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Spettacolo

Alessio Pizzotti torna con “40 Lune”: il viaggio intimo del pianoforte tra modern classical, memoria e quarant’anni di vita

Dal 23 ottobre 2026 arriva su tutti gli store digitali e in radio “40 Lune”, il nuovo singolo del pianista romano Alessio Pizzotti: un viaggio tra modern classical, pianoforte e archi che celebra quarant’anni di vita e di memoria artistica. 👇

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40 lune cover

Roma – Quando la musica strumentale riesce a spogliarsi di ogni artificio retorico per trasformarsi in puro diario dell’anima, il tocco di un tasto d’avorio ha la capacità di evocare interi mondi sommersi. Dal 23 ottobre 2026 approda su tutte le piattaforme digitali di streaming musicale e in rotazione radiofonica nazionale «40 LUNE», il nuovo attesissimo singolo del pianista e compositore romano Alessio Pizzotti. Un’opera di profonda rarefazione lirica che si inserisce a pieno titolo nelle correnti più nobili della modern classical contemporanea, dialogando idealmente con le architetture sonore minimaliste di maestri nordeuropei come Ólafur Arnalds, Max Richter e Nils Frahm.

Il fulcro della partitura risiede in una conversazione limpida, trasparente ed essenziale tra il pianoforte acustico e una sezione d’archi dal respiro cinematografico. Il tocco misurato di Pizzotti accarezza la tastiera con un pudore quasi sussurrato, lasciando che ogni nota trovi la propria eco nell’abbraccio caldo delle viole e dei violoncelli. Si genera così un moto ondoso, una narrazione sonora a un tempo fragile e monumentale, capace di catturare l’ascoltatore sin dalla prima battuta e di condurlo in una dimensione meditativa lontana dai clamori sincopati della produzione discografica industriale.

La poetica di «40 Lune»: un bilancio esistenziale tra memoria e rinascita

Dietro il titolo evocativo del brano si cela un traguardo anagrafico e spirituale cruciale: il compimento dei primi quarant’anni di vita dell’artista. La luna, simbolo arcaico per eccellenza del ciclo del tempo, del mutamento perenne e della luce che fende l’oscurità, diventa qui la misura poetica delle stagioni trascorse. Quaranta lune come quaranta passaggi fondamentali, ciascuno contrassegnato da una cicatrice, da un addio, da una scoperta felice, da un incontro illuminante o da una metamorfosi interiore.

È lo stesso compositore a spiegare la genesi emotiva della composizione con parole cariche di sincera autenticità: «40 Lune è un viaggio attraverso i miei quarant’anni di vita, un intreccio inestricabile di emozioni, incontri, luoghi fisici e musica. Ogni singola luna rappresenta un frammento prezioso del mio percorso: un ricordo custodito con cura, una scoperta inaspettata, un cambiamento di prospettiva. In questi quarant’anni ho viaggiato a lungo, incontrato persone straordinarie che hanno segnato la mia traiettoria, vissuto esperienze che mi hanno trasformato fin nel profondo e scritto pagine musicali che, in qualche modo, hanno fatto da custodi a tutto questo».

«Con 40 Lune – prosegue Alessio Pizzotti – ho sentito il bisogno viscerale di fermarmi per un istante, guardarmi alle spalle verso il lungo cammino già percorso e trasfigurare quel bagaglio interiore in note. Non si tratta semplicemente di un brano concepito per celebrare un traguardo anagrafico, ma di un racconto intimo e senza filtri di ciò che sono stato nel passato, di ciò che sono diventato nel presente e, soprattutto, di tutto quello che sento di dover ancora vivere, esplorare e raccontare attraverso la voce del mio strumento».

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Dalle aule del Conservatorio all’avventura a New York: una solida forgia accademica

La maturità compositiva che traspare in «40 Lune» è il frutto maturo di una formazione di straordinario rigore. Nato e cresciuto a Roma, Alessio Pizzotti ha intrapreso lo studio dello strumento classico sin dalla prima infanzia, per poi allargare costantemente i propri orizzonti stilistici verso il jazz, la canzone d’autore, le colonne sonore e l’elettronica colta. Il suo brillante percorso universitario lo ha visto conseguire la laurea con il massimo dei voti e la lode sia in Pianoforte Classico che in Piano e Tastiere Pop presso il Conservatorio di Musica di Frosinone, traguardo a cui ha fatto seguito il prestigioso diploma professionale al Saint Louis College of Music di Roma, autentica fucina di talenti musicali europei.

Un momento decisivo per la definitiva apertura del suo linguaggio artistico è stato il prolungato soggiorno negli Stati Uniti, nel cuore pulsante di New York. Nella metropoli d’oltreoceano Pizzotti ha avuto il privilegio di perfezionarsi e frequentare i corsi di autentiche leggende viventi del pianismo mondiale del calibro di Barry Harris e Jon Davis. Il contatto diretto con l’improvvisazione jazzistica newyorkese, con il senso del timing e con la libertà armonica della tradizione afroamericana ha arricchito la sua sensibilità classica, fornendogli quegli strumenti di flessibilità timbrica che oggi rendono la sua scrittura immediatamente riconoscibile.

Tra l’Orchestra RAI e i grandi tour: il debutto all’Auditorium Parco della Musica

Prima di intraprendere con decisione la via della composizione solista, Alessio Pizzotti ha costruito un curriculum professionale di altissimo rango sui palcoscenici televisivi e nei teatri più prestigiosi. Per diversi anni è stato componente stabile dell’Orchestra RAI, prendendo parte alle produzioni televisive di punta della rete ammiraglia. Parallelamente, ha calcato i palchi di tour nazionali e internazionali al fianco di giganti del panorama canoro italiano, tra cui Marco Mengoni, l’indimenticabile voce di Francesco Di Giacomo (storico frontman del Banco del Mutuo Soccorso), Massimo Di Cataldo e la storica formazione etno-folk degli Agricantus.

Questa straordinaria palestra live è confluita nel suo primo lavoro discografico da solista, l’album d’esordio «Dieci Giorni» (2015), concepito proprio tra i grattacieli di Manhattan e presentato al pubblico romano con un memorabile concerto sold out nella prestigiosa cornice dell’Auditorium Parco della Musica di Roma. A questo felice battesimo hanno fatto seguito gli album in studio «In Vita» (2018) e il recente e acclamato «BENINCONIA» (2024), nei quali la purezza del pianoforte gran coda ha iniziato a dialogare con sottili tessiture di sintetizzatori analogici e campionamenti d’ambiente, dando vita a brani molto amati dagli appassionati come Corde tese, Oltre Parigi e Occhi Freddi.

L’indipendenza produttiva e il trionfo dell’emozione pura

In un’epoca in cui la fruizione musicale è spesso dominata da formule algoritmiche preconfezionate e dalla fretta del consumo «mordi e fuggi», la scelta di Alessio Pizzotti di portare avanti un percorso rigorosamente indipendente e autoprodotto assume i contorni di una vera e propria resistenza culturale. Per il musicista capitolino, la composizione non deve rispondere a rigide etichette commerciali o a categorie di genere prestabilite: è uno spazio di totale libertà creativa dove immagini della memoria, luoghi attraversati e scatti dell’anima trovano rifugio e traduzione udibile.

Con «40 Lune», in uscita venerdì 23 ottobre 2026, Alessio Pizzotti regala al pubblico un’opera sincera e disarmante, capace di far vibrare le corde universali dell’ascoltatore. Un brano che non chiede di essere semplicemente ascoltato, ma di essere vissuto come un momento di quiete interiore, una pausa di bellezza necessaria per riconnettersi con la verità delle proprie emozioni.

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Spettacolo

Tommaso Imperiali lancia “L’infinito è finito”: l’energia del rock americano incontra la disillusione generazionale

Dal 23 ottobre 2026 è disponibile “L’infinito è finito”, il nuovo singolo del cantautore comasco Tommaso Imperiali per Altavibe/Saifam: una scarica di rock d’ispirazione springsteeniana tra chitarre, fiati e disillusione generazionale. 👇

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Tommaso Imperiali

Como – Nel panorama cantautorale contemporaneo, dove le produzioni tendono spesso a rifugiarsi in un intimismo acustico monocorde o nelle scorciatoie sintetiche dell’urban pop, c’è chi sceglie di imbracciare la chitarra elettrica, accendere gli amplificatori a valvole e far ruggire il sassofono come nella gloriosa tradizione rock degli anni Ottanta. Dal 23 ottobre 2026 è disponibile su tutte le piattaforme digitali di streaming musicale e in rotazione radiofonica nazionale «L’infinito è finito», il nuovo trascinante singolo del cantautore comasco Tommaso Imperiali. Il brano, pubblicato dall’etichetta indipendente Altavibe Music e distribuito su scala globale da The Saifam Group, segna un’evoluzione stilistica dirompente a pochi mesi dall’uscita dell’acclamato LP Inni generazionali.

Classe 1999, penna affilata e anima intrisa di sudore da palcoscenico, Imperiali firma una canzone che colpisce allo stomaco per lucidità e compattezza sonora. «L’infinito è finito» non è soltanto un titolo a effetto, ma una diagnosi generazionale spietata sul tramonto delle promesse facili, sull’inconsistenza dei miti rassicuranti e sull’impatto con un futuro precario che sembra aver cancellato ogni orizzonte certo. Eppure, in questo scontro frontale con la realtà, il brano non si arrende mai al nichilismo: al contrario, trasforma la caduta delle certezze in una scarica di adrenalina, in un imperativo categorico a continuare a lottare e a credere in qualcosa di autentico.

Il tramonto delle illusioni e il ruggito del rock: la lezione di Bruce Springsteen

Sul piano prettamente musicale, il brano segna una dichiarata e fiera dichiarazione d’amore per il grande rock americano d’oltreoceano. La chitarra ritmica incalza la sezione ritmica con un groove quadrato e pulsante, mentre i riff graffianti del sassofono irrompono nella melodia evocando all’istante le atmosfere epiche della E Street Band di Bruce Springsteen, il romanticismo urbano di Tom Petty e la spigolosità del miglior Heartland rock. Una miscela sonora che esalta il contrasto poetico del testo, condensato in uno dei passaggi più folgoranti del brano: la lucida consapevolezza che «la storia non si fa con i soli di sax», ammonimento che non smorza la passione ma ne definisce la responsabilità etica.

A spiegare l’urgenza creativa da cui è scaturito il pezzo è lo stesso cantautore comasco: «È il primo passo di una nuova parte del percorso artistico che ho iniziato con l’album Inni generazionali. Da un lato avverto una forte continuità con l’anima delle canzoni del disco, ma dall’altro sento questo singolo come l’innesco di una direzione totalmente nuova: più rock nei suoni, più viscerale negli arrangiamenti e ancora più diretta e incisiva nella scrittura dei testi. Con la band abbiamo già pronti altri brani nati con questa medesima energia e non vedo l’ora di portarli dal vivo e aggiungerli alle prossime scalette dei concerti».

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La produzione agli Alari Park Studios e il videoclip ufficiale

La cura maniacale del suono è uno dei punti di forza del progetto. La traccia è stata prodotta dal rinomato produttore Lorenzo Cazzaniga, che ha curato personalmente le registrazioni e il mixaggio presso gli storici Alari Park Studios di Cernusco sul Naviglio, alle porte di Milano. In studio di registrazione ha preso vita una sinergia strumentale ad altissimo voltaggio: il drumming solido e dinamico di Michele Burgo alla batteria si fonde con le timbriche calde delle tastiere di Federico Gemignani e con le sciabolate soliste del sax di Tommaso Roscio, cesellando un impatto sonoro corposo e privo di sbavature.

L’uscita del singolo è accompagnata dal videoclip ufficiale con la regia di Giada Garattoni e l’aiuto regia di Filippo Gerardi. La clip traduce in immagini l’atmosfera elettrica e la chimica fraterna della band: al fianco di Tommaso Imperiali figurano infatti il talentuoso chitarrista Daketo e lo stesso sassofonista Tommaso Roscio, compagni inseparabili e perni della formazione live che da anni incendia i palchi dei club e dei festival di mezza Italia.

Dalla gavetta con i Five Quarters al trionfo al contest «Cover Me»

Nonostante la giovane età, il cammino musicale di Tommaso Imperiali vanta radici solide e una gavetta maturata sul campo. Nel 2015 muove i primi passi da frontman fondando i Five Quarters, gruppo rock-blues che nell’arco di pochi anni si impone come uno dei fenomeni più caldi della provincia di Como, collezionando oltre 150 concerti in tutta la penisola e approdando alle selezioni televisive di X Factor 2019. Nel 2022 Imperiali decide di intraprendere il percorso solista, conquistando immediatamente la finale nazionale di Area Sanremo.

L’anno della prima svolta è il 2023: pubblica l’album autoprodotto Meccanismi di difesa, otto tracce in cui il cantautorato incontra la foga del rock americano, e si aggiudica – in duo con l’inseparabile chitarrista Daketo – il prestigioso concorso nazionale Cover Me, dedicato alle migliori reinterpretazioni filologiche dei capolavori di Bruce Springsteen. Nel gennaio 2025 arriva la firma con l’etichetta indipendente Altavibe, preludio a un biennio di fuoco: oltre 40 esibizioni live tra Lombardia e Nord Italia, sia in dimensione acustica che con la full band al completo, con tappe trionfali come l’apertura al concerto evento di Davide Van De Sfroos al Lake Sound Park di Como, il concerto in Piazza Santissima Annunziata a Firenze, la serata al celebre Teatro Sociale di Como e l’esibizione conclusiva al Milano Film Fest. Nel giugno 2026 corona questa ascesa con l’LP Inni Generazionali, stampato anche in vinile e distribuito da Saifam.

L’anima teatrale: dal Premio Scenario 2025 all’Aiace di Sofocle a Tindari

A testimonianza di una poliedricità fuori dal comune, Tommaso Imperiali affianca alla carriera discografica una prestigiosa attività di compositore e musicista di scena per il teatro contemporaneo. Dal 2023 collabora attivamente con la compagnia teatrale Dimore Creative, partecipando come musicista dal vivo allo spettacolo di teatro civile Ecologia Capitalista (scritto e interpretato da Pietro Cerchiello, con più di 70 repliche acclamate tra l’Italia e la Svizzera). Sempre per le scene firma la regia e le musiche originali di Concerto per uno sconosciuto, pièce trionfatrice del prestigioso Premio Scenario 2025 e in tournée nazionale da inizio 2026.

Nell’estate 2026 la sua ricerca sonora approda al teatro classico: firma le musiche ed è sul palco nell’Aiace di Sofocle prodotto dal Teatro Pubblico Ligure per la regia di Sergio Maifredi, debuttato con straordinario successo nell’antico Teatro Greco di Tindari e destinato ai principali teatri di prosa italiani nella stagione 2027. Un percorso a tutto tondo arricchito dal sodalizio con la realtà bolognese di Officina Roversi, che rende Tommaso Imperiali una delle voci più autorevoli, energiche e complete della nuova scena musicale italiana.

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Spettacolo

Anna e Helen, la sfida di un amore che insegna a comunicare: “Anna dei Miracoli” con Mascia Musy inaugura la prosa a Orsogna

Anna e Helen, la sfida di un amore che insegna a comunicare: Anna dei Miracoli con Mascia Musy apre la prosa al Teatro di Orsogna. 👇

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Anna dei Miracoli

Orsogna – Come si può raggiungere l’anima di un essere umano quando il mondo circostante sembra aver sbarrato ogni porta d’accesso ai suoni, alle immagini e alle parole? Come si insegna a una bambina a scoprire la bellezza della realtà quando l’oscurità e il silenzio più totale rischiano di trasformare l’affetto familiare in una gabbia di impotente rassegnazione? E soprattutto: come si può amare davvero senza rinunciare a chiedere all’altro di crescere, di lottare e di conquistare la propria libertà? Da questi universali interrogativi prende vita la nuova stagione di prosa del Teatro Comunale “Camillo De Nardis” di Orsogna, in provincia di Chieti, curata con passione dall’organismo I Guardiani dell’Oca sotto la prestigiosa direzione artistica di Zenone Benedetto.

Ad alzare il sipario nella serata di venerdì 23 ottobre 2026 alle ore 21.00 sarà “Anna dei Miracoli”, spettacolo di travolgente intensità emotiva prodotto da Teatro e Società per la Fondazione Lega del Filo d’Oro. La pièce, tratta dalla celeberrima opera drammaturgica di William Gibson – resa immortale sul grande schermo dal capolavoro cinematografico The Miracle Worker diretto da Arthur Penn nel 1962 –, si avvale dell’adattamento magistrale e della regia raffinata di Emanuela Giordano. Assoluta protagonista sul palcoscenico è la straordinaria attrice Mascia Musy, affiancata da un cast di eccezionale sensibilità composto da Anna Mallamaci, Elisa Lucarelli e Tommaso Bernabeo.

Helen Keller e Anne Sullivan: una battaglia quotidiana di ostinazione, fermezza e riscatto

Al centro della narrazione vi è la vicenda reale di Helen Keller, divenuta sordocieca all’età di soli diciannove mesi a causa di una meningite. Privata improvvisamente della vista e dell’udito, prigioniera di un corpo che non comprende l’ambiente circostante, la piccola esplode in comportamenti rabbiosi e incontrollabili che gettano la famiglia nello sconforto. I genitori la amano disperatamente ma non possiedono gli strumenti per comunicare con lei: l’iperprotettività finisce per assecondare ogni capriccio, trasformando l’affetto in una condanna alla dipendenza perpetua.

In questa casa oppressa dal dolore fa il suo ingresso Anne Sullivan, una giovane educatrice segnata a sua volta da un’infanzia durissima, trascorsa in un orfanotrofio e minata dalla parziale perdita della vista. Anne non promette miracoli istantanei né facili scorciatoie: porta con sé la determinazione incrollabile di chi rifiuta di considerare una persona “irraggiungibile” solo perché nessuno ha ancora trovato la chiave per intenderla. Tra l’insegnante e l’allieva si innesca un corpo a corpo serrato, fatto di scontri fisici, resistenze psicologiche e prove estenuanti. Anne comprende che per salvare Helen occorre esigere da lei disciplina e apprendimento, rifiutando ogni logica pietistica.

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L’indimenticabile testimonianza di Helen Keller e del legame con l’insegnante Anne Sullivan: un classico della letteratura mondiale che insegna come l’educazione e l’amore possano abbattere ogni buio e silenzio.

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Il contatto tattile e la nascita della parola: quando il miracolo è la conoscenza

Attraverso il senso del tatto, la ripetizione instancabile dei gesti e la sillabazione delle lettere impresse sul palmo della mano, Anne insegna a Helen che ogni elemento della realtà possiede un nome, e che quel nome è la chiave per dischiudere il mondo. Il celebre momento in cui l’acqua sgorga dalla pompa e la bambina connette il flusso freddo sulla pelle con la parola “w-a-t-e-r” segna una metamorfosi radiosa: non la scomparsa miracolosa della disabilità, ma la sublime conquista dell’autonomia, del pensiero astratto e della dignità personale.

Questa vicenda epica dialoga in modo profondo e viscerale con la storia d’Abruzzo. È proprio in terra abruzzese – a San Benedetto dei Marsi – che nacque nel 1917 Sabina Santilli, divenuta sordocieca all’età di sette anni. Con la medesima ostinazione di Helen, Sabina apprese il Braille e il sistema Malossi, laureandosi al coraggio e fondando nel 1964 la Lega del Filo d’Oro, che da oltre sessant’anni rappresenta un faro insostituibile di assistenza e speranza per migliaia di persone con pluridisabilità psicosensoriali e per le loro famiglie.

L’impegno della Lega del Filo d’Oro e la testimonianza di Mascia Musy

Come ha rimarcato il Presidente della Fondazione Lega del Filo d’Oro, Rossano Bartoli: «La parabola di Helen Keller e Anne Sullivan ci ricorda quotidianamente quanto sia doveroso credere nelle capacità inespresse di ogni individuo, senza mai arrendersi dinanzi all’apparente insormontabilità della disabilità». Un concetto rilanciato dall’attrice Mascia Musy, anima e promotrice di questo allestimento: «Questo spettacolo racconta l’amore di chi sceglie di prendersi cura di chi è considerato più fragile non per pietismo compassionevole, ma perché ne riconosce la sacralità e l’immenso valore umano».

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Tony Fortunato & Moonlight pubblicano “Tameiki”: il nuovo singolo tra nostalgia J-Pop di Tokyo e sonorità occidentali

Esce venerdì 23 ottobre “Tameiki”, il nuovo singolo di Tony Fortunato & Moonlight distribuito da ADA Music Italy che unisce nostalgia J-Pop di fine millennio ed elettronica contemporanea. 👇

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Tameiki cover

Milano – C’è una linea d’ombra magnetica e feconda in cui le luci al neon della metropoli di Tokyo di fine millennio si specchiano nelle pulsazioni ritmiche del pop occidentale d’avanguardia. È lungo questa rotta sonora transcontinentale che si colloca “溜め息” (Tameiki), l’attesissimo nuovo singolo firmato dal polistrumentista e produttore indipendente Tony Fortunato in collaborazione con la raffinata cantante giapponese Moonlight – 月と涙 -. Il brano sarà disponibile a partire da venerdì 23 ottobre 2026 in rotazione radiofonica nazionale e su tutte le piattaforme di streaming musicale digitale, pubblicato per l’etichetta Red&Blue Music Relations e distribuito capillarmente da ADA Music Italy (divisione di Warner Music Group).

Riavvolgendo idealmente il nastro della memoria sonora fino alla cosiddetta epoca d’oro del J-Pop e del J-Rock a cavallo tra la fine degli anni ’90 e i primissimi anni 2000, “Tameiki” – termine giapponese che si traduce letteralmente con “sospiro” – trasfigura la malinconia metropolitana in un travolgente slancio vitale. Il pezzo esplora ed evolve il concetto nipponico di shissoukan (疾走感): quella sensazione vertiginosa di corsa a perdifiato, di velocità cinetica e di assoluta libertà emotiva che travolge l’ascoltatore a ogni progressione armonica, restituendola tuttavia in una dimensione intima, notturna e riflessiva.

Il concetto di «shissoukan» e l’architettura sonora: dal groove funky al sospiro melodico

Dal punto di vista della produzione, “Tameiki” si distingue per una costruzione acustica millimetrica ed estremamente stratificata. La spina dorsale della composizione poggia su un basso elettrico muscolare e serrato, sul quale si innestano architetture di sintetizzatori analogici e digitali dal sapore siderale e futuristico. Su questa trama ritmica fluida si inseriscono improvvise incursioni chitarristiche dal sapore funky e ricercate trame in palm muting, che preparano il terreno per l’ingresso soffuso della voce di Moonlight – 月と涙 -.

Il canto in lingua originale della vocalist giapponese si libra con un’eleganza ieratica, creando un contrasto affascinante con la densità percussiva del brano. Il finale della traccia sfocia in un crescendo orchestrato con rara sapienza, dove armonie vocali calde e contrappunti di chitarra trasformano il respiro malinconico del ritornello in un groove irresistibile, dimostrando come le barriere linguistiche svaniscano quando la ricerca musicale punta all’universalità dell’emozione.

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Le parole dell’artista: «Un ponte emotivo tra Tokyo e l’Occidente che supera ogni confine»

A spiegare il motore emotivo e intellettuale che ha dato forma al progetto è lo stesso Tony Fortunato, che descrive la genesi del pezzo come un autentico atto d’amore verso l’estetica del Sol Levante:

«Con “Tameiki” ho voluto rievocare quell’energia nostalgica, elettrica e luminosa tipica della cultura musicale giapponese a cavallo tra fine anni Novanta e primi Duemila, un immaginario che mi affascina profondamente da sempre – racconta il produttore –. Ho esplorato il lato più intimo, notturno e introspettivo di quelle sonorità unendolo alle mie radici e influenze occidentali, cercando di dare forma a una sintesi autentica tra due mondi solo in apparenza distanti. La collaborazione con Moonlight – 月と涙 – è stata fondamentale: la sua voce e la sua straordinaria sensibilità hanno donato alle parole giapponesi una grazia rara, creando il contrappunto perfetto con la spinta ritmica del basso e il respiro siderale dei synth. È un brano nato per scavalcare i confini di genere e di geografia, convertendo la malinconia in pura energia vitale.»

Dalla chitarra al Web3 e a Hollywood: il profilo internazionale di Tony Fortunato

La pubblicazione di “Tameiki” rappresenta una nuova vetta nel percorso artistico di Tony Fortunato, polistrumentista e producer autodidatta contraddistinto da una visione spiccatamente internazionale. Dopo aver maturato una solida preparazione chitarristica attraverso masterclass con maestri della sei corde come Giorgio Secco e Luca Colombo, Fortunato ha impresso una svolta radicale alla propria carriera a partire dal 2020, dedicandosi allo studio intensivo della produzione in studio, del basso, delle tastiere, delle percussioni e delle più avanzate tecniche di mixing e sound design.

Una versatilità che lo ha portato rapidamente a collaborare con l’industria audiovisiva statunitense: nel 2024 ha curato la produzione sonora per l’attrice e performer hollywoodiana Katie Chonacas (già celebre protagonista del videoclip cult “Who Knew” della popstar P!nk e interprete in note serie TV e pellicole internazionali), firmando il singolo poetico “Last Train to Paris” e la suite multimediale “Reflections of an Actor”. Un’esperienza che ha consacrato Fortunato tra i pochissimi produttori italiani con un portfolio accreditato nella sonorizzazione di opere d’arte digitali NFT nell’ecosistema Web3.

Dall’EP “Blueprint” ai maestri del mix: una contaminazione stilistica a 360 gradi

Dopo aver tessuto collaborazioni internazionali nell’album “Leave the World Behind” – con interpreti come Jaidy Zavala, Abigail Bignell, l’artista colombiana Angarita e Vimoksha (Emina Bajtarević, Golden Buzzer a Croatia’s Got Talent 2023) –, il 2026 ha visto l’uscita del suo acclamato EP “Blueprint”: sei tracce sospese tra raffinatezze Urban-Pop e riscritture cross-culturali. Per elevare la resa timbrica ai massimi standard globali, l’artista ha affidato il missaggio e il mastering a sound engineer di caratura planetaria, tra cui Mariano Beyoglonian (vincitore di due Latin Grammy Awards), Romuald Klemm (attivo per Warner e Universal Music), Jimmy Cucchiara e Fabio Maiorano.

Il bagaglio di riferimenti di Fortunato spazia con naturalezza dal rock monumentale di Dire Straits, Led Zeppelin, Fleetwood Mac e Avenged Sevenfold fino al funk chirurgico di Nile Rodgers, passando per le contaminazioni gipsy-flamenco di Armik, l’eleganza pop di ABBA, Steely Dan, Supertramp e Daft Punk, il jazz immortale di Chet Baker e Miles Davis, fino ai fenomeni moderni del J-Pop contemporaneo come Yoasobi e Zutomayo. Con all’attivo singoli applauditi come “Desde cero” (semifinalista all’International Songwriting Competition), “En su lugar”, “She”, “No pasó nada” e “Sweet”, l’artista si candida a punto di riferimento della scena cosmopolita.

Il lancio di “溜め息” (Tameiki) dal 23 ottobre 2026 sarà accompagnato dall’uscita del suggestivo lyric video ufficiale su YouTube. Un tassello fondamentale che consolida il percorso di un musicista capace di guardare oltre l’orizzonte, fondendo l’anima di Tokyo con la modernità europea.

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