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Attualità

L’estate più fredda: il dramma silenzioso degli anziani soli e dimenticati nei nostri borghi

L’esodo estivo svuota le città e lascia i nonni prigionieri nelle loro case. L’inchiesta sul dramma della solitudine e dell’abbandono senile. 👵 💔

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Donna anziana

Roma – Con l’arrivo del mese di agosto, mentre l’Italia si ferma per il tradizionale esodo verso le località di villeggiatura, si consuma all’ombra delle nostre città e nei vicoli dei nostri borghi un dramma silenzioso, invisibile ma di proporzioni enormi. Dietro le tapparelle semichiuse per proteggersi dalla canicola estiva, migliaia di persone anziane combattono ogni giorno contro un nemico ben più spietato delle temperature roventi: la solitudine. Quella che per molti rappresenta la stagione spensierata del riposo e della socialità, per la fascia più fragile della nostra popolazione si trasforma nel periodo più buio e difficile dell’anno. Un isolamento forzato che spezza il cuore e che, purtroppo, troppo spesso riempie le pagine di cronaca locale con il tragico ritrovamento di persone spente nel silenzio della propria abitazione, dimenticate da tutti.

Prigionieri nelle proprie case: le barriere architettoniche e l’isolamento

La geografia dell’abbandono senile si snoda molto spesso all’interno dei centri storici, in quei palazzi d’epoca che un tempo brulicavano di vita e che oggi si trasformano in vere e proprie prigioni di mattoni. L’assenza di ascensori, unita agli inevitabili acciacchi dell’età e alle temperature proibitive, rende le rampe di scale ostacoli insormontabili per chi ha superato gli ottant’anni. L’anziano si ritrova così confinato all’interno di pochi metri quadrati, costretto a rinunciare anche alla semplice, vitale abitudine di una passeggiata o di una chiacchierata su una panchina. In questo vuoto relazionale, il televisore lasciato perennemente acceso diventa l’unico surrogato di compagnia umana, una voce metallica che riempie il silenzio assordante di stanze dove il telefono squilla sempre meno.

La disgregazione delle famiglie e i figli costretti a emigrare

Alla base di questa emergenza sociale c’è una profonda mutazione del nostro tessuto familiare. Il modello tradizionale italiano, che vedeva i nonni al centro di un nucleo familiare allargato, accuditi e rispettati come memoria storica e pilastro della casa, si è progressivamente sgretolato. La precarietà economica e la crisi del mercato del lavoro hanno costretto i figli e i nipoti a emigrare verso il Nord Italia o all’estero, frammentando le famiglie su distanze chilometriche incolmabili nella quotidianità. Molti anziani si ritrovano soli non per la cattiveria o l’indifferenza dei propri cari, ma per l’impossibilità materiale di questi ultimi di essere fisicamente presenti, lacerati tra i turni di lavoro massacranti in altre città e il senso di colpa per i genitori lasciati indietro.

Il crollo del “welfare di vicinato” e la morte delle botteghe

La solitudine estiva è aggravata dalla contemporanea e drammatica scomparsa dei piccoli negozi di quartiere. Fino a qualche anno fa, scendere a comprare il pane, ritirare il giornale in edicola o prendere un caffè al bar sotto casa rappresentava una rete di salvataggio invisibile ma formidabile, un vero e proprio “welfare di vicinato”. Il commerciante conosceva le abitudini dell’anziano ed era il primo a dare l’allarme se non lo vedeva arrivare per un paio di giorni. Oggi, con le serrande storiche abbassate e sostituite dai grandi ipermercati periferici irraggiungibili senza automobile, l’anziano perde l’ultimo pretesto per uscire di casa e l’ultima occasione di scambiare un sorriso o un rassicurante buongiorno.

L’allarme sanitario e il rischio della depressione senile

L’isolamento prolungato non è solo un dolore emotivo incalcolabile, ma una vera e propria emergenza sanitaria. La medicina e la psicologia moderna ci insegnano che la solitudine cronica debilita il sistema immunitario, accelera il declino cognitivo e apre drammaticamente le porte alla depressione senile. Nei giorni in cui il caldo raggiunge picchi da bollino rosso, la mancanza di assistenza tempestiva — anche solo per assicurarsi che l’anziano beva a sufficienza o assuma correttamente i farmaci — può risultare fatale. Il senso di abbandono prolungato genera un’asfissia emotiva che porta spesso la persona a lasciarsi andare, nella convinzione straziante di essere diventata un peso inutile per la società e per i propri cari.

Un dovere morale: ricostruire il tessuto della solidarietà

Affrontare questa ferita profonda richiede uno scatto di civiltà che non può essere delegato esclusivamente ai Servizi Sociali dei Comuni o al pur ammirevole volontariato organizzato. È necessario e urgente ricostruire la maglia umana della solidarietà partendo dai piccoli gesti: suonare il campanello del vicino di casa anziano, offrirsi di fargli la spesa, o dedicargli anche solo dieci minuti del nostro tempo per ascoltare una storia. Una società che volta le spalle ai propri anziani, condannandoli all’oblio proprio nel momento di massima fragilità, è una società che cancella le proprie radici e perde il diritto di definirsi umana. Non lasciamoli soli in quest’estate, perché la memoria di chi ci ha preceduto è l’unica bussola che abbiamo per orientare il nostro futuro.

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Esteri

Bill Clinton cita il Corano: «I musulmani non devono essere discriminati a causa della loro fede»

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Bill Clinton

Florida, Stati Uniti — L’ex presidente degli Stati Uniti Bill Clinton ha condannato gli atteggiamenti discriminatori nei confronti dei musulmani, sottolineando che nessuno dovrebbe essere insultato o disprezzato a causa della propria religione.

Clinton ha pronunciato queste parole il 20 ottobre 2026, durante un incontro interreligioso presso il Koinonia Worship Center, in Florida, nel corso di un evento intitolato “Multiple Faiths, One Florida”.

Nel suo intervento, l’ex presidente ha raccontato che sua figlia Chelsea aveva letto il Corano integralmente all’età di 15 anni e successivamente lo aveva incoraggiato a leggere un passaggio del testo sacro islamico.

Clinton ha richiamato il messaggio della sura Al-Hujurat, versetto 13, secondo cui Dio ha creato gli esseri umani in popoli e tribù affinché possano conoscersi reciprocamente. Nel suo racconto, ha evidenziato che le differenze tra le persone non dovrebbero essere motivo di disprezzo, ma un’occasione per comprendersi e imparare gli uni dagli altri.

L’ex presidente ha inoltre affermato di essere stanco degli atteggiamenti che denigrano i musulmani semplicemente per il fatto di essere musulmani. Ha ricordato che comportamenti negativi possono verificarsi in ogni comunità religiosa, poiché nessun essere umano è perfetto.

Le sue dichiarazioni riportano al centro del dibattito pubblico il tema della libertà religiosa e della convivenza pacifica tra persone di culture e fedi diverse. Il rispetto reciproco, il dialogo interreligioso e il rifiuto dei pregiudizi rappresentano elementi fondamentali per contrastare le divisioni e promuovere una società più inclusiva.

Il messaggio centrale del suo intervento è che la diversità religiosa e culturale non dovrebbe diventare una fonte di ostilità, ma un’opportunità per favorire la conoscenza reciproca, la comprensione e la pace.

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Esteri

Il ‘tradimento’ di Zelensky e le ombre dell’Iran: il calcolo politico di Trump tra elezioni e grandi potenze

“Io manterrei la pressione sulla Russia… Non ho fiducia in Putin”. Questa è la reazione di Darline Graham, sorella del senatore Lindsey Graham, deceduto nel luglio scorso, e attualmente candidata al seggio del fratello in South Carolina. Graham ha preso le distanze dall’annuncio di Trump di sospendere le sanzioni previste da una legge approvata in larga misura grazie agli sforzi del fratello e dirette contro la Russia. Trump, però, ha deciso di agire in un modo che molti hanno interpretato come un tradimento nei confronti dell’Ucraina, Paese aggredito da Vladimir Putin in una guerra iniziata cinque anni fa.

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Zelensky

Redazione-  “Io manterrei la pressione sulla Russia… Non ho fiducia in Putin”. Questa è la reazione di Darline Graham, sorella del senatore Lindsey Graham, deceduto nel luglio scorso, e attualmente candidata al seggio del fratello in South Carolina. Graham ha preso le distanze dall’annuncio di Trump di sospendere le sanzioni previste da una legge approvata in larga misura grazie agli sforzi del fratello e dirette contro la Russia. Trump, però, ha deciso di agire in un modo che molti hanno interpretato come un tradimento nei confronti dell’Ucraina, Paese aggredito da Vladimir Putin in una guerra iniziata cinque anni fa.

Graham deve molto a Trump perché l’endorsement del presidente alle primarie le ha spianato la strada verso la candidatura del Partito Repubblicano. Allo stesso tempo, riconosce che l’inquilino della Casa Bianca ha fatto una scelta impopolare, poiché una netta maggioranza degli americani approva il sostegno all’Ucraina. Anche il senatore Ted Cruz, repubblicano del Texas e grande sostenitore del presidente Usa, ha giudicato l’azione di Trump “uno sbaglio”. Molto più duri i democratici. Il senatore Richard Blumenthal del Connecticut ha dichiarato che Trump ha tradito Volodymyr Zelensky e si è schierato con Putin, “un teppista sanguinario”, accusato di crimini di guerra dalla Corte penale internazionale.

Trump, però, ha addossato la colpa della guerra a Zelensky, asserendo che avrebbe dovuto accettare un accordo. Senza l’assistenza Usa e quella europea, i russi sarebbero già in controllo dell’intera Ucraina. Trump ha inoltre dichiarato che l’America ha fatto moltissimo per gli ucraini e non ha ricevuto nulla in cambio. In una delle sue dichiarazioni più recenti, Trump ha persino attribuito la durata della guerra a un generale russo, che avrebbe dovuto conquistare Kiev in un batter d’occhio. Trump, a differenza degli alleati europei, non riconosce che l’Ucraina è stata aggredita e che l’aggressore è proprio Putin. Nel mondo di Trump, i forti hanno il potere di fare quello che vogliono e i deboli devono solamente accettarne le conseguenze.

L’eliminazione delle sanzioni e le vendite di gasolio russo non avranno grandi effetti positivi per i consumatori americani, che già attribuiscono gli aumenti dei prezzi alla guerra in Iran. In effetti, l’azione di Trump serve a distogliere l’attenzione dal problema che contribuisce in misura significativa al caro vita, un fattore che influenzerà le elezioni di midterm. Trump, però, è molto abile a spostare l’attenzione mediatica e, infatti, proprio in questi giorni si parla poco dell’Iran. Gli Usa e Israele avrebbero in programma altri attacchi all’Iran, ma le elezioni alle porte in entrambi i Paesi hanno frenato queste azioni militari, nonostante le incursioni degli Houthi, specialmente in Arabia Saudita. Il Dipartimento di Stato americano ha infatti ordinato ad alcuni diplomatici e alle loro famiglie di lasciare l’Arabia Saudita a causa degli attacchi quasi giornalieri contro aeroporti e pozzi di petrolio.

Gli americani, però, sembrano aver già maturato un’opinione, come confermano gli ultimissimi sondaggi: l’inquilino della Casa Bianca è impopolare e molti elettori associano i costi del caro vita e dei carburanti alla guerra in Iran. Ecco perché i candidati repubblicani fanno quasi di tutto per cercare di non identificarsi con il presidente, mentre i candidati democratici ne approfittano per richiamare l’attenzione degli elettori sulle sue responsabilità.

L’abbraccio di Trump a Putin e il “tradimento” di Zelensky non dovrebbero sorprendere. La politica del presidente Usa è spesso basata sui rapporti personali, che talvolta si intrecciano con i suoi affari. Sul piano personale, c’è da ricordare che Zelensky è stato al centro della vicenda che portò al primo impeachment di Trump. Nel 2019, durante il suo primo mandato, Trump promise in una telefonata al neoeletto presidente Zelensky di consegnargli le armi che gli erano state promesse. Trump chiese però a Zelensky un “favore”: iniziare un’indagine su potenziali legami con la corruzione di Joe Biden, il suo eventuale avversario nelle elezioni del 2020. Trump voleva creare un polverone sul candidato democratico, collegandolo al presunto tentativo di bloccare un’inchiesta in Ucraina per proteggere il figlio Hunter, che aveva legami con l’azienda Burisma. Una volta venuta alla luce la telefonata, il Congresso iniziò le indagini che condussero all’impeachment nel 2019, seguito nel 2020 dall’assoluzione di Trump al Senato.

Trump non dimentica, ma l’abbandono di Zelensky è dovuto anche alla sua visione politica, secondo cui i “piccoli” si devono piegare ai “forti”. I forti sono, per Trump, la Russia e la Cina. Putin avrebbe quindi già proposto un vertice tra i tre Paesi per discutere di relazioni internazionali, compresa la questione dell’Ucraina, senza la partecipazione di Zelensky. Un incontro fra questi tre “big” sarebbe una vittoria per Putin, anche perché la Russia verrebbe trattata come una potenza di pari livello rispetto a Stati Uniti e Cina. Il netto cambio di posizione di Trump nei confronti di Zelensky rappresenta un’ulteriore conferma dei dubbi sull’affidabilità americana agli occhi degli alleati tradizionali, costretti a prendere altre misure per la propria sicurezza.

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Domenico Maceri, PhD, è professore emerito all’Allan Hancock College, Santa Maria, California. Alcuni dei suoi articoli hanno vinto premi della  National Association of Hispanic Publications.

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Attualità

L’Elefante di Peter Gomez su Rai 3, ospiti Aldo Cazzullo e Mario Capanna: confronto generazionale, politica e satira con Campi, Francini e Vergassola

Nuovo appuntamento con «L’Elefante» di Peter Gomez sabato sera su Rai 3: faccia a faccia tra Aldo Cazzullo e Mario Capanna, i reportage di Chiara Francini e l’ironia tagliente di Dario Vergassola 👇

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Gomez LElefante

Roma – La riflessione critica sulla complessità del presente, l’analisi senza filtri della scena politica e il recupero della memoria storica tornano a essere protagonisti nel fine settimana del servizio pubblico. Sabato 24 ottobre 2026, alle ore 20:15 su Rai 3 e in streaming su RaiPlay, va in onda una nuova e attesissima puntata de L’Elefante, il format di approfondimento culturale, sociale e d’inchiesta ideato e condotto dal giornalista Peter Gomez. Un appuntamento collocato strategicamente nell’access prime time della terza rete che intende scardinare le semplificazioni del dibattito mediatico odierno, offrendo agli spettatori uno spazio di confronto aperto, rigoroso e plurale su scala nazionale e sul territorio.

A fare da solido contrappunto intellettuale alle inchieste e ai temi sollevati da Gomez sarà come di consueto il politologo, saggista e docente universitario Alessandro Campi, compagno di viaggio fidato nel decifrare i mutamenti istituzionali, le fratture ideologiche e le dinamiche sotterranee che agitano la società italiana contemporanea.

Il faccia a faccia: la memoria di Aldo Cazzullo e l’eredità ribelle di Mario Capanna

Il piatto forte della serata sarà rappresentato dall’intenso dialogo incrociato che vedrà attorno al tavolo due protagonisti di primo piano della cultura e della testimonianza civile: Aldo Cazzullo e Mario Capanna. Da un lato la firma di punta e vicedirettore del Corriere della Sera, scrittore capace di scalare costantemente le classifiche editoriali raccontando l’identità profonda dell’Italia, le radici cristiane dell’Occidente e le ferite mai del tutto rimarginate del Novecento; dall’altro il leader storico del movimento studentesco milanese del Sessantotto, saggista e testimone lucido di una stagione che cambiò per sempre i costumi, la politica e le relazioni sociali nel nostro Paese.

Il confronto tra Cazzullo e Capanna offrirà una rilettura di straordinaria attualità sui grandi nodi irrisolti del Paese: dal rinnovato dibattito civile e generazionale che oggi vede le nuove generazioni scendere in piazza tra proteste scolastiche e ansie per la precarietà lavorativa, fino al distacco sempre più marcato tra cittadini e rappresentanza partitica. Un viaggio ideale tra passato e presente per comprendere se l’anelito alla disobbedienza e alla giustizia sociale di mezzo secolo fa possa ancora parlare alle inquietudini dei giovani del ventunesimo secolo.

CONSIGLIATO DALLA REDAZIONE
SAGGISTICA & STORIA

Il Dio dei nostri padri. Il grande romanzo della Bibbia – Aldo Cazzullo

Uno straordinario viaggio narrativo e storico alla scoperta dei personaggi, dei miti e degli archetipi che hanno plasmato la cultura, l’arte e la morale dell’Occidente.

⭐⭐⭐⭐⭐
4.8 su 5
(1.890 recensioni)

Disponibile anche in versione audiolibro su Audible. Prova gratis Audible per 30 giorni cliccando qui.

Lo sguardo di Chiara Francini sui territori e l’ironia dissacrante di Dario Vergassola

Uno degli elementi distintivi de L’Elefante è la sua capacità di non restare rinchiuso nel perimetro rassicurante dello studio televisivo romano, ma di viaggiare attraverso le pieghe della provincia italiana. In questo percorso gioca un ruolo cruciale la partecipazione di Chiara Francini, attrice e scrittrice poliedrica che con i suoi reportage filmati porta sullo schermo testimonianze autentiche, ritratti inediti e storie di comunità che lottano per preservare le proprie tradizioni o per superare ataviche disuguaglianze. Il suo sguardo curioso, empatico e disincantato regala uno spaccato antropologico prezioso per decifrare le reali priorità dei territori lontano dai palazzi del potere.

A spezzare la liturgia dei talk show tradizionali ci penseranno le immancabili incursioni di Dario Vergassola. Il comico e cantautore ligure, con la sua proverbiale verve sarcastica e il talento nell’assestare domande pungenti sotto l’apparente ingenuità della battuta, metterà alla prova gli ospiti della puntata, smontando ipocrisie e conformismi della classe dirigente con il sorriso disarmante della satira d’autore.

La scommessa di Rai 3: informazione rigorosa e pluralismo nell’access prime time

Con la conduzione asciutta e investigativa di Peter Gomez, L’Elefante si conferma un presidio irrinunciabile per una televisione pubblica che intende fare servizio alla collettività. Nel panorama dell’access prime time del sabato, troppo spesso dominato dall’intrattenimento leggero o da dibattiti urlati e polarizzanti, la trasmissione di Rai 3 sceglie la strada della profondità, del tempo dedicato all’ascolto e della dialettica argomentata.

Il confronto tra voci così autorevoli e distanti come quelle di Aldo Cazzullo, Mario Capanna e Alessandro Campi — arricchito dal tocco cinematografico di Chiara Francini e dalla vivacità di Dario Vergassola — dimostra come sia ancora possibile fare cultura televisiva divulgativa senza abdicare al rigore dell’inchiesta, regalando ai telespettatori gli strumenti conoscitivi indispensabili per comprendere le sfide storiche del nostro tempo.

Riproduzione riservata – Cavaliere News

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