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Sport

I fratelli Elvino, Loris e Pietro Gennari nella storia dell’ultramaratona

Tre fratelli vincevano una maratona arrivando insieme in 2h35’24”
I fratelli Gennari hanno scoperto il loro talento e hanno approfittato a girare il mondo vincendo gare contro atleti delle altre nazioni, compreso i paesi dell’Est, gare

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I fratelli Elvino, Loris e Pietro Gennari nella storia dell’ultramaratona

Redazione-  I fratelli Gennari hanno scoperto il loro talento e hanno approfittato a girare il mondo vincendo gare contro atleti delle altre nazioni, compreso i paesi dell’Est, gare estreme per chilometraggio elevato e per condizioni climatiche, specialisti della 100 km nel mondo oltre che in Italia.

Tante le glorie, tanti gli aneddoti, ma anche qualche sconfitta. Elvino, per esempio, non è mai riuscito a vincere la classicissima 100km del Passatore, ha partecipato 10 volte, la prima volta il 25.05.1975 classificandosi 11° in 8h25’01”, è salito diverse volte sul podio: tre secondi posti nel ’76, ’77, ’78 e due terzi posti nel ’81 e ’84; due quarti posti nel ’80 e ’85 e l’ultima partecipazione risale al 29.05.1993.

Nel ’76, ’77, ’78 Vito Melito vince per tre volte consecutive la 100km del Passatore ed Elvino Gennari arriva dietro di lui, in seconda posizione, per tre volte consecutive, nel ’78 lo segue il fratello Loris Gennari.

Il 1977 sembrava essere l’anno giusto per Elvino che era al comando e al passaggio al 100° km ha ottenuto anche la miglior prestazione al mondo con un crono di 6h20’35”, ma fu sorpassato da uno splendido Vito Melito che lo anticipa sul traguardo, bissando la vittoria dell’anno precedente con un crono migliore.

Quell’anno il podio è di tre uomini che riescono a concludere la gara di 107 chilometri sotto le 7 ore: Vito Melito in 6h50’02”, Elvino Gennari 6h52’12” e Paolinelli Olimoio 6h58’12”.

Interessanti le parole di Renato Cavina in un suo articolo del 28 maggio 1977: “A San Cassiano nuovo colpo di scena. Gennari scavalca sia Melito sia Paolinelli e a Brisighella è primo con un margine di 5’23” su Melito e di 9’13” su Paolinelli. Al km 100, Gennari stabilisce il nuovo record mondiale sulla distanza di 6h20’35” e precede ancora Melito di 4’06” poi l’incredibile crollo dell’atleta di San Felice sul Panaro e il successo di Melito davanti a ottomila persone assiepate in piazza del popolo.”

L’anno 1980 Loris ed Elvino arrivano rispettivamente in terza e quarta posizione al Passatore, mentre il 1981 ancora una vittoria di Vito Melito che precede Loris ed Elvino Gennari.

Il 1984, Elvinio e Pietro Gennari si classificano rispettivamente al terzo e quarto posto. Nel 1985 Pietro ed Elvino Gennari si classificano rispettivamente al secondo e quarto posto. Il 27.05.1989 Pietro si classifica al 4° posto in 7h33’17”, mentre Elvino al 13^ posto in 8h20’31”.

Ai tempi d’oggi è il tassinaro di Roma Giorgio Calcaterra che è agli onori della gloria con il suo strapotere di campione incontrastato soprattutto sulla distanza di 100km vincendo per 12 volte consecutive la 100km del passatore da Firenze a Faenza e tre volte campione al mondo.

Insomma, l’Italia può vantare dei campioni del passato e dei campioni attuali, importante e renderne merito e fare in modo che le loro esperienze siano di insegnamento alle nuove leve trasmettendo il messaggio che la fatica permette di sperimentare successo e fiducia in se stessi, incrementando l’autoefficacia.

Elvino ha partecipato a 11 edizioni della Pistoia-Abetone Ultramarathon 53km, ottenendo tre terzi posti negli anni ’76, ‘77 e 78’, un 4° e 5° posto rispettivamente nel ‘79 e ‘80 e due sesti posti negli anni ‘84 e ‘86.

Alla prima edizione del 18 luglio 1976 si classificò in 3^ posizione con il crono di 4h07’00”.

L’anno successivo, il 10 luglio 1977, la gara è vinta da Loris Gennari in 3h42’00” che precede Roberto Lotti 3h46’00” ed Elvino 3h47’00”.

Il 16 luglio 1978 gli atleti si scambiano le posizioni del podio, sul gradino più alto sale Roberto Lotti che vince in 3h48’00”, precedendo i gemelli Loris ed Elvinio con il crono rispettivamente di 3h55’00” e 4h10’00”.

Il 10 luglio 1983, alla 8^ edizione della “Pistoia-Abetone Ultramarathon 53km corsa su strada” i tre fratelli si classificano al 6°, 7° e 8° posto a distanza di 1” l’uno dall’altro: Elvino in 4h09’17”, Pietro in 4h09’18” e Loris in 4h09’19”.

Il 14 luglio 1985 Loris si classifica al 6° posto in 4h14’51” ed Elvino al 10° posto in 4h21’24”.

Il 12 luglio 1987, Pietro Gennari si classifica al 4° posto in 3h56’00”. L’ultima partecipazione di Elvino alla Pistoia-Abetone risale al 09.07.1989 dove sale sul terzo gradino del podio della categoria M40 con il crono di 4h24’25”.

La fatica, l’impegno, la determinazione permettono di superare anche momenti di sconforto quando subisci una sconfitta o un infortunio ma si può sviluppare la resilienza e andare avanti cavalcando l’onda del cambiamento, apprendendo dall’esperienza.

Insomma, lo sport diventa una scuola di vita, una palestra all’aperto per sperimentare, per lasciare a casa le comodità e buttarsi nella mischia, lottare per arrivare, lottare per vincere, lottare con le proprie forze impegnandosi sempre di più per far meglio per se stesso, per la squadra, per il proprio paese, per la propria nazione.

Italiani conosciuti al mondo e temuti per essere vincenti in sport di endurance, per essere uomini duri che non hanno paura del terreno di gara, non hanno paura delle condizioni atmosferiche, non hanno paura degli avversari, uomini che si preparano oltre l’attività lavorativa e partono per destinazioni ignote per scoprire nuove sfide da affrontare e tornare a casa arricchiti, soddisfatti, sportivamente ma anche culturalmente per aver conosciuto nuovi mondi, nuove culture.

I fratelli Gennari hanno gareggiato anche fuori dall’Italia con ottimi risultati come la “Suomi-juoksu 100 km”, Hartola (FIN) dove sono arrivati insieme ottenendo un secondo e terzo posto con lo stesso crono di 6h53’01”.

Elvino ha vinto la “6ème Les 100 km de Millau (FRA)” nel 1977 con il crono di 6h51’36” precedendo di quasi 24 minuti il secondo arrivato Jean-Louis Baudet 7h15’00”.

Di seguito le sue parole a tal proposito: La 100 km di Millau resterà per me la vittoria più bella in assoluto. Dopo tanti anni,, ho ancora il secondo miglior tempo… 6h51′👍🏃.

I fratelli Gennari diventarono una leggenda, soprattutto il più forte Elvino che ha vinto la “Torino – Saint Vincent” (98km) nel ’77 in 6h17’02″.

Interessanti le parole di Giovanni Bergese sul suo articolo del 2 maggio 1977: “Al traguardo a chi gli propone una doccia o un massaggio, ha risposto ‘Devo sgranchirmi le gambe, non posso stare fermo’ Poi si informa “Che tempo ho fatto?” Saputolo ha un grosso rammarico ‘Sarebbe stato record del mondo se fossero stati 100 chilometri’.”

Elvino bissò la vittoria nel ’78 in 6h30’50”, mentre il fratello Loris il 1° maggio 1982 vinse la XX Torino-Saint Vincent 100 km in 7h04’11”, precedendo il gemello Elvino 7h17’32”.

Il 30 settembre 1978, Loris vinse la 1^ 100 km della Brianza in 7h40’ mentre il gemello Elvino la vinse nel 1981 in 8h e lo stesso anno vinse la 3^ Camminata delle tre province (UD-GO-TS), 106km corsa su strada in 8h09′.

Il 7 novembre 1982 i tre fratelli Pietro, Loris ed Elvino Gennari parteciparono alla 1^ 100 km di Bologna in pista, classificandosi rispettivamente al 4°, 5° e 6° posto in 7h05’47”, 7h09’09” e 7h23’53”. L’anno successivo, il 16 ottobre 1983, Loris si classificò 3° in 7h19’08”.

Alcuni anni fa, Elvino Gennari mi disse: “Tre fratelli vincono una maratona in 2h35’24”, che tu sappia ci sono stati altri casi simili? Sono 44 anni che corro, ho fatto 31 100ķm, 20 volte sul podio con 10 vittorie, 200 Maratone, ho girato il mondo: Australia, Cina, Sudafrica, Alaska, Stati Uniti, ecc. ecc.”

Il 10 aprile 1983 Pietro Gennari vinse la 1^ edizione della “Maratona della Bassa Reggiana” a Reggio Emilia in 2h32’24”, precedendo Mauro Cilia 2h34’28 e i 2 gemelli Elvino e Loris Gennari arrivati insieme in 2h34’48, a seguire Mauro Manfrdotti 2h37’03”. La prima donna fu Paola Ravazzini in 3h32’45. L’8 aprile 1985 i tre fratelli Gennari vinsero la maratona “Maratona della Bassa Reggiana” a Rio Saliceto arrivando insieme, mano nella mano, con il crono di 2h35’24”. La gara femminile fu vinta in 3h19’17” da Gloria Gessi.

Il 23 aprile 1983, Elvino vinse la 9° Marcialonga Veneta di Montagnana di 100 km in 8h16′ e tale gara fu portata a termine in 11h30′ anche da Flavio Taverna, classe 1944, che si classificò all’11° posizione. Dopo alcuni anni, il 22 aprile 1989, Pietro Gennari vinse la 15° Marcialonga Veneta di Montagnana di 100 km in 7h37’21”.

Il 25 ottobre 1986, Elvino conquista la terza posizione alla 4^ 100km dei Gladiatori in 7h52’02”.

Ai Campionati Mondiali 100km di Torhout in Belgio il 20 giugno 1987, Pietro Gennari si classificò al 16° posto e 2° italiano in 7h09’37”, l’altro italiano era Boris Bakmaz 7h04’49”, mentre il titolo mondiale è andato allo spagnolo Domingo Catalan Lera che ha vinto in 6h19’35”.

Il 23 aprile 2004 Elvino e Loris Gennari con altri tredici italiani parteciparono alla prima Maratona della Pace, una corsa simbolica di dieci chilometri da Betlemme a Gerusalemme organizzata dal CSI (Centro Sportivo Italiano) insieme ad atleti israeliani e palestinesi.

Elvino definito un guerriero perché nello sport di endurance, nella ultramaratona si lotta con se stessi, con le crisi eventuali, con gli avversari, con tutto ciò che può succedere durante tante ore di gara. Le sfide portate a termine si trasformano in sensazioni ed emozioni che si attaccano al corpo come tatuaggi indelebili per ricordarti che sei un guerriero, un lottatore, un vincente.

Ho dedicato ai fratelli Gennari il mio libro “La 100km del Passatore. Una gara fra coraggio e resilienza”, Edizione Psiconline

https://www.unilibro.it/libro/simone-matteo/100km-passatore-gara-coraggio-resilienza/9788899566258

I fratelli Gennari sono menzionati anche nel libro “Il piacere di correre oltre” (Il piacere di correre oltre dal punto di vista di uno psicologo dello sport).

Sport & benessere 15 | ed. novembre 2022.

https://www.prospettivaeditrice.it/libro/il-piacere-di-correre-oltre-il-piacere-di-correre-oltre-dal-punto-di-vista-di-uno-psicologo-dello-sport/

In linea di massima, la passione della corsa permette alle persone di mettersi alla prova, di condurre un sano stile di vita, di salire su un treno fatto di fatica e gioie, di relazioni, di mete e obiettivi da costruire, di situazioni da sperimentare. Bisogna sviluppare consapevolezza delle proprie risorse e capacità, ma anche dei propri limiti: è necessario consolidare questi concetti per mantenere un buon equilibrio. Nel nuovo libro di Matteo Simone Il piacere di correre oltre, l’autore riprende la sua consuetudine di parlarci di sport soprattutto attraverso il dialogo con gli atleti. Leggere il testo di Matteo Simone ci permette di conoscere alcune dinamiche psicologiche che forse ignoriamo o per lo meno di cui non siamo consapevoli.

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Sport

Un’Italia da leggenda agli Europei di Nuoto: Sara Curtis disintegra il Record del Mondo! Argento in staffetta e doppio bronzo per Ceccon e Pilato

Il nuoto azzurro è nella leggenda! 🇮🇹 🥇 Una serata parigina a dir poco clamorosa agli Europei di Nuoto 2026: l’Italia si porta a casa un bottino pazzesco! A prendersi la scena è una mostruosa SARA CURTIS, che frantuma le avversarie e firma il nuovo RECORD DEL MONDO nei 50 dorso (26″63)! E non finisce qui: appena un’ora dopo, la piemontese trascina le compagne (Menicucci, Tarantino, Mao) a uno splendido Argento nella 4×100 stile. Ad arricchire il medagliere ci pensano Thomas Ceccon (200 dorso) e Benedetta Pilato (100 rana) con due Bronzi di puro cuore e talento. Orgogliosi dei nostri campioni? Festeggiamo insieme questa serata epica, leggete tutti i dettagli delle gare nel nostro articolo! 👇 🏊‍♀️ 💙

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Sara Curtis

Parigi  – Ci sono serate destinate a rimanere scolpite a caratteri cubitali negli annali dello sport tricolore. E quella di oggi, 12 agosto, è senza ombra di dubbio una di queste. Nella vasca infuocata degli Europei di Nuoto di Parigi 2026, l’Italia ha ruggito con la potenza di un leone, travolgendo gli avversari e portando a casa un bottino da sogno nella terza, attesissima giornata di finali. Se il nuoto azzurro ci aveva già abituati a grandi prestazioni, quanto accaduto stasera sotto il cielo parigino supera ogni più rosea aspettativa, consacrando definitivamente una nuova, immensa e inarrestabile stella assoluta: la piemontese Sara Curtis.

Sara Curtis riscrive la storia dell’umanità: un Record del Mondo spaziale

La scena se la prende tutta lei, con prepotenza e classe cristallina. Sara Curtis, scesa in vasca già galvanizzata dallo splendido bronzo conquistato in precedenza nei 100 stile libero, ha deciso di frantumare letteralmente le leggi della fisica e della biologia. Nella finalissima dei 50 dorso, l’azzurra non si è limitata a vincere l’oro continentale, ma ha compiuto un vero e proprio miracolo sportivo: ha stampato sul tabellone luminoso un mostruoso e inarrivabile 26″63. È Record del Mondo assoluto. Il boato del pubblico di Parigi ha accompagnato l’esultanza incredula e gioiosa della Curtis, capace di un tuffo, di una progressione e di un tocco finale rasenti la perfezione assoluta. Un primato che spazza via i fantasmi del passato e che proietta la ragazza piemontese di diritto nell’Olimpo immortale delle divinità del nuoto internazionale.

Il cuore oltre l’ostacolo: un argento di squadra pazzesco nella 4×100 stile libero

Come se non bastasse l’adrenalina per aver appena siglato un record planetario, la Curtis ha dimostrato di avere muscoli e testa d’acciaio. Appena un’ora dopo la sua storica impresa individuale, è tornata sui blocchi di partenza per trascinare le sue compagne di squadra nella durissima e spettacolare finale della staffetta 4×100 stile libero. E il miracolo azzurro si è ripetuto: il quartetto formato da Sara Curtis, Virginia Menicucci, Chiara Tarantino e Alessandra Mao ha nuotato con il cuore in gola, battagliando bracciata dopo bracciata, fino a toccare il muretto con l’eccezionale crono di 3’33″19. Un tempo che vale una medaglia d’argento pesantissima e bellissima, conquistata arrendendosi soltanto di fronte alla strapotenza inarrivabile del quartetto dell’Olanda.

I signori delle medaglie: Ceccon e Pilato non tradiscono le attese

Prima dell’esplosione agonistica della Curtis, il pomeriggio di Parigi si era già tinto pesantemente di azzurro grazie ai nostri “veterani” delle medaglie. Il vicentino Thomas Ceccon, con la consueta classe ed eleganza che lo contraddistinguono, è salito sul terzo gradino del podio nei 200 dorso. Il suo crono di 1’53″96 gli è valso un meritatissimo bronzo, chiudendo le sue fatiche alle spalle dell’ungherese Hubert Kos e del greco Apostolos Siskos.

Poco dopo, a far esplodere i tifosi italiani, ci ha pensato l’immensa tarantina Benedetta Pilato. La regina della rana azzurra ha lottato come una leonessa nella finale dei 100 rana, strappando con i denti una medaglia di bronzo favolosa (con il tempo di 1’05″86), arrendendosi solo alla potenza della britannica Angharad Evans e all’irlandese Mona McSharry.

D’Ambrosio: un settimo posto che profuma di futuro brillante

A completare la strepitosa serata italiana c’è da registrare anche la buonissima prova di Carlos D’Ambrosio nella gara regina, i 100 stile libero. Il ragazzo non è salito sul podio, dovendosi accontentare di un onorevolissimo settimo posto, ma ha firmato il suo nuovo primato personale con il tempo di 47″58. Un segnale fortissimo di crescita personale che fa ben sperare per il futuro di una Nazionale che, oggi più che mai, ha dimostrato di non avere paura di nessuno e di poter dominare le acque di tutta Europa.

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Sport

L’Isweb Avezzano Rugby scalda i motori: tre settimane di fuoco e intensità per il sogno della Serie A Elite

L’Isweb Avezzano Rugby fa sul serio: completate tre settimane di fuoco e allenamenti intensi sotto la guida di coach Pierpaolo Rotilio! 🏉 💥 I gialloneri scaldano i motori allo stadio Trombetta, tra la fatica del ritiro estivo e la grande qualità dei nuovi innesti pronti a conquistare il campionato. 🟡 ⚫ Clicca per scoprire i dettagli della preparazione e l’intervista esclusiva al tecnico! 🎟️ 🚀

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Allenamento dell'Isweb Avezzano rugby

Avezzano – Ci sono stagioni sportive che non si preparano ad agosto, ma che affondano le proprie radici nel sacrificio silenzioso, nel sudore e nella determinazione che ogni singolo atleta mette in campo quando i riflettori dei media sono ancora spenti. L’Isweb Avezzano Rugby ha ufficialmente aperto il proprio anno solare e sportivo, dando il via a una prima, cruciale fase di preparazione atletica in vista del prossimo e imminente campionato nazionale. Il rettangolo verde dello stadio “Angelo Trombetta” è tornato a vibrare sotto i passi pesanti del pacchetto di mischia e le corse veloci dei trequarti, impegnati in sessioni quotidiane destinate a mettere benzina nelle gambe e a costruire l’identità tattica di una squadra chiamata a recitare un ruolo di primissimo piano nel panorama della palla ovale italiana.

Il piano di lavoro di Pierpaolo Rotilio e l’inserimento dei nuovi innesti

La squadra, affidata con totale fiducia alla conduzione tecnica dell’head coach Pierpaolo Rotilio, ha appena messo alle spalle tre settimane di intensissimo lavoro a ridosso del Ferragosto. Il primo segmento del ritiro precampionato ha visto lo staff concentrarsi sul ricondizionamento fisico, sul potenziamento muscolare e sulla cura maniacale della tecnica individuale, deostruendo la fatica attraverso carichi progressivi. Questo approccio scientifico e rigoroso permette ai giocatori di trovare il giusto ritmo senza correre il rischio di infortuni precoci, cementando lo spirito di squadra all’interno dello spogliatoio e trasformando la fatica in un’opportunità di crescita collettiva.

«Abbiamo fatto tre settimane ad intensità crescente, dando assoluta priorità alla preparazione fisica e alla tecnica sul campo», spiega con orgoglio l’allenatore dell’Isweb Pierpaolo Rotilio. «Un avvio improntato al lavoro duro e senza scorciatoie, nel quale i ragazzi stanno dimostrando una disponibilità straordinaria. Una menzione d’obbligo va riservata ai nuovi arrivati, atleti di indubbio valore che stanno spingendo al massimo per integrarsi rapidamente nei nostri schemi rionali. Si vede già tanta qualità nei loro movimenti e questo non può che far bene all’intero gruppo».

Il clima nello spogliatoio dei gialloneri e l’ambizione di alzare l’asticella

L’integrazione tra i volti nuovi del mercato estivo e lo zoccolo duro dei giocatori confermati rappresenta uno degli aspetti più felici e stimolanti di questa calda estate abruzzese. La passata stagione ha lasciato in dote al club marsicano una consapevolezza immensa e una base solida su cui edificare il domani. L’entusiasmo dei tifosi e l’ambizione della dirigenza operano come un carburante naturale per il lavoro quotidiano dei rugbisti, decisi a non cedere al torpore delle vacanze per farsi trovare pronti fin dal primo minuto di gioco della regular season.

«Anche per quanto concerne i ragazzi confermati dall’anno scorso si respira un clima meraviglioso», continua a raccontare coach Rotilio, analizzando i risvolti psicologici del gruppo. «C’è tanta voglia, sia a livello individuale che di squadra, di fare bene e di confermare il trend crescente che ha caratterizzato l’Avezzano negli ultimi anni. Vogliamo alzare l’asticella e dimostrare il nostro valore sul campo. Le premesse sono incoraggianti e posso dire con certezza che sarà una stagione davvero interessante per tutti i nostri sostenitori».

Il rugby come motore economico e orgoglio per l’intera Marsica

In ultima analisi, il consolidamento del progetto sportivo dell’Isweb Avezzano Rugby si offre alla pubblica opinione come una risorsa strategica fondamentale per l’economia di vicinato e per il turismo d’esperienza della provincia aquilana. Gli incontri della domenica e le attività del settore giovanile richiamano costantemente centinaia di famiglie e appassionati presso le strutture di via dei Gladioli, stimolando in modo lineare i consumi nei settori dei trasporti, della ristorazione e della somministrazione locale. La cooperazione trasparente tra la presidenza, il Comune e i partner commerciali rimane la via maestra per far crescere il territorio nel segno dei valori più puri dello sport, in attesa che l’arbitro fischi l’inizio di una nuova, appassionante avventura.

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Sport

Immensa Nadia Battocletti! È ancora lei la Regina d’Europa: oro clamoroso nei 5000 metri. Favoloso bronzo per l’azzurra Majori

L’Italia domina ancora in Europa! 🥇 🥉 Una Nadia Battocletti a dir poco spaziale si conferma Regina indiscussa del mezzofondo e vince la medaglia d’oro nei 5000 metri ai Campionati Europei di Birmingham con uno sprint finale pazzesco! Ma la gioia è doppia: una favolosa Micol Majori conquista un bronzo inaspettato ed emozionante, portando due azzurre sul podio! Rivivi tutte le emozioni di questa gara epica e il capolavoro tattico delle nostre ragazze leggendo l’articolo. E tu, hai esultato per lo sprint finale di Nadia? Faccelo sapere nei commenti! 👇 🇮🇹🏃‍♀️

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Nadia Battocletti

Birmingham (Regno Unito) – Ci sono atlete che corrono per partecipare, altre che corrono per vincere, e poi c’è Nadia Battocletti, che corre per scrivere la storia e per farci emozionare ogni singola volta che indossa la maglia azzurra. L’Alexander Stadium di Birmingham si è inchinato, ancora una volta, allo strapotere assoluto e alla classe cristallina della mezzofondista trentina, che si conferma la regina indiscussa dell’atletica continentale conquistando una pesantissima e meravigliosa medaglia d’oro nei 5000 metri ai Campionati Europei. Ma la festa per i nostri colori è doppia, immensa e inaspettata: sul terzo gradino del podio sale un’eroica Micol Majori, che strappa un bronzo pazzesco, regalando all’Italia una doppietta da brividi che rimarrà negli annali del nostro sport.

Il capolavoro tattico: una gara letta e dominata con la mente prima che con le gambe

La finale dei 5000 metri femminili non è stata solo una prova di forza bruta, ma una vera e propria partita a scacchi corsa a oltre venti chilometri orari, in cui Nadia ha dimostrato una maturità tattica impressionante. Il primo chilometro è scivolato via su ritmi decisamente blandi (un passaggio lento a 3’20”), con il gruppo compatto che si studiava. La prima a cercare di rompere gli indugi è stata la kosovara Bakraci, che ha tentato uno strappo per allungare il plotone, seguita poi, intorno al terzo chilometro, dall’attacco a sorpresa delle spagnole Marta Garcia e Forero.

È in questo momento che emerge la classe della fuoriclasse. Nadia non si scompone, non va nel panico. Risponde all’attacco spagnolo allargandosi con eleganza e andando a prendersi la testa della corsa, mettendo tutte in fila indiana. Poi, un brivido: l’azzurra sembra “frenare” inspiegabilmente il ritmo, permettendo all’olandese Koster di riagganciarla e superarla. Ma era solo tattica, era l’occhio del ciclone prima della tempesta. A tre giri dal termine la gara si infiamma. La Koster cerca di dettare il passo, tallonata dalla Nutall, dalla Healy e dagli attacchi esterni della Garcia. La Battocletti resta lì, incollata, sorniona, a controllare ogni respiro delle avversarie. Fino al suono della campanella.

L’irresistibile spunto finale e la gioia esplosiva per il bronzo di Majori

Ai 250 metri dal traguardo, la trentina decide che è il momento di chiudere i conti. Rompe gli indugi con una progressione letale, uno strappo bruciante che lascia le avversarie letteralmente sul posto. Le gambe girano a velocità doppia, il volto è una maschera di concentrazione purissima. Nadia taglia il traguardo a braccia alzate, trionfante, fermando il cronometro sul tempo di 15’37″84. Un dominio assoluto, che bissa il leggendario titolo europeo conquistato davanti al pubblico di casa a Roma nel 2024. Al secondo posto chiude la spagnola Marta Garcia (15’39″98), ma il boato dei tifosi italiani esplode quando alle sue spalle spunta la sagoma azzurra di Micol Majori, che con un capolavoro di tenacia agguanta il terzo posto in 15’40″65, conquistando un bronzo tanto inaspettato quanto incredibilmente esaltante.

Da Tokyo a Parigi fino a Birmingham: la consacrazione definitiva di una Regina

Questa medaglia d’oro non è un episodio isolato, ma l’ennesima conferma del percorso netto di una predestinata. Classe 2000, l’atleta trentina è ormai da tempo la padrona assoluta del mezzofondo continentale. Il suo viaggio verso la gloria è stato un crescendo inarrestabile: dalla sua prima apparizione olimpica a Tokyo 2020 (dove stupì tutti con un settimo posto e il record italiano under 23), alla doppia, indimenticabile incoronazione europea di Roma 2024 nei 5000 e 10000 metri sotto lo sguardo fiero del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Poi, l’estate di fuoco di Parigi 2024: la cocente delusione per il bronzo revocato nei 5000, subito riscattata dalla leggendaria medaglia d’argento nei 10000 metri, vinta lottando fino all’ultimo respiro contro i mostri sacri africani e fissando il nuovo e stratosferico record nazionale a 30’43″35. Quell’argento parigino l’ha definitivamente proiettata nell’Olimpo. Oggi, a soli 25 anni, Nadia Battocletti non è solo l’atleta italiana più veloce di sempre sulle distanze dai 3000 ai 10000 metri: è l’anima, il cuore e il volto vincente di un’Italia che non si arrende mai e che continua a dominare l’Europa.

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