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Il Csi L’Aquila punta sul cicloturismo formando nuovi professionisti per il territorio
🚴 Il Csi L’Aquila alza l’asticella: concluso il corso di secondo livello per guide cicloturistiche. Professionisti sempre più qualificati pronti a valorizzare le bellezze dell’Abruzzo su due ruote.
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#CSILaquila #Cicloturismo #Abruzzo #FormazioneSportiva
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Redazione
Redazione- Il Centro Sportivo Italiano, comitato provinciale dell’Aquila, ha segnato un punto di svolta importante per il comparto turistico regionale. Si è concluso nella serata di ieri il corso di secondo livello dedicato al Cicloturismo Sportivo, un percorso formativo specialistico focalizzato sull’utilizzo della Mountain Bike e della E-Bike. L’iniziativa non rappresenta solo un esercizio di addestramento tecnico, ma una precisa strategia per dotare il territorio aquilano di figure professionali capaci di gestire i flussi di visitatori che sempre più spesso scelgono l’Abruzzo per le vacanze attive.
La formazione, iniziata durante i primi giorni di aprile, ha richiesto ai partecipanti un impegno costante, articolato in moduli di approfondimento tecnico e gestionale. Il fiore all’occhiello di questo percorso è stato rappresentato dai project work finali. Ogni corsista è stato chiamato a ideare una vera e propria proposta di pacchetto cicloturistico plurigiornaliero, curando ogni singolo dettaglio: dalla progettazione dei tracciati alla logistica, passando per la gestione dell’assistenza meccanica e l’accompagnamento dei gruppi. L’obiettivo è stato quello di elevare lo standard qualitativo del servizio, allineandolo alla creciente richiesta di professionalità che il settore delle due ruote richiede.
Una crescita strategica per le aree interne
Per il comitato aquilano del Csi, l’organizzazione di questo corso di secondo livello ha un peso specifico notevole. Si tratta della prima volta che il comitato riesce a strutturare un percorso di tale complessità, superando i livelli base tradizionali. Questo salto di qualità riflette l’espansione del movimento ciclistico provinciale e la volontà dell’ente di non limitarsi alla sola pratica sportiva, ma di divenire un motore di sviluppo economico integrato.
Il diploma di fine corso sarà consegnato ufficialmente ai partecipanti durante la cicloturistica “Alle Pendici del Gran Sasso”, in programma il 12 luglio con partenza dal campo da rugby del quartiere di Paganica. In questa occasione, il contatto diretto con il terreno e la gestione di una manifestazione pubblica permetteranno ai corsisti di sperimentare sul campo le nozioni apprese in aula, testando la capacità di coordinare gruppi di ciclisti in contesti naturalistici complessi come quelli del massiccio appenninico.
La rete formativa e il valore aggiunto delle competenze
Il progetto si inserisce nel quadro più ampio di “Ciclotur Abruzzo Experience”, un circuito composto da sei tappe ideato dal Csi per la valorizzazione del patrimonio paesaggistico regionale. La visione del comitato è puntare su figure professionali che possano fungere da ponte tra le associazioni sportive e le strutture ricettive del territorio. Ospitare un cicloturista non richiede più solo accoglienza alberghiera, ma la conoscenza di percorsi, la capacità di garantire sicurezza e la gestione tecnologica delle bici a pedalata assistita.
Il successo di questa iniziativa è stato possibile grazie alla competenza di Fiorvisaggio Pellegrino, responsabile del settore Ciclismo e Cicloturismo. Il suo lavoro di coordinamento è stato supportato da figure specialistiche che hanno ampliato lo spettro delle competenze dei partecipanti. Il dottor Antonio Trifiglio, in qualità di preparatore atletico, e il dottor Giovanni Compagnoni, biologo nutrizionista, hanno fornito le basi scientifiche necessarie per gestire lo sforzo fisico prolungato, un aspetto che spesso viene sottovalutato ma che risulta determinante per la buona riuscita di spedizioni cicloturistiche di più giorni.
Secondo Pellegrino, il livello di preparazione raggiunto dai corsisti apre scenari interessanti per il futuro del settore. La sicurezza e la qualità del servizio sono i driver che permetteranno all’Abruzzo di competere con le regioni che hanno investito nel cicloturismo già da diversi anni. Anche il presidente del Csi L’Aquila, Luca Tarquini, ha ribadito l’importanza di questo lavoro. Per Tarquini, creare competenze significa offrire una risorsa tangibile alle realtà imprenditoriali locali, favorendo l’innesco di dinamiche di turismo sostenibile e consapevole. Le nuove figure formate non saranno soltanto istruttori, ma veri e propri ambasciatori del territorio, capaci di promuovere le eccellenze ambientali e culturali della provincia in modo organizzato, sicuro e competitivo. Con il consolidamento di questo percorso, il Csi L’Aquila conferma la centralità dello sport come strumento di valorizzazione delle aree interne, rendendo il cicloturismo un volano di sviluppo concreto.
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L’atleta avezzanese Pasqualina Proietti-Pannunzi, segna un nuovo record italiano SF55 nel disco
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20 ore faa
Giugno 18, 2026
Redazione- Ancora un grande risultato per Pasqualina Proietti-Pannunzi, atleta avezzanese classe 1971, che a San Benedetto del Tronto ha stabilito il nuovo record italiano SF55 nel lancio del disco da 1 kg con la misura di 36,15 metri.
La prestazione migliora di un centimetro il precedente primato nazionale, 36,14 metri, ottenuto dalla stessa atleta il 17 maggio scorso, confermando il suo straordinario valore nel panorama dell’atletica master italiana.
Già detentrice del record SF50 con 40,60 metri, Pasqualina continua a distinguersi per talento, esperienza e passione, portando ancora una volta il nome di Avezzano ai vertici dell’atletica nazionale. Un risultato che premia anni di impegno e una carriera ricca di successi.
Il record di San Benedetto del Tronto non è soltanto una misura registrata nelle statistiche federali: è la testimonianza concreta di una carriera costruita giorno dopo giorno e della capacità di rinnovarsi, competere e vincere contro il tempo.
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Miracolo Arsenal: i segreti del successo di Arteta
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1 giorno faa
Giugno 18, 2026Da
Redazione
Redazione- Dopo ben 22 anni, nella stagione 2025-2026 l’Arsenal ha vinto nuovamente la Premier League, la 14esima della sua storia, ponendo fine a un digiuno che sembrava destinato a non finire mai. Per l’allenatore Mikel Arteta questo successo ha avuto un significato enorme, ovvero il coronamento di un progetto iniziato nel dicembre 2019 e costruito con grandissima pazienza, oculatezza e passione anche quando i risultati non arrivavano e le critiche si moltiplicavano. E anche se negli ultimi anni i Gunners erano arrivati più volte secondi in campionato, questo titolo cambia la narrativa del club. Le diverse quote sulla Premier League per la prossima stagione già posizionano Arsenal tra i favoriti per la conferma, accanto a Manchester City e Liverpool. Arteta, a 44 anni e con un progetto ancora giovane, ha dimostrato di poter competere ai massimi livelli in modo continuativo.
Il percorso verso il titolo
L’Arsenal ha conquistato la Premier vincendo 26 partite su 38, pareggiandone 7 e perdendone solo 5, con ben 71 reti segnate e 27 subite. I gunners hanno potuto festeggiare definitivamente la vittoria alla penultima giornata nel successo contro il Burnley e il contemporaneo pareggio del Manchester per 1-1 contro il Bournemouth. Una conquista che non è stata certo dovuta al caso. Il successo è arrivato con pazienza, costruendo una squadra competitiva e vincente a partire dalla mentalità e dall’atteggiamento sul campo. E questo si è tradotto sulla classifica, agguantando la prima posizione ad ottobre e senza lasciarla più. Il record difensivo è stato tra i più impressionanti degli ultimi anni in Premier League: 19 partite senza subire gol e sole 27 reti concesse nell’intera stagione.
La filosofia di Arteta e il ruolo dei singoli
Arteta ha costruito il suo Arsenal su tre principi fondamentali: identità di gioco, coesione dello spogliatoio e fiducia nei giovani. Bukayo Saka, Myles Lewis-Skelly e William Saliba sono i simboli di un approccio che valorizza la crescita interna rispetto agli acquisti stellari. Il tecnico spagnolo, ex centrocampista del club, ha saputo trasferire alla squadra una mentalità competitiva senza rinunciare al gioco propositivo. Giocatori come Viktor Gyökeres, inoltre, sono state frecce in più nell’arco dell’allenatore spagnolo, con l’attaccante svedese che è stato il capocannoniere della squadra in tutte le competizioni con 21 reti. Declan Rice, dopo qualche critica iniziale, ha dominato il centrocampo inglese per tutta la stagione. Saliba si è confermato tra i migliori difensori centrali d’Europa. E Arteta stesso è diventato il manager più giovane a vincere la Premier League dopo Mourinho, a soli 44 anni.
La finale di Champions League e il rimpianto
Nel suo fantastico percorso l’Arsenal non ha lasciato nulla per strada, raggiungendo anche la finale di Champions League, giocata il 30 maggio a Budapest contro il Paris Saint-Germain. La vittoria del PSG sugli inglesi, però, è stata l’unica nota storta di una stagione da incorniciare. Nella serata della Puskas ArenaI i Gunners hanno aperto le marcature con Kai Havertz, salvo poi essere raggiunti da un rigore di Dembélé. La partita è finita 1-1 dopo tempi supplementari, e ai calci di rigore il PSG ha prevalso 4-3. A decidere l’errore finale di Gabriel, che ha calciato alto il penalty decisivo. Un epilogo amaro che non cancella il valore di una stagione da fissare per sempre nella memoria degli amanti del calcio.
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Il nuovo corso del Real Campagnano riparte da Simone Massimi
⚽ Simone Massimi è la nuova guida tecnica del Real Campagnano. Il mister, forte di una solida esperienza nel calcio laziale, punta a costruire una rosa competitiva per scalare le vette della classifica.
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#RealCampagnano #CalcioLaziale #SimoneMassimi #Dilettanti
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2 giorni faa
Giugno 17, 2026
Redazione- Campagnano di Roma inaugura una nuova stagione sportiva all’insegna del rinnovamento e dell’ambizione. La società rossoblù ha sollevato il velo sul nome del tecnico che guiderà la prima squadra nel prossimo campionato, affidando la panchina a un profilo che coniuga giovinezza ed esperienza: Simone Massimi. L’annuncio, arrivato ufficialmente in questa metà di giugno, segna l’inizio di un percorso pensato per riportare entusiasmo in città e consolidare il peso specifico del club nel panorama calcistico laziale.
Un profilo di spessore per la panchina rossoblù
La scelta della dirigenza ricade su un allenatore che, nonostante la giovane carta d’identità, conosce profondamente le dinamiche dei campionati regionali. Il curriculum di Massimi descrive un percorso di crescita costante, maturato all’interno di alcune tra le realtà più strutturate del territorio. La sua carriera lo ha visto impegnato in contesti tecnici differenti, dal lavoro di base svolto presso club di spicco come il Savio, fino alle esperienze maturate con i colori del Monterosi, del Settebagni, del Real Monterotondo Scalo e dell’Atletico Vescovio.
L’ultimo tassello di questo mosaico professionale è rappresentato dalla stagione trascorsa in Prima Categoria con l’Olympus. In quell’occasione, Massimi ha avuto modo di testare le proprie metodologie gestionali, dimostrando una capacità di adattamento che è tornata utile ai vertici del Real Campagnano durante la fase di selezione del nuovo staff tecnico. Il sodalizio laziale punta quindi su un allenatore preparato, capace di leggere le situazioni di gioco e di modulare l’atteggiamento della squadra a seconda delle esigenze tattiche, trasmettendo al contempo una mentalità solida ai giocatori che comporranno la rosa futura.
Visione ambiziosa e programmazione estiva
L’arrivo di Simone Massimi non è soltanto un avvicendamento tecnico, ma la dichiarazione d’intenti di una società che ha intenzione di recitare un ruolo da protagonista. Lo stesso allenatore, nel commentare le prime battute del suo incarico, non ha nascosto le ambizioni personali e collettive. L’entusiasmo espresso è palpabile e riflette la sintonia trovata sin dai primi colloqui con la dirigenza.
“Sono felice e attendo con impazienza il mese di agosto per poter calcare il campo e iniziare il lavoro quotidiano”, ha dichiarato Massimi subito dopo la firma. Il tecnico ha tenuto a precisare come la volontà del club sia quella di costruire una struttura competitiva, capace di rispondere alle aspettative di una piazza che segue con calore le sorti della squadra locale. Il messaggio è rivolto in modo diretto ai tifosi e alla società: le ambizioni non sono celate, e l’obiettivo dichiarato è quello di lottare per le posizioni di vertice fin dalle prime giornate.
Per raggiungere questo traguardo, la dirigenza è già in piena attività. Il mercato, in stretta sinergia con la guida tecnica, è orientato alla creazione di un gruppo coeso e tecnicamente valido. Massimi si è espresso chiaramente sulla filosofia che intende imprimere ai suoi ragazzi: un calcio propositivo, basato su una precisa identità tattica e sul coraggio di imporre il proprio gioco. L’idea è quella di una formazione che non si faccia trascinare dagli eventi, ma che cerchi costantemente la vittoria attraverso una precisa organizzazione, sia in fase di possesso che nei momenti di contenimento.
Il futuro del Real Campagnano nel calcio laziale
Con l’ufficializzazione di Massimi, il Real Campagnano chiude la prima fase della programmazione estiva, quella legata alla guida tecnica, e si prepara alla costruzione dell’organico. La società è consapevole del fatto che la categoria sia in costante evoluzione e che competere ai massimi livelli richieda una pianificazione rigorosa, che va oltre il singolo allenamento.
Il legame tra il mister e il territorio di Campagnano di Roma sarà messo alla prova dai risultati sul campo, ma le premesse sembrano convergere verso la costruzione di una solida base di lavoro. La tifoseria, dal canto suo, osserva con attenzione le mosse del club, pronta a sostenere un gruppo che promette di dare tutto per la maglia rossoblù. Con lo sguardo rivolto a fine estate, quando il ritiro e le prime amichevoli daranno una forma concreta alle idee di mister Massimi, la città si prepara a vivere una stagione sportiva che si preannuncia intensa e vissuta con grande partecipazione.
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