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Il Volley 99 L’Aquila conquista il titolo regionale CSI al termine di una giornata di sport a Teramo

🏐 Il Volley 99 L’Aquila si laurea campione regionale CSI al termine di una finale al cardiopalma contro l’Infinity Sport Avezzano. Un successo che vale il pass per le finali nazionali di Cava de’ Tirreni.

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Redazione-  La palestra San Gabriele è stata il palcoscenico di un evento sportivo che ha saputo richiamare l’attenzione di appassionati e addetti ai lavori provenienti da ogni angolo della regione. Sabato 13 giugno 2026, la struttura teramana ha ospitato le fasi conclusive del campionato Open Misto CSI Abruzzo, una giornata intensa che ha visto la pallavolo protagonista assoluta, mettendo in luce l’eccellenza tecnica raggiunta dalle società affiliate al Centro Sportivo Italiano sul territorio regionale.

Il torneo ha visto la partecipazione di quattro squadre giunte alle finali dopo una stagione regolare lunga e impegnativa, suddivise equamente tra i comitati di Teramo e de L’Aquila. La qualità del gioco espressa sul rettangolo di gioco ha confermato la vitalità del movimento, capace di coniugare un agonismo elevato con la correttezza che da sempre identifica le attività promosse dal Csi.

Le semifinali che hanno dettato il ritmo della giornata

Il programma di gara è stato inaugurato dal confronto tra il Play Volley Bellante, formazione rappresentante del comitato di Teramo, e il Volley 99 L’Aquila Negroni. Si è trattato di un incontro che ha tenuto il pubblico presente col fiato sospeso fino all’ultimo scambio. La sfida, durata oltre due ore, ha visto un continuo mutamento degli equilibri in campo, con le due compagini che si sono risposte colpo su colpo. Al termine di un tie-break combattuto, gli aquilani hanno avuto la meglio con i parziali di 25-17, 21-25, 23-25, 25-22 e 12-15, staccando così il primo biglietto utile per la finalissima.

La seconda semifinale ha visto scendere in campo l’Infinity Sport Avezzano Mars, altra realtà del comitato aquilano, contrapposta allo Specula Volley, portacolori del comitato teramano. In questa circostanza, la superiorità tecnica della formazione marsicana è emersa con maggiore chiarezza. Con una vittoria netta per 3-0, punteggi parziali di 25-23, 25-16 e 25-10, l’Infinity Sport Avezzano Mars ha chiuso i conti in poco tempo, garantendo l’accesso al round conclusivo. Questo risultato ha confermato un dato statistico rilevante: l’ottima salute pallavolistica del comitato aquilano, capace di portare due squadre a contendersi il trofeo regionale.

Il duello conclusivo e lo sguardo verso le finali nazionali

La sfida decisiva per il titolo di campione regionale Open Misto CSI Abruzzo è stata fissata per le ore 19.30. Il match tra il Volley 99 L’Aquila Negroni e l’Infinity Sport Avezzano Mars ha rispettato le attese, trasformandosi in una partita estremamente equilibrata. Ancora una volta, la stanchezza accumulata dopo le fatiche della mattinata non ha frenato l’intensità agonistica dei giocatori. Il pubblico ha potuto assistere a una prestazione di alto profilo, dove la tecnica individuale si è mescolata a una tattica di squadra rodata. Il Volley 99 L’Aquila ha saputo gestire meglio i momenti cruciali dell’incontro, chiudendo a proprio favore il tie-break decisivo. I set, terminati 25-20, 18-25, 25-20, 16-25 e 15-12, hanno consegnato meritatamente la medaglia d’oro alla compagine guidata dallo staff tecnico aquilano.

Il successo ottenuto a Teramo non rappresenta solo il traguardo stagionale, ma apre le porte a una nuova prestigiosa sfida. Il Volley 99 L’Aquila avrà infatti l’onore di rappresentare l’intero movimento del Csi Abruzzo nelle Finali Nazionali, che si terranno a Cava de’ Tirreni dall’8 al 12 luglio 2026. In tale cornice, i campioni regionali saranno chiamati a confrontarsi con le migliori realtà provenienti dal resto d’Italia, portando con sé il bagaglio di valori appreso durante il cammino stagionale.

Le autorità sportive presenti, tra cui la responsabile delle attività sportive del Csi L’Aquila, Alessandra Lunadei, e i vertici dei comitati locali, hanno espresso una profonda soddisfazione per la riuscita dell’evento. Il presidente del comitato aquilano ha sottolineato come tale risultato sia l’esito naturale di un lavoro quotidiano fatto di sacrificio, dedizione da parte dei dirigenti e una costante ricerca di crescita per ogni singolo atleta coinvolto. La manifestazione si è chiusa con le premiazioni, nel segno dell’amicizia e di quella lealtà che rende unico il panorama pallavolistico regionale, proiettando ora le ambizioni dell’intero gruppo verso l’importante vetrina nazionale del prossimo mese.

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Pablo Barnes record argentino 46 giri/308,476km alla Backyard Ultra Livata 2026

La Backyard Ultra è nata da un’idea di Laz Lake. La gara si corre su un circuito da 6,7 km da completare in 60 minuti. Ogni 60 minuti c’è una nuova partenza.Chi finisce il giro in un tempo minore può sfruttare i minuti rimanenti come preferisce: può riposare, mangiare, dormire. Chi non riesce

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Redazione-  La Backyard Ultra è nata da un’idea di Laz Lake. La gara si corre su un circuito da 6,7 km da completare in 60 minuti. Ogni 60 minuti c’è una nuova partenza.Chi finisce il giro in un tempo minore può sfruttare i minuti rimanenti come preferisce: può riposare, mangiare, dormire. Chi non riesce a completare il giro in 60 minuti o non riesce a partire in tempo per il giro successivo, è eliminato. La gara continua fino a che non rimarrà in gara un solo concorrente in grado di completare un ultimo giro, uno in più degli altri.

Il 30 maggio 2026 ha avuto luogo la 2^ edizione della Backyard Ultra Livata e l’ultimo a restare in gara dopo 51 giri totalizzando 342,006 km è stato Danile Lissoni che vinse anche l’anno scorso.

In seconda posizione Francesca Ferraro con 50 giri e 335,300 km e in terza posizione Pablo Barnes (ARG) con 46 giri e 308,476 km. A seguire Giuliano Zaccaria 37 giri e 248,122 km.

Di seguito approfondiamo la conoscenza di Pablo (Barnes Trail and Road ASD) attraverso risposte ad alcune mie domande.

Complimenti per il record argentino alla Backyard, te l’aspettavi?

Ho fatto il record argentino con 46 giri, poi mi sono fermato, Francesca Ferraro ha fatto il record italiano con 50 giri e ha vinto Daniele Lissoni con 51 giri. Non ho vinto la gara ma mi va bene così.

 

Un’ottima prestazione per Pablo, consapevole di quello che voleva e poteva fare fin dall’inizio.

Il precedente record nazionale argentino di Backyard Ultra apparteneva a Luis Agustín Casajús, stabilito tra il 24 e il 26 gennaio 2026 al 4° El Ceibo Backyard Ultra Dolores (ARG) restando in gara per 45 giri e totalizzando 301,770 km, precedendo i connazionali Dario Arauz 44 giri/295,064 km, Ana Ferrere 33 giri/221,298 km, Rivas Montoya 28 giri/187,768.

Hai chiuso gli occhi qualche minuto?

È stata la prima volta che ho superato le 2 notti di gara, mi sono addormentato per neanche 3 minuti la prima notte e la seconda avevo pochi minuti sempre, a volte il cervello si spegneva per un microsecondo e poi ripartivo.  

 

Una prova davvero dura, sempre in movimento ora dopo ora e ogni sosta si aspettava una nuova partenza, pochissimi minuti per riposare, nutrirsi, rilassarsi.

Eventuali criticità, momenti difficili?

La notte è stata veramente dura, la seconda notte faceva freddo. La seconda notte facevo fatica ad andare con i ragazzi, lo stesso gruppetto di 3, ci davamo una mano a vicenda. Una volta uscito il sole sembrava incredibile che il corpo riusciva a trovare energia. Poi ho stretto i denti quando ho superato il record argentino, mi sono fermato, andava benissimo così, il mio personale era 36 ore, 10 ore in meno.

 

È importante avere chiari i propri obiettivi e saper di voler fare ciò che si vuole senza stress, andando oltre ma senza strafare e con la consapevolezza che le crisi passano e il corpo e la mente si adattano a tutto.

Il tuo vissuto Backyard pre-gara, durante la gara, post gara (sensazioni, pensieri)?

Ero andato lì perché volevo fare un allenamento per il Tor, è andata benissimo, a conti fatti potevo fare qualche giro in più, magari stare con Francesca, ma dovevo tornare con Michele Graglia che mi aspettava e ho rispettato i piani, non ho tirato fuori la vena agonistica, non volevo neanche esagerare perché avevo il ‘Tor’ in programma, mi sembrava andare oltre e ci voleva tanto tempo poi per recuperare; infatti, sono stato tutta la settimana fermo e faccio fatica ancora a recuperare le ore di sonno. Felicissimo, ora ho recuperato un po’ le gambe.

 

Una gara considerata estrema per la stanchezza del corpo e anche per la mente per la privazione di sonno e la conseguente mancanza di lucidità.

Per questa seconda edizione dell’Ultra Backyard Livata, Antonio Di Manno ha invitato amici atleti da diverse parti del mondo, molto validi e competitivi. Ma alla fine ha vinto l’atleta della sua squadra ‘Vegan Power Team’, una squadra costruita con una mentalità vincente e soprattutto sensibile agli animali invitando tutti ad avere più rispetto per loro.

Una gara che ha visto al via anche la leggenda dell’ultramaratona Michele Graglia, un ex modello che provando l’ultramaratona ha scoperto di poter vincere le più difficili al mondo: nel deserto, nei ghiacciai, nella valle dell’inferno.

Che intenzioni hai per il futuro?

Quest’anno, dopo 10 Spartathlon consecutive ho scelto di non andare, farò una sfida gigante, bella da affrontare, il Tor des Geants.

 

Pablo Barnes è anche lui una leggenda delle ultramaratone, continuando a essere protagonista, ad andare a podio o vincere gare durissime e avendo corso per 10 volte consecutive una delle più difficili gare al mondo, la Spartathlon.

La Spartathlon è una corsa tra Atene e Sparta di 246 km che ripercorre le orme di Fidippide, un messaggero ateniese mandato a Sparta nel 490 a.C. per cercare aiuto contro i Persiani nella Battaglia di Maratona.

Fidippide, secondo un racconto dello storico greco Erodoto, arrivò a Sparta il giorno dopo che era partito da Atene. Basandosi su tale aneddoto, il comandante britannico John Foden e altri quattro ufficiali della RAF si sono recati in Grecia nel 1982 per una missione ufficiale per verificare se fosse possibile coprire i quasi 250 chilometri in un giorno e mezzo. Tre corridori hanno completato con successo la missione: John Foden (37h37’), John Scholtens (34h30’) e John McCarthy (39h00).

L’anno successivo un gruppo di persone di varia nazionalità tra cui britannici e greci sotto la guida di Philhellene Michael Callaghan organizzarono la prima edizione della Open International Spartathlon Race.

Una gara durissima che per partecipare bisogna avere dei tempi accreditati sulle lunghe distanze e Pablo l’ha portata a termine 10 volte. La sua prima partecipazione risale al 2015 in 29h35’59; la sua miglior prestazione nel 2016 27h05’31”, classificandosi 12° assoluto e 11° tra gli uomini.

Il TOR330 – Tor des Géants è una gara di endurance trail di 330 km e 24.000 m D+. Tempo massimo: 150 ore. Partenza e arrivo: Courmayeur – Valle d’Aosta.

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Gianluca Valente conquista il titolo italiano Super Piuma ad Avezzano

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Redazione  – Una serata di grande pugilato quella andata in scena in Piazza Risorgimento ad Avezzano, dove il pubblico ha assistito a un match intenso e spettacolare valido per il Titolo Italiano dei pesi Super Piuma.

Sul ring si sono affrontati Gianluca Valente e Mohamed Diallo, protagonisti della sfida principale di un evento che ha richiamato l’attenzione degli appassionati e che è stato trasmesso in diretta su Rai Sport. Dopo otto riprese combattute, Valente è riuscito ad avere la meglio sul suo avversario, conquistando la prestigiosa cintura tricolore e laureandosi Campione d’Italia Super Piuma.

L’incontro, disputato nella suggestiva cornice del centro cittadino avezzanese, è stato organizzato con il supporto delle istituzioni locali e della Federazione Pugilistica Italiana.

Per Gianluca Valente si tratta di un risultato di grande prestigio, frutto di preparazione, sacrificio e determinazione. Il pugile ha saputo gestire il confronto con lucidità e carattere, imponendosi su Diallo e conquistando il titolo nazionale della categoria.

Applausi per entrambi gli atleti, protagonisti di un confronto avvincente che ha esaltato il pubblico presente. Al termine della sfida, la festa è stata tutta per Valente, che può ora fregiarsi del titolo di Campione d’Italia Super Piuma, coronando una serata indimenticabile per il pugilato italiano.

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La mezza maratona di Roma sfonda il muro dei 40mila runner: record assoluto e boom di solidarietà

🏃‍♂️💙 Quasi 40mila runner, record di partecipazione femminile e un Charity Program che unisce corsa e solidarietà: la Rome Half Marathon pronta a fare storia il 18 ottobre 👇

#RomeHalfMarathon #CorsaRoma #RunningItaly #WizzAirRomeHalf

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Redazione- Roma si conferma la capitale europea della corsa su strada. A quattro mesi dalla sua terza edizione, la Wizz Air Rome Half Marathon by Brooks Running ha già scritto una pagina memorabile nella storia dello sport italiano e internazionale. Con quasi 40mila iscrizioni registrate, la mezza maratona organizzata da Roma Ostia e RCS Sports & Events per Roma Capitale raggiunge un traguardo straordinario: il doppio dei partecipanti rispetto alla scorsa edizione, quando gli atleti al via erano 22mila.

«Manca pochissimo ai 40 mila iscritti, quasi il doppio dell’ultima edizione», dichiara la Race Director Laura Duchi. «Alla sua terza edizione, l’evento si colloca ai vertici delle mezze maratone più partecipate d’Europa e del mondo, confermando il momento d’oro della corsa su strada».

Record anche nella partecipazione femminile

Il dato più significativo riguarda la componente femminile. Per la prima volta nella storia della manifestazione, le donne rappresentano il 52% degli iscritti, superando la componente maschile. Un incremento dell’8% rispetto allo scorso anno che segna un cambio di paradigma nel panorama podistico italiano, tradizionalmente a maggioranza maschile.

La crescita internazionale è altrettanto impressionante. L’80% dei partecipanti arriva dall’estero, con la Francia in testa al 15,9%, seguita dalla Spagna al 12,5%, dal Regno Unito al 9%, dalla Germania al 7,3% e dalla Polonia al 6,41%. Segnali significativi arrivano anche da Stati Uniti, Brasile e Messico, a conferma del fascino crescente della corsa nella capitale italiana.

«Quasi 40 mila iscritti a circa quattro mesi dall’evento rappresentano un risultato impressionante», sottolinea Alessandro Onorato, Assessore ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda di Roma Capitale. «In soli due anni la Rome Half Marathon è diventata una delle corse più importanti al mondo. È la conferma che la scelta di creare un’unica mezza maratona ufficiale nel cuore della città è stata vincente. Sarà una grande festa popolare che durerà più giorni e produrrà importanti ricadute sociali, economiche e benefiche».

Ultimi mille pettorali per la solidarietà

Per chi non ha ancora garantito il proprio posto al via del 18 ottobre, resta un’ultima chance. L’organizzazione ha messo in vendita gli ultimi 1.000 pettorali attraverso il Charity Program, introdotto per la prima volta nel programma della Rome Half Marathon. Acquistando uno di questi bib solidali, ogni runner potrà partecipare all’evento sostenendo direttamente i progetti di organizzazioni non profit attive in ambito sociale, sanitario e culturale.

Le realtà aderenti al programma includono Fondazione Bambino Gesù ETS, Sport Senza Frontiere, Comitato Italiano per l’UNICEF – Fondazione ETS, Fondazione Italiana Diabete, Comunità di Sant’Egidio, Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS e PlayMore! con RunChallenge. Per prenotare il proprio pettorale è necessario collegarsi al sito ufficiale della manifestazione e scegliere l’organizzazione per cui correre.

«Crediamo fortemente nell’impatto che queste realtà generano sul territorio e sulle comunità», commenta Luca Onofrio, Responsabile Mass Events di RCS Sports & Events. «Il coinvolgimento di organizzazioni solidali, locali e nazionali, attive in diversi ambiti del sociale, contribuirà ulteriormente al successo della terza edizione di uno degli eventi di corsa più belli al mondo».

Un evento che fa vivere Roma

La Wizz Air Rome Half Marathon by Brooks Running non è solo una competizione sportiva, ma un volano economico e turistico per la città. L’arrivo di runner da tutto il mondo genera ricadute significative sull’ospitalità, sulla ristorazione e sul commercio locale, con un indotto che si estende ben oltre il giorno della gara. Il percorso, che attraversa alcune delle aree più iconiche della capitale, offre agli atleti un viaggio tra storia e modernità, con il traguardo che attende nel cuore della città.

Con il sold out delle iscrizioni ordinarie e un record di partecipazione che non ha eguali in Italia, la terza edizione della mezza maratona romana si preannuncia come l’evento sportivo dell’anno. La combinazione di agonismo, solidarietà e passione popolare trasforma questa competizione in un appuntamento imperdibile per runner di ogni livello e provenienza.

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