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Corsa contro il tempo per l’ITIS di Arpino: laboratori pronti per il rientro in classe e le scuse pubbliche per i disagi del passato

Burocrazia sconfitta in nome degli studenti! All’ITIS di Arpino i lavori procedono a passo di carica: i laboratori saranno aperti e pronti per il primo giorno di scuola (e il Consigliere Provinciale chiede pubblicamente scusa per i ritardi passati)! 🎒 🏫 Quante volte in Italia assistiamo a cantieri scolastici infiniti che complicano la vita delle famiglie e tolgono ai ragazzi il sacrosanto Diritto allo Studio? Questa volta, ad ARPINO (in provincia di Frosinone), le Istituzioni e i tecnici hanno fatto un vero e proprio “miracolo”! Dopo una serie lunghissima di problemi burocratici indipendenti dalla volontà del Comune e della Provincia (che lo scorso anno avevano generato rabbia e lamentele tra i genitori), i lavori di messa in sicurezza presso lo storico ITIS “Nicola Parravano” (IIS Tulliano) sono stati finalmente sbloccati a tempo di record! Nel vertice operativo tenutosi oggi sul cantiere, il combattivo Consigliere Provinciale (e Docente) Gianluca Quadrini ha compiuto un gesto rarissimo in politica: ha chiesto pubblicamente e umilmente SCUSA agli alunni e ai genitori per i disagi subiti in passato! Una fumata bianca resa possibile dallo straordinario lavoro di squadra tra i tecnici della Provincia e il grandissimo senso di responsabilità del RSPP dell’istituto (Ing. Marco Quadrini), che si è assunto rischi e oneri “non dovuti” pur di velocizzare i lavori per il bene dei ragazzi! Ora le famiglie possono tirare un grandissimo sospiro di sollievo: la campanella suonerà regolarmente per tutti, e i ragazzi potranno finalmente tornare a usare i preziosi Laboratori della scuola in totale sicurezza! Leggi il report completo di questa bella vittoria istituzionale nel nostro articolo! 👇 📐 Noi siamo sempre pronti a criticare la politica quando le cose non funzionano, ma è giusto e sacrosanto applaudire quando si lavora di squadra per tutelare la sicurezza dei nostri figli e si chiede scusa per i ritardi! Voi cosa ne pensate? Siete pronti per ricominciare con l’ansia del nuovo anno scolastico? Diteci la vostra nei commenti e condividete con orgoglio questa buona notizia per Arpino!

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Laboratori Itis Arpino

Arpino (FR) – Settembre è da sempre il mese dei nuovi inizi, dell’aria che si rinfresca e del profumo rassicurante dei libri scolastici appena scartati. Ma per migliaia di genitori italiani, l’avvicinarsi inesorabile del fatidico “primo giorno di scuola” si trasforma spesso in una vera e propria fonte di stress e di ansia, specialmente quando gli istituti dei propri figli sono ostaggio di cantieri interminabili, aule inagibili e spietate lungaggini burocratiche.
Ma per fortuna, ci sono storie in cui il senso di responsabilità delle istituzioni e dei cittadini riesce a sconfiggere l’inerzia della macchina amministrativa. È esattamente quanto sta accadendo in queste ore frenetiche presso lo storico ITIS “Nicola Parravano” (IIS Tulliano) di Arpino, nella provincia di Frosinone, dove una vera e propria corsa contro il tempo sta garantendo agli studenti un rientro in classe all’insegna della sicurezza e della ritrovata normalità logistica.

Il vertice operativo: la squadra per salvare l’anno scolastico

Nella giornata odierna si è infatti tenuta una cruciale e intensissima riunione operativa di aggiornamento direttamente sul cantiere dei lavori dell’Istituto, con l’obiettivo imperativo di monitorare il ferreo rispetto del cronoprogramma a pochi giorni dal suono della prima campanella.
Non è stato il solito, noioso tavolo politico di facciata, ma un vero “consiglio di guerra” tecnico a cui hanno preso parte tutte le figure nevralgiche dell’operazione. Per il Comune di Arpino era schierato in prima linea il Vice Sindaco Massimo Sera; a difendere gli interessi della scuola c’erano la Dirigente Scolastica Paola Materiale e l’Ingegnere Marco Quadrini, nel delicatissimo ruolo di Responsabile per la Sicurezza (RSPP). Fondamentale, ovviamente, il peso della Provincia di Frosinone, rappresentata dai dirigenti tecnici Ing. Ivan Di Legge e Ing. Luca Gemma, accompagnati dal Direttore dei Lavori Ing. Stefano Cione e, in veste politica e istituzionale, dal combattivo Consigliere Provinciale Gianluca Quadrini.

Il coraggio di andare oltre la Burocrazia

La notizia più bella emersa dal vertice è che gli attesi interventi strutturali stanno finalmente procedendo spediti, rispettando alla lettera le tempistiche per sbloccare il cantiere e riconsegnare gli spazi agli alunni.
Ma il vero “miracolo” locale risiede nel come si sia giunti a questa attesa fumata bianca. La soluzione dei complessi intoppi tecnici è stata infatti trovata grazie allo straordinario coraggio del RSPP dell’istituto, l’Ing. Marco Quadrini, il quale, di concerto con la Provincia, ha scelto di assumersi responsabilità e carichi di lavoro non dovuti per il proprio ruolo. Un gesto nobile e rarissimo nell’Italia degli scaricabarile, compiuto con l’esclusivo interesse di tutelare il diritto allo studio dei ragazzi e di far ripartire regolarmente le attività nei preziosissimi laboratori dell’istituto arpinate.

Le scuse pubbliche: un gesto raro e nobile della Politica

A dare un fortissimo spessore umano e politico a questa vicenda sono state le dichiarazioni a margine del Consigliere Provinciale Gianluca Quadrini. Vivendo il mondo della scuola tutti i giorni in prima persona (essendo egli stesso un docente), il politico ha infatti voluto compiere un gesto che nella nostra Repubblica sembra ormai quasi un tabù: ha chiesto scusa.
«La sicurezza degli ambienti scolastici e il diritto a un’istruzione di qualità sono per me delle assolute priorità», ha esordito Quadrini con visibile emozione. «Proprio per questo sento il preciso dovere di rivolgere delle sentite scuse a tutta la comunità scolastica arpinate, agli studenti e alle loro famiglie per i gravi ritardi verificatisi durante lo scorso anno. Sebbene si sia trattato di problematiche tecniche del tutto indipendenti dalla volontà della nostra Amministrazione Provinciale, mi resta dentro un profondo rammarico per i disagi subiti dalla comunità».

La promessa mantenuta: laboratori aperti e sicuri

Dopo il momento del rammarico, però, è giunto quello dell’orgoglio per il traguardo raggiunto grazie alla sinergia istituzionale. Il Consigliere ha pubblicamente e calorosamente ringraziato i dirigenti tecnici Di Legge e Gemma per la loro costante disponibilità, rivolgendo un meritato e speciale applauso proprio al gesto di totale abnegazione compiuto dall’Ing. Marco Quadrini per scavalcare le trappole burocratiche.
«Grazie a questo straordinario, faticoso sforzo corale», ha concluso l’esponente provinciale, «oggi possiamo rassicurare pienamente i genitori: garantiamo il regolare e puntuale avvio del nuovo anno scolastico e la completa, totale operatività di tutti i nostri laboratori. Restituire finalmente all’ITIS ‘Parravano’ la sua piena e gloriosa funzionalità significa dare una risposta vera e tangibile ai nostri ragazzi».
La scuola italiana, insomma, non è fatta solo di tagli e problemi insormontabili: a volte, quando la passione degli uomini supera il grigiore della burocrazia, si riescono a compiere piccoli, grandi miracoli a tutela dei nostri figli.

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Territorio

La portalettere che cura l’anima del borgo: la splendida favola di Elisa nel cuore di Marcetelli, il comune più piccolo del Lazio dove la posta si consegna a piedi e con il cuore

Nel borgo più piccolo del Lazio internet non prende, ma il cuore dei cittadini batte fortissimo! 📬⛰️ “A Marcetelli mi sento in famiglia”: la bellissima storia di Elisa Corradetti, la portalettere di 35 anni che ogni giorno percorre a piedi i vicoli e le scale del paese più piccolo della regione (solo 57 residenti!). Senza segnale sul cellulare per il navigatore, sono stati gli stessi anziani ad accompagnarla i primi giorni per insegnarle i civici. Un racconto emozionante che ci ricorda il valore immenso dell’umanità e della comunità nei piccoli centri. Venite a scoprirla nell’articolo! 👇❤️✨

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La portalettere di Marcetelli

Marcetelli (RI) – Ci sono luoghi in cui il tempo sembra essersi fermato, angoli di mondo nascosti tra le pieghe dell’Appennino dove la modernità non è riuscita a graffiare l’autenticità dei rapporti umani. Marcetelli, incastonato nella provincia di Rieti, è il comune più piccolo dell’intero Lazio: un borgo antico che conta appena 57 anime. Qui, tra vicoli stretti, scalinate di pietra e piazzette silenziose, anche un gesto apparentemente banale e burocratico come la consegna di una lettera si spoglia della sua freddezza per trasformarsi in un rito collettivo, in un momento di calore e vicinanza. A compiere questo miracolo quotidiano da circa due mesi è Elisa Corradetti, 35 anni, portalettere di Poste Italiane, diventata in pochissimo tempo il punto di riferimento e il sorriso più atteso di questa minuscola e straordinaria comunità.

A Marcetelli la tecnologia deve fare un passo indietro. In molte zone del borgo storico il segnale telefonico è totalmente assente e la connessione internet svanisce tra le mura spesse delle case arrampicate sulla roccia. Impossibile affidarsi ai navigatori satellitari o agli schermi digitali per orientarsi. «I primi giorni sono stati gli stessi residenti ad accompagnarmi a piedi, indicandomi abitazioni, cognomi e numeri civici», ricorda Elisa con un’emozione palpabile nella voce. Un cammino fianco a fianco, fatto di passaggi generazionali e indicazioni sussurrate. «È stato un gesto di grande disponibilità che mi ha fatto sentire subito accolta come una di loro. Oramai mi sento come una persona che fa parte di una piccola grande famiglia».

La logistica del cuore: quando la consegna diventa un presidio umano

In un contesto così intimo e isolato, il lavoro del portalettere richiede doti che vanno ben oltre la semplice efficienza logistica. Richiede una profonda capacità di adattamento, una presenza fisica costante e, soprattutto, una rara sensibilità. Molti dei residenti sono anziani che vivono la solitudine delle aree interne; per loro, l’arrivo di Elisa non rappresenta solo la consegna di una bolletta o di una raccomandata, ma una finestra aperta sul mondo, un pretesto pulito per scambiare due chiacchiere, ricevere un sorriso e sentirsi meno soli. Ogni vicolo percorso a piedi e ogni scalino diventano così un’occasione di incontro e di dialogo profondo, restituendo al servizio pubblico il suo valore più alto e nobile: quello della coesione sociale.

Questo microcosmo fa parte di un ingranaggio straordinario e capillare gestito da Poste Italiane sull’intero territorio reatino attraverso due pilastri fondamentali: i centri di distribuzione di Rieti Garibaldi e Poggio Mirteto. Il centro logistico di Rieti Garibaldi, da cui dipende proprio Marcetelli, serve ben 56 comuni garantendo il recapito a oltre 40mila civici, 67mila abitazioni private, 4mila negozi e 2mila uffici. Una rete immensa che include anche zone ferite ed eroiche come il nuovo presidio di Amatrice e Accumoli, dove il servizio non si è mai interrotto, portando speranza a 800 civici e quasi 4mila case. Sul versante opposto, il centro di Poggio Mirteto, insieme ai presidi di Passo Corese e Magliano Sabina, copre altri 17 comuni, a testimonianza di un impegno che non dimentica nessun cittadino, dal più urbanizzato al più isolato.

Investire sul futuro: 63 nuove assunzioni contro lo spopolamento delle valli

La storia di Elisa a Marcetelli non è un caso isolato, ma il frutto di una precisa e rigorosa strategia di investimento sul capitale umano e sul territorio. Nella prima metà del 2026, Poste Italiane ha impresso una svolta fondamentale sul fronte occupazionale della logistica reatina, contrattualizzando ben 63 nuove figure professionali. Un segnale di speranza potentissimo per i giovani del territorio, con 41 nuovi contratti a tempo indeterminato concentrati tra maggio e giugno nel solo centro di Rieti Garibaldi, che ha stabilizzato 37 portalettere e 4 addetti allo smistamento, oltre a inserire forze fresche a tempo determinato. Anche Poggio Mirteto ha allargato i propri orizzonti, inserendo sei nuovi portalettere nella propria squadra.

Questi numeri raccontano la volontà di presidiare il territorio con occhi nuovi, offrendo stabilità lavorativa e, al contempo, salvaguardando la vita nei borghi che rischiano lo spopolamento. Elisa, con la sua borsa carica di lettere e la sua determinazione, incarna perfettamente questa missione: dimostrare che nessuna comunità è troppo piccola per meritare attenzione. Tra la nebbia del mattino e il sole che scalda le pietre di Marcetelli, la sua camminata fiera tra i vicoli ricorda a tutti noi che la bellezza del domani si costruisce ancora così, un passo alla volta, taccuino alla mano, ascoltando le storie degli anziani e ricordandosi che dietro ogni nome scritto su una busta pulsa un cuore che aspetta solo di essere ascoltato.

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Piana del Cavaliere

Carsoli – offerta di lavoro nel campo della ristorazione

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Offerta lavoro

Carsoli-  Si ricercano varie posizioni come assistente cuoco/a e assistente di Sala, in riferimento 2 per la cucina e 4 in sala. Si richiede minima esperienza.

Luogo di lavoro CARSOLI

richiedente Ristorante Pizzeria da TOTO’

info 3791055832

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Piana del Cavaliere

Costruire ponti e non muri: a Rocca di Botte lo storico e commovente abbraccio tra la Chiesa abruzzese e quella del Brasile

In un mondo sempre più cupo che costruisce muri per dividere, le Chiese d’Abruzzo e del Brasile lanciano un messaggio fortissimo di Amore e Fratellanza, costruendo “ponti” di solidarietà! ⛪ 🇧🇷 Un abbraccio storico, lunghissimo ed emozionante che va ben oltre i diecimila chilometri di oceano che separano l’Italia dal Sudamerica! Questa mattina, lo splendido borgo di ROCCA DI BOTTE (AQ) si è trasformato nella capitale della fratellanza universale. Il Vescovo della Diocesi dei Marsi (Mons. Giovanni Massaro) ha infatti accolto con immensa gioia l’arrivo del Vescovo brasiliano della Diocesi di Mogi das Cruzes (Mons. Pedro Luiz Stringhini)! Un vertice istituzionale meraviglioso (a cui hanno partecipato anche i Sindaci di Rocca di Botte e Pereto) che serve a rinsaldare un patto di collaborazione ecclesiastica che dura ormai da decenni! Un’amicizia nata con il sudore e le opere di carità dell’indimenticato sacerdote marsicano Padre Giovanni Cosimati (missionario per una vita intera proprio in Brasile) e che oggi continua in senso inverso con la vulcanica e amorevole guida pastorale dell’amatissimo parroco brasiliano Don Lauro, anima delle comunità di Pereto e Rocca di Botte! “Viviamo in un mondo in cui sembra più facile alzare i muri che costruire ponti”, ha detto emozionato il Vescovo Massaro, “ma la nostra storia dimostra che è ancora possibile e bellissimo collaborare, aiutarsi e volersi bene come Fratelli!”. Leggete questo meraviglioso e istruttivo resoconto della visita nel nostro articolo completo! 👇 ❤️ In tempi difficili e spaventosi come questi, quanto abbiamo bisogno di messaggi di Amore e unione come quello lanciato oggi dai Vescovi? Lasciate un cuore nei commenti per salutare la delegazione brasiliana e condividete il post con tutti i vostri concittadini!

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S.E. Monsignor Giovanni Massaro e S.E. Monsignor Pedro Luiz Stringhini

Rocca di Botte  – In un mondo contemporaneo sempre più cupo, tragicamente segnato da guerre fratricide, egoismi nazionali, odio social e un’incessante voglia di innalzare muri per respingere il prossimo, c’è ancora un luogo dove la parola “fratellanza” assume un significato reale e tangibile. E questo luogo, oggi, è un piccolo e meraviglioso borgo incastonato tra le montagne dell’Abruzzo.
La giornata odierna a Rocca di Botte non è stata soltanto una festa paesana, ma si è trasformata in un palcoscenico di spiritualità internazionale. Questa mattina, infatti, il Vescovo della Diocesi dei Marsi, S.E. Monsignor Giovanni Massaro, ha accolto ufficialmente e con un lungo abbraccio S.E. Monsignor Pedro Luiz Stringhini, l’amatissimo Vescovo brasiliano della lontana Diocesi di Mogi das Cruzes, giunto appositamente in visita nel territorio abruzzese. All’incontro erano orgogliosamente presenti anche i Sindaci di Rocca di Botte e di Pereto, a testimonianza di come il legame spirituale si sia ormai trasformato in un solidissimo asse civile, capace di unire a doppio filo due comunità geograficamente divise dall’Oceano Atlantico.

Costruire ponti: il forte messaggio contro i conflitti mondiali

Nel corso del commovente e sentitissimo incontro istituzionale, il Vescovo Giovanni Massaro ha voluto esprimere a Monsignor Pedro la propria sincera gratitudine per questa «piacevolissima e inattesa visita», andando però ben oltre i semplici convenevoli diplomatici o i ringraziamenti di rito.
Il pastore della Chiesa dei Marsi ha infatti voluto lanciare un potente messaggio di pace all’intera società, sottolineando il valore immenso e la positività travolgente del rapporto che unisce queste due “Chiese sorelle”. Un rapporto umano e spirituale che, come ha evidenziato con fermezza Monsignor Massaro, assume un significato ancora più profondo in un momento storico come quello attuale. Viviamo purtroppo in una società globale cinica, segnata da continue divisioni politiche e sanguinose contrapposizioni militari, nella quale sembra sempre molto più facile e istintivo alzare alti muri difensivi piuttosto che fare la fatica di costruire ponti di dialogo. L’esperienza diretta di questa alleanza tra la Diocesi dei Marsi e quella di Mogi das Cruzes rappresenta, invece, una preziosa testimonianza viva e concreta: dimostra al mondo che è sempre possibile incontrarsi, collaborare pacificamente, accogliersi a braccia aperte e riconoscersi come veri fratelli.

Sacerdoti in trincea: il sacrificio e l’impegno senza confini

Ma su cosa si fonda questo gemellaggio dell’anima tra l’Abruzzo e il Sudamerica? Tra la Diocesi dei Marsi e quella brasiliana di Mogi das Cruzes esiste da tantissimo tempo un proficuo, silenzioso e inarrestabile rapporto di collaborazione pastorale, alimentato nel corso dei decenni dalla presenza e dal duro servizio sul campo di numerosi sacerdoti in prima linea.
È impossibile non citare il lavoro straordinario svolto per tanti anni nella difficile diocesi brasiliana dal compianto sacerdote marsicano Padre Giovanni Cosimati: il suo dolce ricordo e il suo impegno in favore dei poveri continuano ancora oggi a rappresentare la vera pietra angolare di questo legame indistruttibile. Un’opera missionaria immensa che non si è mai fermata, e che ancora oggi vede in prima linea, sempre nella diocesi di Mogi das Cruzes, il servizio prezioso di Padre Beniamino Resta.

Il cuore di Don Lauro e la bellezza dell’inclusione

La generosità e l’Amore di Dio, si sa, non conoscono confini geografici, e il flusso di solidarietà è assolutamente reciproco. Anche la stessa Diocesi dei Marsi, infatti, nel corso degli ultimi anni si è potuta avvalere della grandissima collaborazione e del travolgente entusiasmo pastorale di diversi sacerdoti brasiliani, venuti nel nostro Paese per supportare le comunità montane a rischio spopolamento.
Un legame vitale che prosegue ancora oggi in maniera fortissima e visibile a tutti attraverso lo straordinario ministero di Don Lauro Donizeti, vulcanico e amatissimo sacerdote brasiliano che ricopre attualmente il delicato ruolo di parroco nelle piccole, ma vivacissime comunità di Pereto e Rocca di Botte.
È questa, in fin dei conti, la vera bellezza universale di una Chiesa che sa e vuole andare oltre le etichette, oltre le dogane e oltre le differenze culturali. Una Chiesa capace di costruire relazioni umane profonde, condividere doni preziosi e camminare insieme verso un futuro migliore. La storia (passata e presente) di queste due bellissime Diocesi racconta al mondo intero una fraternità vissuta concretamente e lontana dalle belle parole di facciata: una testimonianza d’Amore che ci insegna, una volta per tutte, quanto sia possibile, utile e bellissimo volersi bene e vivere da fratelli.

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