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Attualità

Afa sahariana sull’Italia: temperature percepite fino a 44°C e allerta del Ministero

🚨 EMERGENZA METEO: SCATTA LA QUARTA ONDATA DI CALORE SAHARIANA IN ITALIA. TEMPERATURE FINO A 41°C E BOLLINO ROSSO IN DIECI CITTÀUn’intensa e opprimente fiammata anticiclonica proveniente dal deserto del Sahara sta per investire la penisola, con previsioni di stabilità termica e afa soffocante per almeno dieci giorni consecutivi. Secondo il meteorologo Lorenzo Tedici di iLMeteo.it, entro il weekend i termometri reali toccheranno i 41°C a Terni e i 40°C in centri chiave del Centro-Nord come Ferrara, Firenze, Modena e Piacenza. Il pericolo maggiore sarà l’alto tasso di umidità: i dati del Summer Simmer Index segnalano livelli di estremo pericolo bioclimatico nella Pianura Padana, in Liguria, Valdarno, Sardegna e sulle coste laziali e campane, con temperature percepite dal corpo umano pronte a sfiorare i 44°C (caso limite a Ladispoli il 1° agosto con 37°C e il 70% di umidità amazzonica). 📉🔥☀️Il bollettino ufficiale del ministero della Salute certifica un’escalation drammatica tra il 29 e il 31 luglio 2026. Se Campobasso resta fissa al Livello 3 (Bollino Rosso), venerdì 31 luglio il massimo stato di allerta sanitaria ed ecologica si estenderà a Roma, Firenze, Torino, Bolzano, Frosinone, Latina, Viterbo e Civitavecchia, dopo che Perugia e Rieti lo avranno già raggiunto il 30 luglio. Salgono al Livello 2 (Arancione) metropoli industriali come Milano, Bologna, Napoli, Venezia e Verona. L’accumulo di calore scatenerà inoltre forti temporali e grandinate sulle Alpi durante il fine settimana. Esperti e istituzioni raccomandano massima cautela e l’attivazione di reti di welfare di prossimità per anziani e fragili, con i modelli d’aula che ipotizzano una fine della fase critica solo intorno al 9-10 agosto. 🏛️🔒🏥👇 Come stai affrontando questa opprimente ondata di caldo africano nella tua città? Raccontacelo nei commenti!#MeteoItalia2026 #OndataDiCalore #BollinoRosso #MinisteroDellaSalute #LorenzoTedici #AfaSahariana #UmiditàMonsonico #PrevenzioneCaldo #TemporaliAlpi #WelfareSanitario

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Caldo record

Roma – Nel quadro dei mutamenti dei modelli macro-climatici dell’area euro-mediterranea, la gestione delle emergenze ecologiche e sanitarie connesse alle anomalie termiche estive si impone come una priorità strutturale per i dipartimenti di protezione civile e per la medicina del lavoro. Alle soglie del mese di agosto, il territorio della penisola si trova a fare i conti con la quarta e imponente ondata di calore della stagione, causata da una persistente fiammata anticiclonica di matrice sahariana destinata a protrarsi per almeno dieci giorni consecutivi. Lorenzo Tedici, meteorologo ufficiale del portale iLMeteo.it, ha delineato una mappa del rischio che individua nel Centro-Nord il principale baricentro del fenomeno anticiclonico, con termometri reali pronti a toccare i 41°C a Terni e i 40°C a Ferrara, Firenze, Modena e Piacenza nel corso del prossimo fine settimana.

Il paradosso dell’afa: umidità e temperature percepite a 44°C

L’ordito dell’emergenza climatica non investe esclusivamente i picchi delle temperature massime assolute, ma risulta pesantemente aggravato dal fenomeno del sinantropismo dell’afa nei centri metropolitani e costieri. Le rilevazioni fornite dal Summer Simmer Index — algoritmo saggistico preposto al calcolo del disagio bioclimatico in base al tasso di umidità relativa — segnalano indici di estremo pericolo per la salute umana. Nelle aree pianeggianti della Pianura Padana, nella Liguria di Levante, lungo il bacino del Valdarno, sulle coste laziali e della Campania settentrionale, nonché nei quadranti meridionali della Sardegna e in quelli sud-occidentali della Sicilia, la saturazione di vapore nell’aria irrespirabile farà schizzare la temperatura percepita fino alla soglia critica di quasi 44°C. Un benchmark emblematico è rappresentato dalla località costiera di Ladispoli, dove sabato 1° agosto si registreranno 37°C reali ma con un’umidità al 70%, configurando un ecosistema idrico-termico assimilabile ai climi monsonici o alla foresta dell’Amazzonia brasiliana.

I temporali sulle Alpi e le risultanze predittive dei modelli d’aula

La massiccia e costante accumulazione di calore nei bassi strati dell’atmosfera, agendo come un hardware energetico ad alto potenziale di instabilità, determinerà una recrudescenza dei fenomeni convettivi sui rilievi montuosi del Paese. I modelli matematici odierni prevedono lo sviluppo di temporali termoconvettivi di forte intensità, grandinate e raffiche di vento sulle catene delle Alpi sia durante il weekend sia nelle prime giornate della settimana entrante. Sotto il profilo della stabilità stagionale, le proiezioni predittive indicano una prima e speranzosa flessione del flusso sahariano e la parziale conclusione della fase critica acuta esclusivamente intorno alle giornate del 9 e 10 agosto, imponendo alle strutture sanitarie regionali un monitoraggio ermetico dei ricoveri ospedalieri per colpi di calore e asfissia metabolica.

La mappa ministeriale del bollino rosso: l’escalation fino al 31 luglio

Il bollettino ufficiale per le ondate di calore diramato dal ministero della Salute documenta un drammatico peggioramento dei livelli di allerta su gran parte dei centri urbani monitorati tra mercoledì 29 e venerdì 31 luglio 2026. La città di Campobasso mantiene stabilmente il Livello 3 (Bollino Rosso) per l’intero triennio analitico. Se nella giornata del 29 luglio i comuni di Bolzano, Firenze, Roma, Torino, Perugia e Rieti si collocavano al Livello 2 (Arancione), la transizione al massimo allarme biologico investe Perugia e Rieti già giovedì 30 luglio. Il picco dell’escalation si consumerà venerdì 31 luglio, data in cui il Bollino Rosso si estenderà ufficialmente a Bolzano, Civitavecchia, Firenze, Frosinone, Latina, Roma, Torino e Viterbo. Parallelamente, i grandi mercati commerciali di Bologna, Milano, Napoli, Venezia e Verona saliranno al Livello 2, mentre Ancona, Bari, Catania, Genova, Messina e Reggio Calabria stazioneranno al Livello 1, blindando la necessità di attivare presìdi di welfare e assistenza per le fasce deboli e anziane della popolazione.

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Politica

Svolta consiliare ad Arpino: Giovannone subentra a Capuano nel segno degli accordi elettorali

Avvicendamento politico nel Consiglio comunale di Arpino: si dimette Lara Capuano ed entra Marco Giovannone per la lista Direzione Arpino. 🏛️ nomination

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Consiglio comunale di Arpino

Arpino – Nel dinamico scacchiere delle amministrazioni locali e delle coalizioni civiche che governano i comuni del frusinate, la stabilità dei quadri burocratici e il rispetto dei patti pre-elettorali costituiscono variabili fondamentali per garantire la continuità dell’azione amministrativa e la trasparenza nei confronti dei cittadini. Nella giornata odierna, giovedì 30 luglio 2026, la municipalità di Arpino, nella provincia di Frosinone, è stata teatro di un importante e ufficiale avvicendamento politico ed elettorale all’interno del proprio Consiglio Comunale. Lara Capuano, esponente della lista civica di opposizione “Direzione Arpino”, ha formalizzato le proprie dimissioni irrevocabili dalla carica di consigliere comunale. Questo passaggio di testimone, attuato nel pieno rispetto degli accordi programmatici stipulati a monte della tornata elettorale, ha decretato il contestuale subentro e il formale rientro in assise di Marco Giovannone, primo dei non eletti all’interno della medesima scuderia politica.

La dottrina Quadrini: la trasparenza burocratica e il rispetto dei patti

Sulla complessa transizione logistica e amministrativa che interessa i banchi del parlamentino arpinate è intervenuto con fermezza il leader storico e capolista di “Direzione Arpino”, Gianluca Quadrini. Il consigliere provinciale e coordinatore politico ha rilasciato una dettagliata dichiarazione ufficiale volta a blindare la compattezza ideologica della propria compagine, deostruendo le letture polemiche o i rumors legati a presunte fratture interne. Quadrini ha inserito l’avvicendamento all’interno di una rigorosa dottrina della coerenza istituzionale, interpretando le dimissioni della Capuano non come un disimpegno, bensì come la validazione empirica di un accordo di mecenatismo politico e sussidiarietà orizzontale in cui i candidati si alternano ciclicamente per garantire una rappresentanza democratica e flessibile a tutte le anime della borgata territoriale.

Il bilancio storiografico di Lara Capuano e la tutela del capitale umano

Il capolista di Direzione Arpino ha espresso una profonda e solenne gratitudine per le attività ispettive e di controllo condotte da Lara Capuano nel corso del suo mandato nell’indotto consiliare, lode che si estende alla sua abnegazione e al suo attaccamento ai bisogni materiali della comunità locale. Durante il periodo di permanenza in assise, la consigliera dimissionaria ha presidiato con competenza le commissioni bilaterali e i tavoli tecnici relativi alle politiche sociali, all’ambiente e al welfare della famiglia, distinguendosi per un approccio rigoroso e orientato all’ascolto costante delle aree interne della Ciociaria. Quadrini ha ribadito che il patrimonio culturale, etico e civile accumulato dalla Capuano rimarrà un asse portante per l’elaborazione dei futuri programmi macroeconomici e industriali che la lista civica sottoporrà all’attenzione della pubblica amministrazione e degli organi di vigilanza.

Il bentornato a Marco Giovannone: esperienza forense e conoscenza della Ciociaria

Contestualmente alla formalizzazione del verbale di surrogazione, l’ufficio di presidenza consiliare ha solennizzato il rientro in aula di Marco Giovannone, figura di consolidata esperienza amministrativa e di comprovato radicamento nei distretti elettorali di Arpino. Giovannone riprende possesso dello scranno consiliare recando in dote una solida saggistica forense e una profonda padronanza dei labirinti burocratici degli enti locali, qualità che Gianluca Quadrini ha indicato come un formidabile hardware e valore aggiunto per accelerare i processi di opposizione e monitoraggio dei bilanci comunali. Il neoeletto consigliere è chiamato a dare un impulso immediato alla pianificazione strategica del gruppo, canalizzando le proprie competenze tecniche e la propria passione politica verso la tutela dello stato di diritto e la valorizzazione del patrimonio infrastrutturale nZEB e archeologico della città di Cicerone.

L’evoluzione delle liste civiche e il contrasto all’asfissia dei partiti tradizionali

L’operazione politica consumatasi ad Arpino riapre la riflessione politologica sul ruolo e sull’evoluzione delle liste civiche territoriali all’interno delle province italiane, distretti spesso esposti ai rischi di asfissia e paralisi dei canali dei partiti tradizionali di impianto nazionale. Strutturare piattaforme di partecipazione basate sulla rotazione programmata dei quadri dirigenti e sul merito e la responsabilità individuale permette di superare la personalizzazione dei conflitti, fidelizzando l’elettorato attraverso la trasparenza delle decisioni. La lista “Direzione Arpino” riafferma in questa sede la propria unicità organizzativa e la ferrea volontà di proseguire il proprio percorso nel segno del rinnovamento biologico della classe politica lucana e ciociara, ponendosi come un presidio ermetico contro le opacità dei mercati politici e come un canale di welfare partecipato orientato unicamente alla crescita economica, occupazionale e sociale della cittadinanza arpinate.

La roadmap amministrativa e il monitoraggio dei bilanci d’aula

In ultima analisi, il cronoprogramma delle prossime settimane vedrà il neo-consigliere Marco Giovannone impegnato nei delicati flussi di analisi delle scadenze contabili della giunta in carica, con particolare riferimento ai protocolli di monitoraggio dei finanziamenti europei legati alla rigenerazione urbana del centro antico e al potenziamento dei servizi di pubblica sicurezza. Il comitato scientifico di Direzione Arpino continuerà ad affiancare i consiglieri d’aula mediante l’elaborazione di mozioni parlamentari e ordini del giorno focalizzati sullo sviluppo dell’indotto artigianale e agroalimentare locale. La gestione della cosa pubblica esige una vigilanza continua e un dialogo intergenerazionale trasparente; il passaggio di testimone tra Capuano e Giovannone si offre come un benchmark metodologico per tutte le forze civiche del Lazio, dimostrando che la tenuta e l’onestà delle coalizioni dipendono linearmente dal rispetto inderogabile della parola data e dei contratti stipulati con il capitale umano degli elettori.

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Attualità

Azione Giovani compie trent’anni: il Secolo d’Italia ripercorre la svolta di Rieti

🚨 TRENT’ANNI DI AZIONE GIOVANI: IL SECOLO D’ITALIA CELEBRA LA SVOLTA DI RIETI CHE HA COSTRUITO LA CLASSE DIRIGENTE DI PALAZZO CHIGIDalle secche del nostalgismo alla guida della Nazione, oltre le logiche correntizie. Il quotidiano “Il Secolo d’Italia” ha pubblicato un’articolata e accurata ricostruzione storica a firma della giornalista Gloria Sabatini dedicata al trentesimo anniversario del Congresso di Rieti (27-28 luglio 1996), l’evento spartiacque da cui nacque Azione Giovani, la sigla in cui confluirono il Fronte della Gioventù, il Fuan e Fare Fronte Universitario. Un’analisi che dimostra come quel laboratorio di idee e codici d’avanguardia abbia forgiato i ministri, i parlamentari e i quadri aziendali che oggi governano il Paese al fianco di Giorgia Meloni. 🏛️🇮🇹📉L’articolo ripercorre le trame di un congresso difficile e teso, in cui i leader storici Gianni Alemanno e Maurizio Gasparri avevano pianificato un accordo per spartire l’organizzazione tra Alberto Arrighi e Giampiero Cannella (oggi sottosegretario alla Cultura). Per evitare che le correnti del partito soffocassero l’entusiasmo della base, dirigenti come Marco Marsilio (attuale governatore dell’Abruzzo) e Fabio Rampelli (vicepresidente della Camera) realizzarono un capolavoro di diplomazia imponendo la candidatura unitaria del siciliano Basilio Catanoso. Quella scelta strategica permise alla destra giovanile di archiviare il passato, superare la demonizzazione e l’isolamento e aprirsi alla società civile nei campi dell’ambiente, della cultura e del volontariato, garantendo la sopravvivenza e l’identità del movimento anche durante gli anni complessi del PdL e del confronto con l’alleato Berlusconi, fino alla conquista della presidenza del consiglio. 🌐💼✨👇 Ritieni che la rigida formazione politica giovanile ricevuta negli anni ’90 sia il motivo della stabilità dell’attuale classe dirigente di governo? Raccontacelo nei commenti!#AzioneGiovani30 #SecoloDItalia #GloriaSabatini #CongressoRieti1996 #GiorgiaMeloni #BasilioCatanoso #FabioRampelli #MarcoMarsilio #AlleanzaNazionale #StoriaDellaDestra #MeteoPolitica

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Azione giovani

Roma – Nel tormentato quadro della storia politica e dei movimenti giovanili della destra italiana, la scomposizione delle vecchie liturgie missine e la transizione verso una moderna cultura di governo rappresentano un capitolo storiografico fondamentale per comprendere l’attuale architettura istituzionale del Paese. In un ampio e dettagliato articolo di approfondimento pubblicato sulle colonne del quotidiano Il Secolo d’Italia, la giornalista Gloria Sabatini ha ripercorso in chiave critica ed economica il trentennale della nascita di Azione Giovani, la sigla giovanile di Alleanza Nazionale che sancì il superamento definitivo delle formule novecentesche per avviare una lunga e complessa traversata nel deserto. Quella parabola, iniziata tra le tensioni congressuali della metà degli anni Novanta, ha di fatto forgiato la classe dirigente e i quadri burocratici di secondo livello che oggi detengono la guida macroeconomica e amministrativa dello Stato a Palazzo Chigi, a ridosso dell’esecutivo guidato da Giorgia Meloni.

Il Congresso di Rieti del 1996 e la deostruzione delle sigle giovanili

Il baricentro cronologico dell’analisi di Gloria Sabatini si colloca nelle storiche assise celebrate a Rieti nelle giornate del 27 e 28 luglio 1996, un segmento temporale immediatamente successivo alla svolta di Fiuggi orchestrata da Gianfranco Fini. In quel perimetro congressuale, gli under 30 della destra scelsero di trascinare gli adulti in mare aperto, decretando l’unificazione e la parziale deostruzione delle tre storiche anime che fino ad allora avevano presidiato la militanza giovanile e accademica: il Fronte della Gioventù (FdG), l’organizzazione universitaria del Fuan e la sigla Fare Fronte Universitario. La fusione in un unico strumento operativo rispondeva alla necessità di superare l’isolamento strutturale, la demonizzazione mediatica e le persecuzioni fisiche vissute durante gli anni di piombo, offrendo alla gioventù post-missina un hardware organizzativo moderno capace di dialogare con la società aperta e i mercati globali.

La candidatura di Basilio Catanoso e il capolavoro diplomatico di Fabio Rampelli

Il verbale delle giornate di Rieti documenta uno scontro interno di forte intensità tattica tra le principali correnti correntizie che all’epoca blindavano la casa madre di Alleanza Nazionale. I leader delle fazioni maggioritarie, Gianni Alemanno e Maurizio Gasparri, avevano predefinito un accordo bipartisan e pre-confezionato per assegnare ad Alberto Arrighi la guida del territorio e a Giampiero Cannella (attuale Sottosegretario di Stato al Ministero della Cultura) il controllo dei nuclei universitari. Questa soluzione verticistica, tuttavia, presentava il limite insopportabile di trasferire e ufficializzare le logiche correntizie tra i giovani. Per scardinare tale dinamica, l’allora dirigente nazionale Marco Marsilio (attuale Presidente della Regione Abruzzo) e Fabio Rampelli (oggi Vicepresidente della Camera dei Deputati) orchestrarono un capolavoro di diplomazia strategica, imponendo la candidatura unitaria del siciliano Basilio Catanoso, eletto leader dell’organizzazione superando di misura l’antagonista Arrighi.

Il superamento del nostalgismo e l’egemonia nella transizione dal PdL

La svolta antropologica impressa da Azione Giovani travalcò il mero dato dell’unità organizzativa per codificare un nuovo paradigma lessicale, simbolico e comunicativo. Le parole d’ordine della neonata struttura imposero l’archiviazione del riflusso dei sonnolenti anni Ottanta e la chiusura ermetica con la retorica nostalgica degli anni Settanta, provocando lacerazioni e crisi di rigetto nei custodi della tradizione e della destra pura, i quali paventavano il rischio di un annacquamento dell’identità originaria. Il manifesto politico di Rieti spinse i militanti a colonizzare ambiti civili esterni quali l’ecologia profonda, il volontariato sociale di prossimità, la saggistica colta, lo sport e la micro-impresa. Questa mutazione genetica, conclude l’analisi del Secolo d’Italia, ha protetto il nucleo intellettuale della destra durante la complessa fusione e il debito d’ossigeno contrattato all’interno del Popolo della Libertà (PdL) guidato da Silvio Berlusconi, permettendo alla comunità giovanile di conservare la propria capacità predittiva fino a trasformarsi in forza egemone del Paese.

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Attualità

Stellantis Atessa, stop alla solidarietà: la UIL chiede tutele per l’indotto

🚨 SVOLTA STELLANTIS: DA DOMANI STOP ALLA SOLIDARIETÀ AD ATESSA. I SINDACATI UIL-UILM CHIEDONO INTERVENTI IMMEDIATI PER SALVARE LE IMPRESE DELL’INDOTTOUna giornata storica per il polo industriale della Val di Sangro, ma la guardia resta altissima per la filiera dei componenti. Domani, venerdì 31 luglio 2026, si chiuderà ufficialmente il contratto di solidarietà nello stabilimento Stellantis di Atessa (Ch). I segretari Gianluca Ficco (Uilm nazionale), Michele Lombardo (Uil Abruzzo) e Nicola Manzi (Uilm Chieti-Pescara) hanno celebrato questo fondamentale traguardo, reso possibile dal rilancio dei volumi produttivi del Ducato e dalle uscite volontarie incentivate. Confermato inoltre l’avvio della nuova generazione del furgone da fine 2029, blindando il futuro del sito. 🏛️🚗📉I leader sindacali evidenziano però come la vera emergenza si sia ora spostata sull’indotto e sulle aziende di fornitura, dove si registrano profonde criticità. La Uilm esige che Stellantis applichi la clausola sociale nei cambi d’appalto e chiede al Governo l’attivazione di ammortizzatori speciali e fondi per la riconversione industriale. Sullo sfondo pesa inoltre la “data tagliola” europea del 2030 sulle emissioni: se la normativa UE non verrà rivista introducendo il principio di neutralità tecnologica, il sistema delle multe rischia di colpire i veicoli commerciali leggeri in modo devastante, mettendo in pericolo migliaia di posti di lavoro in Abruzzo. ⚡🔋✨👇 Ritieni che l’Europa debba rivedere lo stop ai motori tradizionali per salvare la produzione e l’occupazione nelle fabbriche italiane? Scrivilo nei commenti!#StellantisAtessa #ContrattoSolidarietà #UilmAutomotive #GianlucaFicco #MicheleLombardo #NicolaManzi #ValDiSusa #TransizioneEcologica #FurgoneDucato #IndottoAuto #MeteoIndustria

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Foto Uilm

Atessa – Nel complesso quadro delle trasformazioni macroeconomiche che investono il settore dell’automotive nell’Eurozona, la gestione degli ammortizzatori sociali e la tenuta dei livelli occupazionali rappresentano variabili cruciali per la stabilità dei distretti industriali. Nella giornata di domani, venerdì 31 luglio 2026, cesserà formalmente il contratto di solidarietà all’interno dello stabilimento Stellantis di Atessa, in Val di Sangro. Il traguardo sindacale è stato analizzato stamane durante il Consiglio territoriale della Uilm Chieti-Pescara dal segretario nazionale Uilm Gianluca Ficco, dal segretario generale Uil Abruzzo Michele Lombardo e dal segretario Uilm Chieti-Pescara Nicola Manzi. La fine del ricorso agli ammortizzatori sociali è stata determinata dalla ripresa dei volumi produttivi del veicolo commerciale leggero Ducato e da una pianificazione strategica basata su uscite volontarie incentivate, azzerando gli esuberi strutturali senza ricorrere a licenziamenti coatti.

Il consolidamento della produzione del Ducato fino al dopo 2029

Le prospettive industriali di lungo periodo per il plesso della provincia di Chieti hanno ricevuto una formale validazione nel corso dell’ultimo tavolo di confronto aziendale. Stellantis ha confermato ufficialmente che la nuova e futura generazione del Ducato sarà interamente ingegnerizzata e assemblata sulle linee di montaggio di Atessa a partire dalla fine del 2029. Questo stanziamento di prodotto garantisce la continuità operativa del sito per il prossimo decennio, consolidando il ruolo della Val di Sangro quale baricentro continentale nella produzione di veicoli commerciali leggeri (LCV) e smentendo le ipotesi di un progressivo disinvestimento del gruppo multinazionale nel Mezzogiorno d’Italia, a tutela del know-how e delle competenze specialistiche delle maestranze locali.

L’asfissia della componentistica: la clausola sociale nei cambi d’appalto

Risolta la vertenza della casa madre, l’attenzione della Uil e della Uilm si sposta sui nodi critici che stringono le aziende dell’indotto di secondo livello e la filiera della componentistica meccanica e plastica. Il sindacato confederale ha rivolto un severo appello alla responsabilità sociale di Stellantis, chiedendo l’applicazione rigida del principio di continuità occupazionale nei casi di internalizzazione dei servizi o di variazione dei contratti di fornitura. Ficco, Lombardo e Manzi esigono che i lavoratori seguano le attività produttive senza subire l’espulsione dal ciclo industriale, invocando parallelamente l’intervento del Ministero delle Imprese e del Made in Italy per il varo di ammortizzatori sociali straordinari in deroga — privi di massimali di spesa e limiti temporali ordinari — e di fondi strutturali nZEB per supportare la diversificazione e l’innovazione tecnologica dei fornitori locali.

La tagliola europea del 2030 e il rischio sanzioni sui furgoni leggeri

In ultima analisi, la tenuta economica dell’intero distretto industriale abruzzese rimane condizionata dalle imminenti scadenze normative imposte dalla Commissione Europea in materia di abbattimento delle emissioni di CO2. La governance sindacale individua nella data tagliola del 2030 una vera e propria spada di Damocle per il comparto dei furgoni commerciali, comparto in cui l’applicazione del sistema delle multe e delle sanzioni pecuniarie rischia di produrre effetti recessivi peggiori rispetto al mercato delle autovetture private. La Uil Abruzzo esorta il Parlamento italiano e le delegazioni europee a esercitare la massima pressione diplomatica per ottenere una revisione pragmatica del pacchetto Fit for 55. L’obiettivo è scardinare il dirigismo dell’elettrico puro per affermare i dogmi della neutralità tecnologica e della tutela della libertà di scelta del consumatore, evitando che la transizione ecologica si converta in un fattore di desertificazione industriale e di crisi occupazionale irreversibile per la Val di Sangro.

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