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East Market torna a Firenze: il 24 e 25 ottobre la carica del vintage a Manifattura Tabacchi tra oltre 100 espositori, vinili, design e East TV

Il paradiso del vintage torna a Firenze! Sabato 24 e domenica 25 ottobre a Manifattura Tabacchi (nel nuovo spazio MOTEL) va in scena la seconda edizione di East Market: oltre 100 espositori da tutta Italia tra moda d’archivio, design del Novecento, vinili rari e occhiali cult. E nella sala cinema accesa la «East TV» con la maratona dei videoclip storici di MTV! Tutti i dettagli, orari e food 👇

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East Market Firenze

Firenze – La febbre irresistibile del vintage d’autore, il fascino senza tempo dell’archeologia industriale e la cultura del riuso sostenibile tornano a conquistare il capoluogo toscano in un appuntamento di assoluto rilievo nazionale. Sabato 24 e domenica 25 ottobre 2026 torna per la sua seconda, attesissima edizione fiorentina «East Market», l’evento cult nato a Milano undici anni fa e rapidamente impostosi come il punto di riferimento imprescindibile per collezionisti, professionisti della moda, stylist e amanti del second-hand di qualità. A fare da sontuosa cornice alla due giorni saranno gli spazi di «MOTEL», il nuovissimo ed elegante hub polifunzionale per grandi eventi inaugurato all’interno dell’ex complesso industriale di Manifattura Tabacchi.

Più di cento espositori selezionati con cura maniacale da ogni regione d’Italia sbarcheranno a Firenze con migliaia di tesori dimenticati: abbigliamento d’epoca dagli anni Cinquanta al Duemila, arredi di modernariato, icone del design industriale del Novecento, dischi in vinile rari, poster pubblicitari storici, sneakers da collezione e gioielli artigianali. East Market si conferma così una vera e propria fiera esperienziale a 360 gradi, capace di unire lo shopping consapevole al divertimento puro, con installazioni artistiche, maratone di videoclip musicali sul grande schermo, DJ set e una proposta enogastronomica d’eccellenza.

East Market sbarca a Manifattura Tabacchi: 100 espositori nel nuovo hub «MOTEL»

L’approdo di East Market negli spazi di «MOTEL» a Manifattura Tabacchi rappresenta un connubio perfetto tra forma e contenuto: uno dei più virtuosi progetti di rigenerazione urbana d’Europa accoglie il mercato che più di ogni altro ha saputo nobilitare l’usato, trasformando la ricerca di capi d’altri tempi in una raffinata caccia al tesoro. Dalle ore 10.00 del mattino fino a sera, il pubblico potrà perdersi tra corridoi allestiti come veri e propri set cinematografici, toccando con mano la qualità sartoriale dei tessuti del passato, il denim cimosato giapponese e americano, i giubbotti in pelle vissuta, le giacche college, i trench evergreen e le divise militari d’archivio.

La selezione punta con decisione anche sul custom e sull’upcycling creativo: designer indipendenti e giovani artigiani reinterpretano capi pre-esistenti donando loro una seconda vita attraverso tagli asimmetrici, ricami manuali e stampe serigrafiche d’avanguardia. Accanto alla moda, gli amanti dell’arredamento d’interni troveranno lampade industriali, poltrone d’autore anni Sessanta, giradischi analogici, ceramiche d’artista, specchiere, fumetti introvabili e riviste patinate che hanno fatto la storia della comunicazione visiva del secolo scorso.

CONSIGLIATO DALLA REDAZIONE
MODA VINTAGE & DESIGN

Moda. La storia completa – Marnie Fogg (Gribaudo)

Il volume illustrato definitivo sulla storia della moda, dei tessuti d’archivio e dell’evoluzione dello stile: la guida ideale per collezionisti, designer e appassionati del grande vintage.

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Collezionisti d’autore: dagli occhiali di Versace e Dior alla cultura skate e ai vinili

A rendere unica l’esperienza di East Market è la presenza fisica di autentiche istituzioni del collezionismo privato italiano. Tra i banchi più attesi di questa edizione spicca quello del napoletano Raffaele Iorio, considerato uno dei massimi esperti d’Europa in tema di occhiali da sole e da vista d’epoca: Iorio presenterà una selezione di montature originali e introvabili prodotte tra gli anni Cinquanta e i Novanta, con pezzi da museo firmati Gianni Versace, Christian Dior, Fendi, Persol e Ray-Ban Bausch & Lomb.

Da Milano approda invece «Spaghettochild Research», archivio iconico dedicato allo streetwear e alla cultura skate degli anni Ottanta e Novanta, con t-shirt grafiche introvabili e felpe da collezione. A rappresentare con orgoglio la creatività toscana sarà la fiorentina Barbara Gosi, collezionista e restauratrice di pubblicità storiche e manifesti d’epoca stampati tra gli anni Venti e Novanta, salvati dal macero e pronti per essere incorniciati. Immancabile, infine, l’angolo sacro della musica curato dal collezionista livornese Fabio Rossi: una vastissima rassegna di vinili a 33 e 45 giri, prime stampe e CD da collezione che spaziano dal rock psichedelico al bebop, dalla New Wave alla musica classica, fino al reggae, allo ska e al golden age dell’hip-hop.

«Everything Old Is New Again»: la rivoluzione sostenibile contro il fast fashion

Dietro il fascino estetico di East Market pulsa una forte dichiarazione etica ed ecologica, riassunta nello storico slogan della manifestazione: «Everything Old Is New Again» («Tutto ciò che è vecchio torna a essere nuovo»). In un’era dominata dagli sprechi e dall’inquinamento sistemico del fast fashion — responsabile dell’immissione sul mercato di tonnellate di capi in poliestere a basso costo destinati a finire in discarica dopo poche settimane —, East Market promuove la cultura dell’economia circolare e dell’acquisto consapevole.

Scegliere un capo vintage o un oggetto di modernariato significa infatti ridurre drasticamente l’impronta di carbonio, azzerare il consumo di acqua legato alla produzione di nuovi tessuti e valorizzare manufatti concepiti all’epoca per durare decenni. Una sensibilità che vede in prima fila i giovani della Generazione Z e i millennial, sempre più orientati a cercare pezzi unici e identitari capaci di raccontare una storia vera, lontani dall’omologazione delle catene della grande distribuzione commerciale.

East TV, il Bar Ventura e il villaggio del gusto: orari, cibo e divertimento no-stop

La visita a East Market è un’esperienza sensoriale completa: durante l’intero fine settimana, la sala cinema di Manifattura Tabacchi si trasformerà gratuitamente nella «East TV», una maratona video no-stop che rievocherà l’età dell’oro di MTV. Sul maxischermo scorreranno a ripetizione i videoclip che hanno segnato l’immaginario collettivo di generazioni: da «Thriller» di Michael Jackson (1983) a «…Baby One More Time» di Britney Spears (1998), passando per l’esplosiva «Hey Ya!» degli Outkast (2003) e i classici di Madonna, Nirvana e Daft Punk.

Per i momenti di pausa e convivialità, all’interno del nuovo hub MOTEL sarà operativo il caratteristico «Bar Ventura», fedelmente ispirato ai tipici bar italiani degli anni Settanta e Ottanta tra caffè, soft drink e birre ghiacciate. L’offerta culinaria sarà arricchita dalla straordinaria corte gastronomica permanente di Manifattura Tabacchi: le pizze gourmet di Berberè, i centrifugati biologici di Shake Cafe, la cucina a filiera corta di Bottega Biologica, i piatti contemporanei di Blend, i cocktail di Bulli e Balene, i dolci artigianali di Cuchiss Lab, le specialità giapponesi di Hiroko Bentō (il primo izakaya di Firenze) e le proposte street di Po’Stò, La Piadineria e Vivido, accompagnate da selezioni musicali e DJ set per tutta la giornata. Un appuntamento imperdibile per vivere il fine settimana più stiloso e vintage dell’autunno toscano.

A cura della Redazione Moda e Tendenze di Cavaliere News

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«Allora mi sono fatta sasso»: a Roma il successo della personale di Manuela Scannavini tra pittura, letteratura, danza e il ricordo di Fausto Delle Chiaie

Grande successo a Roma per «Allora mi sono fatta sasso»! Nella storica via dei Cappellari (Pian dé Giullari), nell’ambito della Rome Art Week 2026, la mostra personale di Manuela Scannavini curata da Diana Daneluz ed Eugenia Querci incanta il pubblico tra tele materiche, libri d’artista, musica con QR code, danza e un commosso omaggio all’indimenticato Fausto Delle Chiaie. Visitabile fino al 31 ottobre: orari e dettagli 👇

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Da sx Andrea Bottai, Diana Daneluz, Manuela Scannavini, Eugenia Querci, Carlina Bottia, Ilaria Turini

Roma – Fermarsi, raccogliersi nel silenzio fecondo della riflessione e mettersi in un ascolto autentico di sé per aprirsi, senza schermi o artifici, all’incontro profondo con l’altro. È questo il messaggio etico, poetico ed estetico che pulsa al centro di «Allora mi sono fatta sasso», l’intensa mostra personale dell’artista Manuela Scannavini che ha inaugurato con uno straordinario successo di pubblico negli spazi della Galleria Pian dé Giullari, al civico 49 della storica via dei Cappellari nel cuore di Roma. Un vernissage vivacissimo, animato da appassionati, collezionisti, studiosi e critici che hanno affollato le sale espositive dando vita a un dialogo serrato e partecipe con l’artista.

Curata con sensibilità da Diana Daneluz e arricchita dai testi critici della storica dell’arte Eugenia Querci, presente all’inaugurazione, l’esposizione si inserisce a pieno titolo nel programma ufficiale della «Rome Art Week 2026» (RAW), la settimana capitolina dell’arte contemporanea cui la galleria Pian dé Giullari aderisce con convinzione dal 2021. Per Manuela Scannavini si tratta della seconda personale in pochi mesi, dopo l’importante retrospettiva dello scorso aprile a Sferocromia che aveva tracciato il bilancio di oltre vent’anni di rigorosa pratica artistica: una rinnovata occasione di incontro tra grandi tele a olio, incisioni, linoleografie su carte orientali, installazioni e linguaggi multidisciplinari che spaziano dalla letteratura alla musica, fino alla videoarte e alla danza contemporanea.

«Allora mi sono fatta sasso»: l’ascolto interiore nella «Via della poesia» di Campo de’ Fiori

L’allestimento, curato tecnicamente da Eugenio Marcella per Costruzioni Generali Edilizia 4.0 srls, trova la sua sede ideale nel laboratorio-galleria di Andrea Bottai, da anni presidio culturale insostituibile per letture poetiche, performance teatrali e residenze d’artista lungo via dei Cappellari, non a caso ribattezzata nella toponomastica sentimentale romana come la «Via della poesia». In questo contesto raccolto, la grande tela che dà il titolo alla rassegna, «Allora mi sono fatta sasso», sintetizza visivamente uno stato d’animo di necessaria decantazione interiore: farsi pietra non per indifferenza verso il mondo, ma per spogliarsi del superfluo e acquisire la stabilità necessaria per comprendere la complessità del reale.

«La mia ricerca – confessa l’artista nei suoi appunti di poetica – è uno scavo profondo e coraggioso nel vissuto, un viaggio che attraversa senza timore la complessità dei sentimenti, propri e altrui. Il mio sguardo è costantemente rivolto verso la natura, intesa come una fonte inesauribile di rigenerazione e conforto che si rivela sempre nuova e sorprendente ai miei occhi, diventando la linfa vitale primaria della mia pittura». Il sasso, elemento primordiale per eccellenza levigato dal tempo e dagli elementi, cessa di essere materia inerte per trasformarsi in custode di memoria, simbolo di resilienza spirituale e ricettacolo di emozioni condivise.

CONSIGLIATO DALLA REDAZIONE
ARTE & CREATIVITÀ

L’atto creativo: un modo di essere – Rick Rubin

Il capolavoro contemporaneo sulla genesi dell’ispirazione: imparare a mettersi in ascolto del mondo, accogliere il silenzio e trasformare la materia viva delle emozioni in arte pura.

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Il dialogo con la letteratura e la musica: i libri d’artista con Marzaioli e i pannelli sonori di Travia

Uno degli aspetti più affascinanti della mostra è la naturale permeabilità dell’opera di Manuela Scannavini verso le altre discipline espressive. Nel corso della serata inaugurale ha attirato grandissima ammirazione la collaborazione con lo scrittore Giulio Marzaioli, presente al vernissage: da questa intesa sono nati due straordinari progetti editoriali d’arte. Il primo è un prezioso «leporello» a fisarmonica con linoleografie originali stampate su carta giapponese; il secondo è una serie di raffinati libricini intitolati «Sassi tra <>», contenenti testi poetici tratti dal volume «I Sassi» (Tic Edizioni) e arricchiti all’interno dalle incisioni dell’artista, dove un QR code posizionato a pagina 8 permette al visitatore di ascoltare i brani recitati direttamente dalla voce di Marzaioli.

L’incontro con l’universo dei suoni si materializza invece nel monumentale ciclo di otto pannelli intitolato «Quando il suono si fa segno», ispirato alle composizioni musicali del maestro Carmelo Travia. A quest’opera è direttamente collegato un raffinato video d’arte con la regia di Jacopo Brucculeri, la direzione della fotografia di Lorenzo Lattanzi, le coreografie di Giulia Rosolin e la vibrante interpretazione atletica ed espressiva della ginnasta Sofia Biancari, con il montaggio curato da Alessandro Chiappini. A completare questa partitura polifonica sono le strisce fotografiche del backstage realizzate da Ilaria Turini ed esposte su carta pregiata, mentre le grandi tele «La farfalla» e «Colgo un fiore per ogni nota spesa» offrono una meditazione cromatica sulla delicatezza dei sentimenti umani.

La performance di danza di Marion Nugnes e l’omaggio commosso a Fausto Delle Chiaie

A testimonianza della magica atmosfera comunitaria che si respira a Pian dé Giullari, l’inaugurazione è stata impreziosita da un gesto performativo estemporaneo e toccante: la danzatrice contemporanea Marion Nugnes ha voluto rendere omaggio a Manuela Scannavini esibendosi in una suggestiva coreografia improvvisata sul tema del sasso, interagendo fisicamente con i volumi e con le tele esposte tra gli applausi commossi dei presenti.

La serata ha vissuto inoltre un momento di intensa e commossa memoria civile con l’omaggio intitolato «Ciao Fausto!», dedicato al maestro dell’arte a cielo aperto Fausto Delle Chiaie, recentemente scomparso. Delle Chiaie ha condiviso per lunghi anni proprio gli spazi del laboratorio di Andrea Bottai insieme alla compagna, l’artista Noreen O’Dwyer, facendone una fucina di idee libere e incontri indimenticabili. La mostra di Scannavini è la prima, dopo decenni, che Fausto non ha potuto ammirare dal vivo: ricordarne la figura sghemba, ironica e geniale ribadisce il senso più nobile dell’arte, concepita come relazione fraterna, vicinanza umana e custodia affettuosa di chi ha dedicato la propria vita alla poesia del quotidiano.

Rome Art Week 2026: orari e informazioni per visitare la mostra fino al 31 ottobre

Inserita nel circuito d’eccellenza di Rome Art Week 2026, la personale di Manuela Scannavini rimarrà aperta e liberamente visitabile fino alla fine del mese, offrendo al pubblico un’oasi di raccoglimento e bellezza a pochi passi dai flussi turistici di Campo de’ Fiori. Di seguito si riassumono le coordinate logistiche e le informazioni utili per la visita:

ALLORA MI SONO FATTA SASSO – Personale di Manuela Scannavini
A cura di Diana Daneluz | Testi critici di Eugenia Querci | Rome Art Week 2026
Sede: Galleria Pian dé Giullari – Via dei Cappellari 49, Roma
Periodo di apertura: Da lunedì 19 a sabato 31 ottobre 2026
Orari di visita: Dal lunedì al sabato, dalle ore 16.00 alle ore 20.00 (e la mattina su appuntamento)
Recapiti informativi e prenotazioni visite: 339 5785378 – 366 3988603
Allestimento espositivo: Eugenio Marcella – Costruzioni Generali Edilizia 4.0 srls.

A cura della Redazione Cultura e Spettacoli di Cavaliere News

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Eventi

Italia Media Art Festival 2026, il 22 ottobre la première a UnitelmaSapienza: videoarte, intelligenza artificiale e la rotta tra Roma, Caracas e Zagarolo

L’arte digitale e l’intelligenza artificiale uniscono Roma, Zagarolo e il Venezuela! Il 22 ottobre all’Università UnitelmaSapienza debutta la 3ª edizione dell’Italia Media Art Festival con 17 opere di videoarte e la presentazione di 11 videoinstallazioni. Dal 23 al 25 ottobre tappa alla Maker Faire Rome (Gazometro) e dal 20 al 22 novembre la Grande Esposizione a Palazzo Rospigliosi con Enel, Snam e Lazio Innova. Programma e dettagli 👇

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Jungle-Souls

Roma – L’arte digitale, la sperimentazione audiovisiva d’avanguardia e la riflessione filosofica sulle nuove tecnologie convergono nella Capitale per dare il via alla terza edizione dell’Italia Media Art Festival (IMAF). Giovedì 22 ottobre 2026, a partire dalle ore 15.00, la Sala Conferenze dell’Università degli Studi di Roma UnitelmaSapienza (in Piazza Sassari 4) ospiterà l’attesa première italiana della kermesse: un appuntamento strategico che aprirà ufficialmente al pubblico del nostro Paese un percorso itinerante e transoceanico che farà tappa alla Maker Faire Rome, volerà a Caracas in Venezuela per poi culminare nella spettacolare Grande Esposizione Internazionale allestita nelle sale storiche di Palazzo Rospigliosi a Zagarolo.

Promosso dall’Associazione Piccola Venezia APS e nato nel 2024 da una felice intuizione della giornalista e curatrice italo-venezuelana Marinellys Tremamunno, l’Italia Media Art Festival si è rapidamente affermato come una delle piattaforme internazionali più dinamiche e qualificate per la promozione delle arti visive elettroniche. In un momento storico segnato dalla prorompente irruzione dell’intelligenza artificiale generativa e della realtà virtuale nei processi creativi, il festival costruisce un solido ponte tra ricerca scientifica, accademia, istituzioni territoriali e grandi player dell’energia e dell’innovazione industriale.

La première a UnitelmaSapienza: 17 opere di videoarte e la platea internazionale

La première romana del 22 ottobre si preannuncia densa di contenuti visivi e dibattiti teorici. Nel corso del pomeriggio verranno proiettate 17 opere di videoarte contemporanea: 13 lavori selezionati attraverso un’agguerrita Open Call internazionale che ha raccolto ben 144 candidature da ogni continente — il numero più alto nella storia della manifestazione —, affiancate da 4 creazioni inedite firmate da prestigiosi artisti invitati fuori concorso. Contestualmente, la curatela presenterà in anteprima i progetti delle 11 imponenti videoinstallazioni site-specific destinate a Palazzo Rospigliosi e annuncerà il cartellone delle performance dal vivo che animeranno la tappa conclusiva di novembre.

Il parterre istituzionale della presentazione vedrà la partecipazione di relatori di primissimo piano del panorama economico, politico e culturale: interverranno Alessandro Zehentner, Presidente di Snam; Maria Chiara Iannarelli, Consigliere regionale del Lazio; Massimiliano Padovan Di Benedetto, Presidente dell’Associazione Kou e promotore della Rome Art Week; e la direttrice artistica Marinellys Tremamunno. A moderare il confronto sarà Roberto Sciarrone, Responsabile dell’Ufficio Comunicazione di UnitelmaSapienza. Saranno inoltre presenti in sala numerosi artisti protagonisti della selezione, tra cui Anastasia Pavlova, Ivan Andre, Claudio Marani, Victoria Thomen, Mariia Plekhova e Joseph Ayerle. Per consentire la massima fruizione democratica a livello globale, l’intero evento sarà trasmesso in diretta streaming sul canale YouTube ufficiale dell’ateneo.

CONSIGLIATO DALLA REDAZIONE
ARTE DIGITALE & NUOVI MEDIA

Digital Art – Christiane Paul

La guida internazionale fondamentale alla rivoluzione della media art: dalla videoarte pionieristica alle installazioni interattive, fino alla realtà virtuale e all’impatto dell’intelligenza artificiale.

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«L’Energia che Trasforma»: la poetica tra intelligenza artificiale, memoria e spiritualità

Il concetto cardine attorno a cui ruota l’intera selezione curatoriale dell’edizione 2026 è riassunto nel titolo-manifesto: «L’Energia che Trasforma: la Forza Umana e Spirituale che diventa Azione per il Futuro». Un approccio che ha trovato il convinto sostegno di due colossi industriali del calibro di Enel (sponsor dell’Open Call Video Art & Performance) e Snam (sponsor dell’Open Call Video Installazioni), a dimostrazione di come la transizione energetica debba necessariamente camminare di pari passo con la rigenerazione etica e culturale della società.

«La tecnologia, compresa l’intelligenza artificiale, rappresenta uno straordinario strumento di esplorazione, ma le domande cruciali scaturiscono sempre e soltanto dalla nostra esperienza umana più profonda: come ci relazioniamo con gli altri, cosa scegliamo di ricordare, quale mondo stiamo costruendo e quale responsabilità morale abbiamo verso le future generazioni», chiarisce Marinellys Tremamunno. Un legame spirituale che si fa anche ponte diplomatico e affettivo: la première romana segue infatti di sole 48 ore la World Premiere svoltasi il 20 ottobre a Maracaibo, presso il rinomato Centro de Bellas Artes venezuelano con la curatela di Jimmy Yánez, a cui farà seguito il 30 ottobre un prestigioso Special Screening nell’Espacio Americano Grace Hopper dell’Universidad Católica Andrés Bello (UCAB) di Caracas.

Dalla Maker Faire al Gazometro fino alla Grande Esposizione a Palazzo Rospigliosi

Subito dopo la première accademica, l’IMAF 2026 entrerà nel vivo della sua prima tappa espositiva pubblica: dal 23 al 25 ottobre il festival sbarcherà alla Maker Faire Rome – The European Edition, ospitata all’interno dell’avveniristica cornice post-industriale del Gazometro Ostiense (Stand E0). Qui il pubblico europeo dell’innovazione tecnologica potrà immergersi in una selezione di installazioni interattive e visual digitali, dove il confine tra spettatore e opera viene completamente abbattuto attraverso sensori di movimento e interfacce aptiche.

Il momento culminante della manifestazione si celebrerà dal 20 al 22 novembre nelle monumentali sale rinascimentali di Palazzo Rospigliosi a Zagarolo, grazie alla strategica partnership con la Regione Lazio, Lazio Innova e l’Istituzione Palazzo Rospigliosi. La Grande Esposizione Internazionale, curata a quattro mani da Marinellys Tremamunno e Mariia Plekhova, trasformerà la dimora storica in un ecosistema immersivo di realtà virtuale, intelligenza artificiale, scultura digitale e videoinstallazioni monumentali. L’evento si inserisce nella rete Spazio Attivo e FabLab Lazio, connettendosi in modo virtuoso con l’incubatore regionale «Zagarolo Game City» dedicato allo sviluppo delle imprese dell’industria del gaming e della creatività digitale.

Calendario completo, orari e accesso gratuito per l’edizione 2026

L’Italia Media Art Festival si distingue per la totale gratuità di accesso alle sue mostre principali, garantendo un’esperienza culturale aperta e inclusiva. Di seguito vengono riassunte tutte le coordinate temporali del circuito 2026:

CALENDARIO ITALIA MEDIA ART FESTIVAL (IMAF 2026)
20 ottobre, ore 18.00: World Premiere – Centro de Bellas Artes, Maracaibo (Venezuela)
22 ottobre, ore 15.00: Première Italiana – Università UnitelmaSapienza, Sala Conferenze, Piazza Sassari 4, Roma (aperta al pubblico e in streaming YouTube)
23–25 ottobre, ore 10.00–19.00: Tappa Maker Faire Rome – Gazometro Ostiense, Stand E0, Roma
30 ottobre, ore 11.00: Special Screening – Espacio Americano Grace Hopper, UCAB, Caracas (Venezuela)
20 novembre, ore 17.00: Inaugurazione Grande Esposizione Internazionale – Palazzo Rospigliosi, Zagarolo
21–22 novembre, ore 10.00–19.00: Apertura al pubblico della mostra – Palazzo Rospigliosi, Zagarolo (Ingresso libero, ultimo accesso ore 18.00).

Per approfondimenti sulle opere selezionate, interviste agli artisti e schede tecniche è possibile visitare il portale ufficiale www.italiamediaartfestival.it o seguire il canale Instagram ufficiale @italiamediaartfestival.

A cura della Redazione Cultura e Nuove Tecnologie di Cavaliere News

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«Vite in Musica 2026» al Teatro Palladium di Roma: quattro biopic d’autore da Callas a Springsteen per svelare l’umanità dietro il mito

Al Teatro Palladium di Roma (Garbatella) torna la grande rassegna «Vite in Musica 2026»! Dal 27 ottobre al 17 novembre quattro imperdibili appuntamenti a ingresso gratuito con proiezioni e seminari DAMS: dai segreti intimi di Maria Callas alla dolorosa genesi di «Nebraska» di Bruce Springsteen, fino al tormento di Maurice Ravel e al ritmo eterno del Buena Vista Social Club. Date, orari e programma completo 👇

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Buena Vista Social Club_CreditiWim Wenders Stiftung(1)

Roma – Il boato degli stadi affollati, gli applausi scroscianti dei teatri d’opera più prestigiosi e la luce accecante dei riflettori si dissolvono per fare spazio alla dimensione più intima, vulnerabile e segreta dell’atto creativo. Che cosa accade nell’animo di un genio della musica quando il sipario cala e ci si ritrova faccia a faccia con la solitudine, con lo spettro della depressione, con il peso schiacciante delle aspettative dell’industria discografica o con il doloroso declino fisico? Torna a indagare queste complesse zone d’ombra «Vite in Musica», la rassegna cinematografica promossa dal Teatro Palladium dell’Università Roma Tre, che dal 27 ottobre al 17 novembre 2026 proporrà quattro imperdibili appuntamenti a ingresso gratuito nel cuore del quartiere Garbatella a Roma.

Curata con profondo rigore critico da Luca Aversano ed Enrico Carocci, l’iniziativa è realizzata con il prezioso contributo del Ministero della Cultura – Direzione Generale Cinema e Audiovisivo e in stretta cooperazione con il DAMS (Dipartimento di Filosofia, Comunicazione e Spettacolo) dell’Ateneo capitolino. Attraverso la lente d’ingrandimento del biopic d’autore e del documentario musicale, la rassegna decostruisce l’agiografia monumentale delle icone per restituire la persona in carne e ossa: quattro serate evento dedicate alle parabole umane e artistiche di Maria Callas, Bruce Springsteen, Maurice Ravel e dei leggendari maestri della tradizione cubana del Buena Vista Social Club.

«Vite in Musica» al Palladium: il cinema racconta le crepe dell’anima dietro il mito

Il filo conduttore che unisce i quattro film selezionati per l’edizione 2026 risiede nella volontà di esplorare la musica non come mero esercizio virtuosistico o prodotto commerciale da classifica, bensì come strumento primario di salvezza esistenziale, custodia della memoria ferita e faticosa costruzione dell’identità personale. Ogni proiezione sarà preceduta alle ore 16.30 da un seminario introduttivo a cura di docenti, storici del cinema e musicologi del DAMS, concepito per offrire al pubblico chiavi di lettura storico-critiche prima dell’inizio della visione fissata alle ore 17.00.

Il Teatro Palladium, storico tempio laico della cultura capitolina affacciato su Piazza Bartolomeo Romano, si riconferma così uno spazio d’elezione in cui la ricerca accademica esce dalle aule universitarie per dialogare apertamente con la cittadinanza. Il confronto tra linguaggio audiovisivo e narrazione sonora permette di cogliere il momento esatto in cui la sofferenza individuale si sublima in opera d’arte immortale, trasformando la fragilità umana nel vero motore della grandezza artistica.

CONSIGLIATO DALLA REDAZIONE
MUSICA & AUTOBIOGRAFIE

Born to Run – Bruce Springsteen

La straordinaria autobiografia del Boss: le origini nel New Jersey, i trionfi mondiali e le oscurità della depressione che hanno partorito capolavori scarni e sinceri come Nebraska.

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Maria Callas e Bruce Springsteen: la solitudine della Divina e la genesi oscura di «Nebraska»

Ad aprire la rassegna, martedì 27 ottobre 2026, sarà «Maria» (2024), l’intenso lungometraggio diretto dal regista cileno Pablo Larraín. Il film ripercorre con struggente delicatezza gli ultimi giorni parigini della «Divina» Maria Callas, interpretata magistralmente da Angelina Jolie. Ormai ritirata dalle scene liriche mondiali e asserragliata nel suo appartamento di Avenue Georges Mandel, la cantante riavvolge il nastro dei propri ricordi tra trionfi leggendari, amori tormentati e la dolorosa perdita della voce, offrendo il ritratto disarmante di una donna schiacciata dal proprio mito. La presentazione scientifica sarà affidata a Luca Aversano ed Enrico Carocci.

Il secondo appuntamento, fissato per martedì 3 novembre, vedrà protagonista l’attesissimo «Springsteen – Liberami dal nulla» (2025) per la regia di Scott Cooper. L’opera esplora uno dei passaggi più oscuri e cruciali della vita del Boss: l’inverno del 1981-82 quando, reduce dall’enorme successo planetario del tour di «The River», il rocker del New Jersey sprofonda in una grave crisi depressiva. Rinchiuso in una camera da letto a Colts Neck, Springsteen incide in solitaria su un registratore a quattro piste le ballate spettrali di «Nebraska», rifiutando gli arrangiamenti sfarzosi dell’industria discografica per gridare la propria disperata fame di verità. Il seminario sarà condotto da Mattia Cinquegrani e Matteo Giuggioli.

Maurice Ravel e la leggenda cubana: dal tormento di «Bolero» alla rinascita del Buena Vista Social Club

Martedì 10 novembre il cartellone si sposterà nella Parigi effervescente degli anni Venti con «Bolero» (2024) di Anne Fontaine. La pellicola ricostruisce il blocco creativo e le nevrosi ossessive del compositore Maurice Ravel quando la celebre danzatrice russa Ida Rubinstein gli commissiona una musica originale per il suo nuovo balletto all’Opéra. Tra allucinazioni uditive, perfezionismo maniacale e i primi sintomi del declino neurologico, Ravel partorirà un crescendo ritmico ripetitivo e ipnotico destinato a sconvolgere la storia della musica classica europea. L’incontro introduttivo sarà curato da Sara Navarro Lalanda e Valerio Sbravatti.

A chiudere trionfalmente la rassegna, martedì 17 novembre, sarà un capolavoro assoluto del documentario musicale: «Buena Vista Social Club» (1999) di Wim Wenders. Accompagnato dalla chitarra del musicista e produttore Ry Cooder tra le strade senza tempo de L’Avana, il cineasta tedesco riscatta dall’oblio maestri anziani e dimenticati come Ibrahim Ferrer, Compay Segundo, Rubén González e Omara Portuondo. Il film celebra la musica come memoria collettiva indistruttibile, capace di sconfiggere l’isolamento geopolitico e di condurre leggende novantenni a trionfare sul palco della Carnegie Hall di New York. La sessione finale sarà introdotta da Edoardo Mariani e Giovanni Vacca.

Calendario, seminari didattici e come partecipare gratuitamente alla Garbatella

L’iniziativa «Vite in Musica 2026» rappresenta un’opportunità di straordinario valore culturale per la città di Roma, coniugando l’alta divulgazione scientifica con la magia del grande schermo in sala. Di seguito si riporta il calendario sintetico degli appuntamenti:

VITE IN MUSICA 2026 – TEATRO PALLADIUM
Sede: Teatro Palladium – Piazza Bartolomeo Romano 8, 00154 Roma (quartiere Garbatella)
Orari per tutte le date: Ore 16.30 Seminario di approfondimento critico; Ore 17.00 Proiezione del film
Ingresso: Gratuito fino a esaurimento dei posti disponibili
27 ottobre: Maria (2024), regia di Pablo Larraín (124 min)
3 novembre: Springsteen – Liberami dal nulla (2025), regia di Scott Cooper (119 min)
10 novembre: Bolero (2024), regia di Anne Fontaine (120 min)
17 novembre: Buena Vista Social Club (1999), regia di Wim Wenders (105 min)

Per ulteriori informazioni dettagliate sulla rassegna e sulle attività del teatro universitario è possibile consultare il portale ufficiale www.teatropalladium.com, contattare il botteghino al numero 06 57332772 oppure scrivere all’indirizzo email: biglietteria.palladium@uniroma3.it.

A cura della Redazione Cinema e Musica di Cavaliere News

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