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Pablo Barnes record argentino 46 giri/308,476km alla Backyard Ultra Livata 2026

La Backyard Ultra è nata da un’idea di Laz Lake. La gara si corre su un circuito da 6,7 km da completare in 60 minuti. Ogni 60 minuti c’è una nuova partenza.Chi finisce il giro in un tempo minore può sfruttare i minuti rimanenti come preferisce: può riposare, mangiare, dormire. Chi non riesce

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Pablo Barnes record argentino 46 giri/308,476km alla Backyard Ultra Livata 2026

Redazione-  La Backyard Ultra è nata da un’idea di Laz Lake. La gara si corre su un circuito da 6,7 km da completare in 60 minuti. Ogni 60 minuti c’è una nuova partenza.Chi finisce il giro in un tempo minore può sfruttare i minuti rimanenti come preferisce: può riposare, mangiare, dormire. Chi non riesce a completare il giro in 60 minuti o non riesce a partire in tempo per il giro successivo, è eliminato. La gara continua fino a che non rimarrà in gara un solo concorrente in grado di completare un ultimo giro, uno in più degli altri.

Il 30 maggio 2026 ha avuto luogo la 2^ edizione della Backyard Ultra Livata e l’ultimo a restare in gara dopo 51 giri totalizzando 342,006 km è stato Danile Lissoni che vinse anche l’anno scorso.

In seconda posizione Francesca Ferraro con 50 giri e 335,300 km e in terza posizione Pablo Barnes (ARG) con 46 giri e 308,476 km. A seguire Giuliano Zaccaria 37 giri e 248,122 km.

Di seguito approfondiamo la conoscenza di Pablo (Barnes Trail and Road ASD) attraverso risposte ad alcune mie domande.

Complimenti per il record argentino alla Backyard, te l’aspettavi?

Ho fatto il record argentino con 46 giri, poi mi sono fermato, Francesca Ferraro ha fatto il record italiano con 50 giri e ha vinto Daniele Lissoni con 51 giri. Non ho vinto la gara ma mi va bene così.

 

Un’ottima prestazione per Pablo, consapevole di quello che voleva e poteva fare fin dall’inizio.

Il precedente record nazionale argentino di Backyard Ultra apparteneva a Luis Agustín Casajús, stabilito tra il 24 e il 26 gennaio 2026 al 4° El Ceibo Backyard Ultra Dolores (ARG) restando in gara per 45 giri e totalizzando 301,770 km, precedendo i connazionali Dario Arauz 44 giri/295,064 km, Ana Ferrere 33 giri/221,298 km, Rivas Montoya 28 giri/187,768.

Hai chiuso gli occhi qualche minuto?

È stata la prima volta che ho superato le 2 notti di gara, mi sono addormentato per neanche 3 minuti la prima notte e la seconda avevo pochi minuti sempre, a volte il cervello si spegneva per un microsecondo e poi ripartivo.  

 

Una prova davvero dura, sempre in movimento ora dopo ora e ogni sosta si aspettava una nuova partenza, pochissimi minuti per riposare, nutrirsi, rilassarsi.

Eventuali criticità, momenti difficili?

La notte è stata veramente dura, la seconda notte faceva freddo. La seconda notte facevo fatica ad andare con i ragazzi, lo stesso gruppetto di 3, ci davamo una mano a vicenda. Una volta uscito il sole sembrava incredibile che il corpo riusciva a trovare energia. Poi ho stretto i denti quando ho superato il record argentino, mi sono fermato, andava benissimo così, il mio personale era 36 ore, 10 ore in meno.

 

È importante avere chiari i propri obiettivi e saper di voler fare ciò che si vuole senza stress, andando oltre ma senza strafare e con la consapevolezza che le crisi passano e il corpo e la mente si adattano a tutto.

Il tuo vissuto Backyard pre-gara, durante la gara, post gara (sensazioni, pensieri)?

Ero andato lì perché volevo fare un allenamento per il Tor, è andata benissimo, a conti fatti potevo fare qualche giro in più, magari stare con Francesca, ma dovevo tornare con Michele Graglia che mi aspettava e ho rispettato i piani, non ho tirato fuori la vena agonistica, non volevo neanche esagerare perché avevo il ‘Tor’ in programma, mi sembrava andare oltre e ci voleva tanto tempo poi per recuperare; infatti, sono stato tutta la settimana fermo e faccio fatica ancora a recuperare le ore di sonno. Felicissimo, ora ho recuperato un po’ le gambe.

 

Una gara considerata estrema per la stanchezza del corpo e anche per la mente per la privazione di sonno e la conseguente mancanza di lucidità.

Per questa seconda edizione dell’Ultra Backyard Livata, Antonio Di Manno ha invitato amici atleti da diverse parti del mondo, molto validi e competitivi. Ma alla fine ha vinto l’atleta della sua squadra ‘Vegan Power Team’, una squadra costruita con una mentalità vincente e soprattutto sensibile agli animali invitando tutti ad avere più rispetto per loro.

Una gara che ha visto al via anche la leggenda dell’ultramaratona Michele Graglia, un ex modello che provando l’ultramaratona ha scoperto di poter vincere le più difficili al mondo: nel deserto, nei ghiacciai, nella valle dell’inferno.

Che intenzioni hai per il futuro?

Quest’anno, dopo 10 Spartathlon consecutive ho scelto di non andare, farò una sfida gigante, bella da affrontare, il Tor des Geants.

 

Pablo Barnes è anche lui una leggenda delle ultramaratone, continuando a essere protagonista, ad andare a podio o vincere gare durissime e avendo corso per 10 volte consecutive una delle più difficili gare al mondo, la Spartathlon.

La Spartathlon è una corsa tra Atene e Sparta di 246 km che ripercorre le orme di Fidippide, un messaggero ateniese mandato a Sparta nel 490 a.C. per cercare aiuto contro i Persiani nella Battaglia di Maratona.

Fidippide, secondo un racconto dello storico greco Erodoto, arrivò a Sparta il giorno dopo che era partito da Atene. Basandosi su tale aneddoto, il comandante britannico John Foden e altri quattro ufficiali della RAF si sono recati in Grecia nel 1982 per una missione ufficiale per verificare se fosse possibile coprire i quasi 250 chilometri in un giorno e mezzo. Tre corridori hanno completato con successo la missione: John Foden (37h37’), John Scholtens (34h30’) e John McCarthy (39h00).

L’anno successivo un gruppo di persone di varia nazionalità tra cui britannici e greci sotto la guida di Philhellene Michael Callaghan organizzarono la prima edizione della Open International Spartathlon Race.

Una gara durissima che per partecipare bisogna avere dei tempi accreditati sulle lunghe distanze e Pablo l’ha portata a termine 10 volte. La sua prima partecipazione risale al 2015 in 29h35’59; la sua miglior prestazione nel 2016 27h05’31”, classificandosi 12° assoluto e 11° tra gli uomini.

Il TOR330 – Tor des Géants è una gara di endurance trail di 330 km e 24.000 m D+. Tempo massimo: 150 ore. Partenza e arrivo: Courmayeur – Valle d’Aosta.

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Sport

Rugby, Chieti promosso in Serie B: ufficiale il ripescaggio dei Rebels

Ufficiale il ripescaggio della Polisportiva Abruzzo Rugby Rebels Chieti in Serie B: dal 18 ottobre la sfida nel Girone 5. 🏉 🇮🇹

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Polisportiva Abruzzo rugby Rebels Chieti

Chieti – Una notizia straordinaria riscatta i mesi più intensi e complessi della palla ovale teatina, riscrivendo le gerarchie e le ambizioni dello sport regionale. Nelle ultime ore, la Federazione Italiana Rugby (FIR) ha formalizzato i quadri dei campionati nazionali per la prossima stagione agonistica, ufficializzando il ripescaggio e la conseguente, storica promozione in Serie B Nazionale della Polisportiva Abruzzo Rugby Rebels Chieti. Si tratta di un traguardo di immenso prestigio, che premia un percorso sportivo e societario solido, restituendo alla città di Chieti una vetrina di assoluto rilievo dopo un’attesa prolungata. Il verdetto federale ripaga il club per l’inseguimento a lungo cercato di un obiettivo sfiorato sul campo e ora finalmente agguantato grazie alla solidità della struttura organizzativa e alla qualità del gioco espresso nell’ultimo anno.

La parabola dei Rebels tra i successi stagionali e la beffa dei playoff

Il salto di categoria dei neroverdi arriva al termine di un’annata sportiva vissuta da assoluti protagonisti, caratterizzata da una prima fase di campionato dominata con autorevolezza e da una serie di vittoria che avevano entusiasmato la tifoseria e gli addetti ai lavori. Tuttavia, la macchina perfetta dei Rebels aveva subito una parziale e dolorosa frenata proprio nelle battute conclusive della stagione, in coincidenza con i decisivi e proibitivi match di playoff, dove una serie di infortuni e di episodi sfavorevoli aveva negato la gioia della promozione diretta sul terreno di gioco. Nonostante la comprensibile amarezza per la finale sfumata, la dirigenza non ha smesso di credere nella bontà del proprio operato, mantenendo contatti costanti con i vertici della Federazione e presentando un dossier di ripescaggio ineccepibile sotto il profilo dei parametri economici, logistici e dei risultati sul campo.

La storia del club dal 1970 e l’ondata di entusiasmo nel mondo della palla ovale

La notizia del ripescaggio in Serie B ha scatenato un’immediata ondata di entusiasmo in tutto l’ambiente rugbistico teatino, travalicando i confini provinciali per raccogliere il plauso dell’intero movimento sportivo abruzzese. Il valore di questa promozione è testimoniato dalle tantissime attestazioni di stima giunte nelle ultime ore da parte di società storiche della regione e da una galassia di ex atleti e dirigenti. La Polisportiva, d’altronde, vanta radici profonde che affondano direttamente nel 1970, anno di nascita del primo nucleo del rugby a Chieti. Per oltre mezzo secolo, generazioni di sportivi hanno vestito con onore e sacrificio una maglia che oggi, grazie a questo storico verdetto, torna a calcare i palcoscenici nazionali più consoni alla tradizione e alla passione di una comunità che ha fatto della palla ovale un presidio di aggregazione giovanile e di valori civili.

La corsa contro il tempo per l’esordio del 18 ottobre nel Girone 5

Il prestigioso salto di categoria impone ora alla governance del club una drastica accelerazione sul piano organizzativo e finanziario. Essendo ormai giunti alla fine di luglio, la Polisportiva aveva pianificato l’intera programmazione economica e tecnica in funzione del campionato di Serie C regionale. L’ingresso nei quadri della Serie B Nazionale costringe la società a una vera e propria corsa contro il tempo per adeguare la rosa della prima squadra, potenziare l’impiantistica sportiva e reperire le risorse economiche e le sponsorizzazioni necessarie a sostenere i costi logistici delle lunghe trasferte. Il calendario ufficiale fissa la data tagliola al prossimo 18 ottobre, giorno del debutto ufficiale dei Rebels nel Girone 5, un raggruppamento geograficamente complesso e affascinante che metterà di fronte le compagini di Abruzzo, Lazio e Sardegna.

La logica economica delle trasferte in Sardegna e il sostegno del territorio

L’inserimento nel Girone 5 rappresenta una sfida affascinante ma estremamente onerosa sotto il profilo della gestione del budget societario. I Rebels dovranno misurarsi con lo storico e radicato movimento laziale, da sempre fucina di talenti e di club di grande tradizione, ma soprattutto dovranno affrontare la complessa logistica dei viaggi oltre tirreno per le sfide in terra sarda. La gestione dei voli aerei, dei pernottamenti e dei trasporti per l’intero gruppo squadra richiederà un impegno manageriale straordinario da parte dell’ufficio di presidenza. L’amministrazione comunale e il tessuto imprenditoriale locale saranno chiamati a fare squadra al fianco dei Rebels, comprendendo come la Serie B Nazionale non sia soltanto un traguardo sportivo per il club, ma una formidabile vetrina di marketing territoriale in grado di veicolare il nome della città di Chieti su scala nazionale.

Il vivaio e il mini rugby come presidio di salute e socialità sul territorio

Parallelamente agli impegni organizzativi della prima squadra, la Polisportiva Abruzzo continua a investire con determinazione nel proprio settore giovanile, vero polmone verde e risorsa fondamentale del club. Nonostante le mille difficoltà logistiche ed economiche che colpiscono gli sport dilettantistici nelle aree interne, la società ha confermato l’allestimento di un programma giovanile completo per la prossima stagione. I Rebels registreranno il ritorno di una squadra Under 18 e lo sviluppo di una Under 16, quest’ultima strutturata attraverso un virtuoso accordo di collaborazione sussidiaria con le società sportive dei territori vicini. Il quadro si completa con le formazioni Under 14, Under 12 e con il sempre attivo settore del mini rugby, a dimostrazione del fatto che il movimento a Chieti gode di ottima salute e continua a operare come fondamentale agenzia educativa e di prevenzione del disagio giovanile.

L’organigramma dei Rebels: la squadra tecnica guidata da Rosalba Bartolucci

La sostenibilità di questo ambizioso progetto sportivo e sociale poggia su un organigramma dirigenziale e tecnico di comprovata solidità e competenza. Al vertice della Polisportiva siede la presidente Rosalba Bartolucci, coadiuvata nella pianificazione delle strategie di campo dal responsabile tecnico Marco Trivellone, figura di riferimento della palla ovale abruzzese. Il comparto specialistico e la scuola di formazione del settore giovanile si avvarranno del lavoro coordinato di uno staff di tecnici qualificati, composto da Alessandro Barone, Fabio Faraone, Andrea Ferrieri, Matteo Finarelli, Federico Gemmiti, Alessandro Lenaz, Matteo Liberatore, Massimo Petrocco, Davide Potere e Matteo Trivellone. Questa convergenza di sguardi, passioni e competenze professionali rappresenta la struttura ideale per governare la transizione alla Serie B, garantendo ai giovani atleti teatini un percorso di crescita basato sul merito, sul rispetto delle regole e sul fair play.

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Calcio

Nazionale, Amedeo Goria attacca Mancini: “Doni 10 milioni in beneficenza”

🚨 BUFERA NAZIONALE: AMEDEO GORIA ATTACCA ROBERTO MANCINI SUL RITORNO IN AZZURRO: “È UNA TRAGICOMMEDIA, DONI 10 MILIONI IN BENEFICENZA PER FARSI PERDONARE”Il ritorno di Roberto Mancini sulla panchina della Nazionale italiana accende un feroce scontro mediatico ed etico sui valori dello sport e del denaro. Attraverso un video-selfie esclusivo diffuso sui canali di StadioTardini.it, lo storico giornalista sportivo Amedeo Goria ha stroncato la nuova nomina del commissario tecnico, definendo l’intera vicenda una “tragicommedia” e analizzando duramente il controverso addio del 2023. Goria ha liquidato le scuse formali dell’allenatore come parole che “lasciano il tempo che trovano”, ricordando come il tecnico abbia guadagnato oltre 50 milioni di euro “scappando e tradendo la Nazionale” per firmare il maxicontratto in Arabia Saudita. 🏛️⚽📉Per riabilitare la propria immagine davanti a milioni di tifosi feriti, il giornalista ha lanciato una provocazione contabile chiarissima: ha invitato ufficialmente Mancini a devolvere immediatamente tra i 5 e i 10 milioni di euro in beneficenza a favore di associazioni che curano i bambini malati, presìdi per gli anziani abbandonati, orfani di guerra e famiglie in estrema difficoltà economica. Pur ammettendo il taglio populista della sua richiesta, Goria ritiene che un massiccio atto di solidarietà sia l’unico modo reale per l’allenatore di dimostrare onestà intellettuale e iniziare a farsi perdonare dal pubblico italiano, mettendo un argine alla mercificazione del calcio moderno. 🌐💼✨👇 Condividi la provocazione di Amedeo Goria sulla necessità che Mancini faccia una maxi donazione per riconquistare l’affetto dei tifosi italiani? Raccontacelo nei commenti!#RobertoMancini #AmedeoGoria #NazionaleItaliana #StadioTardini #FigcCalcio #IngaggioArabia #WelfareSociale #BeneficenzaInfanzia #CriticaSportiva #MeteoCalcio

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Amedeo Goria

Roma – Nel tormentato scenario del calcio professionistico nazionale, segnato da profonde transizioni manageriali e da un acceso dibattito mediatico sulle logiche finanziarie dei grandi ingaggi, il ritorno ai vertici tecnici della FIGC continua a sollevare accese controversie d’opinione. Attraverso un editoriale in formato video-selfie diffuso sulle piattaforme digitali di StadioTardini.it, il noto giornalista sportivo e saggista Amedeo Goria ha espresso una durissima requisitoria in merito alla nomina ufficiale di Roberto Mancini a nuovo commissario tecnico della Nazionale italiana. Goria ha qualificato l’intera parabola storiografica e contrattuale del tecnico di Jesi come una vera e propria “tragicommedia” sportiva, analizzando gli strascichi emotivi del controverso addio consumatosi nel 2023 e invocando un formale e sostanzioso atto di mecenatismo economico per sanare la frattura antropologica con la platea dei tifosi azzurri.

Il valore delle scuse pubbliche e l’analisi del divorzio azzurro

L’asse portante della critica di Goria investe in prima istanza la sfera etica e lessicale delle dichiarazioni programmatiche rilasciate dall’allenatore al momento del suo nuovo insediamento sulla panchina di Coverciano. Il giornalista ha deostruito il valore formale del protocollo di scuse pubbliche esibito dal tecnico, liquidandolo come un mero espediente retorico privo di reale hardware riparatorio: «In Italia le parole, come le scuse, lasciano il tempo che trovano». L’analisi si sposta poi sul piano della scomposizione macroeconomica delle passate scelte professionali di Mancini, censurando la decisione del 2026 di interrompere bruscamente il precedente ciclo azzurro per capitalizzare l’imponente offerta finanziaria mediorientale: «Ha guadagnato — scappando, tradendo la Nazionale Italiana — ben 50 milioni di euro in neppure due anni di permanenza in Arabia Saudita».

La provocazione dei 10 milioni ad asili e istituti per l’infanzia fragile

Per avviare un reale percorso di riabilitazione dell’immagine pubblica e della credibilità personale agli occhi del Paese, Amedeo Goria ha formulato una proposta e provocazione contabile estremamente netta, vincolando il perdono sportivo a metriche di sussidarietà e welfare sociale concreto. Il giornalista ha esortato formalmente Roberto Mancini a stornare e devolvere una quota sostanziosa delle proprie fortune finanziarie — quantificata in una forbice monetaria compresa tra i 5 e i 10 milioni di euro — a beneficio di associazioni del Terzo Settore ed enti assistenziali accreditati. Tali risorse dovrebbero essere vincolate, secondo il manifesto di Goria, al finanziamento di progetti di accoglienza per bambini malati, asili per orfani di guerra, presìdi per anziani in condizione di solitudine biologica e sussidi diretti per le famiglie colpite da asfissia e grave precarietà economica.

Il paradosso del populismo sportivo e la gestione del dissenso dei tifosi

In ultima analisi, il commentatore ha ammesso la parziale natura populistica della propria requisitoria, rivendicandone tuttavia la necessità etica di fronte alla crescente mercificazione dei valori sportivi identitari nazionali. La scommessa manageriale della FIGC di riaffidare la guida della Nazionale a un profilo scisso dal sentimento popolare rischia di alimentare i flussi del dissenso digitale e dell’ostilità sulle tribune, minando la coesione civile attorno alla squadra in vista delle prossime scadenze agonistiche europee. La tracciabilità di un grande gesto filantropico viene indicata da Amedeo Goria come l’unico hardware credibile in grado di dimostrare la trasparenza e l’onestà intellettuale del commissario tecnico, sottraendo la sua nuova avventura alle logiche della convenienza aziendale per restituirla alla sacralità della maglia azzurra e al rispetto inderogabile del capitale umano della tifoseria.

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Sport

CSI L’Aquila, al via la pallavolo 2026-2027: Stornelli è il nuovo coordinatore

🚨 PALLAVOLO CSI: AL VIA LA STAGIONE 2026-2027 ALL’AQUILA, FRANCESCO STORNELLI GUIDA IL SETTORE PROVINCIALELo sport di base riparte nel cuore della provincia aquilana con grandi novità, ambizioni e una rinnovata governance! Il Comitato Provinciale del CSI (Centro Sportivo Italiano) dell’Aquila ha inaugurato ufficialmente la stagione sportiva della pallavolo 2026-2027. Durante l’attesa riunione del Settore Volley, che ha visto la partecipazione del Presidente Luca Tarquini e della Responsabile Attività Sportive Alessandra Lunadei insieme ai delegati delle società sportive, è stata ufficializzata la nomina di Francesco Stornelli a nuovo Coordinatore Provinciale del Settore Pallavolo, con l’obiettivo di espandere e coordinare il movimento sul territorio. 🏐📈I vertici del CSI hanno rivolto un sentito e solenne ringraziamento al coordinatore uscente, Claudio Del Fosco, per l’eccezionale lavoro svolto nelle ultime due stagioni che ha permesso al campionato amatoriale di crescere e consolidarsi come punto di riferimento assoluto. Con questo passaggio si aprono ufficialmente anche le iscrizioni al Campionato Provinciale CSI L’Aquila di Pallavolo Open Misto 2026-2027: l’invito è aperto a tutte le ASD e ai gruppi sportivi che desiderano condividere i sani valori di inclusione, amicizia e fair play. 🏛️🇮🇹✨👇 Parteciperai anche tu con la tua squadra al prossimo Campionato Open Misto del CSI Aquilano? Scrivicelo nei commenti!#CSILAquila #PallavoloCSI #FrancescoStornelli #LucaTarquini #OpenMisto2026 #VolleyAmatoriale #ClaudioDelFosco #SportEInclusione #AbruzzoSport #IscrizioniAperte

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CSI L'Aquila

L’Aquila – Nel panorama dello sport di base e delle politiche di coesione sociale e welfare territoriale promosse dagli enti di promozione sportiva in Abruzzo, l’avvio delle stagioni agonistiche rappresenta un nodo cruciale per la pianificazione economica e organizzativa delle associazioni affiliate. Il Centro Sportivo Italiano (CSI) – Comitato Provinciale dell’Aquila ha aperto formalmente la stagione sportiva 2026-2027 del settore pallavolo. La programmazione strategica è stata definita nel corso della riunione programmatica del comparto, conclusasi con un momento conviviale, a cui hanno preso parte il Presidente Provinciale Luca Tarquini, la Responsabile delle Attività Sportive Alessandra Lunadei e le delegazioni societarie che hanno animato il Campionato Provinciale Open Misto nella passata edizione, delineando le linee guida per consolidare il movimento amatoriale e intercettare nuovi flussi di tesserati nei distretti interni dell’Appennino.

La transizione manageriale: Francesco Stornelli al vertice del settore

Il dato organizzativo e dirigenziale di maggior rilievo dell’assise aquilana risiede nell’ufficializzazione della nomina di Francesco Stornelli alla carica di Coordinatore Provinciale del Settore Pallavolo del CSI L’Aquila. Stornelli assume la guida operativa del movimento ereditando una struttura sana e in costante espansione logistica, con il compito istituzionale di coordinare le attività arbitrali, i calendari agonistici e di implementare le strategie di penetrazione del brand CSI nei comuni della provincia. Contestualmente, la presidenza e la direzione tecnica hanno rivolto un formale e solenne ringraziamento al coordinatore uscente Claudio Del Fosco, il quale ha guidato il comparto nelle ultime due stagioni sportive, favorendo la crescita qualitativa dei tornei e strutturando un modello di gestione basato sul merito, sul fair play e sulla disponibilità e professionalità nel rapporto con i club.

Il manifesto di Luca Tarquini: la valorizzazione dei club periferici

I riflessi programmatici della transizione manageriale sono stati validati dagli interventi istituzionali dei vertici provinciali, tesi a blindare la continuità didattica e l’identità associativa del comitato. Il presidente Luca Tarquini ha espresso piena fiducia nelle competenze tecniche e umane del neo-coordinatore, evidenziandone la capacità di valorizzare l’operato delle micro-realtà sportive locali: «A Francesco rivolgiamo i nostri migliori auguri di buon lavoro. Siamo certi che, grazie alla sua passione, competenza e disponibilità, saprà dare un contributo importante alla crescita della pallavolo CSI, valorizzando il lavoro delle società e proseguendo nel percorso costruito in questi anni. Allo stesso tempo desidero rivolgere un sincero grazie a Claudio Del Fosco per il prezioso lavoro svolto nelle ultime due stagioni, durante le quali ha contribuito in maniera significativa allo sviluppo del nostro campionato».

Apertura delle iscrizioni al Campionato Open Misto e inclusione sociale

In ultima analisi, la riunione del settore volley ha sancito l’apertura ufficiale delle procedure burocratiche di iscrizione al Campionato Provinciale CSI L’Aquila di Pallavolo Open Misto per l’annualità 2026-2027. L’elettorato passivo e l’invito alla partecipazione sono stati estesi dalle scuderie dell’ente non solo ai club storici, ma a tutte le libere associazioni, ai gruppi aziendali e ai collettivi giovanili che individuano nella pallavolo un formidabile strumento di inclusione sociale, salute biologica e prevenzione del disagio giovanile. Il CSI dell’Aquila conferma così la propria dottrina metodologica, volta a utilizzare l’infrastruttura dello sport dilettantistico nZEB e l’aggregazione di squadra come vettori di crescita civile e diletto dell’anima, edificando una rete sussidiaria in grado di generare benessere diffuso e di connettere le diverse comunità del territorio aquilano fuori dai recinti dell’agonismo esasperato.

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