Rimani in contatto con noi
#

Sport

Pablo Barnes record argentino 46 giri/308,476km alla Backyard Ultra Livata 2026

La Backyard Ultra è nata da un’idea di Laz Lake. La gara si corre su un circuito da 6,7 km da completare in 60 minuti. Ogni 60 minuti c’è una nuova partenza.Chi finisce il giro in un tempo minore può sfruttare i minuti rimanenti come preferisce: può riposare, mangiare, dormire. Chi non riesce

Pubblicato

a

Pablo Barnes record argentino 46 giri/308,476km alla Backyard Ultra Livata 2026

Redazione-  La Backyard Ultra è nata da un’idea di Laz Lake. La gara si corre su un circuito da 6,7 km da completare in 60 minuti. Ogni 60 minuti c’è una nuova partenza.Chi finisce il giro in un tempo minore può sfruttare i minuti rimanenti come preferisce: può riposare, mangiare, dormire. Chi non riesce a completare il giro in 60 minuti o non riesce a partire in tempo per il giro successivo, è eliminato. La gara continua fino a che non rimarrà in gara un solo concorrente in grado di completare un ultimo giro, uno in più degli altri.

Il 30 maggio 2026 ha avuto luogo la 2^ edizione della Backyard Ultra Livata e l’ultimo a restare in gara dopo 51 giri totalizzando 342,006 km è stato Danile Lissoni che vinse anche l’anno scorso.

In seconda posizione Francesca Ferraro con 50 giri e 335,300 km e in terza posizione Pablo Barnes (ARG) con 46 giri e 308,476 km. A seguire Giuliano Zaccaria 37 giri e 248,122 km.

Di seguito approfondiamo la conoscenza di Pablo (Barnes Trail and Road ASD) attraverso risposte ad alcune mie domande.

Complimenti per il record argentino alla Backyard, te l’aspettavi?

Ho fatto il record argentino con 46 giri, poi mi sono fermato, Francesca Ferraro ha fatto il record italiano con 50 giri e ha vinto Daniele Lissoni con 51 giri. Non ho vinto la gara ma mi va bene così.

 

Un’ottima prestazione per Pablo, consapevole di quello che voleva e poteva fare fin dall’inizio.

Il precedente record nazionale argentino di Backyard Ultra apparteneva a Luis Agustín Casajús, stabilito tra il 24 e il 26 gennaio 2026 al 4° El Ceibo Backyard Ultra Dolores (ARG) restando in gara per 45 giri e totalizzando 301,770 km, precedendo i connazionali Dario Arauz 44 giri/295,064 km, Ana Ferrere 33 giri/221,298 km, Rivas Montoya 28 giri/187,768.

Hai chiuso gli occhi qualche minuto?

È stata la prima volta che ho superato le 2 notti di gara, mi sono addormentato per neanche 3 minuti la prima notte e la seconda avevo pochi minuti sempre, a volte il cervello si spegneva per un microsecondo e poi ripartivo.  

 

Una prova davvero dura, sempre in movimento ora dopo ora e ogni sosta si aspettava una nuova partenza, pochissimi minuti per riposare, nutrirsi, rilassarsi.

Eventuali criticità, momenti difficili?

La notte è stata veramente dura, la seconda notte faceva freddo. La seconda notte facevo fatica ad andare con i ragazzi, lo stesso gruppetto di 3, ci davamo una mano a vicenda. Una volta uscito il sole sembrava incredibile che il corpo riusciva a trovare energia. Poi ho stretto i denti quando ho superato il record argentino, mi sono fermato, andava benissimo così, il mio personale era 36 ore, 10 ore in meno.

 

È importante avere chiari i propri obiettivi e saper di voler fare ciò che si vuole senza stress, andando oltre ma senza strafare e con la consapevolezza che le crisi passano e il corpo e la mente si adattano a tutto.

Il tuo vissuto Backyard pre-gara, durante la gara, post gara (sensazioni, pensieri)?

Ero andato lì perché volevo fare un allenamento per il Tor, è andata benissimo, a conti fatti potevo fare qualche giro in più, magari stare con Francesca, ma dovevo tornare con Michele Graglia che mi aspettava e ho rispettato i piani, non ho tirato fuori la vena agonistica, non volevo neanche esagerare perché avevo il ‘Tor’ in programma, mi sembrava andare oltre e ci voleva tanto tempo poi per recuperare; infatti, sono stato tutta la settimana fermo e faccio fatica ancora a recuperare le ore di sonno. Felicissimo, ora ho recuperato un po’ le gambe.

 

Una gara considerata estrema per la stanchezza del corpo e anche per la mente per la privazione di sonno e la conseguente mancanza di lucidità.

Per questa seconda edizione dell’Ultra Backyard Livata, Antonio Di Manno ha invitato amici atleti da diverse parti del mondo, molto validi e competitivi. Ma alla fine ha vinto l’atleta della sua squadra ‘Vegan Power Team’, una squadra costruita con una mentalità vincente e soprattutto sensibile agli animali invitando tutti ad avere più rispetto per loro.

Una gara che ha visto al via anche la leggenda dell’ultramaratona Michele Graglia, un ex modello che provando l’ultramaratona ha scoperto di poter vincere le più difficili al mondo: nel deserto, nei ghiacciai, nella valle dell’inferno.

Che intenzioni hai per il futuro?

Quest’anno, dopo 10 Spartathlon consecutive ho scelto di non andare, farò una sfida gigante, bella da affrontare, il Tor des Geants.

 

Pablo Barnes è anche lui una leggenda delle ultramaratone, continuando a essere protagonista, ad andare a podio o vincere gare durissime e avendo corso per 10 volte consecutive una delle più difficili gare al mondo, la Spartathlon.

La Spartathlon è una corsa tra Atene e Sparta di 246 km che ripercorre le orme di Fidippide, un messaggero ateniese mandato a Sparta nel 490 a.C. per cercare aiuto contro i Persiani nella Battaglia di Maratona.

Fidippide, secondo un racconto dello storico greco Erodoto, arrivò a Sparta il giorno dopo che era partito da Atene. Basandosi su tale aneddoto, il comandante britannico John Foden e altri quattro ufficiali della RAF si sono recati in Grecia nel 1982 per una missione ufficiale per verificare se fosse possibile coprire i quasi 250 chilometri in un giorno e mezzo. Tre corridori hanno completato con successo la missione: John Foden (37h37’), John Scholtens (34h30’) e John McCarthy (39h00).

L’anno successivo un gruppo di persone di varia nazionalità tra cui britannici e greci sotto la guida di Philhellene Michael Callaghan organizzarono la prima edizione della Open International Spartathlon Race.

Una gara durissima che per partecipare bisogna avere dei tempi accreditati sulle lunghe distanze e Pablo l’ha portata a termine 10 volte. La sua prima partecipazione risale al 2015 in 29h35’59; la sua miglior prestazione nel 2016 27h05’31”, classificandosi 12° assoluto e 11° tra gli uomini.

Il TOR330 – Tor des Géants è una gara di endurance trail di 330 km e 24.000 m D+. Tempo massimo: 150 ore. Partenza e arrivo: Courmayeur – Valle d’Aosta.

Clicca per commentare

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sport

Subbuteo, successo per la Coppa Cecalocco Waspa a Terni: Zolfanelli vince il torneo Gold

🚨 IL SUBBUTEO TRIONFA A TERNI: ASSEGNATA LA 4ª COPPA CECALOCCO WASPA! 🏆⚽ Spettacolo e passione sul panno verde a Cecalocco. Il Subbuteo Club Terni 2014 dei fratelli Simone e Marco Perotti sigilla un’edizione straordinaria h24 con partecipanti da tutta Italia. Nella categoria principale Gold, si riconferma re del torneo il salernitano Francesco Zolfanelli, che batte in una finalissima tirata per 2-1 il ternano Marco Perotti (atteso nella prossima stagione al debutto in Toscana con il Castelfiorentino gialloblu). Negli altri tabelloni, vittoria per Simone Perotti nel Silver e colpaccio dell’aquilano Baglioni nel Bronze. La macchina organizzativa è già in moto per il quinquennio del 2027. Il focus del dossier 👇#subbuteoterni | #coppacecalocco | #waspasubbuteo | #francescozolfanelli | #calciotavolo | #fischtsport | #ternieventi | #abruzzosubbuteo | #pagineutili

Pubblicato

a

Marco-Perotti-Subbuteo-2026

I verdetti del panno verde a Cecalocco con l’organizzazione del Subbuteo Club Terni 2014

Terni – Un imponente, accurato e quanto mai felice percorso di promozione dilettantistica e valorizzazione dei presidi sportivi tradizionali nell’Italia centrale, incentrato sulle riforme dei palinsesti dei tornei estivi e sulla necessità impellente di connettere le sezioni provinciali ai grandi circuiti del calcio da tavolo internazionale per incrementare l’aggregazione civile ed i valori agonistici dei corpi sociali dello Stato, registra la conclusione di un atteso appuntamento sportivo. La suggestiva frazione collinare di Cecalocco, situata nel comprensorio municipale di Terni, ha fatto da sfondo ufficiale allo svolgimento della quarta edizione della Coppa Cecalocco Waspa. La rassegna, pianificata ed allestita in ogni dettaglio organizzativo dai fratelli Simone e Marco Perotti sotto l’egida del Subbuteo Club Terni duemilaquattordici, ha richiamato una folta schiera di giocatori provenienti da varie zone d’Italia, configurandosi come una bacheca di alto livello tecnico concepita per deliziare gli appassionati della disciplina.

Le sfide sui panni verdi ed i tabelloni dei gironi eliminatori hanno confermato l’ottimo stato di salute del movimento dei circoli, i cui risultati e le cui classifiche definitive scorreranno online a schermo intero sui display dei telefoni cellulari dei consumatori mobili.

Il bis del salernitano Francesco Zolfanelli ed il futuro di Marco Perotti a Castelfiorentino

La competizione del tabellone Gold ha decretato la riconferma del campione in carica Francesco Zolfanelli, atleta salernitano che ha concesso il bis dopo lo storico trionfo conseguito nell’edizione del duemilaventicinque. Zolfanelli ha superato al termine di una combattuta finalissima il ternano Marco Perotti con il punteggio di due a uno, capitalizzando l’ottimo momento di forma già palesato sui campi in occasione del recente torneo Zeugo disputato nella capitale. Per Perotti, tesserato ufficiale della Fisct, il secondo posto assoluto coincide con l’addio agonistico ai colori della propria città, dato che nella prossima bacheca di campionato la seconda linea umbra si trasferirà in totale sicurezza contrattuale in Toscana per difendere i colori gialloblu del club di Castelfiorentino, una cooperazione paritetica volta a innalzare la competitività delle ditte del subbuteo, a tutela dei consumatori.

La stabilità dei colpi sul panno verde e la tenuta mentale dei finalisti hanno regalato scambi di alta scuola strategica, proiettando le metriche delle miniature sui display dei telefoni dei nuclei familiari del distretto.

Le affermazioni di Simone Perotti nel Silver e dell’aquilano Baglioni nel Bronze

I verdetti dei raggruppamenti sussidiari hanno completato lo scacchiere dei trionfatori della provincia umbra, offrendo soluzioni rapide alle ambizioni dei partecipanti della nazione. Nella categoria Silver risulterà registrata l’affermazione d’assalto del ternano Simone Perotti, abile a conquistare la medaglia d’oro davanti al rivale romano Terracciano, mentre la bacheca del circuito Bronze ha incoronato l’aquilano Baglioni, vincitore del raggruppamento davanti all’atleta ternano Ascani. Questa cooperazione paritetica tra i comandi organizzativi, le ditte artigianali del settore ricreativo ed i corpi intermedi dello sport di base costituisce un pilastro strategico fondamentale per incrementare la ricettività turistica dei piccoli borghi umbri, offrendo risposte veloci alle riforme del turismo sportivo ed assicurando il benessere delle comunità.

I dirigenti della scuderia ternana hanno formalizzato l’avvio della macchina logistica per la pianificazione della quinta edizione della coppa, programmata per la bacheca di luglio del duemilaventisette, ponendo la crescita dei giovani atleti in piena conformità con le usanze di convivenza civile stabilite dalle leggi dello Stato.

Continua a Leggere

Sport

Isweb Avezzano Rugby, colpo internazionale: preso l’italo-argentino Bautista Bianca

🚨 COLPO INTERNAZIONALE PER L’ISWEB AVEZZANO RUGBY: ARRIVA L’ITALO-ARGENTINO BAUTISTA BIANCA! La società giallonera blinda il pacchetto degli avanti con un investimento d’assalto sul futuro. Per la stagione di Serie A1 2026/2027, arriva a vestire la maglia dell’Avezzano il gigante Bautista Bianca, seconda linea classe 2007 proveniente dal prestigioso Sporting Rugby Club di Mar del Plata. Con i suoi 194 cm per 120 kg, Bianca garantisce una fisicità imponente h24 nei punti d’incontro, placcaggi aggressivi e una forte attitudine strategica nella conquista della touche. Un innesto di spessore mondiale che conferma la visione a lungo termine del club marsicano, pronto a competere con le grandi scuderie del rugby italiano. I dettagli del faldone 👇#avezzanorugby | #iswebavezzano | #bautistabianca | #rugbymercato | #seriea1rugby | #marsicasport | #mardelplatarugby | #abruzzorugby | #pagineutili

Pubblicato

a

Bautista Bianca

L’ingaggio di Bautista Bianca dallo Sporting Mar del Plata per la Serie A1 giallonera

Avezzano – Un imponente, accurato e quanto mai felice percorso di potenziamento atletico e valorizzazione delle discipline ovali nell’appennino centrale, incentrato sulle riforme dei palinsesti del mercato dei dilettanti e sulla necessità impellente di connettere i vivai territoriali ai grandi circuiti del rugby internazionale per incrementare la competitività sportiva dei corpi sociali dello Stato, si apre nella Marsica. I quadri dirigenziali del club Isweb Avezzano Rugby hanno ratificato la firma del contratto per l’ingaggio del seconda linea Bautista Bianca. Il rugbista italo-argentino, nato nel duemilasette ed in arrivo dalle file dello Sporting Rugby Club di Mar del Plata, indosserà la maglia ufficiale della formazione abruzzese nel corso della prossima stagione agonistica, configurandosi come un innesto d’avanguardia programmato per deliziare gli appassionati della provincia aquilana.

L’approdo del giovane talento sudamericano consolida la filosofia societaria volta a edificare una rosa ad alto rendimento, i cui tabellini e le cui schede tecniche scorreranno online a schermo intero sui display dei telefoni cellulari dei consumatori mobili.

Le doti fisiche nei punti d’incontro ed i placcaggi d’assalto nella fase di touche

I faldoni dello scouting atletico descrivono Bianca come un elemento provvisto di parametri fisici dominanti, caratterizzati da una statura pari a centonovantaquattro centimetri ed una massa corporea di centoventi chilogrammi, ideali per presidiare le banchine dei punti d’incontro. Il giocatore esprime un’interpretazione della seconda linea improntata all’aggressività difensiva ed alla pulizia delle raggruppate, considerando la conquista del pallone nelle fasi di touche come una vera e propria sfida strategica all’interno della partita, utile a dettare il ritmo del gioco della nazione. La saggistica tecnica evidenzia come la maturità mentale dell’atleta permetterà inline di innalzare l’intensità dei contatti e di blindare le spinte in mischia chiusa, offrendo risposte veloci ai comandi tattici impostati dai tecnici della provincia.

L’obiettivo dichiarato del club è confermare l’ottimo piazzamento storico conseguito nella passata bacheca di Serie A, proiettando le nuove ambizioni promozionali sui display dei telefoni dei nuclei familiari del distretto.

La valorizzazione dei giovani atleti in Abruzzo ed i patti con i corpi intermedi della nazione

La pianificazione a lungo termine sdoganata dalla dirigenza dell’Avezzano Rugby costituisce un pilastro strategico fondamentale per incrementare la competitività economica e l’indice di vivibilità dello sport rurale in Abruzzo, attirando investimenti da parte delle ditte partner della Creative Economy. La cooperazione paritetica tra i comandi societari, le federazioni nazionali ed i corpi intermedi del terzo settore permette di allestire percorsi educativi d’eccellenza, riducendo i margini di dispersione e garantendo la totale sicurezza contrattuale dei tesserati. L’autorevolezza dello Stato nel sostegno alle infrastrutture sportive scolastiche rassicura le comunità locali, dimostrando come la pratica agonistica diffonda valori legati al sacrificio, alla lealtà ed alla legalità dei comportamenti tra i fanciulli della nazione.

Le sessioni di allenamento estive e le prime amichevoli della provincia metropolitana completeranno lo schieramento delle riforme fisiche del club, ponendo l’accoglienza dei nuovi acquisti in piena conformità con le usanze di convivenza civile stabilite dalle leggi costituzionali.

I registri ufficiali della Federazione Rugby ed i collegamenti con il portale della Regione

La diffusione di questi risultati d’eccellenza e la crescita dei campionati nazionali rappresentano un elemento di rilievo per elevare il prestigio dell’Abruzzo nel panorama del movimento sportivo italiano, assicurando la trasparenza degli atti e la regolarità dei controlli medici. I cittadini, gli allenatori e tutti i professionisti del settore forense o scolastico interessati a consultare i calendari orari delle successive partite di Serie A1, esaminare le classifiche storiche o verificare le relazioni della brochure federale della provincia, possono collegarsi direttamente alla piattaforma informatica del Consiglio Regionale dell’Abruzzo per esaminare i documenti istituzionali dello Stato.

Continua a Leggere

Sport

Franco Lipoli corre la 6 Ore di Roma 2026: La dedico al mio nipotino Leonardo

L’11 luglio 2026 alle ore 23.00 ha avuto inizio la 7^ edizione dell’ultramaratona “6 ore di Roma”, all’interno del parco archeologico Villa de Sanctis, organizzata dall’ASD Villa de Sanctis in collaborazione con il White Shoes Runners Club.

Pubblicato

a

Franco Lipoli

Redazione-  L’11 luglio 2026 alle ore 23.00 ha avuto inizio la 7^ edizione dell’ultramaratona “6 ore di Roma”, all’interno del parco archeologico Villa de Sanctis, organizzata dall’ASD Villa de Sanctis in collaborazione con il White Shoes Runners Club.

Il vincitore è stato Antonio Zaini (APD Ecologica ‘G’) SM35 totalizzando 78,283 km (in attesa di verifica) e precedendo Gabriele Reitano (Tiburtina Running Roma ASD) SM 74,133 km e Alessandro Massaro (Run and Smile ASD) SM40 72,133 km.

Tra le donne ha vinto Costanza Tortù (GSBRUN) SF 66,273 km. Precedendo Valentina Pascale (Runcard) SF35 62,282 km e Giulia Giambartolomei (ASD Piano Ma Arriviamo) SF 62,263 km.

Tra i partecipanti anche Franco Lipoli che ha totalizzato 43,305 km, classificandosi 119° assoluto su 193, 91° uomo su 142 e 9° SM60 su 13.

Di seguito approfondiamo la conoscenza di Franco Lipoli (ASD Villa De Sanctis) attraverso risposte ad alcune mie domande.

Complimenti per la 6h, soddisfatto?

Strafelice.

 

Trattasi di una gara molto impegnativa della durata di 6 ore con partenza alle 23,00 in un periodo estivo molto caldo e su un circuito sterrato di 1 km da percorrere tantissime volte.

A chi la dedichi?

La dedico al mio nipotino Leonardo, bimbo straordinario.

 

Da pochi giorni Franco ha avuto un nuovo nipote da suo nipote runner Gianluca ed è molto contento di correre pensando a questo nuovo nipote, sperando che diventi anche lui runner.

Ci sono stati momenti critici? Temevi qualcosa? Gli allenamenti più importanti?

Sicuramente è una gara molto dura, ma fortunatamente non ho avvertito problemi anche allenandomi pochissimo, e un’ernia inguinale comparsa pochi giorni dalla gara.

 

Trattasi di una gara molto dura per tante ore da trascorrere di notte correndo e camminando, con un clima molto caldo e soprattutto con un problema fisico pochi giorni prima della gara che poteva compromettere la gara e aggravare la condizione fisica.

Un consiglio per correre una 6h?

Un consiglio per questa gara, anche se non posso permettermi di dare consigli, affrontatela con allegria e come si dice: ‘a da passà a nottata’.

 

Anche se Franco non è un esperto ultramaratoneta, correrla è una grande esperienza e quindi possono essere utili i consigli di ogni partecipante di qualsiasi livello ed è vero che bisogna avere pazienza e fiducia che passi tutta la notte di gara, in attesa dell’alba a fine gara.

Prossimi obiettivi a breve, medio, lungo termine?

Prossimo obbiettivo maratona 2027, naturalmente Roma.

 

Franco ha corso la sua prima maratona a Roma il 19 marzo 2023 in 4h07’28”, l’anno successivo il 17 marzo 2024 ha corso di nuovo la maratona di Roma in 4h29’01” e la vuole correre ancora a Roma il prossimo anno.

Sogni realizzati, da realizzare, rimasti incompiuti?

Sogno da realizzare rifare il Gran Sasso, comunque felice dei miei risultati, anche se non eccezionali ma sicuramente ottenuti con tanta passione e allegria. Vengo chiamato Emil Zatopeck, la locomotiva umana😂😂.

 

Il 30 luglio 2023 Franco ha corso l’Ultramaratona del Gran Sasso 50km in 6h29’14”. Franco non è un uomo dei podi ma si diverte tantissimo negli allenamenti e in gara, un ottimo compagno di fatica.

Gli amici di Franco Lipoli lo chiamano Emil Zatopeck, la locomotiva umana, perché ha tanto coraggio e forza di volontà e non si tira mai indietro, non molla mai, vuol restare nel gruppo anche se ha poco allenamento.

Emil Zátopek (19 settembre 1922 – 22 novembre 2000) è stato un mezzofondista e maratoneta cecoslovacco. In carriera ha conquistato quattro medaglie d’oro e una d’argento ai Giochi olimpici. Zátopek fu anche il primo atleta a infrangere la barriera dei 29 minuti sui 10000 m piani (nel 1954); tre anni prima, nel 1951, era sceso sotto l’ora nei 20 km. Ai Giochi olimpici di Londra 1948, dove vinse i 10000 m (alla sua seconda gara su quella distanza) e arrivò secondo dietro al belga Gaston Reiff nei 5000 m piani.

Ottenne il primato mondiale anche nei 5000 m (1954), nei 20000 m (due volte nel 1951), nell’ora (due volte nel 1951), nei 25000 m (1952 e 1955) e nei 30000 m (1952).

La sua fama è legata principalmente alla straordinaria impresa realizzata ai Giochi olimpici del 1952 di Helsinki, durante i quali vinse tre medaglie d’oro nell’atletica leggera. Dopo aver primeggiato nei 5000 m e nei 10000 m piani, conquistò la terza medaglia nella maratona, gara in cui decise di competere all’ultimo minuto e che disputava per la prima volta in carriera. In ognuna di queste gare stabilì anche il record olimpico.

Due settimane prima dei Giochi olimpici del 1956, Zátopek venne operato per un’ernia, ciononostante gareggiò regolarmente finendo sesto. Zátopek era noto per ansimare pesantemente mentre correva, e come conseguenza venne soprannominato la locomotiva. (Quasi come il ciclista Learco Guerra “La locomotiva umana”).

Lo sport è come un treno dove c’è posto per tutti, ognuno con le proprie possibilità e modalità, in giro per parchi e città condividendo gioie e fatica.

Cosa e chi ti aiuta?

Vorrei ringraziare i miei moschettieri: Patrizio, Raffaele, Alessio, Ernesto e Vincenzo per la loro vicinanza e affetto ❤🏃‍♀️.

 

Franco è circondato da tanti amici corridori per allenarsi insieme soprattutto le domeniche con allenamenti lunghissimi di 20-25 chilometri in giro per Roma, partendo da Tor Tre Teste fino al centro di Roma con tappa fissa alla scalinata dell’Ara Coeli.

Come ti ha cambiato la corsa?

Naturalmente disputare una gara di 6 ore ti pone tante domande, però a me la corsa mi regala quella serenità che a volte nella vita quotidiana ti volta le spalle, e allora più si corre e più allontani questa mia nemica, e correre per 6 ore alla fine ti regala emozioni e gioie che, come d’incanto, cancellano la fatica❤🏃‍♂️❣.

 

Tanti pensano e dicono: ‘chi te lo fa fare’, ‘cosa ti spinge a correre tante ore, a fare tanti km’ ma è risaputo che lo sport e la corsa in particolare da tanto sollievo alle persone, fa scaricare di tensioni accumulate durante la vita quotidiane e quindi ben venga la fatica che fa star bene, con gli amici, anche in allegria, momenti spensierati di sport condiviso.

Continua a Leggere

Articoli di Tendenza