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Rodrigo Freeman, ultramaratoneta: Il corpo può fare cose straordinarie

The body can do amazing things
Tra il 20 e il 24 novembre 2025, si è svolta la 9^ Authentic Phidippides Run Atene-Sparta-Atene 490 km.
Il vincitore assoluto è stato una donna, la russa Irina Masanova in 66h29’39”

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Rodrigo Freeman

Redazione-  Tra il 20 e il 24 novembre 2025, si è svolta la 9^ Authentic Phidippides Run Atene-Sparta-Atene 490 km.Il vincitore assoluto è stato una donna, la russa Irina Masanova in 66h29’39” precedendo di quasi 6 ore il belga Werner Roels 72h52’29, al terzo posto assoluto un’altra donna, la ceca Lenka Berrouche 76h26’51”.

Completano il podio maschile il polacco Pawel Zuk 78h13’38” e il brasiliano Rodrigo Freeman Lopez 78h24’14”. Completa il podio femminile l’ungherese Linda Boros 87h31’03”.

Di seguito approfondiamo la conoscenza di Rodrigo Freeman Lopez attraverso riposte ad alcune mie domande.

Congratulazioni per il terzo posto all’ASA 490 km, come stai adesso?

Grazie, sto molto bene, ho trascorso qualche giorno piacevole esplorando Atene dopo la gara e recuperando il sonno. E bevendo birra, ovviamente.

Che effetto ha su di te salire sul podio?

Sono salito sul podio nel 2023 e, dopo un grave infortunio, mi chiedevo se sarei riuscito a farlo di nuovo. Quindi è davvero fantastico correre al meglio.

 

Rodrigo ha corso già altre 4 volte l’ASA con ottimi risultati e nel 2022 si è classificato al 3° posto in 78h56’42”. Il vincitore è stato il polacco Lukasz Sagan 65h22’14” precedendo l’ungherese Peter Toldi 68h36’01”. La prima donna è stata Francesca Ferraro 88h07’55”, precedendo l’uruguaiana Silvia Grisel Amodio Navas 101h36’51”.

Qualche problema critico, difficoltà?

Come sai, il primo giorno ho avuto difficoltà con il caldo e ho iniziato ad avere crampi al polpaccio sinistro. Ho iniziato a mettermi del sale in bocca e mi ha aiutato molto. L’altra notte ho avuto anche delle allucinazioni incredibili ed ero felice quando il sole è sorto al mattino e mi sono sentito di nuovo bene.

 

In effetti, ero presente anch’io a questa gara come crew di Alessio Tomassini e ho incontrato Rodrigo che aveva bisogno di sale perché aveva crampi, così gli abbiamo dato un po’ di quello che utilizzava anche Alessio.

Quando hai capito che potevi salire sul podio?

Ho superato il corridore giapponese per il terzo posto poco prima della salita di Nestani, ma mancavano ancora più di 160 chilometri. Ho gestito quella posizione fino alla fine. Ma non è finita lì: con una maratona ancora da percorrere ero inseguito da un corridore greco, ma inseguivo anche il polacco Pawel, arrivato secondo. La mia ultima maratona è stata molto intensa e ho corso al massimo fino alla fine. Ho mantenuto la terza posizione, arrivando a 10 minuti da Pawel. Secondo i risultati ufficiali, ho corso l’ultima maratona più velocemente di chiunque altro in gara, in 4 ore e 33 minuti.

 

Una grandissima gara in progressione per Rodrigo, avvicinandosi il più possibile al secondo arrivato e lasciando dietro tanti altri atleti tra i quali i 3 greci Dimitros Bailas 79h28’09”, Thomas Vouzonis 82h13’44”, Dimitros Besyris 84h34’19” e il giapponese Sejie Takaki 85h24’13”.

Cosa significa per te?

Non sono il tipo di corridore che sale sul podio; quindi, mi godo sicuramente il momento dopo una stagione di successi.

Lo dedichi a qualcuno?

Un mio amico ha appena iniziato la cura contro il cancro; quindi, dedico a lui la mia prestazione in gara. Ho pensato molto a lui mentre correvo. Era un potente motivatore.

Cosa hai scoperto di te correndo una gara di 490 km?

Non importa quanto siano difficili le cose durante la gara, il corpo può fare cose straordinarie e potrei cambiare la mia sorte.

 

La partecipazione alle ultramaratone aiuta a considerare il corpo al servizio della mente, si può fare tutto e il corpo si aiuta a ogni situazione grazie a una mente forte e allenata.

Cosa e chi è stato cruciale per la vittoria?

Trovare soluzioni a tutti i miei problemi è stato fondamentale durante la gara. Credo di aver gestito ogni situazione molto bene grazie alla mia esperienza nell’ultrarunning. Ero anche molto organizzato, il che mi ha aiutato a risparmiare tempo correndo senza supporto.

 

Il successo nelle ultramaratone dipende non solo dall’allenamento fisico ma anche dal saper gestire le diverse situazioni critiche che possono accadere durante i tantissimi chilometri e le tantissime ore e giorni di gara.

Progetti, obiettivi, sogni per il 2026?

A marzo parteciperò alla Tunnel Race di 200 miglia qui nel Regno Unito, seguita dal campionato di 6 giorni in Francia a maggio. Parteciperò sicuramente alla Phidippides nel 2026.

Nel mondo dell’ultrarunning ci sono tantissime gare strane e bizzarre da potersi metter in gioco e gestire ogni situazione difficile.

Cosa dicono di te familiari, amici e colleghi?

Tutti pensano che io sia un po’ pazzo, ma sono anche molto orgogliosi dei miei risultati nel 2025.

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Sport

Alessandra D’Agostino, argento ai Regionali Master F50 Giavellotto 2026

Nella vita non mollo mai, raggiungo sempre l’obiettivo a ogni costo
Il 13 e il 14 giugno 2026 si sono svolti i Campionati Regionali Individuali su pista Master organizzati dal CP FIDAL Latina.
Per quanto riguarda la gara di Giavellotto Gr500

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Alessandra DAgostino5

Redazione-  Il 13 e il 14 giugno 2026 si sono svolti i Campionati Regionali Individuali su pista Master organizzati dal CP FIDAL Latina.

Per quanto riguarda la gara di Giavellotto Gr500 – Donne SF50, il titolo regionale è stato conquistato da Rebecca De Luca (ASD Liberatletica) 27,76 metri, precedendo Alessandra D’Agostino (ASD Atletica La Sbarra Roma) 25,86 e Stefania Fracchiolla (Nissolino Intesatletica Latina) 18,07.

Cosa e chi ha influito nella scelta delle discipline sportive?

Sono stata libera di scegliere dei lanci anche se amo i salti.

 

Alessandra è una lanciatrice e una saltatrice e vanta i seguenti Personal Best:

Salto in lungo, 4 luglio 2015  – 3,81 – Cassino.

Salto triplo, 27 giugno 2010 – 8,26 – Roma.

Peso. 16 giugno 2024 – 7,73 – Colleferro.

Martello, 7 gennaio 2024 – 14,75 – Latina.

Giavellotto Gr500, 26 maggio 2024 – 26,71 – Colleferro.

Giavellotto Gr600, 25 giugno 2011 – 29,58 – Roma.

Di quali competizioni sei più orgogliosa?

Gareggiare da master dopo aver perso mio Padre.

Cosa dicono familiari e amici del tuo sport?

Che sono ‘tosta’ di testa e mi ammirano.

 

Nello sport bisogna essere forti non solo fisicamente ma anche mentalmente per gestire ogni situazione nel pre-gara e durante la gara.

Cosa hai scoperto di te stessa grazie allo sport?

La competizione che mi ha insegnato lo sport la riporto nella vita.

Sogni realizzati e da realizzare?

Il mio sogno non realizzato le olimpiadi, da realizzare magari i mondiali master.

 

È importante essere consapevoli del percorso fatto, a che punto si è ora e ciò che si vuole e si potrebbe fare in futuro, organizzandosi, avendo chiari obiettivi e impegnandosi e credendoci per portare a termine progetti, mete, obiettivi e cercando si trasformare sogni in realtà.

C’è sempre un treno dello sport da poter prendere.

In che modo lo sport ti ha cambiato?

Mi ha reso competitiva e provo a essere vincente.

In che modo lo sport ti aiuta nella vita quotidiana?

Nella vita non mollo mai, raggiungo sempre l’obiettivo a ogni costo, bene o male che sia ma lo raggiungo.

 

La pratica di uno sport risulta essere un’ottima scuola di vita, si fatica nel cercare di migliorare e raggiungere obiettivi sfidanti ma non impossibili e così nella vita ci si impegna per ottenere e fare ciò che si desidera portando sempre avanti senza mollare piani e programmi per raggiungere ciò che può rendere felici.

Un messaggio per avvicinare le persone allo sport?

Senza sport non si può stare bene con se stessi, è il miglior antistress.

 

Lo sport si pratica non solo per raggiungere la performance o migliorare la forma fisica ma anche per sperimentare benessere, svagarsi, scaricarsi, condividere fatiche, gioie e risultati con altri, confrontandosi e apprendendo da ognuno.

Cosa c’è dietro una vittoria?

Dietro una vittoria c’è tanto sacrificio tra vita, famiglia e allenamento.

 

Per ottenere una vittoria bisogna davvero impegnarsi e credere, faticando e facendo sacrifici, trovando tempo e spazi tra altre attività della propria vita familiare e lavorativa.

Come vivi il pre-gara, la gara e il post gara?

Le vivo serenamente ora.

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Serie A, i numeri sulle presenze dell’ultima stagione

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Redazione-  La stagione 2025/2026 di Serie A ha confermato un trend ormai consolidato nel calcio italiano: la partecipazione del pubblico negli stadi resta elevata, con alcune piazze capaci di numeri da grandi eventi internazionali e altre ancora in difficoltà nel garantire una presenza costante sugli spalti. Il quadro complessivo evidenzia una media spettatori in crescita rispetto alle stagioni immediatamente successive alla pandemia, con un ritorno progressivo verso livelli comparabili ai primi anni 2000 in diverse realtà.

La passione per il calcio in Italia continua a rappresentare un fenomeno sociale diffuso e trasversale. In molte città lo stadio rimane un punto di riferimento identitario, con un seguito che coinvolge più generazioni. Per molte famiglie quello di andare allo stadio insieme è un vero e proprio rito, rappresenta una specie di tradizione tramandata magari dai tempi dei nonni. Al giorno d’oggi gli amanti del pallone vivono lo sport a tutto tondo e in ogni weekend sono in migliaia a dilettarsi magari tra schedine per le scommesse e fantacalcio, senza dimenticare i tornei ai videogiochi a tema. Questo insieme di abitudini contribuisce a mantenere alto l’interesse complessivo per il campionato, anche al di là della singola giornata di gara.

A guidare la classifica delle presenze si confermano le grandi città e i club con impianti di maggiore capienza. Il Milan e l’Inter, che condividono lo stadio di San Siro, hanno registrato ancora una volta i dati più alti del campionato. La media per entrambe le squadre si è attestata intorno ai 70.000 spettatori a partita considerando le gare casalinghe complessive, con picchi vicini al tutto esaurito nelle sfide di cartello e nelle competizioni europee.

Subito dietro si colloca la Roma, che allo Stadio Olimpico ha mantenuto una media stimata intorno ai 62.000-63.000 spettatori. Anche in questo caso l’andamento è stato influenzato dalla forte risposta del pubblico nelle partite di alta classifica, mentre qualche flessione si è registrata nelle gare contro avversari di medio-bassa posizione. Numeri importanti anche per il Napoli, che allo Stadio Diego Armando Maradona ha mantenuto una media di circa 50.000 presenze, confermando un legame particolarmente solido tra squadra e tifoseria.

Tra le altre piazze si registra una buona tenuta per la Juventus, che all’Allianz Stadium ha fatto segnare una media vicina ai 40.000 spettatori, con un tasso di riempimento elevato nonostante la capienza inferiore rispetto agli impianti fino ad ora nominati. Dati positivi anche per il Genoa, che al Luigi Ferraris ha mantenuto una media intorno ai 31.000 presenti, confermando una partecipazione stabile e costante nonostante una posizione di classifica non troppo elevata.

La Lazio formalmente conta 28.000 spettatori di media dovuto agli abbonamenti, ma la protesta del tifo nei confronti della proprietà di Claudio Lotito ha visto l’Olimpico quasi deserto in più occasioni, incluso il derby della penultima giornata del campionato appena concluso. Segue con 27.000 presenze circa il Bologna, nonostante un’annata disputata al di sotto delle aspettative. Il Lecce si attesta su un buon 25.000 spettatori in media, anche in questo caso a fronte di risultati non brillanti. Segue poi l’elenco delle compagini con un pubblico di poco sopra alle 20.000 presenze come Udinese, Hellas Verona, Atalanta e Fiorentina. Al di sotto di questa soglia si trovano Parma, Torino, Cagliari, Sassuolo, Cremonese, Como e Pisa.

Nel complesso, la Serie A 2025/2026 mostra una fotografia articolata: da un lato le grandi città con stadi quasi sempre pieni, dall’altro club che faticano a superare determinate soglie di affluenza ma in ogni caso buone. Il confronto con i principali campionati europei resta comunque significativo, soprattutto per quanto riguarda la partecipazione nelle gare di vertice e nei derby, che continuano a rappresentare i momenti di maggiore attrazione per il pubblico.

Le statistiche sugli spettatori evidenziano inoltre come la qualità delle infrastrutture e la capacità organizzativa dei club incidano in modo diretto sulla risposta del pubblico, con stadi moderni o rinnovati che tendono a registrare percentuali di riempimento più elevate rispetto agli impianti meno recenti o in fase di ristrutturazione

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Sport

I fratelli Elvino, Loris e Pietro Gennari nella storia dell’ultramaratona

Tre fratelli vincevano una maratona arrivando insieme in 2h35’24”
I fratelli Gennari hanno scoperto il loro talento e hanno approfittato a girare il mondo vincendo gare contro atleti delle altre nazioni, compreso i paesi dell’Est, gare

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Redazione-  I fratelli Gennari hanno scoperto il loro talento e hanno approfittato a girare il mondo vincendo gare contro atleti delle altre nazioni, compreso i paesi dell’Est, gare estreme per chilometraggio elevato e per condizioni climatiche, specialisti della 100 km nel mondo oltre che in Italia.

Tante le glorie, tanti gli aneddoti, ma anche qualche sconfitta. Elvino, per esempio, non è mai riuscito a vincere la classicissima 100km del Passatore, ha partecipato 10 volte, la prima volta il 25.05.1975 classificandosi 11° in 8h25’01”, è salito diverse volte sul podio: tre secondi posti nel ’76, ’77, ’78 e due terzi posti nel ’81 e ’84; due quarti posti nel ’80 e ’85 e l’ultima partecipazione risale al 29.05.1993.

Nel ’76, ’77, ’78 Vito Melito vince per tre volte consecutive la 100km del Passatore ed Elvino Gennari arriva dietro di lui, in seconda posizione, per tre volte consecutive, nel ’78 lo segue il fratello Loris Gennari.

Il 1977 sembrava essere l’anno giusto per Elvino che era al comando e al passaggio al 100° km ha ottenuto anche la miglior prestazione al mondo con un crono di 6h20’35”, ma fu sorpassato da uno splendido Vito Melito che lo anticipa sul traguardo, bissando la vittoria dell’anno precedente con un crono migliore.

Quell’anno il podio è di tre uomini che riescono a concludere la gara di 107 chilometri sotto le 7 ore: Vito Melito in 6h50’02”, Elvino Gennari 6h52’12” e Paolinelli Olimoio 6h58’12”.

Interessanti le parole di Renato Cavina in un suo articolo del 28 maggio 1977: “A San Cassiano nuovo colpo di scena. Gennari scavalca sia Melito sia Paolinelli e a Brisighella è primo con un margine di 5’23” su Melito e di 9’13” su Paolinelli. Al km 100, Gennari stabilisce il nuovo record mondiale sulla distanza di 6h20’35” e precede ancora Melito di 4’06” poi l’incredibile crollo dell’atleta di San Felice sul Panaro e il successo di Melito davanti a ottomila persone assiepate in piazza del popolo.”

L’anno 1980 Loris ed Elvino arrivano rispettivamente in terza e quarta posizione al Passatore, mentre il 1981 ancora una vittoria di Vito Melito che precede Loris ed Elvino Gennari.

Il 1984, Elvinio e Pietro Gennari si classificano rispettivamente al terzo e quarto posto. Nel 1985 Pietro ed Elvino Gennari si classificano rispettivamente al secondo e quarto posto. Il 27.05.1989 Pietro si classifica al 4° posto in 7h33’17”, mentre Elvino al 13^ posto in 8h20’31”.

Ai tempi d’oggi è il tassinaro di Roma Giorgio Calcaterra che è agli onori della gloria con il suo strapotere di campione incontrastato soprattutto sulla distanza di 100km vincendo per 12 volte consecutive la 100km del passatore da Firenze a Faenza e tre volte campione al mondo.

Insomma, l’Italia può vantare dei campioni del passato e dei campioni attuali, importante e renderne merito e fare in modo che le loro esperienze siano di insegnamento alle nuove leve trasmettendo il messaggio che la fatica permette di sperimentare successo e fiducia in se stessi, incrementando l’autoefficacia.

Elvino ha partecipato a 11 edizioni della Pistoia-Abetone Ultramarathon 53km, ottenendo tre terzi posti negli anni ’76, ‘77 e 78’, un 4° e 5° posto rispettivamente nel ‘79 e ‘80 e due sesti posti negli anni ‘84 e ‘86.

Alla prima edizione del 18 luglio 1976 si classificò in 3^ posizione con il crono di 4h07’00”.

L’anno successivo, il 10 luglio 1977, la gara è vinta da Loris Gennari in 3h42’00” che precede Roberto Lotti 3h46’00” ed Elvino 3h47’00”.

Il 16 luglio 1978 gli atleti si scambiano le posizioni del podio, sul gradino più alto sale Roberto Lotti che vince in 3h48’00”, precedendo i gemelli Loris ed Elvinio con il crono rispettivamente di 3h55’00” e 4h10’00”.

Il 10 luglio 1983, alla 8^ edizione della “Pistoia-Abetone Ultramarathon 53km corsa su strada” i tre fratelli si classificano al 6°, 7° e 8° posto a distanza di 1” l’uno dall’altro: Elvino in 4h09’17”, Pietro in 4h09’18” e Loris in 4h09’19”.

Il 14 luglio 1985 Loris si classifica al 6° posto in 4h14’51” ed Elvino al 10° posto in 4h21’24”.

Il 12 luglio 1987, Pietro Gennari si classifica al 4° posto in 3h56’00”. L’ultima partecipazione di Elvino alla Pistoia-Abetone risale al 09.07.1989 dove sale sul terzo gradino del podio della categoria M40 con il crono di 4h24’25”.

La fatica, l’impegno, la determinazione permettono di superare anche momenti di sconforto quando subisci una sconfitta o un infortunio ma si può sviluppare la resilienza e andare avanti cavalcando l’onda del cambiamento, apprendendo dall’esperienza.

Insomma, lo sport diventa una scuola di vita, una palestra all’aperto per sperimentare, per lasciare a casa le comodità e buttarsi nella mischia, lottare per arrivare, lottare per vincere, lottare con le proprie forze impegnandosi sempre di più per far meglio per se stesso, per la squadra, per il proprio paese, per la propria nazione.

Italiani conosciuti al mondo e temuti per essere vincenti in sport di endurance, per essere uomini duri che non hanno paura del terreno di gara, non hanno paura delle condizioni atmosferiche, non hanno paura degli avversari, uomini che si preparano oltre l’attività lavorativa e partono per destinazioni ignote per scoprire nuove sfide da affrontare e tornare a casa arricchiti, soddisfatti, sportivamente ma anche culturalmente per aver conosciuto nuovi mondi, nuove culture.

I fratelli Gennari hanno gareggiato anche fuori dall’Italia con ottimi risultati come la “Suomi-juoksu 100 km”, Hartola (FIN) dove sono arrivati insieme ottenendo un secondo e terzo posto con lo stesso crono di 6h53’01”.

Elvino ha vinto la “6ème Les 100 km de Millau (FRA)” nel 1977 con il crono di 6h51’36” precedendo di quasi 24 minuti il secondo arrivato Jean-Louis Baudet 7h15’00”.

Di seguito le sue parole a tal proposito: La 100 km di Millau resterà per me la vittoria più bella in assoluto. Dopo tanti anni,, ho ancora il secondo miglior tempo… 6h51′👍🏃.

I fratelli Gennari diventarono una leggenda, soprattutto il più forte Elvino che ha vinto la “Torino – Saint Vincent” (98km) nel ’77 in 6h17’02″.

Interessanti le parole di Giovanni Bergese sul suo articolo del 2 maggio 1977: “Al traguardo a chi gli propone una doccia o un massaggio, ha risposto ‘Devo sgranchirmi le gambe, non posso stare fermo’ Poi si informa “Che tempo ho fatto?” Saputolo ha un grosso rammarico ‘Sarebbe stato record del mondo se fossero stati 100 chilometri’.”

Elvino bissò la vittoria nel ’78 in 6h30’50”, mentre il fratello Loris il 1° maggio 1982 vinse la XX Torino-Saint Vincent 100 km in 7h04’11”, precedendo il gemello Elvino 7h17’32”.

Il 30 settembre 1978, Loris vinse la 1^ 100 km della Brianza in 7h40’ mentre il gemello Elvino la vinse nel 1981 in 8h e lo stesso anno vinse la 3^ Camminata delle tre province (UD-GO-TS), 106km corsa su strada in 8h09′.

Il 7 novembre 1982 i tre fratelli Pietro, Loris ed Elvino Gennari parteciparono alla 1^ 100 km di Bologna in pista, classificandosi rispettivamente al 4°, 5° e 6° posto in 7h05’47”, 7h09’09” e 7h23’53”. L’anno successivo, il 16 ottobre 1983, Loris si classificò 3° in 7h19’08”.

Alcuni anni fa, Elvino Gennari mi disse: “Tre fratelli vincono una maratona in 2h35’24”, che tu sappia ci sono stati altri casi simili? Sono 44 anni che corro, ho fatto 31 100ķm, 20 volte sul podio con 10 vittorie, 200 Maratone, ho girato il mondo: Australia, Cina, Sudafrica, Alaska, Stati Uniti, ecc. ecc.”

Il 10 aprile 1983 Pietro Gennari vinse la 1^ edizione della “Maratona della Bassa Reggiana” a Reggio Emilia in 2h32’24”, precedendo Mauro Cilia 2h34’28 e i 2 gemelli Elvino e Loris Gennari arrivati insieme in 2h34’48, a seguire Mauro Manfrdotti 2h37’03”. La prima donna fu Paola Ravazzini in 3h32’45. L’8 aprile 1985 i tre fratelli Gennari vinsero la maratona “Maratona della Bassa Reggiana” a Rio Saliceto arrivando insieme, mano nella mano, con il crono di 2h35’24”. La gara femminile fu vinta in 3h19’17” da Gloria Gessi.

Il 23 aprile 1983, Elvino vinse la 9° Marcialonga Veneta di Montagnana di 100 km in 8h16′ e tale gara fu portata a termine in 11h30′ anche da Flavio Taverna, classe 1944, che si classificò all’11° posizione. Dopo alcuni anni, il 22 aprile 1989, Pietro Gennari vinse la 15° Marcialonga Veneta di Montagnana di 100 km in 7h37’21”.

Il 25 ottobre 1986, Elvino conquista la terza posizione alla 4^ 100km dei Gladiatori in 7h52’02”.

Ai Campionati Mondiali 100km di Torhout in Belgio il 20 giugno 1987, Pietro Gennari si classificò al 16° posto e 2° italiano in 7h09’37”, l’altro italiano era Boris Bakmaz 7h04’49”, mentre il titolo mondiale è andato allo spagnolo Domingo Catalan Lera che ha vinto in 6h19’35”.

Il 23 aprile 2004 Elvino e Loris Gennari con altri tredici italiani parteciparono alla prima Maratona della Pace, una corsa simbolica di dieci chilometri da Betlemme a Gerusalemme organizzata dal CSI (Centro Sportivo Italiano) insieme ad atleti israeliani e palestinesi.

Elvino definito un guerriero perché nello sport di endurance, nella ultramaratona si lotta con se stessi, con le crisi eventuali, con gli avversari, con tutto ciò che può succedere durante tante ore di gara. Le sfide portate a termine si trasformano in sensazioni ed emozioni che si attaccano al corpo come tatuaggi indelebili per ricordarti che sei un guerriero, un lottatore, un vincente.

Ho dedicato ai fratelli Gennari il mio libro “La 100km del Passatore. Una gara fra coraggio e resilienza”, Edizione Psiconline

https://www.unilibro.it/libro/simone-matteo/100km-passatore-gara-coraggio-resilienza/9788899566258

I fratelli Gennari sono menzionati anche nel libro “Il piacere di correre oltre” (Il piacere di correre oltre dal punto di vista di uno psicologo dello sport).

Sport & benessere 15 | ed. novembre 2022.

https://www.prospettivaeditrice.it/libro/il-piacere-di-correre-oltre-il-piacere-di-correre-oltre-dal-punto-di-vista-di-uno-psicologo-dello-sport/

In linea di massima, la passione della corsa permette alle persone di mettersi alla prova, di condurre un sano stile di vita, di salire su un treno fatto di fatica e gioie, di relazioni, di mete e obiettivi da costruire, di situazioni da sperimentare. Bisogna sviluppare consapevolezza delle proprie risorse e capacità, ma anche dei propri limiti: è necessario consolidare questi concetti per mantenere un buon equilibrio. Nel nuovo libro di Matteo Simone Il piacere di correre oltre, l’autore riprende la sua consuetudine di parlarci di sport soprattutto attraverso il dialogo con gli atleti. Leggere il testo di Matteo Simone ci permette di conoscere alcune dinamiche psicologiche che forse ignoriamo o per lo meno di cui non siamo consapevoli.

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