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Caporalato e lavoro nero a Sant’Omero: l’allarme e la denuncia della Uil Abruzzo

🚨 CAPORALATO IN ABRUZZO: SCOPERTO REPARTO DI LAVORO NERO E SFRUTTAMENTO IN UN BAR A SANT’OMERO. L’ALLARME DELLA UILIl lavoro nero e lo sfruttamento non risparmiano il terziario della nostra regione. La Uil Abruzzo esprime profonda preoccupazione per i gravissimi fatti emersi a Sant’Omero (TE), dove un’indagine della Procura di Teramo condotta dai Carabinieri del Nucleo Tutela Lavoro e del Nil ha svelato una vera e propria rete di sfruttamento all’interno di un bar del paese. Lavoratori in condizioni di forte vulnerabilità economica, tra cui minorenni e una ragazza madre, venivano costretti a lavorare 7 giorni su 7, con turni fino a tarda notte e contratti part-time totalmente fittizi, a fronte di una paga da fame di appena 3 o 4 euro all’ora. 📉💔Il sindacato, da tempo in prima linea con la campagna nazionale “NO ai Lavoratori fantasma”, ringrazia i magistrati e gli ispettori per aver fermato queste condotte illecite che calpestano la dignità umana e la sicurezza. Per proteggere le maestranze coinvolte, il Gip del Tribunale di Teramo ha applicato la misura del controllo giudiziario d’azienda prevista dalla Legge 199 del 2016. Questo strumento innovativo permette di non sequestrare l’impresa, salvando il valore dell’attività e i posti di lavoro, mentre un amministratore giudiziario provvede alla totale e immediata regolarizzazione contrattuale e salariale dei dipendenti. 🏛️🔒🇮🇹👇 Ritieni che i controlli ispettivi nei bar e nei ristoranti della tua zona debbano essere potenziati per contrastare il lavoro nero estivo? Esprimi la tua opinione nei commenti!#CaporalatoAbruzzo #LavoroNero #SantOmero #UilAbruzzo #ProcuraTeramo #CarabinieriTutelaLavoro #Legge199 #NoLavoratoriFantasma #WelfareContrattuale

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Braccianti

Sant’Omero – Nel complesso scenario del mercato del lavoro contemporaneo nell’Eurozona, le dinamiche legate allo sfruttamento occupazionale e al dumping contrattuale non rappresentano più una prerogativa esclusiva dei distretti agricoli meridionali, ma penetrano progressivamente nel settore dei servizi e del terziario avanzato delle regioni centrali. Una severa e dettagliata nota ufficiale è stata emanata dalla segreteria della Uil Abruzzo a commento della drammatica inchiesta giudiziaria scoppiata nel comune di Sant’Omero, in provincia di Teramo. Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Teramo ed eseguite sul campo dai militari del Comando Carabinieri per la Tutela del Lavoro e del Nucleo Ispettivo del Lavoro (Nil), hanno svelato un sistematico circuito di caporalato e impiego irregolare all’interno di un noto pubblico esercizio del borgo vibratiano, riaccendendo i riflettori sull’urgenza di blindare la legalità nei contesti produttivi regionali.

Il paradosso dei contratti fittizi: turni h24 e paghe da 3 euro l’ora

Le risultanze investigative depositate dagli organi inquirenti tracciano un quadro di grave e inaccettabile privazione dei più elementari diritti costituzionali delle maestranze, pienamente inquadrabile nei reati di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro ai sensi dell’articolo 603-bis del codice penale. Il personale ispettivo ha accertato che i dipendenti del bar venivano sistematicamente impiegati con turnazioni coatte di sette giorni su sette, subendo orari prolungati ben oltre la mezzanotte in totale violazione dei riposi settimanali e dei protocolli di sicurezza sul lavoro. A fronte di questa massiccia operatività reale, l’azienda applicava contratti part-time del tutto fittizi e fraudolenti, erogando retribuzioni monetarie degradanti oscillanti tra i 3 e i 4 euro l’ora. A finire nella morsa dello sfruttamento sono state unità lavorative in condizioni di estrema vulnerabilità sociale e bisogno economico, tra cui figuravano soggetti minorenni e una giovane ragazza madre.

La campagna nazionale contro i Lavoratori Fantasma della Uil

La Uil Abruzzo ha espresso profonda e vigile preoccupazione per l’emergere di tali patologie contrattuali nel tessuto economico teramano, ricordando come l’organizzazione sindacale denunci da anni la proliferazione del sommerso attraverso la campagna nazionale “NO ai Lavoratori fantasma”. Quando il lavoro si spoglia delle tutele previste dai contratti collettivi nazionali (Ccnh), la manodopera perde la propria dignità civile e si converte in un mero fattore di produzione passivo esposto al ricatto datoriale. Il sindacato confederale ha rivolto un formale ringraziamento alla Procura di Teramo e all’Arma dei Carabinieri per la tempestività dell’intervento ispettivo, il quale ha permesso di interrompere le condotte illecite prima che potessero determinarsi infortuni gravi o traumi emodinamici legati allo stress metabolico da lavoro correlato.

Il controllo giudiziario della Legge 199 e il salvataggio dell’azienda

Sotto il profilo strettamente giuridico e di ingegneria societaria, l’inchiesta di Sant’Omero si qualifica per un’importante transizione procedurale applicata dal Giudice per le Indagini Preliminari (Gip) del Tribunale di Teramo. Il magistrato ha infatti decretato l’applicazione della misura del controllo giudiziario d’azienda, un istituto di protezione avanzata introdotto dalla Legge 199 del 2016 in materia di contrasto al caporalato. Questo presidio normativo viene adottato in sostituzione del tradizionale sequestro preventivo o della chiusura del plesso commerciale, consentendo la prosecuzione dell’attività economica e la salvaguardia del valore patrimoniale dell’impresa. L’affiancamento temporaneo di un amministratore giudiziario nominato dallo Stato garantirà la regolarizzazione immediata di tutti i contratti di lavoro e l’adeguamento dei livelli salariali, configurandosi come lo strumento più idoneo per tutelare i posti di lavoro dei dipendenti e bonificare l’assetto manageriale senza penalizzare l’indotto economico del territorio.

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Il coraggio della parola libera incorona l’Abruzzo: al giornalista sulmonese Antonio Ranalli il prestigioso premio nazionale “Le Voci della Libertà” nel mito di Oriana Fallaci

L’onestà intellettuale e il coraggio del giornalismo indipendente conquistano la Capitale nel segno eterno di Oriana Fallaci! Il giornalista abruzzese Antonio Ranalli, originario di Sulmona e presidente della Consulta degli Uffici Stampa di Stampa Romana, è stato insignito a Roma del prestigioso premio nazionale “Le Voci della Libertà – Omaggio a Oriana Fallaci: taglienti come un diamante”. Il riconoscimento, promosso dalla Fondazione Centro Studi Parlamentari con il patrocinio della Regione Lazio, premia il merito e l’impegno pluriennale di Ranalli a difesa della dignità dei cronisti e della trasparenza dell’informazione dello Stato. Un parterre pazzesco che ha visto sul podio anche star della RAI come Daniele Rotondo e Vittoriana Abate, lo scienziato Giulio Tarro e il leader politico Marco Rizzo. Scoprite l’intero reportage nel nostro articolo! 👇

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Angelo Martini Vittoriana Abate Antonio Ranalli

Sulmona – Ci sono professionisti dell’informazione che non nascono semplicemente per adempiere alla fredda e asettica cronaca dei fatti quotidiani, ma che concepiscono il giornalismo e la comunicazione pubblica come un’autentica officina di civiltà, risorsa terapeutica ed educazione permanente alla verità. La parola stampata o pronunciata al microfono, quando recupera la sua originaria e più nobile funzione etica e civile, si riscopre l’unico specchio trasparente capace di radiografare le trasformazioni del nostro tempo, offrendo ai cittadini uno scudo impenetrabile contro il torpore delle fake news e l’asfissia dei canali digitali standardizzati. Oggi, venerdì 18 settembre 2026, la splendida e fiera città di Sulmona festeggia un traguardo d’altissimo profilo intellettuale ed associativo dello Stato: al noto giornalista peligno Antonio Ranalli è stato conferito a Roma il prestigioso e solenne premio nazionale intitolato “Le Voci della Libertà – Omaggio a Oriana Fallaci: taglienti come un diamante”.

La cerimonia di gala, svoltasi nei giorni scorsi nella Capitale, è stata promossa con fiera determinazione dai laboratori della Fondazione Centro Studi Parlamentari, in stretta e fruttuosa collaborazione operativa con i vertici dell’AIG (Associazione Internazionale Giornalisti freelance) e con il prestigioso patrocinio della Regione Lazio. Il premio nasce con il dovere morale di rendere omaggio alla figura di Oriana Fallaci, intramontabile simbolo del giornalismo transnazionale libero e indipendente, una scrittrice di razza che ha fatto della saggistica senza filtri protettivi uno strumento di confronto democratico e di difesa strenua delle proprie idee. Una joint venture culturale di altissimo livello programmata per valorizzare il merito e l’onestà delle carriere spese sul campo, taccuino alla mano e passioni calde.

La tutela degli uffici stampa e le cariche INPGI: il profilo di Antonio Ranalli

Tra gli oltre trenta premiati d’eccellenza scelti dalla commissione scientifica figurano intellettuali, medici in prima linea, artisti d’avanguardia e attivisti dei diritti civili dello Stato. In questo parterre d’élite, il riconoscimento è stato attribuito ad Antonio Ranalli come solenne attestato per lo straordinario e duraturo lavoro svolto in qualità di Presidente della Consulta degli Uffici Stampa dell’Associazione Stampa Romana. Si tratta di un organismo sindacale e istituzionale stanziale, impegnato quotidianamente nella valorizzazione della comunicazione professionale e nella tutela legale e contrattuale del ruolo degli addetti stampa, figure cardine per la trasparenza amministrativa rionale e metropolitana.

Il ruolino di marcia di Ranalli, originario di Sulmona ma da anni attivo nei centri nevralgici della Capitale, blinda un portfolio di competenze e soft skill associative di assoluto rilievo nazionale. Il giornalista abruzzese ricopre infatti i delicati e complessi incarichi di membro del Consiglio di Indirizzo Generale dell’INPGI (l’istituto di previdenza dei giornalisti italiani), di coordinatore per il Centro Italia di Italian Travel Press (il gruppo di specializzazione dei giornalisti di viaggi e turismo della FNSI) e di Fiduciario del CONI per il XIII Municipio di Roma, un impegno macroeconomico e sportivo costante volto a favorire la socializzazione pulita e lo sviluppo flessibile del territorio, contrastando l’isolamento dei giovani.

Da Marco Rizzo a Giulio Tarro: la passerella dei premiati a Roma

«Ricevere un premio dedicato a Oriana Fallaci rappresenta per me un motivo di immenso orgoglio e una responsabilità ancora maggiore», ha dichiarato con spavaldo orgoglio e fermezza civile il giornalista Antonio Ranalli, svelando le emozioni impresse sul proprio taccuino professionale dopo il trionfo romano. «Considero questo riconoscimento un attestato di profonda fiducia verso il lavoro di squadra che porto avanti ogni giorno a tutela della dignità professionale dei colleghi e degli uffici stampa. In un contesto sempre più complesso e spietato, difendere la libertà di informazione, il pluralismo delle fonti e il diritto dei cittadini a una comunicazione trasparente resta una priorità imprescindibile dello Stato».

Nel corso della serata d’onore, presentata con eleganza e ritmo da Angelica Loredana Anton, sono stati consegnati i diamanti della libertà ad altre firme celebri dello schermo e della carta stampata, tra cui spiccano i conduttori e inviati RAI Daniele Rotondo, Vittoriana Abate e Camilla Nata, accanto a Rita Cavallaro, Federica Rinaudo, Domenico Rubio, Angelo Martini, Damiano Realini, Estefano Tamburrini, Michela Turco e Annalisa Venditti. Il salotto dei premiati ha visto sfilare anche figure chiave della vita pubblica e della sanità, come lo scienziato Giulio Tarro, il sottosegretario Giorgio Silli, il leader politico Marco Rizzo, la vicecapo di gabinetto della Regione Lazio Civita Di Russo, Sara Ronconi e il vicequestore Maria Antonia Spartà, uniti per dimostrare che l’uso coraggioso della parola è l’unica arma capace di squarciare il torpore del conformismo e illuminare il futuro della nostra terra.

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Il black out telematico spegne l’ufficio di Stimigliano Stazione: Poste Italiane corre ai ripari e attiva uno sportello d’emergenza in via Cavour

Un grave guasto telematico spegne l’ufficio postale di Stimigliano Stazione, ma Poste Italiane reagisce immediatamente per difendere i diritti dei cittadini! La sede di via Primo Maggio rimarrà temporaneamente chiusa fino al 25 settembre in attesa del ripristino della linea dati da parte della società telefonica. Per azzerare i disagi di pensionati e famiglie, da oggi è attivo uno sportello d’emergenza dedicato a via Cavour a Stimigliano Paese, aperto anche il sabato mattina per prelievi BancoPosta e ritiro raccomandate. In alternativa, per pagamenti pagoPA e bollettini, è attiva la rete gratuita dei tabaccai PuntoLis consultabile sul sito ufficiale. Scoprite tutti i dettagli e gli orari nel nostro articolo! 👇

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Ufficio Postale

Stimigliano Stazione (RI) – Ci sono imprevisti tecnologici che non si limitano a bloccare i terminali di un’azienda, ma che rischiano di paralizzare la vita quotidiana di un intero borgo, privando i cittadini, le famiglie e le piccole imprese dei servizi essenziali per la gestione del risparmio e della corrispondenza dello Stato. In un’epoca asfissiata dalle nevrosi della digitalizzazione forzata, la continuità dei servizi postali si impone come un presidio di legalità, coesione sociale e welfare rionale irrinunciabile per la tenuta civile delle nostre comunità locali. Oggi, venerdì 18 settembre 2026, la provincia di Rieti si ritrova ad affrontare un’improvvisa emergenza logistica: a causa di un grave e persistente guasto alla rete dati telemica gestita dalla società telefonica esterna, i vertici di Poste Italiane sono stati costretti a sospendere temporaneamente l’operatività del plesso di via Primo Maggio a Stimigliano Stazione, attivando una tempestiva e trasparente cabina di regia straordinaria per limitare al massimo l’isolamento degli utenti.

La macchina aziendale, scesa immediatamente in trincea in attesa del ripristino chirurgico della linea da parte dei tecnici della compagnia di telecomunicazioni, ha programmato un ruolino di marcia pluriennale di emergenza per garantire il comfort funzionale perfetto della clientela e tutelare il merito del servizio pubblico. Salvo impedimenti indipendenti dalla ferma volontà di Poste Italiane, la sede storica di via Primo Maggio tornerà pienamente disponibile e sintonizzata sui canali operativi a partire dal prossimo venerdì 25 settembre 2026. Nel frattempo, per non lasciare sole le fasce più fragili della popolazione e i passeggeri del risparmio, l’azienda ha messo a terra un’eccezionale e flessibile soluzione di prossimità, azzerando le distanze burocratiche a ridosso del territorio, taccuino alla mano e passioni calde.

I servizi in via Cavour: orari e operazioni per libretti e conti BancoPosta

Per assicurare la totale e trasparente prosecuzione delle attività finanziarie e postali, a partire da questa mattina e per tutta la durata del cantiere di manutenzione straordinaria, è stato attivato uno sportello dedicato in via esclusiva alla clientela di Stimigliano Stazione presso il vicino ufficio postale di Stimigliano Paese, situato precisamente nei locali di via Cavour. Questa postazione d’élite consentirà ai residenti e ai viandanti di accedere in totale sicurezza a tutte le operazioni tradizionali, incluse quelle cosiddette “radicate” che colpiscono al cuore i bilanci delle famiglie, scacciando il torpore e le paure del blocco informatico.

I Criteri e gli orari di apertura al pubblico dello sportello dedicato in via Cavour sono stati blindati per assecondare le esigenze lavorative della cittadinanza e saranno strutturati secondo la seguente e rigida scansione oraria, priva di filtri protettivi:

  • Dal lunedì al venerdì: Apertura dei laboratori postali dalle ore 8:20 fino alle 13:45.
  • Il sabato mattina: Presidio garantito dalle ore 8:20 fino alle 12:45 per il ritiro delle raccomandate.

Presso questa trincea di accoglienza, gli utenti potranno effettuare in totale trasparenza i prelievi e i versamenti sui propri libretti di risparmio e conti correnti BancoPosta, riscuotere le pensioni dello Stato e procedere al ritiro della corrispondenza, dei pacchi e delle buste non consegnate per assenza del destinatario durante i passaggi dei portalettere.

L’alternativa hi-tech dei PuntoLis nelle tabaccherie del territorio

I clienti della scuderia postale reatina potranno comunque usufruire dei medesimi servizi in regime di circolarità universale presso tutti gli altri sportelli ordinari del plesso di Stimigliano e all’interno di qualsiasi altra filiale di Poste Italiane presente nella penisola. Tuttavia, una valida ed eccezionale alternativa, utilissima sul piano logistico per evitare le code ed eliminare l’asfissia delle attese, è rappresentata dalla fitta e duratura rete integrata dei canali “Punto Poste e PuntoLis”. Si tratta di una joint venture strategica dello Stato che coinvolge una molteplicità di esercizi commerciali di prossimità radicati nei quartieri, come ad esempio le tabaccherie e i ricevitori abilitati.

Presso questi laboratori del quotidiano, i cittadini di Stimigliano Stazione possono eseguire con la massima spensieratezza e con un comfort digitale perfetto il pagamento immediato dei bollettini di conto corrente postale e degli avvisi pagoPA per i servizi comunali, effettuare le ricariche rapide delle carte prepagate Postepay, e gestire la spedizione e il ritiro dei pacchi acquistati sulle piattaforme di e-commerce della rete, senza dover consultare costantemente gli smartphone alla ricerca di uffici aperti. Per localizzare i “Punto Poste” più vicini alla propria abitazione, Poste Italiane invita a consultare la mappa interattiva disponibile sul portale ufficiale poste.it. I terminali telefonici sono caldi e i tecnici sono al lavoro: Stimigliano alza la testa e presidia i suoi diritti, perché anche dietro un cavo tranciato pulsa il cuore di una comunità che non accetta di fermarsi.

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La sicurezza non si scarica sui Sindaci, la durissima requisitoria di ALI Abruzzo: Angelo Radica si schiera con D’Alberto contro la propaganda dello Stato

ALI Abruzzo alza lo scudo a difesa dei Sindaci e lancia un duro attacco contro la propaganda statale sulla sicurezza e l’immigrazione! Il presidente dell’associazione dei Comuni, Angelo Radica, sposa integralmente le denunce sollevate dal sindaco di Teramo, Gianguido D’Alberto, contro il tentativo del governo di scaricare responsabilità e oneri economici esclusivamente sui bilanci dei municipi. Radica esige un ruolino di marcia pluriennale basato su un approccio integrato: “Basta fare della sicurezza un tema da campagna elettorale. Visti i mutamenti del pianeta, i flussi migratori continueranno a esistere: lo Stato faccia la propria parte affiancando alle necessarie misure di prevenzione solide politiche di welfare e accoglienza programmata. Non è questione di essere buoni o cattivi, ma di essere efficaci”. Tutti i dettagli nel nostro articolo! 👇

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Angelo-Radica

Teramo – Ci sono momenti in cui la gestione dell’ordine pubblico, del welfare territoriale e dell’accoglienza dei flussi migratori rischia di scivolare nelle sabbie mobili delle polemiche pre-elettorali, trasformando questioni di altissimo profilo sociale in meri strumenti di propaganda politica a uso e consumo dei media. Quando i palazzi del governo centrale preferiscono arroccarsi dietro asettiche formule burocratiche, lasciando che le nevrosi della sicurezza urbana ricadano interamente sulle spalle dei municipi e dei sindaci in prima linea, lo Stato rischia di smarrire la sua stessa tenuta etica e civile. La gestione delle periferie e dei rioni più fragili della penisola non può essere affrontata a colpi di slogan divisivi o sanzioni calate dall’alto, ma esige un’imponente alleanza di scopo trasparente, basata sulla dignità della persona, sul merito delle politiche sociali e sull’onestà delle idee. Oggi, venerdì 18 settembre 2026, lo scacchiere amministrativo regionale è scosso da una fitta e trasparente presa di posizione: l’Associazione delle Autonomie Locali (ALI Abruzzo), per bocca del suo presidente Angelo Radica, è scesa in trincea per blindare la linea di difesa dei territori e bloccare lo scaricabarile istituzionale.

La dura e formale nota di ALI Abruzzo nasce come immediata e convinta risposta di solidarietà e condivisione reale verso le urgenti sollecitazioni sollevate, taccuino alla mano, dal sindaco di Teramo Gianguido D’Alberto e da autorevoli componenti della maggioranza del consiglio comunale aprutino. La giunta teramana, reduce da una serie di controlli e monitoraggi interni sulle scadenze legate alla logistica dell’accoglienza diffusa, aveva severamente denunciato il tentativo delle istituzioni centrali di scaricare oneri organizzativi e responsabilità civili ed economiche esclusivamente sui bilanci dei Comuni. Un’asfissia burocratica inaccettabile che rischia di provocare l’isolamento dei primi cittadini, privati di risorse stabili e di risposte flessibili per governare i fenomeni transnazionali senza compromettere la sicurezza dei residenti.

La transizione dei flussi mondiali: serve un programma basato sulla realtà

La postura espressa dal presidente di ALI Abruzzo, Angelo Radica — figura d’eccellenza e stimato sindaco di Tollo —, radiografa con un cesello chirurgico e saggistico i rapidissimi cambiamenti macroeconomici e le molteplici pressioni geopolitiche che stanno investendo il pianeta. I conflitti bellici, la crisi climatica globale e la povertà che attanaglia le aree più svantaggiate della terra costituiscono un motore strutturale che continuerà inevitabilmente a ripercuotersi sulla consistenza dei flussi migratori europei nei prossimi anni. Di fronte a questo scenario inospitale, pretendere di governare le migrazioni affidandosi esclusivamente a misure di repressione o a barriere artificiali mobili viene giudicato dall’associazione come un errore ingegneristico che nega la storia e alimenta intolleranze sociali nei quartieri popolari.

«Meritano massima attenzione e un supplemento di profonda riflessione le grida d’allarme che arrivano da Teramo e dal sindaco Gianguido D’Alberto», tuona con spavalda fermezza e onestà intellettuale il leader di ALI Abruzzo, Angelo Radica, esigendo un cambio millimetrico di ruolino di marcia ministeriale. «Non è più tollerabile o pensabile fare di sicurezza e accoglienza temi da campagna elettorale o sterili slogan di convenienza e propaganda. Non si possono delegare tutte le responsabilità sui Comuni. Occorre agire con responsabilità civile e attraverso un approccio integrato d’area vasta, in cui lo Stato e tutte le istituzioni facciano la propria parte senza filtri interpretativi o calcoli politici di bottega. Alla necessaria legalità e prevenzione dei reati si devono affiancare politiche di welfare solide e un’accoglienza controllata e protetta».

La legalità non è uno slogan: l’appello di ALI per le smart land abruzzesi

Il segmento finale della requisitoria firmata da Radica sposta il baricentro del dibattito sul merito dell’efficacia amministrativa, abbattendo gli smartphone della demagogia per rimettere al centro il benessere collettivo e la qualità della vita dei cittadini. Per l’Associazione delle Autonomie Locali, blindare la sicurezza delle smart land abruzzesi significa pianificare programmi di inserimento e laboratori di socializzazione spontanea e pulita per le comunità neoarrivate, valorizzando le migliori intelligenze ed evitando l’esodo e il degrado dei piccoli borghi dell’Appennino. Le reti dei servizi sociali non devono essere subite come un costo, ma protette come la risorsa terapeutica più potente per contrastare il disorientamento e la marginalità geografica delle province.

«Non si tratta di essere buoni o cattivi, ma unicamente efficaci nella gestione di un fenomeno epocale che continuerà a esistere indipendentemente da noi e dalle nostre ideologie», conclude con toni decisi e spavaldi il presidente Angelo Radica, siglando un manifesto programmatico per l’autunno del 2026. L’appello di ALI Abruzzo si propone come uno scudo impenetrabile a difesa della dignità dei sindaci dello Stato, esigendo lo sblocco immediato di fondi straordinari del PNRR e l’apertura di tavoli di monitoraggio congiunti presso le prefetture di Chieti, Pescara, Teramo e L’Aquila. I verbali associativi sono chiusi, i taccuini dei consiglieri aperti: i municipi d’Abruzzo alzano la testa uniti, pronti a dimostrare con i fatti che la spensieratezza e la sicurezza delle nostre città si costruiscono unicamente ripudiando l’ipocrisia e governando il domani con il coraggio della verità.

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