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Maria Maddalena Ghezzi lancia l’opera prima “Vagando tra parole e fiori”

🚨 NOVITÀ EDITORIALE: “VAGANDO TRA PAROLE E FIORI”, IL DEBUTTO POETICO DI MARIA MADDALENA GHEZZI CON ALETTI EDITOREUn emozionante e profondo viaggio lirico nel cuore della natura e della memoria affettiva. Esce ufficialmente per Aletti Editore, nella prestigiosa collana “I Diamanti della Poesia”, la silloge “Vagando tra parole e fiori”, opera prima della poetessa trentina Maria Maddalena Ghezzi. Ex maestra della scuola dell’infanzia, l’autrice raccoglie versi nati nelle diverse stagioni della vita, trasformando le pagine in un giardino intimo dove ogni poesia evoca ricordi, tramonti e rinascite. Come sottolineato nella prefazione dal maestro Giuseppe Aletti, qui la parola diventa un presidio fondamentale contro l’oblio del tempo per custodire il senso profondo delle nostre radici. 🌲ò🎨L’opera, che ha riscosso un ottimo successo di pubblico ed è stata esposta al Salone Internazionale del Libro di Torino 2026, mette in scena un dialogo costante con i boschi e le montagne del Trentino, dove la natura diventa un interlocutore vivo dell’essere umano. Attraverso liriche intense, tra cui spicca il brano dal titolo emblematico “Maestro”, la Ghezzi porta luce nel buio e trasforma i dettagli della quotidianità in grandi monumenti dello spirito, invitando i lettori a fermarsi, respirare e credere nei propri sogni. Il volume è disponibile sia nei canali fisici sia in e-book. 🏛️📜✨👇 Qual è il paesaggio naturale o il fiore che riesce a risvegliare in te i ricordi più dolci del passato? Scrivilo nei commenti!#MariaMaddalenaGhezzi #VagandoTraParoleEFiori #AlettiEditore #IDiamantiDellaPoesia #PoesiaContemporanea #SaloneLibroTorino2026 #TrentoCultura #GiuseppeAletti #LetteraturaItaliana #NuoveUsciteLibri

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Ghezzi

Trento – Nel panorama della lirica contemporanea e della produzione editoriale indipendente, l’interazione sinergica tra le metriche della poesia e i ritmi biologici della natura rappresenta un filone di consolidata e profonda fecondità espressiva. In questa cornice artistica si colloca la pubblicazione di “Vagando tra parole e fiori”, l’opera prima della poetessa Maria Maddalena Ghezzi, immessa sul mercato dei consumi letterari all’interno della prestigiosa collana specialistica “I Diamanti della Poesia” sotto l’egida editoriale di Aletti Editore. La silloge si configura come un organico compendio di testi affiorati lungo le diverse stagioni dell’esistenza, ciascuno scaturito da fratture emotive ed esperienze interiori capaci di segnare la biografia dell’autrice. Il volume, disponibile sia nei canali distributivi fisici sia nelle piattaforme globali in formato e-book, si offre come un giardino intimo in cui ogni componimento opera come un frammento vegetale, sprigionando la memoria e il profumo delle sensazioni d’origine.

La prefazione di Giuseppe Aletti: la parola contro l’oblio del tempo

L’architettura intellettuale e il valore storiografico della raccolta sono stati analizzati con rigore critico all’interno della Prefazione firmata dal maestro Giuseppe Aletti, noto poeta, editore e formatore letterario nazionale. Aletti evidenzia come la scrittura della Ghezzi si elevi sopra la mera saggistica spontanea per farsi solida testimonianza etica e civile del vissuto personale: «In quest’ottica la parola diviene testimonianza della nostra formazione culturale e sentimentale, che cataloga, sottrae dall’oblio del tempo, impone il senso delle radici e della memoria». La parola scritta si converte in un formidabile dispositivo di catalogazione dell’esistenza, un presidio di resistenza culturale che blinda la sfera degli affetti contro la dispersione accelerata della società post-moderna, restituendo centralità alla dottrina delle radici identitarie.

La vocazione pedagogica a Trento e la natura come interlocutore attivo

Il profilo biografico dell’autrice riflette un profondo e simbiotico legame con il paesaggio alpino e i distretti rurali del settentrione. La Ghezzi risiede infatti con il proprio nucleo familiare all’interno di un piccolo borgo montano della municipalità di Trento, circondata da boschi e catene montuose che ne influenzano direttamente la tavolozza figurativa. Per anni ha esercitato la professione e la vocazione di maestra della scuola dell’infanzia, un’esperienza pedagogica che ne ha strutturato la sensibilità verso i linguaggi dell’innocenza e la meraviglia delle piccole cose quotidiane. All’interno del libro, come esplicitato dall’iconografia della copertina, l’ambiente naturale si spoglia della funzione di mero sfondo ornamentale per assurgere al ruolo di interlocutore attivo e filosofico, instaurando un dialogo costante, laico e profondo con l’uomo e con le sue fragilità biologiche.

La poesia “Maestro” e il successo al Salone del Libro di Torino 2026

Sotto il profilo dei contenuti e delle macro-tematiche trattate, l’ordito delle liriche si sviluppa lungo i binari di una costante ricerca di luce e rinascita interiore, alternando descrizioni di tramonti cromatici a intense riflessioni sulla forza della fede, sulla speranza escatologica e sulla memoria dei profumi del passato. All’interno del volume spicca per densità informativa un componimento dal titolo emblematico “Maestro”, esplicito omaggio filologico alla tradizione educativa e formativa. La sostenibilità commerciale e il posizionamento editoriale dell’opera hanno registrato una vetrina di assoluto rilievo nazionale ed europeo grazie all’esposizione ufficiale dei volumi negli spazi della Aletti Editore durante l’ultima edizione del Salone Internazionale del Libro di Torino 2026. “Vagando tra parole e fiori” si configura in definitiva come un formidabile invito a rallentare i ritmi della quotidianità metropolitana, esortando il lettore a non rinunciare ai propri sogni nel cassetto attraverso la cura e la delicatezza della parola scritta.

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Dall’antipatia al “Sì” per tutta la vita: Marta e Massimo coronano il loro amore da sogno in Costiera Amalfitana

“ALL’INIZIO NON CI SOPPORTAVAMO PER NIENTE… POI CI SIAMO RITROVATI A COMPRARE CASA NELLO STESSO PALAZZO E CI SIAMO INNAMORATI!”. LA BELLISSIMA FIABA DI MARTA E MASSIMO, SPOSI IN COSTIERA AMALFITANA! 👰 🤵 💖 Quante volte Abbiamo Visto nei Film Romantici Due Persone Che all’Inizio Si “Odiano” E Poi Finiscono per Innamorarsi Follemente? Ebbene, A Volte i Film diventano Meravigliosamente Realtà! E’ la Stupenda e dolcissima Storia di Marta e Massimo, due Splendidi innamorati che il prossimo 19 Settembre si Giureranno “Amore Eterno” davanti all’Altare della Chiesa di Conca dei Marini, in Costiera Amalfitana! La Loro è una Storia Pazzesca, che Ricorda Tantissimo le parole della Famosa Canzone di Eros Ramazzotti (“Ti Sposerò Perché”). Durante i Primissimi incontri i due ragazzi Stavano Reciprocamente Molto “Antipatici” L’uno All’altra. Poi è Nata L’amicizia E Infine, Per Un puro scherzo del Destino, Si Sono Ritrovati Ad Abitare Nello Stesso Palazzo! Lì è Sbocciato un Sentimento Travolgente Che ora, dopo 3 Anni, li Porterà Alle Nozze, Realizzando il Sogno di Marta Fin da Quando Era Bambina! Leggi tutta La loro Splendida Fiaba Nel Nostro Articolo per fare Loro Tantissimi Auguri e Congratulazioni Insieme Ai Loro Genitori! 👇 🗣️ A cosa credete? Anche Voi Siete dei Romantici Sognatori e Credete Che il “Destino” Esista e Faccia incontrare Sempre le Anime Gemelle? Siete d’Accordo col Fatto che gli Amori Migliori e Più Solidi e Duraturi Nascono Sempre Da un’Iniziale “Antipatia” o Da Una Fortissima Amicizia Trasformata in Passione? Diteci la Vostra Sviscerando i Vostri Racconti d’Amore nei commenti, e CONDIVIDETE a dismisura questo Formidabile Articolo Sulle Vostre Bacheche Per Riempire di Meravigliosi Messaggi di Auguri I Due Futuri Sposi! VIVA L’AMORE VERO!

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Massimo e Marta

Conca dei Marini (Salerno) – Ci sono dei particolarissimi e folli amori che, per nascere e sbocciare in tutta la loro insuperabile potenza, hanno un disperato bisogno di compiere dei percorsi tortuosi, strani e inaspettati. Avete presente quelle coppie meravigliose che, durante i primissimi incontri, provano un’immediata e fortissima antipatia reciproca, giurando a se stessi e al mondo intero che “non potranno mai e poi mai stare insieme”? Eppure, quando il Destino decide di metterci lo zampino e scagliare la freccia di Cupido, accade l’inevitabile.
È esattamente questa la trama del bellissimo film romantico che ha per protagonisti Marta e Massimo, due innamorati che il prossimo 19 settembre 2026 coroneranno ufficialmente il loro immenso sogno d’Amore giurandosi fedeltà eterna presso la suggestiva Chiesa di S. Giovanni e S. Antonio a Conca dei Marini (nella magnifica cornice della Costiera Amalfitana).

Il Destino gioca a dadi: amici nello stesso palazzo

La loro storia sembra davvero la sceneggiatura di una commedia romantica, o forse la perfetta incarnazione della celeberrima canzone di Eros Ramazzotti, “Ti sposerò perché”. All’inizio della loro conoscenza, le cose tra i due futuri sposi non erano affatto semplici: Marta e Massimo non si sopportavano, la diffidenza regnava sovrana e le discussioni erano all’ordine del giorno. Eppure, con il passare del tempo e scavando sotto la corazza, i due ragazzi hanno iniziato a scoprire interessi comuni meravigliosi, trasformando quell’iniziale muro di antipatia in una sincera e solidissima amicizia.
Ma la Vita, si sa, ha sempre in serbo dei colpi di scena clamorosi. Per uno scherzo del Destino, i due si sono infatti ritrovati a comprare casa esattamente nello stesso palazzo. Questa strettissima vicinanza fisica ha innescato la magia: le chiacchierate sono diventate sempre più intime e i piccoli, dolcissimi gesti quotidiani di vicinato hanno lentamente fatto germogliare un sentimento spontaneo, travolgente e naturale.

Il sogno di bambina che si avvera sull’Altare

“Dopo tre anni vissuti meravigliosamente l’uno a fianco dell’altra, siamo finalmente qui, pronti a coronare il nostro amore”, raccontano oggi i due innamorati, con gli occhi che brillano di pura felicità. “Sappiamo di essere stati fortunati a trovarci, ma anche fortissimi a sceglierci ogni singolo giorno, superando insieme ogni piccola e grande difficoltà”.
Giovedì 19 settembre, quel sentimento diventerà un vincolo sacro. A officiare il dolcissimo rito religioso sarà il parroco Don Andrea Alfieri (che porterà in dono agli sposi anche una speciale Benedizione del Santo Padre). Per Marta, varcare la soglia di quella chiesa in Costiera Amalfitana significherà realizzare il sogno segreto che custodiva fin da quando era una bambina: vestirsi di un bianco candido e brillante come la spuma del mare, per perdersi per sempre nell’infinito abbraccio del suo Massimo.

Una festa indimenticabile: gli auguri alle Famiglie

A festeggiare l’inizio di questa nuova, entusiasmante avventura di vita, oltre ai tanti amici e parenti, ci saranno ovviamente i pilastri delle loro vite. Gli sposi stringeranno a sé i genitori di Marta (il papà Palmiro Noschese e la mamma Vincenza Rossomando) e i genitori di Massimo (il papà Adriano Parolin e la mamma Laura Garavaglia), visibilmente emozionati e orgogliosi dei loro ragazzi. Dopo il fatidico “Sì”, i festeggiamenti esploderanno di gioia con un elegantissimo e lussuoso ricevimento organizzato presso il rinomato Hotel S. Caterina di Amalfi.
A Marta e a Massimo non possiamo fare altro che augurare una splendida, lunga e fortunata Vita Insieme. Che il loro matrimonio sia fatto di gesti concreti e non di sole parole, di abbracci sinceri e non di illusioni. Il vostro lieto fine, ragazzi, è appena cominciato. Auguri immensi!

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Dalla strega alla cartomante, viaggio degli arcani nell’anima: quando il simbolo diventa specchio dell’interiorità

È stato un viaggio attraverso la storia, l’iconografia, il simbolismo e l’interiorità quello proposto il 13 settembre con la conferenza “Dalla strega alla cartomante. Viaggio degli Arcani nell’anima”, ospitata nella suggestiva cornice dell’Oasi Naturale Regionale Nazzano Tevere-Farfa.

Un luogo particolarmente evocativo per un appuntamento dedicato agli Arcani: qui, infatti, la natura diventa essa stessa spazio di riflessione, mentre il silenzio del paesaggio sembra amplificare ogni parola, ogni racconto, ogni suggestione. In questo scenario, il linguaggio dei simboli ha trovato una dimensione ancora più profonda, quasi in dialogo con gli elementi naturali che circondavano il pubblico.

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Cartomante Chiara

Redazione-  È stato un viaggio attraverso la storia, l’iconografia, il simbolismo e l’interiorità quello proposto il 13 settembre con la conferenza “Dalla strega alla cartomante. Viaggio degli Arcani nell’anima”, ospitata nella suggestiva cornice dell’Oasi Naturale Regionale Nazzano Tevere-Farfa.

Un luogo particolarmente evocativo per un appuntamento dedicato agli Arcani: qui, infatti, la natura diventa essa stessa spazio di riflessione, mentre il silenzio del paesaggio sembra amplificare ogni parola, ogni racconto, ogni suggestione. In questo scenario, il linguaggio dei simboli ha trovato una dimensione ancora più profonda, quasi in dialogo con gli elementi naturali che circondavano il pubblico.

La conferenza ha condotto i partecipanti lungo un percorso capace di attraversare secoli di storia e trasformazioni culturali, mostrando come la figura della strega, della cartomante e, più in generale, il mondo legato agli Arcani siano stati interpretati e riletti nel corso del tempo.

Al centro dell’incontro non vi è stata soltanto la dimensione storica delle carte e della loro rappresentazione, ma soprattutto il loro valore simbolico e introspettivo. Gli Arcani sono stati presentati come immagini capaci di evocare domande, emozioni e riflessioni, diventando una sorta di specchio nel quale l’individuo può riconoscere paure, desideri, fragilità, trasformazioni e possibilità.

Il simbolo, dunque, non come semplice immagine da decifrare, ma come linguaggio dell’anima.

È proprio questa prospettiva ad aver reso l’appuntamento un’occasione di confronto e conoscenza: osservare un Arcano significa, in qualche modo, confrontarsi con ciò che quella rappresentazione riesce a suscitare dentro di noi. La carta diventa così un punto di partenza per una riflessione più ampia sull’essere umano e sul suo incessante bisogno di interrogarsi sul mistero dell’esistenza.

Particolarmente significativo è stato il rapporto tra il tema dell’incontro e il luogo che lo ha accolto. L’Oasi Naturale Regionale Nazzano Tevere-Farfa, con il suo patrimonio ambientale e la sua atmosfera sospesa tra acqua, vegetazione e silenzio, ha offerto una cornice ideale per un appuntamento nel quale natura e simbolo, storia e interiorità hanno potuto incontrarsi.

Un sentito ringraziamento va a Riccardo Luciani, Presidente dell’Oasi, per l’accoglienza, la disponibilità e la sensibilità culturale dimostrate nel sostenere l’iniziativa.

Un ringraziamento altrettanto importante a Marco Petrelli, Direttore dell’Oasi, per la cura organizzativa, l’attenzione ai dettagli e il prezioso supporto operativo che hanno contribuito alla riuscita dell’evento, permettendo alla conferenza di svolgersi in un contesto naturale di straordinaria bellezza.

Grazie anche a Manuela Capotombolo, responsabile della comunicazione, per la professionalità, la precisione e la capacità di accompagnare e valorizzare l’incontro attraverso una comunicazione chiara, efficace e appassionata.

Ma il ringraziamento più autentico è rivolto a tutte le persone che hanno scelto di partecipare. A chi è arrivato per semplice curiosità, a chi ha seguito l’incontro per passione e a chi ha voluto avvicinarsi a un universo simbolico forse ancora poco conosciuto.

La partecipazione attenta del pubblico, le domande, gli sguardi e persino i momenti di silenzio hanno contribuito a trasformare la conferenza in qualcosa di più di un semplice appuntamento culturale. È nato un momento di comunità, nel quale il simbolo si è fatto dialogo e il dialogo si è trasformato in esperienza condivisa.

Cartomante Chiara

“Dalla strega alla cartomante” ha così lasciato una traccia che va oltre la singola giornata. Perché parlare di Arcani significa anche parlare dell’uomo, della sua necessità di attribuire significati alle immagini, di cercare risposte, di attraversare le proprie inquietudini e di dare un nome alle trasformazioni che accompagnano il cammino della vita.

In un luogo nel quale la natura custodisce storie antiche e il tempo sembra assumere un ritmo diverso, gli Arcani hanno trovato una nuova voce.

E quella voce non ha parlato soltanto di carte, simboli o tradizioni, ma soprattutto di noi.

Perché ogni simbolo, quando riesce davvero a interrogarci, smette di essere soltanto un’immagine e diventa una domanda. E talvolta, nel tentativo di trovare una risposta, scopriamo che il viaggio più importante non è quello verso ciò che ancora non conosciamo, ma quello verso la parte più profonda di noi stessi.

La conferenza del 13 settembre si è conclusa, dunque, ma il viaggio continua: nelle domande rimaste aperte, nelle riflessioni suscitate e negli sguardi di chi, tornando a casa, forse ha iniziato a osservare il simbolo con occhi nuovi.

Cartomante Chiara

Chiara, “Dalla strega alla cartomante. Viaggio degli Arcani nell’anima” è un titolo che racchiude storia, mistero e trasformazione. Quale viaggio ha voluto proporre al pubblico attraverso questo incontro?

Ho voluto proporre un viaggio che non fosse soltanto attraverso la storia degli Arcani, ma soprattutto dentro l’essere umano. Le figure che incontriamo nelle carte appartengono a un immaginario antico, fatto di simboli, archetipi e racconti che nel tempo hanno assunto significati differenti. Attraversarle significa anche osservare come è cambiato il nostro modo di guardare al mistero, alla conoscenza e a noi stessi.

 

Gli Arcani, in fondo, non raccontano soltanto qualcosa: ci raccontano qualcosa di noi. Sono immagini nelle quali possiamo riconoscere paure, desideri, passaggi, crisi e rinascite. Il vero viaggio, quindi, non è nella carta, ma nello sguardo di chi la osserva.

In che modo gli Arcani possono diventare uno strumento di introspezione e di conoscenza dell’animo umano?

Il simbolo ha una forza particolare perché riesce a parlare anche laddove le parole non arrivano. Un’immagine può evocare una memoria, una sensazione, una domanda che forse custodivamo dentro di noi senza averla ancora formulata.

 

Gli Arcani possono essere considerati degli specchi: non danno necessariamente risposte definitive, ma possono aiutarci a porci le domande giuste. E spesso una domanda autentica è già l’inizio di un cambiamento.

 

Credo che conoscersi significhi anche avere il coraggio di guardare le proprie zone d’ombra senza averne paura. Ogni Arcano può diventare una porta: sta a noi decidere se attraversarla.

La conferenza si è svolta in un luogo straordinario come l’Oasi Naturale Regionale Nazzano Tevere-Farfa. Quanto ha influito questo particolare contesto sul significato dell’incontro?

Ha influito moltissimo. La natura possiede una capacità straordinaria di creare ascolto. In un luogo dove il silenzio, l’acqua, gli alberi e il paesaggio accompagnano la presenza umana, anche le parole sembrano assumere un peso diverso.

 

L’Oasi ha rappresentato quasi un altro protagonista dell’incontro. Parlare di simboli e interiorità immersi nella natura ha creato una sorta di dialogo tra ciò che è fuori e ciò che è dentro di noi.

 

Forse è proprio questo il senso più profondo del viaggio attraverso gli Arcani: imparare ad ascoltare ciò che ci circonda per riuscire, finalmente, ad ascoltare ciò che abita dentro di noi.

 

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Michele Placido porta in tv la storia eroica di Rosario Livatino: svelato il trailer della nuova miniserie Rai sul Giudice Beato

L’EROE SILENZIOSO (OGGI BEATO DELLA CHIESA) CHE COMBATTEVA E FACEVA TREMARE LA MAFIA!! 🙏 ⚖️ 📺 Michele Placido Svela il meraviglioso e commovente “Trailer” della Sua nuova Fiction Rai interamente dedicata all’Eroico e Indimenticabile Giudice ROSARIO LIVATINO! Un evento Televisivo formidabile per Eduare le Nostre future Generazioni! Ci sono Nomi, Uomini e Figure Esemplari nella Nostra amata Italia che non Dovrebbero Mai essere Dimenticati dai libri di Storia e dalla Televisione! Uno di questi Giganti del Dovere Civile e della Lotta alla Criminalità Organizzata è senza dubbio il Giudice Rosario Livatino (Ribattezzato affettuosamente “Il Giudice Ragazzino” per la sua Giovane Età). Per Onorare e Ricordare in modo pazzesco la sua Memoria, il grande regista e Attore MICHELE PLACIDO ha girato (Per la prima volta nella Storia per conto di Rai Fiction) una Bellissima Miniserie di ben 4 Puntate (Intitolata “Livatino il Giudice e i Suoi Assassini”) che andrà in Onda tra Pochi mesi In Prima Serata su RAI 1! Il Bravissimo attore Giuseppe De Domenico Darà Volto e Anima a Livatino, per raccontare agli Italiani il formidabile, Silenzioso e Astuto metodo di Lotta del magistrato, che riuscì negli Anni Ottanta a Colpire e sequestrare i Patrimoni e i Soldi Sporchi della ferocissima “Stidda” Agrigentina! Il Film racconterà e ci farà Emozionare sviscerando lo Scontro Mortale Tra la Legge del Bene e Le “Tenebre” del Male… culminando ovviamente con la Tragica data del 21 Settembre 1990, in Cui un commando di spietati Assassini Mafiosi Inseguì l’Auto del Giudice Trucidandolo in una Cunetta ai lati della Strada Statale! Ma Il miracolo e l’Amore di Quest’uomo Hanno Vinto Oltre la Morte! Per via del Suo Estremo, Incrollabile e Purissimo attaccamento ai Valori Cristiani (Rifiutò la scorta per Non Far uccidere dei Padri di Famiglia Incolpevoli), Rosario Livatino è diventato in Assoluto Il primissimo Giudice Magistrato ad Essere Eletto BEATO DALLA CHIESA CATTOLICA!! Una Produzione (Che Vede in Scena attori del Calibro di NINO FRASSICA e Ninni Bruschetta) che ci farà Piangere dalla Commozione e dall’Orgoglio! Leggi Tutti i Fantastici Dettagli della Trama della Fiction Nel Nostro Meraviglioso Articolo Tv! 👇 🗣️ A cosa credete? Siete d’Accordo col Fatto (E Siete Contentissimi) che la nostra Tv Di Stato Continui finalmente, a Distanza di Decenni, a “Sfornare” e Spendere i Soldi del Canone per queste Bellissime “Fiction Storiche”, Obbligando di Fatto e Abituando i Nostri Giovani Figli e Nipoti a Studiare il Passato, Insegnandogli che il Nostro Paese è Fatto di Eroi Straordinari che Hanno Versato il Loro Sangue per La Giustizia? Anche Voi Siete da Sempre Appassionati e Commossi dalla Formidabile Storia del Giudice Livatino, L’uomo Solo che riuscì a Far tremare le Cosche Siciliane? Diteci la Vostra Sviscerando tutto il Vostro Parere nei commenti, e CONDIVIDETE a dismisura e OVUNQUE questo Formidabile Articolo Sulle Vostre Bacheche per Fare un Grandissimo Applauso Commosso (Fin Lassù) Al Giudice Livatino! Non ti dimenticheremo MAI!

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Trailer Rosario Livatino

Roma – Ci sono eroi silenziosi, uomini straordinariamente normali, che con il loro instancabile e certosino lavoro quotidiano, unito a una fortissima e incrollabile fede in Dio, sono riusciti a far tremare le fondamenta del male assoluto. Stiamo parlando di una delle figure più pure, tragiche e luminose dell’intera storia repubblicana italiana: il Giudice Rosario Livatino.
Per onorarne l’immensa memoria e per far conoscere il suo immenso coraggio civile anche alle ultimissime generazioni di giovani, il grande regista (nonché formidabile attore) Michele Placido ha deciso di firmare per la primissima volta la regia di una fiction destinata alla rete ammiraglia della televisione di Stato. “Livatino, il Giudice e i suoi Assassini” è il titolo della nuova, attesissima miniserie televisiva in 4 episodi (da 50 minuti ciascuno) che andrà in onda in primissima visione prossimamente su Rai 1 e Rai Play. Nelle scorse ore, la co-produzione (siglata da Rai Fiction, Goldenart Production e Rai Com, e prodotta da Federica Luna Vincenti) ha rilasciato ufficialmente l’emozionante trailer di lancio, scatenando già grandissima attesa e commozione nel pubblico italiano.

La luce della Fede contro le tenebre della “Stidda”

La narrazione della miniserie (scritta da Angelo Pasquini, Fidel Signorile e dallo stesso Michele Placido) ci riporterà fisicamente ed emotivamente indietro nel tempo, tra la polvere e il sole degli anni Ottanta, nel cuore profondo dell’agrigentino. In questo scenario duro e complicato, si incrociano fatalmente due destini totalmente opposti. Da una parte, il luminoso e silenzioso lavoro del magistrato Rosario Livatino, che combatte il potere mafioso utilizzando la sua intelligenza acuta per colpire chirurgicamente i patrimoni, gli interessi economici e il radicamento nel territorio della mafia (applicando il principio del “Segui i soldi e troverai la Cupola”). Dall’altra parte, invece, le tenebre di un gruppo di giovanissimi “stiddari” (i feroci membri dell’organizzazione criminale siciliana della Stidda), ragazzi cresciuti nella miseria e nell’ignoranza, inesorabilmente attratti dalla criminalità come unica, tragica via di riscatto e arricchimento.

Il 21 Settembre 1990: il martirio e la Beatificazione

La regia di Placido costruisce un chiasmo narrativo pazzesco, un duello rusticano e invisibile che oppone, minuto dopo minuto, la Legge alla violenza, e la Giustizia alla sopraffazione mafiosa. I due percorsi si avvicineranno inesorabilmente, fino alla drammatica e luttuosa data del 21 settembre 1990, giorno in cui un commando armato della Stidda inseguì e trucidò brutalmente e vigliaccamente il giovane magistrato lungo la statale agrigentina.
Tuttavia, l’odio della criminalità organizzata non ha potuto assolutamente cancellare il lascito d’amore di quest’uomo. La sua immensa testimonianza di Giustizia e di profonda Fede lo ha reso un simbolo imperituro della lotta alla mafia e, soprattutto, il primo magistrato dell’intera storia dell’umanità a essere proclamato Beato dalla Chiesa cattolica.

Un cast d’eccezione guidato da Giuseppe De Domenico

A dare anima, volto e voce all’amatissimo “Giudice Ragazzino” ci penserà il bravissimo e intenso attore Giuseppe De Domenico. A fargli da corollario nella miniserie televisiva, spicca un cast corale di attrici e attori assolutamente eccezionali e di primissimo livello, tra cui figurano Leonardo Maltese, il popolarissimo ed eclettico Nino Frassica, Michela De Rossi, Ninni Bruschetta e Brenno Placido.
La miniserie, realizzata anche grazie al vitale contributo del Ministero della Cultura e della Sicilia Film Commission (Assessorato del Turismo, dello Sport e dello Spettacolo della Regione Siciliana), promette di essere uno degli appuntamenti televisivi più importanti, educativi ed emozionanti dell’intera stagione invernale. Mettetevi comodi e preparate i fazzoletti: l’Italia non dimentica i suoi veri Eroi.

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