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Le frequenze del 5G non spengano il lavoro in Basilicata: i sindacati uniti chiedono un piano industriale contro i licenziamenti digitali

La rivoluzione digitale del 5G non può tradursi in un massacro di licenziamenti in Basilicata! 📵storia I sindacati SLC CGIL, FISTEL CISL, UILFPC UIL e UGL si uniscono in una battaglia epocale e chiedono al Governo che il rinnovo delle frequenze 2029 diventi un piano industriale straordinario a difesa del lavoro e delle competenze territoriali. 📉🏭 Sotto i colpi della crisi CallMat e Smart Paper e dell’introduzione selvaggia dell’intelligenza artificiale, i segretari Russelli, Piccini, Letterelli e Giordano lanciano un appello alla Premier Meloni: “Meno profitti alle multinazionali e più tutele, formazione e investimenti infrastrutturali contro lo spopolamento”. Leggi qui per scoprire i 6 punti della piattaforma sindacale e unirti alla lotta! 👇

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Call center

Potenza – Ci sono transizioni tecnologiche che se non vengono governate con un’attenta visione civile, etica e trasparente rischiano di trasformarsi in una mannaia burocratica per i diritti dei lavoratori, lasciando sul campo centinaia di famiglie e svuotando di competenze i nostri borghi appenninici. La consultazione pubblica avviata con rigore dall’AGCOM sul rinnovo dei diritti d’uso delle frequenze radiomobili 5G, in scadenza sul calendario nel 2029, si configura come una partita geopolitica e industriale di incalcolabile valore per il futuro delle telecomunicazioni italiane. Eppure, davanti al rischio che i colossi della telefonia incassino profitti miliardari mentre i costi sociali ricadono sulle spalle delle periferie, si leva un grido d’allarme corale, fiero e senza precedenti. I segretari regionali di SLC CGIL, FISTEL CISL, UILFPC UIL e UGL Telecomunicazioni Basilicata – Anna Russelli, Vincenzo Piccini, Giovanni Letterelli e Pino Giordano – hanno sottoscritto un durissimo e accorato manifesto per chiedere al Governo che il rinnovo delle licenze si trasformi in un immenso piano nazionale per le competenze, l’occupazione e la legalità contrattuale.

“Non permetteremo in alcun modo che questa partita venga trattata come una semplice pratica amministrativa o un freddo algoritmo economico a favore di scuderia”, tuonano i vertici sindacali lucani in una storica nota congiunta. I sindacati hanno espresso una leale disponibilità ad appoggiare un rinnovo non oneroso delle frequenze a vantaggio degli operatori, a patto che Palazzo Chigi pretenda in cambio impegni stringenti, verificabili e misurabili sul fronte degli investimenti infrastrutturali e della stabilità lavorativa. Non è eticamente accettabile che la rivoluzione digitale e la banda larga corrano veloci nelle grandi metropoli del Nord Italia, mentre la Basilicata paga un prezzo biologico e sociale altissimo, subendo la desertificazione dei propri servizi digitali e l’isolamento dei giovani under 35 costretti a fuggire all’estero.

Il dramma CallMat e la crisi Smart Paper: la carne viva dell’automazione

Le sigle sindacali ricordano con determinazione che l’impatto distruttivo di una transizione tecnologica priva di tutele non è uno scenario futuro o futuribile, ma è una ferita che sanguina già sulla pelle di centinaia di professionisti lucani. La vertenza della CallMat di Matera rappresenta in modo emblematico il pericolo che corre il territorio: un patrimonio immenso di competenze nel settore del customer care e del monitoraggio dati rischia di essere disperso proprio mentre il Paese investe le risorse strategiche del PNRR nella digitalizzazione. A fare eco a questa emergenza è la complessa situazione della Smart Paper, insieme ad altre realtà del comparto CRM/BPO (Customer Relationship Management) del Metapontino, schiacciate da una pressione esasperata sui costi fissi, da riorganizzazioni selvagge e da un’introduzione selvaggia dell’intelligenza artificiale e dell’automazione di processo.

“Noi non siamo affatto contro il progresso scientifico o l’innovazione dei sistemi informatici”, precisano con onestà intellettuale Russelli, Piccini, Letterelli e Giordano. “Siamo fermamente contro un’innovazione tecnologica portata avanti senza una strategia industriale e senza il rispetto sacrato per la dignità dell’uomo sul posto di lavoro. Le macchine intelligenti devono servire ad alleviare la fatica e a generare contesti di inclusione sociale, non a essere usate come un espediente per l’espulsione di massa dei lavoratori dal mercato occupazionale”. L’UGL e le confederazioni autonome chiedono che la formazione preventiva non sia un ammortizzatore sociale d’emergenza da attivare quando le lettere di licenziamento sono già state notificate, ma diventi un presidio permanente di riqualificazione professionale prima che l’innovazione produca i suoi effetti espulsivi.

La piattaforma rivendicativa inviata a Palazzo Chigi: sei punti per la svolta

In vista della stesura della prossima e attesissima Legge di Bilancio, i sindacati lucani hanno inviato un pacchetto di richieste tassative e non negoziabili al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, articolato su sei pilastri di trasparenza e welfare integrato:

  • 5G Stand Alone nelle aree interne: investimenti infrastrutturali massicci per estendere la copertura di ultima generazione nei piccoli comuni della Basilicata, azzerando il digital divide.
  • Programma straordinario di formazione: un piano strutturale di riprofessionalizzazione per il personale più esposto al rischio di automazione e ai software di intelligenza artificiale.
  • Strumenti strutturali di accompagnamento: tutele e borse di studio interne per supportare le transizioni lavorative e bloccare il precariato contrattuale.
  • Salvataggio del comparto CRM/BPO: interventi di prossimità economici per blindare i siti storici di CallMat e delle aziende dell’indotto lucano.
  • Valorizzazione delle competenze territoriali: trasformare il know-how costruito in anni di lavoro nel customer care in nuove professioni legate alla sicurezza informatica.
  • Monitoraggio sindacale permanente: istituzione di un tavolo permanente di confronto e collaborazione per verificare il rispetto degli impegni assunti dalle aziende delle telecomunicazioni.

Il Governo scelga da che parte stare: la Basilicata rifiuta l’assistenzialismo

Il tempo dei rinvii burocratici, delle dichiarazioni di facciata e dei doppi standard ministeriali è scaduto di fronte alla scadenza dei termini industriali. La transizione digitale non può tradursi nello scontrino spietato di “più antenne e meno operai”. I sindacati ricordano con orgoglio e trasparenza che la Basilicata non si presenta a Roma per chiedere elemosine o misure di assistenzialismo sterile, ma rivendica il proprio diritto costituzionale a una politica industriale matura, moderna e competitiva sul piano europeo. Le persone che fanno vivere le reti di telecomunicazione ogni giorno hanno una dignità che va tutelata con le armi della legalità, del rispetto dei patti e della solidarietà intergenerazionale.

SLC CGIL, FISTEL CISL, UILFPC UIL e UGL Telecomunicazioni promettono di attivare ogni presidio di lotta sindacale, dalle assemblee nei borghi fino allo sciopero generale se Palazzo Chigi dovesse chiudere le porte al confronto diretto. Il principio cardine di questa battaglia civile resta scolpito nel cuore della comunità: nessuno deve essere lasciato solo o invisibile nel buio dell’automazione. Il rinnovo delle frequenze 5G deve essere il manifesto di un’Italia che investe sulle sue tecnologie senza mai dimenticare il valore sacro del lavoro umano, l’unico vero specchio in grado di garantire stabilità, uguaglianza e progresso per il futuro dei nostri figli. 👇

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L’inferno d’acqua e vento che spezza il Metapontino: una tromba d’aria devasta Policoro, l’UGL lancia l’allarme occupazione

La furia del maltempo mette in ginocchio Policoro e il sindacato lancia lo stato d’allarme per il lavoro! 🌪️🚨 Una devastante tromba d’aria e un violento nubifragio colpiscono duramente case, stabilimenti balneari e le campagne del Metapontino. I segretari dell’UGL Matera Pino Giordano e Maristella Pace, sul posto tra le macerie, avvisano il leader nazionale Paolo Capone: “Rischiamo un disastro economico e occupazionale senza precedenti”. 📉🌾 Richiesto al Governo l’immediato riconoscimento dello stato di emergenza, la sospensione totale di tasse, mutui e tributi per famiglie e imprese, e ristori urgenti per salvare l’agricoltura e il turismo. Leggi qui il report completo del disastro e i dettagli del piano di aiuti! 👇

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Danni maltempo Policoro

Policoro (MT) – Ci sono pomeriggi di fine estate in cui la furia cieca degli elementi si abbatte con la violenza di un cataclisma sui territori costieri, trasformando in pochi e drammatici minuti le spiagge dorate, le serre agricole e le strade commerciali in uno scenario spettrale di distruzione, detriti e fango. La città ionica di Policoro, perla turistica ed economica del Metapontino, si trova a fare i conti con le ferite devastanti lasciate da una violentissima tromba d’aria e da un concomitante nubifragio che hanno messo in ginocchio il centro abitato, il lido e le campagne limitrofe. Davanti a questo scenario apocalittico, che ha visto i cittadini rimboccarsi le maniche nel fango per difendere le proprie case, si leva un grido d’allarme corale, fermo e accorato dalle prime linee del sindacato autonomo. Pino Giordano, Segretario Provinciale dell’UGL Matera, e Maristella Pace, Responsabile Zonale UGL di Policoro, sono scesi immediatamente sul luogo del disastro per verificare i danni, denunciando come la tragedia ambientale rischi di tramutarsi in una catastrofica emergenza economica e occupazionale.

“Siamo sul posto fin dalle prime ore dell’evento e la situazione è drammatica, uno scenario di devastazione che lascia letteralmente senza parole”, dichiarano congiuntamente Pace e Giordano, bagnati dalla pioggia tra i detriti del lungomare. “La furia impressionante del vento e dell’acqua ha sventrato attività commerciali, distrutto le coperture delle serre, divelto i tetti delle case e rasato al suolo le strutture balneari. Ora il tempo delle parole è scaduto: le istituzioni sovracomunali devono intervenire con una rapidità chirurgica, perché se le imprese colpite non riceveranno aiuti immediati, al disastro del maltempo si aggiungerà il dramma sociale dei licenziamenti di massa e della cassa integrazione per centinaia di famiglie del territorio”.

Il plauso al sindaco Bianco e alla macchina dei soccorsi in prima linea

I vertici dell’UGL Matera hanno voluto rivolgere un caloroso, trasparente e sentito ringraziamento all’amministrazione comunale guidata dal sindaco Enrico Bianco per l’impeccabile e tempestiva attivazione del Centro Operativo Comunale (COC), che ha permesso di coordinare i soccorsi senza rimpalli burocratici. Un applauso colmo di gratitudine è stato indirizzato agli uomini e alle donne della Protezione Civile, ai Vigili del Fuoco, alle forze dell’ordine, ai tecnici comunali e all’esercito di volontari che stanno operando senza sosta, anche sotto la pioggia battente, per liberare le arterie stradali, ripristinare l’erogazione dell’energia elettrica e fare scudo attorno alla pubblica incolumità.

Tuttavia, superata la primissima fase del primo soccorso, la sfida si sposta sul piano della tenuta industriale della Basilicata. I sindacalisti hanno provveduto a informare immediatamente il Segretario Generale nazionale dell’UGL, Paolo Capone, per investire della questione i ministeri competenti a Roma. “Abbiamo ritenuto doveroso allertare subito la segreteria nazionale perché siamo seriamente preoccupati per le ripercussioni sul tessuto produttivo”, spiegano Giordano e Pace. “Policoro non è un borgo marginale o periferico: è il terzo comune della Basilicata per popolazione ed è il cuore pulsante dell’agricoltura specializzata e del turismo balneare della regione. Colpire questo sistema significa mettere in discussione il reddito, la stabilità economica e la spesa quotidiana di migliaia di cittadini lucani”.

La piattaforma rivendicativa del S.U.M. sociale: sospensione dei tributi e dei mutui

Per arginare l’isolamento economico e bloccare lo spettro della chiusura delle aziende, l’UGL Matera ha inviato al Governo e alla Giunta regionale una piattaforma straordinaria di interventi immediati e non negoziabili, articolata su pilastri di sussidiarietà e legalità civile:

  • Stato di emergenza e ricognizione: una mappatura millimetrica e trasparente dei danni subiti dai privati e dalle infrastrutture pubbliche entro le prossime 48 ore.
  • Sospensione immediata del fisco: stop tassativo al pagamento di tasse, tributi locali e scadenze erariali per tutte le famiglie e le imprese danneggiate dalla calamità.
  • Moratoria sui mutui bancari: congelamento automatico delle rate dei finanziamenti e dei mutui ipotecari sulle case e sui capannoni aziendali, d’intesa con l’ABI.
  • Ristori rapidi a fondo perduto: canali di finanziamento a chilometro zero e liquidità immediata per ricostruire le serre distrutte, i vivai e gli stabilimenti del litorale.
  • Blindatura dei posti di lavoro: attivazione immediata di ammortizzatori sociali speciali e della cassa integrazione in deroga per tutelare i lavoratori dell’indotto ed evitare i licenziamenti.

Salvare la stagione balneare e la continuità delle imprese agricole

La situazione del litorale ionico si presenta come un nervo scoperto e drammatico. I danni strutturali subiti dai lidi arrivano in una fase ancora viva e strategica per il fatturato turistico annuale. Molti operatori rischiano il fallimento finanziario se privati degli incassi di settembre, un dramma che colpirebbe duramente i contratti stagionali dei giovani under 35. Stessa identica e massima attenzione deve essere riservata alle campagne del Metapontino, dove il vento ha strappato i teli delle colture protette, pregiudicando non solo il raccolto immediato ma la stessa continuità biologica e aziendale delle scuderie agricole locali.

“Questa non è una semplice questione di risarcimenti burocratici o di moduli da compilare nei palazzi del potere. È una questione di sopravvivenza e di futuro della nostra civiltà rurale”, concludono con fermezza Maristella Pace e Pino Giordano. “L’UGL rimarrà piantata con i piedi nel fango al fianco degli agricoltori, dei commercianti e degli operai fino a quando l’ultimo capannone non sarà ricostruito. Il Governo e la Regione non facciano promesse elettorali da spendere sui social network: servono soldi veri, risposte certe e decreti legge tempestivi. Policoro ha la forza e l’orgoglio per rialzarsi a testa alta, ma nessuno deve essere lasciato solo o invisibile in mezzo alle macerie della tempesta”. 👇

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Arpor (Orogel) investe 20 milioni a Policoro. Giordano (UGL Matera): “Così vince il lavoro, la Basilicata diventa un’eccellenza”

Pioggia di milioni (20 per la precisione) in Basilicata! Il colosso Arpor (Orogel) potenzia lo stabilimento di Policoro! Il plauso dell’UGL Matera: “Così diamo un futuro ai nostri giovani!” 🚜 💶 Una grandissima e bellissima notizia per l’economia e l’occupazione del Mezzogiorno! Mentre in tante zone d’Italia le aziende chiudono e i giovani scappano, a Policoro c’è un’azienda agricola colossale che continua a investire e a creare posti di lavoro veri! Stiamo parlando di Arpor (parte del famosissimo Gruppo Fruttadoro Orogel), che ha appena annunciato un piano da 20 MILIONI DI EURO per potenziare il proprio stabilimento lucano entro il 2030! Un investimento enorme che è stato celebrato con gioia dal segretario provinciale dell’UGL Matera, Pino Giordano. E i numeri di Arpor fanno davvero impressione: oltre 600 collaboratori già assunti, più di 480 soci agricoltori della zona coinvolti e ben 100 milioni di euro già investiti dal 2009 ad oggi! “Il Sindacato deve difendere i lavoratori, ma deve anche sostenere attivamente le imprese che portano ricchezza sul nostro territorio!”, ha dichiarato Giordano, ringraziando la dirigenza aziendale e gli agricoltori per i sacrifici fatti. Quando si decide di trasformare i prodotti della terra direttamente in Basilicata (invece di svenderli fuori regione), si crea un circuito virtuoso che garantisce qualità del cibo, salute e STIPENDI DIGNITOSI per le famiglie! Policoro diventa così ufficialmente il “Polo d’Eccellenza” agroalimentare di tutto il Sud Italia! Leggi la bellissima analisi di Pino Giordano nel nostro articolo! 👇 🏭 Cosa ne pensate di questa straordinaria notizia? Lasciate un messaggio di incoraggiamento per tutti gli agricoltori e i lavoratori del Metapontino che rendono grande la Basilicata nel mondo!

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UGL Matera visita ARPOR Policoro

Redazione – In un Mezzogiorno d’Italia troppo spesso dipinto (e rassegnato) a tinte fosche, piegato dalla crisi economica e costretto ad assistere inerme alla continua e dolorosa fuga dei propri giovani verso il Nord o verso l’estero in cerca di occupazione, arrivano finalmente notizie capaci di squarciare le nuvole e riportare la speranza. Quando l’imprenditoria sana decide di scommettere seriamente sul territorio, il Sud dimostra infatti di saper rispondere con professionalità ed eccellenza assoluta.
È esattamente quello che sta accadendo nel Metapontino, grazie al nuovo e imponente piano di sviluppo industriale targato Arpor (la celebre e virtuosa cooperativa agricola che fa capo al colosso nazionale Gruppo Fruttadoro Orogel). L’azienda ha infatti ufficializzato un piano di investimenti con una prospettiva decennale (fino al 2030) che prevede una straordinaria iniezione di capitali: oltre 20 milioni di euro destinati al potenziamento dello stabilimento lucano di Policoro. Una notizia accolta con grandissimo entusiasmo e spirito collaborativo da Pino Giordano, instancabile Segretario provinciale dell’UGL Matera.

I numeri del successo: l’oro verde della Basilicata

L’entusiasmo del sindacato non è dettato da semplici promesse, ma da numeri solidissimi che certificano un legame ormai d’acciaio tra l’azienda e il territorio. «Oltre 20 milioni di euro di nuovi investimenti sono un segnale fortissimo di totale fiducia nella Basilicata e nel Metapontino», dichiara orgogliosamente Pino Giordano. «È una scelta aziendale coraggiosa che rafforza l’impresa, blinda il lavoro e valorizza un’intera filiera virtuosa che parte dal sudore dell’agricoltura e arriva fino alla tavola del consumatore».
Oggi Arpor non è un semplice “progetto”, ma un gigante economico e sociale della regione: conta oltre 600 collaboratori, si appoggia a più di 480 soci agricoltori e, dal lontano 2009 ad oggi, ha già pompato oltre 100 milioni di euro di investimenti nello stabilimento policorese. Numeri impressionanti che descrivono un’azienda solida, capace di trasformare Policoro in un vero e proprio polo di eccellenza non solo produttiva, ma qualitativa e occupazionale.

Il ruolo del Sindacato: tutelare i lavoratori, premiare gli investitori

La visione di Pino Giordano segna anche un netto passo avanti nella concezione moderna delle relazioni industriali, lontana dalle vecchie e sterili barricate ideologiche. «Come UGL Matera», afferma il Segretario, «guardiamo con estremo favore a questo progetto. Il sindacato ha il sacrosanto dovere di tutelare i lavoratori, ma deve anche sostenere attivamente quegli imprenditori che investono soldi veri e creano le condizioni per mantenere e far crescere l’occupazione».
Quando cresce una realtà produttiva come Arpor, l’impatto positivo si riversa a cascata sull’intero indotto (dai trasporti alla logistica, dai servizi alle aziende agricole). «Non parliamo soltanto di freddi macchinari e produzione», ricorda giustamente Giordano, «ma parliamo di persone in carne e ossa, di famiglie, di case e di progetti di vita per i nostri giovani. Auspichiamo che questo percorso permetta di consolidare i posti di lavoro esistenti e di crearne di nuovi e altamente qualificati».

Il plauso alle Istituzioni: Agricoltura e Salute a braccetto

Il successo di questo modello industriale passa anche per una ritrovata sinergia con la politica regionale. Giordano ha rivolto un sincero plauso all’assessore all’Agricoltura Carmine Cicala per il suo impegno nel rafforzare il rapporto diretto tra campi e industria: trasformare le produzioni locali direttamente in Basilicata, senza svendere la materia prima grezza ad altre regioni, significa trattenere la ricchezza sul territorio.
Fondamentale anche la convergenza con l’assessore alla Salute Cosimo Latronico, che sta promuovendo fortemente il nesso inscindibile tra la qualità del cibo prodotto, la salute pubblica e la prevenzione medica. «Agricoltura, salute, lavoro e sviluppo economico non possono più viaggiare su strade separate, ma devono camminare insieme», sottolinea con forza il Segretario dell’UGL.
«Policoro oggi ha una grandissima, forse irripetibile opportunità: diventare sempre di più il punto di riferimento assoluto per l’agroalimentare del Sud Italia. Arpor ci sta dimostrando che in Basilicata si può e si deve fare industria di altissima qualità. È da qui, dal lavoro sano e dagli investimenti mirati, che dobbiamo ricostruire il futuro e la fiducia della nostra amata terra».

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Basta con i doppi pesi e le guerre ideologiche sulla pelle dei malati: l’UGL Matera smaschera i paladini della sanità e difende il lavoro

Il sindacato autonomo rompe il silenzio e smaschera i bluff della propaganda politica sulla sanità! 🏥🇮🇹 Il segretario dell’UGL Matera Pino Giordano difende a spada tratta l’assessore Cosimo Latronico e attacca i contestatori del ticket da 2,50 euro: “Dove erano questi paladini quando a sinistra si pagavano ticket fino a 6 euro a ricetta? Usano i malati come comparse elettorali!”. 🛑💊 L’UGL chiede responsabilità, un confronto trasparente per rimodulare la quota in base ai consumi reali e il rilancio degli ospedali di Matera e Policoro. Leggi qui per scoprire i retroscena di questo durissimo scontro a difesa dei lavoratori e dei più fragili! 👇

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Ticket farmaceutico

Matera – Ci sono momenti in cui il dibattito pubblico su un bene supremo, inalienabile e costituzionalmente protetto come il diritto alla salute rischia di smarrire ogni briciolo di onestà intellettuale, scivolando pericolosamente nelle sabbie mobili della propaganda elettorale, del populismo spicciolo e della strumentalizzazione mediatica. La sanità in Basilicata, da giorni al centro di una tempesta di dichiarazioni e di attacchi frontali a causa dell’introduzione della quota di compartecipazione farmaceutica da 2,50 euro, registra oggi una presa di posizione durissima, dirompente e priva di peli sulla lingua da parte di Pino Giordano, Segretario Provinciale dell’UGL Matera. Con una nota ufficiale intrisa di sdegno civile ma anche di profonda responsabilità sindacale, Giordano decide di rompere il silenzio per fare scudo attorno ai malati e spegnere i “processi politici” orchestrati a tavolino dalle opposizioni e da una parte del mondo sindacale complice del passato.

“Siamo stanchi, profondamente stanchi, di assistere alla solita, stucchevole gara a chi urla e contesta di più sui canali social. Sulla gestione della sanità territoriale si può discutere civilmente, si può criticare duramente e si possono chiedere modifiche sostanziali ai decreti, ma non accettiamo che ogni singolo provvedimento tecnico venga trasformato in un tribunale inquisitorio né, tantomeno, che si faccia passare il messaggio subdolo e tossico secondo cui chi non si allinea alla protesta di piazza sia contro gli ammalati, i pensionati o i lavoratori”, tuona con fermezza Pino Giordano. Il segretario rivendica con orgoglio la totale indipendenza dell’UGL Matera, una sigla autonoma che non prende ordini da nessun partito e che si rifiuta categoricamente di trasformare il sindacato in un comitato elettorale per fare favori a lobby esterne.

La denuncia dei doveri violati: quando a sinistra i ticket arrivavano a sei euro

Il segretario provinciale dell’UGL non usa giri di parole e lancia un atto d’accusa frontale che graffia la coscienza dei contestatori della domenica: “Dove erano tutti questi paladini della salute pubblica e del sociale quando, in altre regioni d’Italia amministrate dal centrosinistra, i cittadini pagavano e continuano a pagare ticket farmaceutici ben più pesanti e gravosi? In territori guidati dal fronte progressista si è arrivati storicamente a tetti di ben 6 euro a ricetta medica. Perché lì nessuno alzava le barricate o occupava le piazze? Perché quando governa il centrosinistra il prelievo nelle tasche dei malati diventa improvvisamente un problema meno grave e più tollerabile? Questo doppio standard comunicativo è un insulto all’intelligenza dei cittadini”.

La Basilicata, ricorda lo studio tecnico dei Cristiano Riformisti e dei sindacati autonomi, è una delle ultime regioni d’Italia ad aver introdotto una compartecipazione sulla spesa farmaceutica, avendo resistito per anni grazie a bilanci virtuosi. Questo non significa che il sindacato debba applaudire acriticamente o accettare passivamente il balzello, ma impone l’obbligo etico di discutere seriamente nel merito, senza slogan preconfezionati utili solo a raccogliere visualizzazioni digitali dagli insoddisfatti. Molte delle macerie strutturali ed economiche con cui la sanità lucana deve confrontarsi oggi – dalle liste d’attesa interminabili alla carenza di medici nei reparti di periferia – affondano le proprie radici nei vent’anni di governi regionali a guida centrosinistra, un lungo periodo caratterizzato da silenzi accondiscendenti e complicità da parte di chi oggi grida allo scandalo.

L’appello a Cosimo Latronico: rimodulare la quota in base al consumo effettivo

Pino Giordano si schiera così a difesa dell’azione e della trasparenza dell’assessore regionale alla Salute, Cosimo Latronico, respingendo al mittente il tentativo di trasformarlo nel capro espiatorio di colpe storiche che vengono da lontano. “A Latronico rivolgiamo un invito semplice, chiaro e costruttivo: non arretrare di un solo millimetro davanti al confronto democratico. Se il provvedimento del ticket può essere migliorato e reso più equo, lo si migliori subito. Se può essere rimodulato a tutela delle famiglie monoreddito, lo si rimoduli. Noi stessi riteniamo utile e necessario valutare una soluzione tecnica progressiva, ancora più proporzionata al consumo effettivo dei farmaci salvavita e alla reale capacità economica del nucleo familiare”.

La battaglia dell’UGL Matera si concentra sui bisogni reali del territorio materano e di quello di Policoro, dove i cittadini chiedono a gran voce ospedali efficienti, personale sanitario valorizzato nella propria dignità professionale, nuove assunzioni stabili contro il precariato, servizi di assistenza domiciliare integrata e il potenziamento dei presìdi di prossimità. Il sindacato promette di vigilare con rigore e trasparenza, senza fare sconti a nessuno e senza sudditanze psicologiche verso i palazzi del potere. Gli ammalati, gli anziani e i disabili sono persone con una dignità immensa e non verranno mai usati dall’UGL come comparse o carne da cannone per una guerra ideologica di fine estate. Il confronto resta aperto, nel segno del rispetto istituzionale e della legalità, avendo come unica, sacra e splendida bandiera il futuro occupazionale e biologico della nostra comunità lucana.

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