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Politica

“Milano ormai penalizza chi non è ricco. Prima gli italiani!”: il Generale Burgio lancia la sfida a Sala per il 2027

Il Generale Burgio candidato Sindaco asfalta Beppe Sala: “Milano ormai penalizza chi non è ricco tra Area B e Area C! Le case popolari? Prima agli italiani!” 🏛️ 💥 La sfida per strappare Milano alla Sinistra nel 2027 è ufficialmente partita, e il primo candidato sceso in campo fa davvero tremare il “politicamente corretto”! Si tratta del Generale Carmelo Burgio, candidato sindaco per “Futuro Nazionale” (il partito di Roberto Vannacci), che si è presentato alla stampa sferrando un attacco pesantissimo alla Giunta di Beppe Sala! “La verità”, ha tuonato il Generale, “è che oggi Milano è una città molto ricca, ma pensata solo per i ricchi! Chi non ha i soldi, in questa città è fortemente penalizzato!”. Il riferimento è alle costosissime e classiste limitazioni delle ZTL di Area C e Area B, che impediscono ai lavoratori e ai pendolari che non possono permettersi l’auto nuova di girare in città! Ma le bordate di Burgio non si fermano qui! L’alto ufficiale ha puntato il dito contro il welfare e le Case Popolari: “Qui ci si preoccupa dei sussidi agli immigrati, e non si pensa più ai veri milanesi! Dobbiamo riequilibrare la situazione dando la precedenza ai cittadini italiani!”. Durissima anche la stoccata al Sindaco Sala sulla sicurezza (accusato di aver “criticato” i Carabinieri dopo un inseguimento in centro) e il “No” secco all’abbattimento dello Stadio San Siro. “Dicono che non sono milanese? Beh, avete avuto Sindaci nati a Milano fino ad oggi e guardate come vi hanno ridotto la città!”, ha chiosato il Generale. Leggi le clamorose dichiarazioni integrali del candidato di Vannacci nel nostro articolo! 👇 🚔 Siete d’accordo con il Generale Burgio? È vero che Milano è diventata una città snob, vietata a chi non ha i soldi, e che bisogna riportare urgentemente la legalità nelle strade e dare le case popolari prima agli italiani? Ditecelo nei commenti!

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Il Generale Burgio

Milano – La lunghissima corsa verso le elezioni comunali del 2027 per la conquista di Palazzo Marino è ufficialmente iniziata. E a giudicare dai toni del primo, vero sfidante sceso ufficialmente in campo, si preannuncia una campagna elettorale durissima, senza esclusione di colpi e senza il tanto abusato “politicamente corretto”.
Sotto il lapidario e suggestivo slogan “Il futuro ritorna a Milano”, il Generale Carmelo Burgio si è presentato ufficialmente alla stampa meneghina come candidato sindaco di punta per Futuro Nazionale, la popolarissima e lanciatissima formazione politica che fa capo al Generale Roberto Vannacci.
Nonostante il programma elettorale dettagliato sia ancora in fase di stesura (sarà presentato nelle prossime settimane), le linee guida dettate da Burgio durante il suo primo faccia a faccia con i giornalisti hanno già tracciato un solco profondissimo rispetto all’attuale amministrazione di centrosinistra guidata da Beppe Sala.

Il modello elitario: “Una città vietata a chi non ha soldi”

L’attacco più duro e inaspettato sferrato dal Generale Burgio non ha riguardato direttamente i massimi sistemi, ma la vita quotidiana, le tasche e la viabilità dei cittadini. L’alto ufficiale ha puntato il dito contro il modello di sviluppo elitario ed escludente che, a suo avviso, ha snaturato l’anima popolare del capoluogo lombardo.
«La verità è che Milano è una città molto ricca, ma non è assolutamente fatta per chi ricco non è, una categoria che oggi si ritrova a essere fortemente penalizzata», ha denunciato il candidato di Futuro Nazionale. Il riferimento (chiarissimo e applauditissimo dai detrattori della Giunta Sala) è alle rigidissime e costosissime ZTL di Area B e Area C. Provvedimenti spacciati per “green”, ma che di fatto si trasformano in una tassa occulta che impedisce ai lavoratori e ai pendolari meno abbienti (che non possono permettersi di acquistare l’ultimo modello di auto elettrica) di circolare liberamente in città per andare a lavorare.

Case popolari e welfare: “Pensiamo prima agli italiani”

Un altro cavallo di battaglia tipico della destra identitaria, su cui Burgio ha spinto forte sull’acceleratore, è quello dell’assegnazione dei servizi sociali e delle case popolari.
Senza troppi giri di parole, il candidato sindaco ha duramente criticato i «sussidi a pioggia agli immigrati». Sussidi che, per un perverso meccanismo burocratico, «vengono poi calcolati all’interno del reddito per permettere a queste persone di accedere, magari scavalcando gli altri, alle case popolari. In questa città purtroppo non pensiamo più al milanese in difficoltà: bisogna riequilibrare urgentemente la situazione dando la priorità ai cittadini italiani».

L’attacco frontale a Beppe Sala e a Franco Gabrielli

Non poteva ovviamente mancare, in tema di Sicurezza (che sarà il faro assoluto del programma di Futuro Nazionale), una pesantissima bordata contro il Sindaco uscente Giuseppe Sala e il suo consigliere delegato, l’ex Capo della Polizia Franco Gabrielli.
Burgio ha ricordato la recente vicenda del giovane Ramy, rinfacciando a Sala di aver pubblicamente “messo in dubbio” l’utilità di un inseguimento a sirene spiegate in città da parte delle auto dei Carabinieri, quasi a voler giustificare chi scappa dalle Forze dell’Ordine. «Su queste cose, due sono le soluzioni», ha tuonato Burgio. «O di sicurezza non ne capisci assolutamente nulla ed è meglio stare zitti, oppure ne capisci anche troppo e stai solo cinicamente cercando di compiacere il favore della tua base elettorale radical chic».

Il salvataggio di San Siro e le origini “non milanesi”

Infine, il Generale ha affrontato due temi cruciali per il dibattito cittadino. Il primo riguarda lo storico Stadio Meazza in San Siro: a differenza dei progetti speculativi in campo, Burgio si è detto nettamente contrario all’abbattimento della struttura. «Demolirlo comporterebbe un sacco di spese inutili per smaltire tutto il materiale. Personalmente avrei puntato fin dall’inizio a una soluzione di recupero totale dell’impianto».
L’ultima battuta, tagliente come una lama, è stata riservata ai giornalisti che gli contestavano il fatto di non essere nato a Milano e di conoscere poco le dinamiche meneghine. La replica del Generale non ha lasciato scampo: «Fino a oggi siete stati governati da sindaci milanesi doc. Siete sicuri che sia andato tutto bene? Essere nato a Milano non è assolutamente garanzia di buon governo». La sfida per il 2027 è appena decollata, e promette scintille.

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Politica

Corsa a Palazzo Marino, l’avvertimento di Jonghi Lavarini a Futuro Nazionale: “Burgio ok, ma basta banalità antifasciste”

“Per vincere a Milano non bastano i paracadutisti in pensione: basta banalità sull’antifascismo, il Generale Burgio ha bisogno della vecchia guardia politica!”. 💥 🏛️ Roberto Jonghi Lavarini non le manda certo a dire! Lo storico (e spesso divisivo) esponente della Destra radicale milanese (già presidente di zona per 13 anni con MSI e Alleanza Nazionale) ha sganciato una vera e propria “bomba politica” interna a Futuro Nazionale, il movimento di Roberto Vannacci! Oggetto del dibattito? La corsa a Sindaco di Milano del Generale Carmelo Burgio! “Il candidato è buono”, tuona Jonghi Lavarini, “ma se vuole sperare di vincere non può circondarsi solo di militari in pensione e di amici senza alcuna esperienza politica! Le elezioni si vincono con chi conosce la macchina amministrativa!”. L’appello ai vertici è chiaro: affiancare subito a Burgio dirigenti navigati che portano valanghe di voti, come Prosperini, Maturo e Bastoni! “Basta far comandare comitati di volenterosi ma politicamente INESPERTI, chiamate a raccolta chi ha già amministrato i quartieri milanesi!”, avverte l’esponente politico. Ma la chiusura del comunicato è una vera e propria rasoiata ideologica su come deve comportarsi il partito in Tv e sui giornali: “E poi, ribadisco: basta parlare di storia e sparare banalità antifasciste! L’elettorato tradizionale e lo zoccolo duro della Destra non gradisce queste posizioni!”. Insomma, un avvertimento durissimo che segna un solco netto tra l’anima militare di Vannacci e l’anima politica della Destra storica milanese! Leggi l’analisi e il retroscena completo nel nostro articolo politico! 👇 🗳️ E voi da che parte state? Per vincere e governare bene una metropoli come Milano serve affidarsi ai “volti nuovi” (magari inesperti, ma lontani dalle logiche di palazzo), oppure serve la competenza e il cinismo della “vecchia guardia” politica di Destra che conosce ogni angolo dei quartieri? Diteci la vostra nei commenti!

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Generale Burgio

Milano – La corsa elettorale per la poltrona di Sindaco di Milano si preannuncia come una delle battaglie politiche più accese, spietate e cruciali dei prossimi anni. Il movimento “Futuro Nazionale” (fondato dal Generale Roberto Vannacci) ha già calato sul tavolo cittadino un asso da novanta, schierando come proprio candidato di punta il carismatico Generale Carmelo Burgio. Una scelta di altissimo profilo istituzionale, che però ha iniziato a far storcere il naso a chi, la politica milanese e le dinamiche elettorali del territorio, le mastica e le vive da decenni.
A lanciare un chiarissimo e pesantissimo “avvertimento politico” ai vertici del partito in queste ore è Roberto Jonghi Lavarini. Figura storica, radicata e spesso divisiva della Destra radicale milanese (già consigliere e presidente di zona per ben tredici anni sotto le insegne del MSI e di Alleanza Nazionale), Jonghi Lavarini ha diffuso una nota in cui analizza con pragmatismo spietato le enormi falle organizzative che rischiano di far deragliare la campagna elettorale del movimento nella capitale meneghina.

Oltre l’ala militare: serve una vera e rodata classe dirigente

Il giudizio di partenza sulla figura del candidato in quota Vannacci è assolutamente positivo, ma la diagnosi sulla sua squadra operativa è impietosa. «Il Generale Burgio è un buon candidato», esordisce chiaramente Jonghi Lavarini. «Ma, per essere veramente e concretamente competitivo alle urne milanesi, non gli bastano affatto i vecchi militari in pensione, i paracadutisti e gli amici completamente nuovi alla politica».
Il messaggio è cristallino: l’entusiasmo della società civile e la fedeltà del mondo militare sono lodevoli, ma le campagne elettorali (soprattutto in una metropoli complessa e stratificata come Milano) non si vincono con la sola buona volontà. Per governare e per raccogliere i voti veri nei quartieri, serve il cinismo e la competenza della vecchia guardia. «A Burgio vanno subito, immediatamente affiancati militanti, dirigenti politici e amministratori locali di grandissima e comprovata esperienza, soprattutto dal punto di vista elettorale», sentenzia l’ex esponente di AN.

I “nomi pesanti” per blindare la campagna milanese

Jonghi Lavarini non si nasconde dietro a giri di parole e fa subito nomi e cognomi eccellenti della Destra lombarda da schierare sul campo di battaglia al fianco di Burgio. Cita esplicitamente tre “futuristi nazionali” milanesi doc: Renato Maturo, Piergianni Prosperini e Max Bastoni. Figure dal peso specifico enorme in termini di preferenze e di profonda conoscenza della macchina amministrativa cittadina.
Ma il reclutamento deve essere massiccio e capillare. «Vanno subito coinvolti in prima linea non solo i volenterosi referenti dei comitati costituenti e i membri milanesi dell’assemblea nazionale, che spesso e volentieri si rivelano completamente inesperti delle dinamiche politiche», avverte duramente Jonghi Lavarini, «ma vanno chiamati in causa tutti gli ex amministratori pubblici e i consiglieri di zona che hanno già formalmente aderito al progetto di Futuro Nazionale».

Il monito ideologico: “Basta banalità sull’antifascismo”

Se la prima parte della nota è un richiamo all’organizzazione tattica ed elettorale, la chiosa finale è una vera e propria sciabolata ideologica indirizzata direttamente ai vertici della comunicazione del partito. Le recenti uscite di Futuro Nazionale (come il tentativo del Centro Studi Rinascimento Nazionale di allontanare il partito dalla “nostalgia” per guardare al futuro, o l’addio dell’ex sottosegretario Bellotti) hanno evidentemente indispettito l’ala più dura e pura della militanza.
Jonghi Lavarini chiude infatti il suo appello con una frecciata inequivocabile sulla linea editoriale da tenere nei talk show e sui giornali: «Infine, lo ribadisco per l’ennesima volta: basta parlare di storia e basta sparare vuote banalità antifasciste. Sono prese di posizione che non sono minimamente gradite e non fanno presa sull’elettorato tradizionale di Destra, che rappresenta a tutti gli effetti il nostro potenziale e fondamentale zoccolo duro elettorale».
Insomma, a Milano Futuro Nazionale è a un bivio: affidarsi ai “tecnici militari” per cercare i voti moderati, oppure imbarcare i “generali della vecchia guardia politica” per blindare i voti della Destra storica identitaria? Le prossime mosse di Vannacci ci daranno la risposta.

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Politica

“La sfida parte dal territorio”: Futuro Nazionale accende i motori in Brianza. Raduno dei Comitati in vista del voto del 2027

“La sfida parte dal territorio, senza le piazze non c’è politica!”. Futuro Nazionale accende i motori in Brianza in vista delle Elezioni Comunali del 2027! 🏁 🇮🇹 Mentre a livello nazionale volano gli stracci nei palotti della Politica, c’è un’Italia profonda che si rimbocca le maniche e inizia a costruire i partiti “dal basso”, scendendo per le strade ad ascoltare i problemi veri dei cittadini! È quello che sta succedendo in Brianza, dove il partito “FUTURO NAZIONALE” (il movimento del Gen. Vannacci) ha ufficialmente suonato la carica! Si è svolto a Carate Brianza il primissimo e affollatissimo raduno dei “Comitati Territoriali” organizzato dal Coordinatore Regionale Luca Ferrazzi. “Dobbiamo fare squadra partendo dalle enormi energie locali”, ha tuonato Ferrazzi dal palco. “Le sinergie sul territorio sono la nostra vera forza. Senza il contatto con la gente, non c’è politica che tenga!”. Il programma per la provincia brianzola è già stato stilato ed è chiarissimo: lotta all’illegalità, tolleranza zero per la sicurezza nei quartieri, aiuti concreti e immediati alle Famiglie italiane schiacciate dai costi, e massima valorizzazione delle nostre preziose tradizioni locali! Ma il vero obiettivo strategico è un altro: l’anno prossimo, nel 2027, ben 18 COMUNI della provincia andranno alle urne! Futuro Nazionale si sta già organizzando con i Gruppi di Lavoro (che si riuniranno subito dopo il Gran Premio di Monza) per presentare le proprie liste e conquistare i Comuni della Brianza! Leggi il report completo e gli obiettivi del partito nel nostro articolo! 👇 🏛️ E voi pensate che la vera forza di un partito si misuri dal contatto diretto “sulla strada” con i problemi quotidiani della gente? Quali sono le priorità assolute (dalla sicurezza al costo della vita) che la politica dovrebbe risolvere nei Comuni brianzoli? Ditecelo nei commenti!

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Futuro Nazionale Brianza

Redazione – Mentre a livello nazionale i salotti della politica e i grandi opinionisti si interrogano sul destino e sulle evoluzioni interne del movimento fondato dal Generale Roberto Vannacci, c’è un’Italia profonda, laboriosa e lontana dai riflettori che ha deciso di rimboccarsi le maniche e iniziare a costruire la politica “dal basso”, partendo esattamente dalle strade, dai quartieri e dai bisogni reali delle persone.
È questo il fortissimo segnale politico lanciato dalla provincia di Monza e della Brianza, dove Futuro Nazionale ha ufficialmente acceso i motori della propria macchina organizzativa. Martedì 1 settembre 2026, infatti, si è tenuto a Carate Brianza il primissimo e attesissimo incontro dei referenti dei Comitati territoriali della provincia, un raduno meticolosamente organizzato dal Coordinatore Regionale Luca Ferrazzi. Una serata densa di significato, caratterizzata da un vivace confronto e da una fitta programmazione, che ha di fatto gettato le solidissime basi per la creazione di una struttura politica finalmente concreta e capillarmente radicata sul territorio.

Ferrazzi chiama a raccolta la Brianza: “Fare squadra è la nostra forza”

Il clima che si respirava all’incontro era intriso di grande entusiasmo e voglia di partecipazione attiva. «Ringrazio di vero cuore i referenti dei nostri comitati per la loro massiccia presenza e per il travolgente entusiasmo», ha dichiarato con orgoglio Luca Ferrazzi aprendo ufficialmente i lavori dell’assemblea.
Il Coordinatore Regionale ha poi tracciato la rotta ideologica del movimento locale: «È proprio da qui, dalle straordinarie energie locali, dalla passione dei cittadini e dalla voglia inesauribile di fare squadra, che nasce e si alimenta il futuro del nostro partito. Dobbiamo avere tutti bene in mente che le sinergie tra i vari comitati non sono un semplice optional, ma sono la nostra vera forza motrice. Senza un fitto tessuto sul territorio, non c’è politica che tenga». Un richiamo fortissimo alla “militanza” classica, quella fatta di ascolto, presenza fisica e conoscenza diretta dei problemi dei cittadini.

La ricetta per il territorio: sicurezza, famiglia e tradizioni

Durante il lungo e proficuo incontro brianzolo, i vertici hanno illustrato dettagliatamente le linee guida e le priorità assolute di Futuro Nazionale, declinandole però con particolare e maniacale attenzione ai temi che più toccano da vicino la complessa realtà brianzola, da sempre considerato il vero motore economico e produttivo dell’intero Paese.
Il manifesto politico territoriale stilato dai comitati si fonda su pilastri d’acciaio: sostegno concreto e reale alle famiglie italiane (sempre più schiacciate dal carovita), impulso deciso allo sviluppo economico delle imprese locali, garanzia di sicurezza totale nei quartieri e, non da ultimo, la fiera valorizzazione delle antiche tradizioni locali. L’atmosfera della serata è stata quella tipica di chi sa perfettamente di fare parte di un grande progetto che sta prendendo forma: c’è stato confronto diretto, le idee sono emerse chiare e nette, e si è consolidata la consapevolezza che il vero lavoro politico si costruisce ascoltando umilmente chi vive ogni singolo giorno i disagi del territorio.

Il grande obiettivo: i 18 Comuni al voto nel 2027

La macchina brianzola di Futuro Nazionale non ha alcuna intenzione di fermarsi alle semplici riunioni. I comitati territoriali sono già attivamente al lavoro sulle strade per raccogliere le istanze dei cittadini e organizzare le prossime, imminenti iniziative pubbliche.
Ma c’è un obiettivo strategico ben preciso che rende ancora più urgente e febbrile questo grande impegno sul territorio: nel 2027, infatti, ben 18 comuni della provincia di Monza e Brianza andranno al voto per rinnovare le proprie Amministrazioni. Si tratta di un’opportunità elettorale gigantesca e concretissima per portare i rappresentanti di Futuro Nazionale direttamente all’interno delle amministrazioni locali, partendo dalla concretezza dei programmi e dalla passione di chi ci crede davvero.
Il cronoprogramma è già stato stilato: il prossimo appuntamento operativo è già stato fissato subito dopo il Gran Premio di Monza. Sarà l’occasione per organizzare i “Gruppi di Lavoro” congiunti in aree tematiche di competenza. La sfida a Destra è ufficialmente partita, e la Brianza promette di esserne l’assoluta protagonista.

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Politica

Caso Vannacci, il Centro Studi Rinascimento Nazionale tende la mano a Bellotti. Sforzini: “Ci ripensi, non abbandoni il campo!”

“Le critiche sono giuste, ma non abbandoni il campo!”. Sforzini (Centro Studi Rinascimento Nazionale) lancia un appello a Bellotti per ricucire lo strappo a Destra! 🤝 🇮🇹 Il clamoroso scontro politico nato questa mattina (con l’abbandono di Luca Bellotti al partito di Vannacci a causa delle posizioni considerate “estremiste” su Islam e Immigrazione) si arricchisce di un nuovo, interessantissimo capitolo! A cercare di ricucire la grave frattura ideologica è intervenuto Luca Sforzini, Presidente del prestigioso Centro Studi Rinascimento Nazionale. Con grande diplomazia e rispetto, Sforzini ha teso una mano pubblica all’ex Sottosegretario, invitandolo a non cedere alla frustrazione: “Le motivazioni di Bellotti non sono campate in aria e meritano ascolto, ma non è abbandonando il campo che si cambiano le cose!”. Sforzini rivela che molte delle critiche di Bellotti ricalcano dibattiti già aperti proprio all’interno del Centro Studi, e si rammarica di non aver potuto fermare l’addio prima che diventasse pubblico. Ma il Presidente non si ferma alle parole e rilancia con un’offerta concreta e istituzionale: “La sensibilità politica di Bellotti e la sua gigantesca competenza come esperto di Lavoro ed Economia non possono andare disperse! Lo invito a collaborare fin da subito con il nostro Centro Studi per elaborare insieme idee e proposte sulle tematiche economiche!”. Una mossa strategica perfetta per non disperdere il prezioso “capitale umano” e istituzionale della Destra! Leggi l’appello integrale nel nostro approfondimento politico! 👇 ⚖️ E voi cosa ne pensate di questo invito ufficiale? Fate bene Bellotti ad accettare la collaborazione con il Centro Studi per far valere le sue idee “moderate” e istituzionali dall’interno, oppure la rottura ideologica con il mondo di Vannacci deve essere totale? Ditecelo nei commenti!

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Luca Sforzini

Redazione  – Nel mondo della politica, si sa, le grandi fratture ideologiche rischiano spesso di lasciare macerie insormontabili, ma a volte aprono anche spazi inaspettati per il dialogo, la diplomazia e la riflessione costruttiva. Il clamoroso “terremoto politico” scoppiato questa mattina all’interno della Destra italiana, scaturito dalla durissima lettera aperta con cui l’ex Sottosegretario Luca Bellotti ha annunciato il suo addio al movimento “Futuro Nazionale” del Generale Roberto Vannacci (criticandone aspramente le posizioni sull’Islam e sull’immigrazione), non è certamente passato inosservato ai piani alti del dibattito culturale e politico.
A cercare di ricucire immediatamente lo strappo, gettando un importante ponte di dialogo istituzionale per evitare di disperdere un patrimonio umano e politico inestimabile, è intervenuto Luca Sforzini, Presidente del prestigioso Centro Studi Rinascimento Nazionale. Con una mossa dal grande peso specifico e diplomatico, Sforzini ha lanciato un vero e proprio appello pubblico a Bellotti, invitandolo a non cedere alla frustrazione del momento e a riconsiderare la sua drastica decisione.

Il tentativo di ricucitura: l’appello a Luca Bellotti

Le parole del Presidente del Centro Studi sono calibrate millimetricamente per riconoscere il valore delle critiche di Bellotti, senza però legittimare la fuga dal progetto politico. «Apprendo con enorme dispiacere dalle agenzie di stampa che l’ex Sottosegretario al Lavoro Luca Bellotti, iscritto a Futuro Nazionale, ha deciso di abbandonare il Generale Vannacci», esordisce Sforzini nella sua nota ufficiale. «Rivolgo a lui il mio più sincero invito a ripensarci. Le sue motivazioni, infatti, non sono certo campate in aria, e hanno tutto il sacrosanto diritto di trovare ascolto e riscontro all’interno del dibattito del nostro mondo. Ma la politica insegna che non è abbandonando il campo di battaglia che si ottiene soddisfazione e si cambiano le cose».

Il ruolo di mediazione del Centro Studi Rinascimento Nazionale

Sforzini, con grande lucidità analitica, sottolinea come i malumori di Bellotti (relativi alla necessità di una Destra più umana, istituzionale e lontana dalle provocazioni gratuite) non siano affatto isolati, ma riflettano un dibattito già vivo all’interno del movimento stesso.
«D’altra parte», fa notare il Presidente, «molte delle tematiche profondamente ideologiche sollevate da Bellotti nella sua lettera aperta sono assolutamente analoghe alle problematiche sollevate dallo stesso Centro Studi proprio in questi giorni».
Emerge quindi un forte rammarico personale per le tempistiche di questa rottura, avvenuta prima che si potesse intavolare un chiarimento interno: «Mi dolgo profondamente, pertanto, di non aver avuto la preziosa occasione di discutere a quattr’occhi con Bellotti prima che egli maturasse, in solitudine, la sua amara decisione di lasciare definitivamente il partito. Se avessi potuto parlargli, gli avrei chiesto di pazientare, di resistere e di lavorare al nostro fianco, dall’interno, per migliorare le cose».

L’invito a collaborare sui delicatissimi temi del Lavoro

Ma Sforzini non si limita a una semplice pacca sulla spalla ex post, e decide di passare all’azione propositiva, offrendo a Bellotti una piattaforma concreta dove far valere le sue indiscutibili competenze. L’ex Sottosegretario, infatti, vanta un curriculum istituzionale di primissimo livello nel delicato settore dell’economia e dell’occupazione, un patrimonio di conoscenze che la Destra non può permettersi di regalare agli avversari o all’astensionismo.
«La sua immensa sensibilità di uomo di Destra e di grandissimo esperto delle dinamiche del Lavoro non può e non deve assolutamente andare dispersa», conclude con fermezza Sforzini. «In ogni caso, in qualità di Presidente del Centro Studi Rinascimento Nazionale, formulo oggi stesso un invito ufficiale a Bellotti a collaborare da subito con noi. Lo esorto a portare il suo preziosissimo contributo di idee e a condividere con il nostro think tank la sua invidiabile esperienza istituzionale, per elaborare insieme e sviluppare idee, strategie e riforme concretamente percorribili nell’importantissimo e vitale tema dell’Economia e del Lavoro».
La palla, ora, passa inevitabilmente a Luca Bellotti. Accetterà la mano tesa da Sforzini per rientrare in gioco dalla “porta nobile” del Centro Studi, o la sua frattura ideologica con la galassia vannacciana è davvero insanabile?

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