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Salute

Pnrr Sanità, Tiberia Hospital vince il bando Agenas con il progetto CuraMente

🚨 PNRR SANITÀ: TIBERIA HOSPITAL VINCE IL BANDO NAZIONALE AGENAS PER ASSISTERE OLTRE 2.300 GRANDI ANZIANI CON IL PROGETTO “CURAMENTE”La sanità del futuro mette al centro l’innovazione digitale, la telemedicina e la cura del capitale umano più fragile. Tiberia Hospital di Roma, struttura accreditata con il SSN e parte del gruppo GVM Care & Research, è tra i vincitori del bando nazionale AGENAS finanziato con i fondi europei del PNRR. Grazie al rivoluzionario progetto “CuraMente”, l’ospedale prenderà in carico a partire da ottobre 2026 ben 2.378 anziani over 80 affetti da patologie croniche residenti a Roma e nel Lazio, offrendo un modello di assistenza continuativa direttamente a domicilio. 🏥 geriatriaCoordinato da una Centrale Operativa dedicata e in stretta collaborazione con le ASL del territorio, il programma durerà 18 mesi e si svilupperà su tre pilastri fondamentali: il miglioramento dell’aderenza terapeutica tramite calendari digitali, la prevenzione del deterioramento cognitivo con valutazioni neuropsicologiche e il contrasto all’isolamento sociale attraverso attività di socializzazione e supporto psicologico. Come sottolineato dall’Amministratore Delegato, la dott.ssa Valeria Giannotta, l’obiettivo è trasformare la fragilità in valore, offrendo una presa in carico olistica che tuteli la salute e l’autonomia della persona e supporti concretamente le famiglie e i caregiver. Un modello scalabile che candida il Lazio a pioniere della telemedicina assistenziale. 🌐🧠✨👇 Pensi che il potenziamento della telemedicina a domicilio sia la soluzione corretta per decongestionare i Pronto Soccorso e aiutare le famiglie degli anziani cronici? Esprimi la tua opinione nei commenti!#TiberiaHospital #CuraMenteGVM #GvmCareAndResearch #AgenasPnrr #SanitàDigitale #TelemedicinaLazio #GrandiAnziani #ValeriaGiannotta #WelfareSanitario #AslLazio #CronicaCare

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Tiberia Hospital - esterno_LD

Roma – Nel quadro delle riforme strutturali del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) e della transizione verso modelli assistenziali di prossimità finanziati dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), la gestione delle fragilità croniche nella popolazione geriatrica rappresenta una priorità macroeconomica non più eludibile. Il Tiberia Hospital di Roma, presidio ospedaliero accreditato con il SSN e parte integrante del gruppo internazionale GVM Care & Research, è stato ufficialmente selezionato tra i vincitori del bando nazionale indetto dall’AGENAS (Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali). Il progetto presentato dalla struttura capitolina, denominato “CuraMente”, ha ottenuto il relativo stanziamento finanziario europeo e permetterà di prendere in carico un bacino di 2.378 pazienti di età superiore agli 80 anni (grandi anziani) residenti a Roma e nel territorio della Regione Lazio, affetti da almeno una patologia cronica invalidante.

I tre pilastri del progetto CuraMente: aderenza, cognizione e socialità

L’architettura clinica e gestionale del programma CuraMente scardina la logica della singola prestazione ambulatoriale estemporanea per strutturare un modello integrato, continuativo e multidimensionale di assistenza domiciliare protetta. Il percorso personalizzato, che prevede il coinvolgimento attivo del caregiver familiare o professionale, è coordinato da una Centrale Operativa dedicata, attiva nei processi di monitoraggio e follow-up. L’intervento ingegneristico e medico si articola su tre macro-aree strategiche. La prima area mira al miglioramento dell’aderenza terapeutica attraverso l’introduzione di calendari terapeutici digitali e sistemi di promemoria personalizzati. Il secondo pilastro si focalizza sulla prevenzione del deterioramento cognitivo tramite valutazioni neuropsicologiche periodiche in telemedicina. Il terzo asse contrasta l’isolamento sociale e la depressione senile attraverso l’attivazione di percorsi di supporto psicologico e iniziative di socializzazione e interazione collettiva, sia individuali sia di gruppo.

La transizione digitale e la dottrina assistenziale di Valeria Giannotta

Sotto il profilo strettamente tecnologico, il progetto si qualifica come un’applicazione avanzata di sanità digitale nZEB e telemedicina di secondo livello, riducendo l’esigenza di ospedalizzazione e i tassi di riammissione inappropriati nei dipartimenti d’emergenza (Pronto Soccorso). L’Amministratore Delegato di Tiberia Hospital, la dottoressa Valeria Giannotta, ha espresso profondo orgoglio istituzionale per il traguardo conseguito, evidenziando il valore etico di una presa in carico olistica del capitale umano fragile: «CuraMente nasce dalla volontà di trasformare esperienze difficili, spesso anche personali, e fragilità reali in un progetto capace di generare valore per le persone e per le loro famiglie. Ci consentirà di sviluppare modelli innovativi di assistenza, telemedicina, supporto ai caregiver e continuità delle cure per migliaia di grandi anziani, con una presa in carico che non si limiti alla singola prestazione sanitaria, ma che consideri la persona nella sua interezza, tutelandone salute, autonomia, relazioni e qualità della vita».

La roadmap operativa con le ASL del Lazio e la scalabilità del modello GVM

In ultima analisi, la sperimentazione clinica, la cui partenza ufficiale è decretata per il mese di ottobre 2026, si svilupperà lungo un cronoprogramma della durata operativa di 18 mesi, agendo in perfetto raccordo logistico con le singole Aziende Sanitarie Locali (ASL) della Regione Lazio. I pazienti eleggibili e aventi diritto saranno intercettati direttamente durante le fasi di accesso ospedaliero o di dimissione protetta, sulla base di rigidi e condivisi criteri scientifici di fragilità biologica e complessità assistenziale. I risultati epidemiologici e organizzativi verranno misurati analiticamente attraverso indicatori di efficacia PRO (Patient Reported Outcomes), valutando la tempestività della presa in carico e la stabilità dei parametri vitali. L’obiettivo macroeconomico a lungo termine della governance di GVM Care & Research risiede nella validazione scientifica di un modello assistenziale scalabile, esportabile e replicabile all’interno dell’intera rete ospedaliera nazionale, ponendo le basi per l’edificazione della sanità del futuro.

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Salute

Rientro a scuola senza ansia da prestazione: lo psicologo Belardo boccia la “corsa al voto perfetto”

SMETTIAMOLA DI CHIEDERE AI NOSTRI FIGLI DI ESSERE DEI “ROBOT” PERFETTI E NON FACCIAMO LORO PESAREE I BRUTTI VOTI SUL REGISTRO! LE PAROLE DEL DOTTOR BELARDO (PSICOLOGO) PER IL RIENTRO A SCUOLA SONO UN INNO ALLA COMPRENSIONE! 📚 👦 👧 Che Ansia e Che Fatica Il Ritorno a Scuola, Vero? Soprattutto Per i Genitori che vogliono Che I Figli Vadano sempre Bene, Siano i Più Bravi Della Classe E Non Abbiano mai Problemi. Nelle Scorse ore il Dottor CLAUDIO BELARDO (Stimato Psicologo iscritto All’albo della Campania) ha Lanciato Un Formidabile Allarme Contro La Dannosa “Corsa Alla Prestazione Al 100%” che rischia di Rovinare e Mandare In Crisi I Nostri Giovani Alunni! “Un Figlio NON è Un semplice Voto Sul Registro, ma un essere Umano!”, Spiega il Professionista. Spesso “Riempire i ragazzi Di Aspettative” o “Fare in continuazione dei fastidiosi Confronti coi loro Compagni di Classe più bravi” può avere degli Effetti Devastanti Sulla Loro Autostima! Lo psicologo ci invita inoltre a “Non Andare Nel Panico” se i Nostri Ragazzi sono un Po’ Nostalgici o Hanno Paura delle Interrogazioni (È Nornalissimo e Sano, non è certo una “Malattia Psicologica” da curare!). Inoltre ha Gettato L’Allarme sull’Esplosione Estrema Delle Insopportabili (E Spesso Tossiche E Pericolose Per Il “Cyberbullismo”) Chat di Classe Su Whatsapp! Aiutiamo i nostri Figli a Crescere, e Soprattutto Diamogli il Sacrosanto Diritto Di Sbagliare Senza Fargliene Una Colpa! Leggi tutti I Preziosissimi e Utili Consigli Dello Psicologo nel nostro Articolo! 👇 🗣️ A cosa credete? Anche Voi Siete Totalmente D’Accordo Con Le Parole Dello Psicologo Belardo, e Credete Che Oggi Si “Pretenda Troppo” Dai Bambini E Dai Ragazzi Dimenticando di Insegnargli I Veri Valori (Come L’Educazione) Piuttosto Che Il Voto? Siete Preoccupati Anche Voi per la Pericolosità e la Maldicenza Delle Famosissime E Invadenti “Chat Di Classe” Delle Mamme e Dei Bambini? Diteci la Vostra Sviscerando tutti i Vostri Racconti Genitoriali nei commenti, e CONDIVIDETE a dismisura e OVUNQUE questo Formidabile Articolo Sulle Vostre Bacheche Per Far Leggere Questi Consigli a Tutte Le Mamme E I Papà Dei Vostri Amici!!

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lo psicologo Belardo

Napoli – L’inizio del mese di settembre porta ciclicamente con sé uno degli appuntamenti in assoluto più importanti e delicati dell’anno per l’intera vita delle famiglie italiane: il fatidico e a volte temuto rientro a scuola. Cambiano improvvisamente gli orari, si mescolano i compagni di banco, spuntano nuovi insegnanti e, soprattutto, tornano a pesare come macigni i grandi impegni e le aspettative dei genitori. Tutto questo enorme carico psicologico può rendere questa fase iniziale entusiasmante per alcuni studenti molto estroversi, ma decisamente più buia e complessa per i ragazzi più introversi.
A lanciare un vero e proprio e accorato richiamo all’equilibrio emotivo ci ha pensato il Dottor Claudio Belardo (stimato psicologo iscritto all’Albo della Regione Campania ed esperto pedagogista, da sempre impegnato in innumerevoli iniziative divulgative nelle scuole sui temi del benessere giovanile e sulla piaga del cyberbullismo). Il suo messaggio per padri e madri è chiarissimo: basta con la “corsa al 100%” e con la mania del perfezionismo.

Un figlio non è un voto sul registro

Il cuore pulsante del messaggio del dottor Belardo è una dura critica all’attuale, frenetica società della competizione assoluta, in cui si pretende che un ragazzino sia sempre il “numero uno” della classe. «Il ritorno sui banchi non viene vissuto da tutti i ragazzi nello stesso modo», spiega il professionista con grandissima sensibilità. «C’è chi non vede l’ora di ritrovare i compagni e chi, invece, può avere disperato bisogno di molto più tempo per riadattarsi fisicamente ai pesanti ritmi scolastici. Per questo è di fondamentale importanza non trasformare immediatamente il rientro in una forsennata corsa alla prestazione».
Il linguaggio utilizzato in casa dagli adulti, in tal senso, ha un peso gigantesco: fare continue ed estenuanti domande sui risultati delle verifiche, operare fastidiosi confronti con il rendimento degli altri amichetti o caricare i figli di aspettative troppo elevate, rischia di distruggere l’autostima. «Un ragazzo non coincide affatto con un voto. Il rendimento è importante, sì, ma la scuola è soprattutto relazione, scoperta, confronto sano e crescita personale».

Saper ascoltare e non “patologizzare” la tristezza

Un altro punto di straordinaria importanza toccato dal Dottor Belardo riguarda la pericolosa e modernissima tendenza genitoriale a “patologizzare” ogni minimo problema. «Essere preoccupati o impauriti per un’interrogazione orale, avere qualche normale difficoltà di socializzazione nei primi giorni o sentire la forte nostalgia dell’estate non significa automaticamente essere in presenza di un grave “disturbo psicologico” da curare in clinica!».
Il consiglio è quello di mettersi in puro ascolto attivo. A volte gli adulti (troppo ansiosi) cercano di fornire una rapida “soluzione” preconfezionata, quando invece il figlio ha solo e disperatamente bisogno di sfogare le sue difficoltà senza sentirsi costantemente giudicato.

Il bullismo invisibile e l’educazione ai social

La scuola, ovviamente, significa in primo luogo intessere relazioni sociali, con tutte le loro gioie e le loro crudeltà. Belardo (che ha incontrato nel 2026 centinaia di studenti per fare grande prevenzione contro il bullismo) è stato chiarissimo: non bisogna aspettare che si verifichi un “episodio grave” per intervenire, ma bisogna lavorare ogni giorno sull’empatia, sul rispetto reciproco e sull’inclusione.
Un’attenzione massima, implora lo psicologo, va riservata all’invisibile mondo digitale e ai social network. Con la ripresa delle scuole, infatti, esplodono a dismisura i tossici gruppi WhatsApp e le onnipresenti chat di classe. «Ciò che accade di brutto attraverso uno smartphone non è assolutamente separato dalla “vita reale” dei ragazzi, fa male allo stesso identico modo! Educazione digitale significa anche responsabilità per le parole scritte». In definitiva, smettiamo di pretendere figli impeccabili: concediamo ai nostri ragazzi il sacrosanto diritto di sbagliare, di cadere e di rialzarsi. Solo così cresceranno pronti ad affrontare il mondo.

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Sport

Nasce il “promotore sportivo”, la svolta professionale che combatte l’obesità e rivoluziona la gestione dei club: il piano di FederTerziario

Nasce una nuova professione nello sport italiano per sconfiggere la burocrazia e l’obesità infantile! 🏋️‍♂️📊🇮🇹 FederTerziario Sport ha presentato a Roma, nella prestigiosa cornice di Palazzo Valentini, la figura del “promotore sportivo”: un manager d’élite sul modello finanziario, pronto ad aiutare le associazioni a vincere i bandi PNRR e a gestire contratti e AI. Un summit straordinario che ha visto Paolo Ferrara annunciare la nascita dell’Azienda Speciale per lo Sport a Roma e il medico Manuel Tuzi lanciare la rivoluzione dei sensori indossabili connessi alla sanità pubblica. Con lo sport in Costituzione, le palestre diventano veri presìdi socio-sanitari contro i dati shock dell’Istat sul sovrappeso. Scoprite come cambia il settore nel nostro articolo! 👇❤️✨

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Relatori

Roma – Ci sono professioni che nascono per intercettare i profondi mutamenti sociali, normativi e tecnologici di un’epoca, trasformando la passione spontanea dei territori in una solida e duratura risorsa di sviluppo economico, salute pubblica e coesione civile. Lo sport, nel nostro Paese, ha superato da tempo i confini del mero intrattenimento o del volontariato amatoriale per farsi presidio di benessere collettivo e diritto costituzionale protetto dallo Stato. Eppure, la gestione quotidiana delle associazioni dilettantistiche è sempre più soffocata da adempimenti burocratici, scadenze fiscali e dalle nevrosi di una transizione digitale ed ecologica complessa. Per rispondere a queste sfide e dotare le comunità di strumenti manageriali d’avanguardia, FederTerziario Sport ha presentato ufficialmente a Roma la nascita di una figura professionale rivoluzionaria e inedita: il promotore sportivo.

La proposta d’altissimo profilo strategico è stata lanciata nel corso dell’affollato summit nazionale intitolato “Formazione, innovazione e AI: le nuove competenze dello Sport”, ospitato nella solenne cornice istituzionale di Palazzo Valentini. L’evento ha fatto registrare una straordinaria e fitta partecipazione di esperti del comparto medico, campioni della cultura fisica, manager della privacy e rappresentanti del Parlamento e degli enti locali, uniti per fare squadra attorno alle reti dell’associazionismo no-profit. Ispirata esplicitamente al modello operativo del promotore finanziario, questa nuova figura professionale si propone come un sarto delle competenze: un professionista qualificato incaricato di mappare le esigenze reali dei club sul territorio, promuovere percorsi di formazione permanente e facilitare joint venture e sinergie trasparenti tra il settore pubblico e i capitali privati.

Dall’assistenza sui bandi alla svolta di Roma: arriva l’Azienda Speciale per lo Sport

«Per essere un moltiplicatore di opportunità, lo sport deve fare affidamento su professionisti d’eccellenza», ha spiegato con spavaldo orgoglio il presidente di FederTerziario Sport, Alessandro Prudente, delineando il ruolino di marcia pluriennale del sodalizio. «Il promotore sportivo individuerà le necessità delle associazioni, offrendo un’assistenza a 360 gradi che spazia dalla consulenza legale ai corsi di aggiornamento per i dirigenti, fino al supporto tecnico per intercettare i finanziamenti europei e i bandi del PNRR». Un’opera di squadra mirata a blindare la stabilità dei club locali, riducendo il rischio di sanzioni amministrative. Come sottolineato dal Consigliere Luca Lucia, è fondamentale scortare i presidenti nel passaggio cruciale dalla pura passione alla competenza strutturata, affinché nessuna struttura sia più costretta a chiudere i battenti a causa della morsa burocratica.

Un contributo fondamentale per la logistica del settore è destinato ad arrivare dalle istituzioni della Capitale. Durante il dibattito a Palazzo Valentini, il Vicepresidente dell’Assemblea Capitolina, Paolo Ferrara, ha annunciato il raggiungimento di un traguardo storico che allinea Roma a modelli europei d’avanguardia come Barcellona, Helsinki e Milano: l’approvazione ufficiale della delibera per l’istituzione di un’Azienda Speciale interamente dedicata allo Sport. Una struttura snella e hi-tech che partirà a breve e fungerà da interlocutore unico e rapido per la gestione della complessa e diffusa impiantistica cittadina, azzerando i tempi morti dei dipartimenti comunali e potenziando presìdi di civiltà come il Fondo per il diritto allo sport e le Palestre della salute, nate per garantire l’accessibilità motoria a tutte le famiglie indipendentemente dal reddito.

L’allarme dell’Istat sul sovrappeso: lo sport in Costituzione diventa presidio sanitario

La necessità etica e clinica di riorganizzare i laboratori dello sport territoriale trova una spietata e trasparente giustificazione nei dati epidemiologici nazionali. I dati Istat parlano chiaro e non lasciano spazio a dubbi: la sedentarietà e il materialismo alimentare stanno minando la salute delle ultimissime generazioni. In Italia si contano ben 23,3 milione di persone in sovrappeso; nel biennio recente il 26% dei bambini ha registrato problemi di peso, una quota drammatica che nella fascia d’età compresa tra i 3 e i 17 anni tocca il picco del 32%, a fronte di un crollo progressivo dell’attività fisica leggera, con il rischio di un’impennata di patologie cardiache e metaboliche croniche.

Lo scenario, tuttavia, è investito da una storica rivoluzione legislativa. Come ricordato da Simone Bentrovato, presidente di FederTerziario Socio Sanitaria, la legge n. 149 dello Stato ha ufficialmente inserito l’obesità nel novero delle patologie vere e proprie, un riconoscimento che si unisce alla solenne modifica dell’articolo 33 della Costituzione, che ha sancito l’ingresso dello sport nella Carta fondamentale della Repubblica. «Il benessere passa dall’essere un fatto individuale a un fattore di salute collettiva», avverte Bentrovato. «Le strutture sportive territoriali diventano nodi strategici di un sistema socio-sanitario allargato, ed è per questo che dobbiamo potenziare e creare nuove competenze sul campo», limitando al massimo l’isolamento dei soggetti più fragili.

La medicina predittiva del futuro: lo smartphone connesso ai sensori di casa

L’onestà intellettuale del dibattito scientifico ha trovato una sponda fondamentale nella dura requisitoria medica firmata da Manuel Tuzi, specialista in medicina dello sport e già deputato della Repubblica. Tuzi ha severamente contestato l’attuale postura del sistema sanitario nazionale, colpevole di investire miliardi di euro nella gestione delle emergenze acute piuttosto che nella programmazione e nella prevenzione primaria. «Basti pensare che si stanzia appena un milione e mezzo di euro per la prescrizione medica dell’attività fisica», ha denunciato il dottor Tuzi, indicando nelle nuove tecnologie e nei dispositivi indossabili (wearable) una straordinaria risorsa terapeutica ed economica per salvare le finanze pubbliche.

Il traguardo della sanità digitale e della meccatronica applicata al corpo è ormai alle porte: nel prossimo futuro le case degli italiani saranno dotate di sensori biometrici intelligenti capaci di dialogare in tempo reale con lo smartphone e lo smartwatch del cittadino, connettendo i parametri vitali a una piattaforma protetta del SSN. Il summit di Palazzo Valentini, arricchito dalle relazioni del professor Rossano Cioeta sull’efficientamento energetico delle palestre e dagli interventi di Roberto Fabiani (MyNet) e Davide Castioni (Evolutivo) sulla tutela della privacy e dell’Intelligenza Artificiale, si chiude con un ruolino di marcia chiaro. Spegnete gli smartphone e preparatevi a muovervi: la rivoluzione di FederTerziario è partita, e il promotore sportivo è pronto a scendere in campo per dimostrare che la spensieratezza di un allenamento è la medicina più potente che abbiamo per proteggere il nostro domani.

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Salute

Tenere in braccio i neonati non è un vizio: la scienza smentisce le vecchie credenze e rassicura l’istinto delle mamme

“NON TENERLO TROPPO IN BRACCIO… O PRENDE IL VIZIO!”. E ANCORA: “LASCIALO PIANGERE NELLA CULLA COSÌ SI RINFORZANO I POLMONI!”. LA SCIENZA E I PEDIATRI MODERNI “ASFALTANO” I VECCHI E ASSURDI DETTI POPOLARI… LE COCCOLE E IL SENO NON VIZIANO, MA CREANO BIMBI FORTI! 💕 👶 🍼 Quante volte Le Nostre Meravigliose Neo-Mamme, già esauste e Pienissime di paure durante i delicatissimi primi mesi di Vita del Loro Cucciolo, si Sono dovute Sorbuttare le “Ramanzine” e i rigidi Consigli (Fatti magari a fin di Bene) dei Parenti Più anziani? Quante volte Vi siete sentite Dire “Basta! Lo Stai Viziando tenendolo sempre In Braccio… deve abituarsi a Piangere da solo!”? Care Mamme, e cari Papà, tirate un Immenso sospiro di Sollievo e mandateli Meticolosamente “a Quel Paese”: La scienza Moderna e Le Neuroscienze Hanno stabilito in Modo Categorico, Ufficiale (e Meraviglioso) che nei Primissimi Mesi di Vita del Vostro Bambino “IL CONCETTO STESSO DI VIZIO NON ESISTE”! Il Cervello del Neonato non è fisicamente formato, quindi i suoi non sono “Capricci Volontari o Strategie per Manipolarvi”… ma semplici e Puri Istinti di Sopravvivenza! Quando il Cucciolo piange da Solo nella Culla, non fa un Capriccio, ma Si sente Letteralmente in Pericolo di Morte perché gli Manca il Battito e il calore della Mamma! Lasciarlo piangere (Come volevano le Crude ed Errati Leggi delle vecchie generazioni) Produce “Cortisolo” (L’ormone dello Stress e dell’angoscia!). Al contrario… prenderlo Immediatamente tra le Braccia, coccolarlo a dismisura e dargli il Seno “A Richiesta” Produce nel Piccolo (e nella madre) tantissima “OSSITOCINA”, facendolo Sentire Amato e Al Sicuro! I Bambini coccolati nei primi mesi Senza Limiti, Diventeranno Adulti Molto Più Felici e Forti! Solo Dopo il primo Anno di Età, pian piano, bisognerà Inserire delle Regolette educative e Ferme. Leggi Tutti Gli Splendidi Dettagli Medico-Scientifici e l’Intera Spiegazione dei Pediatri nel Nostro Bellissimo Articolo Dedicato Alle Famiglie! 👇 🗣️ A cosa credete? Qual è il Vostro Parere o la Vostra Esperienza di Mamme o di Nonne? Anche Voi Avete Dovuto Sopportare i Giudizi dei Parenti che vi Accusavano di “Viziare” troppo Il vostro Bambino perché non volevate Vederlo e Sentirlo Soffrire Piangendo al Buio nella Culla? Pensate anche voi Che la Nostra Natura Animale e Umana ci Insegni a Coccolare in ogni modo Possibile i Nostri Figli E che questi non siano Affatto dei Vizi ma semplici Gesti D’Amore Puro? Diteci la Vostra Sviscerando A Fondo L’Argomento nei commenti, e CONDIVIDETE a dismisura e OVUNQUE questo Formidabile Articolo Sulle Vostre Bacheche per Taggare e Tranquillizzare Tutte le Neo-Mamme della Vostra Famiglia! IL VOSTRO ISTINTO NON SBAGLIA MAI!

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Maternità

Redazione – Quante volte, specialmente durante i primissimi e delicatissimi mesi di vita di un bambino, le neo-mamme si sono sentite ripetere fino alla nausea frasi fatte del tipo: “Non tenerlo troppo in braccio altrimenti prende il vizio”, oppure “Lascialo piangere da solo nella culla, così si rinforzano i polmoni”, o peggio ancora “Se gli dai il seno ogni singola volta che te lo chiede, finirai per viziarlo a vita”? Per decenni, intere generazioni di genitori sono state messe in guardia (spesso da parenti anziani in perfetta buona fede) da questi consigli popolari severi e da direttive educative rigide.
Ma c’è una bellissima, dolcissima e liberatoria notizia: oggi la Scienza moderna smentisce totalmente tutto questo! Le più recenti evidenze nei campi delle neuroscienze dello sviluppo e della pediatria hanno categoricamente distrutto queste credenze, definendole totalmente prive di qualsiasi fondamento biologico. Care mamme, tirate un grandissimo sospiro di sollievo: nei primissimi mesi di vita del vostro cucciolo, il concetto stesso di “vizio” non esiste, è solo un’invenzione culturale.

Il falso mito: il neonato non sa “Manipolare”

Dal punto di vista neurobiologico, è fisicamente e strutturalmente impossibile che un neonato vi stia facendo dei “capricci”. Il cervello del piccolo, alla nascita, non possiede assolutamente le strutture necessarie per “manipolare” subdolamente gli adulti. La sua corteccia prefrontale (ovvero la regione del cervello responsabile della pianificazione e del ragionamento logico) è ancora totalmente immatura.
Nei primissimi mesi, le risposte del bambino sono guidate esclusivamente dal suo “istinto animale”. Quando un neonato piange disperato per essere preso in braccio o per stare attaccato al seno, non sta mettendo in atto una strategia o un capriccio: sta rispondendo a un impulso di sopravvivenza. Per il cucciolo d’uomo, la separazione fisica dalla mamma viene percepita letteralmente come una terrificante minaccia vitale.

Cortisolo contro Ossitocina: non fateli Piangere!

Prendere in braccio il piccolo (il cosiddetto contatto pelle a pelle) e rispondere subito al suo pianto disperato non sono “semplici coccole o vizi”, ma vere e proprie medicine naturali.
Lasciare un neonato a piangere da solo a lungo al buio (come suggerivano i vecchi detti) innalza paurosamente i suoi livelli di cortisolo (l’ormone dello stress). L’eccesso di cortisolo nei primi mesi può interferire negativamente con la sana formazione delle connessioni neuronali. Al contrario, l’abbraccio, il calore e la suzione al seno stimolano immediatamente un’ondata di dolcissima ossitocina, un ormone miracoloso che riduce la frequenza cardiaca, stabilizza la respirazione e dona la pace interiore al piccolo.

Il Quarto Trimestre e il Miracolo dell’Attaccamento

I pediatri definiscono i primi tre mesi di vita come il “Quarto Trimestre di gravidanza”. Il bimbo nasce immaturo e ha un bisogno fisiologico, viscerale e disperato di un ambiente esterno che simuli il calore rassicurante dell’utero (il contenimento tra le braccia, il battito cardiaco della madre, il nutrimento continuo).
Inoltre, la celeberrima Teoria dell’Attaccamento di John Bowlby ha ampiamente dimostrato che il mito dei “vizi” è una totale assurdità: i bambini che nei primissimi mesi di vita vengono costantemente coccolati, amati e ricevono risposte calde ai propri pianti, da grandi diventeranno adulti infinitamente più forti, autonomi, felici e resilienti allo stress della vita moderna, perché avranno la certezza interiore di essere amati.

Amore, Coccole e Nessun Vizio

Ovviamente, con il passare dei mesi (a partire dall’anno di età in poi) il bambino inizierà a sviluppare la propria volontà, e in quella determinata fase (e solo allora) i genitori dovranno essere bravi a inserire gradualmente dei “confini educativi” empatici ma fermi.
Ma per i primissimi mesi, la scienza offre una risposta meravigliosamente chiara: l’amore, il contatto fisico infinito, le carezze e la prontezza nel rispondere al pianto di un neonato NON viziano mai! La vecchia e crudele cultura del “farli attendere nella culla per non viziarli” è un retaggio del passato assolutamente smentito dai dati scientifici. Amate i vostri cuccioli, teneteli stretti a voi senza alcun senso di colpa, e lasciate che il vostro puro istinto materno trionfi su ogni stupido e vecchio proverbio popolare.

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