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Sport

Castel di Sangro capitale dello Skiroll: successo per i Campionati Italiani

🚨 ECCELLENZE IN RIVIERA: CASTEL DI SANGRO SI CONSACRA CAPITALE DELLO SKIROLL TRA CAMPIONATI ITALIANI E PROSPETTIVE DI COPPA DEL MONDOUn trionfo assoluto di sport, turismo e territorio nel cuore dell’Alto Sangro! Castel di Sangro e la frazione di Roccacinquemiglia hanno ospitato con successo le gare del Campionato Italiano Sprint e della Coppa Italia Nextpro di Skiroll, richiamando oltre cento atleti d’élite da tutta la penisola. L’evento, organizzato dall’ASD Sci Club di Alfedena guidato da Arturo Como in sinergia con il Comune amministrato dal sindaco Angelo Caruso, ha trasformato il distretto aquilano nel fulcro dei massimi esponenti della Federazione Italiana Sport Invernali (FISI). ⛰️🎿✨La rassegna ha ospitato anche il Corso Nazionale Maestri di Sci in Piazza Plebiscito e ha incassato lo straordinario plauso del Presidente Nazionale FISI Flavio Roda. In una telefonata istituzionale, Roda ha espresso piena soddisfazione, annunciando una prossima visita per programmare nuovi eventi e sostenere il progetto del sindaco Caruso di realizzare una pista di Skiroll permanente nel cuore dell’Alto Sangro, destinata a diventare la struttura più qualificata del Centro-Sud. La cerimonia di premiazione sulla scalinata della Basilica di Santa Maria Assunta ha visto la partecipazione del presidente del Parco Antonio Di Santo e dell’assessore Simon Luca Raffone, celebrando atleti di tutte le età, dal giovanissimo Nicolas Capobianchi (classe 2020) al veterano Romeo Cesana (classe 1953). Un successo totale blindato dai saluti del senatore Guido Liris e dell’assessore regionale Mario Quaglieri, che lancia la volata per il prossimo grande traguardo: Castel di Sangro ospiterà a settembre le qualificazioni ufficiali della Coppa del Mondo! 🏛️🏅🇮🇹👇 Pensi che la realizzazione di piste permanenti di skiroll sia la mossa vincente per far crescere il turismo sportivo estivo nelle nostre montagne? Raccontacelo nei commenti!#Skiroll2026 #CastelDiSangro #FisiSportInvernali #ArturoComo #AngeloCaruso #SciClubAlfedena #CoppaItaliaNextpro #CampionatoItaliano #AbruzzoSport #FlavioRoda #MeteoMontagna

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Lo Skiroll e la sua nuova patria

Castel di Sangro – Nel quadro delle strategie di marketing territoriale e di destagionalizzazione dei flussi turistici nell’Appennino centrale, il potenziamento delle discipline sportive emergenti si configura come un formidabile volano economico per le aree interne abruzzesi. L’Alto Sangro ha recentemente ospitato un weekend d’eccellenza interamente dedicato allo Skiroll, sancendo un vero e proprio “matrimonio sportivo” di caratura nazionale. Le strade di Castel di Sangro e della frazione di Roccacinquemiglia hanno fatto da scenario alle prove congiunte del Campionato Italiano Sprint e della Coppa Italia Nextpro Distance Mass Start. L’importante rassegna, promossa in perfetta sinergia logistica dall’ASD Sci Club di Alfedena e dall’amministrazione comunale, ha catalizzato l’attenzione dei vertici della Federazione Italiana Sport Invernali (FISI), richiamando oltre cento atleti d’élite da ogni comitato regionale della penisola e trasformando il distretto montano aquilano nella nuova patria dello sci di fondo estivo.

Il Corso Nazionale Maestri di Sci e la direzione tecnica FISI

La centralità tecnica dell’evento è stata avvalorata dallo svolgimento del Corso Nazionale Maestri di Sci, che ha visto ventisei iscritti provenienti da tutta Italia completare la propria preparazione atletica e teorica all’interno della sala polivalente di Piazza Plebiscito, sotto la rigorosa direzione organizzativa di Giorgio Tognetti. Il quadrante abruzzese, reduce dai ritiri estivi delle selezioni Nazionali Under 23 e Juniores, ha accolto i massimi esponenti della commissione tecnica federale, tra cui Michel Rainer, Emanuele Sbabo e Tommaso Tamburro. I delegati della FISI hanno espresso unanime e profonda soddisfazione per gli standard di accoglienza e per l’efficienza della direzione di gara, affidata alla gestione di Elena Como con la supervisione del presidente del comitato regionale Angelo Ciminelli, confermando l’alta operatività e l’affidabilità organizzativa delle scuderie locali nel panorama degli sport invernali.

La telefonata di Flavio Roda e il progetto della pista nel Centro-Sud

Un crisma di eccezionale rilevanza istituzionale è giunto direttamente dai vertici nazionali della Federazione. Il presidente della FISI, Flavio Roda, pur impossibilitato a presenziare fisicamente a causa delle concomitanti assemblee per il rinnovo dei comitati regionali, ha espresso il proprio plauso attraverso una lunga consultazione telefonica con gli organizzatori. Roda ha confermato la volontà di raggiungere a breve Castel di Sangro per pianificare lo sviluppo strutturale del comparto, avallando formalmente il pregevole disegno del sindaco Angelo Caruso volto a edificare una pista permanente di Skiroll omologata nel cuore del polo sportivo cittadino, infrastruttura nZEB destinata a diventare il punto di riferimento più qualificato per l’impiantistica dell’intero Centro-Sud Italia. Sulla stessa linea d’onda si collocano le dichiarazioni di pieno sostegno espresse dal consigliere federale Carlo Dal Pozzo, a validazione di un lavoro di squadra decennale.

Il podio a Santa Maria Assunta e la designazione per la Coppa del Mondo

Il momento culminante della manifestazione si è consumato durante la cerimonia di premiazione svoltasi sulla suggestiva scalinata monumentale della Basilica di Santa Maria Assunta in Piazza Plebiscito. Il protocollo ufficiale, coordinato dallo speaker Alberto Pasquale, ha visto la partecipazione corale dei sindaci del comprensorio, tra cui il primo cittadino di Opi e presidente della Comunità del Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise, Antonio Di Santo, e l’assessore comunale allo Sport Simon Luca Raffone. Il podio ha celebrato l’inclusività intergenerazionale della disciplina, registrando l’arrivo al traguardo dell’atleta più giovane, Nicolas Capobianchi (classe 2020), e del veterano Romeo Cesana (classe 1953). Il successo organizzativo ha permesso ad Arturo Como, presidente dello Sci Club Alfedena e referente della federazione per il Centro-Sud, di incassare un prestigioso riconoscimento internazionale: la FISI ha infatti formalizzato l’affidamento al distretto aquilano delle qualificazioni ufficiali valevoli per la Coppa del Mondo di Skiroll, calendarizzata per il prossimo mese di settembre.

Le sponde della politica: i saluti di Liris e dell’assessore Quaglieri

La sostenibilità politica e il valore strategico della rassegna sono stati blindati dalla presenza e dal monitoraggio delle massime cariche parlamentari e regionali abruzzesi. L’assessore al Bilancio e allo Sport della Regione Abruzzo, Mario Quaglieri, ha trasmesso formali messaggi di compiacimento, evidenziando come l’esecutivo consideri lo sci di fondo e lo skiroll formidabili dinamo per il turismo di ritorno e la coesione delle aree interne. A consolidare il legame istituzionale con il territorio è giunto il saluto sul campo del senatore Guido Quintino Liris, storico sostenitore dell’evoluzione dello Sci Club di Alfedena. L’intesa programmatica tra il sindaco Angelo Caruso e Arturo Como traccia così la rotta per una stabilità economica e sportiva di lungo periodo, dimostrando come la cooperazione tra federazioni, amministrazioni civiche e Terzo Settore sia in grado di convertire il patrimonio paesaggistico in un hub d’eccellenza per l’atletica globale.

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Sport

L’oro storico che fa piangere di gioia la Ciociaria: Gabriele Di Sora vince in Thailandia e conquista il tetto del mondo nella Muay Thai

La Ciociaria vola sul tetto del mondo! 🇮🇹🥊 Il giovanissimo Gabriele Di Sora compie un’impresa leggendaria in Thailandia, conquistando la medaglia d’oro mondiale nella Muay Thai a soli 18 anni! 🏅✨ Un trionfo clamoroso che fa piangere di gioia Frosinone. Il consigliere Gianluca Quadrini celebra l’atleta: “Simbolo di una terra sana e vincente”. Orgoglio immenso! ❤️ Leggi qui per scoprire i dettagli di questa notte storica per lo sport italiano! 👇

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Gabriele Di Sora vince in Thailandia

Frosinone – Esistono imprese sportive che superano i confini del ring per trasformarsi in leggende metropolitane, in storie di riscatto e di orgoglio capaci di infiammare il cuore di un’intera provincia. Quello che è accaduto a Bangkok, nel tempio indiscusso e sacro della Muay Thai, è un miracolo di determinazione, giovinezza e sacrificio. Un ragazzo frusinate di appena diciotto anni, Gabriele Di Sora, classe 2008, ha compiuto il capolavoro della vita laureandosi campione del mondo e conquistando una leggendaria medaglia d’oro nella categoria -57 kg. Un traguardo immenso che ha spinto le istituzioni locali a tributargli un omaggio solenne, trasformando la sua vittoria nell’emblema di una terra che sa lottare e sa vincere.

A farsi portavoce del profondo sentimento di commozione e orgoglio istituzionale che sta attraversando l’intera comunità è Gianluca Quadrini, Consigliere Provinciale di Frosinone e autorevole dirigente di ANCI Lazio. Attraverso una nota ufficiale, Quadrini ha voluto stringere in un abbraccio virtuale il giovanissimo campione, sottolineando la portata storica di un successo che va ben oltre il semplice dato statistico. Vincere nel paese in cui questa disciplina millenaria è nata e viene vissuta come una vera e propria religione rappresenta un’impresa epica, un evento che iscrive di diritto il nome di questo atleta ciociaro negli annali dello sport internazionale.

La gabbia della pressione spezzata da un cuore di soli 18 anni

Guardando al percorso che ha portato il giovane Gabriele sul gradino più alto del podio, si comprende l’eccezionalità della sua forza mentale. Affrontare il debutto internazionale a una simile età, lontano da casa, e sottoporsi a due settimane di preparazione estenuante e massacrante all’interno dei durissimi centri d’allenamento thailandesi, avrebbe potuto piegare chiunque. Di Sora, invece, ha dimostrato una disciplina, una tenacia e una maturità psicologica fuori dal comune. La finale contro l’atleta di casa, spinto dal tifo incessante del pubblico locale, è stata il capolavoro tattico e umano di un ragazzo che ha saputo trasformare la fatica in energia pura, non lasciando scampo al suo avversario.

“Questo straordinario traguardo illumina e dà prestigio all’intera provincia di Frosinone”, ha dichiarato con forza Gianluca Quadrini nel suo comunicato. Successi di questa portata sono la testimonianza tangibile di come la Ciociaria sia un vivaio inesauribile di eccellenze e di talenti puri. Quando i nostri giovani sono supportati da una passione autentica e da una dedizione feroce, non hanno timore di nessuno e possono guardare a testa alta il panorama sportivo mondiale. Gabriele è l’esempio plastico di una Ciociaria sana, pulita, che lavora in silenzio per raccogliere frutti straordinari.

Il miracolo delle palestre di periferia: dove si impara a diventare uomini

Dietro i riflessi dorati di una medaglia mondiale c’è sempre un mondo sommerso fatto di sudore, lacrime e legami umani indissolubili. Un plauso carico di gratitudine deve essere esteso all’ASD Maluma Martial Arts, ai maestri, ai tecnici e a tutto lo staff che ha curato la preparazione atletica e strategica del ragazzo, senza dimenticare il ruolo fondamentale della sua famiglia. Le associazioni sportive dilettantistiche del territorio rappresentano un presidio sociale e formativo insostituibile per le nostre comunità: sono luoghi magici in cui si insegna ai ragazzi il valore sacro del sacrificio, il rispetto profondo per l’avversario e l’etica del lavoro quotidiano.

La favola di Gabriele Di Sora è appena cominciata, ma le sue radici sono ben salde nella sua terra d’origine. “In qualità di Consigliere Provinciale e dirigente ANCI Lazio – ha concluso Quadrini – ribadisco l’impegno totale delle istituzioni nel sostenere e valorizzare le eccellenze locali, affinché lo sport continui a essere un volano di crescita culturale e d’immagine per le nostre comunità”. A questo straordinario ragazzo giunge il calore e l’augurio più affettuoso di un popolo intero: che questo oro in Thailandia sia solo il primo capitolo di una vita luminosa nel professionismo mondiale. La Ciociaria oggi cammina a un palmo da terra, fiera del suo piccolo, grande re del ring.

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Recensione libro “Dieci cuori Invictus” di Valentina Giordano

Una domanda che lo psicologo potrebbe fare a una persona che si rivolge a lui è: Qual è il momento peggiore e quello migliore della tua giornata? Alcuni potrebbero rispondere: “Il momento peggiore è la mattina quando suona la sveglia e il momento migliore è alle 18.00 perché mi incontro con gli altri amici del gruppo Invictus per l’allenamento di atletica”.

Sempre lo psicologo potrebbe dire: “La vita è fatta di cose che si devono fare, cose che si vogliono fare e cose che si possono fare. Quindi la scuola può essere noiosa, pesante ma diciamo che si deve fare in quanto è propedeutica a un futuro lavorativo, così come un allenamento faticoso è propedeutico per raggiungere una eccellente performance”.

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Cover Libro Invictus

Redazione-  Una domanda che lo psicologo potrebbe fare a una persona che si rivolge a lui è: Qual è il momento peggiore e quello migliore della tua giornata? Alcuni potrebbero rispondere: “Il momento peggiore è la mattina quando suona la sveglia e il momento migliore è alle 18.00 perché mi incontro con gli altri amici del gruppo Invictus per l’allenamento di atletica”.

Sempre lo psicologo potrebbe dire: “La vita è fatta di cose che si devono fare, cose che si vogliono fare e cose che si possono fare. Quindi la scuola può essere noiosa, pesante ma diciamo che si deve fare in quanto è propedeutica a un futuro lavorativo, così come un allenamento faticoso è propedeutico per raggiungere una eccellente performance”.

Quindi, in quello che si deve fare si può cercare qualcosa che può interessare, che può essere meno pesante e noioso, che può comunque servire, che può appassionare.

In questo libro di testimonianze di 10 amici quello che emerge è una vita super impegnata, fatta di rispetto di regole familiari e scolastiche ma anche di una passione sportiva con amici con i quali si condividono allenamenti, ci si conosce, ci si confronta, ci si sente liberi, e questo è il vantaggio dello sport, uno sport di gruppo guidati da un coach che risulta essere un educatore che si affianca ai genitori, ai professori.

In questo libro ci viene spiegata la vita quotidiana di ragazze e ragazzi che si incontrano, si divertono, si lamentano ma trovano uno scopo, un interesse, una passione. Un libro da pubblicizzare negli ambienti scolastici e sportivi.

Sophia: con sogni da realizzare con la consapevolezza che a questa età è sotto controllo dai genitori preoccupati per la sua educazione e il suo futuro. Ma lo sport aiuta a sentirsi libera a progettare sogni riferendosi a campioni che non hanno mollato. Importante l’amicizia che aiuta ad andare avanti, a confrontarsi, a sostenersi l’un l’altro.

Valentina: emerge l’importanza avere un’amica del gruppo e un gruppo di amici per divertirsi, confrontarsi, aiutarsi e lo sport aiuta sempre a conoscersi meglio nella determinazione per raggiungere obiettivi ritenuti importanti.

Paolo: apprezza la compagnai degli amici soprattutto nell’attività sportiva dove trova uno svago, un’opportunità per conoscersi, mettersi in gioco.

Vittoria: ha trovato la gioia e il piacere nell’essere coinvolta nella pratica dell’atletica nella squadra Invictus, la giornata può essere faticosa, noiosa, pesante ma prima o poi si faranno le 18.00 per incontrarsi per gli amici e allenarsi.

Nelle testimonianze dei ragazzi atleti si incrociano le storie e ognuno menziona l’altro come amica o amico, raccontando aneddoti simpatici e divertenti.

Gloria: sembra essere molto sensibile, empatica, altruistica e disposta a interessarsi all’altro, aiutarlo, dargli una mano scoprendo che altri hanno risorse nascoste. L’appuntamento delle 18,00 risulta essere il momento dell’incontro con gli altri.

Marco: per tutti la sveglia la mattina è il momento più difficile, bisogna alzarsi e iniziare a recarsi a scuola ma si sa che prima o poi arriveranno le 18.00 per incontrare il coach e gli altri, per essere in pista, per finire la giornata in bellezza.

Filippo: come tanti altri ragazzi deve alzarsi e fare in fretta per recarsi a scuola, anche lui come tanti proviene da un’altra città, come per alcuni altri uno dei genitori si è dovuto trasferire per lavoro e i ragazzi si sono dovuti adattare alla nuova città con nuove abitudini, amici, incontri, scoperte. Come altri ragazzi la giornata è piena di impegni ma prima o poi si fano le 18,00 ed è il loro momento, il loro fine giornata fantastico.

Michela, come alcuni altri ragazzi la sveglia comanda i ritmi e scandisce i tempi per recarsi a scuola e bene o male la mattinata passa e il pranzo si può consumare o meno con i genitori che al tempo d’oggi come tanti altri sono impegnatissimi ma è importante avere amici che sostengono e poi meno male che le 18,00 prima o poi arrivano per sentirsi parte di un gruppo e sentirsi liberi di esprimersi e mettersi in gioco in uno sport che piace e appassiona.

Walter: racconta che la vita non è facile a iniziare dalla sveglia e poi i trasferimenti da casa a scuola, ognuno il suo, motorino, bici, bus, in macchina con papà, poi si possono fare incontri piacevoli e spiacevoli, si può arrivare in ritardo ma tutto passa e finalmente le 18,00 davanti al coach per iniziare un allenamento in compagnia piacevole anche se faticoso.

Fortunato, il capitano: racconta del suo bisogno di trovare una persona da amare come gli raccontava suo nonno, descrive le polarità di ogni cosa, positivo e negativo che possono capitare a scuola, nelle relazioni, in famiglia e il grande vantaggio di fare sport nella sua squadra e spiega il significato del nome: “La parola ‘Invictus’ deriva dal latino e significa …comunemente, ‘invincibile’…Questa semplice parola racchiude in sé tantissimi concetti: trasmette un senso di forza interiore e resilienza, richiamando la capacità di rimanere integri di fronte alle avversità, senza lasciarsi sottomettere dal dolore, dalla paura o dalle difficoltà; … suggerisce una scelta consapevole di continuare a lottare, anche quando la vittoria sembra lontana, trasmettendo valori quali la determinazione e il coraggio”.

Dai racconti dei 10 ragazzi ‘Invictus’ emerge che la vita può essere faticosa, a iniziare dal risveglio mattutino con la sveglia per recarsi a scuola, un luogo che si deve andare perché bisogna studiare ma la giornata è piena di impegni e di relazioni, impegni più o meno piacevoli e spiacevoli e relazioni più o meno piacevoli e spiacevoli, dipende dai ragazzi cosa vogliono scegliere, cosa devono, possono e vogliono fare.

Ogni giorno i ragazzi si relazionano con la propria famiglia che può essere preoccupata, apprensiva, troppo rigida, troppo flessibile ma comunque c’è, è una guida per loro che devono trovarsi la propria strada, la propria indipendenza, le proprie passioni e amicizie.

Oltre ai genitori educatori vi sono gli inseganti che posso essere un rifermento dei ragazzi e possono coinvolgere o annoiare i ragazzi e le passioni diventano importanti per mettersi in gioco, per conoscere il proprio corpo, le proprie attitudini e per avere momenti di svago.

Anche il coach diventa un educatore di riferimento che può consigliare, suggerire, allenare i ragazzi e un gruppo di ragazzi, creando un ambiente accudente e interessante per loro, dove si possono ritrovare, confrontare, condividere fatiche e soddisfazioni.

https://www.amazon.it/DIECI-CUORI-INVICTUS-Valentina-Giordano/dp/B0H2FGNJSM

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Sport

Un’Italia da leggenda agli Europei di Nuoto: Sara Curtis disintegra il Record del Mondo! Argento in staffetta e doppio bronzo per Ceccon e Pilato

Il nuoto azzurro è nella leggenda! 🇮🇹 🥇 Una serata parigina a dir poco clamorosa agli Europei di Nuoto 2026: l’Italia si porta a casa un bottino pazzesco! A prendersi la scena è una mostruosa SARA CURTIS, che frantuma le avversarie e firma il nuovo RECORD DEL MONDO nei 50 dorso (26″63)! E non finisce qui: appena un’ora dopo, la piemontese trascina le compagne (Menicucci, Tarantino, Mao) a uno splendido Argento nella 4×100 stile. Ad arricchire il medagliere ci pensano Thomas Ceccon (200 dorso) e Benedetta Pilato (100 rana) con due Bronzi di puro cuore e talento. Orgogliosi dei nostri campioni? Festeggiamo insieme questa serata epica, leggete tutti i dettagli delle gare nel nostro articolo! 👇 🏊‍♀️ 💙

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Sara Curtis

Parigi  – Ci sono serate destinate a rimanere scolpite a caratteri cubitali negli annali dello sport tricolore. E quella di oggi, 12 agosto, è senza ombra di dubbio una di queste. Nella vasca infuocata degli Europei di Nuoto di Parigi 2026, l’Italia ha ruggito con la potenza di un leone, travolgendo gli avversari e portando a casa un bottino da sogno nella terza, attesissima giornata di finali. Se il nuoto azzurro ci aveva già abituati a grandi prestazioni, quanto accaduto stasera sotto il cielo parigino supera ogni più rosea aspettativa, consacrando definitivamente una nuova, immensa e inarrestabile stella assoluta: la piemontese Sara Curtis.

Sara Curtis riscrive la storia dell’umanità: un Record del Mondo spaziale

La scena se la prende tutta lei, con prepotenza e classe cristallina. Sara Curtis, scesa in vasca già galvanizzata dallo splendido bronzo conquistato in precedenza nei 100 stile libero, ha deciso di frantumare letteralmente le leggi della fisica e della biologia. Nella finalissima dei 50 dorso, l’azzurra non si è limitata a vincere l’oro continentale, ma ha compiuto un vero e proprio miracolo sportivo: ha stampato sul tabellone luminoso un mostruoso e inarrivabile 26″63. È Record del Mondo assoluto. Il boato del pubblico di Parigi ha accompagnato l’esultanza incredula e gioiosa della Curtis, capace di un tuffo, di una progressione e di un tocco finale rasenti la perfezione assoluta. Un primato che spazza via i fantasmi del passato e che proietta la ragazza piemontese di diritto nell’Olimpo immortale delle divinità del nuoto internazionale.

Il cuore oltre l’ostacolo: un argento di squadra pazzesco nella 4×100 stile libero

Come se non bastasse l’adrenalina per aver appena siglato un record planetario, la Curtis ha dimostrato di avere muscoli e testa d’acciaio. Appena un’ora dopo la sua storica impresa individuale, è tornata sui blocchi di partenza per trascinare le sue compagne di squadra nella durissima e spettacolare finale della staffetta 4×100 stile libero. E il miracolo azzurro si è ripetuto: il quartetto formato da Sara Curtis, Virginia Menicucci, Chiara Tarantino e Alessandra Mao ha nuotato con il cuore in gola, battagliando bracciata dopo bracciata, fino a toccare il muretto con l’eccezionale crono di 3’33″19. Un tempo che vale una medaglia d’argento pesantissima e bellissima, conquistata arrendendosi soltanto di fronte alla strapotenza inarrivabile del quartetto dell’Olanda.

I signori delle medaglie: Ceccon e Pilato non tradiscono le attese

Prima dell’esplosione agonistica della Curtis, il pomeriggio di Parigi si era già tinto pesantemente di azzurro grazie ai nostri “veterani” delle medaglie. Il vicentino Thomas Ceccon, con la consueta classe ed eleganza che lo contraddistinguono, è salito sul terzo gradino del podio nei 200 dorso. Il suo crono di 1’53″96 gli è valso un meritatissimo bronzo, chiudendo le sue fatiche alle spalle dell’ungherese Hubert Kos e del greco Apostolos Siskos.

Poco dopo, a far esplodere i tifosi italiani, ci ha pensato l’immensa tarantina Benedetta Pilato. La regina della rana azzurra ha lottato come una leonessa nella finale dei 100 rana, strappando con i denti una medaglia di bronzo favolosa (con il tempo di 1’05″86), arrendendosi solo alla potenza della britannica Angharad Evans e all’irlandese Mona McSharry.

D’Ambrosio: un settimo posto che profuma di futuro brillante

A completare la strepitosa serata italiana c’è da registrare anche la buonissima prova di Carlos D’Ambrosio nella gara regina, i 100 stile libero. Il ragazzo non è salito sul podio, dovendosi accontentare di un onorevolissimo settimo posto, ma ha firmato il suo nuovo primato personale con il tempo di 47″58. Un segnale fortissimo di crescita personale che fa ben sperare per il futuro di una Nazionale che, oggi più che mai, ha dimostrato di non avere paura di nessuno e di poter dominare le acque di tutta Europa.

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