Redazione- Benvenuta in questa intervista Yang per i nostri lettori. Ha intrecciato poesia, etica e filosofia della pace nelle sue opere. Come crede che la poesia possa contribuire concretamente alla costruzione di una cultura della pace nel mondo di oggi?
Salve Angela. Mi sento davvero privilegiata di essere qui con tutti voi…
Solo l’essere umano ha il privilegio di dare forma ai propri pensieri e alle risonanze interiori attraverso il linguaggio e la creazione. Scrivere poesia è un atto nobile di seduzione della propria visione del mondo e della filosofia interiore, colorandole con sfumature particolari e rivestendole di ciò che chiamiamo “poesia”.
È una forma di comunicazione che collega il passato al presente, il presente al futuro, e può essere definita il modo più bello in cui le persone si offrono il linguaggio a vicenda.
Inoltre, la poesia, che può essere considerata il bocciolo della letteratura, nasce stimolando le emozioni e l’immaginazione del poeta. Il romanziere francese Bernard Werber ha descritto l’immaginazione come “una nuova risposta a un vecchio problema”, e la poesia è proprio l’arte di esprimere questa immaginazione con le parole, accendendo una luce di calda sensibilità e permettendo ai cuori delle persone di abitare, anche solo per un momento, in un mondo magico. È per questo che l’umanità ha amato la poesia da tanti secoli. Pertanto, credo che le poesie dei poeti che desiderano la pace, elevino la benevolenza dell’umanità e contribuiscano concretamente alla costruzione della pace su questa terra.
Paul Valéry ha detto: “La poesia è l’atto di spezzare la povertà del linguaggio per toccare il cuore comune dell’umanità.”
Perciò, quando scriviamo poesia dalla prospettiva che “il mondo è uno”, dobbiamo superare il tempo e lo spazio e oltrepassare le barriere tra nazioni e popoli, scritture e lingue, scrivendo con una voce capace di risuonare con tutta l’umanità. Questi scritti contribuiranno esclusivamente alla diffusione di una cultura della pace.
La sua isola natale, Jeju, appare spesso nelle sue opere poetiche. In che modo il suo legame con questa terra influisce sui suoi versi e sulla sua missione letteraria?
L’isola di Jeju, situata in Corea del Sud, è un luogo davvero meraviglioso, dove montagne e mare convivono in perfetta armonia. Anche per i coreani stessi, visitare Jeju è motivo di orgoglio ed è una delle destinazioni più amate sia dai turisti locali che da quelli internazionali. Jeju incanta i visitatori con la sua straordinaria bellezza naturale, un dono prezioso della natura.
Vivendo ogni giorno alla presenza del maestoso Hallasan e del mare che cambia continuamente in tutte le stagioni, mi considero profondamente fortunata. Sono cresciuta in un ambiente che nutre in modo semplice l’amore per la natura e sento un forte senso di appartenenza verso le montagne e i mari di Jeju, la sua flora e fauna, il vento, il folclore, i miti, le leggende e la cultura dell’isola. Molte delle mie poesie sono permeate dallo spirito di Jeju: il vento, le montagne, il mare e i paesaggi stagionali dell’isola. Le mie opere si basano principalmente su un’attenta osservazione dei fenomeni naturali.
Il poeta nepalese Rupsingh Bhandari ha scritto nella prefazione della mia raccolta poetica Il nido degli uccelli: “Le sue poesie sono come rare scritture della natura, sacre come una vetta himalayana incontaminata… Dopo aver letto queste poesie, i lettori desidereranno senza dubbio visitare Jeju, almeno una volta nella loro vita.” Ha scritto anche:
“Yang rivela leggi non registrate della natura, i suoi misteri indescrivibili e le dimensioni invisibili… Attraverso la sua poesia, i lettori sono invitati a un viaggio per sperimentare la grandezza invisibile della natura… Di fronte a tale maestosità, dobbiamo inchinarci, vivendo in armonia come parte di essa.”
In questo senso, Jeju, benedetta da una straordinaria bellezza naturale come “Isola della Pace Mondiale”, è diventata naturalmente il fondamento del mio mondo letterario. Essa plasma profondamente il mio senso di missione letteraria: partecipare, attraverso la poesia, all’accensione di una fiaccola per la pace mondiale e la fratellanza umana.
Lei ha tradotto molte opere, tra cui anche “PREKAZI – Lu è Vivo” scritto dall’autore kosovaro Dibran Fylli, dedicato all’eroe leggendario Adem Jashari. Cosa la motiva a diventare un ponte tra culture e lingue diverse attraverso la traduzione?
Sono molto felice che, grazie alla sua proposta Angela, in qualità di Ambasciatrice della Cultura Mondiale e Vicepresidente dell’Associazione della Lega degli Scrittori Coreani e Mondiali, ho potuto presentare ai lettori del mio Paese, in lingua coreana, il libro “Prekazi – Lui è Vivo”, un’opera di cui racconta le vite degli eroi dell’indipendenza del Kosovo, che hanno donato la propria vita, combattendo per la libertà.
Il Kosovo, situato nella penisola balcanica in Europa, è ancora un Paese poco conosciuto per la maggior parte dei lettori coreani. Questa percezione di lontananza si accentua ulteriormente per il fatto che la Corea del Sud non ha ancora stabilito relazioni diplomatiche ufficiali con il Kosovo. Se cerchiamo un punto di collegamento tra il Kosovo e la Corea, esso risiede nella storia condivisa della lotta per l’indipendenza. La Corea ottenne la liberazione dal colonialismo giapponese attraverso i sacrifici e la resistenza di innumerevoli combattenti per l’indipendenza e, dopo la liberazione, ha vissuto la tragedia della Guerra di Corea, un doloroso conflitto fratricida. Per i lettori coreani, la storia del Kosovo, segnata dalle ferite della guerra per la libertà, troverà senza dubbio una risonanza profonda e rispettosa. Come testimonia anche “Lettera da Drenica”, questo libro presenta prove storiche senza esagerazioni. Durante la traduzione, speravo che i lettori coreani, (per i quali il Kosovo può apparire come un Paese lontano e sconosciuto), potessero conoscere i suoi eroi non come figure leggendarie costruite, ma come una realtà storica di una “eredità di coraggio”, confrontandosi con la realtà dell’indipendenza del Kosovo con uno sguardo equilibrato.
Attraverso questo libro, desidero sinceramente che i popoli dei nostri due Paesi, con culture e storie diverse, possano comprendersi meglio e rafforzare l’amicizia e la cooperazione. Colgo l’occasione per esprimere il mio rispetto e i miei complimenti all’autore Dibran Fylli, che ha scritto non solo dell’eroe leggendario Adem Jashari, ma ha anche rappresentato la dura realtà di tutto il Kosovo. Attraverso gli scambi con poeti di tutto il mondo, ho costruito una profonda fiducia nella bontà dell’umanità. Dai diversi poeti internazionali, grazie allo scambio culturale, ho anche imparato che la poesia ha il potere di sublimare la lingua in una forma di pensiero che ci permette di percepire il mondo con uno sguardo nuovo e che possiede una dimensione universale fondata sulla pace mondiale e sulla compassione umana. Ho anche compreso che l’essenza della letteratura non è diversa dall’amore di un’unica madre.
Nel suo ruolo di docente e commissaria per l’unità nazionale, come riesce a combinare l’impegno politico con la creazione poetica?
La Corea è stata divisa dalle correnti della storia mondiale, come molti altri Paesi. Attraverso l’educazione, desidero sottolineare che la comprensione e l’integrazione sono molto più importanti del conflitto e della divisione. Nella mia poesia cerco di esprimere tolleranza, convivenza, comprensione e amore. Credo che poeti e scrittori debbano svolgere un ruolo attivo nella realizzazione della pace mondiale. La storia dell’umanità è stata segnata soprattutto da guerre e conflitti, con brevi periodi di pace.
È per questo che l’umanità ha sempre desiderato la pace, anche mentre le guerre continuano a scoppiare nel mondo, ancora oggi.
L’impatto della guerra va ben oltre il campo di battaglia. L’aumento dei prezzi delle materie prime, del petrolio e del grano, insieme all’instabilità globale, colpisce tutte le nazioni. Nel mondo interconnesso di oggi, nessun Paese rimane immune dalla guerra.
Come coreana che ha vissuto le conseguenze della guerra e vive ancora in una nazione divisa, il nostro desiderio di pace è particolarmente forte. Vivo sull’isola di Jeju, che è stata ufficialmente dichiarata “Isola della Pace Mondiale”, dove ogni anno leader internazionali si riuniscono al Forum di Jeju per discutere di pace: questo mi ispira e mi motiva profondamente. Da molti anni scrivo articoli editoriali per uno dei principali giornali di Jeju, sottolineando costantemente il valore della pace. Credo fermamente che anche una pace imperfetta sia migliore di qualsiasi guerra. Come poetessa, sento la responsabilità di contribuire, nel mio piccolo, alla costruzione e al mantenimento di un mondo più pacifico.
È stata premiata con importanti riconoscimenti nazionali e internazionali. Quale di questi premi ha rappresentato per lei un punto di svolta e perché?
Recentemente, a livello nazionale, sono stata insignita del Gran Premio per la Cultura e l’Arte, che è il più alto riconoscimento conferito a individui che hanno raggiunto un successo straordinario e dato un contributo significativo allo sviluppo della cultura e dell’arte in Corea, nel 2025. A livello internazionale, sono stata selezionata per il premio “PRIZES 2025: I migliori poeti e traduttori internazionali”, organizzato dal Centro Internazionale per la Traduzione e lo Studio della Poesia, dalla rivista letteraria trimestrale cinese “The Journal of Rendition of International Poetry” e dal Consiglio direttivo dell’Unione Mondiale delle Riviste di Poesia.
I risultati sono stati annunciati il 12 dicembre, e dieci poeti sono stati scelti come i migliori poeti internazionali al mondo. Ho provato un grande onore di essere tra loro. Questo premio si è basato sulle raccomandazioni di illustri poeti, traduttori e studiosi provenienti da 18 Paesi, tra cui: Italia, Stati Uniti, Polonia, Russia, Emirati Arabi Uniti, Romania, Svezia, India, Francia, Spagna, Cina, Albania, Grecia, Germania, Argentina, Israele, Giappone e Danimarca. Inoltre, si sono svolti tre turni di votazione da parte della giuria nel corso di due mesi e, come risultato, quattordici poeti e traduttori provenienti da tredici Paesi sono stati selezionati come vincitori. Sono davvero felice e grata per questo riconoscimento.
Per uno scrittore, ricevere un premio letterario ha un significato particolare, perché rappresenta un riconoscimento sociale dei propri risultati letterari e mi dona grande orgoglio come poetessa. Per questo motivo, l’ultimo premio, “Miglior Poeta Internazionale 2025”, ha per me un’importanza ancora maggiore ed è diventato un punto di svolta nella mia vita di poetessa.
Lo considero un richiamo a una responsabilità sociale più grande, che mi spinge a dedicarmi ancora più profondamente alla compassione universale dell’umanità.
Con questo spirito, continuerò a scrivere poesie con un forte senso di missione, cercando di creare versi che brillino come una lampada, intrecciando parole per la pace nel mondo e per l’amore verso l’umanità.
In un mondo sempre più dominato dalla tecnologia e dalla comunicazione rapida, secondo lei, quale spazio rimane per la poesia e per la riflessione lenta?
Non considero necessariamente negativo un mondo sempre più dominato dalla tecnologia e dalla comunicazione veloce. Tuttavia, quando si tratta di scrivere o leggere poesia, credo che sia necessaria lentezza. Spesso la poesia richiede di essere riletta più e più volte, prendendosi il tempo per riflettere profondamente sul suo significato. È necessario una vera e propria “indagine” per arrivare a interpretazioni profonde.
Le opere letterarie che accendono la lanterna della compassione umana, sono state amate a lungo e senza dubbio continueranno a esserlo anche in futuro. Perciò, come membri di una comunità globale che vive insieme su questa terra, se ci impegniamo a scrivere poesie che ci permettano di sentire e comunicare tra noi sulla base del nostro umanesimo comune, per il bene di un mondo armonioso, credo che ci sarà uno spazio infinito per la riflessione lenta, là dove la bellezza e la filosofia, che solo l’essere umano percepisce, possono esprimersi pienamente.
Ha fatto parte di molte associazioni letterarie e culturali. Quanto è importante costruire reti tra scrittori per la crescita della letteratura globale?
Per lo sviluppo della letteratura mondiale, costruire reti con scrittori di tutto il mondo è estremamente importante. Viviamo in un’epoca di cambiamenti rapidi. A differenza del passato, tutto evolve velocemente e, se non rispondiamo a questi cambiamenti, inevitabilmente restiamo indietro. Da questo punto di vista, credo che la costruzione di reti letterarie, sia uno sforzo molto positivo e necessario.
È particolarmente vitale collegarsi con poeti che possiedono già solide reti globali, come lei Angela, rinomata poetessa internazionale. Ad esempio, la collaborazione resa possibile attraverso la rete tra lei e il dottor Kang Byeong Cheol dalla Corea, in un periodo di tempo molto breve, ha contribuito ad aumentare la visibilità dei poeti coreani; ciò grazie al suo importante contributo nella promozione della letteratura coreana nel mondo. Inoltre, lei ha creato un flusso straordinario di poesia, portando in Corea poeti affermati provenienti da tutto il mondo. Tutto questo è stato possibile grazie alla creazione di una tale rete di cooperazione letteraria. Ogni giorno, i poeti coreani esprimono gratitudine e profondo rispetto per la dedizione della promotrice Angela Kosta e del dottor Kang Byeong Cheol, i cui sforzi si fondano su una grande fratellanza e amore per l’umanità. Anche in questo momento, a nome dei poeti coreani, desidero esprimere i miei sinceri ringraziamenti e il mio rispetto a voi due e a tutti i grandi scrittori che continuano a dedicarsi allo scambio e alla crescita della letteratura mondiale.
La ringrazio per questo prezioso apprezzamento. Torniamo all’intervista… Lei ha contribuito alla fondazione della “Giornata Mondiale di Cavafy” sotto il patrocinio dell’UNESCO. Cosa rappresenta Cavafy per lei e perché ha sentito il bisogno di promuovere la sua eredità?
Konstantinos P. Cavafy (1863 – 1933) è stato un poeta greco nato ad Alessandria. Sebbene abbia scritto solo 155 poesie, preferì condividerle attraverso giornali e riviste locali piuttosto che pubblicarle in libri. Oggi, la sua poesia è molto amata e ricercata dai lettori di tutto il mondo.
Sotto la guida del chitarrista classico greco Yorgos Foudoulis e insieme a 300 membri fondatori – poeti, scrittori, artisti e appassionati d’arte – è iniziata la fondazione e l’istituzionalizzazione della Giornata Mondiale di Cavafy, sotto l’egida della poesia iconica di Cavafy “Termopili”. Con il supporto della Federazione Nazionale Ellenica dei Club e dei Centri UNESCO e con la partecipazione di istituzioni e poeti provenienti da tutto il mondo, l’evento d’inaugurazione si è svolto dal 27 al 29 aprile 2024 per tre giorni a Volos, in Grecia, e in tutte le città partner. Cavafy affrontava le realtà del suo tempo oscuro e, attraverso la poesia, denunciava le ingiustizie della società, mantenendo alto il faro della compassione umana, per incoraggiare le persone a camminare (ancora oggi) verso il futuro. Per questo credo che lo spirito nobile e umanista di Cavafy debba continuare e, attraverso la mia poesia, mi impegno a tramandare e portare avanti la sua preziosa eredità di amore per l’umanità.
Se volesse lasciare un messaggio alle future generazioni di poeti e scrittori, quale valore chiave e fondamentale dovrebbero sempre custodire nel loro percorso creativo?
Nel mio percorso creativo, credo sia fondamentale conservare sempre il potere della letteratura di sublimare il linguaggio in una forma di pensiero che ci permetta di percepire il mondo in modo nuovo e di incarnare questo nucleo della letteratura in opere basate sulla compassione universale per l’umanità.
In questo momento della mia vita, vivendo come poetessa che mira a esprimere nei suoi versi i fenomeni della natura che si sviluppano attorno a me, la mia attenzione verso le cose, le emozioni e le filosofie particolari che nascono dalla comprensione degli esseri umani, ogni giorno mi fa sentire profondamente realizzata e piena di gratitudine. Le opere letterarie che accendono i fari della compassione umana sono state amate per lungo tempo e continueranno certamente a esserlo anche in futuro.
Pertanto, come membro della comunità globale in cui tutti viviamo insieme su questa terra, spero di continuare a impegnarmi a scrivere poesie che ci permettano di condividere sentimenti e comunicare tra di noi basandoci sul nostro senso di umanità, per il bene di un mondo gioioso. Inoltre, credo che l’amore per se stessi e per l’umanità siano le qualità più importanti per un poeta. Tutto questo, senza dubbio, sarà di grande aiuto.
Carissima Yang. La ringrazio per questa interessante intervista
Grazie a lei Angela. Onoratissima essere oggi qui…
Intervista di Angela Kosta