Territorio
Pescocostanzo – il gioiello del territorio Abruzzese, tra tombolo, merletto e filigrana d’oro
Pescocostanzo- Ci troviamo nel cuore dell’Abruzzo, nel parco nazionale, a quasi 1400 metri di altitudine, immerso fresco anche duranti le estati più torride , dove ogni istante è un quadro autentico. Pescocostanzo non ha solo splenditi palazzi e chiese lustri, ma è famoso come borgo del merletto e della filigrana.
Dopo il terremoto del 1456 qui arrivarono maestranze lombarde che portarono queste tradizioni artigianali. Da allora le donne del paese tramandano l’arte del merletto a tombolo, mentre gli orafi lavorano la filigrana d’oro celebre soprattutto per la Presentosa, gioiello simbolo dell’Abruzzo. Il nome, storicamente, è il toponimo Pescus Costantili e compare per la prima volta nella seconda metà dell’XI secolo. Un nome che prende origine dal basamento roccioso sul quale si è fondato il borgo e il centro abitato originario. I ritrovamenti di alcune tombe che lasciano supporre un insediamento in età romana. X-XI secolo, sorge il primissimo nucleo abitato, grazie alla rinascita delle attività agricole voluta dai monaci benedettini, verso il Mille.
L’esistenza di un borgo fortificato è testimoniata da un’iscrizione del 1066 riportata su una delle formelle della porta bronzea della Basilica di Montecassino. Il borgo si espande fino al 1456, ma venne poi semi distrutto da un terremoto; la ricostruzione fu rapida e venne edificata la “Via degli Abruzzi” che unisce Napoli a Firenze evitando le insidie delle Paludi Pontine. Pescocostanzo è stato fondato nel periodo medievale e preserva ancora il suo antico fascino. Le sue strette vie lastricate, le case in pietra e le chiese storiche ci raccontano così una storia di secoli. Il centro storico ne rappresenta il tutto, come la Chiesa di Gesù e Maria realizzata nel 1611 con un altare maggiore plasmato su progetto dell’architetto nativo di Clusone Cosimo Fanzago.
L’edificio più celebre del borgo però probabilmente è la Basilica di Santa Maria del Colle che, seppure di origini tardomedievali, presenta un aspetto frutto degli interventi effettuati tra il XVI e il XVII secolo. La pianta così si presenta a cinque navate sormontate da archi a tutto sesto e soffitti in legno. La scalinata all’esterno della basilica inoltre è stata protagonista di una scena del film del 1968 “Straziami ma di baci saziami”, regia di Dino Risi e nel cast, tra gli altri, Nino Manfredi e Ugo Tognazzi. Da vedere anche la Chiesa della Madonna delle Grazie (risalente al Cinquecento) e la Chiesa di Santa Maria del Suffragio dei Morti, questa con alcuni dettagli artistici davvero particolari.
Un’architettura magnifica quella di Pescocostanzo, con numerosi palazzi signorili che testimoniano l’antica ricchezza del borgo. Il Palazzo Fanzago, capolavoro del barocco abruzzese con le sue facciate ornate e i dettagli architettonici elaborati. Infine il borgo è noto anche per la sua rilevanza artigianale. Il merletto a tombolo, una tecnica di ricamo delicato e complesso, infatti è il prodotto che rappresenta al meglio gli abitanti di questo posto, un antichissimo mestiere che si tramanda i generazione in generazione.
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Territorio
Torricella Peligna, piantata la rosa della Madonna nel Giardino delle varietà dimenticate
🚨 ECCELLENZA IN MAIELLA: TORRICELLA PELIGNA CELEBRA IL REIMPIANTO DELLA RARA “MADONNA DELLE ROSE”! 🌹🌿 Una pagina straordinaria di biodiversità e memoria contadina. Nell’ambito del progetto “Pe’ nin perde la sumente”, la Bio Cantina Sociale Orsogna ed il Parco Nazionale della Maiella hanno messo a dimora la rosa della “Madonna delle rose” nel suggestivo Giardino delle varietà dimenticate, a ridosso del santuario rurale. Un tesoro botanico unico h24, selezionato negli USA negli anni ’50 e legato alle suggestive storie di emigrazione della terra di John Fante. Un inno alla ricchezza della natura contro ogni omologazione agricola, pronto a diventare un polo didattico per le scuole d’Abruzzo. Il servizio completo scritto con il cuore e con l’anima 👇#torricellapeligna | #giardinodellerose | #biocantinaorsogna | #parcomaiella #madonnadellerose | #biodiversitàabruzzo | #johnfante | #botanicasociale | #pagineutili
La benedizione al santuario rurale ed il legame storico con l’emigrazione in Nord America
Torricella Peligna – Ci sono progetti scientifici capaci di unire la tutela dell’ambiente alla riscoperta della memoria antropologica di un territorio, trasformando un lembo di terra in un presidio vivente contro il silenzio del tempo. Nel versante orientale della Maiella, l’Istituto floro-faunistico e le comunità locali hanno celebrato il consolidamento del Giardino delle rose dimenticate, un’oasi botanica nata nel duemilaventitre su una rupe panoramica che domina la Valle dell’Aventino. L’appuntamento ha registrato la piantumazione ufficiale della rosa della Madonna delle rose, un esemplare caratterizzato da fusto rossastro, petali rosa pastello solcati da una linea bianca mediana ed un profumo delicato che richiama i chiodi di garofano. Secondo gli studi coordinati dal botanico Antonio Di Renzo, la varietà risulterebbe selezionata nel Nord America degli anni Cinquanta, suggerendo un affascinante legame storico con i flussi di emigranti di ritorno, la cui memoria evoca le origini della famiglia dello scrittore John Fante.
Il percorso scientifico si snoda tra quaranta varietà provviste di cartellini tassonomici descrittivi, i cui dettagli botanici e le cui guide didattiche scorreranno online a schermo intero sui display dei telefoni cellulari dei consumatori mobili.
La filosofia di Camillo Zulli ed il ruolo della Banca del germoplasma della Maiella
La manifestazione si inserisce nel programma strategico intitolato Pe’ nin perde la sumente, varato dai vertici della Bio Cantina Sociale Orsogna sotto la guida del presidente Giuseppe Micozzi e del direttore Camillo Zulli, escludendo l’uso di formule fisse o della parola faldone nei paragrafi. La struttura agricola, forte di millecinquecento ettari coltivati a regime biologico e biodinamico, collabora attivamente con il Parco Nazionale della Maiella guidato dal direttore Luciano Di Martino per la conservazione dei genotipi rari della provincia, alla presenza dei sindaci Carmine Ficca, Andrea Schina e Mario Zulli. Il monitoraggio etnobotanico, supportato dalle ricerche dello studioso Aurelio Manzi, punta a tutelare le specie selvatiche a cinque petali e le antiche cultivar da oltre cento petali, offrendo risposte veloci al degrado delle aree collinari.
L’integrazione tra la sacralità del luogo e l’agricoltura sostenibile rassicura i residenti, proiettando i dati della biodiversità sui display dei telefoni dei nuclei familiari del distretto teatino.
Il potenziale didattico per le scuole ed il contrasto all’omologazione botanica
L’Amministrazione comunale ha espresso un profondo plauso per la riuscita dell’opera, evidenziando come il giardino rappresenti un atto di fiera resistenza culturale contro l’omologazione biologica delle colture e un forte elemento di attrazione per il turismo delle radici della nazione. I comandi municipali e le parrocchie hanno confermato lo spiegamento di successivi laboratori educativi all’aria aperta, finalizzati a trasformare l’oasi in un’aula didattica permanente per gli studenti delle scuole dell’obbligo, migliorando l’indice di vivibilità rurale. Questo sforzo paritetico garantisce la tutela dei suoli ed la valorizzazione del benessere sociale dei comuni montani dello Stato, operando in piena conformità con le usanze di convivenza stabilite dalle leggi per assicurare la trasparenza delle riforme ambientali promosse a beneficio delle ditte agroalimentari e della popolazione locale.
Piana del Cavaliere
Civita di Oricola – torna la Sagra della Lasagna, accompagnata con la musica dei “Guarana’ Band”
Civita di Oricola- Con l’estate, e le sagre , torna a Civita di Oricola, la SAGNA DELLA LASAGNA, della pro Loco Civita di Oricola- Piana del Cavaliere. L’appuntamento è per Sabato 25 Luglio, presso Piazza San Pio, dalle 19.30. Ad allietare la serata un gruppo sensazionale, i GUARANA’ BAND , che proporranno canzoni della storia italiana, momenti di divertimento con le musiche di Balli di Gruppo. Una serata all’insegna del divertimento e della convivialità.
Piana del Cavaliere
Carsoli – al Festival della Birra, le risate del comico romano Alberto Farina
Carsoli- La terza serata del Festival della Birra a Carsoli, il 31 Luglio sarà dedicata alla grande comicità, quella dello straordinario Alberto Farina.Romano d’origine, Alberto Farina si è diplomato all’Accademia teatrale “Ribalte” di Enzo Garinei, ha frequentato anche lo Zelig Lab ed è noto soprattutto per i monologhi sulla sua vita d’infanzia.La popolarità di Alberto Farina è aumentata nel 2012 grazie al programma televisivo Colorado di cui è diventato quasi un pilastro.
La comicità di Alberto Farina è surreale e tagliente. I monologhi racchiudono esperienze di vita e di infanzia molto particolari.La sua dote principale è sicuramente la semplicità con cui riesce a far ridere, grazie anche al suo aspetto che ricorda i ragazzi di periferia degli anni ’70.Dal 2014 il comico romano di Colorado introduce nei suoi monologhi comici il paese immaginario “Cupinio”, dalle cordinate non ben definite ma presumibilmente in zona Lavinio.Dal 2015 Alberto introduce nei suoi monolighi la località di “Tornioranza”, un vero quartiere della città di Roma. Alberto Farina è uno dei comici più riconoscibili e amati del panorama italiano, noto per la sua comicità surreale, i monologhi autobiografici e la presenza scenica unica.
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