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Vertenza Callmat: è il momento delle decisioni definitive per il futuro di 350 lavoratori

📢 La vertenza CallMat arriva a un punto di svolta: il 29 luglio al MIMIT servono risposte certe per 350 lavoratori. Il sindacato chiede di investire nella digitalizzazione della Basilicata per garantire dignità e futuro.

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#CallMat #Basilicata #Lavoro #Digitalizzazione

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Vertenza Callmat: è il momento delle decisioni definitive per il futuro di 350 lavoratori

Redazione- Matera diventa il centro di un confronto serrato che si gioca sul filo del rasoio per il destino occupazionale di 350 persone. La vertenza che coinvolge i lavoratori di CallMat ha raggiunto una soglia critica, trasformandosi in un banco di prova per le istituzioni regionali e nazionali. Dopo mesi di incertezza, rinvii tattici e promesse verbali, il sindacato ha chiarito che non sono più tollerabili ulteriori dilazioni. La scadenza del 30 settembre, data in cui TIM ha garantito la continuità dei flussi di attività, segna il punto di non ritorno per un comparto che rappresenta un pilastro del settore terziario lucano.

Risorse economiche e il paradosso della mancanza di volontà

La questione sollevata dalle segreterie regionali di SLC CGIL, FISTel CISL, UILFPC UIL e UGL Telecomunicazioni scardina la narrazione della scarsità di fondi. Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha recentemente annunciato lo stanziamento di oltre 505 milioni di euro destinati proprio al Mezzogiorno. Questi fondi sono finalizzati a progetti di innovazione, digitalizzazione, intelligenza artificiale, cloud computing e cybersicurezza. Appare stridente il contrasto tra la disponibilità finanziaria per la transizione tecnologica del Paese e la precarietà di una forza lavoro altamente qualificata come quella di CallMat.

Gli esponenti sindacali, Anna Russelli, Vincenzo Piccinni, Giovanni Letterelli e Pino Giordano, pongono un interrogativo preciso: perché non destinare una parte di queste risorse già stanziate per la tutela occupazionale e la riqualificazione dei lavoratori in esubero? La competenza tecnica accumulata dai dipendenti nel corso degli anni è un patrimonio che non può essere disperso. Le organizzazioni di categoria indicano nella digitalizzazione degli archivi regionali e delle cartelle cliniche del sistema sanitario lucano la soluzione ideale. Si tratta di un progetto che unirebbe l’esigenza di modernizzare la pubblica amministrazione regionale con quella di stabilizzare centinaia di nuclei familiari, evitando una crisi sociale di ampie proporzioni.

Il ruolo della regione basilicata e la responsabilità politica

Il dito è puntato contro la giunta regionale, chiamata a un impegno coraggioso. Il Presidente Vito Bardi, insieme agli assessori Francesco Cupparo e Cosimo Latronico, detiene il potere di trasformare le ipotesi progettuali in attività concrete. La digitalizzazione della documentazione amministrativa e sanitaria non è un’utopia, ma un obiettivo di modernizzazione indicato a tutti i livelli istituzionali. La mancata attivazione di questo percorso rappresenterebbe una responsabilità politica chiara in una fase in cui la Basilicata soffre già di fenomeni di spopolamento e desertificazione produttiva.

Risulta di difficile lettura, secondo il fronte sindacale, la dicotomia tra la proroga di incarichi esterni legati al PNRR per la trasformazione digitale — che riconosce la necessità di mantenere competenze specifiche — e l’abbandono di maestranze locali che possiedono le stesse caratteristiche tecniche. Il confronto previsto per il 29 luglio al tavolo del MIMIT viene così caricato di aspettative altissime. Non serviranno più dichiarazioni d’intenti o tavoli interlocutori che si limitano a spostare in avanti la data della chiusura. Quel giorno, il governo e i rappresentanti regionali dovranno presentarsi con un cronoprogramma vincolante e impegni finanziari definiti.

La scadenza del 29 luglio come bivio istituzionale

L’incontro presso il dicastero romano non costituisce una semplice tappa formale, ma un vero e proprio bivio. La data del 30 settembre incombe come uno spettro: oltre quel termine, la protezione fornita da TIM cesserà e il rischio che i lavoratori restino senza tutele diventerà realtà. Per i sindacati, la mobilitazione rimarrà alta fino a quando non saranno sottoscritti accordi capaci di garantire dignità e futuro. La richiesta di fondo è semplice e radicale: invertire la rotta di una politica che spesso premia l’esternalizzazione a scapito della valorizzazione delle risorse umane interne.

La partita di CallMat è emblematica di una sfida più ampia che coinvolge tutto il Sud Italia: riuscire a coniugare gli investimenti massicci previsti per l’innovazione digitale con la salvaguardia dei posti di lavoro locali. La risposta che arriverà da Roma il 29 luglio dirà molto sulla capacità della classe dirigente di tutelare il tessuto sociale lucano, evitando che la transizione tecnologica diventi, anziché un’opportunità di modernizzazione, un ulteriore fattore di esclusione sociale. Le segreterie sindacali sono pronte a incalzare le istituzioni, ribadendo che i lavoratori di CallMat non cercano assistenzialismo, ma l’esercizio del proprio diritto a un lavoro che sia degno e duraturo nei processi di sviluppo del territorio.

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Stellantis Melfi, prorogato di un mese il contratto di solidarietà per gestire la transizione estiva

🚗 Il futuro dello stabilimento di Melfi passa per la proroga della solidarietà. I sindacati chiedono un piano chiaro per il post-estate per tutelare i livelli occupazionali e la produzione in una fase di transizione fondamentale per tutto il comparto automotive.

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#Stellantis #Melfi #Sindacati #Automotive

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Florence-COSTANZO-Segretaria-Regionale-Ugl-Basilicata-Metalmeccanici

 Redazione- Il complesso industriale di San Nicola di Melfi si trova ad affrontare una nuova fase di transizione, caratterizzata da una gestione cauta dei volumi produttivi e da un dialogo serrato tra le parti sociali e i vertici aziendali. In seguito a un incontro tenutosi tra la direzione di Stellantis e i rappresentanti sindacali, è stata ufficializzata la decisione di estendere il contratto di solidarietà attualmente in vigore per ulteriori trenta giorni. La misura, che sarebbe dovuta cessare il prossimo 27 giugno, vedrà adesso una prosecuzione fino al 27 luglio, mantenendo inalterate le condizioni normative ed economiche già stabilite per le maestranze.

Questa decisione rappresenta un passaggio tecnico necessario per accompagnare l’attività dello stabilimento lucano verso la consueta pausa estiva. La proroga permette di mantenere un assetto gestionale solido, evitando strappi nel piano di organizzazione del lavoro in un momento in cui il settore automotive, sia a livello nazionale che europeo, sconta incertezze legate alla domanda di mercato e alla transizione verso le nuove motorizzazioni elettriche.

Il confronto sindacale sulla gestione dello stabilimento

L’annuncio della proroga è arrivato attraverso una nota ufficiale firmata da Florance Costanzo, segretaria regionale dell’Ugl Basilicata Metalmeccanici. La sigla sindacale, insieme a tutto il fronte unitario composto da Fim, Fiom, Uilm, Fismic e Aqcf, ha lavorato per definire un perimetro di sicurezza che tutelasse i lavoratori nel breve periodo. La necessità di questa estensione risponde a una dinamica operativa orientata alla stabilità, permettendo di traghettare la produzione fino alla chiusura programmata per le ferie di agosto.

Nonostante la proroga sia al momento limitata a un singolo mese, il tema centrale per le sigle sindacali resta la programmazione a lungo termine. Il sito di Melfi, storicamente considerato uno dei fiori all’occhiello del comparto produttivo di Stellantis in Italia, sta vivendo un momento di profonda trasformazione industriale. La sfida, come sottolineato negli interventi dei rappresentanti dei lavoratori, è quella di conciliare le esigenze di flessibilità richieste dal mercato con la salvaguardia dei livelli occupazionali, una questione che resta la priorità assoluta per l’intero indotto lucano.

Lo sguardo rivolto al dopo ferie

Il vero banco di prova per il futuro del sito di Melfi si sposta ora alla fine di luglio. Le organizzazioni sindacali, in modo compatto, hanno formalizzato una richiesta specifica alla direzione aziendale: un nuovo round di incontri da programmare entro l’ultima settimana del prossimo mese. L’obiettivo, in questo caso, non è più semplicemente gestire una proroga, ma pianificare l’autunno produttivo.

In sede di confronto, che vedrà la partecipazione diretta della direzione di stabilimento, si procederà a un esame dettagliato di diversi punti sensibili. Saranno analizzate le prospettive produttive reali, l’andamento della solidarietà con le relative percentuali di utilizzo e, punto di fondamentale importanza, la rotazione del personale. Quest’ultimo aspetto è mirato a garantire un’equa distribuzione dei carichi di lavoro e degli ammortizzatori sociali tra tutte le maestranze, evitando disparità di trattamento all’interno dei reparti.

Il monitoraggio costante dell’evoluzione della situazione resta l’impegno preso dai sindacati, che intendono vigilare affinché le scelte industriali di lungo periodo non ricadano negativamente sulla stabilità economica dei lavoratori. La partita di Melfi, che occupa migliaia di addetti tra l’impianto principale e l’intera filiera della componentistica nella zona industriale, rimane osservata speciale non solo in Basilicata, ma nell’intero panorama economico del Mezzogiorno. Il confronto che avverrà alla fine di luglio sarà quindi decisivo per capire quale sarà la rotta di Stellantis in Italia dopo il periodo di sosta estiva, in attesa di segnali più incoraggianti sul fronte del mercato dell’auto europeo.

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Il lavoro come presidio di dignità sociale: l’UGL Matera in dialogo con la Diocesi

🤝 L’UGL Matera e la Diocesi di Tursi-Lagonegro si uniscono per affrontare l’emergenza occupazionale e il caro vita che colpiscono duramente le famiglie locali. Un impegno comune per rimettere al centro dignità sociale e lavoro.

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#Basilicata #Matera #UGL #Lavoro #Solidarietà #Caritas

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Il lavoro come presidio di dignità sociale: l'UGL Matera in dialogo con la Diocesi

 Redazione-  La crisi economica che attanaglia il territorio del Metapontino e l’intera provincia di Matera non è più soltanto un dato statistico, ma una realtà che bussa quotidianamente alle porte delle famiglie, dei pensionati e dei giovani. In questo contesto, il Segretario Provinciale dell’UGL di Matera, Pino Giordano, ha intrapreso un confronto diretto presso la sede della Diocesi di Tursi-Lagonegro. L’incontro con il Vescovo Monsignor Vincenzo Orofino ha avuto l’obiettivo di analizzare le criticità sociali e occupazionali che stanno mettendo a dura prova la tenuta della comunità locale.

Al tavolo tecnico-istituzionale ha preso parte anche Don Giuseppe Gazzaneo, Direttore della Caritas Diocesana di Tursi-Lagonegro. La presenza della Caritas ha permesso di arricchire il dibattito con testimonianze dirette raccolte sul campo: l’ente rappresenta, di fatto, un osservatorio privilegiato sull’evoluzione della povertà nel territorio. I dati emersi durante il colloquio tratteggiano una situazione di crescente precarietà, aggravata dall’inflazione e dalla perdita del potere d’acquisto dei salari, che colpisce anche i cittadini regolarmente occupati.

Un territorio segnato da incertezze strutturali

Il quadro delineato dal sindacato è preoccupante. Non si tratta di casi isolati, ma di un’emergenza che coinvolge trasversalmente le fasce più deboli della popolazione. Il fenomeno del lavoro povero, ovvero di persone che pur avendo un impiego non riescono a garantire un sostentamento dignitoso al proprio nucleo familiare, sta diventando una costante preoccupante nell’area materana. A questo si aggiunge l’emorragia di giovani talenti che, non trovando prospettive professionali stabili nel tessuto produttivo regionale, scelgono la via dell’emigrazione, privando la Basilicata di risorse vitali per il ricambio generazionale.

Le istituzioni, secondo l’UGL, devono uscire dall’immobilismo. La necessità è quella di politiche attive del lavoro capaci di attrarre investimenti durevoli, superando la logica dei contributi a pioggia e puntando sulla creazione di occupazione stabile. La difesa dei salari e il rafforzamento delle tutele contrattuali sono stati indicati come pilastri imprescindibili per restituire serenità ai lavoratori e dignità alle famiglie del territorio.

Il ruolo della Chiesa come punto di riferimento

Nel corso del confronto, Pino Giordano ha voluto sottolineare il valore dell’azione pastorale svolta da Monsignor Vincenzo Orofino. Per il sindacato, la figura del Vescovo rappresenta un pilastro morale essenziale, una guida capace di interpretare le sofferenze di chi vive ai margini del sistema economico. La vicinanza dimostrata dalla Diocesi verso i temi della disoccupazione e dell’emarginazione sociale è stata definita un presidio di speranza e solidarietà per l’intero territorio.

Il merito dell’operato di Don Giuseppe Gazzaneo e dei volontari della Caritas è stato ampiamente riconosciuto. L’impegno silenzioso ma costante profuso da questa realtà permette di intercettare le nuove povertà, spesso invisibili ma drammaticamente reali. Secondo l’UGL, le istituzioni dovrebbero fornire un sostegno più convinto e strutturato a queste organizzazioni, poiché il lavoro di assistenza e ascolto fornito dalla Caritas riempie spesso lacune lasciate dal settore pubblico, offrendo risposte immediate laddove i tempi della burocrazia risultano troppo dilatati.

Una collaborazione necessaria per il futuro

L’incontro si è concluso con l’impegno comune a mantenere un canale di dialogo costante. L’UGL Matera, pur mantenendo il proprio ruolo di attore sociale e sindacale a tutela dei diritti dei lavoratori, ha ribadito la volontà di cooperare con tutte le realtà sane del territorio. La costruzione di un futuro solido per il Materano richiede una sinergia inedita tra le parti sociali, la Chiesa e gli enti istituzionali, affinché le decisioni politiche siano sempre radicate nella conoscenza reale delle esigenze dei cittadini.

La missione, come ribadito dal Segretario Giordano, resta quella di garantire che nessuno venga lasciato solo in questa fase di transizione economica. L’appello finale è rivolto alla politica locale e nazionale, affinché la dignità del lavoro torni a essere il fulcro dell’agenda istituzionale, trasformando le istanze di chi soffre in interventi concreti, tutele salariali e opportunità di sviluppo per i giovani. Solo attraverso questa convergenza di intenti sarà possibile invertire la rotta e costruire una comunità resiliente, capace di guardare al futuro con ritrovata fiducia.

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Ospedale di Policoro, l’ugl sanità difende il personale dopo le polemiche sui tempi di attesa

🏥 Il sindacato UGL Sanità scende in campo per difendere l’operato del personale dell’Ospedale di Policoro, sottolineando l’importanza cruciale del presidio per il territorio e i risultati raggiunti dal laboratorio di analisi.

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#Policoro #SanitàLucana #UGLSanità #Basilicata

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Ospedale di Policoro, l’ugl sanità difende il personale dopo le polemiche sui tempi di attesa

 Redazione-  Il dibattito sulla qualità dei servizi sanitari in Basilicata torna ad accendersi, puntando i riflettori sul presidio ospedaliero Papa Giovanni Paolo II. A fronte delle recenti segnalazioni critiche relative alle attese presso il Pronto Soccorso cittadino, è intervenuta Margherita Rasulo, esponente della Segreteria Provinciale UGL Sanità Matera, con l’obiettivo di riportare il confronto su binari di equilibrio e rispetto istituzionale. La posizione del sindacato è netta: la difesa della sanità pubblica passa necessariamente attraverso il sostegno agli operatori che quotidianamente garantiscono la tenuta del sistema.

Un presidio fondamentale per il territorio jonico

L’Ospedale Papa Giovanni Paolo II non è una semplice struttura sanitaria, ma rappresenta un punto di riferimento vitale per l’intera area del Metapontino. La sua importanza è amplificata dalla collocazione geografica, che lo rende un nodo cruciale sulla dorsale della Strada Statale 106 Jonica. Questa arteria di collegamento tra Basilicata, Puglia e Calabria movimenta ogni giorno migliaia di transiti, ma è durante la stagione estiva che la pressione sul presidio tocca i massimi storici.

Il bacino di utenza, infatti, si dilata in modo esponenziale per accogliere le migliaia di turisti che affollano le località balneari limitrofe. Una pressione assistenziale che impone una riflessione costante sulla dotazione di risorse e personale. Proprio in vista dell’imminente periodo estivo, l’UGL Sanità ha già avviato un interlocuzione serrata con l’Assessore regionale alla Salute, Cosimo Latronico, e con il Presidente della Quarta Commissione Consiliare, Nicola Morea. L’obiettivo è chiaro: garantire ai nosocomi della provincia di Matera, e in particolare a Policoro, un potenziamento preventivo in grado di assorbire l’incremento ciclico della domanda, evitando che il sistema entri in sofferenza.

Valorizzare le risorse umane tra criticità e successi

Al centro della nota di Margherita Rasulo c’è l’aspetto umano. Dietro ogni camice, spiega il sindacato, operano medici, infermieri, OSS e tecnici che affrontano turni massacranti in una condizione di cronica carenza di organico. Rasulo precisa che, all’interno dei reparti di emergenza, le dinamiche quotidiane non possono essere lette attraverso la lente dell’ordine di arrivo. Le priorità cliniche, regolate dai protocolli di triage, sono il baluardo posto a difesa della vita dei pazienti. Criticare il sistema per una lunga attesa è un diritto del cittadino, ma trasformare singoli episodi in un attacco denigratorio verso l’intero comparto è, secondo l’UGL, controproducente e ingiusto.

Il sistema sanitario materano non vive solo di emergenze, ma è in grado di esprimere eccellenze capaci di invertire la rotta della mobilità passiva. Un caso emblematico citato dalla segreteria provinciale riguarda il Laboratorio di Patologia Clinica, operativo tra Tinchi e Policoro. Sotto la direzione del dottor Domenico Dell’Edera, questa struttura ha registrato una crescita impressionante dei volumi di attività. Si è passati dalle circa 110mila prestazioni dell’anno 2023 alle oltre 164mila del 2024, con una proiezione che punta a superare quota 210mila entro la fine del 2025. Questi numeri rappresentano un segnale tangibile: quando il pubblico investe in competenze e organizzazione, i cittadini trovano risposte concrete vicino a casa, evitando i costosi e disagevoli viaggi verso strutture di altre regioni.

L’impegno per un sistema pubblico efficiente

La prospettiva tracciata da Rasulo è quella di un rilancio netto del SSN. Per troppo tempo, sostiene l’UGL, le lacune strutturali hanno spinto l’utenza verso il settore privato, creando una disparità sociale che premia chi può permettersi di pagare e penalizza le fasce più deboli. Difendere il presidio di Policoro equivale a tutelare il diritto di ogni lucano ad accedere alle cure senza pesi economici aggiuntivi.

Il percorso di riorganizzazione avviato dalle istituzioni regionali, sebbene richieda tempi e risorse costanti, sta segnando una fase di transizione necessaria. La sfida dei prossimi mesi sarà quella di coniugare il potenziamento tecnologico e infrastrutturale con un clima lavorativo che permetta ai professionisti di esprimere il massimo della qualità. La battaglia del sindacato, in questo senso, rimane ancorata al principio di realtà: la sanità è un bene comune che si costruisce con il supporto reciproco tra istituzioni, lavoratori e cittadini, cercando di trasformare le criticità in leve di miglioramento per un servizio sanitario che sia, nel tempo, sempre più solido e vicino alle reali esigenze della popolazione locale.

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