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AttualitĂ 

Stellantis Atessa, stop alla solidarietĂ : la UIL chiede tutele per l’indotto

🚨 SVOLTA STELLANTIS: DA DOMANI STOP ALLA SOLIDARIETĂ€ AD ATESSA. I SINDACATI UIL-UILM CHIEDONO INTERVENTI IMMEDIATI PER SALVARE LE IMPRESE DELL’INDOTTOUna giornata storica per il polo industriale della Val di Sangro, ma la guardia resta altissima per la filiera dei componenti. Domani, venerdì 31 luglio 2026, si chiuderĂ  ufficialmente il contratto di solidarietĂ  nello stabilimento Stellantis di Atessa (Ch). I segretari Gianluca Ficco (Uilm nazionale), Michele Lombardo (Uil Abruzzo) e Nicola Manzi (Uilm Chieti-Pescara) hanno celebrato questo fondamentale traguardo, reso possibile dal rilancio dei volumi produttivi del Ducato e dalle uscite volontarie incentivate. Confermato inoltre l’avvio della nuova generazione del furgone da fine 2029, blindando il futuro del sito. 🏛️🚗📉I leader sindacali evidenziano però come la vera emergenza si sia ora spostata sull’indotto e sulle aziende di fornitura, dove si registrano profonde criticitĂ . La Uilm esige che Stellantis applichi la clausola sociale nei cambi d’appalto e chiede al Governo l’attivazione di ammortizzatori speciali e fondi per la riconversione industriale. Sullo sfondo pesa inoltre la “data tagliola” europea del 2030 sulle emissioni: se la normativa UE non verrĂ  rivista introducendo il principio di neutralitĂ  tecnologica, il sistema delle multe rischia di colpire i veicoli commerciali leggeri in modo devastante, mettendo in pericolo migliaia di posti di lavoro in Abruzzo. ⚡🔋✨👇 Ritieni che l’Europa debba rivedere lo stop ai motori tradizionali per salvare la produzione e l’occupazione nelle fabbriche italiane? Scrivilo nei commenti!#StellantisAtessa #ContrattoSolidarietĂ  #UilmAutomotive #GianlucaFicco #MicheleLombardo #NicolaManzi #ValDiSusa #TransizioneEcologica #FurgoneDucato #IndottoAuto #MeteoIndustria

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Foto Uilm

Atessa – Nel complesso quadro delle trasformazioni macroeconomiche che investono il settore dell’automotive nell’Eurozona, la gestione degli ammortizzatori sociali e la tenuta dei livelli occupazionali rappresentano variabili cruciali per la stabilitĂ  dei distretti industriali. Nella giornata di domani, venerdì 31 luglio 2026, cesserĂ  formalmente il contratto di solidarietĂ  all’interno dello stabilimento Stellantis di Atessa, in Val di Sangro. Il traguardo sindacale è stato analizzato stamane durante il Consiglio territoriale della Uilm Chieti-Pescara dal segretario nazionale Uilm Gianluca Ficco, dal segretario generale Uil Abruzzo Michele Lombardo e dal segretario Uilm Chieti-Pescara Nicola Manzi. La fine del ricorso agli ammortizzatori sociali è stata determinata dalla ripresa dei volumi produttivi del veicolo commerciale leggero Ducato e da una pianificazione strategica basata su uscite volontarie incentivate, azzerando gli esuberi strutturali senza ricorrere a licenziamenti coatti.

Il consolidamento della produzione del Ducato fino al dopo 2029

Le prospettive industriali di lungo periodo per il plesso della provincia di Chieti hanno ricevuto una formale validazione nel corso dell’ultimo tavolo di confronto aziendale. Stellantis ha confermato ufficialmente che la nuova e futura generazione del Ducato sarĂ  interamente ingegnerizzata e assemblata sulle linee di montaggio di Atessa a partire dalla fine del 2029. Questo stanziamento di prodotto garantisce la continuitĂ  operativa del sito per il prossimo decennio, consolidando il ruolo della Val di Sangro quale baricentro continentale nella produzione di veicoli commerciali leggeri (LCV) e smentendo le ipotesi di un progressivo disinvestimento del gruppo multinazionale nel Mezzogiorno d’Italia, a tutela del know-how e delle competenze specialistiche delle maestranze locali.

L’asfissia della componentistica: la clausola sociale nei cambi d’appalto

Risolta la vertenza della casa madre, l’attenzione della Uil e della Uilm si sposta sui nodi critici che stringono le aziende dell’indotto di secondo livello e la filiera della componentistica meccanica e plastica. Il sindacato confederale ha rivolto un severo appello alla responsabilitĂ  sociale di Stellantis, chiedendo l’applicazione rigida del principio di continuitĂ  occupazionale nei casi di internalizzazione dei servizi o di variazione dei contratti di fornitura. Ficco, Lombardo e Manzi esigono che i lavoratori seguano le attivitĂ  produttive senza subire l’espulsione dal ciclo industriale, invocando parallelamente l’intervento del Ministero delle Imprese e del Made in Italy per il varo di ammortizzatori sociali straordinari in deroga — privi di massimali di spesa e limiti temporali ordinari — e di fondi strutturali nZEB per supportare la diversificazione e l’innovazione tecnologica dei fornitori locali.

La tagliola europea del 2030 e il rischio sanzioni sui furgoni leggeri

In ultima analisi, la tenuta economica dell’intero distretto industriale abruzzese rimane condizionata dalle imminenti scadenze normative imposte dalla Commissione Europea in materia di abbattimento delle emissioni di CO2. La governance sindacale individua nella data tagliola del 2030 una vera e propria spada di Damocle per il comparto dei furgoni commerciali, comparto in cui l’applicazione del sistema delle multe e delle sanzioni pecuniarie rischia di produrre effetti recessivi peggiori rispetto al mercato delle autovetture private. La Uil Abruzzo esorta il Parlamento italiano e le delegazioni europee a esercitare la massima pressione diplomatica per ottenere una revisione pragmatica del pacchetto Fit for 55. L’obiettivo è scardinare il dirigismo dell’elettrico puro per affermare i dogmi della neutralitĂ  tecnologica e della tutela della libertĂ  di scelta del consumatore, evitando che la transizione ecologica si converta in un fattore di desertificazione industriale e di crisi occupazionale irreversibile per la Val di Sangro.

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Esteri

Afghanistan: quando il matrimonio smette di essere una festa e diventa un tribunale

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Matrimonio Afghano

Redazione-  In questa narrazione, il matrimonio non è più l’inizio di una famiglia, ma un luogo dove ogni gesto della donna viene giudicato come lecito o illecito.

Le nuove direttive diffuse dal Ministero per la Promozione della VirtĂą e gli Affari Religiosi dei Talebani non rappresentano soltanto un elenco di divieti. Riflettono una precisa visione della donna: non come individuo con dignitĂ  e autonomia, ma come una presenza da controllare, limitare e rendere invisibile.

Il profumo non è più un semplice gesto di eleganza, ma una colpa.

Il trucco non è un’espressione personale, ma un inganno.

La fede nuziale non è il simbolo di una promessa, ma un’usanza da rifiutare.

La musica non è gioia, ma peccato.

Perfino il fatto che gli sposi siedano insieme davanti agli invitati viene descritto come qualcosa di vergognoso.

L’aspetto forse più sorprendente è il silenzio sul ruolo dello sposo. Nel testo quasi tutto riguarda il corpo, il comportamento, l’aspetto e la presenza della donna. Poco o nulla viene detto sulla responsabilità dell’uomo, sul rispetto reciproco, sull’amore coniugale o sull’impegno morale del marito.

Il matrimonio, così, smette di essere un incontro tra due persone e diventa soprattutto uno spazio di controllo sul corpo femminile.

I Talebani sostengono che queste disposizioni siano fondate sulla Sharia e sulla scuola giuridica hanafita. Tuttavia, nel mondo islamico esistono numerose interpretazioni della legge religiosa, e molti studiosi musulmani contestano l’idea che tali restrizioni rappresentino l’unica lettura possibile dell’Islam.

Forse l’elemento più doloroso di questa vicenda è la scomparsa della gioia.

In Afghanistan, come in molte culture, il matrimonio è molto più di una semplice cerimonia: è l’unione di due famiglie, una celebrazione della speranza e l’inizio di una nuova vita. Quando la musica tace, le risate vengono controllate e la sposa è costretta a rimanere nascosta dietro una tenda, ciò che resta assomiglia più all’esecuzione di un regolamento che a una festa.

Rimane allora una domanda inevitabile:

Se il primo giorno della vita insieme è costruito sulla paura, sulle proibizioni e sulla separazione, su quali basi crescerà quella famiglia? Sull’amore o sul timore?

Per questo motivo, questa storia non parla soltanto di un matrimonio.

Parla di una società nella quale perfino il giorno più felice della vita deve attraversare il filtro dei divieti. E quando anche la felicità ha bisogno di un permesso, la libertà è già diventata l’ospite assente.

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AttualitĂ 

Sicurezza sul lavoro, bando in Abruzzo: Enbital apre alle aziende

Nuovo bando in Abruzzo per la formazione sulla sicurezza sul lavoro: l’Enbital apre alle imprese e fissa la scadenza al 30 settembre. 🚨 đź’Ľ

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Paolo-Provino

L’Aquila – Nel complesso scenario delle riforme del mercato del lavoro e della tutela della salute dei lavoratori all’interno dell’Eurozona, l’efficacia dei modelli formativi aziendali costituisce una variabile strategica per abbattere l’indice degli infortuni e sostenere lo sviluppo produttivo. L’Enbital (Ente Nazionale Bilaterale Italiano) ha espresso formale e pieno apprezzamento in ordine alla recente pubblicazione del nuovo bando straordinario varato dalla Regione Abruzzo, interamente dedicato al finanziamento agevolato di progetti formativi sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. Il provvedimento si unisce in modo sinergico alle nuove e stringenti disposizioni emanate per la salvaguardia delle maestranze esposte ai rischi fisici indotti dalle ondate di calore e dalle condizioni climatiche estreme, offrendo al sistema delle micro e piccole imprese del territorio un’importante opportunitĂ  di adeguamento strutturale.

La posizione del presidente Paolo Provino e il rifiuto dei piani emergenziali

Sulle risultanze e sulla portata socio-economica della manovra abruzzese è intervenuto direttamente il presidente nazionale dell’Enbital, il dottor ingegnere Paolo Provino. Il vertice dell’organismo bilaterale ha declassato la prassi dei finanziamenti estemporanei o delle sole risposte reattive alle emergenze stagionali, invocando un radicale cambio di paradigma culturale che metta al centro la prevenzione e la tracciabilitĂ  delle competenze: «Di fronte a criticitĂ  climatiche ricorrenti e alle sfide produttive del nostro tempo, non sono piĂą sufficienti interventi estemporanei o la sola gestione dell’emergenza. Le imprese abruzzesi sono chiamate ad adottare misure strutturali, investendo con decisione sulla formazione continua e sulla prevenzione attiva. Lo stanziamento di queste risorse regionali rappresenta un’occasione preziosa per trasformare la sicurezza da semplice obbligo normativo a valore condiviso».

I dettagli tecnici del bando regionale e la scadenza del 30 settembre

L’architettura del bando promosso dall’assessorato al Lavoro della Regione Abruzzo prevede lo stanziamento di fondi sovrani vincolati alla presentazione di piani didattici aziendali e interaziendali calibrati sui reali fabbisogni dei diversi distretti manifatturieri, edili e dei servizi. Sotto il profilo burocratico, gli uffici competenti hanno fissato la data tagliola per la trasmissione telematica delle istanze al prossimo 30 settembre 2026. Entro questo termine perentorio, i datori di lavoro e i consulenti della sicurezza dovranno strutturare dossier tecnici ineccepibili, orientati non solo ai moduli base previsti dall’Accordo Stato-Regioni, ma anche all’introduzione di tecnologie digitali e monitoraggi biometrici per la prevenzione dello stress da calore nei cantieri e nei siti industriali a forte densitĂ  energetica.

Il ruolo degli enti bilaterali sussidiari nel supporto alla progettazione

In questo contesto di profonda transizione normativa, l’Enbital riafferma il proprio ruolo di agenzia sussidiaria di coordinamento, offrendo la totale disponibilitĂ  delle proprie strutture interne e dei propri periti per affiancare le aziende abruzzesi nella fase di progettazione e accesso ai finanziamenti pubblici. Gli enti bilaterali operano come un fondamentale punto di cerniera tra la sfera dei diritti dei lavoratori e le esigenze di bilancio delle imprese, fornendo asseverazioni paritetiche e percorsi di formazione continua nZEB in grado di qualificare il capitale umano senza appesantire la gestione dei flussi di cassa. La sinergia tra l’ente presieduto dall’ingegner Provino e la rete dei professionisti del territorio della Marsica, dell’Aquilano e delle aree costiere rappresenta l’hardware ideale per garantire l’efficacia dei finanziamenti distribuiti.

L’impatto economico della prevenzione e il contrasto alla fuga dei talenti

Sotto il profilo macroeconomico, l’investimento sistematico nella cultura della sicurezza sul lavoro genera ricadute lineari sulla redditivitĂ  delle aziende e sul benessere delle comunitĂ  locali. Ridurre l’indice di sinistrositĂ  all’interno delle fabbriche e dei cantieri non solo abbatte i costi sociali legati alla spesa sanitaria e assicurativa dell’Inail, ma innalza l’attrattivitĂ  dei distretti industriali abruzzesi, contrastando i fenomeni di spopolamento e la migrazione intellettuale dei giovani lavoratori verso le regioni settentrionali. Un ambiente lavorativo sicuro, moderno e contrattualmente stabile si offre come una formidabile dinamo per il turismo di ritorno e per l’insediamento di nuovi investimenti industriali ad alto valore aggiunto, trasformando il rispetto della legalitĂ  e della salute in un fattore di competitivitĂ  globale.

La didattica dello sviluppo e la responsabilitĂ  civile dei datori di lavoro

In ultima analisi, il manifesto civile illustrato da Paolo Provino solleva la necessitĂ  di estendere la didattica dello sviluppo e della responsabilitĂ  civile all’intera filiera degli appalti e dei subappalti, segmenti spesso esposti a maggiori vulnerabilitĂ  e carenze di vigilanza. L’obbligo di tutelare il capitale umano dei minori e degli operatori inseriti nei cicli di produzione intensiva costituisce un hardware etico non negoziabile per qualsiasi sistema economico sano. La cooperazione strategica tra la Regione Abruzzo, l’Enbital e le organizzazioni sindacali e datoriali rimane la via maestra per monitorare l’evoluzione dei rischi bioclimatici, garantendo la trasparenza delle decisioni e l’edificazione di un modello di welfare aziendale maturo, capace di guardare al futuro nel pieno rispetto della dignitĂ  della persona.

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AttualitĂ 

Nordio minacciato, Rampelli: brutale messaggio di sangue ed eversione

Minacce al ministro Nordio, dura condanna del vicepresidente Rampelli: “Un brutale messaggio di sangue ed eversione, avanti con coerenza”. 🏛️ ⚖️

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Rampelli

Roma – Nel delicato e complesso scenario della tutela dell’ordine pubblico, della stabilitĂ  democratica e della difesa delle istituzioni repubblicane nell’Eurozona, le minacce indirizzate ai massimi vertici dei dicasteri giudiziari costituiscono una variabile di forte e preoccupante allarme per la tenuta del sistema Paese. Nella giornata odierna, venerdì 31 luglio 2026, il dibattito politico e istituzionale si è concentrato intorno alle gravissime e brutali intimidazioni perpetrate ai danni del Ministro della Giustizia, Carlo Nordio. Sulla delicata controversia, che investe direttamente la pubblica sicurezza e l’incolumitĂ  dei rappresentanti dello Stato, è intervenuto con una dura e formale nota ufficiale il Vicepresidente della Camera dei deputati, Fabio Rampelli, esponente di primo piano di Fratelli d’Italia. Rampelli ha espresso una ferma e incondizionata solidarietĂ  al Guardasigilli, deostruendo la matrice ideologica dell’atto per inquadrarla in un preciso disegno di destabilizzazione eversiva.

La condanna di Fabio Rampelli: il simbolismo del male e la pista eversiva

La disamina del Vicepresidente della Camera si focalizza sul profondo e inquietante valore simbolico racchiuso nel messaggio minatorio recapitato al titolare del Ministero di via Arenula. Rampelli ha evidenziato come il ricorso a specifiche iconografie e a linguaggi storicamente riconducibili alle stagioni piĂą drammatiche del terrorismo nazionale non possa essere archiviato come un mero atto di mitomania estemporanea o di dissenso isolato. Al contrario, l’adozione di determinati codici comunicativi configura, secondo l’esponente di Fratelli d’Italia, un esplicito e geometrico richiamo ai flussi della violenza politica: «Il brutale messaggio indirizzato al ministro Nordio apre una ferita per tutti gli italiani onesti. Rievocare quel simbolo del male e quella macchina significa lanciare un messaggio preciso di sangue, di orrore e di eversione legata alla sinistra radicale».

La solidarietĂ  al Guardasigilli: la difesa della cultura giuridica e della coerenza

L’ordito della dichiarazione di Rampelli si sposta successivamente sul piano della valorizzazione del capitale umano e professionale del Ministro della Giustizia, blindando la figura del magistrato e politico trevisano da ogni tentativo di isolamento mediatico o istituzionale. Il Vicepresidente della Camera ha rimarcato il viscerale legame di affetto, stima e cooperazione strategica che lo unisce a Nordio, esaltandone la brillante intelligenza accademica, la solida e prestigiosa cultura giuridica e la lineare coerenza dimostrata sia nella passata carriera in magistratura sia nell’attuale gestione dei flussi normativi e delle riforme del diritto penale. Questa compattezza di scuderia mira a riaffermare che l’esecutivo e la maggioranza parlamentare non arretreranno di fronte alle intimidazioni, proseguendo nel solco dell’attuazione del programma di governo votato dai cittadini.

L’appello agli organi inquirenti e il monitoraggio dei sistemi di sicurezza

In ultima analisi, la nota ufficiale della vicepresidenza di Montecitorio si converte in un formale e solenne appello rivolto alla magistratura inquirente, alle Forze dell’Ordine e ai comparti di intelligence preposti alla sicurezza interna dello Stato. Rampelli ha auspicato che le indagini e i protocolli ispettivi avviati con urgenza dalle procure competenti possano condurre in tempi rapidi all’identificazione e alla neutralizzazione dei responsabili materiali e dei mandanti di queste gravi condotte illecite. Il monitoraggio ermetico delle comunicazioni telematiche e postali e la vigilanza h24 attorno alle sedi ministeriali e agli spostamenti del Guardasigilli vengono indicati come presìdi inderogabili per preservare l’incolumitĂ  dei servitori dello Stato e garantire la trasparenza e la legalitĂ  democratica della Repubblica contro i risorgenti barbarismi del radicalismo politico.

L’impatto sul welfare istituzionale e la reazione trasversale delle forze politiche

Il gravissimo episodio di minacce a Carlo Nordio riapre la riflessione storiografica sulla necessitĂ  di blindare il welfare istituzionale e di isolare permanentemente i linguaggi dell’odio dall’arena del dibattito civile. Nei momenti di forte transizione macroeconomica, industriale e giudiziaria, la dialettica tra le diverse forze parlamentari deve consumarsi rigidamente nel perimetro del rispetto costituzionale e del fair play contrattuale, escludendo qualsiasi legittimazione, anche indiretta, dei metodi della coercizione fisica. Il Parlamento italiano è chiamato a fare muro comune attorno al Ministro della Giustizia; la solidarietĂ  espressa da Fabio Rampelli traccia la rotta per una risposta ferma e coesa da parte di tutte le forze politiche sane della nazione, dimostrando che la difesa dello stato di diritto e della sicurezza dei cittadini costituisce un hardware politico non negoziabile e un valore supremo da tramandare alle generazioni future.

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