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Musei Capitolini, prorogata fino al 10 gennaio 2027 la mostra sugli Angeli a Palazzo dei Conservatori: capolavori dagli Uffizi a Capodimonte per Papa Francesco

Straordinaria proroga a Roma! Ai Musei Capitolini (Palazzo dei Conservatori) la spettacolare mostra «ANGELI. Messaggeri, custodi e viandanti», dedicata alla memoria di Papa Francesco, rimarrà aperta fino al 10 gennaio 2027. Un percorso unico con capolavori prestati dagli Uffizi, Capodimonte, Bargello e Gallerie Nazionali Barberini-Corsini. Tutti i dettagli, orari e come prenotare 👇

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Angeli_Capitolini_

Roma – Una straordinaria notizia per il patrimonio culturale della Capitale, per gli amanti della grande storia dell’arte e per le migliaia di pellegrini che affollano il colle capitolino: il percorso espositivo «ANGELI. Messaggeri, custodi e viandanti. Le sublimi creature dall’Antico al Contemporaneo» viene ufficialmente prorogato fino a domenica 10 gennaio 2027. Allestita a partire dal 13 maggio 2026 nelle prestigiose sale terrene di Palazzo dei Conservatori, all’interno del complesso museale dei Musei Capitolini in Piazza del Campidoglio, la mostra ha fatto registrare un successo corale di critica e di pubblico, affermandosi come uno degli eventi culturali più intensi e visitati dell’anno giubilare.

L’esposizione riveste un significato spirituale ed etico di profondissima risonanza civile: il progetto nasce infatti per celebrare, a un anno dalla sua scomparsa, la memoria luminosa di Papa Francesco, l’amato «Vescovo degli ultimi» che nel corso del suo intero pontificato ha costantemente richiamato la Chiesa e il mondo alla cura dei fragili, alla misericordia operosa e all’ascolto dei dimenticati. Curata con rigore filologico da Massimo Rossi Ruben e Viviana Vannucci, la mostra è promossa da Roma Capitale – Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria e dalla Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, con l’organizzazione del Centro Europeo per il Turismo e la Cultura presieduto da Giuseppe Lepore e i servizi museali di Zètema Progetto Cultura, accompagnata dal monumentale catalogo edito da Gangemi Editore.

Un viaggio tra cielo e terra a Palazzo dei Conservatori: il tributo a Papa Francesco

L’itinerario allestito nelle sale terrene di Palazzo dei Conservatori non si configura come una semplice rassegna tematica, ma come un autentico pellegrinaggio estetico e teologico che attraversa oltre due millenni di civiltà figurativa. La figura dell’angelo viene indagata nella sua poliedrica funzione di mediatore tra l’infinito divino e la fragilità della condizione umana. Nel pensiero francescano e pastorale di Papa Bergoglio, la creatura celeste non è mai stata una presenza eterea e distaccata, bensì il compagno di strada discreto, il custode della dignità dei poveri e la voce che esorta l’essere umano alla pace, alla fratellanza universale e alla custodia della casa comune.

La decisione unanime di prorogare l’apertura della mostra fino alle prime settimane del 2027 consentirà di abbracciare le festività natalizie e l’inizio del nuovo anno, offrendo a cittadini romani e turisti internazionali un’occasione irripetibile di raccoglimento e meraviglia. L’allestimento avvolge il visitatore in un’atmosfera di rarefatta sacralità, dove le soluzioni illuminotecniche e i supporti didascalici guidano lo sguardo alla scoperta di dettagli simbolici, ali spiegate, sguardi pietosi e armature sfavillanti che raccontano il bisogno perenne dell’umanità di cercare una protezione celeste contro l’angoscia del buio e della solitudine.

CONSIGLIATO DALLA REDAZIONE
ARTE SACRA & SPIRITUALITÀ

Gli angeli nell’arte – Marco Bussagli

Il grande saggio illustrato del celebre storico dell’arte Marco Bussagli: un viaggio affascinante che ripercorre l’evoluzione iconografica, teologica e simbolica degli angeli nei secoli.

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Dai grandi maestri del Rinascimento al contemporaneo: capolavori dagli Uffizi a Capodimonte

La vera cifra di eccezionalità del progetto espositivo risiede nella qualità museale vertiginosa delle opere radunate, frutto di una sinergia istituzionale senza precedenti tra i massimi istituti culturali italiani. La mostra ha infatti ottenuto prestiti straordinari concessi da partner di primissimo rango: le Gallerie degli Uffizi e la Galleria dell’Accademia di Firenze, i Musei del Bargello, il Museo e Real Bosco di Capodimonte di Napoli, le Gallerie Nazionali di Arte Antica di Roma (Palazzo Barberini e Galleria Corsini), il Museo di Roma a Palazzo Braschi, i Musei Nazionali di Perugia e la Direzione Regionale Musei Nazionali dell’Umbria.

A questo nucleo monumentale si affiancano i capolavori custoditi dalla Pinacoteca Capitolina, dal Museo di Scultura Antica Giovanni Barracco, dal Fondo Edifici di Culto (FEC) del Ministero dell’Interno e dalle prestigiose collezioni corporate di Intesa Sanpaolo e BNL BNP Paribas. Dipinti su tavola a fondo oro del Trecento, sculture classiche e rinascimentali, tele barocche intrise di drammatico chiaroscuro e raffinate interpretazioni dell’Ottocento e del Novecento dialogano fianco a fianco: dalle annuncianti figure alate del Rinascimento toscano alle visioni gloriose dell’arcangelo Michele che sconfigge il drago, fino alle inquietudini formali del contemporaneo in cui l’angelo si fa testimone smarrito delle ferite della modernità.

Messaggeri, custodi e viandanti: la teologia visiva delle creature celesti

La struttura scientifica curata da Massimo Rossi Ruben e Viviana Vannucci articola la mostra lungo tre direttrici concettuali di grande chiarezza pedagogica. La prima sezione esplora l’Angelo come «Messaggero»: colui che reca la parola e l’annuncio divino agli uomini, con al centro le indimenticabili raffigurazioni dell’Annunciazione a Maria e delle apparizioni bibliche ai profeti e ai pastori. Qui la grazia dei panneggi e l’eleganza del gesto incarnano l’irrompere dell’eterno nella quotidianità terrena.

La seconda direttrice indaga la dimensione dell’Angelo «Custode», figura intima e rassicurante a cui la pietà popolare e la teologia cristiana hanno affidato la protezione del singolo individuo nei bivi morali e nei pericoli fisici della vita. La terza sezione, intitolata all’Angelo «Viandante», richiama esplicitamente l’episodio biblico dell’arcangelo Raffaele che si fa compagno di viaggio del giovane Tobia. È questo il segmento che più direttamente dialoga con l’eredità morale di Papa Francesco: l’angelo come viandante straniero da accogliere, come icona di chi cammina accanto ai migranti, agli esuli e a coloro che affrontano le intemperie del destino alla ricerca di un porto sicuro.

Orari, biglietti e modalità di visita in Piazza del Campidoglio

La proroga dell’esposizione fino al 10 gennaio 2027 offre l’opportunità di programmare per tempo la visita nel cuore istituzionale di Roma. Di seguito vengono riportate tutte le informazioni logistiche e i riferimenti utili per accedere alle sale terrene di Palazzo dei Conservatori:

ANGELI. Messaggeri, custodi e viandanti. Le sublimi creature dall’Antico al Contemporaneo
Sede: Musei Capitolini – Palazzo dei Conservatori (sale terrene), Piazza del Campidoglio, 00186 Roma
Periodo di proroga: Aperta tutti i giorni fino a domenica 10 gennaio 2027
Orari di apertura: Dal lunedì alla domenica dalle ore 9.30 alle ore 19.30 (la biglietteria chiude un’ora prima, ultimo ingresso consentito alle 18.30).
Servizio informazioni e prevendite: Contact Center di Roma Capitale 060608 (attivo tutti i giorni dalle 9.00 alle 19.00) oppure consultando il portale ufficiale www.museicapitolini.org.
Segreteria organizzativa Centro Europeo per il Turismo, Cultura e Spettacolo: recapiti telefonici 06.6876600 – 06.6876448 (tutti i giorni ore 9.00-13.00) o tramite posta elettronica a info@centroeuropeoturismo.it.

A cura della Redazione Cultura e Spettacoli di Cavaliere News

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«Vite in Musica 2026» al Teatro Palladium di Roma: quattro biopic d’autore da Callas a Springsteen per svelare l’umanità dietro il mito

Al Teatro Palladium di Roma (Garbatella) torna la grande rassegna «Vite in Musica 2026»! Dal 27 ottobre al 17 novembre quattro imperdibili appuntamenti a ingresso gratuito con proiezioni e seminari DAMS: dai segreti intimi di Maria Callas alla dolorosa genesi di «Nebraska» di Bruce Springsteen, fino al tormento di Maurice Ravel e al ritmo eterno del Buena Vista Social Club. Date, orari e programma completo 👇

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Buena Vista Social Club_CreditiWim Wenders Stiftung(1)

Roma – Il boato degli stadi affollati, gli applausi scroscianti dei teatri d’opera più prestigiosi e la luce accecante dei riflettori si dissolvono per fare spazio alla dimensione più intima, vulnerabile e segreta dell’atto creativo. Che cosa accade nell’animo di un genio della musica quando il sipario cala e ci si ritrova faccia a faccia con la solitudine, con lo spettro della depressione, con il peso schiacciante delle aspettative dell’industria discografica o con il doloroso declino fisico? Torna a indagare queste complesse zone d’ombra «Vite in Musica», la rassegna cinematografica promossa dal Teatro Palladium dell’Università Roma Tre, che dal 27 ottobre al 17 novembre 2026 proporrà quattro imperdibili appuntamenti a ingresso gratuito nel cuore del quartiere Garbatella a Roma.

Curata con profondo rigore critico da Luca Aversano ed Enrico Carocci, l’iniziativa è realizzata con il prezioso contributo del Ministero della Cultura – Direzione Generale Cinema e Audiovisivo e in stretta cooperazione con il DAMS (Dipartimento di Filosofia, Comunicazione e Spettacolo) dell’Ateneo capitolino. Attraverso la lente d’ingrandimento del biopic d’autore e del documentario musicale, la rassegna decostruisce l’agiografia monumentale delle icone per restituire la persona in carne e ossa: quattro serate evento dedicate alle parabole umane e artistiche di Maria Callas, Bruce Springsteen, Maurice Ravel e dei leggendari maestri della tradizione cubana del Buena Vista Social Club.

«Vite in Musica» al Palladium: il cinema racconta le crepe dell’anima dietro il mito

Il filo conduttore che unisce i quattro film selezionati per l’edizione 2026 risiede nella volontà di esplorare la musica non come mero esercizio virtuosistico o prodotto commerciale da classifica, bensì come strumento primario di salvezza esistenziale, custodia della memoria ferita e faticosa costruzione dell’identità personale. Ogni proiezione sarà preceduta alle ore 16.30 da un seminario introduttivo a cura di docenti, storici del cinema e musicologi del DAMS, concepito per offrire al pubblico chiavi di lettura storico-critiche prima dell’inizio della visione fissata alle ore 17.00.

Il Teatro Palladium, storico tempio laico della cultura capitolina affacciato su Piazza Bartolomeo Romano, si riconferma così uno spazio d’elezione in cui la ricerca accademica esce dalle aule universitarie per dialogare apertamente con la cittadinanza. Il confronto tra linguaggio audiovisivo e narrazione sonora permette di cogliere il momento esatto in cui la sofferenza individuale si sublima in opera d’arte immortale, trasformando la fragilità umana nel vero motore della grandezza artistica.

CONSIGLIATO DALLA REDAZIONE
MUSICA & AUTOBIOGRAFIE

Born to Run – Bruce Springsteen

La straordinaria autobiografia del Boss: le origini nel New Jersey, i trionfi mondiali e le oscurità della depressione che hanno partorito capolavori scarni e sinceri come Nebraska.

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Maria Callas e Bruce Springsteen: la solitudine della Divina e la genesi oscura di «Nebraska»

Ad aprire la rassegna, martedì 27 ottobre 2026, sarà «Maria» (2024), l’intenso lungometraggio diretto dal regista cileno Pablo Larraín. Il film ripercorre con struggente delicatezza gli ultimi giorni parigini della «Divina» Maria Callas, interpretata magistralmente da Angelina Jolie. Ormai ritirata dalle scene liriche mondiali e asserragliata nel suo appartamento di Avenue Georges Mandel, la cantante riavvolge il nastro dei propri ricordi tra trionfi leggendari, amori tormentati e la dolorosa perdita della voce, offrendo il ritratto disarmante di una donna schiacciata dal proprio mito. La presentazione scientifica sarà affidata a Luca Aversano ed Enrico Carocci.

Il secondo appuntamento, fissato per martedì 3 novembre, vedrà protagonista l’attesissimo «Springsteen – Liberami dal nulla» (2025) per la regia di Scott Cooper. L’opera esplora uno dei passaggi più oscuri e cruciali della vita del Boss: l’inverno del 1981-82 quando, reduce dall’enorme successo planetario del tour di «The River», il rocker del New Jersey sprofonda in una grave crisi depressiva. Rinchiuso in una camera da letto a Colts Neck, Springsteen incide in solitaria su un registratore a quattro piste le ballate spettrali di «Nebraska», rifiutando gli arrangiamenti sfarzosi dell’industria discografica per gridare la propria disperata fame di verità. Il seminario sarà condotto da Mattia Cinquegrani e Matteo Giuggioli.

Maurice Ravel e la leggenda cubana: dal tormento di «Bolero» alla rinascita del Buena Vista Social Club

Martedì 10 novembre il cartellone si sposterà nella Parigi effervescente degli anni Venti con «Bolero» (2024) di Anne Fontaine. La pellicola ricostruisce il blocco creativo e le nevrosi ossessive del compositore Maurice Ravel quando la celebre danzatrice russa Ida Rubinstein gli commissiona una musica originale per il suo nuovo balletto all’Opéra. Tra allucinazioni uditive, perfezionismo maniacale e i primi sintomi del declino neurologico, Ravel partorirà un crescendo ritmico ripetitivo e ipnotico destinato a sconvolgere la storia della musica classica europea. L’incontro introduttivo sarà curato da Sara Navarro Lalanda e Valerio Sbravatti.

A chiudere trionfalmente la rassegna, martedì 17 novembre, sarà un capolavoro assoluto del documentario musicale: «Buena Vista Social Club» (1999) di Wim Wenders. Accompagnato dalla chitarra del musicista e produttore Ry Cooder tra le strade senza tempo de L’Avana, il cineasta tedesco riscatta dall’oblio maestri anziani e dimenticati come Ibrahim Ferrer, Compay Segundo, Rubén González e Omara Portuondo. Il film celebra la musica come memoria collettiva indistruttibile, capace di sconfiggere l’isolamento geopolitico e di condurre leggende novantenni a trionfare sul palco della Carnegie Hall di New York. La sessione finale sarà introdotta da Edoardo Mariani e Giovanni Vacca.

Calendario, seminari didattici e come partecipare gratuitamente alla Garbatella

L’iniziativa «Vite in Musica 2026» rappresenta un’opportunità di straordinario valore culturale per la città di Roma, coniugando l’alta divulgazione scientifica con la magia del grande schermo in sala. Di seguito si riporta il calendario sintetico degli appuntamenti:

VITE IN MUSICA 2026 – TEATRO PALLADIUM
Sede: Teatro Palladium – Piazza Bartolomeo Romano 8, 00154 Roma (quartiere Garbatella)
Orari per tutte le date: Ore 16.30 Seminario di approfondimento critico; Ore 17.00 Proiezione del film
Ingresso: Gratuito fino a esaurimento dei posti disponibili
27 ottobre: Maria (2024), regia di Pablo Larraín (124 min)
3 novembre: Springsteen – Liberami dal nulla (2025), regia di Scott Cooper (119 min)
10 novembre: Bolero (2024), regia di Anne Fontaine (120 min)
17 novembre: Buena Vista Social Club (1999), regia di Wim Wenders (105 min)

Per ulteriori informazioni dettagliate sulla rassegna e sulle attività del teatro universitario è possibile consultare il portale ufficiale www.teatropalladium.com, contattare il botteghino al numero 06 57332772 oppure scrivere all’indirizzo email: biglietteria.palladium@uniroma3.it.

A cura della Redazione Cinema e Musica di Cavaliere News

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«Inevitabilmente MAMIE»: l’arte del giovane Elia Pellegrini in mostra a La Vaccheria di Roma in un potente dialogo con le opere di Andy Warhol

A Roma l’arte ribelle incontra il mito della Pop Art! Fino al 29 ottobre a La Vaccheria (Eur) va in scena la personale «Inevitabilmente MAMIE» del ventiseienne Elia Pellegrini a confronto con le opere di Andy Warhol. All’interno del «Progetto under 30» curato da Daniele Radini Tedeschi e Ariadne Caccavale, una mostra potente che sfida le logiche del consumo. Ingresso gratuito: orari e tutti i dettagli 👇

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Opera in mostra

Roma – Il cortocircuito visivo tra la serialità spietata del consumo contemporaneo e la vertiginosa ricerca di un’autenticità interiore che sfugga alle logiche del capitale si accende nel quadrante sud della Capitale. Fino a giovedì 29 ottobre 2026, gli affascinanti spazi espositivi de «La Vaccheria» — lo straordinario casale storico di via Giovanni l’Eltore 35 trasformato in polo culturale d’avanguardia nel cuore del Municipio IX Eur — accolgono la mostra personale «Inevitabilmente MAMIE», dedicata alla potente cifra pittorica del ventiseienne artista toscano Elia Pellegrini, in arte Mamie. Curata dalla storica dell’arte Ariadne Caccavale, l’esposizione si sviluppa in un serrato e affascinante dialogo con «FOREVER Love», la retrospettiva che celebra le opere iconiche del re incontrastato della Pop Art mondiale, Andy Warhol.

L’iniziativa rappresenta il fiore all’occhiello della nuova tappa del «Progetto under 30», l’ambizioso format curatoriale ideato e promosso a partire dal 2024 dal Dott. Daniele Radini Tedeschi con il preciso intento di individuare, valorizzare e immettere nei circuiti museali di primo piano i talenti più promettenti della giovane scena artistica contemporanea italiana. Attraverso una dialettica serrata tra maestri storicizzati e nuove leve, il progetto trasforma La Vaccheria in un laboratorio critico permanente in cui il concetto stesso di Pop, mercificazione dell’immagine e ideologia estetica viene ripensato alla luce delle inquietudini del XXI secolo.

«Inevitabilmente MAMIE» alla Vaccheria: il «Progetto under 30» di Daniele Radini Tedeschi

Il confronto ravvicinato tra i capolavori di Andy Warhol e la produzione pittorica di Elia Pellegrini genera uno stimolante nodo concettuale che scuote lo spettatore. Se il genio della Factory newyorkese aveva posto in modo dissacrante l’accento sulla «religione del capitale» — decretando la sconfitta dell’aura dell’opera d’arte teorizzata da Walter Benjamin sotto i colpi della riproducibilità tecnica, della moltiplicazione serigrafica e della liturgia della merce —, l’universo visivo di Mamie compie una traiettoria diametralmente opposta. La sua pittura si pone infatti come un atto di resistenza poetica, un tentativo disperato e fecondo di riconquistare una primigenia libertà dell’anima, affrancata dalla tirannia del denaro e del mercato per ritrovare l’essenza più pura del sentire umano.

Mentre Warhol svelava con cinica lucidità la catalessi intellettuale della società di massa e la vuota luccicanza dei miti americani, le tele di Elia Pellegrini affondano le mani nell’esperienza vitale e carnale dell’individuo. Come sottolinea con precisione la curatrice Ariadne Caccavale nel testo critico: «Le opere di Elia appartengono al genere umano nel suo risvolto più vero; i suoi “diari visivi” registrano un tempo interiore narrando pensieri, emozioni, lacerazioni e passioni del singolo, che divengono immediatamente patrimonio corale di tutti coloro che, osservandole, vi si riconoscono come davanti a uno specchio». La superficie pittorica cessa di essere un manifesto pubblicitario per trasformarsi nel luogo sacro in cui far emergere un’identità tanto intima quanto universale.

CONSIGLIATO DALLA REDAZIONE
ARTE CONTEMPORANEA & POP ART

La filosofia di Andy Warhol – Andy Warhol

Dagli anni d’oro della Factory alle riflessioni spietate e geniali su celebrità, consumo e arte: il manifesto filosofico immortale del re incontrastato della Pop Art.

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La poetica del manichino e l’eclissi interiore: il linguaggio visivo di Elia Pellegrini

L’itinerario creativo di Mamie si articola attraverso una continua e febbrile tensione stilistica che spazia con disinvoltura dal figurativo più denso all’astrazione lirica. In ogni sua opera il giovane maestro toscano insegue il tema dell’eclissi: il passaggio improvviso e drammatico della luce nel buio, l’annullamento e lo svuotamento del proprio io di fronte al nonsenso del reale. La pennellata diventa così una sonda psichica che accompagna l’artista e l’osservatore in un doloroso ma necessario processo di catarsi e ricostruzione esistenziale.

Particolarmente emblematiche nell’esposizione romana appaiono le tele più recenti, nelle quali ricorre con insistenza la figura del «manichino». Privo di tratti somatici definiti, l’archetipo del manichino simboleggia plasticamente il senso di attesa immobile, l’inquietudine e la radicale precarietà che attanaglia la generazione contemporanea, costretta a vivere in una dimensione di perenne sospensione temporale. Una cifra espressiva matura che ha già attirato l’attenzione della critica più qualificata: Mamie è stato infatti inserito e storicizzato nel prestigioso annuario ufficiale «Atlante dell’Arte Contemporanea» edito da Giunti, dopo aver siglato due applaudite personali alla Melograno Art Gallery di Livorno e nelle sale del Museo Diocesano e Capitolare di Terni. La sua traiettoria artistica vivrà un ulteriore momento di consacrazione mediatica tra ottobre e novembre, grazie a un corposo saggio monografico sul mensile d’arte «Art e Dossier» e a uno speciale televisivo all’interno del programma «Artbox» su Sky Arte.

Parterre istituzionale, orari e ingresso libero per la mostra all’EUR

A testimonianza dell’alto valore culturale dell’esposizione, il vernissage inaugurale ha registrato una massiccia e qualificata partecipazione istituzionale e accademica. Tra i pareri più entusiasti espressi durante la serata inaugurale spiccano quelli della Presidentessa del Municipio IX Roma Eur, Titti Di Salvo — da sempre attenta alla promozione dei linguaggi del contemporaneo negli spazi pubblici del territorio —, di Stefania Pieralice, curatrice designata per il padiglione nazionale del Guatemala alla 61ª Biennale Internazionale d’Arte di Venezia, e del Prof. Dr. Justus Müller Bauman, illustre docente dell’Università di Friburgo.

La mostra rappresenta un’opportunità imperdibile per appassionati, studenti, collezionisti e curiosi per confrontarsi gratuitamente con due diverse visioni della modernità. Di seguito vengono riportate le coordinate logistiche e le informazioni utili per visitare l’esposizione:

INEVITABILMENTE MAMIE – Elia Pellegrini in dialogo con Andy Warhol
Sede: La Vaccheria, Via Giovanni l’Eltore 35, Roma (zona EUR – Castellaccio)
Periodo di apertura: Dal 16 al 29 Ottobre 2026
Orari di visita:
Martedì, Mercoledì e Giovedì: dalle 9.00 alle 13.00
Venerdì, Sabato e Domenica: orario continuato dalle 9.00 alle 19.00
Lunedì: giorno di chiusura settimanale
Ingresso: Gratuito e aperto a tutta la cittadinanza.

A cura della Redazione Cultura e Spettacoli di Cavaliere News

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Grotte di Stiffe, il 15 novembre torna l’evento «Calici in Grotta»: degustazioni tra stalattiti e cascate sotterranee con il Movimento Turismo del Vino

Brindisi da favola tra stalattiti e cascate sotterranee! Domenica 15 novembre torna l’attesissimo evento «Calici in Grotta» alle meravigliose Grotte di Stiffe (San Demetrio ne’ Vestini), la quinta grotta turistica più visitata d’Italia. Un viaggio sensoriale ipogeo guidato da sommelier e speleologi tra i grandi vini del Movimento Turismo del Vino Abruzzo. Dettagli, orari e come prenotare i biglietti 👇

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Locandina evento Stiffe

San Demetrio ne’ Vestini – Un viaggio sensoriale senza eguali in cui la maestosità della geologia carsica incontra l’eleganza millenaria della tradizione enologica d’Abruzzo, trasformando le viscere della montagna in una cattedrale naturale del gusto. Domenica 15 novembre 2026 torna uno degli appuntamenti più suggestivi e partecipati dell’autunno abruzzese: l’attesissima nuova edizione di «Calici in Grotta», la manifestazione ideata e promossa dall’Azienda Speciale Territorio e Cultura (ATC), ente strumentale del Comune di San Demetrio ne’ Vestini (L’Aquila), in stretta sinergia con il Movimento Turismo del Vino Abruzzo (MTV).

La formula, affermatasi negli anni come un’autentica eccellenza del turismo esperienziale italiano, consentirà ai visitatori di degustare i migliori vini delle cantine abruzzesi direttamente all’interno del complesso ipogeo delle Grotte di Stiffe. Un sito naturalistico tra i più spettacolari e visitati d’Europa, stabilmente insediato al quinto posto assoluto nella classifica nazionale delle grotte turistiche per volume di presenze, dove il gorgoglio perenne del fiume sotterraneo e il riverbero delle pareti rocciose faranno da cassa di risonanza a una narrazione enogastronomica curata da sommelier professionisti e guide speleologiche qualificate.

Un’esperienza sensoriale sotterranea: il connubio tra speleologia e sommelier

L’originalità di «Calici in Grotta» risiede nella perfetta fusione tra scoperta scientifica ed emozione palatale. I partecipanti, suddivisi in gruppi a numero contingentato per preservare il delicato equilibrio ecologico dell’ambiente sotterraneo, verranno guidati lungo la passerella che costeggia il corso d’acqua ipogeo, attraversando la Sala del Silenzio, la vertiginosa Sala della Prima Cascata — con il suo salto d’acqua di oltre venti metri incastonato nella roccia viva — fino a raggiungere i bacini del Lago Nero e la monumentale Sala delle Concrezioni, impreziosita da foreste di stalattiti e stalagmiti millenarie.

Lungo questo percorso fiabesco, diverse stazioni di assaggio vedranno all’opera i sommelier dell’Associazione Movimento Turismo del Vino, pronti a illustrare le caratteristiche organolettiche dei calici in degustazione in un contesto termico eccezionale: la grotta mantiene infatti una temperatura costante attorno ai 10 gradi centigradi durante tutto l’anno con un elevatissimo tasso di umidità naturale, ricreando le condizioni microclimatiche ideali che storicamente hanno caratterizzato le cantine scavate nella pietra per l’affinamento dei vini più nobili.

CONSIGLIATO DALLA REDAZIONE
ENOLOGIA & TERRITORIO

Atlante dei vini italiani – Slow Food Editore

La guida fondamentale e illustrata al patrimonio vitivinicolo italiano: dai grandi vitigni autoctoni come Montepulciano e Trebbiano d’Abruzzo alle cantine d’eccellenza che raccontano il territorio.

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Le Grotte di Stiffe al vertice del turismo carsico: quinta grotta più visitata d’Italia

La riproposizione dell’iniziativa autunnale corona un percorso gestionale virtuoso che ha portato le Grotte di Stiffe a scalare le vette del turismo naturalistico nazionale. Merito della strategia operativa messa in campo dall’Azienda Speciale Territorio e Cultura, che ha saputo investire in sicurezza, ammodernamento degli impianti d’illuminazione a basso impatto ambientale e digitalizzazione dei servizi al visitatore.

«Sono tante le iniziative a cui abbiamo dato vita negli anni per la promozione turistica delle nostre Grotte e questa è senza dubbio una di quelle di cui andiamo maggiormente orgogliosi», dichiara con soddisfazione Giovanni Cappelli, amministratore unico dell’ATC. «Si tratta di un evento che richiama costantemente visitatori da ogni angolo d’Italia perché rappresenta un’esperienza autentica, rara nel suo genere, capace di valorizzare il nostro territorio e le produzioni d’eccellenza di una regione straordinariamente generosa. Ringraziamo l’Associazione Movimento Turismo del Vino per una collaborazione che si rinnova nel segno di un’intuizione vincente, dimostrando che il turismo delle aree interne cresce quando sa fare leva sulla qualità».

I grandi vini d’Abruzzo protagonisti: la visione di Nicola D’Auria e del Movimento Turismo del Vino

Sulla stessa lunghezza d’onda si collocano le considerazioni di Nicola D’Auria, presidente del Movimento Turismo del Vino Abruzzo, da anni impegnato nella valorizzazione sistemica dell’enoturismo come fattore moltiplicatore di ricchezza per i borghi dell’Appennino: «Siamo felici di prendere parte anche quest’anno a un progetto che abbiamo sostenuto sin dal primo istante e che consideriamo di primaria importanza per offrire un palcoscenico d’eccezione ai nostri vini, sempre più apprezzati nei mercati nazionali e mondiali».

«Poter fare squadra per una promozione a 360 gradi significa costruire un patrimonio solido di relazioni a beneficio di tutto l’Abruzzo», rimarca con forza D’Auria. «La nostra regione si conferma aperta a iniziative di spessore in grado di destagionalizzare i flussi e attrarre appassionati colti ed esigenti». Durante le soste ipogee i partecipanti avranno modo di compiere una vera e propria panoramica delle eccellenze regionali: dal corpo robusto e austero del Montepulciano d’Abruzzo DOC alle freschezze floreali e sapide del Cerasuolo d’Abruzzo, fino alla mineralità vibrante del Trebbiano, del Pecorino e della Passerina d’Abruzzo, vitigni autoctoni che raccontano la straordinaria biodiversità pedoclimatica che separa le vette del Gran Sasso dal mare Adriatico.

Come partecipare a Calici in Grotta il 15 novembre: prenotazioni, turni e consigli utili

L’appuntamento di domenica 15 novembre 2026 prevede diversi turni di visita a partire dalla mattinata e per tutto il pomeriggio. A causa della particolarità del luogo e per assicurare la massima qualità dell’esperienza degustativa e la sicurezza di tutti i visitatori, l’accesso è a numero chiuso e richiede la prenotazione preventiva obbligatoria attraverso i canali ufficiali delle Grotte di Stiffe e dell’Azienda Speciale Territorio e Cultura.

L’organizzazione ricorda ai partecipanti di indossare calzature adeguate con suola in gomma antiscivolo e un abbigliamento comodo e caldo, consono ai 10 gradi costanti dell’ambiente ipogeo. Al termine della visita sotterranea, l’accoglienza proseguirà nell’area del borgo di Stiffe e di San Demetrio ne’ Vestini con spazi informativi e stand dedicati alla scoperta delle produzioni tipiche locali. Tutte le informazioni operative, i costi dei tagliandi e le modalità di acquisto sono consultabili sul portale ufficiale www.grottadistiffe.it o contattando la segreteria dell’ATC. Un appuntamento imperdibile per chiunque voglia brindare alla bellezza infinita dell’Abruzzo sotterraneo.

A cura della Redazione Enogastronomia e Turismo di Cavaliere News

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