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Spettacolo

Il programma ” Striscia la Notizia ” di Antonio Ricci dopo 38 anni chiude

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Striscia la notizia

Redazione-  “Striscia la notizia” si avvia verso la cancellazione. Dopo trentotto anno il tg satirico di Antonio Ricci non troverà più spazio sulle reti Mediaset, come aveva anticipato già lo scorso 17 luglio il sito Dagospia. “Per quanto riguarda Striscia la Notizia e Antonio Ricci, stiamo facendo tutte le valutazioni del caso. Ad oggi siamo a questo punto e non ho altre informazioni da darvi”, aveva detto Pier Silvio Berlusconi alla presentazione dei Palinsesti Mediaset.

Le dichiarazioni dell’editore avevano fatto immaginare un finale amaro, anche se al momento la notizia non è ancora ufficiale. La marcia di avvicinamento verso la fine del rapporto tra la trasmissione e Mediaset è già cominciata, non solo con l’assenza dal video e dai prossimi palinsesti, ma anche con una mossa social: “Dal 25 luglio tutti i social di Striscia la notizia sono stati tolti alla squadra di Ricci e presi in gestione direttamente da Mediaset“, ha segnalato su X il giornalista Claudio Plazzotta.
Stoppati gli account di Striscia e la struttura di Ricci costretta ad andare in ferie. Le risorse social di Mediaset in agosto non possono sprecare tempo a seguire account di un programma che non c’è più e coi quali Publitalia non può monetizzare per accordi con Ricci”, ha aggiunto il giornalista.Il programma ha salutato l’access prime time nell’estate 2025, con il debutto a luglio de “La Ruota della Fortuna” con ascolti record. Mediaset aveva testato “Striscia la notizia” in una fascia diversa, in prime time per cinque puntate dal 22 gennaio 2026 aveva ottenuto in media 1.912.000 telespettatori con il 12,8% di share. Si chiude un’era televisiva.

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Spettacolo

Alessandria del Carretto – un grande successo ” Radici in passerella ” alla sua prima edizione

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Alessandria del Carretto

Redazione-  Incastonata nelle montagne del Pollino, gemma di natura ed antiche culture, è la perla Alessandria del Carretto. Il profumo austero della moda, che s’accompagna alle linee auree delle giovani fanciulle, delicatamente illuminate da mani sapienti, accende un turbinio di bellezza chiamata ” Radici in Passerella “. Una bellissima serata all’insegna della moda, e dell’arte, che grazie alle collaborazioni, e alla forza di volontà dell’Amministrazione Comunale, ha dato alla luce , un evento straordinario. Dalla pagina social, la delegata al Turismo del Comune, MIMMA ADDUCCI, i piu’ sentiti ringraziamenti :

“I grandi risultati nascono dalla sinergia, dalla passione e dall’impegno collettivo.

​Desidero esprimere un profondo ringraziamento a Luigia Granata, Manuela Filice, Cristina Montalto , Maurizio Guarino, Luciana Vivacqua, Umberto D’alba, Giusy Palermo e Franco Maurella per i loro preziosi interventi che hanno arricchito il programma della serata.
​Un sentito grazie a tutte le modelle e all’intero staff di Luigia Granata per l’eccellente lavoro svolto.
​Un plauso doveroso va ai colleghi dell’amministrazione, a Maria Veneziano, Rocco Adduci e Arvia Antonio con cui ho condiviso un intenso percorso organizzativo, frutto di un più ampio progetto che tutti insieme stiamo portando avanti e al Sindaco Domenico Vuodo per la fiducia e la visione garantite a questo progetto.
​L’evento ha superato ogni nostra aspettativa, registrando una risposta di pubblico straordinaria con presenze giunte anche da lontano. Con questo entusiasmo, poniamo le basi per quella che ci auguriamo possa essere la prima di una lunga serie di edizioni.”

Plauso a tutti i partecipanti, per aver creato un gioiello, ed averlo incastonato in questo angolo di paradiso chiamato Alessandria del Carretto.

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Spettacolo

Erisu, esce il videoclip di “Ghost of Ninive”: viaggio nel sacro femminile

🚨 NUOVA USCITA: GLI ERISU LANCIANO IL VIDEOCLIP DEL NUOVO SINGOLO “GHOST OF NINIVE”Un affascinante e ipnotico viaggio multimediale tra antico mito mesopotamico, rituali occulti e sacro femminile! È online da oggi, martedì 28 luglio 2026, il videoclip ufficiale di “Ghost of Ninive”, il nuovo singolo degli Erisu che anticipa lo sbarco del brano sulle piattaforme di streaming (7 agosto) e in rotazione radiofonica dal 28 agosto. 📹🎶🌌Girato tra le suggestive fiamme notturne di un’antica rocca e uno sfondo astratto e misterioso, il video traduce in immagini la fine del dominio delle antiche Dee madri, sconfitte a Ninive dall’avvento di una civiltà fondata sulla guerra. Composto da Ninlìl, Nenlù e NunRim — artiste che cantano e armonizzano in lingua sumera — il brano sperimenta un sound ossessivo ad alto BPM dominato dalle tastiere, trasformandosi in una nenia rituale sfrenata. La band si prepara a portare questa straordinaria energia live sui palchi dei maggiori festival folk e metal d’Italia, a partire dall’attesissimo concerto del 2 agosto al Malpaga Folk & Metal Fest di Bergamo! 🎸🏛️🔥👇 Ti incuriosisce l’uso di lingue antiche e misteriose come il sumero nella musica rock e contemporanea? Dicci la tua nei commenti!#Erisu #GhostOfNinive #NuovoSingolo #VideoclipOfficial #LinguaSumera #SacroFemminile #MalpagaFolkMetal #FolkMetalItaliano #MusicaEAntropologia #PreSaveDigital

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Roma – Nel panorama della discografia indipendente e della sperimentazione etno-musicale, la deostruzione dei miti teogonerici e il recupero delle lingue estinte rappresentano un filone di straordinario interesse speculativo, capace di rifondare i codici del metal sinfonico e del folk d’avanguardia. Da oggi, martedì 28 luglio 2026, è ufficialmente disponibile su tutte le piattaforme di condivisione video il videoclip di “Ghost of Ninive”, il nuovo e atteso singolo del progetto artistico Erisu. La pubblicazione della componente visiva anticipa la successiva roadmap distributiva programmata sui mercati digitali: il brano sarà immesso nei circuiti di streaming a partire da venerdì 7 agosto 2026 — con pre-save già attivo sui canali globali —, per poi fare il suo ingresso formale nella rotazione dell’airplay radiofonico nazionale da venerdì 28 agosto . L’opera si offre come un’articolata architettura multimediale concepita per dare corpo e dinamismo a un universo simbolico incentrato sulla ritualità ancestrale, sulla spiritualità preistorica e sul tramonto del principio del sacro femminile nell’antica Mesopotamia.

Il dualismo della regia: le ambientazioni rituali tra rocche e sfondi astratti

La direzione registica del videoclip traduce visivamente la complessità dottrinale del testo attraverso una rigorosa struttura duale e speculare, alternando due ambientazioni distinte che scandiscono il ritmo coreutico della traccia. Il primo scenario si colloca nella concretezza materiale dello spiazzo antistante un’antica rocca medievale, ripreso in notturna e squarciato da fiamme vive e performance di danzatrici del fuoco; lo spazio è perimetrato da vessilli neri decorati con antichi glifi e contrassegnato da segni tribali rossi che evocano il sangue e il sacrificio rituale. A questa dimensione antropica si alterna un non-luogo astratto su fondo nero, all’interno del quale le tre interpreti appaiono decontestualizzate e investite di una statura ieratica. Questa dicotomia spaziale simboleggia il processo di epifania della Dea la quale, abbandonando la dimensione metafisica dell’astrazione concettuale (lo sfondo nero), si manifesta e incarna nel tempo e nella storia degli uomini attraverso il rito del canto collettivo.

La transizione di Ninive e la sconfitta del matriarcato preistorico

Il baricentro storiografico e filosofico di “Ghost of Ninive” si ispira alle tesi antropologiche relative al passaggio epocale dalle società matriarcali del neolitico ai patti patriarcali dell’età del bronzo. Le artiste di Erisu descrivono la caduta dell’antica capitale assira come il luogo geopolitico in cui le divinità femminili protettrici della terra e della fecondità vennero definitivamente sconfitte e sottomesse dai nuovi dèi della guerra, del dominio e della gerarchia militare: «Il fantasma di Ninive rappresenta le antiche Dee che, dopo decine di millenni di dominio, proprio a Ninive vengono definitivamente sconfitte dalle nuove divinità che le sostituiranno nell’emergente civiltà successiva. Aspettano nell’ombra che torni il loro tempo» . Il brano si configura come un severo monito civile, rammentando che tali forze spirituali albergano ancora in potenza nella coscienza collettiva, pronte a essere evocate per riscrivere gli immaginari del presente-futuro.

La lingua sumera e l’evoluzione sonora nZEB dei sintetizzatori

Sotto il profilo strettamente musicologico, la traccia segna un’importante evoluzione stilistica nel percorso della band, caratterizzata da un BPM (Beats Per Minute) estremamente elevato che richiama il ritmo forsennato di una danza estatica intorno al fuoco. Per la prima volta, gli arrangiamenti accolgono un utilizzo massiccio e ossessivo delle tastiere e dei sintetizzatori digitali, i cui timbri moderni sorreggono una nenia ipnotica e serrata. Il climax compositivo si realizza nella variazione armonica finale, strutturata su una complessa sovrapposizione polifonica a tre voci in cui riaffiorano i tratti distintivi del sound del gruppo. Nati nel 2020 come compagnia teatrale d’avanguardia per l’opera “The Secret Event”, gli attuali membri di Erisu — le musiciste e polistrumentiste Ninlìl, Nenlù e NunRim — traggono i propri pseudonimi dal pantheon mesopotamico, caratterizzandosi per l’uso cantautorale della lingua sumera, un idioma isolato che genera un’affascinante e inedita suggestione acustica nel mercato discografico europeo.

Il calendario del tour estivo e i festival di genere folk-metal

La sostenibilità macroeconomica del progetto e il contatto diretto con la fitta rete di appassionati si articoleranno attraverso un fitto calendario di apparizioni dal vivo all’interno dei principali festival di rievocazione storica e rassegne folk-metal della penisola. Dopo le fortunate tappe di giugno a San Polo d’Enza per il Rievocandum e al Campi Beer Festival di Campi Bisenzio, la programmazione estiva di Erisu registrerà un appuntamento di rilievo domenica 2 agosto 2026 sul palco del Malpaga Folk & Metal Fest a Cavernago, in provincia di Bergamo, una delle arene più prestigiose per le sonorità d’avanguardia del nord Italia. Il tour si completerà successivamente, domenica 6 settembre, nel quadrante veneto con la partecipazione ufficiale alla manifestazione Runika Fantasy & Medievale a Mestre, consolidando l’efficacia di un network spettacolare capace di coniugare l’intrattenimento di massa alla tutela e riscoperta delle radici archeologiche della civiltà globale.

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Spettacolo

Santelmo lancia “Che Ridere Acoustic Version”: un viaggio nella notte di Roma

🚨 NEW MUSIC: SANTELMO LANCIA IN RADIO “CHE RIDERE” NELL’INTIMA ACUSTIC VERSIONDalla magia della notte romana alle frequenze radiofoniche di tutta Italia. Da venerdì 31 luglio 2026 arriva in rotazione radiofonica “Che ridere” (acoustic version), il nuovo attesissimo singolo del cantautore modenese Santelmo, già disponibile su tutte le piattaforme di streaming digitale dal 24 luglio per l’etichetta Maionese Project. 🎧🎸✨Il brano è una rilettura intima, voce e chitarra, del singolo d’esordio dell’artista uscito due anni e mezzo fa. Il testo racconta un poetico e liberatorio fantasticherie notturno tra i luoghi più iconici di Roma, dal Circo Massimo a Piazza Navona, nato in una sera di maggio per esorcizzare un periodo pesante della vita e riscoprire la capacità di sorridere. Santelmo, nome d’arte di Gabriele Soldati (classe 1994), ha iniziato a scrivere canzoni durante il lockdown del 2020, trasformando malinconia e fragilità in melodie sincere sospese tra cantautorato contemporaneo e indie pop. Con questo lancio, che consolida la collaborazione con Maionese Project di Matilde Dischi, l’artista si prepara a conquistare i palchi estivi con la forza della sua dimensione live. 🎤🏛️🌟👇 Ti capita mai di ritrovare la spensieratezza e la pace camminando nel silenzio notturno delle nostre città d’arte? Raccontacelo nei commenti!#Santelmo #CheRidereAcoustic #MaioneseProject #MatildeDischi #NuovoSingolo #GabrieleSoldati #IndiePopItaliano #MusicaEPoesia #CantautoriEmergenti #RomaNotturna

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Roma – Nel panorama del cantautorato contemporaneo e del mercato discografico indipendente, la rilettura in chiave minimalista dei brani editi costituisce una scelta strategica di forte impatto espressivo, capace di svelare l’architettura melodica originaria di un’opera e di instaurare un dialogo più intimo con l’ascoltatore. A partire da venerdì 31 luglio 2026, farà il suo ingresso ufficiale nella rotazione radiofonica nazionale “Che ridere” (acoustic version), il nuovo singolo del cantautore modenese Santelmo. Il brano, immesso sul mercato dei consumi digitali e disponibile su tutte le principali piattaforme di streaming a partire da venerdì 24 luglio sotto l’egida editoriale di Maionese Project (marchio satellite di Matilde Dischi), si configura come una raffinata produzione acustica. Questa nuova veste arrangiativa, caratterizzata dal primo piano assoluto della voce e della chitarra, valorizza la narrazione introspettiva dell’artista, eliminando le sovrastrutture elettroniche per privilegiare l’immediatezza acustica.

La genesi del brano: il fantasticherie notturno tra il Circo Massimo e Piazza Navona

Il testo di “Che ridere” propone una profonda e suggestiva disamina psicologica incentrata sul tema della rinascita emotiva e del recupero della leggerezza calviniana dopo una fase esistenziale complessa. Più che la cronaca di un incontro reale, la silloge descrive un fantasticherie notturno ambientato tra le quinte monumentali e archeologiche di Roma, snodandosi tra gli spazi del Circo Massimo, il belvedere di Monte Ciocci e i sampietrini contati per gioco in una Piazza Navona insolitamente deserta. Il ritornello, giocoso e strutturato su una studiata ripetizione fonetica, racchiude l’istante liberatorio della scoperta della propria capacità di tornare a sorridere. Santelmo ha chiarito la genesi del pezzo, nato come rielaborazione acustica della sua traccia d’esordio pubblicata circa due anni e mezzo fa: «È nata quasi per caso, una sera di maggio, davanti al Circo Massimo. Con un po’ di fantasia mescolata a un po’ di realtà, ho ritrovato la leggerezza di un momento spensierato. Nel buio bello di Roma sono svaniti gli ultimi residui di un buio più brutto».

Il profilo di Gabriele Soldati: dal lockdown del 2020 all’indie pop contemporaneo

Dietro lo pseudonimo di Santelmo si cela Gabriele Soldati, cantautore emiliano classe 1994, la cui formazione artistica ha subìto un’accelerazione decisiva durante la crisi sanitaria globale del 2020. Costretto all’isolamento dal primo lockdown pandemico, Soldati ha individuato nella scrittura e nella composizione un fondamentale presidio terapeutico e un canale per analizzare e superare le fragilità, lo smarrimento e la malinconia generati dal trauma collettivo. Le sue reference musicali si muovono lungo i binari del cantautorato classico italiano, contaminato dalle metriche e dalle sonorità dell’indie pop contemporaneo. Dopo una lunga fase di sperimentazione domestica condotta attraverso l’accumulo di memo vocali e registrazioni casalinghe lo-fi, l’artista ha avviato nel 2024 la pubblicazione dei suoi primi singoli ufficiali, inaugurando parallelamente un’intensa attività concertistica sul territorio nazionale.

La partnership con Maionese Project e la programmazione strategica dei live

La traiettoria manageriale di Santelmo testimonia l’evoluzione di un progetto artistico che per anni ha preservato una totale indipendenza produttiva nel mercato dell’entertainment. La recente firma del contratto discografico con l’etichetta Maionese Project, divisione di Matilde Dischi, avvia una nuova fase di sviluppo industriale e di pianificazione editoriale, finalizzata all’allargamento del target di riferimento e alla capitalizzazione dei flussi di ascolto sulle piattaforme di streaming. Gli obiettivi a medio termine del cantautore modenese si focalizzano sul consolidamento dell’identità artistica e sul potenziamento della dimensione live, intesa come lo spazio privilegiato per generare connessioni autentiche con il pubblico e validare il valore civile delle proprie canzoni. Il lancio radiofonico di “Che ridere (acoustic version)” si pone così come il tassello fondamentale di una crescita strutturata, volta a dimostrare come la sincerità della parola possa farsi veicolo di mediazione sociale e riscatto personale.

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