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Cultura

Sovrintendenza Capitolina: tutti gli appuntamenti culturali a Roma dal 23 al 29 ottobre tra mostre, archeologia e Planetario

Sovrintendenza Capitolina: tutti gli appuntamenti a Roma dal 23 al 29 ottobre tra mostre, archeologia e Planetario. 👇

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Pompeo Girolamo Batoni, Ritratto di Girolama Santacroce Conti come Vanitas (1759) Museo di Roma

Roma – Un mosaico inesauribile di bellezza, conoscenza e partecipazione civile che attraversa la città dai palazzi monumentali del centro storico alle mura rinascimentali, fino alle meraviglie della volta celeste. Prosegue senza sosta la ricca programmazione promossa da Roma Capitale – Assessorato alla Cultura e dalla Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, che dal 23 al 29 ottobre 2026 propone un fittissimo cartellone di mostre fotografiche, conferenze storiche, percorsi guidati d’autore e attività divulgative per cittadini, turisti e possessori della Roma MIC Card.

Tra gli eventi di punta spicca l’apertura al pubblico, a partire da mercoledì 28 ottobre presso il Museo di Roma in Trastevere, dell’attesissima mostra fotografica “The Thin Line”. Attraverso gli scatti potenti dei fotoreporter Alessio Romenzi e Christian Tasso – realizzati nell’ultimo quinquennio operando in prima linea al fianco dei cooperanti dell’ONG INTERSOS –, l’esposizione (visitabile fino al 21 febbraio 2027) offre uno sguardo struggente e privo di retorica sulle più drammatiche emergenze umanitarie, sui teatri di conflitto e sui flussi migratori del nostro presente.

Dai Musei Capitolini al centenario di Fabio Mauri a Villa Borghese e Alexandre Dumas

La grande ricerca storica sarà protagonista venerdì 23 ottobre, dalle ore 9.30 alle 17.20, nella solenne Sala della Protomoteca ai Musei Capitolini con la seconda sessione del convegno “Produzione e potere pubblico in Italia centrale dall’età comunale al Rinascimento”, realizzato con l’Istituto Italiano per il Medio Evo e presieduto dal Sovrintendente Capitolino Claudio Parisi Presicce e dal prof. Sandro Carocci (Università Tor Vergata). L’incontro analizzerà le radici economico-commerciali che indussero il popolo romano a stabilire sul colle capitolino la sede del proprio Comune, con interventi di docenti e storici dei maggiori atenei italiani.

Sempre venerdì 23 ottobre alle ore 18.00, il Museo Carlo Bilotti Aranciera di Villa Borghese celebrerà il centenario della nascita di uno dei massimi maestri delle neoavanguardie: con l’incontro “Fabio Mauri 100 per 100”, curato da Claudio Crescentini e Ivan Barlafante, verranno proiettate nella saletta video le storiche performance Ricostruzione della memoria a percezione spenta (1998) e Intimità di Pasolini (2004), visibili fino a metà dicembre. Sabato 24 ottobre alle 16.00, al Museo della Repubblica Romana e della memoria garibaldina sul Gianicolo, si terrà invece l’appuntamento “Alexandre Dumas e Roma”, per inaugurare la sezione romana della Società degli Amici di Dumas e ripercorrere l’amicizia fraterna tra l’autore dei Tre Moschettieri e Giuseppe Garibaldi.

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Arte, Archeologia & Musei di Roma

Roma Segreta e Monumentale: Guida Completa ai Musei Civici, ai Palazzi Storici e ai Capolavori della Capitale

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Paesaggi alla GAM, Titina Maselli a Villa Torlonia e le Passeggiate Romane

Mercoledì 28 ottobre alle 16.30, la Galleria d’Arte Moderna di via Crispi accoglierà i visitatori per il percorso “Roma tra città e campagna”, una suggestiva immersione nelle vedute urbane attraverso gli acquerelli di Ettore Roesler Franz, le tele dei XXV della Campagna Romana, l’Aeropittura futurista e le visioni della Scuola di via Cavour con Mafai e Scipione. Giovedì 29 ottobre alle 17.00, nel sontuoso Casino Nobile dei Musei di Villa Torlonia, sarà presentato il volume monografico “Titina Maselli e il suo tempo” (De Luca Editori d’Arte), curato da Ilaria Schiaffini e Giulia Tulino a margine della personale di Elisa Montessori, arricchito da una lettura scenica dell’attrice Iaia Forte.

Per il fortunato ciclo delle Passeggiate Romane, due itinerari condurranno alla scoperta di fortificazioni leggendarie: martedì 27 ottobre alle 11.30 esplorazione del monumentale Bastione Ardeatino progettato da Antonio da Sangallo lungo le Mura Aureliane, mentre mercoledì 28 ottobre alle 10.00 riflettori accesi sul complesso michelangiolesco di Porta Pia e sul Museo Storico dei Bersaglieri.

Il programma aMICi per i possessori di MIC Card e il cosmo al Planetario di Roma

Numerose le proposte riservate agli iscritti al circuito aMICi: martedì 27 ottobre alle 16.00 al Museo di Scultura Antica Giovanni Barracco dialogo visivo tra la scultura ellenica e la monumentale statua contemporanea dedicata a Maria Callas scolpita da Nikos Floros; giovedì 29 ottobre alle 17.00 al Museo di Roma a Palazzo Braschi visita tematica “I colori maturano la notte”, tra le tele visionarie di Batoni, Lacroix e Caffi.

Infine, spettacoli a ciclo continuo sotto la cupola del Planetario di Roma: dalle avventure scientifiche per adulti (From Earth to the Universe, Interstellari sulle sonde Voyager, Ritorno alle Stelle e Space Opera) agli entusiasmanti viaggi didattici per famiglie guidati da Gabriele Catanzaro nei panni del Dottor Stellarium. Per partecipare a tutte le visite e conferenze è consigliata o obbligatoria la prenotazione tramite il call center 060608 (attivo tutti i giorni dalle 9.00 alle 19.00) o consultando i siti ufficiali www.museiincomuneroma.it e www.sovraintendenzaroma.it.

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Cultura

Pavlo Polyev, il volto europeo della Generazione Z: dal dramma di Luhansk al coraggio delle idee tra libertà, diritti e federalismo

Pavlo Polyev si racconta tra identità e libertà: dal dramma di Luhansk al saggio “Donbas/s, uno dei regni perduti”, la voce della Generazione Z che sfida il Cremlino e propone il 9 Maggio europeo festivo. 👇

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Pavlo Polyev

Trento – Ci sono biografie che non chiedono il permesso di essere raccontate, ma si impongono con la veemenza testimoniale di chi ha vissuto i drammi della storia contemporanea incisi direttamente sulla propria carne. La parabola esistenziale e civile di Pavlo Polyev è l’emblema limpido di una gioventù che rifiuta la rassegnazione, che non ha mai atteso scorciatoie né favori e che ha saputo tramutare la complessità delle proprie radici culturali e le lacerazioni geopolitiche del nostro tempo in una quotidiana missione di libertà, giustizia sociale e impegno repubblicano. Nato a Luhansk, nel cuore conteso di quel bacino minerario del Donbass diventato epicentro dell’aggressione russa, Pavlo custodisce nel proprio albero genealogico una preziosa eredità mista – ucraina, russa ed ebraica – che lo rende un osservatore d’eccezione delle grandi faglie del ventunesimo secolo.

Giunto in Italia da bambino grazie al coraggio visionario dei genitori – determinati a strappare il loro unico figlio alla spirale della violenza e a garantirgli un futuro di pace –, Polyev ha piantato le sue radici a Salerno, città in cui ha vissuto per ben diciotto anni compiendo l’intero ciclo scolastico, dall’asilo fino al diploma di maturità. Da qualche anno ha scelto Trento come nuova patria d’elezione, città alpina in cui lavora e milita attivamente. Con oltre vent’anni trascorsi nel nostro Paese, Pavlo ha mantenuto con fierezza la propria cittadinanza ucraina: non un mero timbro burocratico impresso sul passaporto, ma una scelta etica, un presidio di resistenza democratica. Se fosse rimasto a Luhansk, la brutale dinamica dell’occupazione lo avrebbe inchiodato a un destino tragico, arruolato a forza nella carneficina delle trincee. Invece, in Italia, Pavlo ha trasformato la sua voce in una cassa di risonanza per i diritti di tutti.

«Donbas/s, uno dei regni perduti»: il libro che lacera il fronte familiare

Nel settembre del 2024 Pavlo Polyev ha dato alle stampe la sua prima grande opera letteraria e saggistica: un denso romanzo autobiografico di 348 pagine intitolato «Donbas/s, uno dei regni perduti». Il volume intreccia il memoir intimo alle dinamiche della macro-storia: la fuga verso l’Occidente, la complessa fatica dell’integrazione linguistica e culturale in Campania, l’amore viscerale per l’Italia e il baratro in cui è sprofondata la sua terra natale dal 2014 a oggi. Ma il conflitto bellico, prima ancora di esplodere sui telegiornali, Pavlo lo ha sperimentato all’interno delle mura domestiche, subendo l’ostilità e il rigetto di alcuni rami familiari filorussi che sono giunti a bollarlo come un «traditore della patria».

A questa infamante accusa, la replica di Polyev è scolpita con la forza della dignità civile: «Cresciuto per vent’anni in Italia, cittadino ucraino che si batte senza sosta per la sua terra libera, democratica ed europea… quale traditore della patria?». Nel saggio, l’autore lancia un appello appassionato alla Generazione Z, chiamata a difendere i valori dell’Illuminismo e della democrazia liberale contro le sirene del tradizionalismo reazionario, dell’imperialismo neo-sovietico e dell’integralismo ideologico del Cremlino. Una testimonianza preziosa che lo ha portato ad essere protagonista di seguitissime interviste mediatiche, tra cui risalta il celebre confronto pubblico con l’avvocato Susanna Tosi per Avvocatocittadinanza.it, portato come modello virtuoso di cittadinanza attiva.

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Geopolitica & Storia Contemporanea

La Guerra in Ucraina e il Futuro dell’Europa: Geopolitica, Identità e la Sfida della Libertà nel XXI Secolo

Un’analisi rigorosa e documentata per comprendere le radici del conflitto nel Donbass: il confronto tra democrazie occidentali e regimi autoritari, il dramma dell’integrazione e il risveglio della coscienza europea.

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Un impegno a trecentosessanta gradi: dal sindacato in fabbrica ai diritti civili

A contraddistinguere la figura di Pavlo Polyev è un attivismo trasversale, privo di rendite di posizione o conformismi ideologici, maturato a contatto diretto con i bisogni materiali delle comunità. Già nel 2017 a Salerno si distingue per quattro anni di volontariato sul campo a tutela degli animali abbandonati. Successivamente sceglie di spendersi per i diritti dei lavoratori all’interno del sindacato UIL, ricoprendo con efficacia per quattro anni il ruolo di delegato sindacale tra i reparti produttivi di una fabbrica, battendosi per la sicurezza e la dignità salariale delle tute blu.

In prima linea nelle battaglie antiproibizioniste con l’associazione Meglio Legale – esperienza che lo ha visto contestare a viso aperto le posizioni del Senatore Maurizio Gasparri, ricevendone una querela nel 2025 in seguito a un vivace scambio social –, Pavlo ha militato per un biennio nei Giovani Democratici e nel Partito Democratico, animando le mobilitazioni del movimento Italiani Senza Cittadinanza a sostegno del referendum per la riforma dello ius scholae. Una vocazione istituzionale perfezionata a Trento con il conseguimento del diploma presso la prestigiosa scuola di formazione politica «Codice Sorgente», focalizzata sull’autonomia regionale e sul diritto comunitario.

Non meno significativa è la sua capacità di autocritica ed evoluzione politica: dopo aver vissuto in età giovanile un’esperienza triennale nel centrodestra tra Fratelli d’Italia e Gioventù Nazionale, ne è uscito con nettezza, offrendo poi ai microfoni di Fanpage una testimonianza dall’interno lucida e non faziosa. Sul versante dei diritti civili, dopo due anni di militanza in Arcigay, ha scelto di proseguire le sue battaglie con l’associazione Certi Diritti: una transizione motivata dalle tensioni registrate durante alcuni Pride, dove era stato ingiustamente contestato da frange Pro-PAL per la sua posizione laica a favore del dialogo israelo-palestinese. Forte delle sue radici ebraiche, Polyev ha ribadito con coerenza il diritto all’esistenza e alla difesa dello Stato d’Israele, rifiutando le semplificazioni propagandistiche e invocando percorsi reali di riconciliazione tra i due popoli.

Il 9 Maggio europeista: la risposta federalista alla parata del Cremlino

Tra le iniziative più feconde promosse da Polyev, rilanciata all’interno del suo libro in stretta sinergia con i Giovani Federalisti Europei (GFE), spicca la battaglia per la risignificazione del 9 Maggio. In netta antitesi con la retorica bellicista della parata militare sulla Piazza Rossa di Mosca – utilizzata dal Cremlino come clava nazionalista –, Pavlo propone di trasformare la Giornata dell’Europa in una data festiva ufficiale, segnata in rosso sul calendario di tutti i ventisette Paesi membri dell’Unione Europea e degli Stati candidati all’adesione.

L’obiettivo è edificare un autentico «patriottismo europeo» che affianchi le feste nazionali (come il 2 Giugno o il 25 Aprile in Italia), colmando un vuoto simbolico che impedisce alle giovani generazioni di riconoscersi in un destino condiviso. Per Polyev, gli Stati Uniti d’Europa non sono un’utopia burocratica di Bruxelles, ma l’unica corazza geopolitica capace di proteggere i diritti delle minoranze, lo stato di diritto e la libertà economica dalle mire espansionistiche degli imperi autocratici d’Oriente.

Il profilo televisivo e intellettuale di cui l’Italia ha bisogno

Con le sue apparizioni in trasmissioni televisive regionali e nazionali e le frequenti analisi diffuse sui media online, Pavlo Polyev si sta imponendo come una delle figure più lucide, carismatiche e coraggiose della sua generazione. La sua voce si distingue nel dibattito pubblico perché lontana anni luce dal cinismo degli opinionisti da talk show: non parla per schemi preconfezionati, ma porta nei salotti mediatici l’odore delle fabbriche, la disperazione dei parenti sotto i bombardamenti, la concretezza del volontariato e la visione dell’Europa federale.

In un momento storico in cui la politica nazionale ed europea necessita disperatamente di ritrovare credibilità e contatto con la Generazione Z, figure come Pavlo Polyev incarnano la speranza di un rinnovamento autentico: un giovane intellettuale che ha scelto di stare dalla parte della libertà, dimostrando che le radici non sono una condanna al passato, ma il trampolino per costruire il futuro.

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Cultura

La nuova letteratura italiana e la rivoluzione di Ippolito Nievo: Paolo Ruffilli protagonista ai “Giovedì della cultura” a Treviso

I Giovedì della cultura a Treviso: a Casa dei Carraresi conferenza di Paolo Ruffilli su Ippolito Nievo e il romanzo moderno. 👇

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Locandina evento Treviso

Treviso – Riscoprire le radici più feconde della modernità letteraria, comprendere l’atto di nascita del romanzo europeo contemporaneo e celebrare una figura monumentale del Risorgimento che seppe plasmare una lingua viva, accessibile e anti-accademica per l’Italia unita. Nell’ambito della prestigiosa rassegna “I Giovedì della cultura”, la splendida cornice di Casa dei Carraresi a Treviso si prepara a ospitare un incontro di straordinario rigore filologico e passione narrativa: giovedì 22 ottobre 2026 alle ore 18.00, il celebre poeta, scrittore e saggista Paolo Ruffilli terrà una conferenza magistrale intitolata “La nuova letteratura italiana: Ippolito Nievo”.

L’evento, organizzato in collaborazione con l’Associazione 50&Più e realizzato grazie al prezioso contributo di Banca delle Terre Venete (Gruppo BCC Iccrea), taglia il traguardo del 218° appuntamento settimanale dall’avvio del ciclo nel 2019, confermandosi come uno dei presidi intellettuali più longevi e fecondi del panorama veneto e nazionale. Al centro della riflessione vi sarà la dirompente novità estetica di Ippolito Nievo (1831-1861), patriota garibaldino, eroe della spedizione dei Mille e autore visionario, la cui opera ha segnato un punto di non ritorno nella storia del pensiero e della prosa d’Occidente.

Le Confessioni d’un italiano: il capolavoro che ha superato Manzoni e fondato il romanzo europeo

Composto di getto in appena otto mesi tra il dicembre del 1857 e l’agosto del 1858, ma pubblicato postumo nel 1867 con il titolo imposto dagli editori di Confessioni di un ottuagenario, il capolavoro nieviano “Le confessioni d’un italiano” non ha semplicemente inaugurato la narrativa dell’Italia post-unitaria, ma ha anticipato le grandi correnti del realismo europeo. Come illustrerà Paolo Ruffilli, Nievo muove dall’eredità manzoniana dei Promessi Sposi per superarla dialetticamente: abbandona la cornice provvidenzialistica e moraleggiante per immergere i propri protagonisti nel flusso turbolento della Storia reale.

L’opera si configura come un grandioso affresco corale in cui convergono il romanzo di formazione, l’introspezione psicologica di sapore moderno e l’epopea patriottica. Attraverso le memorie dell’anziano Carlino Altoviti – che ripercorre ottant’anni di trasformazioni storiche, dalla caduta dell’aristocratica Repubblica di Venezia alla Repubblica Romana fino alle soglie dell’Unità –, Nievo fonde per la prima volta memoria autobiografica intima e coscienza collettiva di una nazione in fieri. Accanto a lui campeggia la figura immortale della Pisana, uno dei personaggi femminili più complessi, liberi, contraddittori e affascinanti di tutta la letteratura universale.

CONSIGLIATO DALLA REDAZIONE
Letteratura Italiana & Grandi Classici

Le Confessioni d’un Italiano di Ippolito Nievo: Edizione Integrale con Note Storiche e Critiche

Il romanzo monumentale che ha inaugurato la moderna narrativa italiana ed europea: l’epopea di Carlino Altoviti e della Pisana tra formazione, passioni risorgimentali e memoria storica.

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La rivoluzione del linguaggio: una lingua nazionale, viva e anti-accademica

Ma l’aspetto forse più folgorante della grandezza di Nievo risiede nella sua audace riforma linguistica. Mentre la cultura coeva dibatteva sterilmente sulla “questione della lingua” oscillando tra il rigido purismo toscano e il regionalismo dialettale, Ippolito Nievo plasma dal nulla un nuovo idioma: una lingua nazionale policentrica, duttile, colloquiale e sferzante, capace di alternare con naturalezza l’ironia disincantata, la tragedia epica, la terminologia politica e la delicatezza dei sentimenti intimi.

Uno stile anti-accademico che rompe con la tradizione aulica e polverosa delle lettere italiane, spalancando le porte alla contemporaneità. Le pagine nieviane divengono così il modello segreto a cui attingeranno i maestri del Novecento, dimostrando come la letteratura possa farsi strumento civile di riscatto, educazione democratica e verità psicologica senza mai rinunciare alla grazia dello stile e al piacere travolgente della fabula.

Il relatore d’eccezione: la statura intellettuale di Paolo Ruffilli

A guidare il pubblico trevigiano in questo viaggio critico sarà Paolo Ruffilli, una delle voci più limpide, autorevoli e premiate della poesia e della critica letteraria italiana contemporanea. Autore di raccolte poetiche fondamentali – tra cui Piccola colazione (Garzanti), La gioia e il lutto (Marsilio), Affari di cuore (Einaudi) e Le cose del mondo (Mondadori) – e di celebri romanzi storici come Preparativi per la partenza e Fuochi di Lisbona (Passigli), Ruffilli è anche il massimo biografo moderno di Ippolito Nievo e Carlo Goldoni, nonché raffinato traduttore di giganti come Pasternak, Achmatova, Lao Tse e Tagore.

La conferenza a Casa dei Carraresi si annuncia dunque come un appuntamento imperdibile per la comunità di Treviso e per tutti gli appassionati di cultura, riaffermando la missione de “I Giovedì della cultura”: fare del dialogo con i classici una bussola indispensabile per comprendere le contraddizioni e le speranze del nostro presente.

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Cultura

“Frammenti” di Maria Rosa Precerutti: la poesia tra tempo, memoria e rinascita nella collana I Diamanti di Aletti Editore

Frammenti di Maria Rosa Precerutti per Aletti Editore: la poesia tra tempo, memoria e rinascita con prefazione di Giuseppe Aletti. 👇

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Cover libro di Maria Rosa Precerutti

Milano – Esplorare la faglia invisibile che separa il tempo cronologico e misurabile dalla dimensione fluida, intima e soggettiva della memoria, per ricomporre attraverso la potenza evocativa del verso i cocci dispersi dell’esperienza umana. Vede la luce per Aletti Editore, all’interno della raffinata collana “I Diamanti della Poesia” (disponibile sia in edizione cartacea sia in formato e-book), la silloge lirica “Frammenti”, nuova e matura opera poetica firmata da Maria Rosa Precerutti. Una raccolta densa, vibrante e filosoficamente cesellata, nella quale la professione di psicologa dell’autrice milanese si fonde armoniosamente con un’ispirazione lirica purissima, capace di interrogare le radici più profonde del nostro esistere.

Il senso intimo dell’opera si manifesta con immediata suggestione visiva già a partire dalla copertina, che ritrae un volto a mosaico composto da tessere irregolari: una potente metafora plastica dell’identità contemporanea, costantemente chiamata a ricomporsi dopo gli urti della vita. Come spiega con lucidità la stessa autrice: «Quanto ho cercato di esprimere nella raccolta è il senso della scomposizione del tempo. Un tempo soggettivo che implica fratture, discontinuità, improvvise accelerazioni, pause dolorose e talvolta distorsioni cognitive, attraverso cui, al di là del semplice fluire dei ricordi, si struttura l’architettura complessa di una memoria viva».

La prefazione di Giuseppe Aletti: «Custodire le tracce del vissuto per vincere l’oblio»

Ad arricchire la pubblicazione è la prestigiosa prefazione vergata dal maestro Giuseppe Aletti – poeta di fama internazionale, editore e formatore letterario –, il quale coglie con esattezza chirurgica il valore testimoniale ed esistenziale dei versi di Maria Rosa Precerutti. Scrive Aletti: «La silloge ci confessa con commovente sincerità che non possiamo fermare il tempo né ricomporre definitivamente ciò che la vita disperde lungo il suo cammino. Possiamo però raccoglierne le tracce e custodirle con cura nel giorno da attraversare. La poesia permette così di oggettivare i frammenti dell’esistenza contro la minaccia dell’oblio, per conservare, anche indirettamente, le nostre radici più autentiche».

Attraverso un linguaggio scarno ed essenziale, privo di orpelli retorici ma pervaso da un’intensa carica simbolica, ogni poesia si erge a tessera di un mosaico universale. Il testo scava nella perenne contraddizione che attanaglia l’uomo moderno: la frizione tra il tempo dei calendari – lineare, scandito dal ticchettio degli orologi, quantitativo – e il tempo interiore della coscienza, dove un singolo istante di gioia o di dolore può dilatarsi all’infinito. In questo spazio di meditazione, la parola poetica diviene per la Precerutti uno strumento gnoseologico primario, un faro capace di dare sostanza e ordine a ciò che altrimenti rischierebbe di svanire nella nebbia dell’indifferenza.

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Poesia Contemporanea & Filosofia del Tempo

La Poesia e la Cura del Tempo: Dalla Memoria Infranta alla Parola che Rigenera l’Anima

Un viaggio suggestivo tra lirica e psicologia analitica, dedicato al potere terapeutico della scrittura, alla decodifica dei ricordi e alla riconquista della propria autenticità interiore.

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Dagli Accadimenti alle Circostanze: la trilogia dell’essere e la dimensione psicologica

La pubblicazione di “Frammenti” rappresenta il punto d’approdo di un percorso autoriale coerente e rigoroso. Nelle sue precedenti fatiche editoriali, Maria Rosa Precerutti aveva indagato le manifestazioni fenomeniche dell’agire umano: con Accadimenti aveva esplorato l’irrompere imprevisto degli eventi nell’esistenza; con Circostanze aveva tracciato i confini fisici, temporali e ambientali che condizionano l’agire individuale. In quest’ultima opera, il processo di decantazione giunge alla sua essenza più metafisica e astratta.

«Accadimenti – chiarisce la poetessa – racconta l’impatto con il tempo inatteso; Circostanze definisce le coordinate di luogo e di limite in cui quegli eventi prendono forma; Frammenti rappresenta una sorta di necessario epilogo, un distillato concettuale in cui la memoria si spoglia dell’aneddoto per farsi pura contemplazione». La sensibilità clinica della psicologa non invade mai il campo della poesia con tecnicismi asettici, ma funge da bussola silenziosa, permettendo all’autrice di guardare alle ferite e alle crepe dell’anima non come a tare distruttive, ma come a varchi fecondi attraverso cui la luce della rinascita può finalmente filtrare.

Verso il Salone del Libro di Torino 2027: un invito alla riflessione e alla consapevolezza

Il valore letterario della silloge è stato prontamente riconosciuto dal mondo editoriale: “Frammenti” sarà infatti tra i titoli di punta esposti negli stand ufficiali di Aletti Editore in occasione della prestigiosa vetrina del Salone Internazionale del Libro di Torino, in programma a Lingotto Fiere nel maggio 2027. Una consacrazione meritata per un’opera che rifugge la fretta del consumo mediatico contemporaneo, invitando il lettore a un’oasi di raccoglimento, silenzio e rigenerazione spirituale.

«Non intendo imporre chiavi di lettura univoche – conclude Maria Rosa Precerutti –. Lascio che ogni lettore tragga da sé emozioni, corrispondenze intime e messaggi, ritrovando nei miei frammenti lo specchio del proprio personale cammino». Un libro prezioso che testimonia come la poesia autentica continui a essere la forma più nobile e necessaria di resistenza umana contro l’insensatezza del tempo che fugge.

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