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Cronaca

Vaticano choc, si travestono da cardinali e svuotano le casse delle imprese: maxi truffa da 12 milioni di euro, arrestata la “vecchia guardia” dei finti preti a Roma

🚨 CLAMOROSO A ROMA: FINITI IN MANETTE I FINTI PRETI DELLO IOR, TRUFFA DA 12 MILIONI! I Carabinieri di San Lorenzo in Lucina hanno arrestato tre anziani truffatori (tra i 57 e i 73 anni) della vecchia guardia criminale romana. La banda si travestiva con abiti talari e colletti clericali, spacciandosi per alti prelati del Vaticano e funzionari dello IOR. Promettevano ad imprenditori edili e commercianti finanziamenti a tasso zero e appalti milionari per restaurare chiese, facendosi consegnare enormi anticipi in contanti camuffati da “donazioni benefiche”. Gli affari venivano pianificati nei bar di Centocelle. I dettagli 👇#roma #truffavaticano #fintipreti #carabinieri #ior #centocelle #cronacaroma #truffeimprenditori #sicurezza #pagineutili

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Ior Vaticano

La monumentale operazione dei Carabinieri di San Lorenzo in Lucina contro i truffatori di Centocelle

Roma – Un imponente, clamoroso e quanto mai ingegnoso sodalizio criminale dedito ai reati predatori su scala nazionale, incentrato sulle riforme dei moduli investigativi contro le frodi societarie e sulla necessità impellente di tutelare il tessuto economico e commerciale dalle infiltrazioni della malavita organizzata, è stato brillantemente smantellato dalle forze dell’ordine. I Carabinieri della stazione di San Lorenzo in Lucina, coordinati dai magistrati della Procura della Repubblica di Roma Capitale, hanno dato esecuzione a una ordinanza di custodia cautelare emessa dal giudice per le indagini preliminari a carico di tre soggetti di età compresa tra i cinquantasette e i settantatré anni. Gli indagati risultano ritenuti gli ideatori di una complessa rete associativa capace di raggirare decine di imprenditori in tutta la penisola, accumulando un bottino illecito stimato in oltre dodici milioni di euro.
Le indagini penali hanno dimostrato che i tre colletti bianchi della truffa facevano parte della vecchia guardia della criminalità romana, vantando precedenti specifici risalenti agli anni Settanta, ma pianificavano le attività nei caffè del quartiere di Centocelle.

Il finto ingresso nel Vicariato di Roma e la richiesta di finti fondi benefici per sbloccare i contratti edili

I moduli operativi applicati dalla banda criminale per agganciare le vittime e abbattere le loro difese psicologiche si basavano su una messinscena teatrale curata nei minimi dettagli strutturali. I truffatori si presentavano agli incontri d’affari indossando abiti clericali, camicie ecclesiastiche e colletti romani, spacciandosi per autorevoli prelati della Santa Sede, notai accreditati o dirigenti di primissimo piano dell’Istituto per le Opere di Religione, noto come lo Ior. Sfruttando la falsa identità e millantando inesistenti connessioni finanziarie di livello internazionale, i malviventi proponevano a titolari di aziende edili e gestori di strutture ricettive lo sblocco di cospicui finanziamenti europei a tasso zero e l’affidamento di appalti milionari per la ristrutturazione di importanti complessi immobiliari storici di proprietà del Vicariato. Per rendere credibile il racconto, in un’occasione la banda ha condotto un imprenditore all’interno di un’università attigua, facendogli credere di essere entrato negli uffici del Vaticano.
Prima di procedere alla firma dei finti contratti, i finti sacerdoti esigevano il versamento immediato di cospicue somme di denaro contante a titolo di garanzia bancaria preventiva o come donazione di beneficenza per le bacheche delle opere pie.

Le intercettazioni telematiche del radiomobile ed i controlli sui registri immobiliari della provincia

L’attività investigativa, protrattasi con successo attraverso l’utilizzo di pedinamenti tradizionali sul campo, intercettazioni telefoniche e localizzatori elettronici Gps posizionati sulle vetture dei sospettati, ha permesso di svelare la ripartizione scientifica dei compiti all’interno del gruppo. Uno dei tre arrestati ricopriva un ruolo cruciale grazie alla propria specifica competenza tecnica nella consultazione telematica dei registri catastali e immobiliari, un modulo ispettivo che consentiva alla scuderia di Centocelle di selezionare accuratamente le vittime più facoltose e vulnerabili della provincia. Gli indagati dovranno ora rispondere davanti al collegio giudiziario dei pesanti reati di associazione a delinquere finalizzata alla truffa aggravata, sostituzione di persona, tentato furto continuato e falsificazione materiale di documenti istituzionali dello Stato estero.
Il comando dell’Arma ha evidenziato come l’utilizzo di apparati multimediali avanzati abbia consentito di blindare gli elementi di prova, interrompendo una catena di raggiri che andava avanti da molti mesi ai danni dell’economia reale.

La prevenzione delle truffe aziendali e i moduli di verifica dei contratti istituzionali dello Ior

Le forze dell’ordine hanno rinnovato l’invito formale a tutte le associazioni di categoria e alle imprese private della penisola a verificare sempre la veridicità delle credenziali dei funzionari religiosi prima di effettuare qualsiasi transazione economica o versamento di anticipi sui conti correnti esteri. I moduli informativi sulle procedure di accertamento dei titoli contrattuali sono liberamente consultabili online sulle piattaforme istituzionali della prefettura metropolitana per agevolare lo sviluppo di modelli di sicurezza condivisi. L’efficienza dei controlli territoriali eseguiti dal nucleo radiomobile rappresenta un pilastro fondamentale per tutelare gli investimenti e garantire la legalità in tutta la nazione, impedendo lo sciacallaggio patrimoniale. I lettori mobili e i professionisti della Piana del Cavaliere continueranno a ricevere guide utili e aggiornamenti puntuali sui temi dell’economia, della scuola, del lavoro, della sanità e delle riforme della giustizia in Italia.

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Cronaca

Follia e degrado a Seveso: baby gang di “maranza” si scontrano in strada e spruzzano estintori. La ferma denuncia di Futuro Nazionale

Litigi violenti per strada e danni alla città: una baby gang di “maranza” semina il caos a Seveso svuotando estintori per gioco! La dura denuncia di Futuro Nazionale 😡 🧯 Il degrado e la totale mancanza di educazione continuano a colpire i nostri quartieri. Nei giorni scorsi, il comune di Seveso è stato teatro di una preoccupante ondata di teppismo giovanile. Un folto gruppo di giovanissimi (riconducibili al sempre più diffuso fenomeno dei cosiddetti “maranza”) si è reso protagonista di un violento e accesso scontro in strada. Ma non si sono fermati alle urla e alle minacce: i ragazzini hanno iniziato a smontare gli estintori per la sicurezza pubblica, svuotandoli e spruzzando la polvere ovunque per puro divertimento, imbrattando le aree circostanti e distruggendo dispositivi letteralmente “salvavita”. Un vero e proprio sfregio ai cittadini onesti! A raccogliere l’esasperazione dei residenti e a denunciare pubblicamente lo schifo ci ha pensato il movimento politico “Futuro Nazionale” (Comitato Costituente 47), che annuncia di possedere materiale fotografico inequivocabile per smascherare i responsabili. I cittadini chiedono più controlli e tolleranza zero contro chi vandalizza la città. Leggi la cronaca dell’episodio nel nostro articolo! 👇 🚨 E voi vi sentite sicuri nelle vostre piazze? Come si dovrebbe punire (secondo voi) questo inaccettabile teppismo giovanile?

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Estintori

Seveso – La misura dell’educazione e del rispetto civile di una comunità si misura, molto spesso, dal modo in cui i suoi cittadini più giovani trattano gli spazi condivisi e i beni pubblici. Purtroppo, le notizie che arrivano da Seveso (in provincia di Monza e della Brianza) descrivono un quadro di preoccupante degrado sociale e di totale assenza di regole.
Nei giorni scorsi, infatti, il territorio cittadino è stato teatro di un gravissimo episodio di inciviltà gratuita che ha lasciato sgomenti i residenti. Gruppi di giovanissimi – facilmente riconducibili, per atteggiamenti e abbigliamento, al sempre più diffuso e preoccupante fenomeno delle cosiddette “baby gang” o dei “maranza” – si sono resi protagonisti di un acceso, violento litigio in strada, che è rapidamente sfociato in veri e propri atti di teppismo e vandalismo urbano incontrollato.

L’assalto agli estintori: la sicurezza pubblica ostaggio della noia

Ciò che ha maggiormente indignato e allarmato i cittadini non è stata soltanto la rissa in sé, con urla, minacce e spintoni a cielo aperto, ma i danni collaterali procurati dall’incontrollabile branco di ragazzini. Tra i gesti più gravi registrati durante i disordini, spicca lo svuotamento e lo spruzzo indiscriminato di diversi estintori.
Questi preziosissimi dispositivi, posizionati sul territorio per garantire l’immediata sicurezza pubblica in caso di principio d’incendio o emergenza, sono stati staccati e usati come ridicoli “giocattoli” per colpirsi a vicenda o, peggio, per puro sfregio. La schiuma chimica e le polveri ignifughe hanno imbrattato e danneggiato pesantemente le aree circostanti, costringendo chi di dovere a futuri e costosi interventi di pulizia straordinaria. Manomettere un estintore non è una banale bravata giovanile: significa privare la collettività di un mezzo salvavita in caso di reale e improvvisa necessità. Un gesto che qualifica perfettamente il vuoto cosmico di valori di chi lo compie.

Il fenomeno dei “maranza” e il disagio in Brianza

Quello andato in scena a Seveso, purtroppo, non è un episodio isolato. Il fenomeno dei “maranza” (termine gergale ormai sdoganato per indicare gruppi di adolescenti spesso annoiati, prepotenti, vestiti in modo omologato e sempre pronti a creare disturbo o a cercare la rissa per imporre il proprio finto “dominio” territoriale) sta diventando una vera e propria piaga sociale in moltissimi comuni della Brianza e dell’hinterland milanese.
Famiglie e anziani hanno sempre più paura a frequentare parchi, piazze o stazioni ferroviarie nelle ore serali, per il timore concreto di incrociare questi gruppetti in cerca di uno stupido e pericoloso scontro per noia. Un degrado morale che le istituzioni locali fanno sempre più fatica ad arginare con i soli mezzi della polizia locale.

La denuncia fotografica di Futuro Nazionale

A non voler abbassare la testa e a farsi carico della rabbia dei cittadini è sceso in campo il movimento politico Futuro Nazionale (nello specifico, il suo Comitato Costituente 47). I militanti del movimento non si sono limitati a raccogliere le decine di segnalazioni esasperate dei residenti, ma hanno deciso di denunciare pubblicamente l’accaduto con estrema fermezza.
Futuro Nazionale ha infatti fatto sapere di essere entrato in possesso di inequivocabile materiale fotografico che documenta, in maniera chiara e incontrovertibile, i danni, i disordini e i protagonisti di questo scempio. Una presa di posizione forte e necessaria per scuotere le coscienze delle Istituzioni e chiedere, a gran voce, un immediato potenziamento dei controlli sul territorio di Seveso. I cittadini onesti chiedono risposte concrete, pattugliamenti più frequenti e, soprattutto, la certezza di punizioni esemplari per chi scambia le nostre città per un folle e impunito parco giochi personale.

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Cronaca

“Il tuo pacco è in giacenza, clicca qui”: attenzione al nuovo SMS truffa che ti svuota il conto corrente in pochi secondi

“Il tuo pacco è bloccato, paga 2 euro per sbloccarlo”: ATTENZIONE al nuovo SMS truffa che ti svuota il conto corrente in un secondo! 📦 ⚠️ Massima allerta per tutti! In questi giorni milioni di italiani stanno ricevendo un finto SMS da finti corrieri (Poste, BRT, GLS, ecc.) che avvisa di un misterioso “pacco in giacenza”. Il messaggio vi chiede di cliccare su un link e pagare una piccolissima cifra (solitamente 2 euro) per le fantomatiche spese di sdoganamento. NON FATELO PER NESSUN MOTIVO AL MONDO! Sfruttando la nostra ansia di ricevere gli acquisti online, i truffatori vi rimanderanno a un sito falso (identico a quello dei corrieri) chiedendovi di inserire i dati della vostra carta di credito. Nel momento in cui digitate i numeri, gli hacker vi cloneranno la carta e vi prosciugheranno tutti i risparmi in pochi minuti! Ricordate la regola d’oro: NESSUN corriere vi chiederà mai soldi tramite link SMS. Condividete questo articolo per avvisare genitori, nonni e amici: la prevenzione è l’unica arma per difendere i propri sudati risparmi! 👇 🚫 E a voi è già arrivato questo odioso messaggino truffa? Cosa avete fatto?

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Pacco in giacenza, sms truffa

Redazione – Nell’era frenetica degli acquisti online e delle consegne rapide a domicilio, aspettare un pacco è diventata una delle azioni più normali e quotidiane della nostra vita. Ma proprio dietro questa nostra totale assuefazione agli acquisti digitali si nasconde una delle minacce informatiche più subdole e devastanti degli ultimi anni. Nelle ultime settimane, una vera e propria valanga di SMS fraudolenti sta inondando i cellulari di milioni di italiani, mietendo vittime innocenti e svuotando conti correnti nel giro di pochissimi secondi.
La truffa, nota nel gergo della sicurezza informatica come “Smishing” (ovvero il phishing tramite SMS), è stata architettata con una spietata genialità psicologica: sfrutta la nostra fretta, la nostra curiosità e la nostra naturale paura di perdere un pacco già pagato per farci cadere in una trappola mortale per i nostri risparmi.

L’esca perfetta: come funziona la trappola del finto corriere

Il copione di questa odiosa truffa è drammaticamente semplice. Ricevete un normale SMS sul vostro smartphone. Il mittente appare spesso con un nome autorevole (come “Poste”, “Corriere”, “BRT” o “GLS”). Il testo del messaggio è perentorio e studiato per creare un senso di urgenza e ansia: “Attenzione! Il tuo pacco è in giacenza presso il nostro centro. Mancano 2,00 euro per le spese di spedizione. Clicca sul link sottostante per sbloccare la consegna oggi stesso, altrimenti il pacco tornerà al mittente”.
Moltissime persone (soprattutto gli anziani o chi effettivamente sta aspettando un acquisto da Amazon o altri store) entrano nel panico. Pensano: “Per soli 2 euro rischio di perdere un pacco che vale molto di più!”. Ed è esattamente in questa precisa frazione di secondo, offuscati dall’ansia, che la vittima compie l’errore fatale: clicca su quel maledetto link blu presente nel messaggio.

Cosa succede se clicchi sul link (e perché è così pericoloso)

Cliccando su quel link, si viene immediatamente reindirizzati su una pagina web che è l’esatta e perfetta copia carbone del sito ufficiale del corriere espresso. Ci sono i loghi ufficiali, i colori giusti, persino un finto codice di tracciamento (tracking).
La pagina vi chiederà di inserire i vostri dati personali (nome, cognome, indirizzo) e, soprattutto, i dati della vostra carta di credito per pagare quei famosi (e finti) 2 euro di sblocco. Nel momento in cui digitate il numero della carta, la data di scadenza e il codice di sicurezza (CVV), non state affatto pagando un corriere: state consegnando le chiavi della vostra cassaforte virtuale in mano a spietati hacker internazionali. Entro pochi minuti, la vostra carta verrà clonata e utilizzata per fare acquisti da migliaia di euro in criptovalute o su siti esteri, prosciugando il vostro sudato conto corrente.

I segnali inequivocabili e cosa fare immediatamente

Difendersi da queste iene digitali è possibile, basta allenare l’occhio a riconoscere i segnali d’allarme. La regola d’oro, assoluta e inviolabile, è una sola: nessun corriere espresso e nessun servizio postale vi chiederà MAI un pagamento di sblocco tramite un link via SMS. Se ci sono spese doganali reali, le pagherete fisicamente al postino al momento della consegna.
Inoltre, se fate attenzione al link nel messaggio (prima di cliccarlo), noterete che contiene sempre errori grammaticali o parole strane (es. poste-italiane-spedizioni.com invece di poste.it).
Cosa fare se siete caduti nella trappola? Non perdete un solo secondo a piangere. Chiamate immediatamente il numero verde della vostra banca per bloccare la carta di credito, andate dai Carabinieri o alla Polizia Postale per sporgere regolare denuncia formale, e infine contattate la vostra banca per avviare la procedura di “disconoscimento dell’operazione” sperando di ottenere un rimborso. La prevenzione, però, resta l’unica vera arma: quando ricevete SMS sospetti, cancellateli subito senza pietà!

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Cronaca

Stop alle auto con targa polacca, sarà obbligatoria l’Rc auto italiana

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Targa polacca

Redazione- Addio alle ‘targhe polacche’, il fenomeno – tecnicamente chiamato esterovestizione – che con il nuovo codice della strada potrebbe subire un blocco immediato ponendo di fatto fine alle finte immatricolazioni estere.

È quanto emerge dal testo-base del nuovo Codice della strada, sul quale il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha aperto il confronto con le associazioni di settore, che dovranno esprimersi entro il 13 settembre per poi giungere ad una bozza finale entro il 14 ottobre 2026.

Sul tema è già intervenuto il sottosegretario al Mit Tullio Ferrante, che al Corriere del Mezzogiorno ha chiarito che “l’uso improprio delle auto con targa straniera è un fenomeno che dilaga soprattutto nel Mezzogiorno, dove sono sempre più numerosi i casi di ‘esterovestizione’ per eludere gli obblighi previsti”. Ferrante ha sottolineato che il ministero intende “intervenire con decisione su questo tema” e che “chi utilizza stabilmente in Italia un veicolo con targa estera deve essere tracciabile, quindi avere una copertura assicurativa italiana o autorizzata nel nostro Paese e immatricolare il mezzo oppure registrarlo al Reve, il Registro dei veicoli con targa estera”. Il fenomeno è particolarmente diffuso in Campania, soprattutto a Napoli, da dove giunge la reazione del prefetto, Michele di Bari, che ha ordinato controlli mirati da parte delle forze dell’ordine con l’obiettivo di intercettare le auto immatricolate fittiziamente fuori dai confini nazionali, comminando le relative sanzioni pecuniarie e il sequestro amministrativo dei veicoli dei trasgressori. La questione delle targhe straniere è da anni al centro del dibattito ed è stata regolamentata già nel 2018 con il decreto Sicurezza che aveva introdotto, con alcune eccezioni, il divieto di circolazione dei veicoli immatricolati all’estero di proprietà di residenti in Italia. Successivamente, l’art. 93-bis del codice della strada ha previsto il divieto per i veicoli esteri di proprietà di persone residenti in Italia da oltre tre mesi e l’obbligo di registrazione per quelli intestati a residenti all’estero e circolanti in Italia per oltre 30 giorni nell’anno, anche non consecutivi. Con l’ingresso del nuovo codice della strada, ancora in fase di discussione, per le auto con targa straniera – dopo l’iscrizione nel registro – scatterà inoltre l’obbligo di stipulare una copertura assicurativa con un’impresa italiana o autorizzata a operare nel nostro Paese.

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