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Spettacolo

Il cantautore astrofisico che cura le ferite del tempo con le favole: Massimo De Simone lancia “Lanterna di fuoco” e trasforma i ricordi d’infanzia in un cortometraggio d’autore

I sogni dell’infanzia si accendono nel cielo della musica italiana per sconfiggere la paura del futuro! 🏮🪁✨ Esce in radio e nei digital store venerdì 18 settembre “Lanterna di fuoco”, lo spettacolare e intimo nuovo singolo del cantautore romano Massimo De Simone. Un brano-manifesto iper-emotivo e orchestrale, nato al pianoforte per celebrare il valore terapeutico della fantasia contro il cinismo della società digitale. Il brano è accompagnato da un meraviglioso cortometraggio cinematografico d’autore co-prodotto con il regista Marco Resovaglio, girato tra i cavalli selvaggi di Marino e la pineta archeologica di Ostia Antica, che vede la partecipazione della sorella dell’artista, Katia, e le sculture lignee del maestro Giuseppe Faella. Un’oasi di pura poesia acustica da scoprire e condividere nel nostro articolo! 👇❤️🎵

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Cover,Massimo De Simone

Roma – Ci sono canzoni che non nascono per assecondare le rotte commerciali dei palinsesti di plastica o per accumulare freddi flussi di ascolto artificiale sulle piattaforme digitali, ma che erompono nella scena indipendente come una necessità viscerale, un diario intimo e trasparente capace di curare le solitudini del nostro presente. La musica d’autore, quando recupera la sua originaria e più nobile funzione terapeutica ed etica, si riscopre l’unico veicolo in grado di far crollare il torpore del materialismo contemporaneo, scortando l’ascoltatore verso i territori incontaminati della libertà interiore. Da venerdì 18 settembre 2026, questo brivido di pura spensieratezza e saggia introspezione sbarca ufficialmente nella rotazione radiofonica dello Stato: entra in programmazione “Lanterna di fuoco”, il sognante e attesissimo nuovo singolo del cantautore romano Massimo De Simone, già disponibile per i collezionisti e i fan sui canali di streaming dall’11 settembre.

Il brano si sviluppa come un viaggio onirico e sospeso nel tempo, guidato dall’immagine geometrica e ancestrale di un’altalena che oscilla senza sosta tra la memoria del passato e le speranze del futuro. Attraverso un ordito lirico finissimo — denso di lanterne notturne, caroselli e ricordi d’infanzia cesellati nei minimi dettagli —, De Simone invita la platea a compiere un radicale cambio di prospettiva esistenziale, assumendo la fantasia e l’immaginazione come supreme bussole di dignità e riscatto sociale. L’apertura acustica è un capolavoro di delicatezza: un arpeggio di pianoforte cullante accoglie una voce dal timbro confidenziale, per poi crescere in un sound design ampio e incalzante che culmina nel picco emotivo della sezione centrale, dove il distacco dalla terraferma si fa metafora di una guarigione profonda dalle paure del quotidiano.

Dalla pineta di Ostia Antica ai cavalli di Marino: il cortometraggio con la sorella Katia

A rendere monumentale e ad altissimo impatto visivo questa produzione è lo straordinario videoclip ufficiale, concepito e strutturato non come una mera sequenza di immagini riempitive, bensì come un vero e proprio cortometraggio cinematografico d’autore. Diretto e prodotto dal regista Marco Resovaglio — che ne firma la co-produzione strategica insieme allo stesso artista —, il video è un’immersione totale e densa di poesia visiva all’interno di un bosco incantato. La logistica delle riprese ha voluto fare squadra con le bellezze naturalistiche della provincia laziale, incastonando la narrazione tra i boschi secolari e le rovine archeologiche del borgo di Ostia Antica, la sua celebre pineta e gli scorci del parco di Marino, tra laghetti di ninfee, antichi archi in pietra e maestosi cavalli al pascolo.

Sullo schermo prende forma una fiaba contemporanea sull’onestà dei sentimenti e sulla connessione biologica con la terra. I protagonisti sono lo stesso Massimo De Simone, che veste i panni poetici e anticonvenzionali di uno spaventapasseri con occhiali adornati da girasoli (eterno simbolo di solarità e costante ricerca della luce), e sua sorella Katia De Simone, eterea figura silvestre dalle ali fatate che dialoga in totale trasparenza con gli elementi naturali. A impreziosire l’estetica visiva della pellicola intervengono le suggestive sculture lignee del Maestro Giuseppe Faella, i cui volti intagliati nei tronchi emergono dalle inquadrature, saldando l’arte plastica al racconto visivo. Il cammino fantastico si chiude con l’apparizione di una reale fotografia d’infanzia dei due fratelli, sigillo sul tempo che scorre ma che non può intaccare l’incanto dei sogni.

«Cercavo uno spazio sonoro che potesse accogliere l’introspezione senza perdere la leggerezza del sogno», racconta visibilmente emozionato Massimo De Simone, svelando la genesi del pezzo. «Questo brano è nato proprio dai giochi condivisi da bambino con mia sorella Katia, in un tempo in cui ogni fantasia diventava reale. Ho capito che il vero inganno non era allora, perché i sogni prendevano forma sul serio, ma risiede nell’oggi, nel nostro non credere più che sia possibile cambiare le cose». Una requisitoria pulita contro il cinismo dei nostri giorni, che esalta il merito dell’ingenuità fanciullesca come risorsa civile contro lo spopolamento dell’anima.

Dalla meccatronica di Frankenstein all’astrofisica: il profilo di Massimo De Simone

Massimo De Simone si conferma come una delle figure più poliedriche, colte e interessanti del panorama indipendente romano, un musicista di razza capace di far collidere la musica pop-rock con i laboratori del musical e la partitura per immagini. Avviato allo studio del pianoforte a soli sei anni, ha trasformato la tastiera nel fulcro di un’attività live ultraventennale che lo ha visto calcare i palchi del pianobar e dei teatri del Centro Italia, incassando prestigiosi piazzamenti in finali concorsuali nazionali. Autore e produttore teatrale a 360 gradi, ha firmato opere monumentali come il musical a sfondo spirituale “Sui passi suoi” e l’acclamato “Uomo senz’anima”, una potente rilettura in chiave moderna del mito di Frankenstein di Mary Shelley.

Il tratto distintivo della sua saggistica in note risiede in una viscerale fascinazione per le leggi dell’universo e per l’astrofisica, tradotta in passato in partiture suggestive andate rubate nelle radio libere del calibro di Antimateria, Stringhe di energia, Danza Aliena e Linea di Kármán. Un impegno civile che lo ha visto anche firmare nel 2022 il fortunato singolo “Il Soave Assolo”, una canzone scritta per spiegare l’orrore della guerra ai bambini contrapponendo la violenza delle armi all’innocenza dei cori infantili. Nel corso del 2026, l’artista ha consolidato la sua voce indipendente pubblicando le tracce “Nonostante tutto e tutti” e “Terrastronave”. I taccuini dei programmatori radiofonici sono pronti ad aprirsi venerdì mattina: spegnete per una sera gli smartphone e guardate il cielo, perché la lanterna di Massimo è pronta ad accendersi per insegnarci a volare alto, un accordo alla volta.

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Spettacolo

Il folk d’assalto delle Nuove Tribù Zulu sbarca sul litorale romano: a Ladispoli un concerto-evento hi-tech per registrare il nuovo live video

La grande musica folk-rock d’impegno civile si prende il litorale romano per una notte storica da ricordare! 🎸🪗🥁 Sabato 10 ottobre alle ore 21:30, l’Acme Studio di Ladispoli (Roma) ospiterà lo straordinario ed eclettico concerto delle Nuove Tribù Zulu. Non sarà un semplice live, ma un evento speciale a ingresso a OFFERTA LIBERA: la band dei fratelli Camerini registrerà infatti proprio qui il video ufficiale del tour! Un viaggio iper-emotivo tra ska, ritmi gitani e tarantelle, sulle note di successi storici come “Zingara” e “C’è solo amore”. Un’oasi di pura passione per difendere la solidarietà e i diritti umani, scoprite come prenotare il vostro posto nel nostro articolo! 👇❤️🎵

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NTZ_fotoArtigianiDigitali

Ladispoli (RM) – Ci sono formazioni musicali che non nascono semplicemente per riempire i palinsesti radiofonici commerciali o per accumulare asettici flussi di ascolto sulle piattaforme digitali, ma che concepiscono la canzone come un’autentica officina di resistenza civile, risorsa terapeutica ed educazione permanente alla pace. La grande musica indipendente, quando recupera la sua originaria vocazione viscerale e nomade, si riscopre l’unico veicolo trasparente capace di abbattere le barriere geopolitiche e di curare le solitudini metropolitane del nostro presente, sintonizzando le persone sulla frequenza dell’ascolto condiviso. Sabato 10 ottobre 2026, a partire dalle ore 21:30, la città di Ladispoli si trasformerà nella capitale del rock d’impegno: lo storico palco dell’Acme Studio, situato in Via Aldo Moro 53, ospiterà l’attesissimo concerto delle Nuove Tribù Zulu. Un appuntamento imperdibile, a ingresso rigorosamente a offerta libera, che promette di fare epoca.

La serata non si configurerà come un semplice spettacolo dal vivo, ma come un vero e proprio rito collettivo d’eccellenza e ad altissimo impatto tecnologico e documentaristico. La band capitolina ha infatti scelto i laboratori e le atmosfere accoglienti del club a due passi da Roma per realizzare le riprese ufficiali e il Video recording del proprio nuovo progetto transnazionale. Sotto la luce dei riflettori, telecamere d’avanguardia radiograferanno in totale trasparenza l’energia pulita del dancefloor, il sudore del palco e l’interplay acustico del gruppo, trasformando il pubblico presente in sala in un protagonista attivo dell’opera visiva, taccuino alla mano e passioni calde, scacciando il torpore degli schermi digitali individuali.

Dallo ska alla taranta: la logistica della contaminazione dei fratelli Camerini

Nate nei primi anni Novanta dall’onestà intellettuale e dalla complicità fraterna di Andrea e Paolo Camerini, le Nuove Tribù Zulu sono da oltre tre decenni il sinonimo più splendido di nomadismo culturale, spensieratezza colta e militanza nei laboratori del sociale. La loro saggistica sonora è un ordito perfetto in cui le metriche del folk d’autore e del rock alternativo collidono felicemente con le sonorità calde del Mediterraneo, i ritmi gitani della tradizione balcanica, le sincopi dello ska giamaicano, le polke mitteleuropee e i battiti ancestrali della taranta pugliese. Un patrimonio di competenze e soft skill artistiche messo da sempre al servizio dei diritti umani, della solidarietà internazionale tra i popoli e della condanna di ogni forma di intolleranza o censura ideologica dello Stato.

Il ruolino di marcia della scaletta all’Acme Studio si articolerà come un viaggio specchio attraverso le tappe miliari della loro duratura carriera indipendente. La band farà tremare le mura di via Aldo Moro eseguendo inni generazionali andati rubati nella memoria dei fan come “Zingara”, l’ironica “Da domani cambio vita” e la fluttuante “Mi sto librando nell’aria”, fino a scortare la platea verso le frequenze protette del loro ultimo e acclamato successo intitolato “C’è solo amore”. Un’iniezione di pura adrenalina emotiva studiata con un sound design d’ambiente perfetto per valorizzare il merito esecutivo della formazione stanziale, limitando al massimo i filtri artificiali della discografia industriale di plastica.

L’orchestra dei Zulu sul palco di Ladispoli: info e prenotazioni telefoniche

Per questa spedizione sul litorale romano, i fratelli Camerini schiereranno una corazzata d’élite composta da musicisti purissimi provenienti dai migliori laboratori acustici della penisola, pronti a garantire un comfort funzionale e ritmico mozzafiato. L’organico sul leggio vedrà salire sul palco la voce viscerale e le percussioni di Andrea Camerini, il motore pulsante del contrabbasso e del basso elettrico di Paolo Camerini, la splendida fisarmonica e il trombone di Ludovica Valori, gli sfolgoranti telai di tromba di Ersilia Prosperi, le chitarre affilate di Marco Massino e la batteria millimetrica di Valerio Michetti.

La direzione logistica del club comunica che i posti all’interno della sala dell’Acme Studio sono limitati per assicurare la perfetta riuscita tecnica e la sicurezza civile delle riprese video, pertanto è caldamente consigliata la prenotazione anticipata del proprio pass. Per richiedere informazioni dettagliate e blindare l’accesso, la segreteria ha messo a disposizione il contatto telefonico dedicato 338.5467992, oltre alla pagina ufficiale dell’Evento Facebook. Spegnete per una notte gli smartphone, abbandonate il grigiore del materialismo quotidiano e correte a Ladispoli a fare festa: le Nuove Tribù Zulu vi aspettano a braccia aperte per dimostrare che finché ci sarà un tamburo che batte per la libertà e un popolo che balla all’unisono, il nostro domani non avrà mai paura del buio.

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Spettacolo

L’urlo rock che distrugge il tabù della salute mentale: i CTRL+Z lanciano “Lorazepam”, il singolo-specchio nato per esorcizzare gli attacchi di panico

La salute mentale si prende il centro della scena con la forza dirompente dell’alternative rock! 🧠🎸⚡ Esce venerdì 18 settembre “Lorazepam”, lo spettacolare e cupo nuovo singolo dei baresi CTRL+Z (Red&Blue Music Relations / ADA Music Italy). Un brano-manifesto viscerale, nato per distruggere i tabù legati agli attacchi di panico, alla solitudine urbana e all’uso degli ansiolitici. Con un sound design potentissimo influenzato da Tool e Incubus, la band di Claudio Salvucci trasforma un dramma privato in un canto collettivo di riscatto e guarigione emotiva. Guardate il lyric video su YouTube e scoprite tutti i dettagli nel nostro articolo! 👇❤️🎵

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CTRL+Z Cover

Bari – Ci sono canzoni che non nascono per accomodarsi passivamente nelle playlist riempitive dei canali commerciali o per alimentare la retorica della spensieratezza artificiale, ma che erompono nella scena indipendente come una necessità viscerale, una scossa elettrica destinata a rompere il silenzio su uno dei drammi più diffusi, dolorosi e taciuti della società contemporanea. Il disagio psicologico, le nevrosi metropolitane e il peso invisibile dei disturbi d’ansia rappresentano una ferita aperta che colpisce milioni di giovani, troppo spesso intrappolati nell’isolamento degli schermi digitali e nell’apparenza dei social network. Da venerdì 18 settembre 2026, questa drammatica e trasparente istantanea generazionale si trasforma in un manifesto di pura resistenza acustica. Arriva infatti in rotazione radiofonica e su tutte le piattaforme di streaming “Lorazepam”, il travolgente e cupo nuovo singolo della band alternative rock CTRL+Z, rilasciato sotto l’egida strategica di Red&Blue Music Relations e distribuito capillarmente da ADA Music Italy.

Il brano si configura come una discesa spietata, affilata e priva di filtri protettivi nei corridoi di una quotidianità frammentata, segnata da attacchi di panico laceranti, solitudine urbana e dal ricorso terapeutico ai farmaci ansiolitici. Sul piano puramente sonoro, “Lorazepam” segna un ritorno della band alle atmosfere più scure, ruvide e taglienti delle origini, traducendo l’instabilità emotiva in una metrica serrata che picchia dritto allo stomaco dell’ascoltatore. La vera e propria svolta etica del pezzo risiede nella sua evoluzione produttiva, capace di convertire una sofferenza individuale in una risorsa di riscatto collettivo: nato inizialmente come il diario segreto del trascorso biografico di uno dei membri della band, il testo si è progressivamente arricchito e rimodellato durante le sessioni in studio, accogliendo le confessioni e le testimonianze spontanee di amici e collaboratori accorsi nei laboratori creativi del gruppo.

Dalle jam a Bari alle influenze dei Tool: il profilo di una corazzata alternative rock

I CTRL+Z sono una delle realtà più eclettiche, colte e interessanti emerse dal fervore culturale della Puglia negli ultimi anni, un collettivo solido nato a Bari nel 2019 dall’onestà intellettuale e dalla complicità fraterna di Claudio Salvucci (voce e testi), Massimiliano Santamato (basso) e Giulio Chirico (chitarra), la cui formazione è stata successivamente completata e blindata nel 2021 dall’ingresso di Fabio Zampetta (batteria) e Claudio Lacalamita (chitarra). Tutti i componenti della band vantano una rigorosa formazione musicale e accademica, un patrimonio di competenze e soft skill che ha permesso al quintetto barese di edificare un sound unico, polifonico e riconoscibile, che rifiuta le scorciatoie delle produzioni di plastica per esplorare arrangiamenti ricchi di contaminazioni transnazionali.

L’universo sonoro della compagine è un crocevia d’avanguardia dove le metriche taglienti dell’hard rock e del grunge d’oltreoceano collidono felicemente con le strutture geometriche del rock progressivo e le pulsazioni del rap hardcore metropolitano. Le loro bussole e i riferimenti dichiarati spaziano dal misticismo matematico dei Tool e degli A Perfect Circle all’energia nu-metal degli Incubus, senza dimenticare la complessità monumentale di band storiche come King Crimson e Yes. Una fitta rete di influenze cucita su misura per un pubblico giovane-adulto (compreso nella fascia d’età tra i 18 e i 40 anni), curioso, esigente e aperto alla diversità dei generi, che vede nelle canzoni del gruppo un taccuino in cui riconoscere la propria storia e le proprie fragilità.

L’urlo liberatorio contro i mostri invisibili: «La musica per esorcizzare il buio»

Il ruolino di marcia dei CTRL+Z punta dritto a un posizionamento di rilievo nel mercato discografico e nei grandi festival dello Stato nei prossimi due anni, forti di un’estetica visiva coerente supportata da un team d’élite di grafici e produttori. L’uscita di “Lorazepam” — accompagnata dal lancio ufficiale del lyric video su YouTube — si propone come un promemoria etico e civile contro il tabù della salute mentale, invitando la platea nazionale a spegnere per un attimo gli smartphone per riscoprire il valore terapeutico della condivisione e dell’ascolto pulito nel salotto della musica live, dove il sudore e l’empatia dei club valgono più dei freddi numeri dello streaming fine a se stesso.

«Lorazepam nasce per esorcizzare momenti bui molto più comuni di quanto si pensi», spiega con spavalda fermezza e calore la band barese, svelando lo spirito profondo che pulsa dietro la traccia. «Raccontando i dettagli e i momenti che ritornavano sempre nelle storie di chi soffre d’ansia, la canzone è diventata un coro collettivo. In questo tempo imperfetto e spietato, mettere a nudo le proprie vulnerabilità sul palco è l’unico modo che abbiamo per restare umani, resistere e vincere la paura». I motori della ADA Music sono caldi e le frequenze radiofoniche sono pronte: spegnete le nevrosi della settimana e lasciatevi travolgere dal flusso dei CTRL+Z, perché la grande bellezza del rock italiano passa da Bari, ed è pronta a dimostrare che l’onestà del gesto artistico può strapparci dal baratro, un accordo alla volta.

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Il punk anni ’90 dei Prozac+ diventa una ballata acustica: Bussoletti lancia la sua “Acida” tra chitarre alla Manu Chao e i cori di Lele Battista

Il punk storico anni ’90 dei Prozac+ rinasce in una splendida e intima veste acustica! 🎸🎤✨ Da venerdì 18 settembre arriva in radio e nei digital store “Acida”, la sorprendente e accattivante reinterpretazione firmata dal cantautore romano Bussoletti (Red&Blue Music Relations / ADA Music Italy). Un brano-manifesto che abbandona le chitarre distorte per abbracciare un sound design caldo alla Manu Chao, impreziosito dalle percussioni di Leziero Rescigno e dai cori di Lele Battista. Già vincitore del Premio Amnesty con Dario Fo e autore di colonne sonore per Elio Germano, Bussoletti lancia una risorsa terapeutica ed emotiva per un’intera generazione: “Canto questo pezzo perché non ho mai smesso di sballarmi di arte e di vita”. Scoprite tutta la storia nell’articolo! 👇❤️🎶

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Bussoletti Cover

Roma – Ci sono canzoni che non appartengono semplicemente alla storia della discografia, ma che sono rimaste tatuate nella memoria collettiva come autentici manifesti generazionali, capaci di fotografare l’anima, le inquietudini e i sogni di un’epoca. Il punk-rock italiano degli anni Novanta ha vissuto una stagione d’oro irripetibile, una scarica di adrenalina acustica che ha fatto da colonna sonora all’ultima giovinezza cresciuta senza l’asfissia protettiva degli smartphone e dei filtri digitali. Affrontare un simile monumento della musica patria senza rimanere schiacciati dal confronto richiede un’immensa onestà intellettuale e il coraggio civile di rischiare. Da venerdì 18 settembre 2026, questa sfida artistica diventa realtà: arriva in rotazione radiofonica e su tutte le piattaforme digitali di streaming “Acida”, il nuovo e attesissimo singolo del cantautore romano Bussoletti, rilasciato per l’etichetta Red&Blue Music Relations e distribuito da ADA Music Italy.

Per la prima volta nella sua fortunata e duratura carriera, l’artista capitolino si misura con una cover, spinto da un sentimento di profonda devozione e gratitudine verso la band di Pordenone. Con il massimo rispetto per l’opera originale dei Prozac+, la nuova versione di “Acida” abbandona le spigolosità distorte del rock alternativo per abbracciare la dimensione calda, intima e trasparente che da sempre caratterizza la scrittura di Bussoletti. L’arrangiamento si arricchisce di un sound design d’eccellenza, grazie alle trame di chitarra in pieno stile Manu Chao ricamate da Salvatore Romano (colonna dell’Orchestraccia), ai raffinati telai vocali tessuti da Lele Battista e al groove disegnato dalle percussioni di Leziero Rescigno, vero e proprio punto di riferimento della scena indie nazionale.

Dall’Auditorium Parco della Musica alla registrazione: una scintilla nata dal vivo

La genesi di questa produzione non è nata nei laboratori asettici di uno studio di registrazione, ma sul palcoscenico dell’Auditorium Parco della Musica di Roma, durante un memorabile concerto svoltosi nell’insolita notte di un 29 febbraio. In quell’occasione, l’esecuzione acustica del brano ha attivato un’alchimia tangibile e immediata con la platea, scortando il pubblico verso un’emozione densa di occhi lucidi e spensieratezza colta. Il passaggio di pura elettricità vissuto con i fan ha convinto il cantautore a fissare su nastro quel flusso sonoro, trasformando una reinterpretazione estemporanea in un progetto discografico solido e cucito su misura per l’airplay radiofonico dello Stato.

«Questa canzone appartiene a un’intera generazione», racconta con spavaldo orgoglio e calore Bussoletti, svelando la filosofia che muove il brano. «È il grigo di un ventenne che sogna di superare tutto intero l’adolescenza, la colonna sonora di un decennio spesso dimenticato. Canto Acida dei Prozac+ perché non ho mai smesso di sballarmi: prima era la sfrontatezza della giovinezza, ora è la meraviglia dell’arte, dei viaggi e della splendida vita quotidiana. La vita continua oltre i vent’anni senza perdere valore, ma solo cambiando colore». In netto e affascinante contrasto con la morbidezza folk e percussiva dell’abito sonoro, l’interpretazione vocale di Luca Bussoletti resta un urlo liberatorio e viscerale, un tributo sincero che cura le nostalgie del passato senza filtri artificiali.

Dai successi con Dario Fo al cinema con Elio Germano: il profilo di Bussoletti

Luca Bussoletti si conferma come una delle figure più poliedriche, colte e interessanti del panorama indipendente italiano. Il cantautore romano arriva dal clamoroso successo su Spotify del singolo “Ponte Milvio”, che ha superato la soglia dei 100 mila stream anche grazie a un suggestivo ed eccezionale flash-mob urbano ripreso dai principali media nazionali. Artista trasversale, Bussoletti ha saputo far collidere la musica con la saggistica e la settima arte: ha firmato insieme a Francesco Arpino la colonna sonora del docufilm Rai “Tommaso, Maestrelli e il calcio a colori” (congedandosi con il brano dei titoli di coda “La ballata degli ultimi”) ed è attualmente presente nelle sale cinematografiche con la canzone “Vento”, composta per la pellicola “Ritorno al Tratturo” con protagonista Elio Germano.

Il merito e l’onestà intellettuale del suo percorso artistico sono stati certificati da prestigiosi riconoscimenti dello Stato e della critica, tra cui spiccano il Premio Lunezia, il Premio Donida e il solenne Premio Amnesty “Arte e Diritti Umani”, incassato grazie allo storico duetto con il Premio Nobel Dario Fo nel singolo “A solo un metro”. Accanto alla trincea discografica, Bussoletti conduce quotidianamente su Radio Roma Sound il seguitissimo drive-time show Green Carpet — che gli è valso il prestigioso premio Microfono d’Oro nella categoria Spettacoli — ed è autore di una fortunata raccolta di racconti per la casa editrice Round Robin, mentre si prepara al debutto nel mercato editoriale con il suo primo romanzo. I taccuini dei network radiofonici sono pronti a essere aperti venerdì mattina: spegnete gli smartphone e allacciate le cuffie, perché la nuova “Acida” è pronta a viaggiare nel tempo per ricordarci la bellezza del nostro cammino.

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