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Intervista con la nota editrice, docente, studiosa e poetessa coreana Dott.Ssa Yang Geum-He

Benvenuta in questa intervista Yang per i nostri lettori. Ha intrecciato poesia, etica e filosofia della pace nelle sue opere. Come crede che la poesia possa contribuire concretamente alla costruzione di una cultura della pace nel mondo di oggi?

Salve Angela. Mi sento davvero privilegiata di essere qui con tutti voi…
Solo l’essere umano ha il privilegio di dare forma ai propri pensieri e alle risonanze interiori attraverso il linguaggio e la creazione. Scrivere poesia è un atto nobile di seduzione della propria visione del mondo e della filosofia interiore, colorandole con sfumature particolari e rivestendole di ciò che chiamiamo “poesia”.

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Dott.Ssa Yang Geum-He

Redazione-  Benvenuta in questa intervista Yang per i nostri lettori. Ha intrecciato poesia, etica e filosofia della pace nelle sue opere. Come crede che la poesia possa contribuire concretamente alla costruzione di una cultura della pace nel mondo di oggi?

Salve Angela. Mi sento davvero privilegiata di essere qui con tutti voi…
Solo l’essere umano ha il privilegio di dare forma ai propri pensieri e alle risonanze interiori attraverso il linguaggio e la creazione. Scrivere poesia è un atto nobile di seduzione della propria visione del mondo e della filosofia interiore, colorandole con sfumature particolari e rivestendole di ciò che chiamiamo “poesia”.
È una forma di comunicazione che collega il passato al presente, il presente al futuro, e può essere definita il modo più bello in cui le persone si offrono il linguaggio a vicenda.
Inoltre, la poesia, che può essere considerata il bocciolo della letteratura, nasce stimolando le emozioni e l’immaginazione del poeta. Il romanziere francese Bernard Werber ha descritto l’immaginazione come “una nuova risposta a un vecchio problema”, e la poesia è proprio l’arte di esprimere questa immaginazione con le parole, accendendo una luce di calda sensibilità e permettendo ai cuori delle persone di abitare, anche solo per un momento, in un mondo magico. È per questo che l’umanità ha amato la poesia da tanti secoli. Pertanto, credo che le poesie dei poeti che desiderano la pace, elevino la benevolenza dell’umanità e contribuiscano concretamente alla costruzione della pace su questa terra.
Paul Valéry ha detto: “La poesia è l’atto di spezzare la povertà del linguaggio per toccare il cuore comune dell’umanità.”
Perciò, quando scriviamo poesia dalla prospettiva che “il mondo è uno”, dobbiamo superare il tempo e lo spazio e oltrepassare le barriere tra nazioni e popoli, scritture e lingue, scrivendo con una voce capace di risuonare con tutta l’umanità. Questi scritti contribuiranno esclusivamente alla diffusione di una cultura della pace.

La sua isola natale, Jeju, appare spesso nelle sue opere poetiche. In che modo il suo legame con questa terra influisce sui suoi versi e sulla sua missione letteraria?

L’isola di Jeju, situata in Corea del Sud, è un luogo davvero meraviglioso, dove montagne e mare convivono in perfetta armonia. Anche per i coreani stessi, visitare Jeju è motivo di orgoglio ed è una delle destinazioni più amate sia dai turisti locali che da quelli internazionali. Jeju incanta i visitatori con la sua straordinaria bellezza naturale, un dono prezioso della natura.
Vivendo ogni giorno alla presenza del maestoso Hallasan e del mare che cambia continuamente in tutte le stagioni, mi considero profondamente fortunata. Sono cresciuta in un ambiente che nutre in modo semplice l’amore per la natura e sento un forte senso di appartenenza verso le montagne e i mari di Jeju, la sua flora e fauna, il vento, il folclore, i miti, le leggende e la cultura dell’isola. Molte delle mie poesie sono permeate dallo spirito di Jeju: il vento, le montagne, il mare e i paesaggi stagionali dell’isola. Le mie opere si basano principalmente su un’attenta osservazione dei fenomeni naturali.

Il poeta nepalese Rupsingh Bhandari ha scritto nella prefazione della mia raccolta poetica Il nido degli uccelli: “Le sue poesie sono come rare scritture della natura, sacre come una vetta himalayana incontaminata… Dopo aver letto queste poesie, i lettori desidereranno senza dubbio visitare Jeju, almeno una volta nella loro vita.” Ha scritto anche:
“Yang rivela leggi non registrate della natura, i suoi misteri indescrivibili e le dimensioni invisibili… Attraverso la sua poesia, i lettori sono invitati a un viaggio per sperimentare la grandezza invisibile della natura… Di fronte a tale maestosità, dobbiamo inchinarci, vivendo in armonia come parte di essa.”

In questo senso, Jeju, benedetta da una straordinaria bellezza naturale come “Isola della Pace Mondiale”, è diventata naturalmente il fondamento del mio mondo letterario. Essa plasma profondamente il mio senso di missione letteraria: partecipare, attraverso la poesia, all’accensione di una fiaccola per la pace mondiale e la fratellanza umana.

Lei ha tradotto molte opere, tra cui anche “PREKAZI – Lu è Vivo” scritto dall’autore kosovaro Dibran Fylli, dedicato all’eroe leggendario Adem Jashari. Cosa la motiva a diventare un ponte tra culture e lingue diverse attraverso la traduzione?

Sono molto felice che, grazie alla sua proposta Angela, in qualità di Ambasciatrice della Cultura Mondiale e Vicepresidente dell’Associazione della Lega degli Scrittori Coreani e Mondiali, ho potuto presentare ai lettori del mio Paese, in lingua coreana, il libro “Prekazi – Lui è Vivo”, un’opera di cui racconta le vite degli eroi dell’indipendenza del Kosovo, che hanno donato la propria vita, combattendo per la libertà.

Il Kosovo, situato nella penisola balcanica in Europa, è ancora un Paese poco conosciuto per la maggior parte dei lettori coreani. Questa percezione di lontananza si accentua ulteriormente per il fatto che la Corea del Sud non ha ancora stabilito relazioni diplomatiche ufficiali con il Kosovo. Se cerchiamo un punto di collegamento tra il Kosovo e la Corea, esso risiede nella storia condivisa della lotta per l’indipendenza. La Corea ottenne la liberazione dal colonialismo giapponese attraverso i sacrifici e la resistenza di innumerevoli combattenti per l’indipendenza e, dopo la liberazione, ha vissuto la tragedia della Guerra di Corea, un doloroso conflitto fratricida. Per i lettori coreani, la storia del Kosovo, segnata dalle ferite della guerra per la libertà, troverà senza dubbio una risonanza profonda e rispettosa. Come testimonia anche “Lettera da Drenica”, questo libro presenta prove storiche senza esagerazioni. Durante la traduzione, speravo che i lettori coreani, (per i quali il Kosovo può apparire come un Paese lontano e sconosciuto), potessero conoscere i suoi eroi non come figure leggendarie costruite, ma come una realtà storica di una “eredità di coraggio”, confrontandosi con la realtà dell’indipendenza del Kosovo con uno sguardo equilibrato.

Attraverso questo libro, desidero sinceramente che i popoli dei nostri due Paesi, con culture e storie diverse, possano comprendersi meglio e rafforzare l’amicizia e la cooperazione. Colgo l’occasione per esprimere il mio rispetto e i miei complimenti all’autore Dibran Fylli, che ha scritto non solo dell’eroe leggendario Adem Jashari, ma ha anche rappresentato la dura realtà di tutto il Kosovo. Attraverso gli scambi con poeti di tutto il mondo, ho costruito una profonda fiducia nella bontà dell’umanità. Dai diversi poeti internazionali, grazie allo scambio culturale, ho anche imparato che la poesia ha il potere di sublimare la lingua in una forma di pensiero che ci permette di percepire il mondo con uno sguardo nuovo e che possiede una dimensione universale fondata sulla pace mondiale e sulla compassione umana. Ho anche compreso che l’essenza della letteratura non è diversa dall’amore di un’unica madre.

Nel suo ruolo di docente e commissaria per l’unità nazionale, come riesce a combinare l’impegno politico con la creazione poetica?

La Corea è stata divisa dalle correnti della storia mondiale, come molti altri Paesi. Attraverso l’educazione, desidero sottolineare che la comprensione e l’integrazione sono molto più importanti del conflitto e della divisione. Nella mia poesia cerco di esprimere tolleranza, convivenza, comprensione e amore. Credo che poeti e scrittori debbano svolgere un ruolo attivo nella realizzazione della pace mondiale. La storia dell’umanità è stata segnata soprattutto da guerre e conflitti, con brevi periodi di pace.
È per questo che l’umanità ha sempre desiderato la pace, anche mentre le guerre continuano a scoppiare nel mondo, ancora oggi.

L’impatto della guerra va ben oltre il campo di battaglia. L’aumento dei prezzi delle materie prime, del petrolio e del grano, insieme all’instabilità globale, colpisce tutte le nazioni. Nel mondo interconnesso di oggi, nessun Paese rimane immune dalla guerra.

Come coreana che ha vissuto le conseguenze della guerra e vive ancora in una nazione divisa, il nostro desiderio di pace è particolarmente forte. Vivo sull’isola di Jeju, che è stata ufficialmente dichiarata “Isola della Pace Mondiale”, dove ogni anno leader internazionali si riuniscono al Forum di Jeju per discutere di pace: questo mi ispira e mi motiva profondamente. Da molti anni scrivo articoli editoriali per uno dei principali giornali di Jeju, sottolineando costantemente il valore della pace. Credo fermamente che anche una pace imperfetta sia migliore di qualsiasi guerra. Come poetessa, sento la responsabilità di contribuire, nel mio piccolo, alla costruzione e al mantenimento di un mondo più pacifico.

È stata premiata con importanti riconoscimenti nazionali e internazionali. Quale di questi premi ha rappresentato per lei un punto di svolta e perché?

Recentemente, a livello nazionale, sono stata insignita del Gran Premio per la Cultura e l’Arte, che è il più alto riconoscimento conferito a individui che hanno raggiunto un successo straordinario e dato un contributo significativo allo sviluppo della cultura e dell’arte in Corea, nel 2025. A livello internazionale, sono stata selezionata per il premio “PRIZES 2025: I migliori poeti e traduttori internazionali”, organizzato dal Centro Internazionale per la Traduzione e lo Studio della Poesia, dalla rivista letteraria trimestrale cinese “The Journal of Rendition of International Poetry” e dal Consiglio direttivo dell’Unione Mondiale delle Riviste di Poesia.
I risultati sono stati annunciati il 12 dicembre, e dieci poeti sono stati scelti come i migliori poeti internazionali al mondo. Ho provato un grande onore di essere tra loro. Questo premio si è basato sulle raccomandazioni di illustri poeti, traduttori e studiosi provenienti da 18 Paesi, tra cui: Italia, Stati Uniti, Polonia, Russia, Emirati Arabi Uniti, Romania, Svezia, India, Francia, Spagna, Cina, Albania, Grecia, Germania, Argentina, Israele, Giappone e Danimarca. Inoltre, si sono svolti tre turni di votazione da parte della giuria nel corso di due mesi e, come risultato, quattordici poeti e traduttori provenienti da tredici Paesi sono stati selezionati come vincitori. Sono davvero felice e grata per questo riconoscimento.

Per uno scrittore, ricevere un premio letterario ha un significato particolare, perché rappresenta un riconoscimento sociale dei propri risultati letterari e mi dona grande orgoglio come poetessa. Per questo motivo, l’ultimo premio, “Miglior Poeta Internazionale 2025”, ha per me un’importanza ancora maggiore ed è diventato un punto di svolta nella mia vita di poetessa.
Lo considero un richiamo a una responsabilità sociale più grande, che mi spinge a dedicarmi ancora più profondamente alla compassione universale dell’umanità.

Con questo spirito, continuerò a scrivere poesie con un forte senso di missione, cercando di creare versi che brillino come una lampada, intrecciando parole per la pace nel mondo e per l’amore verso l’umanità.

In un mondo sempre più dominato dalla tecnologia e dalla comunicazione rapida, secondo lei, quale spazio rimane per la poesia e per la riflessione lenta?

Non considero necessariamente negativo un mondo sempre più dominato dalla tecnologia e dalla comunicazione veloce. Tuttavia, quando si tratta di scrivere o leggere poesia, credo che sia necessaria lentezza. Spesso la poesia richiede di essere riletta più e più volte, prendendosi il tempo per riflettere profondamente sul suo significato. È necessario una vera e propria “indagine” per arrivare a interpretazioni profonde.

Le opere letterarie che accendono la lanterna della compassione umana,  sono state amate a lungo e senza dubbio continueranno a esserlo anche in futuro. Perciò, come membri di una comunità globale che vive insieme su questa terra, se ci impegniamo a scrivere poesie che ci permettano di sentire e comunicare tra noi sulla base del nostro umanesimo comune, per il bene di un mondo armonioso, credo che ci sarà uno spazio infinito per la riflessione lenta, là dove la bellezza e la filosofia, che solo l’essere umano percepisce, possono esprimersi pienamente.

Ha fatto parte di molte associazioni letterarie e culturali. Quanto è importante costruire reti tra scrittori per la crescita della letteratura globale?

Per lo sviluppo della letteratura mondiale, costruire reti con scrittori di tutto il mondo è estremamente importante. Viviamo in un’epoca di cambiamenti rapidi. A differenza del passato, tutto evolve velocemente e, se non rispondiamo a questi cambiamenti, inevitabilmente restiamo indietro. Da questo punto di vista, credo che la costruzione di reti letterarie, sia uno sforzo molto positivo e necessario.

È particolarmente vitale collegarsi con poeti che possiedono già solide reti globali, come lei Angela, rinomata poetessa internazionale. Ad esempio, la collaborazione resa possibile attraverso la rete tra lei e il dottor Kang Byeong Cheol dalla Corea, in un periodo di tempo molto breve, ha contribuito ad aumentare la visibilità dei poeti coreani; ciò grazie al suo importante contributo nella promozione della letteratura coreana nel mondo. Inoltre, lei ha creato un flusso straordinario di poesia, portando in Corea poeti affermati provenienti da tutto il mondo. Tutto questo è stato possibile grazie alla creazione di una tale rete di cooperazione letteraria. Ogni giorno, i poeti coreani esprimono gratitudine e profondo rispetto per la dedizione della promotrice Angela Kosta e del dottor Kang Byeong Cheol, i cui sforzi si fondano su una grande fratellanza e amore per l’umanità. Anche in questo momento, a nome dei poeti coreani, desidero esprimere i miei sinceri ringraziamenti e il mio rispetto a voi due e a tutti i grandi scrittori che continuano a dedicarsi allo scambio e alla crescita della letteratura mondiale.

La ringrazio per questo prezioso apprezzamento. Torniamo all’intervista… Lei ha contribuito alla fondazione della “Giornata Mondiale di Cavafy” sotto il patrocinio dell’UNESCO. Cosa rappresenta Cavafy per lei e perché ha sentito il bisogno di promuovere la sua eredità?

Konstantinos P. Cavafy (1863 – 1933) è stato un poeta greco nato ad Alessandria. Sebbene abbia scritto solo 155 poesie, preferì condividerle attraverso giornali e riviste locali piuttosto che pubblicarle in libri. Oggi, la sua poesia è molto amata e ricercata dai lettori di tutto il mondo.

Sotto la guida del chitarrista classico greco Yorgos Foudoulis e insieme a 300 membri fondatori – poeti, scrittori, artisti e appassionati d’arte – è iniziata la fondazione e l’istituzionalizzazione della Giornata Mondiale di Cavafy, sotto l’egida della poesia iconica di Cavafy “Termopili”. Con il supporto della Federazione Nazionale Ellenica dei Club e dei Centri UNESCO e con la partecipazione di istituzioni e poeti provenienti da tutto il mondo, l’evento d’inaugurazione si è svolto dal 27 al 29 aprile 2024 per tre giorni a Volos, in Grecia, e in tutte le città partner. Cavafy affrontava le realtà del suo tempo oscuro e, attraverso la poesia, denunciava le ingiustizie della società, mantenendo alto il faro della compassione umana, per incoraggiare le persone a camminare (ancora oggi) verso il futuro. Per questo credo che lo spirito nobile e umanista di Cavafy debba continuare e, attraverso la mia poesia, mi impegno a tramandare e portare avanti la sua preziosa eredità di amore per l’umanità.

Se volesse lasciare un messaggio alle future generazioni di poeti e scrittori, quale valore chiave e fondamentale dovrebbero sempre custodire nel loro percorso creativo?

Nel mio percorso creativo, credo sia fondamentale conservare sempre il potere della letteratura di sublimare il linguaggio in una forma di pensiero che ci permetta di percepire il mondo in modo nuovo e di incarnare questo nucleo della letteratura in opere basate sulla compassione universale per l’umanità.

In questo momento della mia vita, vivendo come poetessa che mira a esprimere nei suoi versi i fenomeni della natura che si sviluppano attorno a me, la mia attenzione verso le cose, le emozioni e le filosofie particolari che nascono dalla comprensione degli esseri umani, ogni giorno mi fa sentire profondamente realizzata e piena di gratitudine. Le opere letterarie che accendono i fari della compassione umana sono state amate per lungo tempo e continueranno certamente a esserlo anche in futuro.

Pertanto, come membro della comunità globale in cui tutti viviamo insieme su questa terra, spero di continuare a impegnarmi a scrivere poesie che ci permettano di condividere sentimenti e comunicare tra di noi basandoci sul nostro senso di umanità, per il bene di un mondo gioioso. Inoltre, credo che l’amore per se stessi e per l’umanità siano le qualità più importanti per un poeta. Tutto questo, senza dubbio, sarà di grande aiuto.

Carissima Yang. La ringrazio per questa interessante intervista

Grazie a lei Angela. Onoratissima essere oggi qui…

Intervista di Angela Kosta

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Dall’antipatia al “Sì” per tutta la vita: Marta e Massimo coronano il loro amore da sogno in Costiera Amalfitana

“ALL’INIZIO NON CI SOPPORTAVAMO PER NIENTE… POI CI SIAMO RITROVATI A COMPRARE CASA NELLO STESSO PALAZZO E CI SIAMO INNAMORATI!”. LA BELLISSIMA FIABA DI MARTA E MASSIMO, SPOSI IN COSTIERA AMALFITANA! 👰 🤵 💖 Quante volte Abbiamo Visto nei Film Romantici Due Persone Che all’Inizio Si “Odiano” E Poi Finiscono per Innamorarsi Follemente? Ebbene, A Volte i Film diventano Meravigliosamente Realtà! E’ la Stupenda e dolcissima Storia di Marta e Massimo, due Splendidi innamorati che il prossimo 19 Settembre si Giureranno “Amore Eterno” davanti all’Altare della Chiesa di Conca dei Marini, in Costiera Amalfitana! La Loro è una Storia Pazzesca, che Ricorda Tantissimo le parole della Famosa Canzone di Eros Ramazzotti (“Ti Sposerò Perché”). Durante i Primissimi incontri i due ragazzi Stavano Reciprocamente Molto “Antipatici” L’uno All’altra. Poi è Nata L’amicizia E Infine, Per Un puro scherzo del Destino, Si Sono Ritrovati Ad Abitare Nello Stesso Palazzo! Lì è Sbocciato un Sentimento Travolgente Che ora, dopo 3 Anni, li Porterà Alle Nozze, Realizzando il Sogno di Marta Fin da Quando Era Bambina! Leggi tutta La loro Splendida Fiaba Nel Nostro Articolo per fare Loro Tantissimi Auguri e Congratulazioni Insieme Ai Loro Genitori! 👇 🗣️ A cosa credete? Anche Voi Siete dei Romantici Sognatori e Credete Che il “Destino” Esista e Faccia incontrare Sempre le Anime Gemelle? Siete d’Accordo col Fatto che gli Amori Migliori e Più Solidi e Duraturi Nascono Sempre Da un’Iniziale “Antipatia” o Da Una Fortissima Amicizia Trasformata in Passione? Diteci la Vostra Sviscerando i Vostri Racconti d’Amore nei commenti, e CONDIVIDETE a dismisura questo Formidabile Articolo Sulle Vostre Bacheche Per Riempire di Meravigliosi Messaggi di Auguri I Due Futuri Sposi! VIVA L’AMORE VERO!

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Massimo e Marta

Conca dei Marini (Salerno) – Ci sono dei particolarissimi e folli amori che, per nascere e sbocciare in tutta la loro insuperabile potenza, hanno un disperato bisogno di compiere dei percorsi tortuosi, strani e inaspettati. Avete presente quelle coppie meravigliose che, durante i primissimi incontri, provano un’immediata e fortissima antipatia reciproca, giurando a se stessi e al mondo intero che “non potranno mai e poi mai stare insieme”? Eppure, quando il Destino decide di metterci lo zampino e scagliare la freccia di Cupido, accade l’inevitabile.
È esattamente questa la trama del bellissimo film romantico che ha per protagonisti Marta e Massimo, due innamorati che il prossimo 19 settembre 2026 coroneranno ufficialmente il loro immenso sogno d’Amore giurandosi fedeltà eterna presso la suggestiva Chiesa di S. Giovanni e S. Antonio a Conca dei Marini (nella magnifica cornice della Costiera Amalfitana).

Il Destino gioca a dadi: amici nello stesso palazzo

La loro storia sembra davvero la sceneggiatura di una commedia romantica, o forse la perfetta incarnazione della celeberrima canzone di Eros Ramazzotti, “Ti sposerò perché”. All’inizio della loro conoscenza, le cose tra i due futuri sposi non erano affatto semplici: Marta e Massimo non si sopportavano, la diffidenza regnava sovrana e le discussioni erano all’ordine del giorno. Eppure, con il passare del tempo e scavando sotto la corazza, i due ragazzi hanno iniziato a scoprire interessi comuni meravigliosi, trasformando quell’iniziale muro di antipatia in una sincera e solidissima amicizia.
Ma la Vita, si sa, ha sempre in serbo dei colpi di scena clamorosi. Per uno scherzo del Destino, i due si sono infatti ritrovati a comprare casa esattamente nello stesso palazzo. Questa strettissima vicinanza fisica ha innescato la magia: le chiacchierate sono diventate sempre più intime e i piccoli, dolcissimi gesti quotidiani di vicinato hanno lentamente fatto germogliare un sentimento spontaneo, travolgente e naturale.

Il sogno di bambina che si avvera sull’Altare

“Dopo tre anni vissuti meravigliosamente l’uno a fianco dell’altra, siamo finalmente qui, pronti a coronare il nostro amore”, raccontano oggi i due innamorati, con gli occhi che brillano di pura felicità. “Sappiamo di essere stati fortunati a trovarci, ma anche fortissimi a sceglierci ogni singolo giorno, superando insieme ogni piccola e grande difficoltà”.
Giovedì 19 settembre, quel sentimento diventerà un vincolo sacro. A officiare il dolcissimo rito religioso sarà il parroco Don Andrea Alfieri (che porterà in dono agli sposi anche una speciale Benedizione del Santo Padre). Per Marta, varcare la soglia di quella chiesa in Costiera Amalfitana significherà realizzare il sogno segreto che custodiva fin da quando era una bambina: vestirsi di un bianco candido e brillante come la spuma del mare, per perdersi per sempre nell’infinito abbraccio del suo Massimo.

Una festa indimenticabile: gli auguri alle Famiglie

A festeggiare l’inizio di questa nuova, entusiasmante avventura di vita, oltre ai tanti amici e parenti, ci saranno ovviamente i pilastri delle loro vite. Gli sposi stringeranno a sé i genitori di Marta (il papà Palmiro Noschese e la mamma Vincenza Rossomando) e i genitori di Massimo (il papà Adriano Parolin e la mamma Laura Garavaglia), visibilmente emozionati e orgogliosi dei loro ragazzi. Dopo il fatidico “Sì”, i festeggiamenti esploderanno di gioia con un elegantissimo e lussuoso ricevimento organizzato presso il rinomato Hotel S. Caterina di Amalfi.
A Marta e a Massimo non possiamo fare altro che augurare una splendida, lunga e fortunata Vita Insieme. Che il loro matrimonio sia fatto di gesti concreti e non di sole parole, di abbracci sinceri e non di illusioni. Il vostro lieto fine, ragazzi, è appena cominciato. Auguri immensi!

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Dalla strega alla cartomante, viaggio degli arcani nell’anima: quando il simbolo diventa specchio dell’interiorità

È stato un viaggio attraverso la storia, l’iconografia, il simbolismo e l’interiorità quello proposto il 13 settembre con la conferenza “Dalla strega alla cartomante. Viaggio degli Arcani nell’anima”, ospitata nella suggestiva cornice dell’Oasi Naturale Regionale Nazzano Tevere-Farfa.

Un luogo particolarmente evocativo per un appuntamento dedicato agli Arcani: qui, infatti, la natura diventa essa stessa spazio di riflessione, mentre il silenzio del paesaggio sembra amplificare ogni parola, ogni racconto, ogni suggestione. In questo scenario, il linguaggio dei simboli ha trovato una dimensione ancora più profonda, quasi in dialogo con gli elementi naturali che circondavano il pubblico.

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Cartomante Chiara

Redazione-  È stato un viaggio attraverso la storia, l’iconografia, il simbolismo e l’interiorità quello proposto il 13 settembre con la conferenza “Dalla strega alla cartomante. Viaggio degli Arcani nell’anima”, ospitata nella suggestiva cornice dell’Oasi Naturale Regionale Nazzano Tevere-Farfa.

Un luogo particolarmente evocativo per un appuntamento dedicato agli Arcani: qui, infatti, la natura diventa essa stessa spazio di riflessione, mentre il silenzio del paesaggio sembra amplificare ogni parola, ogni racconto, ogni suggestione. In questo scenario, il linguaggio dei simboli ha trovato una dimensione ancora più profonda, quasi in dialogo con gli elementi naturali che circondavano il pubblico.

La conferenza ha condotto i partecipanti lungo un percorso capace di attraversare secoli di storia e trasformazioni culturali, mostrando come la figura della strega, della cartomante e, più in generale, il mondo legato agli Arcani siano stati interpretati e riletti nel corso del tempo.

Al centro dell’incontro non vi è stata soltanto la dimensione storica delle carte e della loro rappresentazione, ma soprattutto il loro valore simbolico e introspettivo. Gli Arcani sono stati presentati come immagini capaci di evocare domande, emozioni e riflessioni, diventando una sorta di specchio nel quale l’individuo può riconoscere paure, desideri, fragilità, trasformazioni e possibilità.

Il simbolo, dunque, non come semplice immagine da decifrare, ma come linguaggio dell’anima.

È proprio questa prospettiva ad aver reso l’appuntamento un’occasione di confronto e conoscenza: osservare un Arcano significa, in qualche modo, confrontarsi con ciò che quella rappresentazione riesce a suscitare dentro di noi. La carta diventa così un punto di partenza per una riflessione più ampia sull’essere umano e sul suo incessante bisogno di interrogarsi sul mistero dell’esistenza.

Particolarmente significativo è stato il rapporto tra il tema dell’incontro e il luogo che lo ha accolto. L’Oasi Naturale Regionale Nazzano Tevere-Farfa, con il suo patrimonio ambientale e la sua atmosfera sospesa tra acqua, vegetazione e silenzio, ha offerto una cornice ideale per un appuntamento nel quale natura e simbolo, storia e interiorità hanno potuto incontrarsi.

Un sentito ringraziamento va a Riccardo Luciani, Presidente dell’Oasi, per l’accoglienza, la disponibilità e la sensibilità culturale dimostrate nel sostenere l’iniziativa.

Un ringraziamento altrettanto importante a Marco Petrelli, Direttore dell’Oasi, per la cura organizzativa, l’attenzione ai dettagli e il prezioso supporto operativo che hanno contribuito alla riuscita dell’evento, permettendo alla conferenza di svolgersi in un contesto naturale di straordinaria bellezza.

Grazie anche a Manuela Capotombolo, responsabile della comunicazione, per la professionalità, la precisione e la capacità di accompagnare e valorizzare l’incontro attraverso una comunicazione chiara, efficace e appassionata.

Ma il ringraziamento più autentico è rivolto a tutte le persone che hanno scelto di partecipare. A chi è arrivato per semplice curiosità, a chi ha seguito l’incontro per passione e a chi ha voluto avvicinarsi a un universo simbolico forse ancora poco conosciuto.

La partecipazione attenta del pubblico, le domande, gli sguardi e persino i momenti di silenzio hanno contribuito a trasformare la conferenza in qualcosa di più di un semplice appuntamento culturale. È nato un momento di comunità, nel quale il simbolo si è fatto dialogo e il dialogo si è trasformato in esperienza condivisa.

Cartomante Chiara

“Dalla strega alla cartomante” ha così lasciato una traccia che va oltre la singola giornata. Perché parlare di Arcani significa anche parlare dell’uomo, della sua necessità di attribuire significati alle immagini, di cercare risposte, di attraversare le proprie inquietudini e di dare un nome alle trasformazioni che accompagnano il cammino della vita.

In un luogo nel quale la natura custodisce storie antiche e il tempo sembra assumere un ritmo diverso, gli Arcani hanno trovato una nuova voce.

E quella voce non ha parlato soltanto di carte, simboli o tradizioni, ma soprattutto di noi.

Perché ogni simbolo, quando riesce davvero a interrogarci, smette di essere soltanto un’immagine e diventa una domanda. E talvolta, nel tentativo di trovare una risposta, scopriamo che il viaggio più importante non è quello verso ciò che ancora non conosciamo, ma quello verso la parte più profonda di noi stessi.

La conferenza del 13 settembre si è conclusa, dunque, ma il viaggio continua: nelle domande rimaste aperte, nelle riflessioni suscitate e negli sguardi di chi, tornando a casa, forse ha iniziato a osservare il simbolo con occhi nuovi.

Cartomante Chiara

Chiara, “Dalla strega alla cartomante. Viaggio degli Arcani nell’anima” è un titolo che racchiude storia, mistero e trasformazione. Quale viaggio ha voluto proporre al pubblico attraverso questo incontro?

Ho voluto proporre un viaggio che non fosse soltanto attraverso la storia degli Arcani, ma soprattutto dentro l’essere umano. Le figure che incontriamo nelle carte appartengono a un immaginario antico, fatto di simboli, archetipi e racconti che nel tempo hanno assunto significati differenti. Attraversarle significa anche osservare come è cambiato il nostro modo di guardare al mistero, alla conoscenza e a noi stessi.

 

Gli Arcani, in fondo, non raccontano soltanto qualcosa: ci raccontano qualcosa di noi. Sono immagini nelle quali possiamo riconoscere paure, desideri, passaggi, crisi e rinascite. Il vero viaggio, quindi, non è nella carta, ma nello sguardo di chi la osserva.

In che modo gli Arcani possono diventare uno strumento di introspezione e di conoscenza dell’animo umano?

Il simbolo ha una forza particolare perché riesce a parlare anche laddove le parole non arrivano. Un’immagine può evocare una memoria, una sensazione, una domanda che forse custodivamo dentro di noi senza averla ancora formulata.

 

Gli Arcani possono essere considerati degli specchi: non danno necessariamente risposte definitive, ma possono aiutarci a porci le domande giuste. E spesso una domanda autentica è già l’inizio di un cambiamento.

 

Credo che conoscersi significhi anche avere il coraggio di guardare le proprie zone d’ombra senza averne paura. Ogni Arcano può diventare una porta: sta a noi decidere se attraversarla.

La conferenza si è svolta in un luogo straordinario come l’Oasi Naturale Regionale Nazzano Tevere-Farfa. Quanto ha influito questo particolare contesto sul significato dell’incontro?

Ha influito moltissimo. La natura possiede una capacità straordinaria di creare ascolto. In un luogo dove il silenzio, l’acqua, gli alberi e il paesaggio accompagnano la presenza umana, anche le parole sembrano assumere un peso diverso.

 

L’Oasi ha rappresentato quasi un altro protagonista dell’incontro. Parlare di simboli e interiorità immersi nella natura ha creato una sorta di dialogo tra ciò che è fuori e ciò che è dentro di noi.

 

Forse è proprio questo il senso più profondo del viaggio attraverso gli Arcani: imparare ad ascoltare ciò che ci circonda per riuscire, finalmente, ad ascoltare ciò che abita dentro di noi.

 

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Michele Placido porta in tv la storia eroica di Rosario Livatino: svelato il trailer della nuova miniserie Rai sul Giudice Beato

L’EROE SILENZIOSO (OGGI BEATO DELLA CHIESA) CHE COMBATTEVA E FACEVA TREMARE LA MAFIA!! 🙏 ⚖️ 📺 Michele Placido Svela il meraviglioso e commovente “Trailer” della Sua nuova Fiction Rai interamente dedicata all’Eroico e Indimenticabile Giudice ROSARIO LIVATINO! Un evento Televisivo formidabile per Eduare le Nostre future Generazioni! Ci sono Nomi, Uomini e Figure Esemplari nella Nostra amata Italia che non Dovrebbero Mai essere Dimenticati dai libri di Storia e dalla Televisione! Uno di questi Giganti del Dovere Civile e della Lotta alla Criminalità Organizzata è senza dubbio il Giudice Rosario Livatino (Ribattezzato affettuosamente “Il Giudice Ragazzino” per la sua Giovane Età). Per Onorare e Ricordare in modo pazzesco la sua Memoria, il grande regista e Attore MICHELE PLACIDO ha girato (Per la prima volta nella Storia per conto di Rai Fiction) una Bellissima Miniserie di ben 4 Puntate (Intitolata “Livatino il Giudice e i Suoi Assassini”) che andrà in Onda tra Pochi mesi In Prima Serata su RAI 1! Il Bravissimo attore Giuseppe De Domenico Darà Volto e Anima a Livatino, per raccontare agli Italiani il formidabile, Silenzioso e Astuto metodo di Lotta del magistrato, che riuscì negli Anni Ottanta a Colpire e sequestrare i Patrimoni e i Soldi Sporchi della ferocissima “Stidda” Agrigentina! Il Film racconterà e ci farà Emozionare sviscerando lo Scontro Mortale Tra la Legge del Bene e Le “Tenebre” del Male… culminando ovviamente con la Tragica data del 21 Settembre 1990, in Cui un commando di spietati Assassini Mafiosi Inseguì l’Auto del Giudice Trucidandolo in una Cunetta ai lati della Strada Statale! Ma Il miracolo e l’Amore di Quest’uomo Hanno Vinto Oltre la Morte! Per via del Suo Estremo, Incrollabile e Purissimo attaccamento ai Valori Cristiani (Rifiutò la scorta per Non Far uccidere dei Padri di Famiglia Incolpevoli), Rosario Livatino è diventato in Assoluto Il primissimo Giudice Magistrato ad Essere Eletto BEATO DALLA CHIESA CATTOLICA!! Una Produzione (Che Vede in Scena attori del Calibro di NINO FRASSICA e Ninni Bruschetta) che ci farà Piangere dalla Commozione e dall’Orgoglio! Leggi Tutti i Fantastici Dettagli della Trama della Fiction Nel Nostro Meraviglioso Articolo Tv! 👇 🗣️ A cosa credete? Siete d’Accordo col Fatto (E Siete Contentissimi) che la nostra Tv Di Stato Continui finalmente, a Distanza di Decenni, a “Sfornare” e Spendere i Soldi del Canone per queste Bellissime “Fiction Storiche”, Obbligando di Fatto e Abituando i Nostri Giovani Figli e Nipoti a Studiare il Passato, Insegnandogli che il Nostro Paese è Fatto di Eroi Straordinari che Hanno Versato il Loro Sangue per La Giustizia? Anche Voi Siete da Sempre Appassionati e Commossi dalla Formidabile Storia del Giudice Livatino, L’uomo Solo che riuscì a Far tremare le Cosche Siciliane? Diteci la Vostra Sviscerando tutto il Vostro Parere nei commenti, e CONDIVIDETE a dismisura e OVUNQUE questo Formidabile Articolo Sulle Vostre Bacheche per Fare un Grandissimo Applauso Commosso (Fin Lassù) Al Giudice Livatino! Non ti dimenticheremo MAI!

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Trailer Rosario Livatino

Roma – Ci sono eroi silenziosi, uomini straordinariamente normali, che con il loro instancabile e certosino lavoro quotidiano, unito a una fortissima e incrollabile fede in Dio, sono riusciti a far tremare le fondamenta del male assoluto. Stiamo parlando di una delle figure più pure, tragiche e luminose dell’intera storia repubblicana italiana: il Giudice Rosario Livatino.
Per onorarne l’immensa memoria e per far conoscere il suo immenso coraggio civile anche alle ultimissime generazioni di giovani, il grande regista (nonché formidabile attore) Michele Placido ha deciso di firmare per la primissima volta la regia di una fiction destinata alla rete ammiraglia della televisione di Stato. “Livatino, il Giudice e i suoi Assassini” è il titolo della nuova, attesissima miniserie televisiva in 4 episodi (da 50 minuti ciascuno) che andrà in onda in primissima visione prossimamente su Rai 1 e Rai Play. Nelle scorse ore, la co-produzione (siglata da Rai Fiction, Goldenart Production e Rai Com, e prodotta da Federica Luna Vincenti) ha rilasciato ufficialmente l’emozionante trailer di lancio, scatenando già grandissima attesa e commozione nel pubblico italiano.

La luce della Fede contro le tenebre della “Stidda”

La narrazione della miniserie (scritta da Angelo Pasquini, Fidel Signorile e dallo stesso Michele Placido) ci riporterà fisicamente ed emotivamente indietro nel tempo, tra la polvere e il sole degli anni Ottanta, nel cuore profondo dell’agrigentino. In questo scenario duro e complicato, si incrociano fatalmente due destini totalmente opposti. Da una parte, il luminoso e silenzioso lavoro del magistrato Rosario Livatino, che combatte il potere mafioso utilizzando la sua intelligenza acuta per colpire chirurgicamente i patrimoni, gli interessi economici e il radicamento nel territorio della mafia (applicando il principio del “Segui i soldi e troverai la Cupola”). Dall’altra parte, invece, le tenebre di un gruppo di giovanissimi “stiddari” (i feroci membri dell’organizzazione criminale siciliana della Stidda), ragazzi cresciuti nella miseria e nell’ignoranza, inesorabilmente attratti dalla criminalità come unica, tragica via di riscatto e arricchimento.

Il 21 Settembre 1990: il martirio e la Beatificazione

La regia di Placido costruisce un chiasmo narrativo pazzesco, un duello rusticano e invisibile che oppone, minuto dopo minuto, la Legge alla violenza, e la Giustizia alla sopraffazione mafiosa. I due percorsi si avvicineranno inesorabilmente, fino alla drammatica e luttuosa data del 21 settembre 1990, giorno in cui un commando armato della Stidda inseguì e trucidò brutalmente e vigliaccamente il giovane magistrato lungo la statale agrigentina.
Tuttavia, l’odio della criminalità organizzata non ha potuto assolutamente cancellare il lascito d’amore di quest’uomo. La sua immensa testimonianza di Giustizia e di profonda Fede lo ha reso un simbolo imperituro della lotta alla mafia e, soprattutto, il primo magistrato dell’intera storia dell’umanità a essere proclamato Beato dalla Chiesa cattolica.

Un cast d’eccezione guidato da Giuseppe De Domenico

A dare anima, volto e voce all’amatissimo “Giudice Ragazzino” ci penserà il bravissimo e intenso attore Giuseppe De Domenico. A fargli da corollario nella miniserie televisiva, spicca un cast corale di attrici e attori assolutamente eccezionali e di primissimo livello, tra cui figurano Leonardo Maltese, il popolarissimo ed eclettico Nino Frassica, Michela De Rossi, Ninni Bruschetta e Brenno Placido.
La miniserie, realizzata anche grazie al vitale contributo del Ministero della Cultura e della Sicilia Film Commission (Assessorato del Turismo, dello Sport e dello Spettacolo della Regione Siciliana), promette di essere uno degli appuntamenti televisivi più importanti, educativi ed emozionanti dell’intera stagione invernale. Mettetevi comodi e preparate i fazzoletti: l’Italia non dimentica i suoi veri Eroi.

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