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TALK, FUMETTI, INCONTRI CON GLI AUTORI, LABORATORI E CI-NEMA: DAL 18 AL 24 MAGGIO A GARBAGNATE MILANESE È TEMPO DI LIBRI IN CORTE

La biblioteca civica Corte Valenti ospiterà l’undicesima edizione
della manifestazione letteraria alla quale parteciperanno, tra gli altri, il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, gli scrittori Rosa Teruzzi, Luca Crovi
ed Emilio Cozzi e gli sportivi Marcello Cuttitta e Dino Meneghin

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TALK, FUMETTI, INCONTRI CON GLI AUTORI, LABORATORI E CI-NEMA: DAL 18 AL 24 MAGGIO A GARBAGNATE MILANESE È TEMPO DI LIBRI IN CORTE

Redazione-  Torna anche quest’anno, da lunedì 18 a domenica 24 maggio, l’appuntamento con Libri in Corte, la rassegna di Garbagnate Milanese dedicata alla lettura. Come di consueto, la manifestazione, organizzata dall’amministrazione comunale è giunta all’undicesima edizione, si svolgerà principalmente presso la biblioteca Corte Valenti (via Monza 12) e anche in questa occasione porterà a Garbagnate nomi di spicco e personaggi famosi, tra cui gli scrittori Luca Crovi, Rosa Teruzzi ed Emilio Cozzi, gli sportivi Dino Meneghin e Marcello Cuttitta, il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara e l’attore Ermes Frattini. In programma presentazioni di libri, incontri con gli autori, talk, approfondimenti, laboratori ma non solo.

Si partirà lunedì 18 maggio (ore 17.30) presso il Centro Vari.Età di via Bolzano 22, dove la psicoterapeuta Susanna Baldi presenterà il saggio Il coraggio di ricordare. Quando la memoria cura, edito da Montaonda. L’autrice, che è anche istruttrice di mindfulness e formatrice di lunga esperienza, ritiene che la scelta coraggiosa di raccontare le proprie esperienze dolorose possa permettere al ricordo, se opportunamente elaborato e analizzato, di diventare curativo, aiutando a ricucire le ferite psicologiche lasciate dal trauma. Nel libro, Baldi svela momenti intimi della sua vita di donna, descrive episodi storici, luoghi ed immagini che, insieme, diventano i tasselli di un cammino di consapevolezza personale e, al tempo stesso, di formazione professionale.

Da non perdere, giovedì 21 maggio, l’evento dedicato ad una grande figura della musica italiana: la proiezione, presso il Cinema Teatro Italia (via Varese 29, ore 20.45, biglietto 5 euro), del biopic Franco Battiato – Il lungo viaggio. Diretto da Renato De Maria, la pellicola narra il percorso di formazione del celebre cantautore (interpretato da Dario Aita), dagli esordi nella sua Sicilia fino all’arrivo nella Milano degli anni Settanta e, infine, al ritorno nella terra d’origine. Il film è anche il racconto di un viaggio interiore, in cui la natura dell’artista si trasforma grazie all’amicizia con la scrittrice svizzera Fleur Jaeggy, al rapporto con la madre e a incontri fondamentali come quelli con il musicista Juri Camisasca e la cantante Giuni Russo, fino allo storico sodalizio con il violinista, compositore e direttore d’orchestra Giusto Pio. Coprodotta da Rai Fiction e Casta Diva Pictures, l’opera celebra la vita e le passioni di uno dei più grandi esponenti della musica italiana. Sarà presente in sala e verrà intervistato per l’occasione da Luca Malini l’attore lombardo Ermes Frattini, che nel film interpreta Juri Camisasca.

Venerdì 22 maggio Libri in Corte tornerà nella sua sede tradizionale, la biblioteca Corte Valenti, con una serata imperdibile per gli appassionati di sport: il leggendario cestista Dino Meneghin e il celebre rugbista Marcello Cuttitta parteciperanno alla presentazione di Tre cuori e una palla ovale (ed. La Memoria del Mondo) insieme all’autore, lo scrittore e giornalista Raffaele Geminiani (ore 20.30, sala convegni). L’opera è una biografia romanzata dei tre fratelli Cuttitta: Michele, Marcello e Massimo, nati a Latina ma cresciuti in Sudafrica negli anni Settanta e Ottanta, dove scoprirono la passione per il rugby. Rientrati in Italia, i gemelli Marcello e Massimo si affermarono ad alti livelli nello sport: con l’Amatori Milano (poi Milan) vinsero quattro scudetti e una Coppa Italia e in Nazionale si laurearono Campioni d’Europa nel 1997, ottenendo così il primo successo dell’Italia a livello internazionale. Marcello diventò poi allenatore e con 26 mete è tuttora il miglior realizzatore della storia della Nazionale italiana di rugby.

A seguire, l’ex campionessa di ciclismo Morena Tartagni parlerà con Raffaele Geminiani di Volevo fare la corridora (Ediciclo), biografia scritta da Gianluca Alzati nella quale si raccontano la sua passione per le due ruote e le tante battaglie, sportive e non, di cui è stata protagonista. Prima atleta azzurra a salire sul podio dei Mondiali di ciclismo su strada nel 1968 a Imola, Tartagni ha poi stabilito il record del mondo dei 3 km su pista, ha vinto altre due medaglie d’argento ai Mondiali e ha ottenuto dieci titoli italiani su strada e su pista. In tempi difficili per il ciclismo femminile, ha lottato contro i pregiudizi e, grazie alla sua determinazione, ha collezionato complessivamente ben cento vittorie in carriera. Una volta scesa dal sellino, la campionessa romagnola ha ricoperto importanti ruoli nella Federazione ciclistica italiana ed è stata assessore allo sport e alle politiche giovanili nel comune di Senago (in provincia di Milano).

Sabato 23 maggio sarà una giornata ricca di appuntamenti in biblioteca: si comincerà con un laboratorio interattivo (ore 16) rivolto ai più giovani, a partire dai 10 anni di età, con il fumettista Gianfranco Florio, da tempo collaboratore di Disney e autore di strisce su Topolino, Paperinik, Paperino ma non solo. Il workshop (gratuito fino a esaurimento posti) insegnerà ai ragazzi il linguaggio del fumetto, come disegnare un personaggio e alcuni trucchi del mestiere. Per iscrizioni: tel. 0278618700; email: biblioteca@comune.garbagnate-milanese.mi.it.

Alle 17, in sala convegni, lo scrittore milanese Luca Crovi presenterà Andrea Camilleri. Una storia (Salani editore). L’autore siciliano, diventato celebre a quasi sessant’anni con la creazione del personaggio del commissario Salvo Montalbano, viene qui riscoperto come un uomo poliedrico e dalla storia sorprendente: il racconto della sua vita parte dall’infanzia, quando Camilleri era un bimbo innamorato dei gialli di George Simenon. Poi si parlerà delle sue esperienze professionali come registra teatrale e autore televisivo e, infine, dei suoi incontri con personalità di spicco del secolo scorso, da Luigi Pirandello a Robert Capa, da Papa Giovanni XXIII a Pier Paolo Pasolini, da Leonardo Sciascia a Elvira Sellerio, la sua storica editrice, alla quale è stato legato da un profondo legame di amicizia, andato oltre il semplice rapporto autore-editore.

Alle 18 sarà la volta della giornalista, scrittrice e conduttrice televisiva monzese Rosa Teruzzi, che porterà a Garbagnate il suo nuovo giallo intitolato Trappola nella nebbia (Sonzogno). Nell’ultimo capitolo della serie dei “delitti del casello”, una misteriosa figura avvolta nella foschia milanese uccide brutalmente l’ambiziosa pm Mimma Arrigoni che la protagonista, la fioraia-detective Libera Cairati, conosce fin troppo bene. Mentre la polizia arranca, tra appostamenti, bugie e false piste, la Miss Marple del Giambellino scoprirà la verità solo grazie all’aiuto dell’affiatatissima squadra che l’accompagna in tutte le indagini, in una nuova avventura che questa volta la coinvolgerà molto da vicino. L’incontro con l’autrice, a cura di Luca Malini, sarà seguito da un aperitivo.

A chiudere la giornata, alle ore 20.30, la sala convegni ospiterà Giuseppe Valditara, il ministro dell’Istruzione e del Merito, che discuterà con Raffaele Geminiani del saggio La rivoluzione del buon senso. Per un Paese normale (Guerini e Associati). Partendo da un’attenta analisi storica, Valditara propone una riflessione che auspica il ripristino del fondamentale principio del buon senso: una svolta culturale basata sui principi della centralità della persona, del rispetto, della responsabilità individuale, dell’importanza del lavoro e della consapevolezza della nostra identità. Durante la serata si svolgerà la premiazione dei vincitori delle borse di studio riservate agli studenti delle scuole secondarie di I e II grado di Garbagnate Milanese.

Anche l’ultima giornata di Libri in Corte, quella di domenica 24 maggio, si svolgerà tutta in Corte Valenti: alle ore 10 prenderà vita il laboratorio Land art. La natura è arte, curato da Cristina Ursino e finalizzato a stimolare l’osservazione e la creatività. I partecipanti saranno invitati a osservare la natura e a contemplarne la bellezza, facendo una breve passeggiata nel parco adiacente la biblioteca, durante la quale sceglieranno i materiali naturali utili all’opera che poi creeranno insieme. La partecipazione è gratuita fino a esaurimento posti (iscrizioni: tel. 0278618700; email biblioteca@comune.garbagnate-milanese.mi.it). Nel pomeriggio, dalle 16 in poi, Luca Malini dialogherà con tre scrittori del territorio: l’insegnante Cristina Maria Renzi presenterà Un’altra montagna (END Edizioni), raccolta di racconti ambientati nella valdostana Val d’Ayas, ai piedi del massiccio del Monte Rosa, dove si intrecciano passato e presente, esperienze e storie di generazioni diverse che in montagna trovano risposte alle proprie inquietudini, tra paesaggi, silenzi e incontri. Un’altra raccolta di racconti, firmati da Mario Franchi, è il libro intitolato Le tredici farfalle (EurArte), che ruota intorno al tema della gentilezza, di cui la farfalla è un simbolo per la delicatezza con cui vola di fiore in fiore. Infine, il giornalista Corrado Montrasi, esperto di Borsa e trading, introdurrà il pubblico al Galateo della finanza e degli affari.

L’undicesima edizione di Libri in Corte si concluderà (alle ore 18) con un evento… spaziale: Raffaele Geminiani incontrerà il giornalista e divulgatore scientifico Emilio Cozzi, coautore insieme all’astronauta Luca Parmitano di Camminare tra le stelle (Feltrinelli). Rivolto principalmente ai giovani lettori, il volume è una chiacchierata tra Cozzi e Parmitano, il primo italiano ad aver comandato una missione sulla stazione spaziale internazionale e ad aver compiuto una “passeggiata” extraveicolare. Ma com’è arrivato lassù? E perché si va nello spazio? Come si svolge una giornata-tipo su una navicella spaziale? Stimolato dalle domande di Cozzi, nel libro Parmitano risponde a queste curiosità, raccontando la propria storia e spiegando l’importanza non solo delle missioni nello spazio, ma anche della perseveranza nell’inseguire i propri sogni, grandi o piccoli che siano. A conclusione dell’evento verrà offerto un rinfresco.

Sarà possibile acquistare le opere presentate nel corso di Libri in Corte presso il bookshop a cura della libreria La Memoria del Mondo di Magenta (Mi).

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Lysa Noir rompe il rumore con “Blah Blah”: quando le parole degli altri diventano forza

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Lysa Noir

Redazione- Ci sono canzoni che nascono per essere ascoltate e altre che riescono a trasformarsi in uno stato d’animo. “Blah Blah”, il nuovo singolo di Lysa Noir realizzato insieme al producer Nekø Michelin, appartiene a questa seconda categoria.

Il titolo richiama immediatamente il rumore di fondo fatto di giudizi, illusioni, promesse mancate e maldicenze. Ma il messaggio del brano è tutt’altro che arrendevole: è un invito a liberarsi dal peso delle parole inutili e a trasformare le ferite in una nuova consapevolezza.

Musicalmente il singolo si muove con naturalezza tra sonorità pop, influenze urban ed elettroniche. Il ritornello è immediato, resta impresso fin dal primo ascolto, mentre la produzione di Nekø Michelin conferisce al brano un’identità contemporanea, dinamica e internazionale. Un equilibrio ben riuscito tra leggerezza melodica e intensità emotiva.

Dietro “Blah Blah” c’è però molto più di una semplice canzone. C’è il racconto di una rinascita artistica e personale. Lysa Noir sceglie infatti di trasformare le delusioni in energia creativa, lasciando che la musica diventi il linguaggio attraverso cui raccontare la parte più autentica di sé.

Non è un caso che abbia scelto di aggiungere “Noir” al proprio nome d’arte.

“Per me Noir significa nero, sì. Ma è il nero delle emozioni più profonde. È l’oscurità delle note, delle cose che non dico a voce ma che riesco a cantare. È la parte mia più vera, quella che metto nelle canzoni.”

Una definizione che sintetizza perfettamente la direzione intrapresa dall’artista, sempre più orientata verso una scrittura personale e sincera.

Alla domanda sull’origine del brano, Lysa non nasconde il forte coinvolgimento emotivo.

“Blah Blah è nata da esperienze personali, da illusioni nel mondo della musica e da tradimenti da parte di persone a cui volevo bene. A volte chi pensi non ti deluderà mai è proprio chi ti ferisce di più.”

Ed è proprio questa autenticità a rendere il pezzo credibile. Non cerca scorciatoie né artifici narrativi: racconta una storia vissuta e la trasforma in una canzone che può appartenere a molti.

Determinante nel nuovo percorso è stato anche l’incontro con Nekø Michelin, oggi produttore e compagno di vita dell’artista.

“Mi ha insegnato a vivere la musica in modo puro, senza promesse vuote e senza secondi fini. Oggi mi sento finalmente me stessa.”

Una collaborazione che si riflette chiaramente anche nell’evoluzione del sound, reso ancora più incisivo dal lavoro tecnico del Red Knife Studio e dal percorso di crescita costruito insieme a LaLa LABEL, l’etichetta fondata da Sara Lauricella, che accompagna Lysa Noir in uno sviluppo artistico coerente e attento alla sua identità.

“Blah Blah” non anticipa, almeno per ora, un album o un EP. È un singolo autonomo, ma rappresenta soprattutto un nuovo punto di partenza. La sensazione è che Lysa Noir abbia trovato finalmente una direzione precisa, nella quale la ricerca musicale e quella personale procedono insieme.

Perché, a volte, il rumore delle parole degli altri può diventare la spinta necessaria per trovare finalmente la propria voce. E “Blah Blah” è proprio questo: il racconto di chi sceglie di smettere di ascoltare il rumore per iniziare ad ascoltare sé stessa.

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Pompei, al via la mostra Pop Mythology dell’artista Philip Colbert

🚨 ARTE CONTEMPORANEA A POMPEI: SBARCA LA MOSTRA MONUMENTALE DI PHILIP COLBERT, L’EREDE DI ANDY WARHOLUn dialogo straordinario e provocatorio tra l’archeologia romana e le icone della cultura pop. Apre ufficialmente al pubblico, fino al 30 novembre 2026, “Philip Colbert in Pompeii: Pop Mythology”, la più grande installazione artistica mai realizzata dal celebre genio britannico, curata da Cesare Biasini Selvaggi e organizzata da Il Cigno Arte. Oltre trenta sculture monumentali del suo celebre alter ego, l’astice “The Lobster”, invaderanno i cortili del Parco Archeologico, alternando lucidi acciai inox e bronzi classici a guerrieri robotici neri concepiti come “reperti archeologici del futuro”. 🏛️🦞🤖Il festival si trasforma in un manifesto di resistenza civile ed economica contro il degrado. Dal 28 luglio, l’itinerario espositivo toccherà anche le sedi di Boscoreale, Oplontis e Castellammare, con una tappa dal valore simbolico immenso nel sito naturalistico di Longola (Poggiomarino). Colpito poche settimane fa da un grave incendio doloso, il sito rinasce grazie all’arte contemporanea: come sottolineato dal Direttore Gabriel Zuchtriegel, l’installazione è un gesto di ferma solidarietà per risvegliare le coscienze, dimostrando che la fantasia e la cultura sono le armi migliori della comunità contro la criminalità. 🌍🇮🇹✨👇 Cosa ne pensi dell’inserimento di sculture pop e colorate all’interno del sacro recinto delle rovine antiche di Pompei? Scrivilo nei commenti!#PhilipColbert #PompeiiPopMythology #ParcoArcheologicoPompei #GabrielZuchtriegel #CesareBiasiniSelvaggi #TheLobster #ArtePubblica #LongolaPoggiomarino #UfficioStampaHF4

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Philip Colbert_ courtesy of the artist studio

Pompei – Nel panorama della museologia e della valorizzazione dei grandi siti della civiltà classica, l’interazione tra la stratificazione delle rovine romane e i linguaggi di rottura dell’avanguardia visiva costituisce una sofisticata strategia di valorizzazione e di rigenerazione culturale. Da lunedì 27 luglio fino al prossimo 30 novembre 2026, l’intero distretto del Parco Archeologico di Pompei accoglierà nei propri spazi monumentali la mostra diffusa e site-specific intitolata “Philip Colbert in Pompeii: Pop Mythology” . Curata con rigore critico da Cesare Biasini Selvaggi e organizzata dall’istituto Il Cigno Arte, l’esposizione si configura come il più imponente e ambizioso progetto di arte pubblica mai realizzato nel Mezzogiorno dal celebre artista britannico, internazionalmente accreditato dalla critica specialistica come l’autentico erede spirituale e formale di Andy Warhol. Attraverso l’installazione di oltre trenta sculture monumentali, l’universo plastico di Colbert instaura un dialogo serrato con la memoria collettiva della Campania antica, scardinando la percezione statica del reperto per proiettare l’archeologia nelle dinamiche della cultura di massa transnazionale.

La trilogia dei guerrieri robot e l’ispirazione della Casa del Fauno

L’ordito concettuale ed estetico della mostra si sviluppa a partire da una puntuale e filologica citazione della storia dell’arte decorativa pompeiana, trovando un solido aggancio iconografico nello studio del celebre mosaico a soggetto marino rinvenuto all’interno delle volumetrie della Casa del Fauno, capolavoro musivo attualmente custodito presso le sale del Museo Archeologico Nazionale di Napoli (MANN). Il baricentro figurativo di Colbert è rappresentato dal suo iconico alter ego, “The Lobster” (l’astice), una maschera tragica e apparentemente ludica che popola le rovine assumendo diverse sembianze materiche. I visitatori che attraversano il perimetro del Parco si imbatteranno in sculture cromatiche realizzate in acciaio inox e in imponenti strutture dotate di patina bronzea, collocate tra colonne, archi e pavimentazioni d’epoca imperiale. Ad arricchire il percorso espositivo è il debutto assoluto di una nuova e inedita trilogia di sculture monumentali in acciaio nero, concepite dall’autore come veri e propri “reperti mitologici del futuro”, tra cui spiccano guerrieri-astice robotici strutturati come rovine speculative di una civiltà cyber-tecnologica post-umana .

Il presidio civile di Longola contro la criminalità e i roghi dolosi

La pianificazione logistica e curatoriale di Pop Mythology si spinge deliberatamente al di fuori del recinto tradizionale degli scavi per innestarsi nella carne viva e complessa dell’hinterland campano, trasformando l’evento in un manifesto di forte impegno sociale. A partire da oggi, martedì 28 luglio, le opere colonizzeranno le sedi satellite e i siti periferici gestiti dalla soprintendenza: gli Antiquarium di Boscoreale, le ville di Oplontis a Torre Annunziata, le domus residenziali di Villa San Marco e Villa Arianna a Castellammare di Stabia, fino agli spazi industriali del Real Polverificio Borbonico di Scafati. Un rilievo politico di primaria importanza investe l’installazione allestita all’interno del parco archeologico-naturalistico di Longola, nel comune di Poggiomarino, la cosiddetta “Pompei prima di Pompei”. L’area è stata devastata lo scorso 19 giugno da un grave incendio doloso di matrice criminale che ha distrutto l’infopoint e le aule didattiche; l’innesto della scultura di Colbert si pone come un formale gesto di solidarietà istituzionale volto a mantenere alta l’attenzione sul patrimonio e a dimostrare la capacità di riscatto civile della comunità locale contro i fenomeni di degrado e di barbarie mafiosa.

Le dichiarazioni dei relatori: Zuchtriegel e il monito eterno della natura

Il valore epistemologico della mostra è stato rimarcato dal Direttore Generale del Parco Archeologico di Pompei, Gabriel Zuchtriegel, il quale ha evidenziato come l’introduzione dei codici del contemporaneo consenta di trasformare una ferita del territorio in un’occasione di partecipazione attiva della cittadinanza, annunciando un fitto programma di incontri formativi e seminari che coinvolgeranno nei prossimi mesi le scuole e il tessuto associazionistico del comprensorio vesuviano. Nelle note di commento firmate dal curatore Cesare Biasini Selvaggi, la satira spietata e grottesca di Colbert si svela in tutta la sua profondità etica: le sculture non nascono per divertire o consolare lo spettatore, ma si pongono come gli idoli folli di un’umanità irrazionale, incapace di trarre insegnamento dagli errori della storia e perennemente impegnata in dinamiche di guerra, sopraffazione ed egoismo economico. Pompei, luogo in cui il tempo è stato tragicamente cristallizzato dalla forza eruttiva del Vesuvio, si offre così come lo sfondo ideale per riaffermare la fragilità dell’hardware tecnologico e del destino umano dinanzi alla potenza incontenibile e sovrana della Natura.

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Angela Macchiarelli lancia “Dentro e Fuori”: la poesia dell’armonia

🚨 NOVITÀ EDITORIALE: NELLA COLLANA ALETTI ARRIVA “DENTRO E FUORI” DI ANGELA MACCHIARELLIUn affascinante viaggio lirico sospeso tra la fluidità dello spartito musicale e la profondità della parola scritta. Esce ufficialmente per Aletti Editore, nella celebre collana “Gli Emersi della Poesia”, la raccolta “Dentro e Fuori” firmata dall’autrice romana Angela Macchiarelli. Pianista per passione e attenta osservatrice della realtà, l’autrice propone una silloge che si snoda lungo due direzioni: l’esplorazione intima del mondo interiore (“Dentro”) e l’analisi critica e ironica dell’attualità quotidiana (“Fuori”). 🎹📜✨Caratterizzata da un linguaggio diretto e accessibile, l’opera fa del ritmo e dell’armonia il proprio cuore pulsante. Ispirandosi al principio di brevità ed efficacia espressiva, la Macchiarelli modella le strofe eliminando ogni intoppo metrico per regalare testi fluidi e armoniosi, capaci di regalare conforto e strappare un sorriso anche nelle situazioni più complesse della vita. Ad impreziosire il volume, disponibile anche in e-book, è lo straordinario disegno di copertina realizzato nel 2009 dal nipotino Leo ad appena quattro anni, che ritrae l’autrice con una gonna-pianoforte, a testimonianza del legame indissolubile tra arte e infanzia. 🎨🕊️👇 Quale poesia o brano musicale ti aiuta a ritrovare l’armonia interiore nei momenti più difficili? Scrivilo nei commenti!#AngelaMacchiarelli #DentroEFuori #AlettiEditore #GliEmersiDellaPoesia #PoesiaContemporanea #MusicaEPoesia #LetteraturaItaliana #NuoveUsciteLibri #WelfareCulturale

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Angela Macchiarelli

Roma – Nel panorama della lirica contemporanea e della produzione editoriale indipendente, l’interazione sinergica tra le strutture metriche della poesia e i principi matematico-acustici della composizione musicale rappresenta un filone di straordinario interesse speculativo. In questo alveo espressivo si colloca la pubblicazione di “Dentro e Fuori”, la nuova silloge poetica firmata dall’autrice romana Angela Macchiarelli, immessa sul mercato editoriale all’interno della prestigiosa collana specialistica “Gli Emersi della Poesia” dalla casa editrice Aletti Editore. Il volume si configura come un organico viaggio introspettivo e sociologico, strutturato per mettere in comunicazione il mondo interiore dell’artista con le dinamiche materiali della realtà esterna. Pianista dilettante e profonda cultrice della letteratura musicale, la Macchiarelli ha canalizzato all’interno dei suoi testi una raffinata sensibilità estetica, guidata da una costante ricerca dell’armonia formale e dal valore filosofico della leggerezza calviniana.

La duplice direzione dello sguardo e il superamento del didascalismo

Il titolo scelto per la raccolta sintetizza con precisione scientifica la duplice traiettoria gnoseologica impressa dall’autrice alla propria indagine testuale. La dimensione del “Dentro” accoglie la mappatura degli stati d’animo, delle fratture emotive e del recupero della memoria affettiva; la dimensione del “Fuori” si converte invece in una lucida e critica lettura della vita quotidiana e delle cronache sociali della contemporaneità. Macchiarelli adotta un linguaggio volutamente diretto, lineare e accessibile a un pubblico transgenerazionale, rifiutando l’ermetismo accademico per favorire una sintonizzazione empatica con le esperienze biografiche del lettore. L’elaborazione della sezione dedicata all’attualità ha richiesto un severo autocontrollo stilistico per neutralizzare le derive del moralismo: «Sicuramente è stato più difficile per me raccontare il mondo esterno in quanto ho dovuto tenere a bada il mio spiccato senso critico per la paura di “inciampare nel didascalico” ricorrendo per questo ad un tono ironico e canzonatorio».

La filologia del ritmo e il principio di brevità espressiva

Sotto il profilo metrico e strutturale, l’ordito delle liriche riflette la solida formazione linguistica dell’autrice e un orecchio musicale assoluto applicato alla fonetica della parola scritta. Sillabe, cesure e strofe vengono modellate artigianalmente attraverso un meticoloso lavoro di limatura volto a eliminare qualsiasi asimmetria o intoppo ritmico, garantendo una fluidità di lettura assimilabile all’andamento di uno spartito per pianoforte. La dottrina compositiva della Macchiarelli si fonda sui pilastri della brevità e dell’efficacia comunicativa, mutuati dalla sintesi aforistica: «Se lo stesso concetto riesci ad esprimerlo in cinque parole invece che in dieci, a mio parere è meglio». La leggerezza non viene declinata come superficialità d’intenti, bensì come chiave ermeneutica per l’elaborazione del lutto e il superamento della sofferenza biologica, offrendo un conforto laico che rifiuta la presunzione delle verità dogmatiche.

L’iconografia della copertina e la metafora del babà napoletano

Ad arricchire il valore bibliofilo del volume interviene una suggestiva e originale scelta iconografica per il disegno di copertina, realizzato nel 2009 dal nipote Leo all’età di soli quattro anni. L’illustrazione infantile, che ritrae l’autrice con i capelli dorati e una gonna a forma di tastiera di pianoforte, cattura con purezza primitiva il legame indissolubile tra l’identità della poetessa e l’universo dei suoni, richiamando la celebre massima di Antoine de Saint-Exupéry secondo cui l’essenziale è invisibile agli occhi. Attraverso l’evocativa metafora mutuata dalla tradizione dolciaria partenopea — “il babà è una cosa seria” —, la Macchiarelli dimostra come il trattamento dei temi più complessi dell’esistenza debba necessariamente vestirsi di uno stile ironico e limpido. “Dentro e Fuori”, disponibile sia nei canali distributivi fisici sia nelle piattaforme di e-book digitali, si pone in definitiva come un invito formale alla condivisione democratica delle emozioni reali, restituendo alla parola scritta la sua funzione primaria di diletto dell’anima e presidio di civiltà.

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