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Rugby, Chieti promosso in Serie B: ufficiale il ripescaggio dei Rebels

Ufficiale il ripescaggio della Polisportiva Abruzzo Rugby Rebels Chieti in Serie B: dal 18 ottobre la sfida nel Girone 5. 🏉 🇮🇹

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Polisportiva Abruzzo rugby Rebels Chieti

Chieti – Una notizia straordinaria riscatta i mesi più intensi e complessi della palla ovale teatina, riscrivendo le gerarchie e le ambizioni dello sport regionale. Nelle ultime ore, la Federazione Italiana Rugby (FIR) ha formalizzato i quadri dei campionati nazionali per la prossima stagione agonistica, ufficializzando il ripescaggio e la conseguente, storica promozione in Serie B Nazionale della Polisportiva Abruzzo Rugby Rebels Chieti. Si tratta di un traguardo di immenso prestigio, che premia un percorso sportivo e societario solido, restituendo alla città di Chieti una vetrina di assoluto rilievo dopo un’attesa prolungata. Il verdetto federale ripaga il club per l’inseguimento a lungo cercato di un obiettivo sfiorato sul campo e ora finalmente agguantato grazie alla solidità della struttura organizzativa e alla qualità del gioco espresso nell’ultimo anno.

La parabola dei Rebels tra i successi stagionali e la beffa dei playoff

Il salto di categoria dei neroverdi arriva al termine di un’annata sportiva vissuta da assoluti protagonisti, caratterizzata da una prima fase di campionato dominata con autorevolezza e da una serie di vittoria che avevano entusiasmato la tifoseria e gli addetti ai lavori. Tuttavia, la macchina perfetta dei Rebels aveva subito una parziale e dolorosa frenata proprio nelle battute conclusive della stagione, in coincidenza con i decisivi e proibitivi match di playoff, dove una serie di infortuni e di episodi sfavorevoli aveva negato la gioia della promozione diretta sul terreno di gioco. Nonostante la comprensibile amarezza per la finale sfumata, la dirigenza non ha smesso di credere nella bontà del proprio operato, mantenendo contatti costanti con i vertici della Federazione e presentando un dossier di ripescaggio ineccepibile sotto il profilo dei parametri economici, logistici e dei risultati sul campo.

La storia del club dal 1970 e l’ondata di entusiasmo nel mondo della palla ovale

La notizia del ripescaggio in Serie B ha scatenato un’immediata ondata di entusiasmo in tutto l’ambiente rugbistico teatino, travalicando i confini provinciali per raccogliere il plauso dell’intero movimento sportivo abruzzese. Il valore di questa promozione è testimoniato dalle tantissime attestazioni di stima giunte nelle ultime ore da parte di società storiche della regione e da una galassia di ex atleti e dirigenti. La Polisportiva, d’altronde, vanta radici profonde che affondano direttamente nel 1970, anno di nascita del primo nucleo del rugby a Chieti. Per oltre mezzo secolo, generazioni di sportivi hanno vestito con onore e sacrificio una maglia che oggi, grazie a questo storico verdetto, torna a calcare i palcoscenici nazionali più consoni alla tradizione e alla passione di una comunità che ha fatto della palla ovale un presidio di aggregazione giovanile e di valori civili.

La corsa contro il tempo per l’esordio del 18 ottobre nel Girone 5

Il prestigioso salto di categoria impone ora alla governance del club una drastica accelerazione sul piano organizzativo e finanziario. Essendo ormai giunti alla fine di luglio, la Polisportiva aveva pianificato l’intera programmazione economica e tecnica in funzione del campionato di Serie C regionale. L’ingresso nei quadri della Serie B Nazionale costringe la società a una vera e propria corsa contro il tempo per adeguare la rosa della prima squadra, potenziare l’impiantistica sportiva e reperire le risorse economiche e le sponsorizzazioni necessarie a sostenere i costi logistici delle lunghe trasferte. Il calendario ufficiale fissa la data tagliola al prossimo 18 ottobre, giorno del debutto ufficiale dei Rebels nel Girone 5, un raggruppamento geograficamente complesso e affascinante che metterà di fronte le compagini di Abruzzo, Lazio e Sardegna.

La logica economica delle trasferte in Sardegna e il sostegno del territorio

L’inserimento nel Girone 5 rappresenta una sfida affascinante ma estremamente onerosa sotto il profilo della gestione del budget societario. I Rebels dovranno misurarsi con lo storico e radicato movimento laziale, da sempre fucina di talenti e di club di grande tradizione, ma soprattutto dovranno affrontare la complessa logistica dei viaggi oltre tirreno per le sfide in terra sarda. La gestione dei voli aerei, dei pernottamenti e dei trasporti per l’intero gruppo squadra richiederà un impegno manageriale straordinario da parte dell’ufficio di presidenza. L’amministrazione comunale e il tessuto imprenditoriale locale saranno chiamati a fare squadra al fianco dei Rebels, comprendendo come la Serie B Nazionale non sia soltanto un traguardo sportivo per il club, ma una formidabile vetrina di marketing territoriale in grado di veicolare il nome della città di Chieti su scala nazionale.

Il vivaio e il mini rugby come presidio di salute e socialità sul territorio

Parallelamente agli impegni organizzativi della prima squadra, la Polisportiva Abruzzo continua a investire con determinazione nel proprio settore giovanile, vero polmone verde e risorsa fondamentale del club. Nonostante le mille difficoltà logistiche ed economiche che colpiscono gli sport dilettantistici nelle aree interne, la società ha confermato l’allestimento di un programma giovanile completo per la prossima stagione. I Rebels registreranno il ritorno di una squadra Under 18 e lo sviluppo di una Under 16, quest’ultima strutturata attraverso un virtuoso accordo di collaborazione sussidiaria con le società sportive dei territori vicini. Il quadro si completa con le formazioni Under 14, Under 12 e con il sempre attivo settore del mini rugby, a dimostrazione del fatto che il movimento a Chieti gode di ottima salute e continua a operare come fondamentale agenzia educativa e di prevenzione del disagio giovanile.

L’organigramma dei Rebels: la squadra tecnica guidata da Rosalba Bartolucci

La sostenibilità di questo ambizioso progetto sportivo e sociale poggia su un organigramma dirigenziale e tecnico di comprovata solidità e competenza. Al vertice della Polisportiva siede la presidente Rosalba Bartolucci, coadiuvata nella pianificazione delle strategie di campo dal responsabile tecnico Marco Trivellone, figura di riferimento della palla ovale abruzzese. Il comparto specialistico e la scuola di formazione del settore giovanile si avvarranno del lavoro coordinato di uno staff di tecnici qualificati, composto da Alessandro Barone, Fabio Faraone, Andrea Ferrieri, Matteo Finarelli, Federico Gemmiti, Alessandro Lenaz, Matteo Liberatore, Massimo Petrocco, Davide Potere e Matteo Trivellone. Questa convergenza di sguardi, passioni e competenze professionali rappresenta la struttura ideale per governare la transizione alla Serie B, garantendo ai giovani atleti teatini un percorso di crescita basato sul merito, sul rispetto delle regole e sul fair play.

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L’oro storico che fa piangere di gioia la Ciociaria: Gabriele Di Sora vince in Thailandia e conquista il tetto del mondo nella Muay Thai

La Ciociaria vola sul tetto del mondo! 🇮🇹🥊 Il giovanissimo Gabriele Di Sora compie un’impresa leggendaria in Thailandia, conquistando la medaglia d’oro mondiale nella Muay Thai a soli 18 anni! 🏅✨ Un trionfo clamoroso che fa piangere di gioia Frosinone. Il consigliere Gianluca Quadrini celebra l’atleta: “Simbolo di una terra sana e vincente”. Orgoglio immenso! ❤️ Leggi qui per scoprire i dettagli di questa notte storica per lo sport italiano! 👇

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Gabriele Di Sora vince in Thailandia

Frosinone – Esistono imprese sportive che superano i confini del ring per trasformarsi in leggende metropolitane, in storie di riscatto e di orgoglio capaci di infiammare il cuore di un’intera provincia. Quello che è accaduto a Bangkok, nel tempio indiscusso e sacro della Muay Thai, è un miracolo di determinazione, giovinezza e sacrificio. Un ragazzo frusinate di appena diciotto anni, Gabriele Di Sora, classe 2008, ha compiuto il capolavoro della vita laureandosi campione del mondo e conquistando una leggendaria medaglia d’oro nella categoria -57 kg. Un traguardo immenso che ha spinto le istituzioni locali a tributargli un omaggio solenne, trasformando la sua vittoria nell’emblema di una terra che sa lottare e sa vincere.

A farsi portavoce del profondo sentimento di commozione e orgoglio istituzionale che sta attraversando l’intera comunità è Gianluca Quadrini, Consigliere Provinciale di Frosinone e autorevole dirigente di ANCI Lazio. Attraverso una nota ufficiale, Quadrini ha voluto stringere in un abbraccio virtuale il giovanissimo campione, sottolineando la portata storica di un successo che va ben oltre il semplice dato statistico. Vincere nel paese in cui questa disciplina millenaria è nata e viene vissuta come una vera e propria religione rappresenta un’impresa epica, un evento che iscrive di diritto il nome di questo atleta ciociaro negli annali dello sport internazionale.

La gabbia della pressione spezzata da un cuore di soli 18 anni

Guardando al percorso che ha portato il giovane Gabriele sul gradino più alto del podio, si comprende l’eccezionalità della sua forza mentale. Affrontare il debutto internazionale a una simile età, lontano da casa, e sottoporsi a due settimane di preparazione estenuante e massacrante all’interno dei durissimi centri d’allenamento thailandesi, avrebbe potuto piegare chiunque. Di Sora, invece, ha dimostrato una disciplina, una tenacia e una maturità psicologica fuori dal comune. La finale contro l’atleta di casa, spinto dal tifo incessante del pubblico locale, è stata il capolavoro tattico e umano di un ragazzo che ha saputo trasformare la fatica in energia pura, non lasciando scampo al suo avversario.

“Questo straordinario traguardo illumina e dà prestigio all’intera provincia di Frosinone”, ha dichiarato con forza Gianluca Quadrini nel suo comunicato. Successi di questa portata sono la testimonianza tangibile di come la Ciociaria sia un vivaio inesauribile di eccellenze e di talenti puri. Quando i nostri giovani sono supportati da una passione autentica e da una dedizione feroce, non hanno timore di nessuno e possono guardare a testa alta il panorama sportivo mondiale. Gabriele è l’esempio plastico di una Ciociaria sana, pulita, che lavora in silenzio per raccogliere frutti straordinari.

Il miracolo delle palestre di periferia: dove si impara a diventare uomini

Dietro i riflessi dorati di una medaglia mondiale c’è sempre un mondo sommerso fatto di sudore, lacrime e legami umani indissolubili. Un plauso carico di gratitudine deve essere esteso all’ASD Maluma Martial Arts, ai maestri, ai tecnici e a tutto lo staff che ha curato la preparazione atletica e strategica del ragazzo, senza dimenticare il ruolo fondamentale della sua famiglia. Le associazioni sportive dilettantistiche del territorio rappresentano un presidio sociale e formativo insostituibile per le nostre comunità: sono luoghi magici in cui si insegna ai ragazzi il valore sacro del sacrificio, il rispetto profondo per l’avversario e l’etica del lavoro quotidiano.

La favola di Gabriele Di Sora è appena cominciata, ma le sue radici sono ben salde nella sua terra d’origine. “In qualità di Consigliere Provinciale e dirigente ANCI Lazio – ha concluso Quadrini – ribadisco l’impegno totale delle istituzioni nel sostenere e valorizzare le eccellenze locali, affinché lo sport continui a essere un volano di crescita culturale e d’immagine per le nostre comunità”. A questo straordinario ragazzo giunge il calore e l’augurio più affettuoso di un popolo intero: che questo oro in Thailandia sia solo il primo capitolo di una vita luminosa nel professionismo mondiale. La Ciociaria oggi cammina a un palmo da terra, fiera del suo piccolo, grande re del ring.

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Recensione libro “Dieci cuori Invictus” di Valentina Giordano

Una domanda che lo psicologo potrebbe fare a una persona che si rivolge a lui è: Qual è il momento peggiore e quello migliore della tua giornata? Alcuni potrebbero rispondere: “Il momento peggiore è la mattina quando suona la sveglia e il momento migliore è alle 18.00 perché mi incontro con gli altri amici del gruppo Invictus per l’allenamento di atletica”.

Sempre lo psicologo potrebbe dire: “La vita è fatta di cose che si devono fare, cose che si vogliono fare e cose che si possono fare. Quindi la scuola può essere noiosa, pesante ma diciamo che si deve fare in quanto è propedeutica a un futuro lavorativo, così come un allenamento faticoso è propedeutico per raggiungere una eccellente performance”.

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Cover Libro Invictus

Redazione-  Una domanda che lo psicologo potrebbe fare a una persona che si rivolge a lui è: Qual è il momento peggiore e quello migliore della tua giornata? Alcuni potrebbero rispondere: “Il momento peggiore è la mattina quando suona la sveglia e il momento migliore è alle 18.00 perché mi incontro con gli altri amici del gruppo Invictus per l’allenamento di atletica”.

Sempre lo psicologo potrebbe dire: “La vita è fatta di cose che si devono fare, cose che si vogliono fare e cose che si possono fare. Quindi la scuola può essere noiosa, pesante ma diciamo che si deve fare in quanto è propedeutica a un futuro lavorativo, così come un allenamento faticoso è propedeutico per raggiungere una eccellente performance”.

Quindi, in quello che si deve fare si può cercare qualcosa che può interessare, che può essere meno pesante e noioso, che può comunque servire, che può appassionare.

In questo libro di testimonianze di 10 amici quello che emerge è una vita super impegnata, fatta di rispetto di regole familiari e scolastiche ma anche di una passione sportiva con amici con i quali si condividono allenamenti, ci si conosce, ci si confronta, ci si sente liberi, e questo è il vantaggio dello sport, uno sport di gruppo guidati da un coach che risulta essere un educatore che si affianca ai genitori, ai professori.

In questo libro ci viene spiegata la vita quotidiana di ragazze e ragazzi che si incontrano, si divertono, si lamentano ma trovano uno scopo, un interesse, una passione. Un libro da pubblicizzare negli ambienti scolastici e sportivi.

Sophia: con sogni da realizzare con la consapevolezza che a questa età è sotto controllo dai genitori preoccupati per la sua educazione e il suo futuro. Ma lo sport aiuta a sentirsi libera a progettare sogni riferendosi a campioni che non hanno mollato. Importante l’amicizia che aiuta ad andare avanti, a confrontarsi, a sostenersi l’un l’altro.

Valentina: emerge l’importanza avere un’amica del gruppo e un gruppo di amici per divertirsi, confrontarsi, aiutarsi e lo sport aiuta sempre a conoscersi meglio nella determinazione per raggiungere obiettivi ritenuti importanti.

Paolo: apprezza la compagnai degli amici soprattutto nell’attività sportiva dove trova uno svago, un’opportunità per conoscersi, mettersi in gioco.

Vittoria: ha trovato la gioia e il piacere nell’essere coinvolta nella pratica dell’atletica nella squadra Invictus, la giornata può essere faticosa, noiosa, pesante ma prima o poi si faranno le 18.00 per incontrarsi per gli amici e allenarsi.

Nelle testimonianze dei ragazzi atleti si incrociano le storie e ognuno menziona l’altro come amica o amico, raccontando aneddoti simpatici e divertenti.

Gloria: sembra essere molto sensibile, empatica, altruistica e disposta a interessarsi all’altro, aiutarlo, dargli una mano scoprendo che altri hanno risorse nascoste. L’appuntamento delle 18,00 risulta essere il momento dell’incontro con gli altri.

Marco: per tutti la sveglia la mattina è il momento più difficile, bisogna alzarsi e iniziare a recarsi a scuola ma si sa che prima o poi arriveranno le 18.00 per incontrare il coach e gli altri, per essere in pista, per finire la giornata in bellezza.

Filippo: come tanti altri ragazzi deve alzarsi e fare in fretta per recarsi a scuola, anche lui come tanti proviene da un’altra città, come per alcuni altri uno dei genitori si è dovuto trasferire per lavoro e i ragazzi si sono dovuti adattare alla nuova città con nuove abitudini, amici, incontri, scoperte. Come altri ragazzi la giornata è piena di impegni ma prima o poi si fano le 18,00 ed è il loro momento, il loro fine giornata fantastico.

Michela, come alcuni altri ragazzi la sveglia comanda i ritmi e scandisce i tempi per recarsi a scuola e bene o male la mattinata passa e il pranzo si può consumare o meno con i genitori che al tempo d’oggi come tanti altri sono impegnatissimi ma è importante avere amici che sostengono e poi meno male che le 18,00 prima o poi arrivano per sentirsi parte di un gruppo e sentirsi liberi di esprimersi e mettersi in gioco in uno sport che piace e appassiona.

Walter: racconta che la vita non è facile a iniziare dalla sveglia e poi i trasferimenti da casa a scuola, ognuno il suo, motorino, bici, bus, in macchina con papà, poi si possono fare incontri piacevoli e spiacevoli, si può arrivare in ritardo ma tutto passa e finalmente le 18,00 davanti al coach per iniziare un allenamento in compagnia piacevole anche se faticoso.

Fortunato, il capitano: racconta del suo bisogno di trovare una persona da amare come gli raccontava suo nonno, descrive le polarità di ogni cosa, positivo e negativo che possono capitare a scuola, nelle relazioni, in famiglia e il grande vantaggio di fare sport nella sua squadra e spiega il significato del nome: “La parola ‘Invictus’ deriva dal latino e significa …comunemente, ‘invincibile’…Questa semplice parola racchiude in sé tantissimi concetti: trasmette un senso di forza interiore e resilienza, richiamando la capacità di rimanere integri di fronte alle avversità, senza lasciarsi sottomettere dal dolore, dalla paura o dalle difficoltà; … suggerisce una scelta consapevole di continuare a lottare, anche quando la vittoria sembra lontana, trasmettendo valori quali la determinazione e il coraggio”.

Dai racconti dei 10 ragazzi ‘Invictus’ emerge che la vita può essere faticosa, a iniziare dal risveglio mattutino con la sveglia per recarsi a scuola, un luogo che si deve andare perché bisogna studiare ma la giornata è piena di impegni e di relazioni, impegni più o meno piacevoli e spiacevoli e relazioni più o meno piacevoli e spiacevoli, dipende dai ragazzi cosa vogliono scegliere, cosa devono, possono e vogliono fare.

Ogni giorno i ragazzi si relazionano con la propria famiglia che può essere preoccupata, apprensiva, troppo rigida, troppo flessibile ma comunque c’è, è una guida per loro che devono trovarsi la propria strada, la propria indipendenza, le proprie passioni e amicizie.

Oltre ai genitori educatori vi sono gli inseganti che posso essere un rifermento dei ragazzi e possono coinvolgere o annoiare i ragazzi e le passioni diventano importanti per mettersi in gioco, per conoscere il proprio corpo, le proprie attitudini e per avere momenti di svago.

Anche il coach diventa un educatore di riferimento che può consigliare, suggerire, allenare i ragazzi e un gruppo di ragazzi, creando un ambiente accudente e interessante per loro, dove si possono ritrovare, confrontare, condividere fatiche e soddisfazioni.

https://www.amazon.it/DIECI-CUORI-INVICTUS-Valentina-Giordano/dp/B0H2FGNJSM

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Sport

Un’Italia da leggenda agli Europei di Nuoto: Sara Curtis disintegra il Record del Mondo! Argento in staffetta e doppio bronzo per Ceccon e Pilato

Il nuoto azzurro è nella leggenda! 🇮🇹 🥇 Una serata parigina a dir poco clamorosa agli Europei di Nuoto 2026: l’Italia si porta a casa un bottino pazzesco! A prendersi la scena è una mostruosa SARA CURTIS, che frantuma le avversarie e firma il nuovo RECORD DEL MONDO nei 50 dorso (26″63)! E non finisce qui: appena un’ora dopo, la piemontese trascina le compagne (Menicucci, Tarantino, Mao) a uno splendido Argento nella 4×100 stile. Ad arricchire il medagliere ci pensano Thomas Ceccon (200 dorso) e Benedetta Pilato (100 rana) con due Bronzi di puro cuore e talento. Orgogliosi dei nostri campioni? Festeggiamo insieme questa serata epica, leggete tutti i dettagli delle gare nel nostro articolo! 👇 🏊‍♀️ 💙

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Sara Curtis

Parigi  – Ci sono serate destinate a rimanere scolpite a caratteri cubitali negli annali dello sport tricolore. E quella di oggi, 12 agosto, è senza ombra di dubbio una di queste. Nella vasca infuocata degli Europei di Nuoto di Parigi 2026, l’Italia ha ruggito con la potenza di un leone, travolgendo gli avversari e portando a casa un bottino da sogno nella terza, attesissima giornata di finali. Se il nuoto azzurro ci aveva già abituati a grandi prestazioni, quanto accaduto stasera sotto il cielo parigino supera ogni più rosea aspettativa, consacrando definitivamente una nuova, immensa e inarrestabile stella assoluta: la piemontese Sara Curtis.

Sara Curtis riscrive la storia dell’umanità: un Record del Mondo spaziale

La scena se la prende tutta lei, con prepotenza e classe cristallina. Sara Curtis, scesa in vasca già galvanizzata dallo splendido bronzo conquistato in precedenza nei 100 stile libero, ha deciso di frantumare letteralmente le leggi della fisica e della biologia. Nella finalissima dei 50 dorso, l’azzurra non si è limitata a vincere l’oro continentale, ma ha compiuto un vero e proprio miracolo sportivo: ha stampato sul tabellone luminoso un mostruoso e inarrivabile 26″63. È Record del Mondo assoluto. Il boato del pubblico di Parigi ha accompagnato l’esultanza incredula e gioiosa della Curtis, capace di un tuffo, di una progressione e di un tocco finale rasenti la perfezione assoluta. Un primato che spazza via i fantasmi del passato e che proietta la ragazza piemontese di diritto nell’Olimpo immortale delle divinità del nuoto internazionale.

Il cuore oltre l’ostacolo: un argento di squadra pazzesco nella 4×100 stile libero

Come se non bastasse l’adrenalina per aver appena siglato un record planetario, la Curtis ha dimostrato di avere muscoli e testa d’acciaio. Appena un’ora dopo la sua storica impresa individuale, è tornata sui blocchi di partenza per trascinare le sue compagne di squadra nella durissima e spettacolare finale della staffetta 4×100 stile libero. E il miracolo azzurro si è ripetuto: il quartetto formato da Sara Curtis, Virginia Menicucci, Chiara Tarantino e Alessandra Mao ha nuotato con il cuore in gola, battagliando bracciata dopo bracciata, fino a toccare il muretto con l’eccezionale crono di 3’33″19. Un tempo che vale una medaglia d’argento pesantissima e bellissima, conquistata arrendendosi soltanto di fronte alla strapotenza inarrivabile del quartetto dell’Olanda.

I signori delle medaglie: Ceccon e Pilato non tradiscono le attese

Prima dell’esplosione agonistica della Curtis, il pomeriggio di Parigi si era già tinto pesantemente di azzurro grazie ai nostri “veterani” delle medaglie. Il vicentino Thomas Ceccon, con la consueta classe ed eleganza che lo contraddistinguono, è salito sul terzo gradino del podio nei 200 dorso. Il suo crono di 1’53″96 gli è valso un meritatissimo bronzo, chiudendo le sue fatiche alle spalle dell’ungherese Hubert Kos e del greco Apostolos Siskos.

Poco dopo, a far esplodere i tifosi italiani, ci ha pensato l’immensa tarantina Benedetta Pilato. La regina della rana azzurra ha lottato come una leonessa nella finale dei 100 rana, strappando con i denti una medaglia di bronzo favolosa (con il tempo di 1’05″86), arrendendosi solo alla potenza della britannica Angharad Evans e all’irlandese Mona McSharry.

D’Ambrosio: un settimo posto che profuma di futuro brillante

A completare la strepitosa serata italiana c’è da registrare anche la buonissima prova di Carlos D’Ambrosio nella gara regina, i 100 stile libero. Il ragazzo non è salito sul podio, dovendosi accontentare di un onorevolissimo settimo posto, ma ha firmato il suo nuovo primato personale con il tempo di 47″58. Un segnale fortissimo di crescita personale che fa ben sperare per il futuro di una Nazionale che, oggi più che mai, ha dimostrato di non avere paura di nessuno e di poter dominare le acque di tutta Europa.

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