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Salute

Tempo e psiche: come il cambiamento delle temperature può influire sui bambini. Intervista ad Adelia Lucattini, Ordinario della Società Psicoanalitica Italiana

Per un bambino, la costanza delle abitudini che regola emozioni, si costruisce gradualmente, giorno dopo giorno attraverso la prevedibilità delle routine quotidiane: il parco nel pomeriggio…..
Intervista di Marialuisa Roscino

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Tempo e psiche: come il cambiamento delle temperature può influire sui bambini. Intervista ad Adelia Lucattini, Ordinario della Società Psicoanalitica Italiana

Redazione-  Per un bambino, la costanza delle abitudini che regola emozioni, si costruisce gradualmente, giorno dopo giorno attraverso la prevedibilità delle routine quotidiane: il parco nel pomeriggio, la corsa in bicicletta, il calcio, il gioco con i coetanei, il supporto affettivo ed educativo costante e fondamentale dei genitori, il tempo di gioco e di ascolto riflessivo con i nonni.

L’estate, a volte, a causa delle eccessive ondate di calore invece, si trasforma una sfida, a prova di clima e di umore per i più piccoli.

Le temperature estreme e l’afa opprimente non colpiscono solo il corpo, ma solitamente anche lo stato emotivo dei bambini, che possono perdere il sonno notturno e diventare irritabili e capricciosi.

“I bambini leggono il mondo attraverso il corpo e le azioni”, spiega in questa intervista Adelia Lucattini, psichiatra e psicoanalista, Ordinario della Società Psicoanalitica Italiana (SPI) e dell’International Psychoanalytical Association (IPA).

“Quando le temperature estreme costringono i bambini a rintanarsi in casa con le serrande abbassate, la perdita delle routine all’aperto crea un vuoto che i più piccoli non si sanno spiegare, traducendolo spesso in agitazione o apatia. Sentirsi intrappolati da un nemico invisibile, questo può generare un senso di impotenza che mette a dura prova l’intero nucleo familiare. La sfida centrale per genitori ed educatori – avverte  Lucattini – è oggi quella di saper trasformare il “tempo vuoto” della chiusura in casa in un’opportunità speciale: uno spazio protetto di ascolto, elaborazione e rassicurazione, di   maggiore qualità del tempo con i propri figli, anche durante le vacanze estive”.

Quali metodi pratici e “strategie”, i  genitori, con la rimodulazione della routine quotidiana, possono allora adottare in estate per proteggere il benessere emotivo dei bambini e costruire resilienza durante le emergenze climatiche come le ondate di calore, evitando in tal modo, anche l’ecoansia?  Lo vediamo in questa intervista di oggi con la dott.ssa Lucattini

 

Dott.ssa Lucattini, perché ritiene sia importante proteggere i bambini dagli effetti dei cambiamenti climatici? Quali implicazioni psicologiche possono esserci?

 

È importante proteggerli perché l’infanzia è una fase di grande vulnerabilità, anche di straordinaria plasticità. Il corpo e la mente del bambino sono in sviluppo: caldo estremo, eventi meteorologici violenti, inquinamento, perdita di routine, interruzione della scuola e stress familiare non sono solo “disagi estivi”, ma esperienze che possono incidere sul senso di sicurezza, sulla regolazione emotiva e sulla fiducia nell’ambiente. La letteratura più recente conferma che i bambini sono particolarmente esposti perché hanno una minore capacità biologica di adattarsi al caldo, dipendono dagli adulti per proteggersi e risentono molto della qualità dell’ambiente fisico e relazionale in cui vivono.

Il cambiamento climatico può influenzare lo sviluppo emotivo e psicologico a lungo termine attraverso due vie principali. La prima è diretta: ondate di calore, incendi, alluvioni o evacuazioni possono provocare paura intensa, disturbi del sonno, irritabilità, ansia, sintomi depressivi o post-traumatici. La seconda è indiretta e più silenziosa: il bambino percepisce l’ansia degli adulti, sente parlare di catastrofi, vede immagini allarmanti, avverte l’instabilità del mondo e può interiorizzare un sentimento di impotenza (International Journal of Behavioral Development, 2025).

Quali sono in particolare gli effetti psico-fisici che il caldo estremo può avere sui bambini durante l’estate?

 

Il caldo estremo può avere effetti importanti sui bambini, soprattutto durante l’estate, quando aumentano l’esposizione al sole, l’attività all’aperto e il rischio di disidratazione. Sul piano fisico, i primi segnali sono spesso stanchezza insolita, sete intensa, mal di testa, nausea, crampi muscolari, vertigini, irritabilità, sudorazione abbondante e riduzione della pipì. Se non si interviene rapidamente, si può arrivare all’esaurimento da calore e, nei casi più gravi, al colpo di calore, che è un’emergenza medica. Il caldo estremo può far ammalare i bambini molto rapidamente e può provocare disidratazione, crampi, esaurimento da calore e colpo di calore.

Sul piano psicologico, il caldo intenso rende i bambini più vulnerabili a irritabilità, agitazione, pianto facile, oppositività, difficoltà di concentrazione e disturbi del sonno. Un bambino che dorme male, mangia meno, suda molto e si sente fisicamente affaticato può apparire “capriccioso”, ma in realtà sta esprimendo un disagio corporeo che non sa ancora mentalizzare o verbalizzare. Nei più piccoli questo può manifestarsi con regressioni, bisogno maggiore di vicinanza, difficoltà di separazione (Nature, Mental Health Research,2026).

Bisogna poi considerare i bambini più fragili: neonati, bambini molto piccoli, bambini con malattie respiratorie come l’asma, patologie neurologiche, disabilità, disturbi del neurosviluppo, problemi psichiatrici o condizioni socioeconomiche svantaggiate. L’OMS ricorda che lo stress da calore può aggravare patologie preesistenti, comprese asma e condizioni di salute mentale, e che il colpo di calore è una vera emergenza medica.

Quali sono i principali campanelli d’allarme, cui i genitori devono prestare attenzione  durante l’estate per i propri figli?

 

I genitori dovrebbero osservare soprattutto i cambiamenti improvvisi nel comportamento e nel corpo del bambino. Lo stress termico, infatti, non si manifesta solo con sintomi fisici evidenti, ma spesso anche con segnali emotivi e comportamentali: un bambino che diventa improvvisamente irritabile, abbattuto, oppositivo, molto stanco o confuso può non essere “capriccioso”, ma in difficoltà per il caldo.

I segnali fisici più importanti sono: sete intensa, bocca secca, sudorazione eccessiva o, al contrario, pelle molto calda e asciutta, mal di testa, nausea, crampi, vertigini, sonnolenza, debolezza, riduzione della pipì, tachicardia, pallore o arrossamento intenso. Nei casi più seri possono comparire confusione, difficoltà a camminare, svenimento, febbre alta o alterazione dello stato di coscienza: questi sono segnali d’allarme e richiedono un intervento medico immediato. Il lavoro pubblicato nel 2026 su Scientific Reports conferma che lo stress da calore negli adolescenti può compromettere idratazione, lucidità cognitiva e salute generale.

Sul piano psicologico, invece, bisogna distinguere tra una normale preoccupazione per il clima, cambiamento percepito dai bambini ma anche argomento di informazione mediatica che fa da cassa di risonanza, e una vera sofferenza psicologica. Nei bambini più piccoli può comparire un bisogno eccessivo di rassicurazione, regressioni psicologiche (enuresi notturna) e somatizzazioni come mal di pancia o mal di testa senza causa organica diagnosticata.

 

Quali strategie consiglia per proteggere non solo il corpo, ma anche l’equilibrio psicologico e il sonno dei più piccoli?

 

Il primo punto è sostenere i genitori stessi, perché i bambini non affrontano il clima estremo da soli: lo affrontano attraverso la mente, il corpo e le emozioni degli adulti che si prendono cura di lui. Quando un genitore è molto spaventato, esausto, irritabile o sopraffatto, il bambino lo percepisce immediatamente. Per questo, proteggere la salute mentale dei bambini significa anche proteggere la capacità dei genitori di restare presenti, calmi, coerenti e affettivamente disponibili.

Il caldo estremo, le allerte meteo, gli incendi, la siccità o le immagini catastrofiche possono generare nei bambini un senso di insicurezza. I genitori possono aiutarli prima di tutto mantenendo routine prevedibili: orari regolari per dormire, mangiare, bere, riposare, giocare in luoghi freschi e sicuri. La prevedibilità è un potente regolatore emotivo per tutti i bambini.

Un altro punto fondamentale è aiutare il bambino a dare un nome alle emozioni, infatti, è indispensabile parlare del clima in modo realistico ma non terrorizzante. I bambini hanno bisogno di spiegazioni proporzionate all’età: non vanno ingannati, ma neppure esposti a un linguaggio catastrofico. Se il bambino sente che la sua paura è accolta, può regolarla meglio. Se invece viene minimizzata rischia di restare solo con un’angoscia senza parole. Non serve che un bambino veda continuamente video di disastri ambientali per diventare consapevole sul clima (Current psychology, 2026).

Quali metodi pratici, “strategie”, i  genitori, con la rimodulazione della routine domestica in estate attraverso il gioco, possono adottare per proteggere il benessere emotivo dei bambini e costruire resilienza durante le emergenze climatiche come le ondate di calore, evitando in tal modo, anche l’ecoansia?

 

I genitori svolgono una fondamentale funzione di contenimento, raccolgono l’asia dei loro bambini, la comprendono, la rendono pensabile e la restituiscono in una forma tollerabile. Questo è particolarmente importante durante eventi climatici estremi, perché il bambino può vivere il caldo, il temporale violento, l’alluvione o l’evacuazione non solo come pericolo fisico, ma come rottura del senso di protezione ambientale. Quando l’adulto resta presente, calmo e organizzato, il bambino può ritrovare un senso di continuità: capisce che qualcosa di difficile sta accadendo, ma anche che esiste qualcuno capace di proteggerlo, spiegargli ciò che succede e guidarlo in azioni concrete. La sicurezza, per un bambino, non nasce dall’assenza di pericoli, ma dalla presenza di adulti affidabili che sanno trasformare l’allarme in cura, la paura in parola e l’attesa in attività condivise.

Durante le ondate di calore, i genitori possono aiutare i figli a mantenere normalità e sicurezza prima di tutto creando una routine prevedibile. Il bambino ha bisogno di sapere che cosa accadrà, quando si può uscire, quando si gioca, quando si dorme. La routine funziona come una cornice protettiva, riduce l’ansia e dà al bambino la sensazione che la vita quotidiana continui, pur con alcuni adattamenti necessari. Il bambino ha bisogno di essere intrattenuto, ma soprattutto di sentirsi accompagnato. Anche un’attività semplice, se condivisa con un adulto, ha un grande valore, calma, organizza il tempo, riduce la frustrazione e rafforza il legame (Journal of Child and Family Studies, 2026).

Quali consigli si sente di dare ai genitori?

 

-Proteggere i bambini dal caldo. Evitare le uscite nelle ore centrali della giornata, scegliere ambienti freschi, ombreggiati o climatizzati, usare abiti leggeri, cappellino e crema solare;

-Proporre cibi freschi e leggeri, e farli bere spesso. Preferire frutta, verdura, yogurt, cereali, pasta o riso freddi, pesce, legumi e piccoli pasti digeribili;

-Mantenere abitudini prevedibili e rispettare i loro tempi. Avere orari regolari per sonno, pasti, riposo, gioco e uscite, così da aiutarli a sentirsi protetti anche quando il caldo modifica le abitudini;

-Intrattenerli in casa con attività tranquille. Proporre giochi d’acqua controllati, letture, disegni, costruzioni, puzzle, musica, piccoli percorsi motori in una stanza fresca;

-Accogliere le emozioni senza spaventarli. Spiegare il caldo con parole semplici, rassicurare, nominare le paure e trasformarle in azioni concrete: riposare, stare al fresco, uscire nelle ore più adatte;

-Osservare i segnali di malessere. In caso di stanchezza insolita, mal di testa, nausea, irritabilità, sonnolenza, poca pipì, pelle molto calda o confusione, contattare subito il pediatra.

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Salute

Il mistero del legame tra Madre e Figlio: come la mente umana cerca “segnali” e significati profondi per proteggere la nuova Vita

I NUMERI E IL MISTERO DEL LEGAME TRA MADRE E FIGLIO! Quando la mente di una Mamma in Ospedale cerca “Segnali” e significati profondi per Proteggere la Nuova Vita! 🤰 🧠 ❤️ Diventare Madri è uno Tsunami di Emozioni, Paure e un amore così potente da stravolgere la nostra Biologia e la nostra Mente! Lo sanno bene tutte le donne che hanno affrontato i lunghissimi, dolorosi ma magici giorni di degenza in Ospedale durante il Parto (il cosiddetto Peripartum). I sensi si affinano, l’istinto di protezione per il neonato schizza alle stelle, e la Mente Umana inizia a cercare un “Senso” e un ordine intorno a sé per sentirsi al Sicuro! Un interessantissimo Studio di Caso Psicologico sulla nascita del piccolo Leonardo Antonio Gabriele ha analizzato proprio questo! Nelle ore del parto, la madre ha trovato infinite e rassicuranti “Sincronicità e Coincidenze Numeriche” nell’ambiente che la circondava: il passaggio dal Letto numero 1 al numero 10, le pagine del libretto sanitario (Pagina 11, guarda caso il giorno del compleanno della mamma!), e perfino la somma dei numeri dell’Orario di nascita (le 12:31) che danno come risultato 7… e si collegano al 7° Giorno di vita del bimbo! Ovviamente, la Psicologia ci spiega che non c’è nulla di “Magico” o paranormale, e che Oggettivamente si tratta di semplici Coincidenze e casualità Matematiche. Ma Soggettivamente, per la Mente della Mamma, si tratta di una “Magia Psicologica” vitale! Il nostro cervello, travolto dalle fortissime emozioni del parto, cerca e si “aggrappa” a questi schemi ambientali e numerici per creare un vero e proprio “SCUDO EMOTIVO”. La mente trasforma freddi numeri e letti d’ospedale in una Narrazione Romantica e Sicura, per proteggere il bambino e isolarlo dal mondo esterno! Leggi tutta l’affascinante spiegazione di questo fenomeno mentale e del “Legame” indissolubile Madre-Figlio nel nostro articolo Psicologico! 👇 📖 Mamme, è capitato anche a voi nei giorni travolgenti e stancanti del Parto in Ospedale di notare “Strane e bellissime coincidenze” (Orari, date, numeri delle stanze, canzoni) e di aggrapparvi a queste sensazioni per sentirvi più al Sicuro e in connessione col vostro bimbo? Diteci la vostra sviscerando i vostri più intimi Ricordi di quei giorni nei commenti, e CONDIVIDETE a dismisura e OVUNQUE questo bellissimo articolo sulle vostre bacheche per omaggiare la “Magia” misteriosa, psicologica e biologica della Maternità!

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Leonardo Antonio Gabriele

Redazione  – La transizione verso la maternità è, senza ombra di dubbio, il momento più sconvolgente, potente e misterioso nell’intera esistenza di una donna. Non si tratta semplicemente di dare alla luce un bambino, ma di attraversare una vera e propria tempesta perfetta fatta di profondissima riorganizzazione neurobiologica, psicologica e relazionale. Durante il delicatissimo periodo del peripartum (la fase che precede e segue immediatamente il parto), la mente materna sviluppa un’elevata e quasi sovrumana sensibilità verso l’ambiente circostante. I sensi si acuiscono in modo innaturale e il cervello lavora a ritmi vertiginosi, costantemente teso a costruire una cornice di protezione assoluta e di significato profondo attorno al nuovo nato. Un interessantissimo caso di studio ha recentemente acceso i riflettori proprio su questo fenomeno psicologico, analizzando la cosiddetta “diade madre-figlio” e l’affascinante tendenza della mente umana a ricercare sincronicità e significati simbolici nei numeri e nell’ambiente durante il ricovero ospedaliero per la nascita del piccolo Leonardo Antonio Gabriele.

La ricerca di un senso: i numeri come “scudo” psicologico

L’analisi dei fattori ambientali e cronologici rilevati durante i giorni di degenza ospedaliera per la nascita di questo bambino evidenzia una serie di pattern e ricorrenze che la madre ha vissuto con grandissima intensità. Si parte dalla dinamicizzazione degli spazi ospedalieri: il passaggio dal letto numero 1 (che ha accompagnato la dolorosa fase di travaglio e di solitaria attesa) al letto numero 10 (il nido della fase post-natale) viene percepito soggettivamente come una traiettoria progressiva, il passaggio dall’individualità della madre al completamento del miracolo del parto. La vicinanza del letto numero 11 nella stessa stanza viene letta come una rassicurante prossimità.
A questo si aggiungono le corrispondenze documentali: le misurazioni del neonato registrate l’11 settembre sulla pagina 10 del libretto sanitario (adiacente alla pagina 11), un numero che richiama in modo fortissimo la data di nascita della madre stessa (l’11 maggio). Fino ad arrivare ai “vettori orari”: la nascita del 6 settembre alle ore 12:31 genera una configurazione numerica la cui somma (1+2+3+1) fa 7, numero che trova poi corrispondenza nel settimo giorno di vita del neonato.

Tra coincidenze oggettive ed emozioni soggettive

Di fronte a questa fittissima rete di numeri, orari e date, la psicologia moderna ci offre una chiave di lettura estremamente affascinante, ma ben ancorata alla realtà dei fatti. Se da un punto di vista puramente razionale, statistico e oggettivo potremmo derubricare e inquadrare questi eventi a semplici e casuali coincidenze matematiche, dal punto di vista psicologico e soggettivo essi assumono invece una valenza clinica ed emotiva fondamentale per la donna.
In momenti di stress emotivo estremo e di amore travolgente come la nascita di un figlio, la mente umana cerca fisiologicamente un ordine all’interno del caos. La ricorrenza del numero 11 e la sua interconnessione con il 10 o il 7 fungono per la madre da vero e proprio “scaffold emotivo” (un’impalcatura, uno scudo psicologico protettivo). Dare una lettura semantica e profonda a queste fredde cifre aiuta la mente a consolidare e razionalizzare il potentissimo legame diadico, isolando idealmente il sacro rapporto madre-figlio da qualsiasi interferenza esterna.

La vera magia: l’unione biologica indissolubile

La conclusione di questo caso di studio ci insegna una lezione meravigliosa sui meccanismi di autodifesa e di amore del nostro cervello. La percezione acuta di queste “coincidenze numeriche” durante i primi giorni di vita di Leonardo Antonio Gabriele non è semplicemente un fatto statistico, bensì una potentissima struttura simbolica creata dalla mente, estremamente utile per formalizzare, accettare e interiorizzare quell’unione viscerale e indissolubile tra la madre e il neonato.
La vera grandezza non risiede nei numeri in sé, ma nella forza inarrestabile dell’istinto materno, capace di trasformare i freddi orari di un ospedale, il numero stampato su un letto d’acciaio o la pagina di un libretto sanitario in una meravigliosa narrativa di protezione esclusiva, di continuità biologica e di affetto infinito.

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Salute

La rivoluzione del muscolo che sposa la mente: il casertano Claudio Belardo alla guida della FNBB Italia per ridisegnare i confini del Natural Bodybuilding

La mente sposa il muscolo e il natural bodybuilding italiano si rivoluziona! 🏋️‍♂️🧠 Il dottore casertano Claudio Belardo è stato nominato ufficialmente Responsabile Nazionale del nuovo Dipartimento di Psicologia, Benessere e Inclusione di FNBB Italia. Psicologo, chinesiologo e ideatore del celebre metodo B-MAP (nonché del progetto solidale “Cavalli in Blu” per l’autismo), Belardo è stato scelto dal presidente Pasquale Filosa per mettere la dignità della persona al centro dello sport, abbattendo ogni barriera fisica e mentale. Un traguardo straordinario per la sanità sportiva campana, scoprite tutti i dettagli del piano d’azione nell’articolo! 👇❤️✨

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Claudio Belardo

Caserta – Ci sono discipline sportive che per troppo tempo sono rimaste prigioniere di uno stereotipo polveroso, schiacciate dall’illusione superficiale che la cultura fisica fosse semplicemente una questione di specchi, pesi da sollevare ed esasperazione estetica della massa muscolare. Ma il vero sport, quello pulito, etico e trasparente che rifiuta categoricamente ogni scorciatoia, sa bene che la forza più dirompente non risiede nelle fibre della carne, ma nei corridoi complessi e affascinanti della mente. Nel panorama del culturismo italiano, si appresta a levarsi una vera e propria rivoluzione culturale e scientifica. La FNBB Italia (Federazione Italiana Natural Bodybuilding) ha istituito ufficialmente il nuovo ed esclusivo Dipartimento nazionale di Psicologia, Benessere e Inclusione, affidando la cabina di regia al talento multidisciplinare del professionista casertano, il Dott. Claudio Belardo.

La nomina d’altissimo profilo, conferita con orgoglio dal Presidente Nazionale Pasquale Filosa d’intesa con il Direttivo Federale, nasce da una visione strategica chiara e non più rimandabile: rimettere la persona, la sua salute psicofisica e l’accessibilità universale al centro dell’agenda agonistica. La scelta di Belardo non è affatto casuale, ma premia un percorso accademico monumentale e unico nel suo genere, capace di fondere con disarmante naturalezza la psicologia clinica, le scienze motorie preventive e adattate, la pedagogia e il management dello sport. Un’arma d’eccellenza per scardinare i vecchi cliché e dimostrare che il bodybuilding natural è, prima di tutto, uno straordinario stile di vita e una risorsa terapeutica contro le nevrosi e l’isolamento del nostro presente.

La logistica della cura: la netta e rigorosa distinzione tra camice e palestra

All’interno del neonato Dipartimento nazionale, la tutela della salute pubblica e il rigore scientifico saranno garantiti da un’architettura operativa trasparente, dove i diversi ambiti professionali rimarranno rigorosamente separati a scanso di equivoci. Le attività di natura strettamente psicologica e di mental coaching sportivo saranno svolte da Belardo in qualità di psicologo professionista, regolarmente iscritto all’Albo della Regione Campania (Sezione A, n. 10728) e forte di un Master specialistico in Psicologia dello Sport. Sul versante puramente atletico, le sessioni biologiche e di allenamento si pinceranno sulle sue tre lauree magistrali e sulla qualifica di Chinesiologo delle Attività Motorie Preventive e Adattate, affiancata dal grado di Personal Trainer Master Sport Specialist (3° Livello FIPE).

Questo bagaglio enciclopedico ha permesso a Belardo di ideare il rivoluzionario metodo battezzato B-MAP (Belardo Metodo di Allenamento Psicofisico), un protocollo d’avanguardia condensato nelle pagine del suo acclamato volume intitolato “L’Algoritmo per la Felicità – Diventa chi sei con il Metodo B-MAP”. Non parliamo di schede d’allenamento asettiche o di diete punitive destinate a spegnere il sorriso, ma di un percorso sartoriale pensato per forgiare il carattere dei ragazzi attraverso la disciplina del corpo, insegnando la resilienza, l’onestà intellettuale e la gestione delle emozioni prima ancora della performance sul palco, limitando al massimo il torpore materialista che troppo spesso condiziona i giovani nei moderni centri fitness.

Dall’equitazione paralimpica al progetto “Cavalli in Blu”: l’inclusione non è uno slogan

Ma il vero cuore pulsante del Dott. Claudio Belardo, quello che ha convinto i vertici della FNBB Italia a consegnargli la responsabilità nazionale del benessere federale, risiede nel suo viscerale e duraturo impegno nel mondo dello sport adattato e della disabilità. L’esperto casertano vanta infatti una straordinaria esperienza come istruttore responsabile della Scuola Federale Sport Equestri Paralimpica, avendo scortato atleti speciali verso la conquista di prestigiosi titoli regionali e podi nazionali. Una dedizione totale che ha trovato la sua massima e commovente espressione nel celebre progetto “Cavalli in Blu”, una realtà ideata da Belardo e interamente dedicata alla riabilitazione equestre per bambini e ragazzi con disturbo dello spettro autistico.

«Accetto questo incarico con grande senso di responsabilità», dichiara con profonda commozione il neo Responsabile nazionale, Claudio Belardo, pronto a fare squadra con l’Amministrazione e le palestre di tutta la penisola. «Il bodybuilding natural e la cultura fisica rappresentano contesti nei quali disciplina, continuità e consapevolezza assumono un ruolo fondamentale. L’obiettivo sarà contribuire allo sviluppo di iniziative fondate sulla competenza, sulla formazione e sull’inclusione, mettendo finalmente la persona al centro della cultura sportiva». La sfida della FNBB è lanciata, i bilancieri della vecchia politica sportiva sono pronti a essere scaricati: da Caserta a Roma, il natural bodybuilding italiano alza la testa e si scopre, finalmente, una disciplina dal cuore grande e dalla mente libera.

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Salute

Allarme vaccini: l’Italia è spaccata in due. Una crudele “lotteria” sulla pelle dei bambini e il disperato appello degli Assistenti Sanitari

Allarme Rosso e Disuguaglianza spaventosa sulla pelle dei BAMBINI ITALIANI: 13 Regioni sono ampiamente SOTTO la soglia di sicurezza! 🚨 💉 C’è una terribile, silenziosa e crudele ingiustizia che si sta consumando ogni singolo giorno in Italia ai danni delle creature più fragili e indifese! Il Diritto inalienabile alla Salute Pubblica dovrebbe essere granitico, garantito e identico per tutti, da Nord a Sud. Invece, la fredda realtà dei numeri emessi dal Ministero della Salute racconta una storia raccapricciante: la prevenzione infantile in Italia è diventata un’assurda “Lotteria Geografica”! Le recenti e allarmanti statistiche raccontano che ben 13 Regioni (o Province Autonome) non riescono a raggiungere il 95% delle Vaccinazioni infantili obbligatorie (la famosa e vitale soglia matematica per garantire alla società l’Immunità di Gregge per bloccare le malattie infettive!). Le peggiori criticità sono a Bolzano e in Sicilia. Il Commento disperato e furioso di DANIELA ADDIS, Presidente della “Commissione Albo Nazionale degli Assistenti Sanitari” è netto: “Significa che, a seconda della Regione in cui ha la fortuna (o la sfortuna) di nascere, un Bambino ha più probabilità o meno di contrarre terribili malattie!”. Un divario che non è degno di un Paese Civile! A inquinare pesantemente la mente dei genitori ci pensa poi il Web: i social network vomitano continuamente gravissime bufale complottiste e malate “Fake News” senza basi scientifiche, spaventando e terrorizzando a morte le mamme! Gli Assistenti Sanitari hanno diramato un appello disperato per sconfiggere questo mostro della Disinformazione: servono assunzioni massicce negli Ambulatori per avere il Tempo necessario di Ascoltare i dubbi dei genitori (vittime delle bufale di internet) e di aiutarli a scegliere il meglio per i propri figli! Leggi tutti i numeri drammatici, la lista delle priorità e il duro attacco alle “Bufale Informatiche” nel nostro articolo di approfondimento medico! 👇 🩺 Vi siete mai lasciati spaventare dalle dicerie che girano su internet per quanto riguarda i vaccini dei vostri figli? Pensate che sia accettabile vivere in un Paese spaccato a metà dove i servizi ospedalieri e le tutele per i bambini cambiano drasticamente da Sud a Nord? Diteci la vostra fondamentale opinione nei commenti e CONDIVIDETE per appoggiare la vera Scienza Ufficiale!

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Copertura vaccinale 2025

Roma – C’è un’ingiustizia profonda, silenziosa e crudele che si sta consumando quotidianamente sulla pelle di chi è più fragile e indifeso: i nostri bambini. In una nazione civile e moderna come l’Italia, il diritto fondamentale e sacrosanto alla Salute pubblica dovrebbe essere granitico e identico per tutti, da Nord a Sud. Eppure, la fredda realtà dei numeri ci racconta una storia drammaticamente diversa, in cui la prevenzione e la sopravvivenza sembrano trasformarsi in una vera e propria e inaccettabile “lotteria” geografica.
La denuncia durissima e accorata arriva direttamente dalla Commissione di Albo Nazionale degli Assistenti Sanitari (Fno Tsrm e Pstrp), che ha deciso di lanciare un profondo monito per risvegliare le coscienze delle istituzioni: colmare il divario territoriale in Italia per garantire a tutti i neonati il diritto inalienabile di essere protetti in modo sicuro dalle malattie infettive più pericolose e letali.

I numeri del dramma: 13 Regioni sotto la “soglia di sicurezza”

Basta dare uno sguardo ai recenti e allarmanti dati diffusi nel 2025 dal Ministero della Salute (relativi ai piccoli nati nell’anno 2023) per far venire i brividi a qualsiasi genitore. Il bollettino ufficiale fotografa senza sconti un Paese spaccato, che viaggia a velocità completamente diverse.
L’Italia, ad oggi, conta la bellezza di 13 tra Regioni e Province autonome che non riescono minimamente a raggiungere la vitale soglia del 95% per la “vaccinazione esavalente”: l’unica, vera percentuale matematica in grado di garantire alla società la cosiddetta e fondamentale “immunità di gregge”, capace di bloccare il ritorno di malattie ormai debellate. Le situazioni di criticità più assolute e spaventose si registrano agli antipodi del Paese: nella ricca Provincia Autonoma di Bolzano (ferma a un misero 87,39%) e in Sicilia (ferma al 85,88%). Come ha duramente commentato Daniela Addis, Presidente della Commissione: «Questo significa, in modo inaccettabile, che a seconda del territorio in cui ha la “fortuna” o la “sfortuna” di nascere, un bambino ha più o meno probabilità di contrarre patologie pericolosissime».

Il veleno delle “Fake News” e la lotta alla disinformazione

Di fronte a questo abisso, gli Assistenti Sanitari propongono tre “ancore di salvezza” disperate per evitare il disastro. La prima e più urgente direttrice è la lotta titanica e senza quartiere contro il veleno della Disinformazione.
I genitori di oggi sono bombardati da una valanga di notizie false, “fake news” terroristiche diffuse sui social network e falsi miti pseudoscientifici che insinuano il seme del dubbio e della paura nei cuori delle mamme. La sanità deve promuovere con urgenza la cosiddetta “Vaccine Literacy”: lo Stato deve scendere in campo e sul web per insegnare alle famiglie a riconoscere e smascherare le bufale, affidandosi unicamente e ciecamente alle reali fonti mediche ufficiali.

Il calore umano: il colloquio non è “burocrazia”

Il secondo, vitale pilastro del piano di salvezza è il drastico cambiamento dell’approccio psicologico: il colloquio pre-vaccinale non può e non deve più essere trattato come una noiosa, fredda e sbrigativa scartoffia burocratica fatta di timbri e firme.
Quel momento deve diventare un preziosissimo e insostituibile “luogo dell’Anima”, in cui il personale sanitario deve avere il tempo e lo spazio fisico per rassicurare i genitori, ascoltare le loro paure più recondite, asciugare le loro ansie e accompagnarli dolcemente (ma con competenza) verso una scelta informata e salvifica per l’intera comunità.

L’appello per le assunzioni: non lasciate soli i medici

Per realizzare questa utopia, serve ovviamente l’ultimo e definitivo sforzo politico: le assunzioni. Gli ambulatori sanitari sono oggi al collasso, schiacciati da carichi di lavoro disumani. Secondo la Commissione, è indispensabile potenziare massicciamente le piante organiche e le assunzioni sul territorio, inserendo un numero adeguato di Assistenti Sanitari capaci di garantire una presenza fisica e costante a supporto delle famiglie nei Dipartimenti di prevenzione.
«La prevenzione non può mai essere un diritto “diverso” a seconda del territorio in cui si vive» conclude con forza la Presidente Addis. Rafforzare la Sanità e consolidare la fiducia dei cittadini nel Servizio Sanitario Nazionale è l’unica arma che abbiamo per fermare questa crudele “lotteria” geografica e difendere il futuro dei nostri amati figli.

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