cattedrale sarà trasmessa in diretta nazionale dalle telecamere di RAI 1! Ma ci sarà spazio anche per gli ultimi e i dimenticati: il 10 ottobre il Congresso entrerà addirittura all’interno del Carcere di Sulmona con uno spettacolo di arte e musica dedicato ai detenuti, mentre la Caritas continuerà con la lodevole iniziativa del “Pane Sospeso” per aiutare le famiglie povere a fare la spesa. La grande chiusura arriverà domenica 18 ottobre al Palazzetto dello Sport, con la presenza del Nunzio Apostolico. Leggi tutto il programma dettagliato, gli orari e le date nel nostro articolo! 👇 💒 La fede cristiana scende in piazza e abbraccia le famiglie. Andrete ad ascoltare la testimonianza della mamma del giovane Carlo Acutis? Condividete questa bellissima notizia!

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Congresso Eucaristico Sulmona

Sulmona – Ripartire dalle radici profonde della fede per riscaldare i cuori di una società sempre più smarrita, frammentata e bisognosa di certezze. È con questa nobilissima e altissima vocazione pastorale che la Diocesi di Sulmona-Valva si appresta a vivere uno dei momenti spirituali più intensi, solenni e corali della sua storia recente.
Questa mattina, nella suggestiva cornice della Sala dei Vescovi della Curia diocesana, è stato infatti svelato alla stampa l’attesissimo e ricchissimo cartellone della fase conclusiva del Congresso Eucaristico Diocesano 2026, significativamente intitolato “Prendete e mangiatene tutti”. A fare gli onori di casa e a tracciare le linee guida di questo straordinario percorso autunnale (che culminerà nei mesi di settembre e ottobre) è stato il Vescovo diocesano, S.E. Monsignor Michele Fusco, affiancato dai membri del comitato organizzatore.

Il cammino spirituale del Vescovo Fusco

Prima di elencare i grandi eventi che porteranno Sulmona alla ribalta nazionale, il Vescovo Fusco ha voluto ricordare come questo Congresso non sia nato dal nulla, ma sia il frutto meraviglioso di un lungo percorso di riflessione. «Questo Congresso Eucaristico affonda le sue radici in un cammino di ascolto e di grazia iniziato al termine della mia Visita pastorale (tra il 2024 e il 2025)», ha dichiarato Mons. Fusco.
Da quell’esperienza capillare nelle foranìe è emersa l’urgenza di far ripartire la Chiesa locale proprio dal “pane spezzato”, dall’Eucaristia e dall’adorazione. Un percorso preparatorio, iniziato già nel febbraio 2026, che ha visto la diocesi abruzzese arricchirsi spiritualmente grazie alle preziose lectio magistralis di giganti della teologia contemporanea come Monsignor Bruno Forte, Monsignor Marco Frisina, il Cardinale Mario Grech e il teologo popolarissimo don Luigi Maria Epicoco.

L’attesa per la madre di San Carlo Acutis

Scorrendo il fittissimo programma degli appuntamenti autunnali svelato oggi dalla Curia, spiccano due date di assoluta eccellenza. La prima, dal fortissimo impatto emotivo soprattutto per le nuove generazioni, è fissata per giovedì 19 settembre. In questa giornata la Cattedrale ospiterà un incontro dedicato alla “santità giovanile”, che vedrà la partecipazione straordinaria di Antonia Salzano, madre di San Carlo Acutis (il celebre e amatissimo “Santo millennial” di Internet). Una testimonianza di vita e di fede che promette di riempire la cattedrale di giovani e famiglie, nel segno di un ragazzo che ha saputo trasformare la Rete in uno strumento di evangelizzazione.

Da Rai 1 all’impegno sociale nel carcere

L’altro evento “faro” del Congresso farà invece entrare la città di Sulmona nelle case di milioni di italiani. Domenica 11 ottobre, a partire dalle ore 11:00, la Santa Messa solenne dalla Cattedrale sarà trasmessa in rigorosa diretta nazionale su RAI 1. Una vetrina televisiva eccezionale che permetterà alla Diocesi di irradiare il messaggio eucaristico a tutto il Paese.
Ma il Congresso Eucaristico non si fermerà alle sole celebrazioni liturgiche, spingendosi coraggiosamente anche nei luoghi della sofferenza umana: il 10 ottobre è previsto infatti un toccante spettacolo di arte e musica all’interno della Casa di Reclusione di Sulmona, accompagnato dalla mostra d’arte “Il Pane della Pace” presso la Cappella del Seminario. Iniziative di fortissimo impatto sociale, che si affiancano alla straordinaria opera caritatevole del “Pane Sospeso” promossa dalla Caritas diocesana a favore delle famiglie indigenti.

La chiusura solenne con il Nunzio Apostolico

Il cartellone si completerà con tappe di grande interesse culturale, come la singolare catechesi esperienziale sul vino nella Sacra Scrittura (25 settembre), e con l’installazione delle “Tende dell’Incontro” in Piazza XX Settembre (dal 13 al 15 ottobre), animate dall’adorazione continua curata dai Padri Passionisti.
Il gran finale è previsto per domenica 18 ottobre presso il Palazzetto dello Sport: una solenne Celebrazione Conclusiva presieduta da S.E. Mons. Edgar Peña Parra, Nunzio Apostolico in Italia, che precederà la grande e commovente Processione Eucaristica cittadina. Sulmona è pronta a trasformarsi, ancora una volta, nel cuore pulsante della fede e della speranza.

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