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L’INFIORATA DI CARSOLI: TRA FEDE E ARTE I TAPPETI FLOREALI CHE COLORANO IL BORGO NEL CUORE DELLA MARSICA

Carsoli si prepara alla suggestiva Infiorata del Corpus Domini: un mosaico di petali e colori realizzato dalla comunità per celebrare fede e tradizione tra le vie del borgo.
#Carsoli #Infiorata #CorpusDomini #TradizioniAbruzzo

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Redazione-  Le strade e le piazze di Carsoli tornano a trasformarsi in una galleria d’arte a cielo aperto in occasione della tradizionale Infiorata del Corpus Domini. L’evento, che rappresenta uno dei momenti più sentiti dalla comunità locale, vede la realizzazione di estesi tappeti decorativi composti da petali, foglie e materiali naturali lungo le vie del centro storico. Cittadini, associazioni e gruppi parrocchiali lavorano ininterrottamente per preparare il percorso della solenne processione religiosa, dando vita a una manifestazione che unisce devozione spirituale, identità territoriale e richiamo turistico.

La preparazione di queste opere richiede settimane di pianificazione e una meticolosa raccolta di materie prime. I disegni, che spaziano da complesse geometrie sacre a riproduzioni di icone religiose, vengono tracciati sull’asfalto e sui sampietrini prima di essere riempiti con una palette cromatica offerta interamente dalla natura. Il giallo delle ginestre, il rosso delle rose, il verde delle foglie di bosco e le diverse tonalità dei sementi si mescolano per creare sfumature che nulla hanno da invidiare ai pigmenti artificiali. Questa forma di arte effimera trova il suo compimento nel passaggio del Santissimo Sacramento: il corteo religioso, seguito dai fedeli, cammina sopra le composizioni, simboleggiando l’omaggio della terra al divino e segnando la conclusione naturale di un lavoro durato ore.

L’Infiorata di Carsoli non è solo un evento estetico, ma il risultato di un profondo sforzo corale. La “notte dei fiori” è il cuore pulsante dell’iniziativa, un momento in cui le divisioni quotidiane svaniscono per lasciare spazio alla cooperazione. Gruppi di giovani, anziani custodi delle tecniche tradizionali e volontari di diverse realtà – tra cui spiccano i nuclei della Croce Rossa locale – si ritrovano fianco a fianco, spesso chini a terra fino all’alba. Questo spirito di convivialità trasforma le strade in un laboratorio collettivo, dove la trasmissione del sapere artigianale avviene in modo spontaneo tra le diverse generazioni. La partecipazione attiva della cittadinanza garantisce che la tradizione non diventi un reperto statico, ma resti un organismo vivo e capace di rinnovarsi ogni anno.

L’impatto dell’evento supera i confini della pratica religiosa. Da anni, infatti, l’appuntamento è diventato un polo di attrazione per i visitatori provenienti dalla vicina capitale e dal resto dell’Abruzzo. La posizione strategica di Carsoli, snodo naturale tra il Lazio e le aree interne abruzzesi, favorisce un afflusso turistico che beneficia l’intero indotto locale. Chi sceglie di visitare il borgo durante il Corpus Domini ha l’opportunità di immergersi in un’atmosfera sospesa nel tempo, dove il profumo dei fiori appena recisi si fonde con il silenzio delle ore notturne, interrotto solo dal lavoro dei maestri infioratori.

L’organizzazione logistica e la cura dei dettagli riflettono l’importanza che il Comune e le parrocchie attribuiscono a questa ricorrenza. Ogni anno il livello di complessità dei quadri floreali aumenta, spingendo i partecipanti a ricercare soluzioni tecniche sempre più raffinate per garantire la tenuta dei petali e la brillantezza dei colori. Nonostante la natura temporanea delle opere, la documentazione fotografica e il ricordo della comunità rendono queste creazioni permanenti nella memoria collettiva del paese.

In un’epoca dominata dalla velocità e dal consumo digitale, l’Infiorata di Carsoli invita a una sosta necessaria. Richiede pazienza per la raccolta, precisione per la posa e accettazione per la sua inevitabile dissoluzione al passaggio della processione. È una celebrazione della bellezza che accetta la propria fragilità, elevandola a simbolo di dedizione. La giornata di domenica si preannuncia dunque come un momento di grande intensità, capace di restituire il valore della manualità e della condivisione, elementi che continuano a rendere Carsoli un punto di riferimento culturale imprescindibile nel panorama delle tradizioni popolari italiane.

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AGROECOLOGIA IN ABRUZZO: IL MODELLO SICILIANO ISPIRA UNA NUOVA PROPOSTA DI LEGGE REGIONALE

L’Abruzzo punta a una nuova legge per l’agroecologia, prendendo ispirazione dal modello siciliano per promuovere agricoltura sostenibile, sovranità alimentare e filiere eque. L’incontro, aperto a tutti gli stakeholder del settore, si terrà a Tollo il prossimo 8 giugno.
#Agroecologia #Abruzzo #AgricolturaSostenibile #Tollo

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Angelo Radica commissione dicembre 2025

Redazione-  L’Abruzzo guarda alla Sicilia per scrivere il futuro del proprio comparto agricolo: lunedì 8 giugno, alle 20:30, l’Enomuseo di Tollo ospita un incontro pubblico per gettare le basi di una legge regionale sull’agroecologia, promossa dal sindaco di Tollo e presidente dell’Associazione Nazionale Città del Vino, Angelo Radica. L’obiettivo dell’iniziativa, a cui prenderanno parte vertici istituzionali, agronomi ed esperti del settore, è incentivare la nascita di filiere alimentari resilienti, ecocompatibili e socialmente eque, replicando nel contesto abruzzese il percorso normativo già avviato con successo nell’isola mediterranea.

Il modello Sicilia come punto di partenza

La proposta di Radica nasce dall’osservazione dei risultati ottenuti dalla legge siciliana, la prima in Italia e in Europa a istituzionalizzare l’agroecologia come pratica di governance. Il provvedimento siciliano, in vigore da circa dodici mesi, non si limita a promuovere il biologico, ma introduce un sistema di incentivi e premialità per le imprese che adottano tecniche agricole rigenerative. Tra i capisaldi del modello figurano l’eliminazione di pesticidi e biocidi, la protezione della fertilità del suolo, la corretta gestione delle risorse idriche e la valorizzazione della biodiversità locale.

All’incontro di Tollo, oltre a Radica, interverranno il presidente della Provincia di Chieti, Francesco Menna, e i principali artefici della legge siciliana: l’agronomo Guido Bissanti, presidente del Coordinamento Agroecologia Sicilia, e l’ex consigliera regionale Valentina Palmeri, oggi alla guida della Rete Mediterranea di Agroecologia. Il dibattito vedrà il coinvolgimento diretto di stakeholder, cooperative, cantine sociali e associazioni di categoria, chiamati a declinare i principi siciliani sulle specificità del territorio abruzzese.

Oltre la sostenibilità: un valore economico e sociale

Secondo Angelo Radica, l’adozione di un approccio agroecologico non rappresenta soltanto un obbligo verso la transizione ecologica, ma una leva strategica per lo sviluppo economico regionale. «Tutelare l’autenticità delle produzioni significa innalzare il valore del territorio, con ricadute dirette sull’attrattività turistica e sulla capacità di competere sui mercati internazionali», spiega il primo cittadino di Tollo.

Il concetto di agroecologia, al centro della proposta, va ben oltre il semplice metodo di coltivazione. Si fonda su basi scientifiche solide che analizzano le interazioni tra organismi viventi e ambiente, promuovendo il superamento del modello intensivo in favore di pratiche come la rotazione delle colture. Parallelamente, la legge punta a rafforzare la sovranità alimentare e il diritto al cibo, sostenendo un legame più stretto tra chi produce e chi consuma. Il testo normativo in discussione mira a premiare le aziende che investono nella formazione continua, riconoscendo all’agricoltore un ruolo di custode del paesaggio e della salute pubblica.

Diritti e filiere corte

L’attenzione verso la dimensione sociale è ciò che distingue questa proposta dalle classiche politiche agricole. La resilienza di una regione rurale passa, secondo i promotori, attraverso la dignità del lavoro agricolo e la creazione di mercati equi che evitino la dispersione del valore lungo la filiera. In un momento in cui il cambiamento climatico mette a dura prova la tenuta delle colture, la transizione verso un sistema che rigenera le risorse naturali, anziché limitarsi a sfruttarle, appare come una strada necessaria per garantire la sopravvivenza economica delle imprese abruzzesi sul lungo periodo.

L’evento di lunedì si configura dunque come il primo passo di un percorso partecipativo, che punta a trasformare l’Abruzzo in un laboratorio d’avanguardia per l’agricoltura del futuro, capace di coniugare innovazione scientifica e radici rurali.

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INNOVAZIONE E COMPETENZE: PESCARA OSPITA IL VERTICE NAZIONALE DEI GIOVANI MANAGER FEDERMANAGER

Pescara ospita il vertice nazionale dei Giovani Manager Federmanager! Un evento cruciale per discutere innovazione, sostenibilità e il futuro della leadership in Italia. #Federmanager #GiovaniManager #Pescara #Innovazione

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franca camplone presidente federmanager abruzzo molise

Redazione-  Pescara si prepara a diventare il fulcro del dibattito sul futuro del management italiano. Venerdì 13 giugno 2026, l’Aurum ospiterà per la prima volta in Abruzzo il Coordinamento Nazionale dei Giovani Manager di Federmanager. L’evento riunirà coordinatori regionali provenienti da ogni parte d’Italia, rappresentanti dei gruppi Federmanager Minerva ed Expert, la Coordinatrice Nazionale Paola Vitale, la Presidente di Federmanager Abruzzo e Molise Franca Camplone e il Coordinatore regionale Anass Ettabari, assieme al Sindaco Carlo Masci. L’appuntamento, organizzato dal Gruppo Giovani Manager di Federmanager Abruzzo e Molise, mira a promuovere un confronto approfondito sulla professione manageriale, le sue prospettive e lo sviluppo della rete associativa, ponendo l’accento sulle sfide contemporanee che modellano il mondo del lavoro e delle imprese.

La scelta di Pescara come sede per questa importante riunione nazionale non è casuale. Sottolinea la dinamicità del territorio abruzzese e la sua aspirazione a rivestire un ruolo attivo nei processi di innovazione e sviluppo del Paese. L’iniziativa offrirà una piattaforma per discutere le grandi trasformazioni in atto, dalla digitalizzazione pervasiva alla transizione verso modelli di sostenibilità, fino all’evoluzione costante delle competenze richieste ai manager in un contesto globale in rapido mutamento. I partecipanti avranno l’opportunità di condividere esperienze, pratiche ottimali e strategie per rafforzare la rete nazionale dei giovani manager, costruendo strumenti efficaci a supporto della crescita professionale e organizzativa.

La Presidente di Federmanager Abruzzo e Molise, Franca Camplone, ha espresso il proprio orgoglio per il fatto che la regione ospiti un evento di tale portata. “È un’importante occasione di confronto che valorizza il lavoro svolto sul territorio e conferma la centralità delle nuove generazioni manageriali nella costruzione di un sistema produttivo più competitivo, innovativo e capace di affrontare le sfide del cambiamento”, ha dichiarato Camplone. Questo incontro rappresenta un riconoscimento tangibile dell’impegno profuso dal Gruppo Giovani Manager locale e della sua capacità di contribuire al dibattito nazionale.

Il Coordinatore regionale dei Giovani Manager Federmanager, Anass Ettabari, ha delineato gli obiettivi principali dei lavori, evidenziando la necessità di affrontare temi complessi e urgenti. “A Pescara discuteremo delle grandi trasformazioni che stanno interessando il mondo delle imprese e del lavoro, dalla digitalizzazione alla sostenibilità, fino all’evoluzione delle competenze richieste ai manager”, ha spiegato Ettabari. L’intento sottostante è quello di consolidare il legame tra i giovani leader, creando sinergie che possano tradursi in azioni concrete a beneficio dell’intera categoria e del sistema economico italiano. La presenza del Sindaco di Pescara, Carlo Masci, è un segnale del riconoscimento istituzionale del ruolo strategico che il management giovane ricopre nello sviluppo economico e sociale dei territori, rafforzando il dialogo tra associazioni professionali e amministrazioni locali.

Il programma del coordinamento prevede sessioni di lavoro incentrate su tematiche chiave, con momenti dedicati allo scambio di idee e alla definizione di linee programmatiche future. L’interazione tra i coordinatori regionali permetterà di raccogliere le diverse sensibilità e le specificità dei contesti territoriali, per poi armonizzarle in una visione comune che possa guidare l’azione di Federmanager a livello nazionale. La discussione verterà anche sull’importanza di mentorship, formazione continua e leadership inclusiva, elementi considerati fondamentali per preparare la prossima generazione di dirigenti alle responsabilità che li attendono.

In un’epoca caratterizzata da incertezza e sfide globali, il ruolo dei giovani manager assume una rilevanza maggiore. Sono chiamati a guidare le imprese attraverso periodi di trasformazione, promuovendo l’innovazione, la sostenibilità e l’etica professionale. L’appuntamento di Pescara si propone di fornire loro gli strumenti e le conoscenze necessarie per affrontare queste sfide con successo, oltre a costruire una rete di supporto solida e resiliente. L’evento rappresenta dunque non solo un momento di incontro, ma anche un laboratorio di idee e strategie per il futuro del management italiano.

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COMMERCIO A PESCARA IN GINOCCHIO: IL COMITATO “PESCARA FORTIS” CHIEDE RISTORI E STOP AI TRIBUTI

Pescara Fortis chiede all’amministrazione comunale aiuti concreti e lo sblocco dei fondi per evitare il collasso dei negozi, stretti tra cantieri infiniti e la concorrenza della grande distribuzione.
#Pescara #CommercioPescara #PescaraFortis #EconomiaLocale

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mauro renzetti

Redazione-  Il comitato “Pescara Fortis”, presieduto da Mauro Renzetti, ha lanciato un appello urgente all’amministrazione comunale di Pescara per contrastare la profonda crisi che sta colpendo il commercio locale e la piccola ristorazione, chiedendo misure di sostegno immediato, agevolazioni fiscali e un piano d’intervento per mitigare i danni causati dai cantieri prolungati e dalla saturazione della grande distribuzione.

La situazione, definita dagli esercenti come un’emergenza strutturale, è diventata insostenibile a causa della concomitanza di diversi fattori negativi. Se da un lato il comitato riconosce l’impegno profuso dal Comune nel riqualificare aree chiave del centro, dall’altro punta il dito contro il rovescio della medaglia: la desertificazione commerciale. Sempre più negozi storici chiudono le saracinesche, incapaci di reggere l’urto di una congiuntura economica sfavorevole e di una viabilità sempre più ostica.

L’emergenza cantieri

Il cuore del malessere dei commercianti risiede nei cantieri stradali e nelle opere infrastrutturali, come quelli che coinvolgono Corso Vittorio Emanuele. Secondo Renzetti, la durata eccessiva dei lavori sta penalizzando pesantemente il fatturato delle attività di vicinato. La difficoltà di accesso e la cronica carenza di parcheggi, accentuate dai lavori in corso, spingono i consumatori a preferire le strutture della grande distribuzione organizzata.

“È necessario accelerare i tempi e prevedere ristori immediati”, dichiara Renzetti. La proposta avanzata dal comitato è quella di mutuare le politiche d’emergenza già sperimentate durante la pandemia: una moratoria sulla riscossione dei tributi locali e l’annullamento della tassa di occupazione del suolo pubblico. Secondo il presidente di Pescara Fortis, procedere con pignoramenti o richieste di pagamento forzoso in una fase in cui le attività sono sotto pressione per cause esterne rappresenterebbe una linea politica miope e dannosa per l’intera economia cittadina.

Il nodo della grande distribuzione

Oltre all’impatto dei lavori pubblici, il dibattito si sposta su una questione politica di lungo corso: la densità di centri commerciali nell’area metropolitana Pescara-Chieti. Il territorio detiene uno dei primati europei per numero di strutture della GDO, una realtà che, secondo il comitato, è il risultato di anni di politiche regionali poco attente alla tutela dei negozi di quartiere. L’eccesso di licenze concesse in passato ha creato un mercato sbilanciato, dove il piccolo esercente fatica a competere con la comodità, l’accessibilità e le aree di sosta gratuite offerte dai colossi della vendita al dettaglio.

La richiesta di attingere al “tesoretto” comunale

Per evitare il fallimento di decine di imprese, Pescara Fortis avanza una proposta pratica: l’utilizzo del cosiddetto “tesoretto” comunale. Secondo le stime del comitato, l’amministrazione disporrebbe di risorse accantonate che potrebbero essere riversate nel tessuto economico locale sotto forma di aiuti diretti.

“Sbloccare queste risorse ora significa dare ossigeno vitale alle imprese”, spiega Renzetti. L’alternativa, secondo il portavoce, è un futuro di contenziosi legali per danni e la definitiva trasformazione del centro in un deserto commerciale. Il comitato chiede dunque un tavolo di confronto urgente per discutere esenzioni fiscali e un piano di viabilità che non soffochi ulteriormente le attività durante la fase operativa dei cantieri. La richiesta è chiara: la politica locale deve passare dalla fase dell’annuncio a quella del sostegno tangibile, agendo prima che la crisi diventi irreversibile.

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