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Territorio

Torricella Peligna, piantata la rosa della Madonna nel Giardino delle varietà dimenticate

🚨 ECCELLENZA IN MAIELLA: TORRICELLA PELIGNA CELEBRA IL REIMPIANTO DELLA RARA “MADONNA DELLE ROSE”! 🌹🌿 Una pagina straordinaria di biodiversità e memoria contadina. Nell’ambito del progetto “Pe’ nin perde la sumente”, la Bio Cantina Sociale Orsogna ed il Parco Nazionale della Maiella hanno messo a dimora la rosa della “Madonna delle rose” nel suggestivo Giardino delle varietà dimenticate, a ridosso del santuario rurale. Un tesoro botanico unico h24, selezionato negli USA negli anni ’50 e legato alle suggestive storie di emigrazione della terra di John Fante. Un inno alla ricchezza della natura contro ogni omologazione agricola, pronto a diventare un polo didattico per le scuole d’Abruzzo. Il servizio completo scritto con il cuore e con l’anima 👇#torricellapeligna | #giardinodellerose | #biocantinaorsogna | #parcomaiella #madonnadellerose | #biodiversitàabruzzo | #johnfante | #botanicasociale | #pagineutili

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madonnadellerose

La benedizione al santuario rurale ed il legame storico con l’emigrazione in Nord America

Torricella Peligna – Ci sono progetti scientifici capaci di unire la tutela dell’ambiente alla riscoperta della memoria antropologica di un territorio, trasformando un lembo di terra in un presidio vivente contro il silenzio del tempo. Nel versante orientale della Maiella, l’Istituto floro-faunistico e le comunità locali hanno celebrato il consolidamento del Giardino delle rose dimenticate, un’oasi botanica nata nel duemilaventitre su una rupe panoramica che domina la Valle dell’Aventino. L’appuntamento ha registrato la piantumazione ufficiale della rosa della Madonna delle rose, un esemplare caratterizzato da fusto rossastro, petali rosa pastello solcati da una linea bianca mediana ed un profumo delicato che richiama i chiodi di garofano. Secondo gli studi coordinati dal botanico Antonio Di Renzo, la varietà risulterebbe selezionata nel Nord America degli anni Cinquanta, suggerendo un affascinante legame storico con i flussi di emigranti di ritorno, la cui memoria evoca le origini della famiglia dello scrittore John Fante.

Il percorso scientifico si snoda tra quaranta varietà provviste di cartellini tassonomici descrittivi, i cui dettagli botanici e le cui guide didattiche scorreranno online a schermo intero sui display dei telefoni cellulari dei consumatori mobili.

La filosofia di Camillo Zulli ed il ruolo della Banca del germoplasma della Maiella

La manifestazione si inserisce nel programma strategico intitolato Pe’ nin perde la sumente, varato dai vertici della Bio Cantina Sociale Orsogna sotto la guida del presidente Giuseppe Micozzi e del direttore Camillo Zulli, escludendo l’uso di formule fisse o della parola faldone nei paragrafi. La struttura agricola, forte di millecinquecento ettari coltivati a regime biologico e biodinamico, collabora attivamente con il Parco Nazionale della Maiella guidato dal direttore Luciano Di Martino per la conservazione dei genotipi rari della provincia, alla presenza dei sindaci Carmine Ficca, Andrea Schina e Mario Zulli. Il monitoraggio etnobotanico, supportato dalle ricerche dello studioso Aurelio Manzi, punta a tutelare le specie selvatiche a cinque petali e le antiche cultivar da oltre cento petali, offrendo risposte veloci al degrado delle aree collinari.

L’integrazione tra la sacralità del luogo e l’agricoltura sostenibile rassicura i residenti, proiettando i dati della biodiversità sui display dei telefoni dei nuclei familiari del distretto teatino.

Il potenziale didattico per le scuole ed il contrasto all’omologazione botanica

L’Amministrazione comunale ha espresso un profondo plauso per la riuscita dell’opera, evidenziando come il giardino rappresenti un atto di fiera resistenza culturale contro l’omologazione biologica delle colture e un forte elemento di attrazione per il turismo delle radici della nazione. I comandi municipali e le parrocchie hanno confermato lo spiegamento di successivi laboratori educativi all’aria aperta, finalizzati a trasformare l’oasi in un’aula didattica permanente per gli studenti delle scuole dell’obbligo, migliorando l’indice di vivibilità rurale. Questo sforzo paritetico garantisce la tutela dei suoli ed la valorizzazione del benessere sociale dei comuni montani dello Stato, operando in piena conformità con le usanze di convivenza stabilite dalle leggi per assicurare la trasparenza delle riforme ambientali promosse a beneficio delle ditte agroalimentari e della popolazione locale.

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Piana del Cavaliere

L’abbraccio che ferma il tempo: i Sindaci di Rocca di Botte e Trevi rinnovano il secolare e sacro “Comparatico” nel nome di San Pietro Eremita

“L’ABBRACCIO TRA I DUE SINDACI CHE FERMA IL TEMPO!”. Il meraviglioso Incontro dell’Ottava tra Rocca di Botte e Trevi nel Lazio: si rinnova il Sacro e millenario “Comparatico” nel Nome di San Pietro Eremita! 🙏 🏔️ 🫂 In un mondo moderno che è ormai sempre più dominato dalla cattiveria, dall’Egoismo, dalla fretta e dai finti rapporti sui social network… ci sono MIRACOLI e TRADIZIONI millenarie della nostra terra che hanno ancora il Magico e Incalcolabile potere di riscaldarci l’Anima! E uno dei momenti più Commoventi, Sacri e profondi di tutto il nostro Appennino si è ripetuto pochissime ore fa, in occasione della famosissima “Mattina dell’Ottava”. Il bellissimo e suggestivo borgo di ROCCA DI BOTTE (in provincia dell’Aquila) ha aspettato e accolto con i canti, le feste e l’Amore a braccia aperte i pellegrini e i cittadini giunti dalla vicina TREVI NEL LAZIO (in provincia di Frosinone). Non è stata una semplice gita turistica, ma il Ritorno a casa di “Fratelli”! Il culmine dell’Emozione si è raggiunto quando, in mezzo alla folla festante, i due Sindaci (Elvino Marzolini per Rocca di Botte e Francesco Graziani per Trevi nel Lazio) si sono ritrovati Faccia a Faccia. Non si sono limitati a una fredda stretta di mano politica… Si sono stretti in un ABBRACCIO Viscerale e Fortissimo! In quel gesto bellissimo, i due Primi Cittadini hanno suggellato e Rinnovato Ufficialmente l’antichissimo rito del “Comparatico”: un patto inviolabile di parentela Spirituale e di Amicizia Eterna che lega indissolubilmente i due Popoli da Innumerevoli generazioni! A fare da collante a questo meraviglioso Patto di Fratellanza, c’è la Fede incrollabile nel Santo Patrono SAN PIETRO EREMITA, che da secoli veglia e protegge i due paesi rendendoli una “Sola Grande Famiglia”! Leggi tutta l’emozionante e bellissima spiegazione storica di questo Sacro Incontro nel nostro Meraviglioso Articolo “Cuore e Anima”! 👇 📖 Anche a voi si riempie il Cuore di Speranza e di Gioia nel vedere intere comunità paesane accogliersi come Fratelli abbattendo ogni confine e campanilismo per Festeggiare insieme le Sante Tradizioni lasciateci in Eredità dai nostri Nonni? Siete d’accordo sul fatto che l’abbraccio tra questi due Sindaci, nel nome del Santo, sia un Messaggio di Pace formidabile in un’epoca di Guerre e di Odio? Diteci la vostra sviscerando a fondo tutti i vostri pensieri e la vostra Fede nei commenti, e CONDIVIDETE a dismisura e OVUNQUE questo bellissimo articolo per difendere con orgoglio il “Comparatico” di San Pietro Eremita!

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i Sindaci di Rocca di Botte e Trevi rinnovano il secolare e sacro "Comparatico" nel nome di San Pietro Eremita

Rocca di Botte – In un’epoca moderna dominata dalla fretta digitale, dai rapporti superficiali, dalle amicizie “usa e getta” sui social network e da un asettico distacco istituzionale, assistere al miracolo di una tradizione millenaria che si ripete intatta, anno dopo anno, ha il sapore dolcissimo di una vera e propria magia. Ci sono riti, antichi come la roccia delle nostre amate montagne, che possiedono il potere unico e incalcolabile di fermare letteralmente le lancette dell’orologio, riportandoci alle radici più profonde, umili e sacre del nostro essere comunità. E uno di questi momenti, tra i più commoventi e suggestivi dell’intero panorama appenninico, si è consumato nella mattinata dell’Ottava, quando il cuore del meraviglioso borgo marsicano di Rocca di Botte ha palpitato all’unisono per accogliere, come fratelli attesi da tempo immemore, i pellegrini e i cittadini giunti dalla vicina Trevi nel Lazio.

L’attesa e l’arrivo: un rito che unisce due Popoli

La mattina dell’Ottava non è mai una mattina come le altre. Fin dalle primissime luci dell’alba, nell’aria frizzante di Rocca di Botte si respira un’energia palpabile, un misto di solennità religiosa e di trepidante eccitazione popolare. Tutti sono per le strade, tutti aspettano. L’arrivo della fiorente e devota comunità trebana non è vissuto come una semplice e fredda “visita turistica” o istituzionale, ma come il ritorno a casa di un parente caro dopo un lungo viaggio.
Quando finalmente le due folle si incrociano, il silenzio rispettoso dell’attesa viene rotto dai canti, dai sorrisi, dagli applausi e dalla gioia irrefrenabile di chi riconosce nei volti altrui la propria stessa e immensa Fede. È il trionfo assoluto della fratellanza paesana, un capolavoro di umanità e di accoglienza che riscalda il cuore e che rappresenta l’anima più vera e indistruttibile della nostra Italia di provincia.

Marzolini e Graziani: molto più di una stretta di mano

Ma il culmine visivo ed emotivo di questa straordinaria giornata di festa si materializza quando, facendosi largo tra la folla commossa, si ritrovano faccia a faccia i due Primi Cittadini. Da una parte Elvino Marzolini (sindaco di Rocca di Botte) e dall’altra Francesco Graziani (guida della comunità di Trevi nel Lazio).
Il loro non è stato il solito, formale e noiosissimo protocollo politico fatto di strette di mano fredde a favore di macchina fotografica. I due sindaci si sono stretti in un abbraccio vero, forte, viscerale e fraterno. In quel preciso e potentissimo istante, le fasce tricolori che indossavano con orgoglio sui loro petti hanno smesso di rappresentare la fredda burocrazia statale, per trasformarsi nel simbolo caldissimo di due popoli che, unendosi fisicamente in quel gesto d’affetto, si sono giurati ancora una volta fedeltà assoluta, abbattendo qualsiasi confine territoriale.

Il mistero del Comparatico nel nome del Santo Patrono

Ma cosa si nasconde dietro questo incontro così profondamente sentito e radicato? La risposta risiede in un termine antico, sacro e inviolabile, che le nuove generazioni hanno il dovere morale di imparare e custodire gelosamente: il “Comparatico”.
Questo abbraccio tra sindaci, infatti, non è altro che il rinnovo ufficiale e solenne di un patto di sangue e di spirito, un vincolo di amicizia e di “parentela spirituale” (il comparatico, appunto) che lega indissolubilmente, e da innumerevoli generazioni, gli abitanti di Rocca di Botte a quelli di Trevi nel Lazio. E il collante eterno di questo patto, la guida luminosa che ha unito i due paesi, è uno solo: la devozione immensa e incrollabile per il patrono San Pietro Eremita.
È nel Suo Santissimo Nome che i due borghi si riconoscono come figli della stessa storia e della stessa terra. In un mondo che oggi costruisce muri, divide e semina odio, l’abbraccio dell’Ottava tra Marzolini e Graziani è un inno meraviglioso e immortale alla Pace, alla Solidarietà e alla Fede Cristiana. Una lezione di vita gigantesca, tramandata dai nostri avi, che ci insegna come la vera ricchezza di un popolo non si misuri in denaro, ma nella forza eterna e indistruttibile dei suoi legami spirituali.

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Territorio

Il salotto dei libri che scalda l’autunno di Spoltore: alla Biblioteca “Piero Angela” ripartono gli incontri gratuiti di “LeggerMente”

La magia dei libri e della condivisione torna ad accendere le serate d’autunno in Abruzzo! 📖🍂✨ A partire da venerdì 18 settembre prende il via la nuova stagione di “LeggerMente”, lo straordinario gruppo di lettura gratuito ospitato all’interno della Biblioteca Comunale “Piero Angela” di Spoltore (PE). Nato dalle menti creative di Laiza Di Berardino e Sara Campetta, l’evento si terrà un venerdì al mese fino a maggio 2027, trasformando i locali di via Dietro Le Mura in un salotto culturale intimo ed emozionante. L’assessore Nada Di Giandomenico blinda il successo: “Un presidio fondamentale di socialità e amore per la conoscenza”. Scoprite come partecipare nel nostro articolo! 👇❤️💬

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Locandina evento Spoltore

Spoltore – Ci sono stanze in cui il tempo sembra rallentare il suo corso frenetico, isole di silenzio e carta stampata dove le nevrosi del quotidiano e l’asfissia degli schermi digitali lasciano il posto al fruscio delle pagine e al calore del confronto umano. Con il progressivo spegnersi delle sere estive e l’arrivo dei primi profumi autunnali, la città di Spoltore si appresta a spalancare le porte del suo presidio culturale più importante per dare vita a una rassegna intima, viscerale e ad altissimo tasso di partecipazione civile. Riapre infatti ufficialmente i battenti l’atteso gruppo di lettura LeggerMente, la fortunata e duratura iniziativa letteraria che a partire da venerdì 18 settembre 2026 tornerà a riscaldare i cuori degli appassionati all’interno della Biblioteca Comunale “Piero Angela”, accompagnando la comunità in un lungo viaggio sentimentale che si protrarrà fino al mese di maggio 2027.

Il progetto, nato anni fa dalla folle e lucida intuizione delle fondatrici e animatrici culturali Laiza Di Berardino e Sara Campetta, ha saputo edificare nel tempo una vera e propria trincea di resistenza intellettuale, aggregando una comunità solida, eterogenea e appassionata di lettori di ogni età. Non parliamo di un’accademia polverosa o di lezioni frontali di stampo scolastico, bensì di uno spazio aperto e trasparente a ingresso completamente gratuito, concepito come una risorsa terapeutica ed etica contro l’isolamento sociale. Un salotto buono del borgo in cui chiunque può sedersi in cerchio per scambiare idee, sviscerare le emozioni suscitate da un romanzo, proporre interpretazioni e incrociare punti di vista in un clima di spensieratezza e totale onestà intellettuale.

La cultura come presidio di prossimità: il plauso dell’assessore Nada Di Giandomenico

Il valore sociale, antropologico e aggregativo di questa mobilitazione letteraria trova il pieno, convinto e incondizionato supporto dell’Amministrazione Comunale, da sempre in prima linea nel promuovere il merito e nel difendere la tenuta sociale delle periferie abruzzesi attraverso la forza dei libri. «Siamo orgogliosi di sostenere il ritorno di questa rassegna», spiega con orgoglio e spavaldo ottimismo l’assessore alla Cultura del Comune di Spoltore, Nada Di Giandomenico, evidenziando il dovere civile di valorizzare le infrastrutture dello Stato. «Alimentare queste iniziative significa trasformare la nostra biblioteca in un presidio permanente di socialità spontanea e vicinanza reale alle famiglie, offrendo risposte flessibili al bisogno di conoscenza del territorio».

Le parole dell’amministrazione trovano una eco perfetta nella passione verace che traspare dalle dichiarazioni delle due ideatrici, pronte a rimettere in moto i laboratori della lettura condivisa. «Siamo felicissimi di dare nuovamente il via a questo percorso che unisce le persone attraverso la magia delle pagine scritte», confessano all’unisono Laiza Di Berardino e Sara Campetta, svelando lo spirito profondo che muove il gruppo. «LeggerMente non è un semplice club del libro, ma un vero e proprio salotto culturale dove non esiste il giudizio e dove ogni singolo partecipante ha il potere di arricchire l’altro, portando in dote le proprie ferite, le proprie risate e la propria interpretazione della vita quotidiana».

Un venerdì al mese in Via Dietro Le Mura: orari e modalità di partecipazione

Il ruolino di marcia della manifestazione prevede incontri a cadenza regolare, fissati precisamente per un venerdì al mese, all’interno dei locali restaurati e accoglienti della biblioteca cittadina situata in Via Dietro Le Mura. Ciascun appuntamento si configurerà come un piccolo rito collettivo contro il grigiore del materialismo contemporaneo, un’oasi protetta dove scambiarsi taccuini, consigli di lettura e impressioni a margine delle trame analizzate. Il cammino, che si inserisce nella più ampia programmazione culturale dell’autunno spoltorese, punta a valorizzare il talento degli autori e a rendere i cittadini protagonisti attivi della vita dei propri rioni.

La macchina organizzativa ricorda che la partecipazione a tutte le serate di LeggerMente è totalmente libera e non richiede alcuna quota di iscrizione, garantendo un’accessibilità universale e priva di barriere economiche o generazionali. Che siate lettori accaniti capaci di consumare un volume a settimana o semplici curiosi desiderosi di trascorrere una serata all’insegna della buona compagnia e delle storie da vivere insieme, la Biblioteca “Piero Angela” vi aspetta a braccia aperte. Venerdì sera spegnete gli smartphone, lasciate a casa le nevrosi della settimana e scendete in strada a Spoltore: c’è un libro aperto e una sedia vuota che aspettano solo il vostro sguardo per ricominciare a sognare.

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Piana del Cavaliere

Il profumo inebriante dell’Accoglienza e della Fede! Rocca di Botte sforna l’antico “Pane dei Compari” nella casa di San Pietro Eremita

IL PROFUMO DELL’ACCOGLIENZA E IL VALORE DELLE TRADIZIONI DEI NOSTRI NONNI! 🍞 ✝️ A Rocca di Botte le instancabili “Fornarine” del paese sfornano (nella Casa di San Pietro Eremita) centinaia di Pagnotte e Ciambelline per i “Compari” di Trevi nel Lazio! Ci sono tradizioni antiche, povere e semplicissime, che valgono 100 volte di più di tante parole! In questi giorni meravigliosi, i vicoli di Rocca di Botte (in Provincia dell’Aquila) sono inondati dal profumo inebriante, magico e inconfondibile della farina e del Pane caldo appena Sfornato! Si rinnova infatti lo Storico Patto di “Fraternità e Accoglienza” con i tantissimi cittadini e fedeli in arrivo dalla vicinissima Trevi nel Lazio, uniti sotto l’egida sacra di San Pietro Eremita! Per sfamare e accogliere a braccia aperte i “Compari” in visita, un formidabile ed eroico gruppo di donne (Le mitiche Fornarine: Rita, Teresa, Maria Rita, Antonella e Sonia!) si è chiuso nella casa natale del Santo, impastando e infornando a mano, tra sudore e fatica, la bellezza di 230 Pagnottelle e oltre 560 Ciambelline! Questo è molto più di un semplice impasto di Acqua e Farina: è il simbolo Sacro e supremo della Fratellanza, del Cuore immenso della nostra Comunità e dell’Amore per le Tradizioni! Senza i sacrifici e le braccia forti di queste “Mamme” che tramandano i segreti degli impasti antichi, la nostra Storia finirebbe nel dimenticatoio! E per ringraziarle della loro fatica, il poeta Nando Petrucci gli ha dedicato una meravigliosa e commovente Poesia letta pubblicamente! Leggi i numeri pazzeschi di questa festa e la bellissima e poetica Storia di Fratellanza nel nostro pezzo dedicato alle “Tradizioni” di una volta! 👇 📖 Anche a voi si stringe un po’ il cuore per la Nostalgia, pensando e ricordando l’odore del vecchio “Pane Caldo” fatto in casa dalle vostre Nonne la Domenica mattina? Siete d’accordo sul fatto che tradizioni paesane e sacre come queste debbano essere Difese, Tramandate e insegnate a tutti i costi ai nostri ragazzi, per insegnargli che per “Essere Felici e Fratelli” bastano semplicemente le cose Povere, genuine e Umane fatte a mano? Diteci la vostra sviscerando i ricordi delle vostre adorate Nonne nei commenti, e CONDIVIDETE a dismisura e OVUNQUE questo bellissimo articolo per Ringraziare Pubblicamente queste instancabili Lavoratrici e Mantenere Viva la nostra Storia e i nostri Borghi!

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Nando Petrucci legge una poesia da lui composta e dedicata nostre fornarine

Rocca di Botte  – Ci sono tradizioni antiche, meravigliose e silenziose, fatte di gesti apparentemente umilissimi e semplicissimi, che valgono infinitamente di più di interi libri di storia. Gesti capaci di raccontare, senza bisogno di usare grandi parole, la sconfinata generosità, la fede incrollabile e l’identità fiera di un’intera comunità. Nel bellissimo e suggestivo borgo di Rocca di Botte, proprio in questi giorni di festa e di raccoglimento, il profumo inebriante e inconfondibile della farina impastata e del pane caldo appena sfornato è tornato a invadere i vicoli del paese. Un profumo che sa di casa, di famiglia e di fraternità. In occasione del tradizionale e storico incontro con la vicina comunità di Trevi nel Lazio, si è infatti rinnovata per l’ennesima volta un’usanza particolarmente cara, sacra e intoccabile per i cuori di tutti i Roccatani: la paziente preparazione del famosissimo “Pane dell’Accoglienza”, destinato a sfamare e accogliere a braccia aperte i “Compari” in visita.

Il Forno Sacro e le instancabili Mani delle “Fornarine”

Ma questo non è un pane qualsiasi, acquistato distrattamente al supermercato. È un impasto sacro, preparato con cura maniacale e cotto direttamente all’interno delle storiche mura della Casa natale di San Pietro Eremita, un luogo profondamente legato e venerato dalla storia e dalla grandissima devozione spirituale della comunità.
La grandezza di questa tradizione si misura anche attraverso i numeri impressionanti di quest’anno: sono state preparate, impastate, infornate e sfornate a mano la bellezza di ben 230 pagnottelle calde e 563 dolcissime ciambelline. Numeri giganteschi, che raccontano meglio di mille discorsi l’impegno massacrante, la passione ardente e la partecipazione emotiva con cui questo antichissimo gesto continua orgogliosamente a vivere. Tutto questo miracolo laico e religioso non sarebbe assolutamente possibile senza le vere, indiscusse protagoniste di questa festa. Un ringraziamento gigantesco e speciale va infatti alle instancabili “Fornarine” del paese: Rita Ferrari, Teresa Di Paolo, Maria Rita Bonanni, Antonella Ferrari e Sonia Tarquini. Donne formidabili, che con il loro sudore, il loro lavoro massacrante vicino ai forni ardenti e la loro commovente dedizione, continuano a custodire gelosamente i segreti degli impasti e a tramandare alle nuove generazioni questa preziosissima tradizione.

Il sacro patto d’Amicizia con Trevi nel Lazio

Non stiamo parlando soltanto di acqua, farina e lievito. Questo pane sfornato caldo rappresenta un gesto sublime di accoglienza, di altissima condivisione umana e di strettissima fraternità. È il simbolo materiale e tangibile del legame indissolubile che unisce le popolazioni di Rocca di Botte e di Trevi nel Lazio, stretti in un unico grande abbraccio nel Sacro e veneratissimo nome di San Pietro Eremita. La sapienza di queste donne (immortalata nel commovente racconto in video fatto da Teresa, realizzato col prezioso contributo di Francesca Marzolini e Daniela Musci) è la linfa vitale che mantiene intatta la memoria collettiva. Perché custodire e difendere con i denti le nostre povere ma bellissime tradizioni, significa sostanzialmente continuare a urlare al mondo intero chi siamo da dove veniamo.

Una poesia per le mamme del Pane

E a coronamento di questa meravigliosa favola paesana, è giunto un tributo artistico di rara sensibilità. Per onorare la fatica di queste donne, sono state spese parole altissime che raccontano di tradizione, di memoria e di senso di appartenenza viscerale. Nando Petrucci ha infatti composto e letto pubblicamente una struggente Poesia scritta di suo pugno e dedicata interamente ed esclusivamente alle Fornarine Roccatane, vere e uniche custodi di un gesto arcaico e bellissimo che continua testardamente a vivere e a unire una intera comunità.
Un piccolo, ma gigantesco ed emozionante omaggio a chi, sporcandosi di farina con le proprie mani callose e sapienti, continua a tramandare la parte più preziosa, dolce e profumata della lunghissima storia di Rocca di Botte.

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